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momento di lasciare il piano

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via sarpi

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Feb 17, 2015, 4:20:48 PM2/17/15
to
è insensato continuare, non ce la farò mai, mi manca la cosa fondamentale, il senso del tempo, non riesco a gestire il passaggio tra note di diverso valore, dagli ottavi ai 32simi o 16esimi, trilli e quant'altro, ho un tempo altalenante, la maestra dice che devo studiare lentamente, quando lei mi fa vedere quanto lentamente mi sembra uno scherzo, e mi rendo conto che ci vorranno 3 mesi per un singolo pezzo di 50 secondi per cui ora mi ci vuole un mese. Il problema è che non riesco a sentire il battito interno, non riesco a concentrarmi con una mano che fa gli ottavi, l'altra i sedicesimi, e il piede che batte i quarti, tendo ad accelerare la sinistra che segue la destra, e si spezza il rapporto col tempo tenuto fino ad allora. E quando mi dice di andare lento io non sento nessuna musica, ma solo tasti premuti.
Cosa c'è di peggio per uno che vorrebbe suonare il piano che essere vecchio e non avere senso del tempo?

luzy reloaded

unread,
Feb 17, 2015, 6:29:15 PM2/17/15
to
Il giorno martedì 17 febbraio 2015 22:20:48 UTC+1, via sarpi ha scritto:

> Cosa c'è di peggio per uno che vorrebbe suonare il piano che essere vecchio e non avere senso del tempo?


Ascolta, quando ho detto di passare al flauto diritto mica scherzavo! Anni fa, mentre stavo seduto in vetta ad una montagna, pensavo a come sarebbe stato bello saper suonare un flautino...

Lo stesso Logi un giorno scrisse che i dilettati sono fissati col pianoforte e così si fottono il piacere per la musica... se ci legge confermerà...

In alternativa potresti limitare il repertorio a non oltre JSB, magari su un clavicordo... libidine pura... a me sarebbe piaciuto suonare il liuto... ma non credo avrò il tempo... il pianoforte chiede troppe ore di studio, te lo confermo: non avrai alcuna soddisfazione fino a che non potrai dedicarci almeno 5 ore al giorno. Delle quali due di pura tecnica.

via sarpi

unread,
Feb 17, 2015, 11:43:45 PM2/17/15
to
ma col flauto non risolverei il problema del tempo...non ce l'ho e basta.

Archaeopteryx

unread,
Feb 18, 2015, 3:35:16 AM2/18/15
to
Non farlo, guarda che io tecnicamente sono peggio di te. E
siccome non mi voglio privare di una cosa che mi fa
piacere piano piano nel tempo ho ripiegato su un
repertorio che mi è possibile suonare.

Non voglio criticare un insegnante ma se sei in difficoltà
dovrebbe fare un poco di marcia indietro e sottoporti una
rosa di brani che tu possa studiare senza stress. Non so
però cosa succeda che non vediamo, nel senso che per
quanto si legge dal post tu potresti essere andato
dall'insegnante con un'idea di un pezzo che vuoi fare a
tutti i costi e che potrebbe non essere (ANCORA!) alla tua
portata. Dico questo perché un successo o un intoppo ha
mille cause che non sempre vengono alla luce, in perfetta
buona fede, e invece vanno individuate.

Insomma, sono tanti i fattori in campo. A me certo che
piacerebbe suonare Ludovico o alcune cose di C'hounpen ma
saranno sempre fuori portata dei miei mezzi. Invece la
letteratura precedente a Sebastiano ha difficoltà tecniche
immensamente minori ed esiste più musica di tutta quella
che potrò mai suonare. Non è possibile che anche nel tuo
caso non esista qualcosa che ti piaccia ma non al punto di
stressarti e toglierti la voglia.

Ora va', e poi posta su youtube tra qualche mese quando
avrai registrato, così potremo farti i meritati complimenti.

Apx.


--
There are three kinds of people in the world.
Those that can count, and those that can't.

Erg Frast_lab

unread,
Feb 18, 2015, 4:34:17 AM2/18/15
to
"via sarpi" <viasarp...@gmail.com> ha scritto nel messaggio

> Cosa c'è di peggio per uno che vorrebbe suonare il piano che essere
> vecchio e non avere senso del tempo?
......

Avere le mani mozzate?

EF



---
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http://www.avast.com

Marco_F

unread,
Feb 18, 2015, 5:22:11 AM2/18/15
to
Il 18/02/2015 09:35, Archaeopteryx ha scritto:
> Il 17/02/2015 22:20, via sarpi ha scritto:
>> è insensato continuare, non ce la farò mai, mi manca la
>> cosa fondamentale, il senso del tempo

> Non farlo, guarda che io tecnicamente sono peggio di te. E
> siccome non mi voglio privare di una cosa che mi fa
> piacere piano piano nel tempo ho ripiegato su un
> repertorio che mi è possibile suonare.

Non mi pare siano questioni di tecnica non all'altezza dei brani che si
desidera suonare. La sua diagnosi, che mi auguro per lui sia sbagliata,
è ben più grave della mancanza di tecnica. E' la mancanza del senso del
tempo, e mi chiedo se si possa acquisire.

luzy reloaded

unread,
Feb 18, 2015, 6:45:21 AM2/18/15
to
Il giorno mercoledì 18 febbraio 2015 05:43:45 UTC+1, via sarpi ha scritto:
> ma col flauto non risolverei il problema del tempo...non ce l'ho e basta.


Ah! Il famigerato tempo flauto-lento.

Archaeopteryx

unread,
Feb 18, 2015, 8:15:09 AM2/18/15
to
>
> Non mi pare siano questioni di tecnica non all'altezza
> dei brani che si desidera suonare. La sua diagnosi, che
> mi auguro per lui sia sbagliata, è ben più grave della
> mancanza di tecnica. E' la mancanza del senso del
> tempo, e mi chiedo se si possa acquisire.
>

Beh, la tecnica comprende anche quello, direi... Non ci
posso credere che con quelle 2-3 invenzioni di Sebastiano
ritmicamente facili si possa incartare. Se riesce con
quelle perché non dovrebbe fare passi avanti? Ovviamente
arriva il limite per tutti, ma è anche vero che tutti
hanno spazio per migliorare.

Marco_F

unread,
Feb 18, 2015, 8:55:10 AM2/18/15
to
Il 18/02/2015 14:15, Archaeopteryx ha scritto:
>>
>> Non mi pare siano questioni di tecnica non all'altezza
>> dei brani che si desidera suonare. La sua diagnosi, che
>> mi auguro per lui sia sbagliata, è ben più grave della
>> mancanza di tecnica. E' la mancanza del senso del
>> tempo, e mi chiedo se si possa acquisire.
>>
>
> Beh, la tecnica comprende anche quello, direi...


Sarei curioso di saperlo, perchè a me sembra che il senso del ritmo, del
tempo, chiamalo come vuoi, possa esserci o mancare del tutto
indipendentemente dal fare musica.
E' innato, almeno in parte, e si sviluppa da piccoli? Da adulti, non
avendolo, lo si può sviluppare?
Sicuramente non c'entra una mazza, ma questo thread mi ha fatto tornare
alla mente, in maniera vaga, qualcosa che aveva scritto Feynman a
proposito del ritmo o della capacità di contare a tempo... roba che ho
letto trent'anni fa e che voglio ripescare :-)


Fathermckenzie

unread,
Feb 18, 2015, 3:45:54 PM2/18/15
to
Il 18/02/2015 10:34, Erg Frast_lab ha scritto:

> Avere le mani mozzate?

Tu ci scherzi ma c'è gente, come me, che si porta dietro esiti di tre
fratture al carpo e metacarpo (base pollice e indice), la seconda
falange del pollice destro bloccata dagli esiti di un'altra frattura,
più un tendinino saltato nell'ultima falange dell'anulare. Sempre alla
mano destra. La sinistra è a posto ma non è mai stata un gran che :-)
Se muovo ancora bene la mano è in gran parte per merito del piano,
come rieducazione fine-motoria è ottimo.
Fortuna che mi piace suonare rock folk e pop, con quelli me la cavicchio
ancora.
Il senso del tempo credo di averlo, ma Bach non me lo sogno nemmeno

--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)

via sarpi

unread,
Feb 19, 2015, 1:48:26 AM2/19/15
to
On Wednesday, February 18, 2015 at 9:35:16 AM UTC+1, Archaeopteryx wrote:
> Il 17/02/2015 22:20, via sarpi ha scritto:
>
>
> Non voglio criticare un insegnante ma se sei in difficoltà
> dovrebbe fare un poco di marcia indietro e sottoporti una
> rosa di brani che tu possa studiare senza stress. Non so
> però cosa succeda che non vediamo, nel senso che per
> quanto si legge dal post tu potresti essere andato
> dall'insegnante con un'idea di un pezzo che vuoi fare a
> tutti i costi e che potrebbe non essere (ANCORA!) alla tua
> portata.


grazie
capisco, ma non credo sia il mio caso, l'insegnante è molto comprensivo, mi dice che ci vuole tempo ed è tutto normale, che loro prima di arrivare a sentire il battito in quel modo hanno passato anni e anni di conservatorio a fare analisi e solfeggi ritmici, per cui mi rassicura sempre e mi dice che è normalissimo. Il punto è che ci vuole tempo, ed il tempo non ce l'ho.


via sarpi

unread,
Feb 19, 2015, 1:49:23 AM2/19/15
to
io non sento il battito interno di un brano. Sento la melodia, ma non riesco a mantenere il battito interno costante al variare della velocità della melodia.

via sarpi

unread,
Feb 19, 2015, 1:58:51 AM2/19/15
to
On Wednesday, February 18, 2015 at 2:15:09 PM UTC+1, Archaeopteryx wrote:
> >
> > Non mi pare siano questioni di tecnica non all'altezza
> > dei brani che si desidera suonare. La sua diagnosi, che
> > mi auguro per lui sia sbagliata, è ben più grave della
> > mancanza di tecnica. E' la mancanza del senso del
> > tempo, e mi chiedo se si possa acquisire.
> >
>
> Beh, la tecnica comprende anche quello, direi... Non ci
> posso credere che con quelle 2-3 invenzioni di Sebastiano
> ritmicamente facili si possa incartare. Se riesce con
> quelle perché non dovrebbe fare passi avanti? Ovviamente
> arriva il limite per tutti, ma è anche vero che tutti
> hanno spazio per migliorare.
>
>

ti faccio l'esempio concreto

https://www.youtube.com/watch?v=OVJgZTCf73c

io non la faccio così veloce, ma nemmeno cos' lenta

https://www.youtube.com/watch?v=C3GRy0y6L3E

https://www.youtube.com/watch?v=M4Q5g02rw9g

per cui quando arrivo alle battute coi sedicesimi vado ad cazzum, nel senso che aumento, ma non ne metto "quattro al posto di due". Per cui l'insegnante mi dice di andare lento. Ed in generale, io vado troppo veloce.

Altro esempio, il mio cavallo di battaglia (AHAHAHAHA)


https://www.youtube.com/watch?v=kYiOvxJc7nY

la mia velocità di partenza è superiore, anche se non ancora questa

https://www.youtube.com/watch?v=NM8eKvILO-Y

quando arrivo al trillo, succede il patatrac, la sinistra che continua con gli ottavi accelera perchè con la destra mi sto scapicollando a fare il trillo e non riesco a tenerle separate. E anche qui l'insegnante mi dice di rallentare e fare molto lentamente, iniziando a schiaffare due note (anzichè quattro) nella destra per ogni ottavo nella sinistra.

Marco_F

unread,
Feb 19, 2015, 2:27:38 AM2/19/15
to
Il 19/02/2015 07:49, via sarpi ha scritto:

> io non sento il battito interno di un brano. Sento la melodia, ma
> non riesco a mantenere il battito interno costante al variare della velocità
> della melodia.

Eh, l'avevo capito. Quello che non ho capito, perchè non son un
insegnante, è se sia una capacità che da adulti, non avendola, si possa
acquisire. Te lo auguro.

alone...@libero.it

unread,
Feb 19, 2015, 4:51:44 AM2/19/15
to
Secondo me si tratta di problemi di tecnica, non di capacità musicali

https://www.youtube.com/watch?v=UFj0jXMAQzU&feature=player_detailpage#t=66





> per cui quando arrivo alle battute coi sedicesimi vado ad cazzum, nel senso che aumento, ma non ne metto "quattro al posto di due". Per cui l'insegnante mi dice di andare lento. Ed in generale, io vado troppo veloce.


Questo perchè non sei in grado di eseguire i sedicesimi ababstanza velocemente rispietto agli ottavi, se la tua velocità massima nei sedicesimi è X, gli ottavi devono essere X/2. Se a te piace eseguire (e ci riesci) gli ottavi a es 0.8X, è ovvio che al momento del dunque i sedicesimo andranno a X (perchè di quello è il limite oggettivo) invece che 1.6X, rendendo il pezzo inconsistente dal punto di vista ritmico. Per cui è giusto quello che dice il tuo insegnante. La solzuione è lavorare solo sui passaggi in sedicesimi fino a portarli a una velocità adatta al resto del preludio. Però tieni conto che un panda 30 non la puoi mandare a 150h. Altrimenti puoi suonare il preludio scioltamente alla velocità che vuoi fino ai sedicesimi, e poi al momento del dunque dici "eccetera eccetera" e salti direttamente alla cadenza finale ;)

A parte gli scherzi, il segreta del buon musicista, sopratutto dilettante (ma anche molti concertisti lo fanno), è quello di adattare l'interpretazione, in modo intelligente alle limitazioni tecniche


> quando arrivo al trillo, succede il patatrac, la sinistra che continua con gli ottavi accelera perchè con la destra mi sto scapicollando a fare il trillo e non riesco a tenerle separate. E anche qui l'insegnante mi dice di rallentare e fare molto lentamente, iniziando a schiaffare due note (anzichè quattro) nella destra per ogni ottavo nella sinistra.

Questo è un problema di coordinazione. Ancora, devi lavorare sul trillo in modo che nella tua testa non suoni come (es. doredoredoredore) ma (trillo), ossia come se tenessi la mano ferma. Sopratutto in un trillo come questo, che è ornamentale, e non misurato, la mano suona abbastanza libera e indipendete dalla sinistra. E' senza dubbio un problema tecnico, ma non ritmico

guarda qua: tu pensi che un pianista possa suonare il trillo della waldstein senza passare per la fase MAPORCAPUTT... dove si scorna con la difficoltà TECNICA di coordinare la mano in quel modo?

praticamente sei come un giocoliere che non riesce a far andare 4 palline insieme e dice che non ha il senso della gravità

https://www.youtube.com/watch?v=UFj0jXMAQzU&feature=player_detailpage#t=66

luzy reloaded

unread,
Feb 19, 2015, 5:47:17 AM2/19/15
to
Il giorno giovedì 19 febbraio 2015 07:58:51 UTC+1, via sarpi ha scritto:
>
> https://www.youtube.com/watch?v=C3GRy0y6L3E


Avete notato il tipico "gatto rivelatore" infastidito?

luzy reloaded

unread,
Feb 19, 2015, 6:14:24 AM2/19/15
to
Il giorno giovedì 19 febbraio 2015 10:51:44 UTC+1, alone...@libero.it ha scritto:
>
> A parte gli scherzi, il segreta del buon musicista, sopratutto dilettante (ma anche molti concertisti lo fanno), è quello di adattare l'interpretazione, in modo intelligente alle limitazioni tecniche
>


QUOTOTUTTO.

Aggiungo che per risolvere alcuni problemi di tempo/battito della prima ora esiste il metronomo; ma come gli esercizi di tecnica pura - la famigerata "ginnastica delle dita" - anche il MM va usato con cervello. REGOLA AUREA: non confondere mai battito rigoroso con annientamento del "tempo musicale"*. Quanto al conflitto tra le due mani, è un tipico problema dei primi mesi (se studi 8 ore al giorno...): lo studio a mani separate conferisce sicurezza alla mano incapace di controllo nella fase a due.

Per un dilettante, quest'ultima problematica è una vera e propria "disabilità", che si tratti di un piccolo preludio di JSB o lo studio 25/12 di CHO.

* Spessissimo gli insegnanti confondono le variazioni di tempo interno - battito - con incapacità dell'allievo, in questo modo distruggono il senso musicale, il suo "tempo musicale", inquadrando l'esecuzione metronomicamente, o addirittura pretendendo poi un adattamento al tempo musicale dell'insegnante. Questi ovviamente sono problemi di interpretazione che non è vero si possano affrontare dopo... Dopo, è troppo tardi.


Archaeopteryx

unread,
Feb 19, 2015, 8:49:48 AM2/19/15
to
> QUOTOTUTTO.

anche io mi associo, ma solo a buon senso perché non sono
un pianista abbastanza bravo per parlare per vissuto
personale.

Archaeopteryx

unread,
Feb 19, 2015, 8:58:39 AM2/19/15
to
>

> grazie capisco, ma non credo sia il mio caso,
> l'insegnante è molto comprensivo, mi dice che ci vuole
> tempo ed è tutto normale, che loro prima di arrivare a
> sentire il battito in quel modo hanno passato anni e
> anni di conservatorio a fare analisi e solfeggi
> ritmici, per cui mi rassicura sempre e mi dice che è
> normalissimo. Il punto è che ci vuole tempo, ed il
> tempo non ce l'ho.
>

Eh, ma questo non l'avevi detto nel primo post :D Che
dire, io pure non ho molto tempo, ho iniziato tardi, son
pieno di pecche che non potrò mai sistemare. Avevo trovato
un eccellentissimo insegnante ma troppo assatanato col
denaro perché potesse durare. Cerco di non pensare a quel
che non potrò mai suonare e faccio quel che posso.

Comunque, per come è fatto il brano, pare anche a me che
sia solo questione di capacità di avere velocità. Se lo
fai a metronomo partendo dalla velocità che riesci a
ottenere sulle ultime battute sono sicuro che lo suoni
senza cannare il tempo. E se è così, non è questione di
ritmo o "battito", è solo questione di agilità.

Archaeopteryx

unread,
Feb 19, 2015, 9:22:35 AM2/19/15
to
PS - comunque sei bravo, perché io nemmeno così lenta
credo che la saprei fare.

Fathermckenzie

unread,
Feb 19, 2015, 11:11:03 AM2/19/15
to
Il 19/02/2015 07:58, via sarpi ha scritto:
> ti faccio l'esempio concreto
>
> https://www.youtube.com/watch?v=OVJgZTCf73c
>
> io non la faccio così veloce, ma nemmeno cos' lenta

mi basterebbe riuscire a farla (porcaccia quando nel finale passa a
semicrome è un casino)

via sarpi

unread,
Feb 19, 2015, 11:30:18 AM2/19/15
to
Il giorno giovedì 19 febbraio 2015 17:11:03 UTC+1, Fathermckenzie ha scritto:
>
>
> mi basterebbe riuscire a farla (porcaccia quando nel finale passa a
> semicrome è un casino)
>

ma no che non lo è (a meno che voi non parliate della velocità di GG).
Io ho notato che più vado avanti più facilmente memorizzo, per cui gli occhi sono libri di guardare le mani. Ma è sempre una memoria fisica più che "nota per nota".

Arche: i pezzi che fai tu mi sembrano ben più complessi di questi!

Fathermckenzie

unread,
Feb 19, 2015, 12:01:50 PM2/19/15
to
Il 19/02/2015 17:30, via sarpi ha scritto:
>> mi basterebbe riuscire a farla (porcaccia quando nel finale passa a
>> >semicrome è un casino)
>> >
> ma no che non lo è

cmq mi piace di più il 935
https://www.youtube.com/watch?v=TY_wgtn94mg

Fathermckenzie

unread,
Feb 19, 2015, 12:03:31 PM2/19/15
to
Il 19/02/2015 18:01, Fathermckenzie ha scritto:

> cmq mi piace di più il 935
> https://www.youtube.com/watch?v=TY_wgtn94mg
>
lo stesso clavicembalista esegue il 926
https://www.youtube.com/watch?v=bv8CDRiFddM

penso che la velocità giusta sia questa, comunque

luzy reloaded

unread,
Feb 19, 2015, 2:00:13 PM2/19/15
to
Il giorno giovedì 19 febbraio 2015 17:30:18 UTC+1, via sarpi ha scritto:
>
> Io ho notato che più vado avanti più facilmente memorizzo


Allora non rompere i coglioni. Suona e taci. Anzi, canta!


ps
qui nessuno se mai filato "il mio primo Liszt" della serie Ricordi? My first teacher s'era fissato che c'avevo la mano lisztiana... Dopo due anni voleva che suonassi le Consolations, al terzo diceva che dovevo cominciare a leggere la Sonata che avrei dovuto portare al diploma. Io dissi che preferivo Debussy e Ravel; alché mi guardò e disse che dovevo tagliarmi i capelli. Non l'ho mai capita.

Archaeopteryx

unread,
Feb 19, 2015, 4:30:04 PM2/19/15
to
> [...] Io dissi che preferivo Debussy e Ravel; alché mi
> guardò e disse che dovevo tagliarmi i capelli. Non l'ho
> mai capita.

A sto punto mi vien da pensare che amo Bach perché sono
pelato?

Archaeopteryx

unread,
Feb 19, 2015, 4:30:58 PM2/19/15
to
>

> ma no che non lo è (a meno che voi non parliate della
> velocità di GG). Io ho notato che più vado avanti più
> facilmente memorizzo, per cui gli occhi sono libri di
> guardare le mani. Ma è sempre una memoria fisica più
> che "nota per nota".
>

embe', basta che sia memoria.

> Arche: i pezzi che fai tu mi sembrano ben più
> complessi di questi!

ma proprio no, io suono solo cosette facili e manco bene :/

luzy reloaded

unread,
Feb 19, 2015, 5:24:15 PM2/19/15
to
Il giorno giovedì 19 febbraio 2015 22:30:04 UTC+1, Archaeopteryx ha scritto:
> > [...] Io dissi che preferivo Debussy e Ravel; alché mi
> > guardò e disse che dovevo tagliarmi i capelli. Non l'ho
> > mai capita.
>
> A sto punto mi vien da pensare che amo Bach perché sono
> pelato?
>


Non aveva il parruccone, Sebastian? Credo volesse cambiare discorso... :) Cmq poi presi anche "il mio primo Debussy"... Peccato al tempo non ci fosse ancora "il mio primo Ravel"... Ho fatto anche tre saggi: due buoni, uno pessimo.

via sarpi

unread,
Feb 20, 2015, 1:27:42 AM2/20/15
to
On Thursday, February 19, 2015 at 8:00:13 PM UTC+1, luzy reloaded wrote:
>
>portare al diploma.

e allora ditelo....col diploma di conservatorio sò bbbravi tutti.....non vale, hai studi seri alle spalle...e ancora non fai le goldberg? sei proprio un...."taccagno"(cit!) del repertorio!

luzy reloaded

unread,
Feb 20, 2015, 7:23:31 AM2/20/15
to
Il giorno venerdì 20 febbraio 2015 07:27:42 UTC+1, via sarpi ha scritto:
> On Thursday, February 19, 2015 at 8:00:13 PM UTC+1, luzy reloaded wrote:
> >
> >portare al diploma.
>
> e allora ditelo....


non mi leggi... quello era il programma, il proposito, il sogno del mio primoinsegnantedipiano dopo un paio di anni di studi iniziati da zero alla veneranda età di 21. Ormai conoscono tutti la miabio, solo tu sei sempre distratto. In ogni caso ho mollato gli studi accademici più o meno al livello seven... anzi diciamo pure six... poi ho fatto come tanti, "ricominciato da capo" con altro metodo...

via sarpi

unread,
Feb 20, 2015, 9:02:35 AM2/20/15
to
Il giorno venerdì 20 febbraio 2015 13:23:31 UTC+1, luzy reloaded ha scritto:

>
> non mi leggi... quello era il programma, il proposito, il sogno del mio >primoinsegnantedipiano dopo un paio di anni di studi iniziati da zero alla >veneranda età di 21. Ormai conoscono tutti la miabio, solo tu sei sempre >distratto. In ogni caso ho mollato gli studi accademici più o meno al livello >seven... anzi diciamo pure six... poi ho fatto come tanti, "ricominciato da >capo" con altro metodo...

sinceramente gli scampoli della tua biografia non li ho mai letti, ti ho sempre visto molto stitico nel distillare dettagli. Ti avevo chiesto diverse volte il tuo percorso e solo ora nelle ultime settimane ne è venuto fuori un quadretto

luzy reloaded

unread,
Feb 20, 2015, 1:00:14 PM2/20/15
to
Il giorno venerdì 20 febbraio 2015 15:02:35 UTC+1, via sarpi ha scritto:
>
> sinceramente gli scampoli della tua biografia non li ho mai letti, ti ho sempre visto molto stitico nel distillare dettagli.

C'è chi dice che scrivo troppo, parlo troppo, critico troppo, etc...


> Ti avevo chiesto diverse volte il tuo percorso e solo ora nelle ultime settimane ne è venuto fuori un quadretto


Perché non mi segui con attentosità; l'unica cosa che ho taciuto è cosa ho fatto tra i 27 e i 41... Cioè tra quando ho deciso che l'allieva "prediletta" di ABM non avrebbe risolto il mio problema "artistico-erotico" e, quando, dopo un meritato riposo dalla tastiera, ho pensato che potevo fare da solo, e meglio.

Si fottano le grandi scuole pianistiche! Io me ne fotto di tutto, specie dei pianisti delle ultime generazioni che a sentirli ringrazio la madonna di non essere uno di loro... Certo il soldino facile farebbe comodo... Ma meglio poveri che langhi langhi...

Sinceramente, qui qualcuno vorrebbe far cambio della sua vita con quella del cinese?

Archaeopteryx

unread,
Feb 20, 2015, 1:46:25 PM2/20/15
to
>
> Sinceramente, qui qualcuno vorrebbe far cambio della
> sua vita con quella del cinese?
>

chi è? Ci sono poche persone con cui non cambierei la mia
vita ma la curiosità ormai si è insinuata in me ^_^

via sarpi

unread,
Feb 21, 2015, 3:53:45 AM2/21/15
to
On Friday, February 20, 2015 at 7:46:25 PM UTC+1, Archaeopteryx wrote:
> >
> > Sinceramente, qui qualcuno vorrebbe far cambio della
> > sua vita con quella del cinese?
> >
>
> chi è? Ci sono poche persone con cui non cambierei la mia
> vita ma la curiosità ormai si è insinuata in me ^_^
>

come chi è Lang Lang? ormai lo trovi dappertutto

sulla sua qualita di vita rispetto alla nostra... di sicuro non cambierei la mia con quella di kissin, che è palesemente disturbato, sebbene sia un pianista con la P.
Ma Lang è giovane ricco osannato in tutto il mondo e, a parte gli appassionati di piano, stimato! certo, forse ad un pianista farebbe piacere essere stimato anche dove la musica che si suona ha avuto origine...
Lessi anni fa la sua bio pubblicata dal New Yorker, e ha avuto un'infanzia non banale, con un padre ossessivo e che ha fatto di tutto per farlo studiare
Ma tra la sua vita e quella di un misero impiegato....beh....
Puoi intavolare il discorso non cambierei mai la mia vita con quella di nessuno, ma nel momento in cui decidi che sei disposto a cambiarla con quella di qualcun altro, direi che ti potrebbe andare molto peggio che reincarnarti in LL...

luzy reloaded

unread,
Feb 21, 2015, 8:29:32 AM2/21/15
to
Il giorno sabato 21 febbraio 2015 09:53:45 UTC+1, via sarpi ha scritto:

> Puoi intavolare il discorso non cambierei mai la mia vita con quella di nessuno, ma nel momento in cui decidi che sei disposto a cambiarla con quella di qualcun altro, direi che ti potrebbe andare molto peggio che reincarnarti in LL...


E' obbligatorio rimanere nell'ambito pianistico. Lang come Allevi si percepiscono come dei rivoluzionari del pianoforte in un epoca in cui il cosiddetto "grande pianista", Pollini come Jarrett, non è più funzionale al mercato. Qualcosa di analogo successe anche nella musica rock, tra anni settanta e i successivi ottanta del secolo scorso.

via sarpi

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Feb 21, 2015, 9:33:12 AM2/21/15
to
la tua domanda originaria era leggermente diversa, o io l'ho interpretata diversamente.

"ringrazio la madonna di non essere uno di loro... Certo il soldino facile farebbe comodo... Ma meglio poveri che langhi langhi...
Sinceramente, qui qualcuno vorrebbe far cambio della sua vita con quella del cinese? "

se è un pianista, per una questione di coerenza con le proprie idee da musicista, il tuo discorso tiene.
Ma altrimenti (e visto che qui non tutti siete/sono pianisti) la domanda "faresti a cambio con LL?" riceverebbe altre risposte

tornando a cose più amene, narrami orsù dei tuoi turbamenti erotici con l'allieva di abm, che ignoro chi sia. Quella che ti disse dei capelli?
oggi al libraccio ho trovato doppio cd di GG con Richard Strauss, e anche la Elisabetta Testanera

http://www.amazon.com/Strauss-Ophelia-Lieder-Shakespeare-Melodrama-Tennyson/dp/B0000028O4

e visto che c'ero mi so preso pure la seconda di mahler di klemperer

luzy reloaded

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Feb 21, 2015, 11:05:37 AM2/21/15
to
Il giorno sabato 21 febbraio 2015 15:33:12 UTC+1, via sarpi ha scritto:
>
> tornando a cose più amene, narrami orsù dei tuoi turbamenti erotici con l'allieva di abm, che ignoro chi sia.

No. Tutt'altro che amene. Il turbamento erotico è per la musica pianistica, Debussy e Ravel in particolare; tu immagina andare a lezione da un'allieva di Michelangeli, se riesci ad immaginare l'emozione di un dilettante che entra in contatto con la discendenza diretta. Ma forse non ci riesci. Non ami abbastanza il pianoforte.

Archaeopteryx

unread,
Feb 21, 2015, 12:03:50 PM2/21/15
to
>
> come chi è Lang Lang? ormai lo trovi dappertutto
>

Ah, ora ho collegato..


> sulla sua qualita di vita rispetto alla nostra... di
> sicuro non cambierei la mia con quella di kissin, che
> è palesemente disturbato, sebbene sia un pianista con
> la P.

Ecco, io lo stesso ma non sono nessuno :) quindi
guadagnerei nel cambio!


> Puoi intavolare il discorso non cambierei mai la mia
> vita con quella di nessuno, ma nel momento in cui
> decidi che sei disposto a cambiarla con quella di
> qualcun altro, direi che ti potrebbe andare molto
> peggio che reincarnarti in LL...

Beh, è una bella cosa e mi fa piacere per te. Io credo, a
spanne che se mi dicessero di pescare in un mucchio di 10
alla cieca, ho 8 probabilità di capitare meglio quindi il
cambio lo proverei!


--
Un corpo immerso in un liquido si bagna.
Un corpo immerso nel cemento sapeva troppo.
Un corpo immerso in un altro corpo si diverte.
Un corpo immerso in due corpi è un'orgia.

Archaeopteryx

unread,
Feb 21, 2015, 12:07:48 PM2/21/15
to
> tornando a cose più amene, narrami orsù dei tuoi
> turbamenti erotici con l'allieva di abm, che ignoro
> chi sia.

wow chi sa se ci sarà stato del sesso sotto l'effigie del
Sommo... OK, un vero signore non chiede niente. Comunque
mi fa piacere che ti piaccia Elizabetta Testanera, io
credo che sia stata assolutamente insuperabile e posso
paragonarla solo alla mia amata neozelandese :=)

via sarpi

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Feb 21, 2015, 12:54:01 PM2/21/15
to
sublime
da cosa desumi il mio scarso amore?
un mio caro amico ha studiato con allievo di ABM, e il suo unico cruccio è che avessero già litigato, così lui non ha potuto conoscerlo

luzy reloaded

unread,
Feb 22, 2015, 5:47:28 PM2/22/15
to
Il giorno sabato 21 febbraio 2015 18:54:01 UTC+1, via sarpi ha scritto:

> da cosa desumi il mio scarso amore?

che ti lamenti sempre :)

via sarpi

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Feb 23, 2015, 2:05:11 AM2/23/15
to
banale come risposta
io mi lamento dell'età (troppa) e del tempo (poco)
contento degli oscar?

luzy reloaded

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Feb 23, 2015, 5:24:58 AM2/23/15
to
Il giorno lunedì 23 febbraio 2015 08:05:11 UTC+1, via sarpi ha scritto:

> e del tempo (poco)


questo sì, come sempre dico, è il fattore decisivo: in tutte le sue accezioni, ivi compresa quella del "tempo" in cui viviamo, sostanzialmente osceno, come tempo per dedicarsi al pianoforte; per questo da anni anelo a un ritiro in clausura... Posti qui ce ne sarebbero, manca solo il colpo di culo finale...

Quanto al tempo da disco orario, direi che nel tuo caso potresti applicare la tecnica di studio di derivazione lisztiana: ginnastica per le dita su tastiera muta in ogni momento del giorno in cui una mano non sa cosa fa l'altra...

Armando

unread,
Feb 23, 2015, 7:04:58 PM2/23/15
to
Il giorno martedì 17 febbraio 2015 22:20:48 UTC+1, via sarpi ha scritto:

> Cosa c'è di peggio per uno che vorrebbe suonare il piano che essere vecchio e non avere senso del tempo?

Il senso del tempo non c'entra.
Semplicemente, le difficoltà non risolte portano a non riuscire a controllare il tempo.
E le difficoltà, a mio avviso, sono difficilmente superabili perché non c'è una didattica del piano.
A e B decidono di suonare il piano.
A riesce abbastanza bene, B invece incontra serie difficoltà.
Gratificato dai successi, A continua, mentre invece B smette.
Ne consegue che A era dotato, e B invece negato.
La didattica del pianoforte è tutta qui.
Chi riesce riesce, chi non riesce non riesce.
Detto altrimenti, gli insegnanti servono solo per chi riesce di suo.

via sarpi

unread,
Feb 24, 2015, 1:20:44 AM2/24/15
to
On Tuesday, February 24, 2015 at 1:04:58 AM UTC+1, Armando wrote:
> Il giorno martedì 17 febbraio 2015 22:20:48 UTC+1, via sarpi ha scritto:
>
> > Cosa c'è di peggio per uno che vorrebbe suonare il piano che essere vecchio e non avere senso del tempo?

> Detto altrimenti, gli insegnanti servono solo per chi riesce di suo.

messaggio chiaro
ma ritieni sia così solo da noi in italia, o anche altrove? possibile che si sia in grado di fare progressi in ogni campo, tranne che nella didattica del piano? mi sembra assurdo che non ci sia un modo di insegnare (ho evitato appositamente la parola metodo) che abbia una % di successo superiore ad altri. O non esiste proprio perchè infiniti sono i problemi che il singolo studente può avere?

tra l'altro ieri ho visto la premiazione degli oscar, e stasera proporrò alla mia insegnante questo metodo per insegnarmi a tenere il tempo (guardate tutto)

https://www.youtube.com/watch?v=ZQ_6VUs2VCk

Armando

unread,
Feb 24, 2015, 3:43:40 AM2/24/15
to

Purtroppo non capisco l'inglese. Mi guarderò la versione italiana.

Credo che questo problema sia universale. La mi impressione è che all'estero vi sia più libertà per gli studenti, cioè il peso della tradizione sia meno importante, ma è solo una sensazione.

Credo comunque che sia esperienza comune di chi ha difficoltà che non esistono, a livello didattico, sia gli strumenti di diagnosi che individuano la specifica difficoltà sia i metodi per superarla.

Ho studiato un po' l'argomento, andandomi a prendere i diversi manuali o/o libri sull'argomento.

L'impressione è che TUTTI i metodi di insegnamento che vengono proposti in realtà non siano metodi, cioè non dicono COME bisogna fare.

C'è un'unica eccezione, cioè gli insegnamenti di un'americana di nome Taubman, che effettivamente ha elaborato una teoria di come devono essere i movimenti della mano e del braccio.

Di solito non incontra il favore del pubblico di chi studia piano perché l'obiezione che viene fatta è: se questo metodo è così buono, perché dalla sua scuola non sono usciti i più grandi talenti?

A nulla serve obiettare che il metodo è concepito per risolvere le difficoltà tecniche e non per creare artisti con lo stampino, ma tant'è, la gente si inviperisce subito perché pensa che si stia proponendo una scorciatoia e, implicitamente, si sostenga che hanno gettato il loro tempo.

Che io sappia questo è l'unico approccio didattico, cioè scientifico, al piano, ma non ci sono docenti che lo adottino in Italia e non so neanche quanto sia diffuso all'estero.

Se digiti Dorothy Taubman dovresti trovare qualcosa.

via sarpi

unread,
Feb 24, 2015, 4:05:23 AM2/24/15
to
Il giorno martedì 24 febbraio 2015 09:43:40 UTC+1, Armando ha scritto:
> Purtroppo non capisco l'inglese. Mi guarderò la versione italiana.
>

basta andare alla fine e vedere gli schiaffoni, senza bisogno di capire l'inglese!

sul metodo: conosco quello che dici, se ne parla molto su Pianostreet e Pianoworld

grazie mille per la risposta

via sarpi

unread,
Feb 24, 2015, 4:07:00 AM2/24/15
to
Il giorno martedì 24 febbraio 2015 09:43:40 UTC+1, Armando ha scritto:

> il peso della tradizione

ma quando parli di "tradizione" o vecchia scuola, a cosa ti riferisci? quale sarebbe questo (non)metodo tradizionale?

luzy reloaded

unread,
Feb 24, 2015, 4:14:41 AM2/24/15
to
Il giorno martedì 24 febbraio 2015 01:04:58 UTC+1, Armando ha scritto:

> Semplicemente, le difficoltà non risolte portano a non riuscire a controllare il tempo.


Sì e no. Più no che sì. C'è un fattore "panico" di cui non tieni conto: conosco A che è intonatissima e dotata di ottimo orecchio musicale ma che fatica a replicare un ritmo appena ascoltato; ci sono blocchi psicologici che si trasferiscono a livello fisico irrigidendo tutti i muscoli del corpo, ivi comprese le articolazione delle dita se suoni il piano, o gambe e braccia se suoni le percussioni...

> E le difficoltà, a mio avviso, sono difficilmente superabili perché non c'è una didattica del piano.


Invero ce ne sono tante, dozzine. Buona nessuna, si potrebbe concludere? Su questo non sarei così categorico. Dalle dozzine di didattiche si può distillare il Metodo Universale per Suonare il Pianoforte Moderno. Due dei miei insegnanti principali non erano affatto dei geni della didattica ma avevano bene assimilato la lezione di due scuole pianistiche (moderne) per noi italiani fondamentali, quella di Vidusso e quella di ABM. Se a questo aggiungiamo la scuola russa, quella napoletana, quella di Gould, Arrau, Cortot, Busoni, etc... giù fino a Chopin e Liszt, badando al rischio implicito nello scendere ancora più giù... Insomma io confiderei nei grandi pianisti e poco nei grandi didatti che non furono grandi pianisti (la scuola di Vidusso è sostanzialmente una scuola lisztiana: le cose che mi insegnavano era le stesse che consigliava Liszt!).

Rattalino ha scritto un libro sull'argomento. L'avete letto?

Teomondo

unread,
Feb 24, 2015, 8:01:15 AM2/24/15
to
Il giorno martedì 24 febbraio 2015 10:14:41 UTC+1, luzy reloaded ha scritto:

> Invero ce ne sono tante, dozzine.

Chissà questo da che scuola proviene...

http://youtu.be/YK0r8HPpeHw

Ps. desistete... :-)

--
Teomondo Scrofalo

Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti

luzy reloaded

unread,
Feb 24, 2015, 8:11:50 AM2/24/15
to
Il giorno martedì 24 febbraio 2015 14:01:15 UTC+1, Teomondo ha scritto:
>
> Ps. desistete... :-)
>


Inserendo i miei dati biografici nel computer di bordo ho ricreato questo video con me bambino di sei anni sei mesi e sei giorni che suono Mozart, Bach e Debussy.

Se indovinate i tre brani eseguiti posto il linko, altrimenti ciccia.

Armando

unread,
Feb 24, 2015, 4:41:59 PM2/24/15
to
Hai ragione, non sono stato chiaro.

Non mi riferivo al metodo, ma più in generale, l'approccio allo studio. Dal punto di vista didattico all'estero sono più aperti e non mi stupirei che questo avvenga anche a livello musicale; ma comunque non conosco questo mondo.

Armando

unread,
Feb 24, 2015, 4:55:56 PM2/24/15
to
Il giorno martedì 24 febbraio 2015 10:14:41 UTC+1, luzy reloaded ha scritto:
> Il giorno martedì 24 febbraio 2015 01:04:58 UTC+1, Armando ha scritto:
>
> > Semplicemente, le difficoltà non risolte portano a non riuscire a controllare il tempo.

> Sì e no. Più no che sì. C'è un fattore "panico" di cui non tieni conto: conosco A che è intonatissima e dotata di ottimo orecchio musicale ma che fatica a replicare un ritmo appena ascoltato; ci sono blocchi psicologici che si trasferiscono a livello fisico irrigidendo tutti i muscoli del corpo, ivi comprese le articolazione delle dita se suoni il piano, o gambe e braccia se suoni le percussioni...

Concordo in toto.
Non è neanche necessario avere chissà quali irrigidimenti per ottenere una performance mediocre o indulgere più facilmente nell'errore.
E anche sul piano emotivo, è sufficiente l'attesa di un passaggio difficile per distrarsi e sbagliare.

> > E le difficoltà, a mio avviso, sono difficilmente superabili perché non c'è una didattica del piano.
>
>
> Invero ce ne sono tante, dozzine. Buona nessuna, si potrebbe concludere? Su questo non sarei così categorico. Dalle dozzine di didattiche si può distillare il Metodo Universale per Suonare il Pianoforte Moderno. Due dei miei insegnanti principali non erano affatto dei geni della didattica ma avevano bene assimilato la lezione di due scuole pianistiche (moderne) per noi italiani fondamentali, quella di Vidusso e quella di ABM. Se a questo aggiungiamo la scuola russa, quella napoletana, quella di Gould, Arrau, Cortot, Busoni, etc... giù fino a Chopin e Liszt, badando al rischio implicito nello scendere ancora più giù... Insomma io confiderei nei grandi pianisti e poco nei grandi didatti che non furono grandi pianisti (la scuola di Vidusso è sostanzialmente una scuola lisztiana: le cose che mi insegnavano era le stesse che consigliava Liszt!).

Su questo punto credo che bisogna chiarirsi.
Per didattica intendo dire indicare esattamente il tipo di movimento, o di movimenti, da fare in una determinata circostanza.
Ciò richiede un approccio rigorosamente scientifico.
Per esempio, hanno chiesto a dei pianisti: come si esegue questo passaggio?
E loro hanno risposto: così e così.
Poi si è andati a vedere che cosa facevano effettivamente (venivano ripresi mentre suonavano, forse con cineprese particolari, adesso non ricordo) e si è visto che facevano tutt'altro.
Il punto è che chi insegna NON sa esattamente (e a volte non ne ha neanche una vaga idea) cosa sta facendo veramente.
Gli esempi che fai, sono più che altro concezioni, visioni del pianoforte, che presuppongono però già il superamento della maggior parte, se non di tutti, i problemi tecnici.
Resta il fatto che se non sei in grado di eseguire un passaggio, in genere non si va molto oltre l'indicazione di ripeterlo fino a quando si è in grado di farlo correttamente.


> Rattalino ha scritto un libro sull'argomento. L'avete letto?

Sicuro che sia proprio su questo argomento?

via sarpi

unread,
Feb 25, 2015, 1:16:14 AM2/25/15
to
chiaro. Ma credo siano le "concezioni, visioni del pianoforte " di cui parli sotto. Io non avendo letto mai nulla sull'argomento, non so la differenza tra queste diverse scuole, la russa e la napoletana ad esempio, Vidusso vs ABM idem.
comunque, ieri ho mostrato alla mia insegnante il video che ho postato dicendo che con me dovrebbe fare in quel modo e si è rifiutata.

Armando

unread,
Feb 25, 2015, 11:28:56 AM2/25/15
to
Non le conosco neanch'io, a dir la verità.
Sono cose che ho sentito in giro e letto qua e là.
Probabilmente, un tempo queste differenze erano più marcate.
Quando uno va ai concorsi e vede le biografie dei giovani pianisti, vede che in genere hanno studiato qui, ma si sono perfezionati là e stanno seguendo dei corsi lì.
Il punto che vorrei mettere in chiaro è che la didattica del piano è priva di ogni fondamento scientifico.
Un giorno un tale che insegnava pallanuoto ai bambini mi spiegò che il metodo di insegnamento consiste nello spiegare e far fare il movimento corretto fin da subito, e ogni ripetizione va a rafforzare quando appreso, fino a farlo diventare automatico.
Nel libro di Gyorgy Sandor si descrive un processo di questo tipo; mi pare usi la metafora della puntina che scava il solco.
Per lui sarà sicuramente stato così. Cioè ha imbroccato i movimenti giusti fin da subito e questo gli ha permesso di progredire rapidamente, ma soprattutto di provare piacere nello studio, un elemento che lui ritiene essenziale.
Invece, la retorica della sofferenza, dei risultati ottenuti a fronte di innumerevoli sforzi e immani privazioni, è quella dominante ed è facile capire perché.
In realtà, se si vede i grandi pianisti, si nota subito come suonare il pianoforte sia facile.
Nelle loro esecuzioni non c'è traccia di sforzo.
Neuhaus lo disse in modo chiaro: "suonare il piano è fortuitamente facile".
Questo non significa che non si debba lavorare e studiare. Si può e si deve farlo, perché altrimenti si può nascere con il talento di un Horowitz, ma senza impegno e costanza non viene fuori granché.
Però gli insegnati equiparano il concetto di lavoro a quello di noia e sofferenza.
Non è così.
Se insorge la noia e il fastidio, vuol dire che si sta lavorando male.
Vuol dire che si stanno facendo le cose sbagliate.
E nello studiare il piano, spesso le cose sbagliate cominciano fin da subito.
Lo si capisce dal fatto che in molti casi l'errore capita anche nel pezzo più facile.
O, anche se non lo si sbaglia perché è troppo facile, non lo si esegue con sicurezza o scioltezza.
Se si parlasse di una disciplina come, che so, la chimica o l'economia, si direbbe che il soggetto in questione manca di basi.
Nel pianoforte è uguale. Non importa quanto semplice sia il pezzo. Quando non si sono formate le basi corrette, è assolutamente impossibile eseguirlo bene.
E gli insegnanti di piano non sanno neanche lontanamente che cosa siano le basi per suonare il loro strumento. Neanche hanno mai fatto mente locale che possano esistere.

via sarpi

unread,
Feb 25, 2015, 6:17:43 PM2/25/15
to
il tuo discorso è molto chiaro.
Io ho cercato il metodo perfetto per diversi mesi, perchè come ho scritto la ripetizione mi stava mandando fuori di testa. Alla fine in italiano non c'è nulla, mentre in inglese (dove sulla didattica di qualsiasi cosa sono anni luce avanti) vige al giorno d'oggi il paradigma della deliberate/mindful practice, il metodo di Chang e altre cose simili. Ma niente che sia un manuale di rudimenti di meccanica.
Un amico a cui avevo fracassato i maroni ancora piu che qui al NG, una volta mi mandò questo

https://www.youtube.com/watch?v=Dh9WObm8Afw

che mi sembra forse una cosa simile a quella che dici

Armando

unread,
Feb 26, 2015, 4:05:29 AM2/26/15
to
Esatto. Lo avevo trovato anch'io e avevo a suo tempo apprezzato.
Però siamo a un livello di didattica piuttosto avanzato, non a caso si applica a un pezzo che pone problemi, credo relativi per lo più alla velocità, anche a studenti avanzati.

Riguardo al metodo Tubman circolava una raccolta di 8 cd intitolata "Virtuosity in a box", che avevo trovato e scaricato.

Le lezioni sono tenute in inglese, prevalentemente da una sua allieva, che adesso ha messo in piedi una scuola sua.

Se segui l'inglese, te le consiglio. Anche se un conto è la teoria, un conto è come tradurre quei precetti in esercizi utili all'apprendimento.

luzy reloaded

unread,
Feb 26, 2015, 6:16:35 AM2/26/15
to
Il giorno martedì 24 febbraio 2015 22:55:56 UTC+1, Armando ha scritto:
Il giorno martedì 24 febbraio 2015 22:55:56 UTC+1, Armando ha scritto:
>
> Per didattica intendo dire indicare esattamente il tipo di movimento, o di movimenti, da fare in una determinata circostanza.
> Ciò richiede un approccio rigorosamente scientifico.


Questo approccio "sci" ci riporta ad una discussione di qualche anno fa: basta un movimento scientificamente oculato o devi sviluppare forza e agilità? Non a caso si invitava a guardare la mano di Pollini da vicino... Vanno bene anche quelle di CHO e ArtRub.... Qualsiasi mano di pianista porta i segni della fatica...

La corrente di pensiero legata al "movimento segreto per suonare il pianoforte" è una idiozia. Senza esercizio non si dà un risultato; che poi ci sia chi fa esercizio per sei ore e chi per dodici è altro discorso: ciò dipende da infiniti fattori, tra questi talento, età, struttura della mano, repertorio, piano, obiettivi, etc...

> Il punto è che chi insegna NON sa esattamente (e a volte non ne ha neanche una vaga idea) cosa sta facendo veramente.


Questo non è un punto. Questa è una verità parziale. Ci sono persone che sanno quello che fanno e altre che fanno le cose per istinto, per tradizione, per abitudine, per routine... Mentre altri sono proprio dei macellai da cui è meglio tenersi lontani... Una buona scuola pianistica ci evita danni irreparabili e ci fa ottenere più velocemente il controllo della tastiera.


> Gli esempi che fai, sono più che altro concezioni, visioni del pianoforte, che presuppongono però già il superamento della maggior parte, se non di tutti, i problemi tecnici.

No. L'esercizio tecnico porta a superare una difficoltà e, a suo modo, risulta concepito "scientificamente" per una data mano che deve affrontare un dato passo. I noti "studi preparatori" di Cortot (e di altri) sono concepiti come esempio di pratica didattica. Ma va da sé che per "scientifico" molti intendano lo studio anatomico della mano e del sistema nervoso centrale; per capire come esercitare due dita su un trillo non hai che da eseguire, pianisticamente, il trillo, nelle maniere "scientificamente" - ossia "didatticamente" - funzionali a sviluppare agilità e forza. Non c'è il segreto della mano di fatima e non devi consultare un manologo.

Questa scientificità del metodo nasce da una falsa prospettiva che nella sua logica presuppone una diffusa pessima impostazione generale della mano degli allievi di pianoforte, una specie di disastro metodologico al quale si dovrà porre rimedio con una corretta reimpostazione. In sostanza per sdoganare l'approccio scientifico al metodo pianistico devi ammettere che l'allievo poggia le mani sulla tastiera come un orango, mentre invece sappiamo che l'istinto e il talento portano a poggiare la mano nella maniera sostanzialmente già corretta.

L'idiozia che s'è diffusa in epoca moderna è stata che a fronte di una corretta impostazione generale, e massimo sviluppo scientifico del movimento, si arrivasse a suonare come GG o ABM senza passare attraverso migliaia di ore di esercizio di dita (il resto del corpo coinvolto è implicito). Le dita di burro o ingrippate, tali rimarranno se siamo in assenza di esercizio specifico. Ma come ho detto sopra, saltuariamente saltano fuori queste teorie sci-fi...

Il libro di Rattalino narra delle scuole pianistiche. Non ti spiega come studiare i trilli della 111 né i tremoli di Ondine. C'è, infine, chi sostiene che i segreti della tecnica pianistica non siano stati divulgati che in ambito massonico...

Andate, studiate e moltiplicatevi.
lz

luzy reloaded

unread,
Feb 26, 2015, 7:16:44 AM2/26/15
to
Il giorno giovedì 26 febbraio 2015 00:17:43 UTC+1, via sarpi ha scritto:

> Io ho cercato il metodo perfetto per diversi mesi, perchè come ho scritto la ripetizione mi stava mandando fuori di testa.



lol - come volevasi dimostrare.....

L'essenza dello studio primario del movimento delle dita sul pianoforte consiste nel ripetere alcuni esercizi per ore affinché si sviluppi agilità e forza nelle medesime.

Lo puoi fare con cervello e metodo ottenendo così - a lungo o breve termine dipende dalla struttura della mano e dall'età - buoni, ottimi o grandiosi risultati. Se lo fai da cani, cioè accanendoti come un pazzo, ti spacchi le mani o spacchi il pianoforte in un momento di ira.


luzy reloaded

unread,
Feb 26, 2015, 7:19:58 AM2/26/15
to
Il giorno giovedì 26 febbraio 2015 00:17:43 UTC+1, via sarpi ha scritto:
> Ma niente che sia un manuale di rudimenti di meccanica.


se non leggi libri sul pianoforte come fai a dirlo?

Teomondo

unread,
Feb 26, 2015, 9:53:02 AM2/26/15
to
Il giorno giovedì 26 febbraio 2015 12:16:35 UTC+1, luzy reloaded ha scritto:

> La corrente di pensiero legata al "movimento segreto per suonare il pianoforte" è una idiozia. Senza esercizio non si dà un risultato; che poi ci sia chi fa esercizio per sei ore e chi per dodici è altro discorso: ciò dipende da infiniti fattori, tra questi talento, età, struttura della mano, repertorio, piano, obiettivi, etc...

..questo ragazzo sta migliorando a vista d'occhio....

> C'è, infine, chi sostiene che i segreti della tecnica pianistica non siano stati divulgati che in ambito
> massonico...

ma certo , lo sanno tutti, e in tale ambiente vengono anche distribuiti gli anabolizzanti per fare diventare le dita indipendenti senza fare esercizio :-)

Teomondo

unread,
Feb 26, 2015, 9:53:40 AM2/26/15
to
bè allora ? stiamo aspettando

Archaeopteryx

unread,
Feb 26, 2015, 12:42:55 PM2/26/15
to
> Andate, studiate e moltiplicatevi.


quindi potrà esserci del sesso?

luzy reloaded

unread,
Feb 26, 2015, 1:47:27 PM2/26/15
to
Il giorno giovedì 26 febbraio 2015 18:42:55 UTC+1, Archaeopteryx ha scritto:
> > Andate, studiate e moltiplicatevi.
>
>
> quindi potrà esserci del sesso?
>


Tra un tasto nero e l'altro, sicuramente.

Armando

unread,
Feb 26, 2015, 2:39:10 PM2/26/15
to


Il giorno giovedì 26 febbraio 2015 12:16:35 UTC+1, luzy reloaded ha scritto:
> Il giorno martedì 24 febbraio 2015 22:55:56 UTC+1, Armando ha scritto:


> Questo approccio "sci" ci riporta ad una discussione di qualche anno fa: basta un movimento scientificamente oculato o devi sviluppare forza e agilità? Non a caso si invitava a guardare la mano di Pollini da vicino... Vanno bene anche quelle di CHO e ArtRub.... Qualsiasi mano di pianista porta i segni della fatica...


No. La forza non c'entra nulla. L'agilità - concetto non definito - neppure.
Fra i vari metodi ci sono anche quelli che puntano sull'aspetto fisico, ma nessuno dei loro ideatori è mai riuscito a spiegare perché esiste un'infinità di bambini di cinque anni che suonano in modo perfetto con come unico limite l'ampiezza della mano.


> La corrente di pensiero legata al "movimento segreto per suonare il pianoforte" è una idiozia. Senza esercizio non si dà un risultato; che poi ci sia chi fa esercizio per sei ore e chi per dodici è altro discorso: ciò dipende da infiniti fattori, tra questi talento, età, struttura della mano, repertorio, piano, obiettivi, etc...


Come ho già spiegato prima, difficilmente gli insegnanti sono invogliati a occuparsi seriamente di didattica, perché hanno già una comoda scusa: chi non riesce è senza talento.
Pura tautologia.

La struttura della mano non c'entra nulla. Se c'entrasse, ci sarebbe un insegnante, o qualcuno in grado di dire: tu non ce la puoi fare perché la tua mano è inadeguata.


> Questo non è un punto. Questa è una verità parziale. Ci sono persone che sanno quello che fanno e altre che fanno le cose per istinto, per tradizione, per abitudine, per routine... Mentre altri sono proprio dei macellai da cui è meglio tenersi lontani... Una buona scuola pianistica ci evita danni irreparabili e ci fa ottenere più velocemente il controllo della tastiera.


Se esiste una didattica pianistica, questa deve essere in grado di mettere chiunque nelle condizioni di suonare decentemente.


> No. L'esercizio tecnico porta a superare una difficoltà e, a suo modo, risulta concepito "scientificamente" per una data mano che deve affrontare un dato passo. I noti "studi preparatori" di Cortot (e di altri) sono concepiti come esempio di pratica didattica. Ma va da sé che per "scientifico" molti intendano lo studio anatomico della mano e del sistema nervoso centrale; per capire come esercitare due dita su un trillo non hai che da eseguire, pianisticamente, il trillo, nelle maniere "scientificamente" - ossia "didatticamente" - funzionali a sviluppare agilità e forza. Non c'è il segreto della mano di fatima e non devi consultare un manologo.


Vexata quaestio se gli studi servono o no, se è proprio necessario passare sotto le forche caudine si noiosissimi (e antimusicali) esercizi per imparare a suonare.


> Questa scientificità del metodo nasce da una falsa prospettiva che nella sua logica presuppone una diffusa pessima impostazione generale della mano degli allievi di pianoforte, una specie di disastro metodologico al quale si dovrà porre rimedio con una corretta reimpostazione. In sostanza per sdoganare l'approccio scientifico al metodo pianistico devi ammettere che l'allievo poggia le mani sulla tastiera come un orango, mentre invece sappiamo che l'istinto e il talento portano a poggiare la mano nella maniera sostanzialmente già corretta.


L'unico approccio scientifico di cui sono a conoscenza è il metodo Taubman. Non è detto che sia esatto o completo. Sicuramente si sforza di esserlo. Non a caso è l'unica a rifarsi agli studi di Ortman.


> L'idiozia che s'è diffusa in epoca moderna è stata che a fronte di una corretta impostazione generale, e massimo sviluppo scientifico del movimento, si arrivasse a suonare come GG o ABM senza passare attraverso migliaia di ore di esercizio di dita (il resto del corpo coinvolto è implicito). Le dita di burro o ingrippate, tali rimarranno se siamo in assenza di esercizio specifico. Ma come ho detto sopra, saltuariamente saltano fuori queste teorie sci-fi...


Avevo già messo le mani avanti dicendo che appena si parla di un metodo, qualunque esso sia, subito si viene accusati di voler indicare scorciatoie.
Si tratta invece di uscire dalla comoda posizione che consiste nel dire: io so insegnare, è lui che non è portato.
E questo vale per qualsiasi tipo di insegnamento, dalla matematica al nuoto, dalla musica alla chimica.

luzy reloaded

unread,
Feb 26, 2015, 5:17:16 PM2/26/15
to
Il giorno giovedì 26 febbraio 2015 20:39:10 UTC+1, Armando ha scritto:

> spiegare perché esiste un'infinità di bambini di cinque anni che suonano in modo perfetto con come unico limite l'ampiezza della mano.
>

Un'infinità no. Qualcuno molto bravo a quell'ètà c'è: GG e AMB già lo erano, ma suonavano il repertorio adatto a quell'ètà. Un repertorio che appunto non richiede prestazioni da Sonata in Si minore, tanto per fare un esempio.


>
> Come ho già spiegato prima, difficilmente gli insegnanti sono invogliati a occuparsi seriamente di didattica


Non hai spiegato un accidente. Vidusso era un grande insegnante. Vitale pure. Neuhaus, e gli altri giù fino a Chopin e Liszt erano tutti grandissimi insegnanti di pianoforte. Della miriade di insegnanti del piffero che ciuciano denaro alle famiglia di tanti poveretti costretti ad andare a lezione di piano qui non siamo interessati a discutere :-)



> La struttura della mano non c'entra nulla. Se c'entrasse, ci sarebbe un insegnante, o qualcuno in grado di dire: tu non ce la puoi fare perché la tua mano è inadeguata.
>


C'entra eccome, specie in fase di apprendimento: infatti mani molto disgraziate rinunciano a taluni repertori e puntano su altri. Qualche pianista eccezione che fa miracoli anche con mani disgraziatamente tozze e piccole c'è stato, ma le loro performance non sono comunque paragonabili a quelle di GG, ABM, Richter, Horowitz, Pollini, Argerich, Pogorelich. Non faccio nomi perché non è rispettoso.


>
> Se esiste una didattica pianistica, questa deve essere in grado di mettere chiunque nelle condizioni di suonare decentemente.
>


Certo! Chi l'ha negato? Se viasarpi viene a lezione da me e comincia a studiare dieci ore al giorno tra 5 anni suona i preludi di Debussy e di Chopin... Non tutti. Qualcuno. Quelli, diciamo, facili...... Il che significa che certe cose non le suonerà mai. Oppure le suonerà in maniera fortemente approssimativa. Ma deve sempre studiare dieci ore al giorno per anni e anni... Iniziando da ragazzi - e non dico bambini ma almeno adolescenti - sicuramente chiunque dotato di mani a cinque dita può imparare a suonare il piano. Ma non tutti hanno la costanza e l'interesse per raggiungere livelli gratificanti. Quindi mollano, anche se l'insegnante è ottimo.



> Si tratta invece di uscire dalla comoda posizione che consiste nel dire: io so insegnare, è lui che non è portato.


Mai sentito un insegnante dire una cosa del genere; l'insegnante disonesto, semmai, ti tiene e ti dice che fai progressi perché sei una fonte di guadagno: che gli frega se tu saprai suonare o no? Mentre l'insegnate scrupoloso e onesto ti dice che alcuni repertori ti possono essere meno congeniali di altri. Sono gli allievi di una certa età a sostenere di "non essere portati", è spesso lo dicono perché non hanno pazienza e costanza nello studio, oppure sono finiti nelle mani di un macellaio, di un insegnante disonesto, e quindi perdono fiducia in sé stessi.

Fai un po di confusione imho tra le posizioni di chi insegna e di chi riceve l'insegnamento.

Armando

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Feb 27, 2015, 8:25:14 AM2/27/15
to
Il giorno giovedì 26 febbraio 2015 23:17:16 UTC+1, luzy reloaded ha scritto:
> Il giorno giovedì 26 febbraio 2015 20:39:10 UTC+1, Armando ha scritto:

> >
> > Se esiste una didattica pianistica, questa deve essere in grado di mettere chiunque nelle condizioni di suonare decentemente.
> >
>
>
> Certo! Chi l'ha negato? Se viasarpi viene a lezione da me e comincia a studiare dieci ore al giorno tra 5 anni suona i preludi di Debussy e di Chopin... Non tutti. Qualcuno. Quelli, diciamo, facili...... Il che significa che certe cose non le suonerà mai. Oppure le suonerà in maniera fortemente approssimativa. Ma deve sempre studiare dieci ore al giorno per anni e anni... Iniziando da ragazzi - e non dico bambini ma almeno adolescenti - sicuramente chiunque dotato di mani a cinque dita può imparare a suonare il piano. Ma non tutti hanno la costanza e l'interesse per raggiungere livelli gratificanti. Quindi mollano, anche se l'insegnante è ottimo.
>
>
> Fai un po di confusione imho tra le posizioni di chi insegna e di chi riceve l'insegnamento.

Stiamo parlando di cose diverse.
Tu parli della didattica applicata agli allievi che già non hanno problemi a suonare.
Io parlo invece di quelli che i problemi li hanno e che non gli vengono risolti dagli insegnanti, perché una didattica per risolvere questi problemi non esiste.
La questione delle 10 ore al giorno è un'esagerazione, perché non è necessario un impegno di quel tipo.
La gente smette quando vede che il suo lavoro, il suo impegno non porta a risultati.
E questo lo si vede subito.
Basta un'ora di esercizio al giorno per capire se si migliora o no.
Se si migliora, è chiaro che lavorando 10 ore (posto che si riesca a rimanere concentrati) i miglioramenti saranno più ampi e profondi.
Tutti quelli che smettono, smettono perché vedono che il loro lavoro, il loro esercizio, porta a risultati non duraturi; oppure perché superano quella difficoltà e gli si apre un buco in una cosa che prima riuscivano a fare.
E comunque, non acquisiscono mai, dico mai, la sicurezza, anche nel pezzo più banale le insidie sono sempre in agguato.
Sonare diventa un'esperienza penosa e frustrante, quindi piantano lì.
Comunque, può essere che mi sbagli. Magari esistono testi che spiegano come superare questi problemi. Però devo essere stato molto sfortunato, perché non ne ho mai visto uno, tranne appunto il metodo Tubman, di cui però non esiste una "traduzione" didattica.

Teomondo

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Feb 27, 2015, 8:54:37 AM2/27/15
to
Il giorno mercoledì 25 febbraio 2015 17:28:56 UTC+1, Armando ha scritto:

> In realtà, se si vede i grandi pianisti, si nota subito come suonare il pianoforte sia facile.

Beh, anche quando vedo Carolina Kostner penso che il pattinaggio artistico sia facile....

> Nelle loro esecuzioni non c'è traccia di sforzo.

certo che no, ma qualunque insegnante mediocre
pone fin dall'inizio una netta differenza fra lo studio e l'esecuzione,

stiamo parlando di come ottenere un risultato o stiamo parlando
di come suona chi l'ha già raggiunto ?

> Neuhaus lo disse in modo chiaro: "suonare il piano è fortuitamente facile".

No , quello era il punto di partenza di un discorso complesso in cui si cominciava dicendo
che abbassare il tasto del pianoforte è facile.... poichè basta poco più del peso di una scatola
di fiammiferi....

così come ottenere un suono molto forte (uno) è relativamente semplice.
Ma questo è l'estremo della facilità.... poi cita l'estremo della difficoltà: cioè suonare molto forte
molto a lungo e molto velocemente. In mezzo ci sta la realtà di ogni pianista..

Non vi ho ancora scoraggiato abbastanza ? :-)

Armando

unread,
Feb 27, 2015, 6:21:15 PM2/27/15
to
Il giorno venerdì 27 febbraio 2015 14:54:37 UTC+1, Teomondo ha scritto:
> Il giorno mercoledì 25 febbraio 2015 17:28:56 UTC+1, Armando ha scritto:
>
> > In realtà, se si vede i grandi pianisti, si nota subito come suonare il pianoforte sia facile.
>
> Beh, anche quando vedo Carolina Kostner penso che il pattinaggio artistico sia facile....
>
> > Nelle loro esecuzioni non c'è traccia di sforzo.
>
> certo che no, ma qualunque insegnante mediocre
> pone fin dall'inizio una netta differenza fra lo studio e l'esecuzione,
>
> stiamo parlando di come ottenere un risultato o stiamo parlando

L'altra sera ho visto la Wang alla Scala.

E' vero che tutti i pianisti di livello fanno sembrare facile quello che fanno, ma la Wang dava questa sensazione in modo particolare.

luzy reloaded

unread,
Feb 27, 2015, 6:47:41 PM2/27/15
to
Il giorno venerdì 27 febbraio 2015 14:25:14 UTC+1, Armando ha scritto:

> Tu parli della didattica applicata agli allievi che già non hanno problemi a suonare.

???? - la didattica è la didattica, se è buona, cioè efficace, va bene per il tardone come per il genio; la differenza è che il tardone ci impiega dieci volte il tempo necessario per arrivare a un centesimo di quello che farà il genio. Il pianoforte si suona muovendo le dita, vale per me come per viasarpi come per pollini.


> Io parlo invece di quelli che i problemi li hanno e che non gli vengono risolti dagli insegnanti, perché una didattica per risolvere questi problemi non esiste.

ma lol - se uno a tre dita invece di cinque ha un serio problema... Fai un esempio di problema. Se ci riesci, con chiarezza e dovizia di particolari.





Armando

unread,
Feb 28, 2015, 2:18:26 PM2/28/15
to
Il giorno sabato 28 febbraio 2015 00:47:41 UTC+1, luzy reloaded ha scritto:
> Il giorno venerdì 27 febbraio 2015 14:25:14 UTC+1, Armando ha scritto:
>
> > Tu parli della didattica applicata agli allievi che già non hanno problemi a suonare.
>
> ???? - la didattica è la didattica, se è buona, cioè efficace, va bene per il tardone come per il genio; la differenza è che il tardone ci impiega dieci volte il tempo necessario per arrivare a un centesimo di quello che farà il genio. Il pianoforte si suona muovendo le dita, vale per me come per viasarpi come per pollini.
>

La didattica non esiste, e la dimostrazione e che la gente smette di suonare il piano quando incontra difficoltà che non riesce a superare. E questo indipendentemente dal tempo di studio.

Geni e tardoni? Ma devi dimostrare ex ante che uno è un genio e l'altro è un tardone.
Altrimenti è una tautologia.

E' il metodo scientifico che te lo chiede. Devi individuare delle caratteristiche oggettive che ti consentano di effettuare una predizione, cioè dire prima chi riuscirà e chi no.

Ad esempio: A ha una mano che gli impedisce di fare certi movimenti; B è fortemente dislessico; C ha dei deficit cognitivi; D non percepisce le differenze di altezza anche fra suoni distanti (il che, fra parentesi, non è un impedimento.)

> > Io parlo invece di quelli che i problemi li hanno e che non gli vengono risolti dagli insegnanti, perché una didattica per risolvere questi problemi non esiste.
>
> ma lol - se uno a tre dita invece di cinque ha un serio problema... Fai un esempio di problema. Se ci riesci, con chiarezza e dovizia di particolari.

Uno è la questione della velocità. Molti smettono perché non possono eseguire un certo brano alla velocità richiesta.

La didattica standard impone d'imparare il pezzo a mani separate e a bassa velocità, aumentare gradualmente la velocità e poi unire le mani di nuovo a bassa velocità, e quindi eseguire il pezzo fino alla velocità indicata.

Per molti, questo rappresenta un limite invalicabile.

Secondo il sistema didattico vigente, la colpa è dello studente, che o non è dotato, o non si è esercitato abbastanza.

Il secondo punto è falso, ed è facile da dimostrare. Trattandosi di un ostacolo difficile da superare, esso ha richiesto moltissimi tentativi, tutti falliti.

Quindi, torniamo al solito punto, lo studente non è dotato.

Allora, se vogliamo salvare pietosamente l'idea che la didattica esiste e l'insegnante sta facendo il suo lavoro, dovremmo quindi logicamente sostenere che lo studente, sì, sarà in grado alla fine di suonare l'Hammerklavier, ma visto che è un po' tardo ci metterà un po' più di tempo di uno studente normale, non 10 anni ma, poniamo, 50, o 100, o 150.

Questo è lo stato attuale della didattica.

Se poi uno fa delle ricerche scientifiche, scopre che i movimenti che si fanno eseguendo un pezzo lentamente sono del tutto diversi rispetto a quelli che si fanno eseguendo lo stesso pezzo alla velocità richiesta.

All'uomo della strada a questo punto verrebbe un dubbio: ma non è che il povero studente che si è rotto la testa su quello scoglio, e che tutti pensavamo fosse un tardone, stava semplicemente facendo i movimenti sbagliati?

Perché un insegnante (e non solo di piano, ma di qualsiasi materia) si ponga la stessa domanda si deve verificare una serie di condizioni davvero rare.

luzy reloaded

unread,
Mar 1, 2015, 6:15:47 AM3/1/15
to
Il giorno sabato 28 febbraio 2015 20:18:26 UTC+1, Armando ha scritto:
>
> Geni e tardoni? Ma devi dimostrare ex ante che uno è un genio e l'altro è un tardone.


Credevo di averlo già dimostrato: GG da ragazzino era un genio; io a 40/50 sono un tardone. Infatti mi occorrono decine di ore di studio dove GG, ABM e tanti altri grandi della tastiera riuscivano in pochi minuti a risolvere. Di più, cazzo, a ventidue anni sbloccare dita e articolazioni è un'impresa disperata. Non so qui quanta gente sia in grado di testimoniare un percorso di studi, serio, iniziato dopo i vent'anni. Quando dico che per studiare le Goldberg mi ci vuole un mese per variazione... (e Teo mi dice giustamente che sono pure ottimista). Ma non ci riuscirei mai (bene o male) se la didattica che applico, o meglio, il metodo, non fosse intelligente ed efficace. Ma viasarpi è + più tardone di me - e se non ti applichi ore al giorno non c'è metodo... non c'è trippa per gatti... il numero di ore è parte del metodo... Mentre la tua proverbiale ora al giorno è il retaggio di pensiero della tipica insegnante borghese di pianoforte, quella che spilla il soldino alla famiglia e fa annaspare l'allievo... lasciandolo dopo dieci anni con un nulla di fatto... Ne conosco, specie ragazze di famiglie molto borghesi...




>
> E' il metodo scientifico che te lo chiede. Devi individuare delle caratteristiche oggettive che ti consentano di effettuare una predizione, cioè dire prima chi riuscirà e chi no.

facile, basta individuare un problema tecnico e dimostrare come è stato risolto, cioè applicando quale tipo di esercitazione giornaliera, o intuizione estemporanea...



>
> Ad esempio: A ha una mano che gli impedisce di fare certi movimenti; B è fortemente dislessico; C ha dei deficit cognitivi; D non percepisce le differenze di altezza anche fra suoni distanti (il che, fra parentesi, non è un impedimento.)
>

Oh, il grado successivo di problematica è il tizio con una vecchia distorsione al polso mai recuperata... Scusa, eh, ma il deficit cognitivo lo superi in altri ambiti... poi tutte le pratiche contribuiscono, ma se ho una microfrattura alla mano non mi metto a studiare il Gradus, prima vado dall'ortopedico!


il resto alla prossima puntata

Teomondo

unread,
Mar 1, 2015, 9:23:05 AM3/1/15
to
Il giorno sabato 28 febbraio 2015 20:18:26 UTC+1, Armando ha scritto:
> Il giorno sabato 28 febbraio 2015 00:47:41 UTC+1, luzy reloaded ha scritto:
> > Il giorno venerdì 27 febbraio 2015 14:25:14 UTC+1, Armando ha scritto:
> >
> > > Tu parli della didattica applicata agli allievi che già non hanno problemi a suonare.
> >
> > ???? - la didattica è la didattica, se è buona, cioè efficace, va bene per il tardone come per il genio; la differenza è che il tardone ci impiega dieci volte il tempo necessario per arrivare a un centesimo di quello che farà il genio. Il pianoforte si suona muovendo le dita, vale per me come per viasarpi come per pollini.
> >
>
> La didattica non esiste, e la dimostrazione e che la gente smette di suonare il piano quando incontra difficoltà che non riesce a superare. E questo indipendentemente dal tempo di studio.
>
> Geni e tardoni? Ma devi dimostrare ex ante che uno è un genio e l'altro è un tardone.
> Altrimenti è una tautologia.
>
> E' il metodo scientifico che te lo chiede. Devi individuare delle caratteristiche oggettive che ti consentano di effettuare una predizione, cioè dire prima chi riuscirà e chi no.
>
> Ad esempio: A ha una mano che gli impedisce di fare certi movimenti; B è fortemente dislessico; C ha dei deficit cognitivi; D non percepisce le differenze di altezza anche fra suoni distanti (il che, fra parentesi, non è un impedimento.)
>
> > > Io parlo invece di quelli che i problemi li hanno e che non gli vengono risolti dagli insegnanti, perché una didattica per risolvere questi problemi non esiste.
> >
> > ma lol - se uno a tre dita invece di cinque ha un serio problema... Fai un esempio di problema. Se ci riesci, con chiarezza e dovizia di particolari.
>
> Uno è la questione della velocità. Molti smettono perché non possono eseguire un certo brano alla velocità richiesta.
>
> La didattica standard impone d'imparare il pezzo a mani separate e a bassa velocità, aumentare gradualmente la velocità e poi unire le mani di nuovo a bassa velocità, e quindi eseguire il pezzo fino alla velocità indicata.
>
> Per molti, questo rappresenta un limite invalicabile.
>
> Secondo il sistema didattico vigente, la colpa è dello studente, che o non è dotato, o non si è esercitato abbastanza.
>
> Il secondo punto è falso, ed è facile da dimostrare. Trattandosi di un ostacolo difficile da superare, esso ha richiesto moltissimi tentativi, tutti falliti.
>
> Quindi, torniamo al solito punto, lo studente non è dotato.
>
> Allora, se vogliamo salvare pietosamente l'idea che la didattica esiste e l'insegnante sta facendo il suo lavoro, dovremmo quindi logicamente sostenere che lo studente, sì, sarà in grado alla fine di suonare l'Hammerklavier, ma visto che è un po' tardo ci metterà un po' più di tempo di uno studente normale, non 10 anni ma, poniamo, 50, o 100, o 150.
>
> Questo è lo stato attuale della didattica.
>
> Se poi uno fa delle ricerche scientifiche, scopre che i movimenti che si fanno eseguendo un pezzo lentamente sono del tutto diversi rispetto a quelli che si fanno eseguendo lo stesso pezzo alla velocità richiesta.

E quindi hai dimostrato in maniera sc.. sc.. scientifica che i brani bisogna studiarli alla velocità finale... voglio provare con Scarbo, o con la fuga della 106... o magari con uno studio di Chopin... :-)

http://youtu.be/p8mFikhmtAo

Armando

unread,
Mar 2, 2015, 5:54:06 AM3/2/15
to
Il giorno domenica 1 marzo 2015 12:15:47 UTC+1, luzy reloaded ha scritto:
> Il giorno sabato 28 febbraio 2015 20:18:26 UTC+1, Armando ha scritto:


Ci sono movimenti giusti e movimenti sbagliati, li hanno filmati con le telecamere.

E un insegnante di pianoforte non sa impostare nell'allievo i movimenti giusti perché non sa quali sono.

Questo è ciò che è emerso dalle ricerche fatte, come ho spiegato, su dei pianisti.

Un esercizio non è un movimento. Un esercizio non costringe automaticamente a fare il movimento giusto.

Il problema di Sarpi non è che ci metterà 200 anni a eseguire l'Hammerklavier, ma che il suo insegnante non gli ha costruito le basi per eseguire in scioltezza anche i pezzi più semplici.

Se i movimenti sono sbagliati, via Sarpi l'Hammerklavier non la suonerà mai, anche se si esercitasse 10 ore per 100 anni.

Ma vedo proprio che non volete capire.

luzy reloaded

unread,
Mar 2, 2015, 8:37:28 AM3/2/15
to
Il giorno lunedì 2 marzo 2015 11:54:06 UTC+1, Armando ha scritto:
>
> Se i movimenti sono sbagliati, via Sarpi l'Hammerklavier non la suonerà mai, anche se si esercitasse 10 ore per 100 anni.
>
> Ma vedo proprio che non volete capire.


Guarda che sei tu ad essere strollato di brutto....... Sei mica il primo... O forse sì........

Il povero viasarpi non può farcela, avendo iniziato a studiare a 30anni tuonati e dedicando due ore e tre quarti la settimana al pianino, lezione compresa...

ciao, neh!

ps

Il giorno sabato 28 febbraio 2015 20:18:26 UTC+1, Armando ha scritto:
>
> Uno è la questione della velocità. Molti smettono perché non possono eseguire un certo brano alla velocità richiesta.

Il concetto di "velocità richiesta" è una scemenza. Nessuna velocità è richiesta. L'intelligenza, è richiesta.

>
> Allora, se vogliamo salvare pietosamente l'idea che la didattica esiste e l'insegnante sta facendo il suo lavoro, dovremmo quindi logicamente sostenere che lo studente, sì, sarà in grado alla fine di suonare l'Hammerklavier, ma visto che è un po' tardo ci metterà un po' più di tempo di uno studente normale, non 10 anni ma, poniamo, 50, o 100, o 150.
>

Stupidaggini. Se segui fin da ragazzino un percorso di studi regolare non avrai problemi a suonare il grosso del repertorio considerato "difficile". In altre parole qualsiasi allievo di conservatorio sarà in grado di suonare uno studio di Chopin o una grande sonata di Beethoven. La qualità delle esecuzione finale, al contrario, dipende dal talento e dall'interesse che riporremo nell'arte pianistica come esclusiva attività della nostra vita. Non si dà una didattica che produca geni. La didattica migliore è quella che nel minor tempo possibile ci fa raggiungere il nostro top di prestazione. Ma questo tempo è sempre fatto di migliaia di ore di studio, anche se l'obiettivo finale è, "semplicemente", l'esecuzione di Children's Corner.

{PM}

unread,
Mar 2, 2015, 9:48:11 AM3/2/15
to
"luzy reloaded" ha scritto nel messaggio
news:1f736300-7506-4023...@googlegroups.com...

>Stupidaggini. Se segui fin da ragazzino un percorso di studi
>regolare non avrai problemi a suonare il grosso del repertorio considerato
>"difficile". In altre parole qualsiasi allievo di conservatorio sarà in
>grado di suonare uno
>studio di Chopin o una grande sonata di Beethoven. La qualità delle
>esecuzione
>finale, al contrario, dipende dal talento e dall'interesse che riporremo
>nell'arte
>pianistica come esclusiva attività della nostra vita.

Sono d'accordo


Armando

unread,
Mar 2, 2015, 10:20:46 AM3/2/15
to
Il giorno lunedì 2 marzo 2015 14:37:28 UTC+1, luzy reloaded ha scritto:


Vabbé, se il vostro modo di discutere consiste nel dare del cretino al prossimo, meglio piantarla qui.

Il che spiega anche perché ormai questo NG è praticamente deserto.

via sarpi

unread,
Mar 2, 2015, 4:11:52 PM3/2/15
to
io direi di non raccogliere le provocazioni e continuare ad argomentare.

Io faccio difficoltà a seguire fino in fondo il discorso di Luz. In tutti gli altri thread hai detto esplicitamente di essere contro la didattica tradizionale, e se non ricordo male recentemente hai scritto che ognuno deve crearsi un proprio metodo di studio, svuotando di significato la figura dell insegnante. Mentre in questo thread scrivi

"la didattica è la didattica, se è buona, cioè efficace, va bene per il tardone come per il genio; la differenza è che il tardone ci impiega dieci volte il tempo necessario per arrivare a un centesimo di quello che farà il genio."

da questo sembra che Luz finalmente ammetta l'esistenza di una didattica possibilmente buona. E pero' non ricordo che tu abbia mai indicato quale sia. Ti chiedo per l'ennesima volta di indicarmela, e se sei in vena di generosità indicamene due o tre alternative. Orsù.
Dici poi che le migliaia di ore sono condizione necessaria anche se non sufficiente. E questo mi sembra condivisibile.
Quello che però ti chiede (secondo me giustamente) Armando, è se esiste un metodo che permetta di rendere più efficace queste ore sulla tastiera. Esiste un metodo per ogni attività, e non è possibile che non esista per il piano. Anche questa poi non è una condizione sufficiente per essere dei grandi interpreti, e quello che Luz scrive sulla "qualità dell'esecuzione" è abbastanza scontato e condivisibile.

luzy reloaded

unread,
Mar 2, 2015, 4:45:37 PM3/2/15
to
Il giorno lunedì 2 marzo 2015 22:11:52 UTC+1, via sarpi ha scritto:
>
> Io faccio difficoltà a seguire fino in fondo il discorso di Luz. In tutti gli altri thread hai detto esplicitamente di essere contro la didattica tradizionale, e se non ricordo male recentemente hai scritto che ognuno deve crearsi un proprio metodo di studio, svuotando di significato la figura dell insegnante.


In sintesi ho sempre sostenuto che, in giro per il mondo da quando il pianoforte è stato inventato, c'è tanta "didattica" ossia "insegnamento" mediocre e anche dannoso. Ma mi pareva anche implicita l'esistenza di una didattica di alto livello, altrimenti certi nomi che facciamo spesso chi sono, pataccari?

I metodi che ho sempre criticato sono quelli provincialmente invecchiati nello stantio, quelli che fanno affidamento cieco su Hanon e Pischna, scale e arpeggi, e trascurano poi il repertorio e la sua analisi tecnico-pianistica. Così fai odiare la musica a giovani e adulti, dilettanti; va da sé, dentro il conservatorio, fai quello che ti dicono, ti diplomi e poi magari ricominci da capo andando ai corsi di perfezionamento con grandi artisti. Chiaro che a quel punto le dita vanno, certo non come quelle di GG e Horowitz, ma vanno...

Armando sostiene che non c'è alcuna didattica in grado di risolvere problemi. E questa è una cosa priva di logica. Io ho risolto problemi enormi applicando studi tecnici in stile vidussiano. Pollini ha studiato con Vidusso e dalla scuola di Vidusso sono uscite dozzine di bravi insegnanti e pianisti che non sono certo dei Pollini, ma sono bravi insegnanti... Si dice che i bravi allievi sappiano scegliersi i bravi insegnanti...

Un metodo universale da Liszt a Vidusso non è mai stato compilato perché non è compilabile. Si danno molti metodi/tecniche eccellenti. Si pesca in questo sapere generale e si traggono le nostre conoscenze applicate, caso per caso, brano per brano.

Se non sei soddisfatto chiedi a Teo :-)

via sarpi

unread,
Mar 2, 2015, 5:13:54 PM3/2/15
to
On Monday, March 2, 2015 at 10:45:37 PM UTC+1, luzy reloaded wrote:
> Io ho risolto problemi enormi applicando studi tecnici in stile vidussiano. Pollini ha studiato >con >Vidusso e dalla scuola di Vidusso sono uscite dozzine di bravi insegnanti e pianisti che >non >sono certo dei Pollini, ma sono bravi insegnanti... Si dice che i bravi allievi sappiano >scegliersi i >bravi insegnanti...

provo ad essere più chiaro: esiste un albo degli insegnanti riconosciuti vidussiani? esiste un sito? libro/manuale? un numero verde? un manifesto che permetta di capire in cosa il metodo di vidusso si distingue dagli altri vari metodi che tutti conoscete? Quali sono i vidussiani nella provincia di milano (a parte pollini sia chiaro)


> Si danno molti metodi/tecniche eccellenti.

e daglie. Me ne elenchi alcune? mi daresti qualcosa da leggere/studiare?



Teomondo

unread,
Mar 2, 2015, 5:31:23 PM3/2/15
to
Se non è soddisfatto può chiedere a qualche cinese alla Yuja Wang... ce ne sarà qualcuno lì in via sarpi no ? :-D

Teomondo

unread,
Mar 2, 2015, 5:35:50 PM3/2/15
to
Il giorno lunedì 2 marzo 2015 23:13:54 UTC+1, via sarpi ha scritto:
> On Monday, March 2, 2015 at 10:45:37 PM UTC+1, luzy reloaded wrote:
> > Io ho risolto problemi enormi applicando studi tecnici in stile vidussiano. Pollini ha studiato >con >Vidusso e dalla scuola di Vidusso sono uscite dozzine di bravi insegnanti e pianisti che >non >sono certo dei Pollini, ma sono bravi insegnanti... Si dice che i bravi allievi sappiano >scegliersi i >bravi insegnanti...
>
> provo ad essere più chiaro: esiste un albo degli insegnanti riconosciuti vidussiani?

una volta esisteva (non so se è ancora in commercio) un vecchissimo e stantìo libro reazionario
(in cui i nomi dei compositori sono rigorosamente in italiano) che elencava le varie scuole pianistiche
italiane e per ogni capostipite i suoi discendenti... musicali: si chiama "Quello che ogni pianista deve
sapere" di Luigi Finizio può darsi che li trovi la.. progenie musicale di Vidusso.

Teomondo

unread,
Mar 2, 2015, 5:38:08 PM3/2/15
to
Il giorno lunedì 2 marzo 2015 14:37:28 UTC+1, luzy reloaded ha scritto:
> Il giorno lunedì 2 marzo 2015 11:54:06 UTC+1, Armando ha scritto:
> >
> > Se i movimenti sono sbagliati, via Sarpi l'Hammerklavier non la suonerà mai, anche se si esercitasse 10 ore per 100 anni.
> >
> > Ma vedo proprio che non volete capire.
>
>
> Guarda che sei tu ad essere strollato di brutto....... Sei mica il primo... O forse sì........
>
> Il povero viasarpi non può farcela, avendo iniziato a studiare a 30anni tuonati e dedicando due ore e tre quarti la settimana al pianino, lezione compresa...
>
> ciao, neh!
>
> ps
>
> Il giorno sabato 28 febbraio 2015 20:18:26 UTC+1, Armando ha scritto:
> >
> > Uno è la questione della velocità. Molti smettono perché non possono eseguire un certo brano alla velocità richiesta.
>
> Il concetto di "velocità richiesta" è una scemenza. Nessuna velocità è richiesta. L'intelligenza, è richiesta.
>
> >
> > Allora, se vogliamo salvare pietosamente l'idea che la didattica esiste e l'insegnante sta facendo il suo lavoro, dovremmo quindi logicamente sostenere che lo studente, sì, sarà in grado alla fine di suonare l'Hammerklavier, ma visto che è un po' tardo ci metterà un po' più di tempo di uno studente normale, non 10 anni ma, poniamo, 50, o 100, o 150.
> >
>
> Stupidaggini. Se segui fin da ragazzino un percorso di studi regolare non avrai problemi a suonare il grosso del repertorio considerato "difficile". In altre parole qualsiasi allievo di conservatorio sarà in grado di suonare uno studio di Chopin o una grande sonata di Beethoven.

'nzomma,

in teoria sì, però parliamone...

ho visto cose (al diploma) che voi umani...

Teomondo

unread,
Mar 2, 2015, 5:41:11 PM3/2/15
to
E comunque lancio un'altra provocazione: voglio vedere quanto può durare una discussione sulla tecnica pianistica senza che nessuno senta la minima necessità di un pianoforte...

Potremmo anche scrivere un trattato di milleduecento pagine sull'arte di nuotare... :-)

via sarpi

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Mar 2, 2015, 5:49:27 PM3/2/15
to
On Monday, March 2, 2015 at 11:41:11 PM UTC+1, Teomondo wrote:

>
> Potremmo anche scrivere un trattato di milleduecento pagine sull'arte di nuotare... :-)
>

senza dubbio ha un che di pippaiolo tutta la discussione. E' ovvio che sse avessi suonato da fanciullo ora non sarei qui a chiedere. Ma è proprio perchè purtroppo durante il giorno devo fare altro che mi ero chiesto (scatenando un vespaio) se esisteva un modo efficace di studiare. Tutto qui. "S'è'ncazzaaaaaaato"

luzy reloaded

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Mar 2, 2015, 6:04:29 PM3/2/15
to
Beh, è pur sempre una scuola, spesso ci stai per far piacere a qualcun altro, tiri a campare, ci sei e vai fino in fondo; non so, mica ho detto che tutti gli allievi del conservatorio suonano in maniera impeccabile; poi ci saranno pure gli insegnanti cani che stanno lì solo per lo stipendio, inzomma il mondo è marcio ma non è che non esistano insegnanti decenti... io ne ho trovati due su cinque conosciuti, poi ho scelto di fare il dilettante autodidatta, ma questa è un'altra storia.........

Teomondo

unread,
Mar 2, 2015, 6:05:03 PM3/2/15
to
No no, hai fatto bene la discussione contiene spunti interessanti anche se alle volte un po' slegati dalla realtà di tutti i giorni del 99 % dei pianisti. A proposito: i grandi pianisti sviluppano ciascuno
una tecnica individuale slegata dalla tradizione e massimamente modellata sulle proprie dita e sulla
propria indole (se filmi e mandi al rallentatore i movimenti delle dita di Horovitz otterrai proprio quello che non si deve fare, ovvero tenere le dita spiattellate e non arcuate, ma *per lui* quello era il metodo migliore): come diceva Neuhaus (ora non trovo il passo esatto) i progressi non sono tanto legati
alla quantità di ore di studio (peraltro sempre indispensabili) ma alla cura ragionatrice che l'allievo dedica ad ogni singolo problema, cioè capire *perchè* non si riesce ad eseguire un dato passaggio e capire cosa ci vuole per risolverlo.
Poi , per ritornare sulla terra da tanta teoria, c'è da dire che esistono tantissimi ... (scusate la parola poco elegante e forbita) *trucchi*. Un amico mi disse di essere riuscito ad eseguire tutti gli studi di Chopin in una serata (che ci è riuscito sono sicuro anche se non ero presente) solo dopo che un ottimo maestro gli ha detto come si fa.... Ci sono una enorme serie di trucchetti ed esercizi che sono delle enormi scorciatoie così come ci sono tanti esercizi che sono dei vicoli ciechi lunghissimi. Ma bisogna avere sotto un piano e mostrarli...

"S'è svejatoooo" (cit. Marchese del Grillo)

luzy reloaded

unread,
Mar 2, 2015, 6:06:50 PM3/2/15
to
Il giorno lunedì 2 marzo 2015 23:41:11 UTC+1, Teomondo ha scritto:
>
> E comunque lancio un'altra provocazione: voglio vedere quanto può durare una discussione sulla tecnica pianistica senza che nessuno senta la minima necessità di un pianoforte...
>


Non ho capito, sono tardone....

luzy reloaded

unread,
Mar 2, 2015, 6:23:46 PM3/2/15
to
allora sei tordo oltre che tardo: NON SI SCRIVONO METODI - NON E' POSSIBILE - CHI LO FA E' UNO SPORCO BARO COMUNISTA

Teomondo

unread,
Mar 2, 2015, 6:27:55 PM3/2/15
to
Toh , guardati questo e scoraggiati come non mai

http://youtu.be/omuYi2Vhgjo

(ma cappelle ne fa)

{PM}

unread,
Mar 2, 2015, 6:33:17 PM3/2/15
to
"Teomondo" ha scritto nel messaggio
news:9f1d787e-4075-4be8...@googlegroups.com...


>un vecchissimo e stantìo libro reazionario
>(in cui i nomi dei compositori sono rigorosamente in italiano)
>che elencava le varie scuole pianistiche
>italiane e per ogni capostipite i suoi discendenti...
>musicali: si chiama "Quello che ogni pianista deve
>sapere" di Luigi Finizio può darsi che li trovi la.. progenie musicale di
>Vidusso.

Ce l'ho io!

luzy reloaded

unread,
Mar 2, 2015, 6:44:13 PM3/2/15
to
Il giorno martedì 3 marzo 2015 00:27:55 UTC+1, Teomondo ha scritto:
>
> Toh , guardati questo e scoraggiati come non mai
>
> http://youtu.be/omuYi2Vhgjo
>


lol - non mi pare un bell'esempio di pianismo...

cmq lo scoraggiato è viasarpi; io sto benissimo col mio pianino nuovo, pardon, vecchio.

via sarpi

unread,
Mar 3, 2015, 1:02:14 AM3/3/15
to
lo ero mesi fa, ora non tanto. Ho cambiato approccio. Prima la pensavo come te: sono troppo vecchio per suonare, proprio perchè credevo che si potesse solo suonare come GG o altri olimpici. Ora ho delle aspettative piu realistiche, spero prima di morire di poter suonare qualche improvviso o momento musicale di schubert, mi piacerebbe ovviamente fare le goldberg ma so che realisticamente non sarà possibile. E quando dico "poter suonare" non intendo come Brendel o Lupu. Se l'obiettivo fosse stato quello di fare l'hammerklavier non avrei mai iniziato.
Si certo, con l'incipit qui do l'idea di essere molto scoraggiato, è che per colpa del piano ho dovuto rinunciare ad altri interessi, complice anche la vita che è entrata a gamba tesa, e quindi mi chiedevo se per scomporre bene gli ottavi in perfetti 32simi avesse senso passare tutto quel tempo a 40 anni chiuso in casa.

luzy reloaded

unread,
Mar 3, 2015, 4:41:55 AM3/3/15
to
Il giorno martedì 3 marzo 2015 07:02:14 UTC+1, via sarpi ha scritto:
> On Tuesday, March 3, 2015 at 12:44:13 AM UTC+1, luzy reloaded wrote:
> >
> > cmq lo scoraggiato è viasarpi; io sto benissimo col mio pianino nuovo, pardon, vecchio.
>
> lo ero mesi fa, ora non tanto. Ho cambiato approccio.



Bene. Se vuoi tenerti occupato nei ritagli di tempo che non hai mettiti a leggere la Dinamica Pianistica del Brugnoli (oltre 400 paginone più intro varie). Io non l'ho mai consigliata a nessuno, ma credo che tra gli italiani sia il più sc... sc... scientifico..... Non è un Metodo, ripeto, il Metodo non si scrive, si applica, caso per caso.

Ci risentiamo tra un paio d'anni per una gara al piano, io faccio Mozart :-)

Teomondo

unread,
Mar 3, 2015, 5:18:11 AM3/3/15
to
Il giorno martedì 3 marzo 2015 10:41:55 UTC+1, luzy reloaded ha scritto:
> Il giorno martedì 3 marzo 2015 07:02:14 UTC+1, via sarpi ha scritto:
> > On Tuesday, March 3, 2015 at 12:44:13 AM UTC+1, luzy reloaded wrote:
> > >
> > > cmq lo scoraggiato è viasarpi; io sto benissimo col mio pianino nuovo, pardon, vecchio.
> >
> > lo ero mesi fa, ora non tanto. Ho cambiato approccio.
>
>
>
> Bene. Se vuoi tenerti occupato nei ritagli di tempo che non hai mettiti a leggere la Dinamica Pianistica del Brugnoli (oltre 400 paginone più intro varie).

Non l'ho mai visto consigliato da nessuno e il volume l'ho sempre solo
visto nelle biblioteche pubbliche, mai andato oltre le prime pagine...

Il famigerato Brugnoli... lui e le sue revisioni di Chopin !

Brugnoli è quello che all'inizio della revisione delle Ballate di Chopin cita quegli
sciagurati revisori che alla battuta sette della prima ballata corregono il mib dell'
accordo della mano sinistra in Re e fa pure un pippotto di due cartelle per chiedersi
se per caso non abbiano ragione.. ma vi rendete conto ?....

per chi non l'avesse:

http://i.imgur.com/bKK4pVQ.jpg

oppure che giudica la 111 "più evoluta" della sonata op.35 di Chopin
scrivendo tali cose (e scrivendole nella revisione delle sonate di Chopin) :

http://i.imgur.com/oSOtuHG.jpg

vi risparmio poi la citazione di tutto ciò che scrive nella revisione dei notturni di Chopin....

> Io non l'ho mai consigliata a nessuno,

ecco, meno male...

> ma credo che tra gli italiani sia il più sc... sc... scientifico.....

definizione azzeccatissima

via sarpi

unread,
Mar 3, 2015, 8:32:02 AM3/3/15
to
Il giorno martedì 3 marzo 2015 10:41:55 UTC+1, luzy reloaded ha scritto:

> Bene. Se vuoi tenerti occupato nei ritagli di tempo che non hai mettiti a >leggere la Dinamica Pianistica del Brugnoli (oltre 400 paginone più intro >varie). Io non l'ho mai consigliata a nessuno, ma credo che tra gli italiani >sia il più sc... sc... scientifico..... Non è un Metodo, ripeto, il Metodo >non si scrive, si applica, caso per caso.

il tuo errore è proprio di background. Se parti dagli italiani, ci credo che pensi che il metodo non esiste. GLi italiani sono negati per l'insegnamento e la didattica. Sono fortissimi nelle pippe mentali, nella dissezione del vuoto cosmico e nella tronfia vanagloria. Io ti chiedevo un libro per chi legge, non per chi scrive. Chiunque abbia mai studiato su un libro americano/anglosassone, magari materie sci sci scientifiche davvero, sa che loro fanno le cose semplici e sono in grado di spiegarle e fartele capire, al contrario dei nostri parrucconi, che non si capisce mai cosa vogliano dire. Per cui le 400 pagine le puoi mettere sai dove? :)


>
> Ci risentiamo tra un paio d'anni per una gara al piano, io faccio Mozart :-)

bene, io punto diretto al Sacre!

luzy reloaded

unread,
Mar 3, 2015, 11:13:22 AM3/3/15
to
Il giorno martedì 3 marzo 2015 14:32:02 UTC+1, via sarpi ha scritto:
>
per chi scrive. Chiunque abbia mai studiato su un libro americano/anglosassone, magari materie sci sci scientifiche davvero, sa che loro fanno le cose semplici e sono in grado di spiegarle e fartele capire, al contrario dei nostri parrucconi,


Gli ammericani... ah ah ah... hanno distrutto anche la Steinway.....
Infatti l'unico grande pianista è canadese.


ps
sembri sempre più simile ai tuoi simili che ha volte sembrano simili agli altri; o siete sempre lo stesso oppure vi somigliate... In ogni caso siete nati con le dita sifule

luzy reloaded

unread,
Mar 3, 2015, 11:29:17 AM3/3/15
to
Il giorno martedì 3 marzo 2015 11:18:11 UTC+1, Teomondo ha scritto:
> Il giorno martedì 3 marzo 2015 10:41:55 UTC+1, luzy reloaded ha scritto:
> >
> > leggere la Dinamica Pianistica del Brugnoli (oltre 400 paginone più intro varie).
>
> Non l'ho mai visto consigliato da nessuno e il volume l'ho sempre solo
> visto nelle biblioteche pubbliche, mai andato oltre le prime pagine...
>


Mi correggo, quasi 600 pagine l'edizione riveduta e corretta con intro di Ciccolini e Baroni e revisori vari....

Ciccolini non è proprio l'ultimo, neh! E scrive giustamente che il tomone è una mega analisi della tecnica pianistica..... Non è un metodo, anche se dentro ci sono descritte cose che tutti facciamo, pensiamo, cose anche tipo "nun serve a un tubo fare gli essercizzi di tecnica" (ma falli!)... insomma ci ho trovato conferma di molte cose che scritte qui da me sembravano scemenze... :-)

I capitoli muscoli e tendini, fai questo e quello, impicca le dita al soffitto, sono abbastanza esilaranti..... ma c'è gente che oggi imho ha fatto di peggio, vendendo pure impalcaturine da circo da far impallidire guidamani e divaricatori anali....

Scusate :-)

Cmq hai ragione, bisogna scoraggiare allo studio del pianoforte. Meno siamo, meglio stiamo.

Teomondo

unread,
Mar 3, 2015, 1:26:46 PM3/3/15
to
Il giorno martedì 3 marzo 2015 17:29:17 UTC+1, luzy reloaded ha scritto:
> Il giorno martedì 3 marzo 2015 11:18:11 UTC+1, Teomondo ha scritto:
> > Il giorno martedì 3 marzo 2015 10:41:55 UTC+1, luzy reloaded ha scritto:
> > >
> > > leggere la Dinamica Pianistica del Brugnoli (oltre 400 paginone più intro varie).
> >
> > Non l'ho mai visto consigliato da nessuno e il volume l'ho sempre solo
> > visto nelle biblioteche pubbliche, mai andato oltre le prime pagine...
> >
>
>
> Mi correggo, quasi 600 pagine l'edizione riveduta e corretta con intro di Ciccolini e Baroni e revisori vari....
>
> Ciccolini non è proprio l'ultimo, neh! E scrive giustamente che il tomone è una mega analisi della tecnica pianistica.....

Vabbè allora su Pianotime nel paginone pubblicitario trovavi la Crudeli che esclamava "Sono estasiata dall'inconfondibile suono Seiler" appoggiata al mezzacoda Seiler...


> I capitoli muscoli e tendini, fai questo e quello, impicca le dita al soffitto, sono abbastanza esilaranti..... ma c'è gente che oggi imho ha fatto di peggio, vendendo pure impalcaturine da circo da far impallidire guidamani e divaricatori anali....

lol

Per concludere vi cito questo:

"Dirò , prima di cominciare, che non riesco a vedere bene la necessità, affermata in taluni trattati pianistici, di conoscere l'anatomia del braccio e della mano. Non credo che nè Gieseking nè Horowitz,
ne Zecchi abbiano mai studiato quel ramo della scienza e, nondimeno, sono giunti ai risultati che tutti sappiamo. Volendo essere maligni si potrebbe invece osservare che non hanno certo raggiunto simili
brillanti risultati coloro che l'anatomia hanno dimostrato di averla studiata a fondo."

(da Alfredo Casella - Il pianoforte - Ricordi)

{PM}

unread,
Mar 3, 2015, 2:53:25 PM3/3/15
to
"via sarpi" ha scritto nel messaggio
news:7c3df629-b241-48ea...@googlegroups.com...

>senza dubbio ha un che di pippaiolo tutta la discussione.
>E' ovvio che sse avessi suonato da fanciullo ora non sarei qui a chiedere.

Ne abbiamo già parlato in passato, secondo me nel tuo caso
è solo questione di trovare un insegnante adatto, tagliato su misura per te,
cioè adulto con poco tempo, con pretese limitate e con doti naturali
non brillantissime dal punto di vista musicale (oppure ancora sopite)
e con l'idea di suonare anche altro (mi ricordo le tue richieste
sull'improvvisazione etc.).
Non significa che la tua insegnante attuale non sia capace, o non lo sia
abbastanza, non so né chi sia né altro, è che potrebbe (dico: potrebbe)
non essere adattissima a te, o viceversa.
In passato hai fatto tante domande su come scegliere
un insegnante adatto ma ovviamente non esiste una risposta precisa.
C'è chi ha fortuna subito e chi invece cambia 20 insegnanti (oppure
insiste a lungo con insegnanti sbagliati senza saperlo).
Dalla tua parte, si potrebbe dire che hai la fortuna di vivere in una città
con - credo - immane offerta di insegnanti di pianoforte (anche orientati
non solo al pianoforte accademico ma anche alle "tastiere" in ambito
rock, per esempio).
Pensa a chi, vivendo in paeselli remoti, ha magari dalla sua l'età
o il talento e viene triturato dall'unico insegnante disponibile,
magari mediocre sotto tutti gli aspetti.


> se esisteva un modo efficace di studiare

Io la vedo un po' come chiedere se esiste un metodo efficace
e scientifico per studiare come giocare a calcio :)))
Esistono tecniche scientifiche, libri, sistemi d'allenamento,santoni
della tattica, allenatori da oratorio, tutto.
Ma poi alla fine si sa come va a finire.

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