Allevi non è un pianista, è un prodotto.
Ciao
Mario
Il Bollani e "balla coi lupi" lo sono. Ero cmq indeciso se mettere le
virgolette anche a <pianisti>.
g
> http://www.internetbookshop.it/code/9788817022033/allevi-giovanni/musica-testa.html
ad Aprile qui a l'Aquila, a tre-quattro giorni di distanza suonano Allevi e
poi Zimerman.
Allevi 20 euro
Zimerman 15 euro.
--
L'Esattore
"L'Esattore" <vdei...@NOSPAMsupereva.it> ha scritto nel messaggio
news:ghua3xrbcy3x.15...@40tude.net...
> dai !! sei de L'Aquila ?!?!!
no no, studio a L'Aquila
> la mia città !!
> ma vivo a brescia ahimè da 6 anni ...
> me lo ricordo Zimermann !! nel '95 .. mi sembra..
> bel concerto al teatro ...
già, ho visto che in passato L'Aquila ha avuto concerti straordinari,
intere stagioni piene di nomi che fanno parte della storia, peccato che ora
di grandissimi ne vengano davvero pochi.
(Proprio oggi ho preso queste foto in auditorium:
http://img132.imageshack.us/img132/1002/benedettimichelangeligb6.jpg
http://img507.imageshack.us/img507/1171/rubinsteinsg7.jpg
http://img220.imageshack.us/img220/5898/menuhinog2.jpg
http://img516.imageshack.us/img516/2231/oistrachjx0.jpg
http://img220.imageshack.us/img220/1628/qidq2.jpg
http://img220.imageshack.us/img220/6790/giesekingul3.jpg
e mi spiace di non aver visto, per quanto valgano tanti anni dopo (senza
aver potuto ascoltarli) le loncandine di Pollini, Richter...
Peccato anche per la pessima acustica del teatro e del san filippo, dove
suona la sinfonica abruzzese.
Meglio, molto meglio, il piccolo "Nino Carloni".
> e lui che si registrava da sé con un mini recorder digitale...
> quanto tempo !!
> ciao.
Ciao!
--
L'Esattore
Amen :-)
M.
S
"prodotto" da chi?
Ciao,
Giulio
--
OnAir:
http://www.giuliopetrucci.it
Simone sonon con te ....dal dinamico cembalista Romano !!!!! ti
capisco
salutami Alessandro
D'accordo che quando si sta lavorando, specialmente alla composizione di
musica, dia fastidio sentire la musiche di Allevi ma penso che ti avrebbero
dato fastidio anche quelle di qualsiasi altro compositore SERIO. Forse anche
di Bach.
Considerando che non è musica "classica" quella di Allevi, non è poi tanto
male. E' piacevole da ascoltare e da suonare anche se a volte la tira un po'
troppo per le lunghe.
Art
In generale sì, ma l'altro giorno ha avuto il potere di farmi quasi
bestemmiare :-)))
salutoni!
S
Ecco perché ha successo. Allevi è una sciagura più grande di quel che
possiate immaginare.
g
> Ecco perché ha successo. Allevi è una sciagura più grande di quel che
> possiate immaginare.
Puoi spiegare perché?
Art
Perché tutto ciò che viene proposto in opposizione al "colto" e al
"profondo", a torto ritenuto oggi "pesante" e "inumano", è deleterio
al processo evolutivo interiore dell'uomo. Se l'Allevi si limitasse a
fare la sua musichetta non sarebbe molto grave, ciò che è deleterio è
che venga sostenuto dai giornali e dalla tv, e che venga imposto come
alternativa all'impegno compositivo di generazioni di musicisti come
Schoenberg e Stockhausen. L'Allevi non sa né quel che fa né quel che
dice, è una pedina del consumismo: arriva persino a dichiarare che si
ispira ai maestri del passato e, abusando di frasi bouleziane, "uccide
i padri", promuovendo una musica di concezione più semplice, più
vicina al sentimento della gente. Quella dell'Allevi è aria fritta
stile newage, venduta agli stolti con la credenziale paternalista
degli studi accademici. E' una sorta di "anti'68". Tutto ciò muove
verso la regressione psichica e sociale. Non c'è nulla che dietro al
suo talento, solo la paura del mondo circostante, sempre più violento
e instabile. E' un ragazzino fragile e incapace di guardare al mondo
contemporaneo.
gaude
c'è una sua composizione che lo riassuma? non ho mai sentito niente e
ne sento parlare tutti...
manuel
Ciao,
a me piace molto questo pezzi qui:
http://www.youtube.com/watch?v=2Lnedv3WAgM
Non ti offendere: non ho le tue conoscenze/competenze ma quello che hai
scritto mi sa molto di "bla-bla-bla"...
>L'Allevi non sa né quel che fa né quel che
> dice, è una pedina del consumismo:
Bah... direi proprio di no!
Anzi, visto il suo "vissuto" direi che è la prova vivente del fatto che
se attorno a noi trionfa la mediocrità è perchè qualcuno la impone. Il
"business" non lo ha più potuto ignorare dopo l'enorme successo che *la
gente* gli ha decretato...
Quello che invece non riesco a capire è l'ostracismo gratuito di tutti i
"professionisti" della musica classica. Io vivo in Ascoli Piceno, la
città dove anche "Giovannino" ha vissuto fino a pochi anni fa. Sono
stato alunno del padre (grande uomo, maestro e musicista). Ebbene:
quando nessuno comprava i suoi dischi era portato da tutti in palmo di
mano. Oggi molti musicisti "classici" (non nel senso di "musica
classica") invece, quando possono, gli spalano fango addosso... chissà
perchè... (io per quanto riguarda i musicisti ascolani ho una mia
teoria, ma è meglio che taccia).
On Mar 6, 4:17 pm, gade25...@gmail.com wrote:
> On 6 Mar, 14:41, "ArtBurt" <artb...@art.art> wrote:
>
> > <gade25...@gmail.com> ha scritto nel messaggionews:9709d091-f47b-4722...@n77g2000hse.googlegroups.com...
>
[...]
> e che venga imposto come
> alternativa all'impegno compositivo di generazioni di musicisti come
> Schoenberg e Stockhausen.
La maggior parte degli ascoltatori non ha bisogno che gli venga
imposto qualcuno in alternativa a Schoenberg e Stockhausen e
compagnia suonante(?) novecentesca: se la cercano da soli, e a frotte,
a giudicare dalla frequentazione dei concerti e dalle vendite della
musica dei summenzionati.
> L'Allevi non sa né quel che fa né quel che
> dice, è una pedina del consumismo: [...]
Sarà, Allevi non lo conosco, però questa assomiglia tanto alla
consueta aggressione che nei gruppi musicali (e non solo) "colti" si
riserva a chi (vivente) riesca a procurarsi un pubblico superiore alle
quindici unità. Allevi, Biondi, Bollani...
Non è un esempio di area classica, ma invito a stare attenti, perché
fra qualche anno si corre il rischio di doversi poi rimangiare tutto.
Qualcuno si ricorderà come negli anni '70 furono variamente crocefissi
i jazzisti che si misero a fare fusion (Miles Davis, Hancock, Shorter)
e funky (Hubbard, Byrd), e che oggi vengono riabilitati o addirittura
- esageratamente e acriticamente, IMHO - santificati (Davis).
Curiosamente, gli argomenti che si usavano allora sono gli stessi che
si usano adesso.
alf
A "parità di critiche", la differenza tra i jazzisti degli anni
settanta e Allevi è semplice, loro fecero comunque qualcosa che non si
era mai sentito. Il povero Allevi sta riciclando degli stilemi fritti
e rifritti. Il mondo ha bisogno di sicurezze e lui è uno psicofarmaco
musicale per menti povere e assonnate.
J.
>Curiosamente, gli argomenti che si usavano allora sono gli stessi che
>si usano adesso.
Gade ha scritto una cosa che sostanzialmente condivido. Non condivido
affatto il ragionamento attraverso cui ci arriva, che è logoro e non sta in
piedi neppure a tenercelo; se non gliel'ho detto prima è perché non voglio
trasformarmi in un persecutore (il bel gioco dura poco) vero e proprio.
Comunque, senza dare ad Allievi un'importanza spropositata (non fa male a
nessuno, in fondo), mi pare che tra Miles Davis e Freddie Hubbard ci sia una
bella differenza. Senza cattiveria, eh...
:-))
dR
> http://www.internetbookshop.it/code/9788817022033/allevi-giovanni/musica-testa.html
La Grimaud non è mica da meno, eh.
dR
>
> La Grimaud non è mica da meno, eh.
però è ocarina :)
>> La Grimaud non è mica da meno, eh.
>
> però è ocarina :)
Sì, molto. Bello l'indirizzo.
dR
> Gade ha scritto una cosa che sostanzialmente condivido. Non condivido
> affatto il ragionamento attraverso cui ci arriva,
Ih ih ih... Ci arrivo passando per il tunnel degli orrori...
g
c. :)
--
cap
-Of others take a sheaf, of me a grain-
------------------------------------------------------------------------
cap's Profile: http://www.sonicbands.it/member.php?userid=291
View this thread: http://www.sonicbands.it/showthread.php?t=77600
Possiamo parlare della validità della musica di Allevi (che mi sono
andato a sentire su YouTube e mi sembra leggerino - un bel po' di
Jarrett, un po' di Schlaks e un po' di dintorni).
Ma l'argomento non è neanche stato sfiorato: si è solo grattato
quell'automatico, elitario prurito che fa sì che chi si distacca,
anche di poco, dalla "vera via" e ha la sfacciataggine per questo di
finire su qualche giornale, o, Dio ne scampi, in televisione, venga
automaticamente degradato a venduto, sciagura etc. etc. Della musica
che fanno non se ne parla più, o - se pure se ne parla - viene
valutata con gli stessi automatismi.
Bollani fa delle gag durante i suoi concerti? E' un buffone (e chissà
cos'avrebbero detto se fossero stati contemporanei di Fats Waller).
Biondi ha il pessimo gusto di vendere qulche decina di migliaia di
dischi? E' un prodotto, musica di sottofondo, "pedina del consumismo",
"regressione culturale e sociale", blah, blah...
Da questo punto di vista, non è tanto importante che Miles fosse
meglio di Hubbard (che è comunque un ottimo trombettista, e a me
Backlash continua a piacere) : tutti e due, come gli altri fusionisti
del periodo, furono affossati dai critici ortodossi o perchè non
suonavano il free o perché non suonavano più mainstream. Oggi (che
sono morti o venerabili) si dice che furono dei pionieri e si rimette
sugli altari di tutto (incluso roba come "on the corner" che, se devo
dire la mia...ma questo non c'entra).
alf
> Ih ih ih... Ci arrivo passando per il tunnel degli orrori...
Esagerato.
Per dirla tutta, non so bene come ci arrivi.
dR
Saluti
G
Capisco che possa dar fastidio, ma io sono convinto che una funzione
educativa Allievi ce l'ha. Se non altro la sua musica che allude
all'esistenza di altre possibilità, cosa che la maggior parte della
musica industriale non fa, senza tuttavia scatenare le ire - e gli
ardori - che scatena Allievi, basta leggersi i commenti ai video su
youtube. Curiosamente, o forse non tanto, lo stesso capita per
KennyG.
alf
> La maggior parte degli ascoltatori non ha bisogno che gli venga
> imposto qualcuno in alternativa a Schoenberg e Stockhausen e
> compagnia suonante(?) novecentesca: se la cercano da soli, e a frotte,
> a giudicare dalla frequentazione dei concerti e dalle vendite della
> musica dei summenzionati.
>
>> L'Allevi non sa né quel che fa né quel che
>> dice, è una pedina del consumismo: [...]
>
> Sarà, Allevi non lo conosco, però questa assomiglia tanto alla
> consueta aggressione che nei gruppi musicali (e non solo) "colti" si
> riserva a chi (vivente) riesca a procurarsi un pubblico superiore alle
> quindici unità. Allevi, Biondi, Bollani...
>
> Non è un esempio di area classica, ma invito a stare attenti, perché
> fra qualche anno si corre il rischio di doversi poi rimangiare tutto.
> Qualcuno si ricorderà come negli anni '70 furono variamente crocefissi
> i jazzisti che si misero a fare fusion (Miles Davis, Hancock, Shorter)
> e funky (Hubbard, Byrd), e che oggi vengono riabilitati o addirittura
> - esageratamente e acriticamente, IMHO - santificati (Davis).
> Curiosamente, gli argomenti che si usavano allora sono gli stessi che
> si usano adesso.
Francamente, la sola idea di paragonare Allevi a
Davis, Shorter e Hancock (ma anche a Bollani,
IMHO) è imbarazzante. Il paragone più azzeccato mi
pare quello con Stephen Schlacks, in una salsina
di finto Jarrett (tipo la maionese industriale)
M.
Il paragone era sul trattamento, non sul contenuto. Anche se Head
Hunters non mi sembra un pinnacolo di raffinatezza compositiva.
alf
Sě, perň se scrivi che "il rischio č di doversi
rimangiare tutto tra qualche anno" l'attenzione si
sposta sul contenuto, eccome.
> Anche se Head
> Hunters non mi sembra un pinnacolo di raffinatezza compositiva.
No, d'accordo. Perň per l'epoca era una cosa
relativamente fresca, non la rimasticatura
ultrasemplificata di una cosa pubblicata
trent'anni prima. E prima di "Head Hunters"
Hancock aveva pubblicato diversa robetta
interessante, a parte il suo contributo al gruppo
stellare di Davis negli anni '60.
M.
e non diciamo di quale parte del corpo... ;-)
D.
o da cosa?
D.
Ma di qualità. Garantisce Jovanotti.
growl
A.
Guarda che stai girando l'argomento. Gli amanti della musica per
l'arte (come me) sono sostanzialmente indifferenti ad Einaudi o Allevi
o Biondi o chi vuoi. Cominciano ad argomentare quando qualche "cloth-
eared nincompoop" (per citare le avvertenze sul disco Amarok di Mike
Oldfield) viene a parlare di questi e dice, loro si che comunicano,
che hanno successo, non come i vostri intonarumori e scorreggiofoni, e
viene a dire che loro si, glie Allevi friends, sono vera espressione
musicale e non chi piace agli "elitari". Non mi risulta di aver
sentito Sciarrino, o Abbado, o Rattle esprimersi su Allevi.
E, una volta che ci si chiede (esplicitamente o implicitamente tramite
volontaria o involontaria provocazione) che pensiamo di Einaudi o
Allevi, non possiamo tirarci indietro. Ed ecco che veniamo accusati
di sputargli in faccia.
La musica te la ho valutata. E potremmo anche rifarlo spartito alla
mano.
growl
A.
Beh, almeno lui é riuscito a fare un singolo suono sul sassofono,
ininterrotto, per la durata di 45 minuti.
(Con la respirazione circolare Pascal Gallois riesce a suonare
l'intera sequenza XII di Berio, ma dura di meno!)
growl
A.
> 2. che forse Allevi rispecchi il mondo contemporaneo più di quanto tu pensi.
Mi era sfuggita, ma non son ben certo se ti riferisci a qualcosa che
ho scritto io. Comunque, più che "rispecchiare", il nostro pianista
+compositore+scrittore riflette inconsciamente l'immagine di parte del
mondo contemporaneo.
Peraltro è molto più vecchio di quanto pensassi, il che determina il
caso "critico" ormai non più recuperabile. A quell'età, e dopo
quest'impennata di successo montato a dovere dal mondo circostante che
lo sta usando per nascondere la propria incapacità di "fare", prevedo
solo morte psichica e artistica. Verrà presto buttato nel cassonetto
dei rifiuti commerciali, come si fa di prassi nel mercato della musica
di consumo.
Meglio sarebbe per lui se si ritirasse in un eremo a meditare. Lo dico
per il suo bene.
g
C'entra solo in parte, e con una certa dose di
"mutatis mutandis", ma ho trovato molto
interessante - se non altro perchè evidenzia un
sincero e poderoso risentimento artistico -
l'opinione di Pat Metheny su Kenny G :
http://www.jazzoasis.com/methenyonkennyg.htm
M.
O forse io, qualcosa sul rispecchiare il proprio tempo da qualche
parte lo ho scritto ;-)
> Comunque, più che "rispecchiare", il nostro pianista
> +compositore+scrittore riflette inconsciamente l'immagine di parte del
> mondo contemporaneo.
Beh, _é_ espressione di una parte del mondo di oggi. Quella parte che
per me é un processo di distruzione del nostro retaggio culturale.
Altro che i compositori d'avanguardia che volevano rompere con il
passato (intenzione reale) ma che spesso altro non riuscivano a fare
che confrontarsi con esso in modo estremamente complesso - la stessa
musica negativa di Lachenmann alla fine ci dice qualcosa del passato
stesso e alla fine Lachenmann se ne é reso conto. Qui il processo di
imbarbarimento della nostra cultura viene cavalcato e, purtroppo, se
ne diventa parte in modo significativo.
Allevi rappresenta la tendenza all'imbarbarimento, alla
semplificazione, all'impoverimento della società di oggi. Al posto del
cibo vero oggi si mangiano le patatine di McCain per McDonald, fatte
con patate trattate in modo da aumentarne gli zuccheri già raffinati e
quindi di fatto "drogare" di glucosio i ragazzini che le mangiano, per
causarne dipendenza. E al posto della musica d'arte si ascoltano
queste intravenose di glucosio pseudo-musicale. I compositori che mi
interessano sono quelli che si rifiutano di essere soggetti e vittime
di tale processo.
> [...] Verrà presto buttato nel cassonetto
> dei rifiuti commerciali, come si fa di prassi nel mercato della musica
> di consumo.
Comunque non semrba uno spendaccione. Dice di non avere auto e di
usare i mezzi pubblici. Probabilmente qualche palata di milioni di
euro gli resterà in banca, per sopravvivere alle crisi di depressione
dovute al finire nel dimenticatoio.
Quasi quasi mi fa pena.
> Meglio sarebbe per lui se si ritirasse in un eremo a meditare. Lo dico
> per il suo bene.
Cmq, finché il successo continua, di sedicenni infoiate non glie ne
mancano. Poi potrà andare nell'eremo.
growl
A.
Cheers,
alf
Bè, vedila come vuoi.
Comunque: prodotto da /chi/ o /cosa/?
Qualcuno che mi da qualche idea?
Ciao,
il Petrux
--
OnAir:
http://www.giuliopetrucci.it
Ah ecco, in effetti ero un pochino perplesso...
growl
A.