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(OT, JAZZ) La vera morte di Glenn Miller

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Emanuele Passerini

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Dec 17, 2001, 12:41:19 PM12/17/01
to
Sconvolgente... e quanto mai attuale..... meditiamoci sopra!

Dal Manifesto di oggi.

*************************

Glenn Miller, la verità 57 anni dopo
FRANCESCO ADINOLFI

Mai data fu più tragicamente appropriata. Proprio ieri, anniversario della
morte di Glenn Miller, re dello swing tra la fine degli anni Trenta e
l'inizio dei Quaranta, si è diffusa la notizia che il direttore d'orchestra
Usa fu ucciso dal cosiddetto "fuoco amico", ovvero dalle bombe alleate. Era
la notte del 15 dicembre 1944 e fu un tragico errore. Ebbe luogo nei cieli
della Manica mentre il musicista era a bordo del monoplano Noorduyn Norseman
e si stava recando a Parigi dove si sarebbe dovuto esibire per le truppe
Usa. Non ci arrivò mai. Il velivolo era sulla traiettoria di una formazione
di 139 bombardieri britannici Lancaster che tornavano da una missione
incompiuta sui cieli tedeschi. All'improvviso le bombe, scaricate in mare
come di regola, per evitare guai in fase di atterraggio. Sotto l'aereo di
Miller, colpito in pieno. Lo rivela Fred Shaw in un documentario sulla vita
del musicista che andrà in onda in Gran Bretagna la sera di capodanno su
Channel Four. La notizia è tanto più importante se si pensa che molte furono
le storie che accompagnarono la morte dell'artista di Moonlight Serenade e
In the Mood, i suoi due grandi classici.
Secondo alcuni Miller era stato vittima di orrende torture da parte dei
nazisti, secondo altri era morto tra le braccia di una prostituta francese.
Falso. La morte arrivava dall'alto e lo stesso Guardian, il quotidiano
britannico che ha fornito per primo ampie anticipazioni sul documentario,
rivela che ricerche approfondite non lasciano dubbi: gli autori del
documentario e Shaw, in particolare, direbbero il vero. Quest'ultimo si
trovava a bordo di uno dei Lancaster in qualità di navigatore. Non aveva mai
visto prima di allora un bombardamento, si sporse dall'oblò e sotto il
grappolo comparve il piccolo velivolo.
"Avvertii il mitragliere di coda - dice Shaw nell'inedita intervista
amatoriale registrata prima della sua morte molti anni fa - e lui mi rispose
che l'aveva visto". Le dichiarazioni di Shaw risalgono al 1956, anno in cui
vide il film La storia di Glenn Miller e tutto gli divenne molto chiaro. Al
tempo non fu creduto e molti ritennero che si trattasse di un bieco
tentativo di farsi pubblicità. Non sorprende. Miller, simbolo di un nuovo
modo di ballare, chiamato da tutti semplicemente boogie-woogie, icona di una
potenza che si apprestava a liberare l'Europa dal nazifascismo, di certo non
"poteva" essere stato ucciso -seppur per errore -dagli stessi alleati.
Nessuno lo avrebbe mai ammesso. Perché Miller era il suono della
liberazione. Le sue musiche risuonavano negli spartiti delle orchestrine e
dei solisti statunitensi che al fianco dei loro commilitoni e delle truppe
sovietiche erano arrivati fino a Berlino.
Nei loro concerti si sentivano le note di Moon Love, Over the Rainbow,
Tuxedo Junction e altri classici dell'artista. Piano piano brani come
Moonlight Serenade si sostituivano alle marce militari o ai suoni cupi di
Lili Marleen. Insomma con Miller la guerra sembrava un po' meno guerra, così
come la musica pop era stata totalmente diversa da quando, tra il 1939 e il
1942, l'artista e la sua orchestra avevano dominato le classifiche Usa.
Paradossalmente proprio nel '42, anno che segnava il coinvolgimento totale
degli Stati Uniti nella Seconda Guerra mondiale, Miller era sparito dalle
classifiche arruolandosi in aviazione e dedicandosi a trasmissioni radio e a
concerti per le truppe. Trionfava dal vivo e nei V-Disc, quei mitici dischi
in vinile di trenta centimetri, oggi oggetto di collezionismo, prodotti dal
War Department.
Contenevano soprattutto jazz e spesso iniziavano con i discorsetti dei
generali americani.
La dicitura su uno dei tanti, il V-d 381, era perentoria: esegue il Major
Glenn Miller and the Army Air Forces Training Command Orchestra. Poi un
grappolo di bombe poco intelligenti e lo swing del maggiore tacque per
sempre.


--

Emanuele Passerini

ema.pa...@libero.it
ema.pa...@inwind.it (max 15 MB tot)
ICQ 34957310

Il mio sito sulla musica: http://digilander.iol.it/EmanuelePasserini
Il sito su Keith Jarrett: http://digilander.iol.it/keithjarrett


Ale Redfiddler

unread,
Dec 17, 2001, 3:11:33 PM12/17/01
to

"Emanuele Passerini" <ema.pa...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:9vlamt$g1fbt$1...@ID-16010.news.dfncis.de...

> Sconvolgente... e quanto mai attuale..... meditiamoci sopra!
>
> Dal Manifesto di oggi.
>
> *************************
>
> Glenn Miller, la verità 57 anni dopo
> FRANCESCO ADINOLFI
>
> Mai data fu più tragicamente appropriata. Proprio ieri, anniversario della
> morte di Glenn Miller, re dello swing tra la fine degli anni Trenta e
> l'inizio dei Quaranta, si è diffusa la notizia che il direttore
d'orchestra
> Usa fu ucciso dal cosiddetto "fuoco amico", ovvero dalle bombe alleate.
Era
> la notte del 15 dicembre 1944 e fu un tragico errore.


Anche Webern fu ucciso da un fuoco "amico"
Per di più manco faceva il soldato: era uscito di casa a fumarsi una
sigaretta.
Una pessima battuta direbbe che il fumo fa male.
A me non da nulla da pensare, se non che siamo veramente dipendenti dal
caso....
A:


Giangia

unread,
Dec 17, 2001, 3:24:50 PM12/17/01
to

"Emanuele Passerini" <ema.pa...@libero.it> ha scritto nel messaggio:

cut

Beh, Anton Weber l'anno seguente fu ucciso da un militare americano che gli
sparň perchč si trovava fuori dopo il coprifuoco ...... :(

G


Giangia

unread,
Dec 17, 2001, 3:27:12 PM12/17/01
to

"Ale Redfiddler" <redfi...@libero.it> ha scritto nel messaggio:

ulp, mi hai preceduto! :)

ciao!


Valerio Prigiotti

unread,
Dec 17, 2001, 8:59:52 PM12/17/01
to
Notizia vecchia di anni e non da tutti ritenuta credibile.
Comunque era una giornata pessima, nebbia molto fitta, tempesta.
Non si può escludere che il pilota di Miller si sia perso finendo nell'area
della Manica riservata allo sgancio di bombe rimaste nelle stive dopo una
missione.
Procedura molto logica: atterrare con gli esplosivi a bordo e, come spesso
capitava, l'aereo crivellato dalla flak, non era saggio. Per questo si era
adibita un'aerea del canale alla funzione di scarico bombe non lanciate sul
bersaglio.

Ne avevo parlato qualche tempo fa recensendo un cd con incisioni di
orchestrali di Miller realizzate a Parigi dopo la morte del leader
(http://www.allaboutjazz.com/italy/reviews/R1101_058_it.HTM).

Il riferimento alle bombe intelligenti mi sembra una forzatura molto
patetica.

Valerio Prigiotti
www.allaboutjazz.com/italy


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