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>cioè ci spieghi perché i CB+Orff è musica reazionaria anzi fascista?
Non mi sono mai assunto questo impegno. Oltrettutto la tua domanda è
ambigua.
Hai evocato una sottigliezza della questione legata al fatto che piacciono a
tanti; il che impedirebbe di sostenere, semplicemente, che sono brutti, o
per lo meno limiterebbe l'opportunità, la sensatezza di questo rilievo; come
se il pregio estetico fosse una risultante sociologica del tipo più banale.
Io ti ho suggerito la categoria di kitsch. Già questa è una spiegazione,
implicitamente.
Questa è una di quelle volte che la voce di Wiki giova:
http://it.wikipedia.org/wiki/Kitsch
Utile la citazione di Kundera, in particolare.
Probabilmente i CB non sembrano sentimentali e patetici. Ad uno sguardo
attento io penso di sì.
Ci sono vari tipi di sentimentalismo. Restando al brano iniziale, il
primitivismo un po' apocalittico (può andare come descrizione?) è una forma
di compiacimento sentimentale (si vedano le pagine di Adorno sul Sacre, per
un confronto; tanto per iniziare, Lui sbaglia obiettivo, se posso
permettermi; e se lo vogliamo per forza prendere alla lettera, come di
recente ha suggerito Bortolotto). A cui si aggiungono tutti i crismi
consacrati della banalità (ripetizione di frammenti semplicissimi e
disorganici, carattere fintamente rituale; e qui la differenza con il Sacre
diventa evidente). Insomma, non esiste, come dice Kundera, un altro livello
di lettura. E' tutto lì, ed è facile, intellettualmente a buon mercato.
Anzi, gratis. Uno se ne sta seduto in sala ben vestito e aspetta che il
tempo, ben marcato, passi, come se guardasse la televisione.
Se proprio vuoi una valutazione *anche* politica di tutto ciò ti consiglio
Cultura di Destra di Furio Jesi (un po' più acuto di Pasolini, riedito
recentemente da Nottetempo); anche meglio di Adorno, sotto certi aspetti.
Jesi teorizza proprio l'importanza, per la destra storica (ma non solo) di
un determinato funzionamento della "macchina mitologica"; lui chiama così un
apparato conoscitivo che finge di contenere qualcosa di imperscrutabile
quando invece, il più delle volte, funziona proprio non contenendo nulla. Il
mito tecnicizzato (il mito vero e proprio è comunque inattingibile, quel che
ci resta è la mitologia), già teorizzato da Kerenyi, come pura superficie.
Kundera la mette giù più semplice, ma il discorso è (quasi) quello.
A questo punto appiccicare "fascista" o "reazionario", oltre che ambivalente
(lo diciamo perché l'autore aderì al Nazismo? Perché ne "espresse i valori"
o dis-valori, come recitano amabilmente le storie letterarie?), è quasi
inutile. Più interessante capire come funziona. Perché, dannatamente,
funziona.
dR