Il giorno domenica 12 aprile 2015 10:54:50 UTC+2, luzy reloaded ha scritto:
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> In sostanza tutti i 40 minuti sono un collage di citazioni, stili e tecniche >novecentesche, il tutto riconfezionato in modo da rendere l'ascolto fruibile a >un livello emotivo minimo.
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Tu parli di collage, io parlo di sintesi.
Rueda, ed altri, sono andati oltre le avanguardie, oltre lo sperimentalismo e fanno quello che si è sempre fatto. Ovvero USANO i materiali scoperti da altri per il proprio fine.
Andiamo indietro nel tempo e facciamo un esempio facile.
Prendiamo la quinta di Beethoven.
Tutti dicono che è una novità, una grande invenzione di Beethoven. E io sono d'accordo.
Tuttavia nel terzo tempo c'è qualcosa che somiglia alla musica di Bach (cioè una lunga fuga)
https://www.youtube.com/watch?v=7jh-E5m01wY
La fuga inizia al minuto 20:55 e dura un bel po'.
Vogliamo dire che Beethoven in quel passaggio della Quinta copia dai suoi predecessori?
O piuttosto è corretto dire che il contrappunto (la fuga) è una tecnica di composizione utilissima da essere utilizzata in certi contesti?
Allo stesso modo, quando Rueda usa la tecnica di Adams (che ho mostrato) non è che lo capia, semplicemente si rende conto che per il suo scopo gli serve usare quella tecnica.
Ci sono periodi storici durante i quali si rompe col passato. Quindi ognuno cerca di sperimentare, trovare cose completamente nuove. Un esempio è il periodo che va dagli anni Quaranta- Cinquanta fino agli anni Ottanta del Novecento.
Sciarrino per es. continua in questa direzione di sperimentazione, di trovare qualcosa che non si è ancora udito ecc.
Rueda ora, arriva dopo decenni di sperimentazione, avanguardie ecc. Quindi Rueda (paradossalmente) per innovare deve fare una sintesi.
Sembra strano, ma per innovare, cioè CAMBIARE, non può continuare a fare esperimenti fine a se stessi, ma deve usare il materiale scoperto da altri.
Se per es. Rueda si mettesse a fare la musica seriale molto simile a quella di Boulez, sarebbe innovativo? Penso di no.
Ma questo è sempre accaduto, non solo per la musica ma un po' per tutte le attività umane, in particolare per il sapere scientifico. Ad un certo punto arriva uno (che può essere Newton per es.) studia tutto quello gia scoperto da altri (Copernico, Galilei ecc) e facendo uso di tanta matematica, mette tutto insieme e ne fa una sintesi.
E nessuno ha mai detto che Newton ha copiato il sistema eliocentrico da Copernico o Keplero.
Nella musica ci sono anche cose oggettive, come la fuga per esempio. Ovvero qualcosa che viene a standardizzarsi per poi poter essere usato al bisogno.
Quindi se noi vogliamo vedere in Rueda uno innovatore nel senso di sperimentatore. Allora hai ragione tu, Rueda non innova in quel senso.
Se invece in Rueda vogliamo vedere uno che innova nel senso che CAMBIA, cioè non si mette a sperimentare ma ad usare le tecniche scoperte negli ultimi decenni, allora Rueda cambia direzione.
Cioè Rueda non segue Sciarrino per es. non si mette anche lui a sperimentare come sperimenta ancora Sciarrino ma cambia direzione. Cioè si mette a fare la sintesi. Tu la chiami collage, non ti piace. Ed è normale.
Ora, ed è questo il punto. Se negli ultimi venti anni per es. Rueda e altri hanno fatto di questi collage (io le chiamo sintesi) ecco che sono andati OLTRE la sperimentazione fine a se stessa.
Noi qui non possiamo dire che è migliore il collage, peggiore la sperimentazione o viceversa.
Dobbiamo solo notare il cambiamento, cioè i FATTI avvenuti.
Ed è un dato di fatto che Rueda cambia, non segue la sperimentazione, il serialismo o il minimalismo ma si mette a fare il collage.
Vogliamo dire che il collage è una cosa brutta, facile?
Benissimo, diciamolo.
Ma è un FATTO che questo collage (brutto e facile) è una novità. O meglio che solo pochi (Rueda compreso) hanno fatto questi collage.
In questo senso Rueda (e non solo lui) cambia, cioè innova nel senso che cambia direzione.
Cioè, Rueda non si mette a fare anche lui musica seriale. E d'altra parte chi oggi ancora fa una composizione tutta seriale, fa cose vecchie, non cambia, non innova. Poi quel brano può piacere, non piacere, sarà il miglior brano seriale della storia, ma è un FATTO che non innova, bensi continua nella scia del serialismo.
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> Un ascoltatore che ha saltato di netto il secolo scorso (e sono tanti) e, >passa, diciamo, da Mahler a Rueda, sicuramente sarà entusiasta.
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E' impossibile passare di colpo da Mahler a Rueda. Rueda diventa difficile, duro da ascoltare.
Per es. quando uno passa per es. da Mahler, Richard Strauss a Schoenberg ecco che ha difficoltà a seguire la musica di quest'ultimo.
Figurati se dovesse seguire di colpo Rueda. In Rueda non trovi solo qualche serie, ma un ritmo molto articolato, uso di timbri particolari ecc.
Poi, ed è questo il punto, se l'ascoltatore di cui si parla nel frattempo ha visto tanti film, tanta musica elettronica ecc, ecco che potrebbe digerire la musica di Rueda pensandola come colonna sonora.
Ma anche qui l'ascoltatore ha dovuto fare un percorso propedeutico, cioè abituarsi ad ascoltare le colonne sonore e quindi di fatto hanno ascoltato le diverse tendenze del Novecento.
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> Avendo nelle orecchie il Novecento, al contrario, l'esperienza è un supplizio >indescrivibile.
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Tu sei anche quello che riesce ad ascoltare solo Britten (dei compositori inglesi) e fa fatica ad ascoltare Tippett e altri.
http://www.telegraph.co.uk/culture/music/classicalmusic/9605317/Michael-Tippett-a-visionary-in-the-shadow-of-his-rival.html
Quindi non mi meraviglio del fatto che fai fatica a seguire Rueda.
Diciamo che è una questione di gusti personali che nulla c'entrano con dati di fatto.