Qualcuno conosce qualche pianista che ha legato indissolubilmente il
suo nome al Bösendorfer, così come per es. Glenn Gould l'ha legato
allo Steinway?
Giuseppe Mariotti
Allegri !
Claudio Chiani
A mio parere non c'è paragone. Steinway uber alles!
d
Schiff ha due pianoforti che porta sempre con sè: Uno Stenway ed un
Boesendorfer, usa quest'ultimo sopratutto nella musica da camera, ma ricordo
una meravigliosa Hammerklavier su quel piano!
Personalmente mi trovo molto bene qualno i pianisti che suonano con me usano
un B.: non so perchè ma il suono di quest'ultimo trovo che meglio si
amalgami con un'arco, e tra l'altro mi danno meno la sensazione di essere
"coperto". Piango, invece con gli Yamaha: pochi armonici anche a piano
completamente aperto: suono percussivo e difficoltà di amalgama.
Daniele
Le filosofie del suono di Bösendorfer e Steinway sono completamente opposte.
Per fare un paragone un po' semplicistico ma comprensibile, direi che il
suono Steinway e' un metallo (acciaio) levigato lucente e scintillante, il
suono Bösendorfer uno spesso massello di noce austriaco lucidato a mano. I
Bösendorfer sono la cosciente evoluzione del fortepiano, sia come suono che
come meccanica, con tutti i pregi e difetti del caso, vale a dire un suono
piu' baritonale che tenorile (come Steinway), degli acuti meno brillanti ma
piu' pieni (gli Steinway a volte negli acuti sembrano dei campanellini) e
degli imbattibili bassi corposi (dati, nei modelli da concerto, dalle note
extra dei bassi). La meccanica e' pure meno pronta dello Steinway, ma
permette un migliore controllo del suono (in sintonia con la vecchia
meccanica viennese, lentissima ma una sensibilita' ineguagliable). Va da
se' che ogni pianista ha le sue preferenze, e l'abitudine gioca qui un
grosso ruolo. Chi si abitua a suonare Steinway, ci resta quasi sempre. Il
Bösendorfer e' una bestia difficile, ma di possibilita' timbriche
vastissime: e' molto piu' facile sbagliare un timbro sul B. piuttosto che
sullo S.
L'onnipresenza Steinway (spesso da benedire, altrimenti chissa' cosa ci
sarebbe al suo posto) e' basata su una gestione brillante e aggressiva
dell'azienda, e su una qualita' standard elevata. Alla Bösendorfer,
ritornata dopo 35 anni di proprieta' austriaca, da buoni viennesi a volte ci
si e' un po' tenuti sul "gemütlich" (comodo), con tutte le
conseguenze del caso. Da un paio d'anni il nuovo direttore generale ha pero'
dato una smossa notevole, triplicando le vendite e uscendo con modelli nuovi
di cui uno, il 280, e' un attacco diretto allo Steinway: meccanica pronta e
suono brillante (acciaio brunito e spazzolato fine, se vogliamo), uno
strumento da urlo, vedremo se avra' successo.
Per il repertorio viennese (da Haydn a Brahms) ma anche Debussy e Ravel, e
soprattutto
per la musica da camera, come dice Daniele, il Bösendorfer e' eccezionale,
IMHO meglio dello Steinway. Ma e' questione di gusti, e il resto del
repertorio non e' cosi' piccolo.
Tra gli artisti che prediligono Bösendofer A. Schiff, R. Buchbinder, P.
Badura Skoda, A. Previn, G. Ohlsson, i fratelli Paratore, e Tori Amos,
Oscar Peterson e parecchi jazzisti. Tra i
membri del cosiddetto Bösendorfer Artist Club, creato per gli artisti piu'
giovani, i due Gulda, Stefan Vladar e il sottoscritto (grazie a Klaus per la
citazione).
Pino
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Giuseppe Mariotti
1010 Wien - Austria
http://www.mariotti.at
>Ogni volta che vedo un pianista in televisione, questi (questa) suona
>invariabilmente uno Steinway, non solo nella classica ma anche nel
>jazz!
>Eppure non mi sembra che i Bösendorfer siano da buttare via. Anzi.
il Bösendorfer (nelle sue migliori manifestazioni) è spesso un
pianoforte di qualità straordinaria, ma sempre e comunque molto meno
versatile di uno Steinway.
si *può* (non è però obbligatorio) ragionevolmente sostenere che un
Bösendorfer sia il pianoforte ideale per Brahms, ma vi è anche tanto
repertorio per cui questo è un pianoforte gravemente inadatto. lo
Steinway può non essere l'ideale sempre e comunque, ma è sempre e
comunque un pianoforte di eccellenti prestazioni.
T
Eilà, nel tuo curriculum c'è scritto: "artista Boesendorfer"! Insomma ti
abbiamo proprio toccato nel vivo ;-)
Daniele
Beh, un pochettino si ;-) . I Bösendorfer sono poco conosciuti, specialmente
in Italia, e i pochi che ci sono sono spesso tenuti male anche perche' gli
accordatori (tranne il mitico Sergio Griffa e pochissimi altri), abituati
agli standard delle marche usuali, non sanno come trattare gli strumenti
austriaci, molto particolari, che alla lunga si deteriorano di intonazione e
di meccanica. Personalmente mi piacciono molto (ne ho uno moderno e due
antichi, in estate mi arrivera' finalmente quello nuovo lunghissimo, che
chissa' dove mettero', mia moglie ha annunciato il divorzio), ma ho avuto un
imprinting particolare gia' da bambino (ottimi Bechstein e Bösendorfer, e
Steinway terribili in Conservatorio), che praticamente mi hanno condizionato
nella scelta della marca. Se Rachmaninoff e Prokofiev funzionano molto
meglio sullo Steinway, ma non e' il repertorio che suono, perfino
Schoenberg, es tut mir sehr leid, e' 100% Bösendorfer.
Ahiahiahiahiahiahai!...........
AHIAHIAHIAHAIHAIHAI!..........
--
Tissaferne
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L'uomo che sa non parla.
L'uomo che parla non sa.
[Lao-Tse]
Lascia perdere: quando ascoltai Richter per la prima e ultima volta al
Lingotto
c'era uno Yamaha, l'unica nota stonata di quel concerto (splendido).
Ragioni di sponsor: il CD che ci fu dato in omaggio dopo il concerto
era per fortuna rigorosamente Steinway.
Bisognerebbe anche sentire Carlo Grante al proposito.
> Se Rachmaninoff e Prokofiev funzionano molto meglio sullo Steinway
IMHO farei un ulteriore distinguo: funzionano ancora meglio sullo
Steinway "americano" (sarò l'unico a preferire i pianoforti statunitensi
a quelli della fabbrica di Amburgo?).
> perfino Schoenberg, es tut mir sehr leid, e' 100% Bösendorfer.
Approfitto di questo post per chiederti una cosa: il Bösendorfer -
diciamo un modello tradizionale - come regge una acustica 'allargata'?
Ossia una sala da concerto di più di 2000 posti?
ciao,
Jashugan
--
«Ha tinto le mie vesti d'un rosso a tutti sconosciuto. Ora non vi è
più nessuno che le sfiori. Uccide gli uomini in viaggio e, guardando
il cielo, una donna piange».
(Hiroaki Samura)
> Schiff ha due pianoforti che porta sempre con sè: Uno Stenway ed un
> Boesendorfer, usa quest'ultimo sopratutto nella musica da camera, ma ricordo
> una meravigliosa Hammerklavier su quel piano!
Alla faccia della musica da camera! ;-)
> Piango, invece con gli Yamaha: pochi armonici anche a piano
> completamente aperto: suono percussivo e difficoltà di amalgama.
IMHO nella musica da camera (a meno di non essere alla Carnegie Hall) la
coda non andrebbe aperta completamente.
> Approfitto di questo post per chiederti una cosa: il Bösendorfer -
> diciamo un modello tradizionale - come regge una acustica 'allargata'?
> Ossia una sala da concerto di più di 2000 posti?
I beg your pardon, sir, ma c'e' tanta musica che viene suonata in sale
da 2000 posti, e la musica non regge la sala (indipendentemente dalla
marca del pianoforte) :-)
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Luca Logi - Firenze - Italy e-mail: ll...@dada.it
Home page: http://www.angelfire.com/ar/archivarius
(musicologia pratica)
> I beg your pardon, sir, ma c'e' tanta musica che viene suonata in sale
> da 2000 posti, e la musica non regge la sala (indipendentemente dalla
> marca del pianoforte) :-)
LOL!!! Hai proprio ragione! ;-)
Ho trovato negli USA Steinway di produzione americana molto buoni, e alcuni
Baldwin niente male, gli Hamburg Steinway mi sembrano meglio, ma e'
naturalmente questione di gusti.
La Bösendorfer ha tre modelli da concerto: il 275, il nuovo 280 e il 290,
il cosiddetto Imperial (quello con le note basse fino al do). Con
quest'ultimo bestione da 600 Kg e' difficile non farsi sentire, anche in
sale vastissime, in quanto il suono vola anche nel ppp. Che poi, come dice
Logi, la musica non lo regga, e' un altro paio di maniche. IMVHO Schubert,
per esempio, non regge in sale di piu' di 300-400 posti (a parte forse la
Wanderer). Bisogna steroidizzarlo, come suono e come carattere, per farlo
funzionare in sale grandi, e allora non e' piu' Schubert.
Il 275 (il modello che preferisco) e' molto adatto per la musica da camera,
nonostante la lunghezza, e in formazione cameristica suona molto meglio
aperto che mezzo chiuso, senza che il pianista faccia sforzi disumani per
non suonare troppo forte. Provateci con uno Steinway ;-)
Ti sei fatto male, Tissaferne?
Grazie a tutti quelli che hanno risposto. Chiedevo del Bosendorfer
perché tra i miei (pochi) cd, ho in mente il suono di Pollini che
interpreta l'opera pianistica di Schoenberg - su uno Steinway,
suppongo: ed è un suono metallico, secco, che non mi piace tantissimo.
L'unico esempio di Bosendorfer su un cd che posseggo è della
cantautrice americana Tori Amos (che qlc di voi ha citato): per es.
nel brano "Pretty Good Year" il suono è molto caldo, morbido, mi piace
davvero.
> L'unico esempio di Bosendorfer su un cd che posseggo è della
> cantautrice americana Tori Amos (che qlc di voi ha citato
Se vuoi gustartelo in una cosa classica c'è un vecchio ('83) cd della DELOS
(D/CD
3009) dove la Carol Rosenberger suona l'Appassionata e la 111 su un
Bösendorfer Imperial Concert Grand.
I SOLb dell'Andante con moto dell'Appassionata o i RE 5 tagli sotto il rigo
dell'Arietta ti riempiono la sala d'ascolto con dei bassi strepitosi!!
Ciao
Giacomo
Tutti i brani volumetto dedicato a Backhaus nella serie The Great Pianists
della Philips (sponsorizzaza dalla Steinway & Sons ;-) ) sono suonati su
Bösendofer, cosi' come praticamente tutte le altre incisioni del grande
pianista tedesco in commercio. Mi pare che anche la vecchia incisione delle
sonate di Beethoven di Buchbinder sia su Bösendorfer.
> Tutti i brani volumetto dedicato a Backhaus nella serie The Great Pianists
> della Philips (sponsorizzaza dalla Steinway & Sons ;-) ) sono suonati su
> Bösendofer,
Hai dimenticato di dire che anche il CD della Fonč "Ferruccio Bosoni tra
mistero e occulto" offre il suono di un magnifico Bösendorfer.
Forse perchč l'interprete si chiama Giuseppe Mariotti!!!
Ciao
Giacomo
>Hai dimenticato di dire che anche il CD della Fonè "Ferruccio Bosoni tra
>mistero e occulto" offre il suono di un magnifico Bösendorfer.
>Forse perchè l'interprete si chiama Giuseppe Mariotti!!!
non sapevo che Giuseppe si occupasse di particelle :-))
in effetti i Bosoni possono essere misteriosi ed occulti alla maggior
parte dei comuni mortali ...
comunque posso confermare che si tratta di una bella raccolta di brani
per pf di Busoni suonata magnificamente
Allegri !
Claudio Chiani
>>Ferruccio Bosoni
> non sapevo che Giuseppe si occupasse di particelle :-))
Per riparare alla svista aggiungerò che si tratta oltretutto di una
magnifica registrazione dal punto di vista tecnico, come d'abitudine, quando
lavora Giulio Cesare Ricci.
Ciao
Giacomo
PS Avevo beatamente scritto Franco Maria Ricci. Fortuna che ho avuto un
soprassalto di
lucidità.
> "Giuseppe Mariotti" <> ha scritto
>
>>Tutti i brani volumetto dedicato a Backhaus nella serie The Great Pianists
>>della Philips (sponsorizzaza dalla Steinway & Sons ;-) ) sono suonati su
>>Bösendofer,
>
> Hai dimenticato di dire che anche il CD della Fonè "Ferruccio Bosoni tra
Busoni. È un compositore, non una particella ;-)
> mistero e occulto" offre il suono di un magnifico Bösendorfer.
> Forse perchè l'interprete si chiama Giuseppe Mariotti!!!
Tja, aber Pino ist die personifizierte Bescheidenheit!
Roberto
--
_/_/ Roberto Maria Avanzi Mocenigo <><
/_/ Institut für Experimentelle Mathematik / Uni Essen
_/ Alan Kay: "I invented the term Object-Oriented, and
/ I can tell you I did not have C++ in mind."