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Res severa, verum gaudium

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Carlo Gerelli

unread,
May 16, 2000, 3:00:00 AM5/16/00
to
Questo è il motto della Gewandhaus Orchester di Lipsia
che, con il direttore Herbert Blomstedt alla testa, e la
solista Elisabeth Leonskaya, ha offerto una memorabile
serata brahmsiana ieri sera al Donizetti di Bergamo.
In programma il Concerto n.1 per pianoforte e orchestra,
e la Sinfonia n.4.
Leonskaya, una bella signora sui cinquanta,
russa residente a Vienna da circa venticinque anni,
ha dominato da par sua il concerto meno noto
dei due di Brahms, un'opera giovanile che IMHO
non sfigura affatto a fianco della più famosa op.83.
Precisa, sicura, dotata di un bel tocco "pesante"
che la accomuna alla grande scuola dei pianisti russi,
(non a caso ha al suo attivo collaborazioni con
Svjatoslav Richter), ha dato l'impressione di integrarsi
perfettamente con la prestigiosa orchestra tedesca.
Orchestra che, dopo un avvio un po' macchinoso,
in questo simile (anche per l'età media dei suoi
componenti ...) a quelle automobili d'epoca un po'
restie a mettersi in moto, ha progressivamente
migliorato la prestazione nell'arco del concerto,
producendo nella seconda parte una magnifica
esecuzione della Quarta Sinfonia. Il merito di questa
progressione qualitativa va sicuramente a Herbert
Blomstedt, un direttore peraltro ferratissimo nel
repertorio romantico tedesco. Per chi ha nelle orecchie
l'interpretazione della Quarta di Carlos Kleiber con
i Wiener è difficile non fare confronti, ma ieri sera
i prodi Leipziger ci sono andati veramente vicini.
Lo scherzo, fra l'altro ripetuto come bis, è stato
veramente favoloso, ma anche il movimento lento,
e le variazioni del finale, affrontate di slancio, mi
hanno parecchio impressionato. Non altrettanto
entusiasmante l'inizio. Grande successo per tutti,
come d'obbligo in occasioni simili.
--
----------------------------------------
carlo gerelli : sof...@libero.it
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"Nella Ciaccona sta il segreto della Vita Bona"
Miguel de Cervantes Saavedra


Marco Marcelli

unread,
May 17, 2000, 3:00:00 AM5/17/00
to

Carlo Gerelli <sof...@libero.it> wrote in message
news:8frip4$51la$1...@stargate1.inet.it...


> ha dominato da par sua il concerto meno noto
> dei due di Brahms, un'opera giovanile che IMHO
> non sfigura affatto a fianco della più famosa op.83.

Personalmente ritengo il primo concerto di Brahms addirittura migliore,
nella sua interezza, rispetto al secondo.
Il secondo ha - IMHO, of course! - i primi due movimenti di una
drammaticita' assoluta, con una tensione che si fa vieppiu' insopportabile
fino a risolversi proprio al termine del secondo movimento, tuttavia i
successivi due tempi non sono a mio avviso all'altezza dei primi due. Bene
avrebbe fatto Brahms, secondo me, a lasciare "incompiuto" il concerto.

Il primo, invece, che peraltro si apre ugualmente in modo drammatico, e'
piu' omogeneo nella sua interezza. L'ascoltatore e' portato per mano al
risolversi di una situazione emotiva evidentemente congeniale all'autore,
soluzione che trova il suo sbocco, correttamente, al termine del terzo ed
ultimo tempo.

Conosco il primo concerto nell'esecuzione di Jakob Gimpel ed in quella di
Artur Rubinstein e vi assicuro che, qui, Rubinstein ha una potenza di suono
e di espressivita' da tenere chiunque inchiodato alla sedia...........!!

Ciao

--
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Marco Marcelli - Genova
E-Mail1: marc...@libero.it
E-Mail2: marco.m...@elsag.it
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Paolo Tramannoni

unread,
May 17, 2000, 3:00:00 AM5/17/00
to
In article <8ftd5b$cth$1...@e3k.asi.ansaldo.it>, "Marco Marcelli"
<marco.m...@elsag.it> wrote:

> Personalmente ritengo il primo concerto di Brahms addirittura migliore,
> nella sua interezza, rispetto al secondo.

In qualche misura, sono d'accordo, almeno per ciň che riguarda i primi
due tempi. Ma il terzo č un pochino debole. A volte sembra di sentire un
autore di qualche decennio prima. Tieni presente che la composizione dei
tre movimenti č avvenuta in tempi molto diversi, con esclusi eccellenti
(il brano poi diventato il secondo tempo del Requiem) e ripensamenti
evidenti (il primo tempodoveva essere un tempo di sinfonia).

> Il secondo ha - IMHO, of course! - i primi due movimenti di una
> drammaticita' assoluta, con una tensione che si fa vieppiu'
> insopportabile
> fino a risolversi proprio al termine del secondo movimento, tuttavia i
> successivi due tempi non sono a mio avviso all'altezza dei primi due.

Non mi trovi d'accordo. L'Adagio č non solo dolcissimo, ma ha dei
momenti di novitŕ assoluta, come quando il pianoforte si perde in una
nuvola di accordi non concatenati, senza melodia... sembra quasi di
vedere Debussy che arriva dietro l'angolo. E gli archi, ogni tanto,
cercano di irrompere, di riportare la realtŕ nel sogno. ("Ma i sogni
aiutano a suonare meglio, o suonare meglio aiuta a sognare?")

E il finale č uno dei pezzi piů lievi, piů danzanti che io abbia mai
ascoltato. In assoluto. E lo puoi suonare come ti pare: credo di aver
sentito Gieseking (o Backhaus?) farlo di una malinconia struggente.
Incredibile. Inoltre, la fusione tra pianoforte (concertante!) e
orchestra č perfetta. Chi č il protagonista, tra le due forze in campo?

Ciao,
Paolo

--
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Paolo Tramannoni
Porto Recanati, Italy
p.t...@fastnet.it

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