Grazie!
Davide
www.mp3.com/dipa
> Cari amici pianisti di IAMC, cosa bisogna fare per evitare fastidiose
> tendiniti e altri dolori dopo lunghe sessioni di studio al pianoforte? Voi
> come fate?
perchè suoni rigido come un baccalà!! ;-)
> Ho il polso destro distrutto e l'avambraccio gonfio come un canotto...
> Come avete imparato a rilassare completamente l'articolazione mentre
> suonate?
esercitandomi a tenere le braccia rilassate, scricando il peso del braccio sulle
dita, fin dai primissimi esercizi ..... per adesso potresti iniziare a fare
qualche "caduta" (se nn sai cosa sono ti spiego).
> Tra l'altro i dolori mi prendono proprio adesso mentre devo imparare la mia
> prima sonata (la Sonata Facile di Beethoven)...
non è roba da sottovalutare. i dolori al braccio possono diventare continui e se
non si interviene repentinamente rischi di non poter più suonare (almeno in un
certto modo)
Imho dovresti fare marcia indietro e "rassodare" la tua tecnica imparando a
suonare rilassato. ne guadagnerai in salute e in bellezza di suono. Se vuoi
approfondire l'argomento sono disponibilissimo. ciao e in bocca al lupo
Gian
> Ho il polso destro distrutto e l'avambraccio gonfio come un canotto...
Michia! Nemmeno quando mi alleno nel WingTsun mi riduco in questo stato!
^___^
> Come avete imparato a rilassare completamente l'articolazione mentre
> suonate?
Beh, l'articolazione non la puoi rilassare, altrimenti non suoni! ^__^
Devi imparare a rilassare i muscoli non direttamente interessati, questo
sì.
> Tra l'altro i dolori mi prendono proprio adesso mentre devo imparare la mia
> prima sonata (la Sonata Facile di Beethoven)...
Oh, bravo! A quale ti riferisci
(numero d'opera, o tonalità? Scommetto l'op. 49 n. 1 in sol minore!)
ciao,
Jashugan
--
«Ha tinto le mie vesti d'un rosso a tutti sconosciuto. Ora non vi è
più nessuno che le sfiori. Uccide gli uomini in viaggio e, guardando
il cielo, una donna piange».
(Hiroaki Samura)
Non sottovalutare assolutamente questo tipo di problema, esso costituisce la
minaccia più grave incombente sul musicista. Non devi assolutamente pensare
che le lunghe ore di studio portino necessariamente al martoriamento fisico
che hai descritto, anzi. Una corretta postura del corpo ed una tecnica
rilassata ti consentono di suonare quante ore vuoi senza avere il
benchèminimo problema, tu evidentemente sbagli qualche cosa e,torno a
ripetere dovresti fare molta attezione perchè il protrarsi della situazione
potrebbe crearti danni gravi. Non voglio fare il portajella,ci mancherebbe
ma ho visto alcuni amici molto dotati doversi ritirare a causa dell'erronea
posizione dovuta a qualche cattivo insegnante. Il vero insegnante(di
qualsiasi strumento) prima di farti suonare ti mette nella condizione di
sentirti completamente rilassato anche nei passaggi più ostici e ti dà la
possibilità di controllarti costantemente, di automonitorarti insomma.
Spesso mi capita, dopo ore di orchestra, di sentire lamentare dei musicisti
perchè la troppe ore di prove li hanno indolenziti, sbagliatissimo: è la
loro erronea posizione che non consente di suonare a lungo. Mi permetto di
consigliarti di rivolgerti a qualche buon insegnante che ti dia le "dritte
giuste" e che ti indirizzi, prima che sia troppo tardi.
Scusa se sono catastrofico ma non vorrei che ti rovinassi per così poco.
Daniele
hEHEH :)
> Oh, bravo! A quale ti riferisci
> (numero d'opera, o tonalità? Scommetto l'op. 49 n. 1 in sol minore!)
>
No, la n. 2 :)
Bye!!
Davide
Grazie per la tua esperienza :)
Davide
Sě, so cosa sono :)
>
> non č roba da sottovalutare. i dolori al braccio possono diventare
continui e se
> non si interviene repentinamente rischi di non poter piů suonare (almeno
in un
> certto modo)
> Imho dovresti fare marcia indietro e "rassodare" la tua tecnica imparando
a
> suonare rilassato. ne guadagnerai in salute e in bellezza di suono. Se
vuoi
> approfondire l'argomento sono disponibilissimo. ciao e in bocca al lupo
>
Grazie mille, continuerň ad esercitarmi su questo :)
Davide
In bocca al lupo, vedrai che i risultati arriveranno presto, ma non
"sforzare" per adesso!
> Grazie per la tua esperienza :)
A te.
Ciao
Daniele
> Ho il polso destro distrutto e l'avambraccio gonfio come un canotto...
> Come avete imparato a rilassare completamente l'articolazione mentre
> suonate?
Una decina di anni fa, ho partecipato ad un workshop tenuto da Robert
Fripp (allora suonavo la chitarra elettrica). Durante la prima mezz'ora
ci fece rimanere immobili sulla sedia, con lo strumento in mano, senza
fare null'altro che reggerlo. Fu una esperienza 'shockante' ma anche
estremamente educativa.
Ho imparato di più in quella mezz'ora, sulla corretta postura e
sull'atteggiamento sia fisico che mentale da tenere in fase di studio,
che in tutti i successivi anni di pratica.
> Una decina di anni fa, ho partecipato ad un workshop tenuto da Robert
> Fripp (allora suonavo la chitarra elettrica). Durante la prima mezz'ora
> ci fece rimanere immobili sulla sedia, con lo strumento in mano, senza
> fare null'altro che reggerlo. Fu una esperienza 'shockante' ma anche
> estremamente educativa.
WOW! Robert Fripp! Dove, dove? Com'è, lui? Hai mica qualche partitura dei suoi
brani per ensemble di chitarre?!? ("The League of Crafty Guitarists", mi pare
si chiamasse il gruppo)
:-)
Ciao,
Fabio
--
Posted from [194.153.131.4]
via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
[ On Tue, 27 Nov 2001 18:31:40 +0100, DipA (pianista) says...
Ho il polso destro distrutto e l'avambraccio gonfio come un canotto...
Come avete imparato a rilassare completamente l'articolazione mentre
suonate? ]
> Una decina di anni fa, ho partecipato ad un workshop tenuto da Robert
> Fripp (allora suonavo la chitarra elettrica). Durante la prima mezz'ora
> ci fece rimanere immobili sulla sedia, con lo strumento in mano, senza
> fare null'altro che reggerlo. Fu una esperienza 'shockante' ma anche
> estremamente educativa.
Beh, essendo DipA pianista, gli stai suggerendo la stessa pratica con il suo
strumento. Sarebbe davvero shockante!
Scherzi a parte, io sono un esempio negativo per il problema in questione: non
ho mai capito come si possa suonare con muscolatura rilassata "Paganini" del
Carnaval di Schumann, alla decima battuta dello studio op.10 n.1 di Chopin
l'avambraccio è come dopo due ore di tennis, e non riesco a stare seduto al
pianoforte più di venti minuti sennò mi viene mal di testa per la cervicale.
Che caricandomi il piano a tracolla possa essere meglio...
Beh, ovviamente mi guardo bene dall'insegnare e mi occupo di tutt'altro.
Ultime pratiche prima della spedizione, integrata da altro materiale evansiano
(l'Aebersold, se ce l'hai gia dimmelo).
Saluti,
Sandro.
--
Posted from [212.210.131.247]
spero che
risolva i tuoi problemi.In caso fammi sapere magari ti spiego meglio.
ciao
La purce
--------------------------------
Inviato via http://usenet.iol.it
Davide
"opopo" <op...@iiil.it> ha scritto nel messaggio
news:62Z98Z208Z29Y1...@usenet.iol.it...
Dovrebbe essere integrato nella tecnica pianistica. Teoricamente dovrebbero
bloccarti appena "stringi" dei muscoli nell'avambraccio, anche perché il
suono cambia -in peggio- considerevolmente.
Se non erro la sonata facile è un breve brano per bambini, ed immagino
quindi che la tua tecnica sarà ancora da sviluppare.
--
Hasta siempre
"No compré una parcela del cielo que vendìan
los sacerdotes, ni acepté tinieblas
que el metafìsico manufacturaba
para despreocupados poderosos."
Pablo Neruda
Giangia wrote:
> > per adesso potresti iniziare a fare
> > qualche "caduta" (se nn sai cosa sono ti spiego).
> Sě, so cosa sono :)
ecco, allora prima di iniziare a suonare fanne qualcuna e assicurati che il tuo
braccio sia rilassato. per sincerartene potresti farlo oscillare sollecitandolo
con l'altro. Se č rilassato lo vedrai penzolare liberamente ..in casi contrari
no .
cut
> Grazie mille, continuerň ad esercitarmi su questo :)
figurati, ma sincerati che il rilassamento ci sia e se senti fatica e dolori al
braccio durante lo studio INTERROMPI SUBITO e riprendi piů tardi.
non per volermi fare i fatti tuoi ma č da molto che studi?
che libri hai usato fino adesso?
ciao
G
Prendo le lezioni da circa 4 mesi, infatti devo lavorare soprattutto sulla
tecnica...
Prima di suonare il piano ho suonato per due anni la tastiera, imparando a
leggere la musica da solo e acquisendo un modo di suonare scorretto (gomiti
larghi, usavo tutta la forza del braccio ecc...)
Come libri uso:
Czerny - Il primo maestro di pianoforte
Pozzoli - La tecnica giornaliera del pianista e i solfeggi.
Le scale per pianoforte di Tommaso Alati
Come pezzi sto studiando parte dei pezzi di Bach del libro di Anna Maddalena
(ne ho studiati 6 ), le sonatine di Clementi (conosco i 3 movimenti della
prima per il momento), la sonata facile di Beethoven (Op 49 n.2). A volte
studio anche alcune sonatine in stile pop e jazz di un'autore italiano di
cui al momento mi sfugge il nome...
Davide
www.mp3.com/dipa
>Prima di suonare il piano ho suonato per due anni la tastiera,
imparando a
>leggere la musica da solo e acquisendo un modo di suonare
scorretto
>(gomiti
>larghi, usavo tutta la forza del braccio ecc...)
>Come libri uso:
Ahi ahi ahi...è la tendenza di tutti.Utilizzare la
pressione negativa con la forza anzichè col peso naturale e la gravità.
Ti
consiglio di imparare ad accettare tutti gli errori che fai e fare molta
attenzione a quando cercando di risolvere un passaggio ti ostini magari a
mettere forza o tensione.Accetta di avere un suono "
moscio.."debole..brutto.ma rilassati.
vedrai che pian piano acquisterai
piu' elasticità.
Altrimenti continuando ad imprimere una forza sbagliata
di braccio gomito spalle contraendo i muscoli magari suoni forte ...ti
sembra di buttare del peso sulla tastiera ma otterrai un suono brutto
rigido e sopratto "spoggiato" e non c'è nulla di peggio.
Fai molte cadute
articola poco...e sostituisci l'articolazione tradizionale con una tecnica
di slancio.
ciao ciao
isa
In cosa consiste questa tecnica di slancio? Intendi forse la rotazione del
polso?
Davide
>Davide
la "tecnica
di slancio" come l'ho chiamata ..consiste nel articolare in maniera diversa
basandoti non sulla forza calcolata ma sull'impulso.
Hai presente quella
vecchia scuola pianistica che obbliga gli allievi a compiere
l'aryticolazione(esercitandosi) l'articolazione tenendo le altre dita
salde al pianoforte es...da do sol...1-5 fermi e le altre articolano e
fanno i martelletti.
A mio modestissimo parere queto è il miglior modo per
farti venire tendiniti.
Io per slancio intendo coinvolgere tutti i muscoli
della mano...di modo che se articoli slanci anche le altre che non sono
costrette a ster ferme.E' colplicato da spiegare cosi'.
Ovviamente si
tratta di primi esercizi per imparare a rilassare e an non suonare tesi.Poi
piano piano si trova da soli l'eziolibrio tra i momenti di tensione e di
rilassamento.
ciao ciao
Sono proprio questi gli esercizi che ci sono nelle prime 15-20 pagine del
libro che sto usando... ma ormai ho finito da un mesetto di suonarli :)
Davide
È vero che può fare molto
male e far venire tendiniti (a me non sono mai venute) però questo in
genere succede solo se sta rigidi.
Al contrario trovando subito, come tu
giustamente dici un...
>l'equilibrio tra i momenti di tensione e di
rilassamento.
...beh in quel caso il dolore non ci sarà.
L'importante,
ripeto è stare estremamente rilassati, controllando i muscoli della mano,
del braccio e forse anche della schiena.
Certo il movimento dei
«martelletti» non è dei più naturali, è vero...ma ti asicuro che non può
che fare bene per il pianista principiante.
Anche l'esercizio di cui tu
parli...
>Io per slancio intendo coinvolgere tutti i muscoli
>della
mano...di modo che se articoli slanci anche le altre che non sono
>costrette a ster ferme.E' colplicato da spiegare cosi'.
...è molto
importante anche se per finalità differenti.
>Ovviamente si
>tratta di
primi esercizi per imparare a rilassare e an non suonare
>tesi.Poi
>piano
piano si trova da soli
Concordo.
Molto utili poi possono essere
esercizi a ripetizione continua (ai miei tempi si usava l'HANON: c'è più in
giro?).
Ricordo che alla sola vista del libro, mi venivano le lacrime agli
occhi...ma devo ammettere che i vantaggi dall'avere fatto tanta di quella
pratica sono stati notevoli.
> WOW! Robert Fripp! Dove, dove?
A Roma, una decina di anni fa almeno, se non ricordo male.
> Com'è, lui?
Un vero Guru. E con una tecnica perfetta, che però non ama esibire.
> Hai mica qualche partitura dei suoi
> brani per ensemble di chitarre?!? ("The League of Crafty Guitarists", mi pare
> si chiamasse il gruppo)
No, in compenso ci fece "sperimentare" l'ebbrezza di un brano creato
all'impronta, ognuno dei partecipanti eseguiva un breve lick (o pattern
come preferiva chiamarlo lui) e quello che venne fuori avrebbe potuto
competere con una orchestra javanese! ^___^
> Beh, essendo DipA pianista, gli stai suggerendo la stessa pratica con il suo
> strumento. Sarebbe davvero shockante!
Sarebbe shockante davvero, ma non nel senso che intendi tu. Io faccio
spesso questo esericizio, ossia di rimanere qualche minuto (solo qualche
minuto però) immobile davanti allo strumento. La chiarezza mentale che si
acquista per lo studio è insostituibile.
> Scherzi a parte, io sono un esempio negativo per il problema in questione: non
> ho mai capito come si possa suonare con muscolatura rilassata "Paganini" del
> Carnaval di Schumann
Qui non posso aiutarti. A me vengono i crampi quando faccio l'Intermezzo
del Carnevale di Vienna... Schumann è una brutta bestia! :-)
> alla decima battuta dello studio op.10 n.1 di Chopin l'avambraccio
> è come dopo due ore di tennis
Ecco, in questo caso mi sento di dire che lo stato del tuo avambraccio è
solo il riflesso di un cattivo attegiamento muscolare durante
l'esecuzione o... più probabilmente di un 'misunderstanding' del corretto
gioco digitale necessario per eseguire correttamente tale pezzo. Scrivimi
in posta privata...
>> Scherzi a parte, io sono un esempio negativo per il problema in
>questione: non
>> ho mai capito come si possa suonare con muscolatura
rilassata "Paganini"
>del
>> Carnaval di Schumann
beh è ovvio che
non si puo' suonare "rilassati" Paganini...se per rilassato si intende nopn
sentire alcuna tensione muscolare.Ma un conto è la tensione positiva un
conto è la tensione che fa male negativa.Secondo me la tecnica giusta è
quella fatta di equilibrio tra le farsi di rilassamento e tensione in
accordo al fraseggio e agli accenti del brano,mi spiego?Poi è una cosa
mentale,in cui si devono trovare i momenti per proiettare il braccio al
fine di non appesantire e stancare le braccine.
>Qui non posso aiutarti.
A me vengono i crampi quando faccio l'Intermezzo
>del Carnevale di
Vienna... Schumann è una brutta bestia! :-)
secondo me c'è di
peggio!Vogliamo parlare del mefisto walz?
Scusate ma da un po' di tempo a
questa parte sono diventata molto Zen ...ho scoperto che i demoni ce li
abbiamo dentro nel nostro modo di affrontare difficoltà.L'approccio!
au
revoir
>> alla decima battuta dello studio op.10 n.1 di Chopin
l'avambraccio
>> è come dopo due ore di tennis
>Ecco, in questo caso mi
sento di dire che lo stato del tuo avambraccio è
>solo il riflesso di un
cattivo attegiamento muscolare durante
>l'esecuzione o... più
probabilmente di un 'misunderstanding' del corretto
>gioco digitale
necessario per eseguire correttamente tale pezzo. Scrivimi
>in posta
privata...
>ciao,
>Jashugan
>--
>«Ha tinto le mie vesti d'un rosso a
tutti sconosciuto. Ora non vi è
>più nessuno che le sfiori. Uccide gli
uomini in viaggio e, guardando
>il cielo, una donna piange».
>(Hiroaki
Samura)
--------------------------------
Inviato via http://usenet.iol.it
> secondo me c'è di
> peggio!Vogliamo parlare del mefisto walz?
Cioé? Il Mephisto Waltz è sicuramente un brano difficile (c'è molto
lavoro da fare) ma non impossibile, è un brano scritto in modo perfetto,
e non presenta alcun passaggio scomodo e/o astruso. Anzi, si suona con
vero piacere. La prima versione dei Trascendentali o degli Studi da
Pagnini, quelle sì che mettono i sudori freddi... :-)
> Scusate ma da un po' di tempo a questa parte sono diventata molto Zen ...
> ho scoperto che i demoni ce li abbiamo dentro nel nostro modo di affrontare
> difficoltà. L'approccio!
Sottoscrivo. Metà del lavoro è quello di convincerci che l'impressione di
difficoltà che avevamo all'inzio era del tutto sbagliata. Qualche anno fa
mi sembrava impossibile eseguire con scioltezza la Rapsodia Spagnola,
adesso che (nei ritagli di tempo) mi sono messo a studiarla, mi rendo
conto che i punti ostici sono veramente pochini.
ciao,
Jashugan
P.S.
Per piacere, attenzione al 'quoting'. Riporta solo le linee del messaggio
alle quale rispondi e cancella le altre, come ho fatto io.
>Cioé? Il Mephisto Waltz è sicuramente un brano difficile (c'è molto
>lavoro da fare) ma non impossibile, è un brano scritto in modo perfetto,
>e non presenta alcun passaggio scomodo e/o astruso.
beh insomma mica
tanto!!ci sono parecchie cose scomode...anche se non ho mai avuto ancora il
piacere di studiarlo!!(forse è prestino).
Anzi, si suona con
>vero
piacere. La prima versione dei Trascendentali o degli Studi da
>Pagnini,
quelle sì che mettono i sudori freddi... :-)
Questo si...hai ragione!Ma
io credo che le difficoltà siano talmente relative che un giorno vorrei
fare una teoria anche io (tipo quella di einstein) sulla relatività in base
al sistema di riferimento!ahhaha.
>> Scusate ma da un po' di tempo
a questa parte sono diventata molto Zen
>...
>> ho scoperto che i demoni
ce li abbiamo dentro nel nostro modo di
>affrontare
>> difficoltà.
L'approccio!
>Sottoscrivo. Metà del lavoro è quello di convincerci che
l'impressione di
>difficoltà che avevamo all'inzio era del tutto
sbagliata. Qualche anno fa
>mi sembrava impossibile eseguire con
scioltezza la Rapsodia Spagnola,
>adesso che (nei ritagli di tempo) mi
sono messo a studiarla, mi rendo
>conto che i punti ostici sono veramente
pochini.
Poi una cosa molto importante secondo me (e in questo sono una
Gouldiana per eccellenza) è prima di tutto la musica come esperienza
mentale...una volta che certe cose si cristallizzano nella
capoccia...risolverle è facile.Io credo che si suoni con la testa prima
ancora che col corpo!
C'era un periodo della mia vita in cui avevo non so
se ad altri è mai capitato...il fantasma della mano!ovvero tutta quella
serie di nevrosi che hanno a che fare con le peggio seghe mentali
sull'efficienza della mano.Ero arrivata a pensare che non fosse fatta per
suonare..poichè troppo piccola e con tremila difetti.
Quando ho smesso di
pensare a ste cazzate e al fatto che non esiste un paramentro universale ho
cominciato a ragionare.E sono finite le tensioni...la frustrazione ecc ecc.
E' vero ci sono delle cose molto difficili e ostiche che persentano
scomodità oggettive (es...,la toccata di schumann,.,?)lì subentra un lavoro
compensativo di intelligenza e di arguzia nella risoluzione...ancora prima
delle mani..
bye.
> > Scusate ma da un po' di tempo a questa parte sono diventata molto Zen
...
> > ho scoperto che i demoni ce li abbiamo dentro nel nostro modo di
affrontare
> > difficoltà. L'approccio!
>
> Sottoscrivo. Metà del lavoro è quello di convincerci che l'impressione di
> difficoltà che avevamo all'inzio era del tutto sbagliata. Qualche anno fa
> mi sembrava impossibile eseguire con scioltezza la Rapsodia Spagnola,
> adesso che (nei ritagli di tempo) mi sono messo a studiarla, mi rendo
> conto che i punti ostici sono veramente pochini.
>
STUDIARLA NEI RITAGLI DI TEMPO!!!???
io la devo presentare in concorso a Gussago (BS) dopodomani e la trovo
tremenda,nonostante abbia una buona esperienza di
trascendentali,Godowsky,Rosenthal e soci...al di là di alcune
parafrasi(Norma,Sonnambula...)la ritengo tra i brani di Liszt più
impegnativi;
è un concentrato di difficoltà di ogni genere,senza considerare anche che
sfrutta molto la pulizia e "scopertura" di doppie terze negli acuti,brrrr...
e se mi va bene(c'è anche una 101 di Beethoven ad agitare i miei
sonni),domenica suonerò il 2°di Chopin a Brescia:altro incubo!!!
Davide
www.mp3.com/dipa
>> mi sembrava impossibile eseguire con scioltezza la
Rapsodia Spagnola,
>> adesso che (nei ritagli di tempo) mi sono messo a
studiarla, mi rendo
>> conto che i punti ostici sono veramente pochini.
>>
>STUDIARLA NEI RITAGLI DI TEMPO!!!???
io invece ...ogni taanto nei
ritagli di tempo mi studio Islamey ...perchè nel 2022 devo portarla Tokyo.
;-))
> io invece ...ogni taanto nei
> ritagli di tempo mi studio Islamey ...perchč nel 2022 devo portarla Tokyo.
> ;-))
Cosě poco tempo? :-)
Scherzi a parte, Islamey attualmente lo considero ancora
appartenente alla categoria dei brani (a me) impossibili.
ciao,
Jashugan
--
«Ha tinto le mie vesti d'un rosso a tutti sconosciuto. Ora non vi č
piů nessuno che le sfiori. Uccide gli uomini in viaggio e, guardando
> STUDIARLA NEI RITAGLI DI TEMPO!!!???
Beh, dovendola lavorare solo per alcuni aspetti tecnici, e non dovendo
eseguirla in alcun concorso e/o concerto... posso farlo! ;-)
> io la devo presentare in concorso a Gussago (BS) dopodomani e la trovo
> tremenda,nonostante abbia una buona esperienza di
> trascendentali,Godowsky,Rosenthal e soci...al di là di alcune
> parafrasi(Norma,Sonnambula...)la ritengo tra i brani di Liszt più
> impegnativi
E chi nega che sia impegnativo! Per eseguirla bene bisogna avere una
tecnica veramente _completa_ praticamente il buon Liszt non ha
tralasciato nulla. Ma l'unico passaggio IMHO veramente bastardo è quello
con i salti di decime, non c'è studio che permetta di acquisire una
sicurezza totale (almeno io non l'ho ancora trovato: e nemmeno Gilels che
nella sua esecuzione live, tocca per quattro volte la stessa nota! ^__^)
> e se mi va bene(c'è anche una 101 di Beethoven ad agitare i miei
> sonni)
Vabbeh, ma allora sei masochista! :-)
ciao,
Jashugan
sì,è vero:adoro qualsiasi cosa sia difficilissima!!! :-) (vabbè,non
esclusivamente!)
Islamey comunque mi è meno ostico della Spagnola(l'ho presentato 6 anni fa
al diploma di pf,con Ciaccona Bach-Busoni,Studi Sinfonici e Preludio Corale
e Fuga)
Se siete interessati al virtuosismo spinto tardo-ottocentesco
(spartiti,CD,interpreti)contattatemi!!!
> Islamey comunque mi è meno ostico della Spagnola(l'ho presentato 6 anni fa
> al diploma di pf,con Ciaccona Bach-Busoni,Studi Sinfonici e Preludio Corale
> e Fuga)
Bel programmino, complimenti! :-)
Cmq non voglio certo dire che Islamey non sia un pezzo studiabile e
fattibile. Lo fanno in tanti, ed è molto eseguito ai concorsi... però un
conto è suonarlo, un conto è fare quello che è scritto. Se si rispettano
le dinamiche, la polifonia, si tiene il tempo ovunque (e non si
'fraseggia' per limitare certe difficoltà), allora è un brano IMHO
pressoché ineseguibile... l'unico pianista di mia conoscenza che sia
arrivato ad un risultato quasi ideale è Carlo Grante, che è possibile
ascoltare (live!!!) nel sito www.mp3.com
In tutte le altre versione che posseggo (Katchen, Ciani, Cherkassky,
Mustonen, Pletnev, Bredel, Berezovsky, e qualcun altro che ho
dimenticato) ci sono cose belle e cose meno bella. Sto, in verità,
aspettando una registrazione del magno Pogorelich (l'ho sentito tanti
anni fa al S. Cecilia, ma allora capivo poco di pianoforte, o cmq *meno*
di oggi) ed anche quella conservata negli archivi di Yale di... Horowitz!
^__^
>Cmq non voglio certo dire che Islamey non sia un pezzo studiabile e
>fattibile. Lo fanno in tanti, ed è molto eseguito ai concorsi... però un
>conto è suonarlo, un conto è fare quello che è scritto. Se si rispettano
>le dinamiche, la polifonia, si tiene il tempo ovunque (e non si
>'fraseggia' per limitare certe difficoltà), allora è un brano IMHO
>pressoché ineseguibile... l'unico pianista di mia conoscenza che sia
>arrivato ad un risultato quasi ideale è Carlo Grante, che è possibile
>ascoltare (live!!!) nel sito www.mp3.com
>
>In tutte le altre versione che posseggo (Katchen, Ciani, Cherkassky,
>Mustonen, Pletnev, Bredel, Berezovsky, e qualcun altro che ho
>dimenticato)
ci sarà mica Arrau, fra i dimenticati? ^___^
T
Sandor Gyorgy
Come si suona il pianoforte
PREZZO: lire 15.000
PAGINE: 384
CODICE ISBN: 17124737
EDITORE: Rizzoli
COLLANA: Bur Guide Giochi e Manuali
EDIZIONE: 2000
LINEA EDITORIALE: ECONOMICA
GENERE: MANUALI PRATICI - COLLEZIONISMO
>Come si suona il pianoforte
>PREZZO: lire 15.000
>PAGINE: 384
>CODICE ISBN: 17124737
>EDITORE: Rizzoli
>COLLANA: Bur
Guide Giochi e Manuali
Scusate approposito di Sandor...ma qualche romano
(o non) per caso era presente la sera che ha suonato al teatro Ghione circa
un mesetto fa?
Beh secondo voi Si è ringolionito totalmente o la
prestazione pianistica era chiaramente oscurata dalla non lucidità dei suoi
ANTA????
Alla terza battuta della sonata di Beethoven op 26 volevo
andarmene dalla disperazione.Poi invece sono restata per carineria verso il
vecchiettino che tuttosommato aveva un'aria simpatica e una guisa molto
bizzarra (camicia bianca...giacca bianca) sembrava un capo metre di un
ristorante!
Beh...alla fine l'ho presa con filosofia ho speso 20 ,sacchi
di concerto ma vi assicuro che resistere per tutto il mefisto valzer è
stata dura...a un certo punto ho dovuto mettermi (con molta nosssialanse)le
mani sulle orecchie pre attutire le stecche e i finti arpeggi in play back)
esperienza tragica.
Spero che il libro sia di un altro Gyorgy sandor..;-))
Voi che ne pensate?Si è solo rincoglionito?Era unbravo pianista?
E' stata
una vera tortura....alla fine ha fatto tre bis...nun je la facevbo
piu'...volevo andare sul palco baciarlo e dirgli...basta basta p tutto
finito...vai a casa che sei stato bravo lo stesso!!
> ci sarà mica Arrau, fra i dimenticati? ^___^
No, non l'ho dimenticato. Non possiedo proprio - ahimé - la sua
esecuzione. E non mi è riuscito di trovarla in tutti questi anni. So che
nello stesso CD c'era anche una Raspodia Spagnola di Liszt tagliuzzata
(cosa che gli sarà costato, immagino, atroci sofferenza!) e pure la
Sonatina Super Carmen di Busoni... Che darei per mettere mano su quel ben
di Dio! ;-þ...
ciao,
Hashugaman
> nello stesso CD c'era anche una Raspodia Spagnola di Liszt tagliuzzata
Una *Raspo*dia, *spagnola*, *tagliuzzata*?
Sei un maniaco.
Roberto
--
_/_/ Roberto Maria Avanzi Mocenigo <><
/_/ Institut für Experimentelle Mathematik / Uni Essen
_/ This message was encrypted with ROT-26 cryptography. Any
/ attempt to circumvent this encoding is illegal under the DMCA.
Ti posso garantire che il libro è dello stesso e identico Sandor e a me,
ripeto, ha fatto un'ottima impressione. Per quanto riguarda il Sandor
pianista, beh.. non lo conosco, ma se dovessi giudicarlo secondo quanto
scrive nel suo libro credo che lo metterei sicuramente tra i migliori.
Giuseppe
Ciaaaoo :)
Davide
www.mp3.com/dipa
Cercherò di soddisfare immediatamente la tua richiesta.
Inizio col dirti che Sandor ha inciso l'opera Omnia di Bela Bartok, di cui
èstato amico e collega, e si è da sempre occupato, se non ricordo male,
della musica di tale filone (che volendo potremmo definire "slavo"), con
molto successo (ha ricevuto il prestigioso «Grand Priz du Disque» per
l'incisione di Bartok). Ha inoltre tenuto moltissimi corsi di
perfezionamento ed è partecipe di diverse importanti giurie di concorsi
pianistici.
Se vuoi puoi ascoltare qualche brano del CD che ha inciso con Adam Fischer e
la Hungarian State Symphony Orchestra alla pagina Web
http://www.cdnow.com/switch/from=cr-4279201-1/target=buyweb_purchase/ddcn=SD
-74640+45835+2
Altri interessanti files si trovano su
http://www.towerrecords.com/product.asp?pfid=1098504&AID=14497&PID=96600
(c'è anche il famoso "Allegro barbaro")
Non sono espertissimo e comunque non mi sento di giudicare tali incisioni
che, ripeto, hanno comunque avuto molto successo (non so però se siano
proprio i brani di questa incisione con Fischer i migliori o ne esistano
altre incisioni di maggior valore).
Altra testimonianza del grandissimo successo di Sandor la puoi trovare su
http://www.runet.edu/~musc-web/competition.html
Sandor, data la sua grande esperienza concertistica, ha scritto il libro di
cui parlavo basandosi su una analisi anatomico-fisiologica del suonare,
riferendo l'intera gamma tecnica pianistica a una serie di semplici
movimenti del corpo, movimenti molto naturali da cui nasce un'idea del
suonare che si oppone decisamente alla linea di pensiero di chi pensa che
per suonare il pianoforte bisogna praticare una sorta di culturismo delle
dita.
Perciò il lavoro di Sandor è molto moderno e si occupa, oltre che
dell'aspetto anatomico-fisiologico del suonare, anche del "comportamento
mentale", se mi è lecito così definirlo, dell'esecutore.
Ossia lo stesso Sandor si pronuncia sui metodi di studio delle formule
tecniche, della loro memorizzazione, del controllo di se anche quando si
suona in pubblico etc. Anzi, a proposito di atteggiamenti da tenere in
pubblico, Sandor fornisce una serie di divertenti esempi ricavati assistendo
ad esecuzioni di concertisti famosi in uno specifico capitolo, il suonare in
pubblico appunto.
Non mancano inoltre suggerimenti su come eseguire alcuni abbellimenti o
correggere errori sulla realizzazione di questi stessi o di particolari
passaggi di brani pianistici divenuti, almeno per quanto riguarda la sua
esperienza, proverbiali.
Oltre ai suggerimenti tecnici compaiono consistenti esempi su opere
famosissime di letteratura pianistica, esempi nei quali, considerato il
Mephisto Waltz, o la seconda Rapsodia Ungherese, o ancora la Waldestein di
Beethoven (e così tanti altri capolavori famosi per il pianoforte)...
Il libro insomma, a mio avviso, è utilissimo ed è forse uno dei poco che
conosco (escludendo i trattati di autori quali Breithaupt & C. sulla tecnica
del peso) che si occupa della tecnica pianistica in modo così strettamente
corporeo.
Credo in ultimo che l'intento dell'autore, come ormai si evince da quanto ho
scritto, sia quello di fornire ai pianisti una breve serie di movimenti e
atteggiamenti, anche mentali, di base (come, ad esempio, il correre, il
camminare, il saltare etc. per un atleta) utili ad esprimere ogni sfumatura
della interpretazione pianistica che l'esecutore vuole fornire.
Certo che, come diceva nuvola, il nostro potrebbe iniziare a risentire degli
effetti dell'età (e nato nel 1912), ma i suoi trascorsi pianistici sono
strepitosi.
Ho trovato anche commenti del tipo
".un pianista tra i massimi del secolo.l'interprete di Bartòk."
".sul piano un Liszt titanico e faustiniano."
alla pagina
http://www.ghione.it/CONCERTI.html
Altri links
http://www.concorsocasagrande.org/docs/doc2.htm
http://www.regart.ch/clara-haskil/f/finaliste.html
Se poi curiosi sui motori di ricerca troverai molto altro.
Credo che dopo cotanta mole di parole la fama internazionale e il valore di
Sandor siano più che accertati.
Ah, dimenticavo: vorrei ricordarti, a rischio di essere pedante, che il
libro di Sandor è stato scritto basandosi su concetti semplici che tendono a
cose semplici (ma grandi !). Perciò non vorrei che fosse preso da te come
uno dei soliti manuali-mattone che, invece di semplificare, complicano le
cose.
Ti chiedo scusa per quest'ultima licenza che mi sono preso e ti invito
nuovamente a comprare il libro, che non costa neanche molto (compare
addirittura nella serie economica dell'editore !).
Ciao e a presto
Giuseppe
> Pogorelich....magari!!!
> Hai ragione riguardo la difficoltà(impossibilità) di trovare
> esecuzioni...come dire..."equilibrate" del brano. [Islamey] Conosco le
interpretazioni
> da te citate tranne quella di Grante(ma ora mi farò in quattro!ho appena
> scovato le sue suites Bach-Godowsky!interessanti e molto ben
> registrate!);adoro la prima parte della versione di Pletnev(magnifica la
> sezione centrale lenta),poi,come tanti altri,inizia a correre a più non
> posso...sbagliucchia,...(cmq è dal vivo,a fine concerto...,ci può
stare...)
> Domani ti dico com'è Cziffra!
Non c'è bisogno di aspettare domani: è strabiliante, come sempre :)
Ciao
Felix
Davide
www.mp3.com/dipa
"pemino" <pem...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:9v3ar3$6nj$1...@pegasus.tiscalinet.it...
> Una *Raspo*dia, *spagnola*, *tagliuzzata*?
>
> Sei un maniaco.
ROTFL!!! :-))))
Chissà a cosa stavo pensando in quel momento... forse alla Suite di Widor
che devo fare con una giovane flautista! ^^;;;
ciao,
Jashugan
> Non c'è bisogno di aspettare domani: è strabiliante, come sempre :)
Si vede che abbiamo un concetto di 'strabiliante' un po' differente...
non conosco l'incisione di Islamey di Cziffra (quindi non nego a priori
la possibilità di essere smentito), ma possiedo buona parte delle sue
registrazioni, e sono convinto che la sua sovrumana facilità lo portava
spesso a sorvolare su una quantità incredibile di dettagli durante
l'esecuzione. La Toccata di Schumann o le Brahms-Paganini sono un
perfetto esempio di come si possa dominare superbamente la parte
meccanica di un brano, sacrificando però completamente la componente
polifonica (non tiene giù una nota che sia una!).
Che poi quando si lancia nel Grand Galop Cromatique di Liszt con sprezzo
del pericolo sia ammirevole ed entusiasmante, non sarò certo io a
negarlo! ;-)
Si chiamano "scelte interpretative" :))
Procurati Islamey, poi ne parliamo in dettaglio.
Sovrumana è l'aggettivo giusto :)
>
> Che poi quando si lancia nel Grand Galop Cromatique di Liszt con sprezzo
> del pericolo sia ammirevole ed entusiasmante, non sarò certo io a
> negarlo! ;-)
>
E non solo in quello...praticamente ovunque. Ed è proprio quello che amo in
Cziffra e lo stacca una spanna dai sui colleghi (Horowitz e Ogdon esclusi
;))
Ciao
Felix
> Si chiamano "scelte interpretative" :))
Una volta la pensavo anche io così. Dopo avere conosciuto Carlo Grante (e
non mi riferisco al solo ascolto discografico) non più. Mi ha 'smontato'
Cziffra in un pomeriggio. Lo so che non mi credi - non puoi, nessuno che
non abbia fatto una esperienza anolga può - ma è così... :-)
> Procurati Islamey, poi ne parliamo in dettaglio.
> Sovrumana è l'aggettivo giusto :)
Ti potrei mandare la versione di Berezowsky, che è per lo meno 'disumana'
e che non è dispiaciuta anche a Carlo... ma anche a lì, la velocità è
ottenuta sacrificando i dettagli. Cmq, rimandiamo la discussione a quando
avrò ascoltato Cziffra (che non mi dispiace affatto, e che ascolto sempre
con piacere!)
Contento tu..... (e contento lui....).
Adesso attendo l'Islamey di Carlo :))
Ciao
Felix
> Adesso attendo l'Islamey di Carlo :))
Purtroppo ho appena controllato... nella sua homepage del sito MP3.com,
Islamey non c'è più. Peccato! Te la manderei per posta ma... sono dieci
mega! :-/