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Sebbene sia l'ultimo arrivato, mi permetto di consigliarti.
> Qual'è la migliore versione della tetralogia di Wagner?
Vuoi per forza la tetralogia tutta dello stesso direttore?
Se si`, forse ti conviene prendere l'anello di Solti rimasterizzato. Io ce
l'ho , e` molto soddisfacente, e probabilmente la tetralogia con la "media"
piu` alta. Solti e` molto energico, mai piatto: ci tiene all'effetto,
all'atmosfera (indimenticabili i tuoni nella walkiria). Credo che ti
piacerebbe molto. La sua interpretazione e` un po' priva di particolare
profondita`, ma per questo si adatta molto ad un mondo mitologico come
quello del ring (dove ogni personaggio e` stereotipo). Almeno credo!
Inoltre Solti ha un grande staff di cantanti (nilsson , hotter e stolze su
tutti).
Se invece tolleri direttori separati per le quattro giornate, ti dico le
mie preferenze:
> A me piace il rheingold di Levine per philips-1982 con tanto di rumori
> di scena etc.....
mai sentito.
personalmente ti posso consigliare il rheingold di Haitink, fantasioso nel
fraseggio, nel colore. Pieno di atmosfera. Secondo me molto buono, ed e` in
DDD.
E direi di lasciar perdere Levine.
Veniamo alla Walkiria. Qui personalmente ti consiglio invece prorpio
Levine, che globalmente ha la migliore che abbia mai sentito. Soprattutto
il primo atto e` di grande intensita`. Ma se puoi cerca anche di ascoltare
il terzo atto di Solti, che e` epico e commovente.
E se trovi il primo atto diretto da Walter con Melchior, buon per te. Ah,
scusa, non volevi anticaglie. :-)
Per il Siegfried non ho grossi consigli da darti. O meglio, li avrei: io
adoro letteralmente il siegfried di Muti (quello diretto alla scala l'anno
scorso), con tenore Wolfgang Schmidt. Secondo me e` una di quelle
esecuzioni irripetibili che ti segnano e ti impediscono di apprezzare tutto
il resto. :-)
Peccato che su cd non esista. :-(
Quindi direi, ancora una volta, di accontentarti di Levine (deutsche
grammophon), che ci da` i primi due atti globalmente buoni, (se ti piace
una direzione "sinfonica"), una grande cura per l'atmosfera, una buona
caratterizzazione dei personaggi (sempre abbastanza monocorde pero`).
I lati negativi: il terzo atto ha un grosso calo di tono. E` buono come
orchestrazione, ma inascoltabile nel duetto finale.
Per il goetterdaemmerung? Forse Solti. Mi piace molto l'edizione diretta da
Levine a Bayreuth un paio di anni fa (con wolfgang schmidt, il mio
preferito :-)). Pero` di questa ho sentito solo il primo (splendido) atto.
Comunque, non essendo nemmeno questo disponibile su cd, direi di rivolgerti
ancora a Solti.
Diffida dell'edizione su cd di Levine, quella con la Behrens, che secondo
me e` noiosa da morire ed incolore.
Comunque e` proprio l'opera in se` che non e` tra le mie preferite (tranne
il 1o atto).
> non mi ha fatto strappare le vesti l'int di Muti alla Scala......
> Preferirei evitare edizioni "storiche".
beh, secondo me sbagli. Spesso sono rimasto piu` soddisfatto di alcune
vecchie edizioni che altre piu` recenti e famose.
Ad esempio, se trovassi l'anello di futwaengler (ma esistera` su cd?)
getterei via tutto levine e solti e ascolterei solo quello. :-)
ciao, e buon ascolto
corradini <corr...@valtline.it> scritto nell'articolo
<3582B78D...@valtline.it>...
> Qual'è la migliore versione della tetralogia di Wagner?
> A me piace il rheingold di Levine per philips-1982 con tanto di rumori
> di scena etc.....
> non mi ha fatto strappare le vesti l'int di Muti alla Scala......
> Preferirei evitare edizioni "storiche".
le migliori tetralogie trovo siano state incide da Karajan, Haytink, e
Solti, anche se in quest'ultimo non apprezzo particolarmente i pianissimi.
in particolare consiglio l'oro del Reno e la Walkiria diretti da Muti,
nell'edizion scaligera da poco incisa; tra breve dovremmo anche avrere il
Sigfried: (penso che Muti sia straordinariamente profondo in tutte le sue
esecuzioni, e qualunque autore affronti).
della Walkiria che , accanto al Crepuscolo è l'opera da ma preferita della
Tetralogia, consiglio anche l'edizione di Erich Leisendorf, con Nilsson,
London, Vickers, nonchè l'edizione con Levine del 1988, con Beherens,
Mprris, Lakes, Ludwig, Moll (DDD);o l'edizione con Haitink della EMI, con
Marton, Morris, Studer, Salminen (anche se trovo la voce di quest'ultimo
vasso un pò piatta).
consiglio il Crepuscolo di Solti con Nilsson, Windgassen e Frick.
in parole povere, l'esecuzione di Wagner richiede una tele esperienza ed
una tale specializzazione negli esecutori che, in sostanza, tutte queste
edizioni finiscono con l'equivalersi, ed il giudizio sull'una o sull'altra
è puramente soggettivo dato che una interpretazione di Muti, nonostante a
te non gradita, a mio avviso non ha nulla da invidiare ad una di Sinopoli,
Chailly, o Karajan. Personalmente non amo Boulez perchè trovo appiattisca
Wagner, ma c'è un'orda di musicofili che la pensa contrariamente.
ciao e buon ascolto
Qual'e' il vero Dio? Quello cristiano, quello ebraico o quello musulmano?
Allora, c'era una volta un uomo saggio che aveva tre figli...
Chiedo scusa, stavo divagando. In realta' dipende da quale Wagner ti
piace. Ce ne sono come minimo una ventina in giro.
Tetralogie in studio ne hanno fatte troppo poche; per questo ti conviene
guardare cosa hanno combinato a Bayreuther. In generale, le edizioni dal
vivo di Bayreuther hanno tutte un certo charme, e sono anche registrate
bene. Non ti spaventare per la data di registrazione, i tedeschi sono
persone serie e la musica si sente benissimo anche se il nastro e' degli
anni Cinquanta.
> A me piace il rheingold di Levine per philips-1982 con tanto di rumori
> di scena etc.....
Levine ha una gran pratica con Wagner, non sara' sempre raffinatissimo ma
lo fa bene.
Solti fa suonare tutto nello stesso modo, molto beethoveniano, e la sua
tetralogia mi e' sembrata un po' insulsa. Gode pero' di schiere di
estimatori, e avranno certo i loro motivi.
Karajan... mah, secondo me Karajan per Wagner e' piuttosto insipido.
L'edizione di Boulez e' eccellente, e aveva un cast molto, molto buono.
Personalmente punterei sui tedeschi. Per Wagner i direttori tedeschi
vecchio stile sono e restano i migliori, secondo me. Poi c'e' Muti...
> non mi ha fatto strappare le vesti l'int di Muti alla Scala......
E' la mia preferita; ma e' piu' comodo se non ti piace, perche' ancora non
l'ha registrata in sala (e se si desse una mossa non sarebbe male)
Se poi decidi, come ti hanno suggerito molto saggiamente, di prendere non
"una tetralogia" ma "le opere della tetralogia":
- non ho mai trovato un Oro del Reno che non fosse piu' che ascoltabile;
- per la Valchiria esiste una splendida edizione in studio di Furtwaengler
(non siam degni, non siam degni);
- il Sigfrido e' e rimane un opera abbastanza noiosa, chiunque lo diriga e
lo interpreti; quello di Muti si e' QUASI salvato, ma tanto non e' stato
registrato.
- il mio Crepuscolo preferito e' quello diretto da Boehm, live da Bayreuther
Buon ascolto
Silvia
> in particolare consiglio l'oro del Reno e la Walkiria diretti da Muti,
> nell'edizion scaligera da poco incisa;
davvero sono disponibili su CD?
ti prego, mi dai gli "estremi" di queste edizioni? Dove le posso trovare?
> tra breve dovremmo anche avrere il
> Sigfried:
evviva!!!! Finalmente smettero` di ascoltare le cassette che ho registarto
alla radio!
Puoi dirmi chi canta siegfried?
>(penso che Muti sia straordinariamente profondo in tutte le sue
> esecuzioni, e qualunque autore affronti).
condivido in pieno.
ciao
forse ti conviene prendere l'anello di Solti rimasterizzato. Io ce
> l'ho , e` molto soddisfacente, e probabilmente la tetralogia con la
"media"
> piu` alta. Solti e` molto energico, mai piatto: ci tiene all'effetto,
> all'atmosfera (indimenticabili i tuoni nella walkiria). Credo che ti
> piacerebbe molto. La sua interpretazione e` un po' priva di particolare
> profondita`, ma per questo si adatta molto ad un mondo mitologico come
> quello del ring (dove ogni personaggio e` stereotipo).
Bè su questo si potrebbe discutere!, Come si fa a dire che nella tetralogia
i personaggi sono Stereotipi dinanzi a catterizzazioni come Brunilde o
Wotan, Siegliende o Siegmund?. Forse , anzi sicuramente, convengo con te se
parliamo di Fafner, o Fricka, o Hunding, i quali tendono sempe ad essere
uguali a sa stessi, ma non è sempre così, diamine, il dialogo del finale
III della Walkiria solo al pensiero mi mett i brividi!!
ciao
--
Pietro
<do...@iname.com>
<pepi...@iol.it>
Seguso <seg...@usa.net> scritto nell'articolo
<3583b38...@news.ntt.it>...
>Qual'è la migliore versione della tetralogia di Wagner?
>A me piace il rheingold di Levine per philips-1982 con tanto di rumori
>di scena etc.....
>non mi ha fatto strappare le vesti l'int di Muti alla Scala......
>Preferirei evitare edizioni "storiche".
>Grazie a tutti gli espertoni che mi vorranno aiutare!
>ciao
>pier
Mi sembra ben chiaro dalle risposte che hai già ricevuto che dare un
giudizio obbiettivo su quale sia la migliore tetralogia è impossibile.
Questo sia per una questrione di gusti, sia perchè per giudicare
equamente uno dovrebbe conoscere tutte le edizioni esistenti, ed è
pressochè impossibile.
Già è qualcosa il fatto di escludere le registrazioni storiche quindi
io direi che rimangono solo le seguenti possibilità:
Solti, Bohm, Karajan, Boulez, Janowsky, Haitink, Baremboim, Levine.
Escluderei subito Janowsky che dirige in modo pessimo ed anche Levine
che, pur avendo un buon cast, personalmente giudico piatto ed
incolore.
prenderei in considerazione ma con molte riserve Boulez che dirige in
modo sublime, ma ha una visione molto moderna che sppesso può non
piacere ed annovera un cast spesso scadente (la Jones, Jung in primis)
Karajan è perfetto se apprezzi molto gli aspetti più lirici di Wagner
e ricerchi una pulizia ed una coerenza di interpretazione assoluti.
Bohm è invece molto passionale e trascinante (considera anche che è un
live) ed ha ottimi cantanti quali la Nilsson e Windgassen. La resa del
suono e dei particolari non è però ai massimi livelli.
Haitink invece è pulitissimo e lineare e lascia fluire la musica.
Forse può però mancare di incisività e tieni presente che ha la Marton
come pessima Brunnhilde.
Baremboim lo ritengo personalmente il migliore nella direzione di
queste 15 ore di musica. Da una lettura sempre precisa, ricca di
tensione, sempre coinvolgente. I cantanti non sono dei mostri sacri ma
in generale seguono bene le intensioni del maestro.
Anche questa è live.
Infine Solti rimane forse la scelta più sicura, nel senso che riesce a
dare una lettura coerente, efficace e annovera un cast a cinque
stelle.
E questi credo siano dati che prescindono dalla soggettività.
Poi ovviamente può non piacere troppo nemmeno questa lettura, mai
troppo personale o analitica, mai illuminante o totalizzante.
Forse è però la Tetralogia standard così come ognuno se la aspetta.
Niente di più e niente di meno.
La resa del suono poi è veramente buona per quegli anni.
Unico vero neo è la Valchiria che delle quattro opere è quella
decisamente un pochino sottotono.
Spero che i miei giudizi ti aiutino a trovare una soluzione, anche se
probabilmente ti creeranno ancora più casino :-)
Lore
---------------------
Lorenzo Nencini
Cecina - Italy
nen...@mail.multinet.it
Consiglierei tutto sommato Karajan, di cui sta per uscire la rimasterizzazione a
medio prezzo, anche se personalmente amo di più Fu:rtwangler nonostante la
qualità tecnica delle registrazioni notevolmente inferiore e le stecche degli
ottoni.
Esistono comunque altre edizioni ritenute di riferimento: Bo:hm e Krauss per
esempio.
Per quanto riguarda Muti (da molti stranamente citato come riferimento), ho
avuto modo di assistere alle sue tre recenti prove alla Scala (die Walku:re, di
cui ho anche la registrazione su videocassetta, das Rheingold e Siegfried) e a
mio parere le sue si possono considerare, al più, esecuzioni di livello
mediocre, seriamente pregiudicate da prestazioni non eccelse dei cantanti (die
Walku:re addirittura disastrosa) e da una lettura "neutrale", se non
superficiale, del direttore.
Mi sembra alquanto esagerato accostare queste esecuzioni a quelle da me citate
prima, e francamente non ne giustificherei un'edizione discografica.
Francesco
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>Qual'č la migliore versione della tetralogia di Wagner?
Beh, e' una impresa rispondere.
Innanzitutto dipende molto dall'idea che ti sei fatto della musica di
Wagner.
Solti ha una visione epica del dramma wagneriano. La sua e' una lettura
possente e molto esteriore. Il suo Crepuscolo e' un capolavoro. Sul
resto ho piu' di una perplessita'.
Furtwaengler deve essere conosciuto. E' una lettura dionisiaca e
musicalmente fremente. Purtroppo entrambe le edizioni sono mono.
Clemens Krauss ha momenti notevolissimi (tra cui il piu' bell'olocausto
di Brunhilde che conosca), ma credo che il suo valore sia piu' che altro
storico. Fu infatti il primo a cercare il lirismo nella musica di Wagner
e, in questo senso, puo' essere considerato il maestro di Karajan.
Karajan da' una lettura personalissima. Puo' non piacere, ma,
soprattutto nella Valkiria raggiunge vette inimmaginabili. E' una
lettura umanissima e commovente.
Boulez ha compreso l'essenza della musica di Wagner. E' riuscito a
rendere meravigliosamente le minuzie di cui l'Anello e' pieno. Inoltre,
e' l'unico, insieme a Baremboim, che riesce a non soffermarsi sul
fraseggio e a evidenziare il continuo movimento e il continuo
trasformarsi della musica wagneriana. Purtroppo il cast e' pessimo e, in
certi elementi, addirittura ridicolo.
Baremboim e' la mia preferita. Anzi e' l'unico Anello che mi convince in
pieno. E' una lettura modernissima, profonda e coinvolgente. E' il mio
consiglio senza alcun dubbio.
Oltre a queste edizioni che posseggo conosco parti di altri direttori.
Bohm. Di questa tetralogia ho un estratto in due CD. A me piace poco,
anche se apprezzo tantissimo Bohm. Mi sembra un po' poco curata e non ci
trovo niente che valga la pena. E' l'edizione adorata dagli americani.
Levine. Di lui ho un CD con varii brani sparsi. E' un direttore che puo'
risultare accattivante, ma io non lo sopporto proprio. Indugia
sconvenientemente su singole frasi perdendo completamente di vista il
resto. Compie scelte agogiche orrende, rallentando eccessivamente in
certi punti. Mi sembra un direttore che si dedica a pratiche di
autoerotismo.
Haitink. Purtroppo i CD costano molto e quindi non ho il suo integrale,
ma il suo Oro del Reno e' un assoluto capolavoro. C'e' una scorrevolezza
nel suo modo di dirigere che e' magico. Si e' avvolti da un'onda
musicale senza fine.
Di Leinsdorf ho la Valkiria e la considero tra le piu' belle sul
mercato.
L'Oro del Reno di Janowski e' poco piu' che una curiosita'.
Muti l'ho visto alla Scala nell'Oro del Reno e in TV nella Valkiria. E'
un ottima direzione, molto equilibrata e profonda. Non approvo molto il
suo "calore" mediterraneo, ma non trovo difetti evidenti. Siamo pero'
lontanissimi dalle genialita' interpretative di Baremboim, Boulez,
Furtwaengler, Karajan, Solti.
Ciao
-----
Vinicio Matteucci
Pistoia, Italy
vi...@sirius.pisa.it
-----
Io la Musica son, ch'ai dolci accenti
so far tranquillo ogni turbato core,
ed or di nobil ira ed or d'amore
posso infiammar le piu' gelate menti
>
> >(penso che Muti sia straordinariamente profondo in tutte le sue
> > esecuzioni, e qualunque autore affronti).
>
> condivido in pieno.
Quanto ho ascoltato di questo Ring scaligero non mi ha particolarmente
entusiasmato. Le mie edizioni di riferimento sono Karajan e Furtwangler. Il
secondo (monofonico, ovviamente) ha un approccio tradizionale, eroico. I
personaggi sono titanici, scolpiti nel marmo, da questa incisione soffia un
vero respiro epico come la nostra epoca non conosce piů; Karajan invece
umanizza le situazioni facendo scendere dal coturno i personaggi (pensa alla
commovente Gutrune della Janowitz o al sofferto Wotan di Thomas Stewart).
Dopo Karajan sono pochissimi i Ring che mi piacciono davvero. Solti,
bellissima registrazione - ancora oggi insuperata, ma canto non sempre
all'altezza. Bohm č sciatto, non sopporto Boulez (lettura antieroica: in
Karajan i personaggi per quanto umanizzati sono pur sempre eroi qui invece
Brunnhilde e Siegfried potrebbero essere fidanzatini qualsiasi). Se non amo
Boulez perchč le sue idee sul Ring non coincidono con le mie Levine mi
disgusta per la totale assenza di qualunque idea (ha lo stesso sapore della
frutta maturata in frigorifero). E' presente anche un'edizione dal vivo da
Monaco di Baviera diretta da Sawallisch (all'estero č a basso prezzo - non so
in Italia). Il povero Sawallisch non sarebbe male, peccato che abbia nella
compagnia di canto Rene Kollo e Hildegard Behrens decisamente in disarmo.
Giuseppe Sottotetti
gso...@aznet.it
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> Qual'č la migliore versione della tetralogia di Wagner?
> A me piace il rheingold di Levine per philips-1982 con tanto di rumori
> di scena etc.....
> non mi ha fatto strappare le vesti l'int di Muti alla Scala......
> Preferirei evitare edizioni "storiche".
> Grazie a tutti gli espertoni che mi vorranno aiutare!
> ciao
> pier
Dopo tante consigli, in gran parte contradditori, avrai concluso,
giustamente, che NON esiste una tetralogia "migliore". Esistono tante
tetralogie, e ancor di pu' tanti cervelli che le ascoltano. E mi pare
che sia giusto cosi' (sempre la realta' e' piu' giusta delle nostre
pretese).
Posso solo dirti quelle che a me piacciono e quelle che non mi
piacciono.
Poiche' tuttavia per me l'opera e' teatro, non tengo conto delle
tetralogie che non ho potuto vedere sulle scena, o, per lo meno, in
video.
Quella che mi piace di piu' e' quella di Boulez, Bayreuth 1977. La regia
e' di patrick Chereau. Ha ragione chi dice che i personaggi di Boulez
non sono eroi. Io credo che neppure i personaggi di Wagner siano eroi.
La tetralogia e' un mito, potrei addirittura dire un rito (il rito
abbozzato che precede il rito compiuto del Parsifal).
L'interpretazione eroica, a mio avviso, e' un'interpretazione
superficiale, che puo' soddisfare, ma mai eccitare (il pensiero,
intendo). Boulez in questo sa perfettamente quello che vuole, e quello
che vuole e' proprio l'eccitazione del pensiero. Per questo lo trovo
formidabile. Il mito wagneriano, come tutti i *veri* miti, passa sopra
il tempo e lo spazio. Parla alla ragione.
Oggi c'e' la tetralogia di Berenboim. Anche questa e' stupenda.
Barenboim va oltre Boulez, il suo mito va al di la' di quella che
chiamiamo modernita'. Riesce ad esprimere molto bene le convulsioni di
una societa' che non riesce piu' ad agganciarsi a punti di riferimento
stabili. E in quello la regia di Kupfer e' estremamente eloquente. Fre
parentisi, in questa edizione Siegfried e' cantato da Jerusalem, come in
quella del Met. Ma quale differenza!
La semitetralogia di Muti, mi piace pure molto. Ma sicuramente e' su una
strada molto diversa dalle due precedenti. Il lato melodico qui e' messo
molto in rilievo, i leitmotiv non sono solo chiavi di lettura, ma
piacere per l'orecchio, e si dipanano in modo molto chiaro, quai
voluttuoso. E' unj luogo comune, ma a me piace ugualmente dirlo: e' una
tetralogia molto "italiana".
Anche la Tetralogia di Knappertbusch e' molto bella. E' tuttavia una
tetralogia "storica": potentemente eroica. Come tale e' un punto di
riferimento. Ma se fosse realizzato al giorno d'oggi sarebbe
anacronistica. La apprezzo solo come documento.
La tetralogia di Sawallisch (regia di Lehnhoff) non mi piace per nulla.
Vorrebbe essere una interpretazione di una civilta' diretta allo sfacelo
atomico. Ma il tutto non convince, e finisce per annoiare.
Di Karajan ho solo l'Oro del Reno in video (regia sua di lui). Una noia
infinita.
Levine (regia di otto Schenk) dirige una tetralogia che piu'
hollywoodiana non si puo'. Tutto perfetto, e tutto mortalmente noioso.
Questi sono i miei pareri, che probabilmente non coincidono affatto con
i tuoi.
Ciao
Rudy
Dipende da quello che si intende per "eroe" (se si volesse aprire
un OT sull'argomento, penso che la cosa andrebbe per le lunghe:
però, se a qualcuno interessa, si può fare).
A me sembra che in tutti i personaggi della Tetralogia, divinità
comprese, ci sia una profonda umanità: e l'eroismo è una
caratteristica prettamente umana. Non a caso Wotan è forse il più
umano di tutti, ma anche il più eroico: pensate al casino che ha
messo in piedi "solo" per rispetto ad un Patto, del quale
continua a pentirsi ogni 5 minuti, ma al quale deve essere fedele
a costo di distruggere sé stesso e tutto il Walhalla: avrebbe
potuto cambiare tutto a sua volontà, lui era il padrone del
Walhalla, ma invece ha lasciato (e ha fatto in modo) che tutto
andasse a remengo: "solo" per rispetto al Patto (avete presente
il tema corrispondente? Lunga e solenne scala discendente in
minore).
Rodolfo fa un'osservazione secondo me molto giusta: la Tetralogia
è un rito, e io aggiungo: il rito del Patto!
A questo punto si pone il dilemma: Wotan è un eroe o un pirla?
Giro a voi il problema.
Ciao ciao
---
Pipeone
"Il sorriso e' la principale differenza fra l'uomo e la jena ridens"
> Dipende da quello che si intende per "eroe" (se si volesse aprire
> un OT sull'argomento, penso che la cosa andrebbe per le lunghe:
> però, se a qualcuno interessa, si può fare).
> A me sembra che in tutti i personaggi della Tetralogia, divinità
> comprese, ci sia una profonda umanità: e l'eroismo è una
> caratteristica prettamente umana.
Non sono daccordo sulla distinzione. Anche gli eroi greci, nei tragici
ancor piu' che in Omero, hanno una grandissima umanita'. Eppure
rimaniamo sempre nell'ambito del mito.
La contrapposizione che faccio fra racconto eroico e mito, e' di
struttura, non coinvolge i caratteri. Il mito ha un andamento circolare,
ciclico, non c'e' un "finale" che le vicende che lo precedeono ci fa
aspettare con il desiderio di sapere come va a finire. Il racconto
eroico e' invece una vicenda che ha uno sviluppo rettilineo che portera'
ad un finale. Wotan e' umano? Certo. Perche', non lo e' Ulisse? O la
sofferenza di Antigone? O quella di Edipo?
Ma nel mito c'e' qualcosa di piu'. C'e' un simbolismo che fa in modo che
siano toccati problemi eterni che coinvolgono l'uomo. Per questo,
appunto la sua esposizione ha un andamento ciclico. Proprio perche'
eterno e' destinato a ripetersi. E il mito porta inevitabilmente con se'
il rito, che ne e' il collegamento col sentire umano.
Ciao
Rudy
A mio avviso le posizioni possono tranquillamente conciliarsi: un racconto
eroico può assurgere a mito nel caso e nel momento in cui assume in sè
quell'insegnamento o quela "morale" che ne distilla l'essenza immutabile
per ogni tempo e per ogni uomo: in tal senso E. Rohde (1) asseriva che "il
mito è l'eterno presente". In questo sono pienamente daccordo con te.
che poi il mito riesca anche a cooptare personaggi umani, eroi o non eroi
questo appare inconferente al mito stesso la cui funzione "circolare" è
quella di porre un "insegnamento", una verità immutabile. in tal senso
l'Orestea di Eschilo è essa stessa mito, ma formata da personaggi umani
mossi dalle più bieche passioni umane, ma il cui destino era già in
partenza segnato dalla "hubris" commessa da Agamennone nel sacrificare la
figlia Ifigenia in nome di una guerra pretestuosa. Donde la nemesi contro
colui che aveva sacrificato la stessa figlia per una causa persa in
partenza. Nella stessa luce può vedersi il patto pretestuoso di Wotan la
cui protervia nel volerlo rispettare porta inevitabilmente alla rovina
l'intero Walhalla: un dramma umano, quindi, con dei tratti spiccatamente
mitologici, la cui differenza, ad es.: con le gesta di Orlando e Carlomagno
sta nell'assenza celebrative dell'uomo in sè in quanto vir o anér (e non
Homo o laòs) fuoriuscito dal coacervo dei suoi simili e munito di una luce
particolare dal sapore celebrativo; ma le gesta di Orlando non sonoil mito,
perchè hanno una struttura lineare.
(1) E. Rohde, Psyche. Seelencult und Unsterblicheisglaube der Griechen,
Tubinga, 1910, pp.91-108
Pietro
Mi pare che siamo perfettamente daccordo. Nell'Orestea, il destino va
ancora piu' indietro della "hybris" di Agamennone, e risale allo scontro
fra Atreo e Tieste, e alle malefatte dei due.
La mia sottolineatura nel contrapporre il mito a racconto eroico, era
proprio per evitare che "l'umanita'" dei protagonisti del mito, faccia
mettere il significato del mito in secondo piano. In altre parole,
l'umanita' di Wotan e' inerna al mito. Il "racconto" della tetralogia
non e' l'esegesi dell'umanita' di Wotan, come non lo e' dell'eroismo di
Sigfrido, o della torbidita' di Alberich, etc. Tutti questi personaggi
vivono una loro personalita' all'interno di un mito che li trascende.
Ciao
Rudy
>
>Pietro
>>
>> Rudy
>>
Cari Pietro e Rudy,
Sono in partenza per la Corsica dove mi fermero' per almeno un
mese.
L'argomento comunque mi interessa molto, per cui mi rifaro' vivo
al ritorno.
Ciao ciao
---
Pipeone
"Il futuro serve spesso a rovinare il presente"
> sia il "Das Reinhegold" che "walkiria" sono incise per la Philips, casa
> discografice per la quale Muti ha quasi sempre inciso. Il bello è che che
> queste sono tutte edizioni dal vivo nate dalla collazione di tutte le
> repliche teatrali: in tal modo si può fondere la tensione e la bellezza
> della rappresentazione live, unitamente ad una perfezione di suono e di
> esecuzione.
Ciao pietro,
volevo chederti di piu` su queste edizioni.
Nel NG tutti assicurano che muti non ha ancora pubblicato nulla di wagner
su cd.
Nemmeno nei negozi in rete come www.cdworld.com o www.cdnow.com,
aggiornatissimi, compaiono.
Sapresti dirmi se tu hai effettivamente visto in qualche negozio/catalogo i
cd di cui parli?
Ci terrei moltissimo, visato che il siegfried di Muti (quello eseguito alla
scala con WOLFGANG SCHMIDT , Jane Eaglen e Falk Struckmann) e` per me il
migliore di tutti i tempi.
Grazie, ciao!