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L'ultimo Karajan

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vanMarko Johannes

unread,
Sep 30, 2000, 3:00:00 AM9/30/00
to
Salve a tutti.
In questo periodo sto riscoprendo alcuni CD contenenti registrazioni di
Herbert von Karajan negli anni 80...
Non c'č che dire... č sempre un Genio!
Ho trovato la Sinfonia Patetica di Ciajkovskij diretta con i Wiener nel
1985.
Non c'č che dire... stupenda! Mi piace molto di pių di quella anni 70 del
cofanetto.
Boh... pių in lā andrō anche ad ascoltarmi le sinfonie di Beethoven di
questo periodo.

In biblioteca si trovano tante belle cosuccie... :-)) Male fa chi non ne
visita qualcuna (anche se č raro trovarci CD, lo so).

W Herbert von Karajan!

--
ø,ļļĪš°`°šĪø,ļļ,øĪš°`°šĪø,ļ,ļ,øĪš°`°šĪø,ļļ,øĪš°`°šĪø,ļļ,ø

Marco Epis
San Vigilio di Concesio (-BS- Brescia)
E-mail: vanm...@lelit.com
ICQ: 56346334 - MSN: vanm...@hotmail.com

"La musica č un'espressione pių alta
di qualsiasi filosofia... Nella musica vive
una sostanza eterna, infinita, non del
tutto afferrabile"
(Ludwig Van Beethoven)

"La musica non deve offendere l'udito,
ma risultare gradevole a chi l'ascolta".
(W. A. Mozart)

ø,ļļĪš°`°šĪø,ļļ,øĪš°`°šĪ Īš°`°šĪø,ļļ,øĪš°`°šĪø,ļļ,ø

Luca Rossetto Casel

unread,
Sep 30, 2000, 6:41:57 PM9/30/00
to

"vanMarko Johannes" <vanm...@lelit.com> ha scritto nel messaggio
news:kNqB5.49155$3R6.1...@news.infostrada.it...

> W Herbert von Karajan!

Concordo (dal punto di vista strettamente musicale, naturalmente)!

Molti critici hanno considerato le incisioni tarde del maestro
salisburghese "peggiori" di quelle degli anni '60 e '70. Io credo che
si tratti in realtà di una questione mal posta, perché si
tratterebbe -a mio avviso- di due poetiche diverse (anche se la più
recente si è sviluppata dalla precedente).

Talvolta ho anche letto critiche alle manipolazioni compiute dal
nostro in sala d' incisione. Io invece trovo che siano non solo
legittime, ma necessarie! Una registrazione dovrebbe essere sfruttata
secondo le proprie potenzialità, che sono diverse da quelle di un
concerto dal vivo. Altrimenti il disco non può che essere un surrogato
della sala da concerti. D' altra parte questa è stata la grande
intuizione di Glenn Gould, che non a caso, nell' elenco dei suoi
dischi preferiti (Glenn Gould, "Lettere") poneva l' incisione di
Karajan e dei Berliner Philarmoniker dei concerti Brandeburghesi (pur
avanzando qualche riserva sul cembalo "troppo lontano").

Buon ascolto a tutti!

Luca

Luca Logi

unread,
Oct 1, 2000, 3:00:00 AM10/1/00
to
Luca Rossetto Casel <lucaro...@inwind.it> wrote:

> Talvolta ho anche letto critiche alle manipolazioni compiute dal
> nostro in sala d' incisione. Io invece trovo che siano non solo
> legittime, ma necessarie! Una registrazione dovrebbe essere sfruttata
> secondo le proprie potenzialità, che sono diverse da quelle di un
> concerto dal vivo. Altrimenti il disco non può che essere un surrogato
> della sala da concerti.


Quello che di solito viene contestato a Karajan non e' la manipolazione,
ma la manipolazione poco abile. La teoria classica e' che, arrivato ad
un certo punto, Karajan si fosse convinto non solo di saper dirigere le
orchestre come nessun'altro al mondo (il che poteva essere vero), ma
anche di essere un eccezionale pilota di aereo (puo' darsi) e il piu'
grande fonico di missaggio del mondo - e questo forse non era vero...

--------------------------------------------------------
Luca Logi - Firenze - Italy e-mail: ll...@dada.it
Home page: http://www.angelfire.com/ar/archivarius
(musicologia pratica)

Luca Rossetto Casel

unread,
Oct 1, 2000, 3:00:00 AM10/1/00
to

"Luca Logi" <ll...@dada.it> ha scritto nel messaggio
news:2000100121...@dadovago3036.dada.it...

> Quello che di solito viene contestato a Karajan non e' la
manipolazione,
> ma la manipolazione poco abile. La teoria classica e' che, arrivato
ad
> un certo punto, Karajan si fosse convinto non solo di saper dirigere
le
> orchestre come nessun'altro al mondo (il che poteva essere vero), ma
> anche di essere un eccezionale pilota di aereo (puo' darsi) e il
piu'
> grande fonico di missaggio del mondo - e questo forse non era
vero...

Be', la realizzazione tecnica poteva anche essere carente, però credo
che quello che conta veramente sia quanto Karajan ha intuito le
potenzialità espressive della registrazione in studio sfruttata
appieno, "effetti" compresi. Questi infatti assumono a pieno diritto
valore artistico, divenendo parte integrante dell' interpretazione.


Emanuele Passerini

unread,
Oct 1, 2000, 6:22:01 PM10/1/00
to

"vanMarko Johannes" <vanm...@lelit.com> ha scritto nel messaggio
news:kNqB5.49155$3R6.1...@news.infostrada.it...

> Salve a tutti.
> In questo periodo sto riscoprendo alcuni CD contenenti registrazioni di
> Herbert von Karajan negli anni 80...
> Non c'è che dire... è sempre un Genio!

> Ho trovato la Sinfonia Patetica di Ciajkovskij diretta con i Wiener nel
> 1985.
> Non c'è che dire... stupenda! Mi piace molto di più di quella anni 70 del
> cofanetto.
> Boh... più in là andrò anche ad ascoltarmi le sinfonie di Beethoven di
> questo periodo.

Anche a me piace parecchio il Karajan dell'ultimo periodo, checché se ne
dica. Mi fa impazzire il suo Richard Strauss (irraggiungibile da chiunque,
persino dalle sue stesse precedenti interpretazioni...), il suo Brahms
sinfonico (molto più pieno e denso di quello anni '70) e molte altre sue
registrazioni sparse.
Invece con le sinfonie di Beethoven preferisco la sua registrazione degli
anni '70, che trovo decisamente più snella e saltellante, perfetta
nell'equilibrio dei suoni e piena di energia. Invece le sinfonie degli anni
'80 sono scure, massicce, quasi eccessivamente "romantiche". Beethoven ,
secondo me, ha bisogno di più slanci di energia.

P.S. Karajan resta sempre e comunque uno dei più grandi geni della storia
della direzione d'orchestra. Questo è fuori discussione. :-)

--


Emanuele Passerini

ema.pa...@libero.it (messaggi brevi)
ema.pa...@inwind.it (messaggi fino a 5 MB)
http://go.to/manupippo
ICQ# 34957310


L.Bignami

unread,
Oct 2, 2000, 3:00:00 AM10/2/00
to
On Mon, 2 Oct 2000 00:22:01 +0200, "Emanuele Passerini"
<ema.pa...@libero.it> wrote:

>Anche a me piace parecchio il Karajan dell'ultimo periodo, checché se ne
>dica. Mi fa impazzire il suo Richard Strauss (irraggiungibile da chiunque,
>persino dalle sue stesse precedenti interpretazioni...), il suo Brahms
>sinfonico (molto più pieno e denso di quello anni '70) e molte altre sue
>registrazioni sparse.

Una volta ho visto un bellissimo documentario dedicato a Karajan,dove
si parlava anche molto di Riccardo Struzzo. Raccontavano e facevano
pure vedere le immagini di Karajan che dalla sua bellissima villa di
Saint Moritz si faceve portare spesso con l'elicottero in cima ai
ghiacciai, e sembra a volte restasse persino a dormire lassù, in
qualche sperduto rifugio. Karajan diceva che questo lo aiutava a
capire meglio la Sinfonia delle Alpi di Strauss, in vista della sua
esecuzione. Si studiava persino la partitura nella solitudine dei
pascoli alpestri.

>Invece con le sinfonie di Beethoven preferisco la sua registrazione degli
>anni '70, che trovo decisamente più snella e saltellante, perfetta
>nell'equilibrio dei suoni e piena di energia. Invece le sinfonie degli anni
>'80 sono scure, massicce, quasi eccessivamente "romantiche". Beethoven ,
>secondo me, ha bisogno di più slanci di energia.

Devo dire che la più energica interpretazione della Nona che ho mai
sentito è proprio di Karajan, registrata nell'83 con i Berliner per la
Deutsche Grammophon. E' ovviamente una questione di gusto, ma dopo
tante altre versioni che ho avuto modo di sentire non ho mai
rinunciato a quella su citata .


>
>P.S. Karajan resta sempre e comunque uno dei più grandi geni della storia
>della direzione d'orchestra. Questo è fuori discussione. :-)

D'accordissimo.

LBignami


"Se qualcuno vuole dirmi qualcosa me la deve dire
in modo chiaro e semplice, perché di problemi me
ne pongo a sufficienza da me" (Goethe)


Brenno

unread,
Oct 2, 2000, 3:00:00 AM10/2/00
to Emanuele Passerini
Può darsi che siano le migliori ma non erano dirette da Karajan ma da Karajan +
il tecnico del mixaggio, lui dal vivo non otteneva quegli effetti; gli altri
direttori si sono rifiutati di manipolare le loro esecuzioni e tanti sono
giunti al punto (parlo degli anni '70) di non più incidere in studio. Oggi non
incide quasi più nessuno in studio in quanto con la tecnica digitale si riesce
a pulire l'esecuzione di qualsiasi disturbo.
Negli studi di mixaggio delle case discografiche ne sono capitate di tutti i
colori e ne ho conoscenze dirette. Karajan ha avuto la fortuna di avere allora
i migliori tecnici.
Saluti
Brenno

Emanuele Passerini ha scritto:

Luca Logi

unread,
Oct 2, 2000, 3:00:00 AM10/2/00
to
Brenno <br...@smile.ch> wrote:

> Puň darsi che siano le migliori ma non erano dirette da Karajan ma da


> Karajan + il tecnico del mixaggio, lui dal vivo non otteneva quegli
> effetti; gli altri direttori si sono rifiutati di manipolare le loro

> esecuzioni e tanti sono giunti al punto (parlo degli anni '70) di non piů
> incidere in studio. Oggi non incide quasi piů nessuno in studio in quanto


> con la tecnica digitale si riesce a pulire l'esecuzione di qualsiasi
> disturbo.

Oggi si preferisce incidere dal vivo - di solito registrando serate
diverse e poi montando i passaggi migliori - non solo perche' c'e' piu'
tensione rispetto al clima freddo della registrazione in studio, ma
anche e soprattutto perche', alla fine dei conti, accoppiando la
registrazione a esecuzioni dal vivo il tutto e' piu' veloce e viene a
costare di meno.

Tito Ceccherini

unread,
Oct 2, 2000, 3:00:00 AM10/2/00
to
lbig...@bluewin.ch (L.Bignami) ha scritto:

>Una volta ho visto un bellissimo documentario dedicato a Karajan,dove
>si parlava anche molto di Riccardo Struzzo. Raccontavano e facevano
>pure vedere le immagini di Karajan che dalla sua bellissima villa di
>Saint Moritz si faceve portare spesso con l'elicottero in cima ai

>ghiacciai, e sembra a volte restasse persino a dormire lassů, in


>qualche sperduto rifugio. Karajan diceva che questo lo aiutava a
>capire meglio la Sinfonia delle Alpi di Strauss, in vista della sua
>esecuzione. Si studiava persino la partitura nella solitudine dei
>pascoli alpestri.

quellěesecuzione č effettivamente inarrivabile.
forse dovrei farmi anch'io una villa a S. Moritz!

>Devo dire che la piů energica interpretazione della Nona che ho mai
>sentito č proprio di Karajan, registrata nell'83 con i Berliner per la


>Deutsche Grammophon. E' ovviamente una questione di gusto, ma dopo
>tante altre versioni che ho avuto modo di sentire non ho mai
>rinunciato a quella su citata .

conosci quella del 1948? č veramente una delle cose memorabili di
Karajan, e con un cast vocale inimitabile (lě, veramente, non c'č
confronto con l'83)

Tito

L.Bignami

unread,
Oct 2, 2000, 3:00:00 AM10/2/00
to
On Mon, 02 Oct 2000 15:01:17 GMT, Tito Ceccherini
<titocec...@bigfoot.com> wrote:

>
>>Una volta ho visto un bellissimo documentario dedicato a Karajan,dove
>>si parlava anche molto di Riccardo Struzzo. Raccontavano e facevano
>>pure vedere le immagini di Karajan che dalla sua bellissima villa di
>>Saint Moritz si faceve portare spesso con l'elicottero in cima ai
>>ghiacciai, e sembra a volte restasse persino a dormire lassů, in
>>qualche sperduto rifugio. Karajan diceva che questo lo aiutava a
>>capire meglio la Sinfonia delle Alpi di Strauss, in vista della sua
>>esecuzione. Si studiava persino la partitura nella solitudine dei
>>pascoli alpestri.
>
>quellěesecuzione č effettivamente inarrivabile.
>forse dovrei farmi anch'io una villa a S. Moritz!

Io ci sto pensando seriamente. Mi mancano solo 4 milioni di Franchi e
poi ce la faccio.

>>Devo dire che la piů energica interpretazione della Nona che ho mai
>>sentito č proprio di Karajan, registrata nell'83 con i Berliner per la
>>Deutsche Grammophon. E' ovviamente una questione di gusto, ma dopo
>>tante altre versioni che ho avuto modo di sentire non ho mai
>>rinunciato a quella su citata .
>
>conosci quella del 1948? č veramente una delle cose memorabili di
>Karajan, e con un cast vocale inimitabile (lě, veramente, non c'č
>confronto con l'83)

Purtroppo quella non la conosco.

KLAUS

unread,
Oct 2, 2000, 3:00:00 AM10/2/00
to
On Mon, 02 Oct 2000 13:44:32 +0200, Brenno <br...@smile.ch> wrote:

>Oggi non
>incide quasi più nessuno in studio in quanto con la tecnica digitale si riesce


>a pulire l'esecuzione di qualsiasi disturbo.

mmmmh ... non saprei
recentemente avevo chiesto come mai nel Requiem di Mozart della Harmonia Mundi
ci fosse un colpo di timpano assolutamente fuori tempo e perché non fosse stato
corretto; mi dissero che non era possibile, neanche con le tecniche digitali
se conosci un modo per «pulire» un colpo di timpano sarei curioso di conoscerlo
anch'io, perché ci ho provato - con gli scarsi mezzi che ho a disposizione,
d'accordo - e mi è sembrato praticamente impossibile.

Allegri !

Claudio

@hotmail.com Wanda

unread,
Oct 2, 2000, 3:00:00 AM10/2/00
to

"Emanuele Passerini" <ema.pa...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:8r8dej$h6nai$1...@ID-16010.news.cis.dfn.de...

Pietro Bagnoli

unread,
Oct 2, 2000, 3:00:00 AM10/2/00
to

>Salve a tutti.
>In questo periodo sto riscoprendo alcuni CD contenenti registrazioni di
>Herbert von Karajan negli anni 80...

>Non c'? che dire... ? sempre un Genio!


Io ho qualche idea su Karajan, in particolare proprio sull'ultimo Karajan.
Sgombro il campo agli equivoci, affermando senza meno che per me e' stato un
Genio, uno dei pochi veri numi tutelari della storia della Musica.
Concordo pienamente con chi afferma che cio' che ha raggiunto col
Rosenkavalier e con l'Ariadne sono risultati eccezionali. E, aggiungerei,
non tanto come somma dei singoli addendi, ma come "continuita' di
rendimento".
Mettiamoci pure di mezzo Legge, la Schwarzkopf e qualche altro grande
personaggio che ha portato un contributo fondamentale, ma Lui, per parte
sua, ci ha messo l'Arte allo stato puro.
Badate bene: non sto dicendo che "quel" Rosenkavalier sia il migliore
possibile: personalmente - fra le produzioni karajanesche - amo molto di
piu' quello live con la Della Casa e la Jurinac, che ritengo molto piu'
appassionate e sincere delle due azzimate primedonne dell'edizione EMI; e
allo stesso modo amo quello di Kleiber Sr. e quello di Solti. Ma e'
difficile trovare un personaggio che si sia espresso a tali livelli con una
tale continuita' di rendimento. Quel Karajan e' lo stesso che ha prodotto la
Tosca con la Price, il Ring, il Tristan di Vickers e della Dernesch. E
quell'Elektra live con la Varnay e la Modl, che rappresenta la vera e
propria epitome dell'arte del grande salisburghese, scabra e violenta come
un film di Murnau.
Poi c'e' l'ultimo Karajan, quello degli anni Ottanta, quello che era passato
attraverso tutte le glorie e che cercava di rifondare se stesso.
Quello della Tosca e della Turandot con la Ricciarelli.
Quello dell'infatuazione artistica per Fiamma Izzo D'Amico.
Quello che ha affidato il suo testamento d'artista agli striduli gargarismi
di Josephine Barstow, che ha letteralmente stuprato la verdiana Amelia.
Quello che e' stato capace di affidare alla squallida prosaicita' della
Tomowa-Sintow quella Marescialla che tanto m'incanta nelle labbra della
Della Casa e della Schwarzkopf.
Perche' ha sentito il bisogno di rifondare e di massacrare quel monumento
che gia' aveva affidato alla Storia?

Io credo che sia dipeso dalla necessita' di dimostrare al mondo che Lui era
sempre Karajan, indipendentemente dagli altri esecutori. Avrebbe potuto far
fare Otello a Raul Casadei e Dedemona a Nina Hagen e nessuno ci avrebbe
dovuto trovare niente da ridire, perche' dietro c'era Lui, e Lui solo
avrebbe dato il tocco magico, quello che avvolge in una nuvola d'oro tutto
quanto.
E cio' che e' piu' incredibile e' che forse Lui, il Vecchio Satrapo, forse
aveva ragione: se si riesce a prescindere dai valori dei cantanti, il suo
estremo Don Giovanni riesce a darci emozioni incredibili, sempre in bilico
com'e' su un altro Mondo, con un occhio puntato sulla perdizione eterna
incombente come nessun altro prima e nessun altro dopo; il suo ultimo
Rosenkavalier brucia letteralmente di una voglia di vivere che contrasta
terribilmente con i suoi problemi di salute dell'epoca; e la sua Carmen con
la Baltsa, pensosa, riflessiva, metafisica non e' nemmeno paragonabile alla
dozzinale direzione che aveva tirato fuori con la Price e Corelli, tutta
esteriore e sgargiante. E mi vien rabbia a pensare a cosa sarebbe potuta
essere questa Carmen se al posto della Baltsa ci fosse stata una
Callas...(che proprio non c'e' verso di dimenticare, soprattutto quando si
cita Karajan)

Pietro

ramusio

unread,
Oct 2, 2000, 3:00:00 AM10/2/00
to

"Pietro Bagnoli" <pietro....@galactica.it> ha scritto nel messaggio
news:$hAdKuKL...@newsmst.mcis.galactica.it...

Grazie. Interessante e, almeno per cio che mi riguarda, davvero
condivisibile cio che hai scritto.

ciao
R.

Emanuele Passerini

unread,
Oct 2, 2000, 3:00:00 AM10/2/00
to

"Brenno" <br...@smile.ch> ha scritto nel messaggio
news:39D87520...@smile.ch...

> Puň darsi che siano le migliori ma non erano dirette da Karajan ma da
Karajan +
> il tecnico del mixaggio, lui dal vivo non otteneva quegli effetti; gli
altri
> direttori si sono rifiutati di manipolare le loro esecuzioni e tanti sono
> giunti al punto (parlo degli anni '70) di non piů incidere in studio. Oggi
non
> incide quasi piů nessuno in studio in quanto con la tecnica digitale si

riesce
> a pulire l'esecuzione di qualsiasi disturbo.

Il risultato finale di una registrazione su CD presuppone un lavoro iniziale
di esecuzione di un'opera, una registrazione e una successiva manipolazione
del suono. Tutte e tre le fasi sono a pieno titolo parti integranti di
un'opera d'arte, cosě come lo sono la scelta di una tela, la preparazione
dei colori e la loro stesura. L'importante č l'effetto finale che si
ottiene, cioč l'opera d'arte definitiva. Karajan questo lo sapeva benissimo
e ha saputo sfruttarlo appieno. E le sue produzioni restano sempre e
comunque delle meravigliose opere d'arte, a prescindere dal lavoro che č
stato fatto alle spalle. Ogni artista usa gli strumenti che ha a
disposizione nella maniera che piů gli aggrada.
Se fosse importante solamente la prima fase, cioč l'esecuzione di un'opera,
allora non avrebbe piů senso comprare CD e saremmo costretti a sentire
solamente musica dal vivo.

Luca Rossetto Casel

unread,
Oct 2, 2000, 8:42:32 PM10/2/00
to

"Emanuele Passerini" <ema.pa...@libero.it> ha scritto nel
messaggio news:8ravpn$haf9b$1...@ID-16010.news.cis.dfn.de...

> Il risultato finale di una registrazione su CD presuppone un lavoro
iniziale
> di esecuzione di un'opera, una registrazione e una successiva
manipolazione
> del suono. Tutte e tre le fasi sono a pieno titolo parti integranti
di

> un'opera d'arte, così come lo sono la scelta di una tela, la
preparazione
> dei colori e la loro stesura. L'importante è l'effetto finale che si
> ottiene, cioè l'opera d'arte definitiva. Karajan questo lo sapeva


benissimo
> e ha saputo sfruttarlo appieno. E le sue produzioni restano sempre e
> comunque delle meravigliose opere d'arte, a prescindere dal lavoro

che è


> stato fatto alle spalle. Ogni artista usa gli strumenti che ha a

> disposizione nella maniera che più gli aggrada.
> Se fosse importante solamente la prima fase, cioè l'esecuzione di
un'opera,
> allora non avrebbe più senso comprare CD e saremmo costretti a


sentire
> solamente musica dal vivo.

Certo! Anche perché -scusate se mi ripeto- le potenzialità (tecniche
e, pertanto, artistiche) di una incisione sono *diverse* (né migliori
né peggiori: semplicemente, diverse) da quelle di un' esecuzione dal
vivo. Karajan non ha considerato il disco un surrogato del concerto,
ma un modo diverso di accostarsi alla musica; e ha cercato di
sfruttarne le peculiarità per creare un prodotto diverso, con una
*sua* dignità artistica.

Brenno

unread,
Oct 3, 2000, 3:00:00 AM10/3/00
to clc...@tin.it
È esatto, una stonatura non può essere corretta, posso togliere però rumori di
fondo e altre cosette, perdendo però anche qualcosa nelle medesime frequenze
musicali.
Brenno

KLAUS ha scritto:

> On Mon, 02 Oct 2000 13:44:32 +0200, Brenno <br...@smile.ch> wrote:
>
> >Oggi non

> >incide quasi più nessuno in studio in quanto con la tecnica digitale si riesce


> >a pulire l'esecuzione di qualsiasi disturbo.

Brenno

unread,
Oct 3, 2000, 3:00:00 AM10/3/00
to Emanuele Passerini
Sono d'accordo con te. Io non le accetto e basta. Celibidache, contrarissimo ai
dischi, diceva che un disco č come una fotografia ed č valida solo per il giorno
o forse l'ora nella quale la fai. Ed io aggiungo, ritornando al tema della
discussione, che in fotografia puoi far diventare bellissima anche una brutta
persona.
Brenno

Emanuele Passerini ha scritto:

> "Brenno" <br...@smile.ch> ha scritto nel messaggio


> news:39D87520...@smile.ch...
> > Puň darsi che siano le migliori ma non erano dirette da Karajan ma da
> Karajan +
> > il tecnico del mixaggio, lui dal vivo non otteneva quegli effetti; gli
> altri
> > direttori si sono rifiutati di manipolare le loro esecuzioni e tanti sono
> > giunti al punto (parlo degli anni '70) di non piů incidere in studio. Oggi
> non

> > incide quasi piů nessuno in studio in quanto con la tecnica digitale si


> riesce
> > a pulire l'esecuzione di qualsiasi disturbo.
>

> Il risultato finale di una registrazione su CD presuppone un lavoro iniziale
> di esecuzione di un'opera, una registrazione e una successiva manipolazione
> del suono. Tutte e tre le fasi sono a pieno titolo parti integranti di

> un'opera d'arte, cosě come lo sono la scelta di una tela, la preparazione
> dei colori e la loro stesura. L'importante č l'effetto finale che si
> ottiene, cioč l'opera d'arte definitiva. Karajan questo lo sapeva benissimo


> e ha saputo sfruttarlo appieno. E le sue produzioni restano sempre e

> comunque delle meravigliose opere d'arte, a prescindere dal lavoro che č


> stato fatto alle spalle. Ogni artista usa gli strumenti che ha a

> disposizione nella maniera che piů gli aggrada.
> Se fosse importante solamente la prima fase, cioč l'esecuzione di un'opera,
> allora non avrebbe piů senso comprare CD e saremmo costretti a sentire
> solamente musica dal vivo.
>

McTynnies

unread,
Oct 3, 2000, 3:00:00 AM10/3/00
to

Salve a tutti.
Mi inserisco per la prima volta nel NG e il primo messaggio vuole
essere un accordo con l'amico che dice grandi cose della 9 di
Beethoven di Karajan '83: anch'io la trovo fantastica.
In particolare mi esalta l'organizzazione del tessuto orchestrale
mantenuta sempre su livelli strepitosi di apertura (non saprei come
altro definirla) e chiarezza della definizione strutturale del secondo
movimento, laddove molti altri direttori della stessa generazione di
Karajan preferiscono invece adagiarsi in un suono magmatico e
magniloquente ma al contempo un po' confuso. Il riferimento principe
va al pur grandissimo Furtwangler, che per quello che riesco a capire
dalla non perfetta riproduzione dell'incisione EMI (ma i tempi erano
quello che erano) preferiva dare un'impressione diversa della sinfonia
in generale e del secondo movimento in particolare rispetto a Karajan.

Curiosamente però la miglior realizzazione che io conosca del tessuto
orchestrale leggero che mi sembra Karajan ricerchi in quella serie di
incisioni beethoveniane mi sembra l'abbia ottenuta qualche anno prima
Carlos Kleiber alla guida dei Wiener nell'incisione della quinta.

A parte il fatto che a mio parere è la più bella interpretazione della
quinta che ci sia (e ne posseggo la bellezza di 15 interpretazioni
diverse con le quali confrontarla!), credo che il tessuto orchestrale
che Kleiber è riuscito a ottenere vada più o meno nella stessa
direzione di Karajan ma con addirittura una miglior riuscita.

Non so se qualcuno è d'accordo.
Aspetto eventuali commenti.

Mario

On Mon, 02 Oct 2000 15:01:17 GMT, Tito Ceccherini
<titocec...@bigfoot.com> wrote:

>lbig...@bluewin.ch (L.Bignami) ha scritto:


>
>>Una volta ho visto un bellissimo documentario dedicato a Karajan,dove
>>si parlava anche molto di Riccardo Struzzo. Raccontavano e facevano
>>pure vedere le immagini di Karajan che dalla sua bellissima villa di
>>Saint Moritz si faceve portare spesso con l'elicottero in cima ai

>>ghiacciai, e sembra a volte restasse persino a dormire lassù, in


>>qualche sperduto rifugio. Karajan diceva che questo lo aiutava a
>>capire meglio la Sinfonia delle Alpi di Strauss, in vista della sua
>>esecuzione. Si studiava persino la partitura nella solitudine dei
>>pascoli alpestri.
>

>quellìesecuzione è effettivamente inarrivabile.


>forse dovrei farmi anch'io una villa a S. Moritz!
>

>>Devo dire che la più energica interpretazione della Nona che ho mai
>>sentito è proprio di Karajan, registrata nell'83 con i Berliner per la


>>Deutsche Grammophon. E' ovviamente una questione di gusto, ma dopo
>>tante altre versioni che ho avuto modo di sentire non ho mai
>>rinunciato a quella su citata .
>

>conosci quella del 1948? è veramente una delle cose memorabili di
>Karajan, e con un cast vocale inimitabile (lì, veramente, non c'è

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