>Sono per la prima volta in questo forum e vorrei lanciare una domanda a tutti.
>Chi di voi Musicisti e Musicofili conosce FRANCO FERRARA ?
Io ho avuto il piacere di conoscerlo, e parlare con lui, se ricordo
bene, nel 1980, qui' a Roma, in Via Platone nell'appartamento di
Amintore e Mariapia Fanfani, di cui era grande amico. Fu per me un
incontro emozionante. Lo conoscevo di nome e di fama, ma lo avevo fino
ad allora, intravisto solo da lontano. Un suo grande ammiratore,
GianGaleazzo Imperiali di Francavilla, anch'egli scomparso, grande
conoscitore di musica, napoletano verace, amico di De Sabata, di
Mitropulos e per coincidenza grande amico mio, me ne parlava spesso.
Di Ferrara sapevo quindi gia' quasi tutto, fin dalla fine degli anni
50, quando insieme ad Imperiali, frequentavamo la Scala quasi ad ogni
replica. Lui lo considerava il vero erede di Toscanini il quale a sua
volta pare lo ammirasse moltissimo, e mi diceva, che se Ferrara non
avesse avuto le crisi di svenimento sul podio in presenza del
pubblico, sarebbe diventato forse il nuovo Toscanini, al posto di
Cantelli.
Negli anni 70, quando ancora facevo cinema, un giorno mi accorsi che
stava provando in sala di registrazione, alla Fono Roma, una musica da
film. Mi infilai quatto, quatto e rimasi una buona mezz'ora ad
ammirarlo, senza osare di avvicinarlo.
L'occasione mi capito' appunto in casa Fanfani circa 7 anni dopo.
Mi colpi' il suo atteggiamento. Mite, sobrio, sorridente, riusciva a
ispirare simpatia a prima vista, senza far pesare la sua grandezza,
senza cercare di imporsi sovrastando gli altri con la voce. Insomma un
uomo apparentemente sereno che amava ascoltare, piu' che parlare. Con
lui capii, forse per la prima volta, che un vero grande artista, e'
fondamentalmente umile, semplice, ed ha un immenso rispetto verso il
pubblico e la gente che lo ammira.
Lo rividi un anno dopo a Manila, dove, dietro invito delle autorita'
di quel paese, era andato a tentare di rimettere insieme l'orchestra
locale. Fui presente a un paio di prove al teatro dell'opera di Manila
e in un altro teatro, molto bello, di stile liberty, completamente
rinnovato in quel periodo. Trovai incredibile e inimmaginabile il suo
carisma e la capacita' che aveva nel farsi capire da quei musicisti
con gli occhi a mandorla, cosi' lontani dalla sua natura e dalla sua
cultura. Eppure riusci' a dare a quell'orchestra un'impronta che
consenti', un anno dopo, la messa in scena piu' che buona, di una
Turandot con Placido Domingo, della quale io curai una improvvisata
quanto bizzarra regia. Quel teatro, dotato di un'acustica eccezionale,
non aveva profondita' di palcoscenico.
Lo incontrai ancora un paio di volte ad alcune cene piu' o meno
ufficiali, poi seppi che era tornato in Italia e non lo rividi piu'.
>Io sono stato il suo ultimo allievo e devo a Lui tutta la mia formazione passata ed anche....futura, visto che ha lasciato in me un segno indelebile soprattutto per quanto attiene alla dedizione al lavoro.
>FRANCO FERRARA (Palermo 4/VII/1911-Firenze 7/IX/1985), del quale tra pochi giorni cade il 15°anniversario della morte, è stato un Direttore nato con doti a dir poco leggendarie: non è solo la prodigiosa memoria che lo distingueva dagli altri (anche Celibidache, Maazel, Franco Mannino ne hanno avuta) ma il senso di compenetrazione nel ruolo di Musicista assolutamente scevro da compiacimenti, quasi un'ascesi che lo portava, ignaro della Sua grandezza, ad essere temuto ed ammirato dai blasonati colleghi nonostante abbia diretto pochissimo a causa di una salute che Dio non gli ha dato pari alle Sue doti.
>E quando dico "Suoi colleghi" non alludo ai direttori di oggi ma ai giganti del passato come Celibidache, Karajan, Mravinsky ed altri che si fa fatica anche a menzionare.
>FRANCO FERRARA didatticamente era, a dispetto di alcuni Suoi miserrimi detrattori, l'insegnante più liberale che abbia mai visto: non imponeva tecnica gestuale, discuteva con autorevolezza di questioni esclusivamente tecnico-strumentali, estetiche, stilistiche.
>E' stato un uomo di una generosità assoluta e questo lo possono testimoniare quelli che come me hanno vissuto quell'esperienza indimenticabile che è stata una fetta di vita al Suo fianco.
>Avrei piacere che miei compagni di corsi come Luis Salomòn, Alberto Maria Giuri, Dario Lucantoni, Mario Lamberto, Massimo Biscardi si unissero a me nel ricordare il nostro MAESTRO e per aiutarmi, laddove fossi carente, nel presentarLo a chi non avesse avuto di Lui alcuna notizia.
>Sono a disposizione per partecipare il mio ricordo di FRANCO FERRARA a chiunque lo volesse.
Sei un uomo fortunato. Primo perche' sei un musicista e poi perche'
hai potuto respirare l'arte di Franco Ferrara. Mi ricordo che anche
Mannino, col quale ebbi modo di parlare a lungo, sempre a Manila dove
lo conobbi, era un suo grande ammiratore.
Saro' felicissimo se vorrai parlarmi piu' a lungo di lui e
trasmettermi le tue sensazioni, visto che hai avuto la gioia di poter
lavorare con lui.
Ciao
Giampaolo Lomi
____________________________________________
" E' nel mutamento che le cose si riposano "
Eraclito
_____________________________________________
>Era
>molto stimato ed era considerato un 'duro' perche' pretendeva il massimo
>dai suoi orchestrali. ma la discografia gli nego' spazi.
Ferrara era noto soprattutto come didatta eccezionale. Amatissimo dagli
allievi, sebbene pretendesse moltissimo da loro. Alla sua severità e
alla ferrea disciplina che imponeva in aula, abbinava una estrema
dolcezza e piacevolezza con gli allievi fuori dall'aula. Questa bella
caratteristica ne ha fatto un mito al conservatorio di Roma.
Sebbene dotato di grandi capacità direttoriali, ha diretto pochissimo in
quanto psicologicamente e fisicamente incapace di gestire il podio.
Tanto tempo fa sulla tele ci fu una sua intervista in cui confessava che
il potere del gesto direttoriale e il pulsare sincrono della musica con
il suo corpo gli risultava emotivamente insopportabile, tanto da
procurargli soventi svenimenti per collasso.
Ha davvero dell'incredibile, questo. Ma è ciò che gli ha impedito di
dirigere.
ciao
-----
Vinicio Matteucci
Pistoia, Italy
xi...@libero.it
-----
Nano nano ...
>Saro' felicissimo se vorrai parlarmi piu' a lungo di lui e
>trasmettermi le tue sensazioni, visto che hai avuto la gioia di poter
>lavorare con lui.
Si, ci farebbe davvero piacere. Sarebbe un necessario omaggio ad una
persona che ha dato tantissimo per la musica, in un mondo che a volte
confonde la capacità di dare con la risolutezza con cui si riesce ad
apparire sulle copertine dei CD.
Ti chiedo scusa, ma mi sembra che la colonna sonora di Morte a Venezia
fosse diretta da Franco Mannino (che era pure parente di Visconti),
musicista che ho avuto modo di ascoltare anche come solista (e di cui
non ho un gran bel ricordo, almeno come pianista). Per quanto riguarda
la sua interpretazione dell'Adagietto, se l'avessi ascoltata in
concerto probabilmente avrei storto il naso, ma nel contesto del film
trovo che sia particolarmente riuscita, ben adattandosi all'atmosfera
decadente e morbosa del capolavoro viscontiano.
Ciao,
Dedo
id...@iol.it.
M° Gian Luigi Zampieri <gianluig...@libero.it> wrote in message 002501c01456$3431dd40$f7391597@GianLuigiZAMPIERI...
Caro Dedo, avevo infatti scritto "se non ricordo male..." :-)))
>
>
> On Mon, 04 Sep 2000 09:31:20 +0200, emf <chez_to...@geocities.com>
> wrote:
> [...]
> > Fra i suoi Autori, Rota e Mahler di cui in Morte
> >a Venezia diresse l'Adagietto della 5a sinf. se non ricordo male.
>
> Ti chiedo scusa, ma mi sembra che la colonna sonora di Morte a Venezia
> fosse diretta da Franco Mannino (che era pure parente di Visconti),
> Per quanto riguarda
> la sua interpretazione dell'Adagietto, se l'avessi ascoltata in
> concerto probabilmente avrei storto il naso, ma nel contesto del film
> trovo che sia particolarmente riuscita, ben adattandosi all'atmosfera
> decadente e morbosa del capolavoro viscontiano.
Era quasi un andantino perche' mi ricordo che mi stupirono i tempi staccati piu' veloci.
Per ritornare a Ferrara mi ricordo un pezzo di colonna sonora su musiche di Nino Rota (il titolo non lo ricordo, era un film anni 40 italiano e in bianco e nero) che era una delle cose che mia mamma
suonava spessissimo e mi nauseava fino all'estremo. La differenza sostanziale era che Ferrara lo staccava veloce la mi' mamma se lo suonava modello 'signorina di buona famiglia' tutto languore!! eh eh.
Ezio
PS (poteva essere 'Romantica' il titolo del film? boh!)
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>Per ritornare a Ferrara mi ricordo un pezzo di colonna sonora su musiche di Nino Rota (il titolo non lo ricordo, era un film anni 40 italiano e in bianco e nero) che era una delle cose che mia mamma
>suonava spessissimo e mi nauseava fino all'estremo. La differenza sostanziale era che Ferrara lo staccava veloce la mi' mamma se lo suonava modello 'signorina di buona famiglia' tutto languore!! eh eh.
>Ezio
>PS (poteva essere 'Romantica' il titolo del film? boh!)
Se ti puņ aiutare (e se ti interessa...), qui ci sono elencati tutti i
film di Nino Rota dal 1933 in poi:
http://www.cini.it/fondazione/09.pubblicazioni/rotcr.htm
Ciao,
Dedo
id...@iol.it
> N.B.: dopo l'ictus subito nel maggio '77, mi raccontava il MAESTRO
> che la Sua percezione musicale si era moltiplicata, che non percepiva
> più il freddo e il caldo, che non dormiva quasi per nulla e quasi non
> mangiava.
>
> A tale proposito, il mio "antico" insegnante di Storia della Musica,
> il critico musicale Giuseppe Pugliese, parlando del M. Ferrara
> raccontava che le sue crisi erano dovute proprio al suo sensibilissimo
> orecchio che non poteva fisicamente sopportare anche le piu' piccole
> oscillazioni di tono che esistono in ogni orchestra. Ora, immagino sia
> piu' attendibile
> la versione da te riportata riguardante la scarsa ossigenazione del
> sangue. Ma ho voluto ugualmente riportare cio'
> che il prof. Pugliese racconto' a noi studenti, impressionandoci, a
> proposito di un direttore che stimava moltissimo.
>
> ciao
>
>
> Leonardo
>
>
>
>