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La Musica e il fiume Volga

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Ernestina Furlan

unread,
Jul 28, 2003, 7:46:33 PM7/28/03
to
Carissimi,
per una tesi universitaria di russo sul fiume Volga sto cercando riferimenti
musicali (presenza di musiche che celebrino il fiume o canti popolari).
Vi sarei grata se poteste darmi dei riferimenti.


bbrenno

unread,
Jul 29, 2003, 1:30:05 AM7/29/03
to

"Ernestina Furlan" <ernestin...@jumpy.it> ha scritto nel messaggio
news:bg4can$h8p$1...@newsread.albacom.net...

Il primo che mi viene in mente è il canto della guardia sul Volga
"Wolga-Lied" dallo "Zarewitsch" di Franz Lehar.

Brenno


Rodolfo Canaletti

unread,
Jul 29, 2003, 5:55:37 AM7/29/03
to
Ernestina Furlan <ernestin...@jumpy.it> wrote:


La Katja Kabanova di Janacek. E' un'opera bellissima ambientata sulle
rive del Volga. Il finale e' tragico, poiche' Katja si suicidera'
gettandosi nelle acque del fiume.

Ciao

Rudy


Ettore Orsini-Di Febo

unread,
Jul 29, 2003, 6:21:32 AM7/29/03
to
I riferimenti a 'sto fiume esistono in TANTISSIME canzoni russe, ma purtoppo
mai in quelle proprio popolari. Il miglior posto per cercare qosa del genere
e
http://notes.tarakanov.net
Occorre cirillico.......................
RT
http://polyhymnion.org

Isidoro Ferrante

unread,
Jul 29, 2003, 6:59:28 AM7/29/03
to

Esiste una canzone, incisa da Scialjapin e da Ghiaurov, intitolata
¨Canto dei battellieri del Volga¨ o qualcosa del genere.
L´incisione di Scialjapin la trovi su molti cd, quella di ghiaurov su un
doppio CD della Decca.
I.

Luca Logi

unread,
Jul 29, 2003, 3:18:06 PM7/29/03
to
Isidoro Ferrante <isi...@despammed.com> wrote:

> Esiste una canzone, incisa da Scialjapin e da Ghiaurov, intitolata
> ¨Canto dei battellieri del Volga¨ o qualcosa del genere.

Canzone della quale, se la memoria non mi inganna, fece una trascrizione
anche Strawinsky

--
Luca Logi - Firenze - Italy e-mail: ll...@dada.it
Home page: http://www.angelfire.com/ar/archivarius
(musicologia pratica)

Panna

unread,
Jul 29, 2003, 7:02:38 PM7/29/03
to
Il 29 Lug 2003, 21:18, ll...@dada.it (Luca Logi) ha scritto:
> Isidoro Ferrante <isi...@despammed.com> wrote:
>
> > Esiste una canzone, incisa da Scialjapin e da Ghiaurov, intitolata
> > ¨Canto dei battellieri del Volga¨ o qualcosa del genere.
>
> Canzone della quale, se la memoria non mi inganna, fece una trascrizione
> anche Strawinsky

Per strumenti a fiato, se non sbaglio. Poi c' è anche Glazunov.
In questo cd c' è la canzone dei battellieri, non so in quale versione:
http://www.emimusic.de/xml/6/3251582/7642522.html
Io non sono riuscita ad aprirla, ma solo perchè mi "imbrano" sempre: si può.
In quest' altro cd:
http://www.emusic.com/cd/10592/10592396.html
ci sono lo stesso canto e altri due, tutti udibili.
Panna

I


>
> --
> Luca Logi - Firenze - Italy e-mail: ll...@dada.it
> Home page: http://www.angelfire.com/ar/archivarius
> (musicologia pratica)
>

--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it

Ifig with love

unread,
Jul 29, 2003, 7:30:21 PM7/29/03
to
Luca Logi wrote:


> Canzone della quale, se la memoria non mi inganna, fece una trascrizione
> anche Strawinsky

sKát a Kabanová


un conflitto fra interno e esterno

Atto I: esposizione


I.1 sul Volga, davanti alla casa dei Kabanov
Kudriás e l emozione del Volga Dikoj opprime Boris Kabanicha opprime
Kát a e dimostra il suo potere su Tichon Varvara rimprovera Tichon


I.2 interno della casa dei Kabanov
Kát a e Varvara cuciono - Il mondo di Kát a, la libertà perduta Tichon
parte per Kazan il giuramento imposto da Kabanicha

Atto II: peripezia

II.1 interno della casa dei Kabanov
Kát a, Varvara, Kabanicha cuciono nuovi rimproveri di Kabanicha
Varvara favorisce il tradimento di Kát a Kabanicha e Dikoj si appartano

II.2 Davanti alla casa dei Kabanov

Canzone dell attesa di Kudriás giunge Boris Varvara propone una
passeggiata sul fiume duetto d amore tra Kát a e Boris

Atto III: catastrofe


III.1 Interno di un edificio sul Volga
Uragano! per Kudriás è un fenomeno naturale, per Dikoj il segno del
castigo divino Kát a sconvolta confessa la sua colpa a Tichon e Kabanicha


III.2 luogo solitario sul Volga (Epilogo)
Tichon e Kabanicha cercano Kát a Varvara fugge verso la libertà con
Kudriás monologo di Kát a ultimo incontro con Boris, che va in Siberia
Kát a si suicida gettandosi nel Volga il cadavere viene raccolto da
Dikoj Kabanicha ringrazia

** = musica in scena


Argomento della

KÁ&#356;A KABANOVÁ

di LEO JANÁ&#268;EK

KÁ&#356;A KABANOVÁ

opera in tre atti

da

A. N. Ostrovskij
L uragano

Libretto e musica di

LEO JANÁ&#268;EK

Personaggi


Savël Prokofjevic Dikoj, mercante
Basso
Boris Grigorjevic, suo nipote
Tenore
Maria Ignatevna Kabanová (detta la Kabanicha), ricca vedova di un mercante
Contralto
Tichon Ivanyc Kabanov, suo figlio
Tenore
Katèrina (Kát a), sua moglie
Soprano
Vána Kudrjásch, maestro, chimico, meccanico
Tenore
Varvara, figlia adottiva in casa Kabanov
Mezzosoprano
Kuligin, amico di Kudrjásch
Baritono
Glasha, Fekluscha, domestiche
Mezzosoprani
Un passante
Ruolo muto
Una donna del popolo
Contralto
Borghesi d ambo i sessi


L azione si svolge nella cittadina di Kalinov, sulle rive del Volga, negli
anni Sessanta dell Ottocento. Fra il secondo e il terzo atto passano due
settimane.


Argomento

(Cfr. Leo Janá&#269;ek, «Kát a Kabanová», «La Fenice prima dell opera», a
cura di Michele Girardi, 2002-2003/3, pp. 65-67).

ATTO PRIMO

Scena prima. In un bel pomeriggio di sole il chimico professor Vána
Kudrjásch si gode la giornata all aria aperta, vicino al fiume. Vuol
condividere l emozione con Glascha, domestica dei Kabanov, ma la serva non
dimostra altrettanto entusiasmo. L attenzione dei due è sviata
dall irruzione in scena del mercante Savël Dikoj, che biasima il nipote
Boris e si allontana. Kudrjásch apostrofa Boris chiedendogli come faccia a
sopportare la compagnia di una persona così aggressiva. Boris gli risponde
che obbedisce perché lo impone il testamento della madre, altrimenti egli
e la sorella sarebbero diseredati. Glascha, a colloquio con un altra
domestica, Fekluscha, parla dei Kabanov, sviando l attenzione dei due
uomini: secondo Kudrjásch «la vecchia» (la ricca vedova Kabanicha, donna
dal carattere molto forte che ha assunto il ruolo di capofamiglia), pur
misericordiosa con i mendicanti, con i servi è invece non meno che
terribile. Boris allora si dà coraggio e confida di essere innamorato di
una donna sposata, che si sta avvicinando proprio in quel momento.
Kudrjásch gli suggerisce prudenza: la sola cosa che può sortire da una
simile situazione è un grave danno all amata. Entrambi si rivolgono allora
a guardare i concittadini di ritorno dal vespro; fra questi è anche la
famiglia dei Kabanov: il mercante Tichon, sua madre Kabanicha, sua moglie
Kát a e la giovane trovatella Varvara. Kabanicha consiglia a Tichon di
partire subito per il mercato di Kazan; il figlio sembra accondiscendente,
ma ella rimprovera il comportamento troppo affettuoso. A Kát a, che, mite,
s interpone rassicurandola sul loro affetto, Kabanicha intima di non
immischiarsi in cose che non la riguardano. Dopo aver reagito con fierezza
all aggressività immotivata della suocera, la giovane donna entra in casa
con fierezza, mentre Kabanicha continua a redarguire il figlio, prima
d allontanarsi. Varvara allora rimprovera Tichon, accusandolo di non aver
difeso la moglie; quindi, mentre lui prende la strada dell osteria, si
congeda rimarcando fra sé il dispiacere per Kát a, alla quale vuole un
gran bene.

Scena seconda. In una stanza di casa, Kát a e Varvara sono intente a
cucire. Kát a esprime il proprio desiderio di evasione da una vita
monotona, nella quale, dopo il matrimonio, ogni cosa è cambiata in peggio;
ricorda con rimpianto il passato, quando anche le cose più semplici la
riempivano di felicità. D improvviso la gioia si tramuta in terrore: ella
confessa d essere preda di strani pensieri e desideri, che la assalgono in
continuazione, al punto da non riuscire più a dormire. Sogna una persona
che la stringe teneramente fra le braccia e la porta via con sé, è
sconvolta perché non desidera altro. Quando entra Tichon, in partenza per
Kazan, Kát a lo tratta con affetto esagerato, e lo supplica di non partire
o almeno di portarla con sé. Lo avverte che qualcosa di terribile accadrà
durante la sua assenza e lo implora di obbligarla ad un «terribile
giuramento»: durante la sua assenza ella non dovrà rivolgere la parola ad
alcun estraneo; ma tutte le preghiere all insensibile marito si dimostrano
inutili. Per giunta sopraggiunge Kabanicha, che obbliga il figlio a
ripetere una serie di istruzioni mortificanti per Kát a, culminanti
nell ordine di non ricambiare lo sguardo dei giovanotti. Rimasti soli, i
due sposi non riescono a dirsi più nulla. Kabanicha ritorna con Varvara e
Glascha; compiuto il rituale dell addio, la madre impone al figlio
d inginocchiarsi di fronte a lei, quindi redarguisce Kát a per averlo
salutato con un abbraccio «come fosse un amante».

ATTO SECONDO

Scena prima. Le tre donne di casa Kabanov sono intente a cucire. Kabanicha
rimprovera la nuora per l indifferenza nei confronti dell assenza del
marito. Uscita di scena la vecchia, Varvara espone a Kát a un piano: ella
stessa si è impossessata della chiave del cancello del giardino,
scambiandola con un altra in modo che la Kabanicha non se ne accorga. Per
la sera avrà fatto preparare, nel giardino stesso, i letti ove lei e Kát a
dormiranno: se Varvara vedrà Boris, lo inviterà ad avvicinarsi al
cancello. Così dicendo, ella consegna la chiave a Kát a che, in estrema
agitazione e ben consapevole di cosa ciò comporti , finisce per
accettarla; prende perciò la decisione: andrà incontro al proprio destino;
nasconde la chiave in tasca quando sente le voci di Kabanicha e Dikoj,
ubriaco. Dopo avere confessato alla vedova le proprie debolezze, Dikoj
cade in ginocchio ai suoi piedi; Kabanicha lo accoglie.

Scena seconda. Presso il cancello del giardino, di notte, giunge
Kudrjásch, che attende Varvara intonando una canzone. Sopraggiunge anche
Boris, che lo informa di avere un appuntamento con una ragazza. Intuendo i
reali termini della situazione, Kudrjásch lo ammonisce ancora; ma giunge
Varvara, che, prima di accomiatarsi insieme a Kudrjásch, dice a Boris di
aspettare. Con grande trepidazione il giovane rimane in attesa, finché
giunge Kát a, che gli confessa il suo amore e lo abbraccia. Tornano
Kudrjásch e Varvara; quest ultima propone a Kát a e Boris una passeggiata
insieme. Mentre i due si allontanano Varvara spiega al suo accompagnatore
che Kabanicha non li disturberà, fornendo due spiegazioni contraddittorie:
innanzitutto perché è immersa in un sonno profondo, in secondo luogo
perché Dikoj è andato a farle visita; inoltre Glascha sta vegliando,
pronta ad avvertire tutti. Le due coppie si abbandonano all amore. All una
di notte giunge il momento della separazione; Kudrjásch e Varvara cantano
gioiosamente, mentre Kát a è preda di un profondo conflitto interiore.

ATTO TERZO

Scena prima. Due settimane dopo, in un malandato edificio sul Volga,
Kudrjásch e l amico Kuligin, presto seguiti da una gran folla, trovano
riparo dalla tempesta che sta infuriando. Sulle pareti dell edificio sono
raffigurate alcune scene infernali. Nel riparo fortuito giunge anche
Dikoj, che non capisce le spiegazioni scientifiche dei temporali e dei
parafulmini date da Kudrjásch e sostiene che le tempeste sono punizioni
mandate da Dio. Mentre il temporale sembra placarsi, arriva Varvara, in
cerca di Boris, al quale vuol raccontare di Kát a: dal ritorno di Tichon è
in preda ad un terribile stato d animo, che ha reso Kabanicha molto
sospettosa; Varvara teme che intenda confessare tutto. D improvviso
irrompe Kát a, sconvolta dalla tempesta, che ha ripreso a turbinare;
Kudrjásch cerca di alleviare la sua pena cantandole una canzone; Varvara
le consiglia di pregare; ma Kát a cade in ginocchio e confessa a Kabanicha
e Tichon, frattanto sopraggiunti, la propria colpa, rivelando che nel
periodo di assenza del marito ha passato ogni notte con Boris; quindi
fugge nel mezzo della tempesta.

Scena seconda. In un luogo solitario presso il Volga, all imbrunire,
Tichon e Glascha cercano Kát a. Tichon dice di amarla ancora, a differenza
dalla madre, che vorrebbe vederla sepolta viva. Mentre i due continuano a
cercare, appaiono Kudrjásch e Varvara, che racconta delle persecuzioni
subìte da Kabanicha; i due decidono di fuggire a Mosca. Quando anch essi
scompaiono alla vista, appare Kát a, decisa a trovare Boris per vederlo
un ultima volta, prima di morire. Combattuta tra la voglia di vivere, la
coscienza che l atto compiuto è irreparabile e l amore per Boris, ella
teme la notte, dal cui buio affiorano canti, persone, rumori. Finalmente
appare Boris; dopo un lungo abbraccio silenzioso egli afferma di non
essere arrabbiato per la confessione di Kát a; per ciò che è accaduto,
tuttavia, lo zio ha deciso di allontanarlo, mandandolo a lavorare in
Siberia. Kát a racconta delle violenze subite in famiglia; nel momento del
congedo ella si ricorda di raccomandare a Boris di fare la carità ad ogni
mendicante incontrato nella lunga strada verso la Siberia. Una volta
rimasta sola, dopo aver contemplato la natura circostante, Kát a incrocia
le braccia e si getta nel fiume. Il rumore attira molte persone, fra cui
Tichon, che vorrebbe raggiungerla, ma viene trattenuto da Kabanicha. Egli
accusa la madre di essere la vera responsabile di quella tragedia:
dapprima spaventata, Kabanicha reagisce e promette di fare i conti a casa.
Dikoj depone allora il corpo senza vita di Kát a, appena recuperato dai
flutti del Volga; con grande freddezza, Kabanicha s inchina davanti ai
presenti e li ringrazia.

Ifig per te


Claudio

unread,
Jul 30, 2003, 4:31:13 AM7/30/03
to
"Ernestina Furlan" <ernestin...@jumpy.it> wrote in message news:

> per una tesi universitaria di russo sul fiume Volga sto cercando riferimenti
> musicali (presenza di musiche che celebrino il fiume o canti popolari).
> Vi sarei grata se poteste darmi dei riferimenti.

Ha luogo nella cittadina di Kalinov, sul fiume Volga, l'azione del
dramma _L'uragano_ (Groza), capolavoro di Aleksandr Nikolaevic
Ostrovskij rappresentato per la prima volta al Piccolo Teatro di Mosca
il 16 novembre 1859. Sulle rive del fiume si svolgono alcune scene,
compreso il tragico epilogo.

Altri ti hanno già scritto a proposito della splendida opera _Kát'a
Kabanová_ che Janacek trasse dal lavoro di Ostrovskij (il libretto,
redatto dallo stesso musicista, è basato sulla traduzione in cesky
curata da Vincenc Cervinka nel 1918; la musica fu composta fra il
novembre 1919 e il 17 febbraio 1921). Ecco qualche altro dato relativo
alla prima rappresentazione, che fu allestita al Národní Divadlo di
Brno il 23 novembre 1921. Direttore fu Frantisek Neumann; personaggi e
interpreti principali:
Kát'a (soprano): Marie Vesela
Tichon (tenore): Pavel Jeral
Marfa (contralto): Marie Hladíková
Dikoj (basso): Rudolf Kaulfus
Varvara (mezzosoprano): Jarmila Pustinská
Boris (tenore): Zrel Zavrel
Vána Kudrjás (tenore): Valentin Sindler

Al dramma di Ostrovskij si ispirano altre composizioni, tutte
intitolate _L'uragano_. In ordine cronologico:

- L'ouverture in mi minore op. 76 (post.) di Pëtr Il'ic Ciajkovskij:
composta nel 1864, fu eseguita solo dopo la morte del musicista (San
Pietroburgo, 7 marzo 1896, direttore Aleksandr Konstantinovic
Glazunov). Il lavoro di Ostrovskij aveva entusiasmato il giovane
Ciajkovskij, che in un primo tempo aveva pensato di ricavarne un'opera
teatrale, ma poi si limitò a scrivere l'ouverture come "compito per le
vacanze" assegnatogli da Anton Grigor'evic Rubinstejn per l'estate del
1864. Il brano è strutturato sulla base di un "programma" così
tratteggiato dal musicista: «Introduzione: Adagio (infanzia di
Ekaterina e sua vita prima del matrimonio), Allegro (avvisaglia
dell'uragano); anelito alla vera felicità e all'amore. Allegro
appassionato (agitazione spirituale). Improvviso cambiamento di scena
sulle rive della Volga. Approssimarsi dell'uragano (ripetizione del
motivo dell'Adagio e suo sviluppo). L'uragano: acme della disperata
agitazione e morte».

- Un'opera di Vladimir Nikitic Kasperov (San Pietroburgo, 1867).

- Le musiche composte da Vladimir Vladimirovic Scerbacëv per un film
di Vladimir Mikhailovic Petrov (1934); donde una suite sinfonica,
sempre intitolata _L'uragano_.

- Un'opera di Boris Vladimirovic Asaf'ev (composta nel 1940, non
rappresentata).

- Un'opera di Ivan Ivanovic Dzerzinskij su libretto di Leonid Ivanovic
Dzerzinskij (composta nel 1940, riveduta nel 1955, eseguita in forma
di concerto a Mosca nel 1956).

- Un'opera di Viktor Nikolaevic Trambickij (composta nel 1940-41,
rappresentata a Sverdlovsk nel 1943; una 2a versione è del 1957).

- Un'opera in 3 atti e 4 quadri di Lodovico Rocca su libretto di
Eligio Possenti; prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 9
febbraio 1952; direttore Franco Ghione; personaggi e interpreti
principali:
Saviol Dikoj (basso): Raffaele Ariè
Tikhon Kabannov (baritono): Mario Borriello
Boris Grigorievic (tenore): Giuseppe Campora
Marfa Kabanova (mezzosoprano): Cloe Elmo
Caterina (soprano): Clara Petrella
Varvara (mezzosoprano): Amalia Pini.


Non è tutto. Il fiume Volga ha a che fare con altre composizioni
musicali, di cui ti scriverò in un prossimo messaggio.

Ciao!

cap

Antenore la Bestia

unread,
Jul 30, 2003, 7:51:47 AM7/30/03
to
Luca Logi wrote:
> Isidoro Ferrante <isi...@despammed.com> wrote:
>
>
> > Esiste una canzone, incisa da Scialjapin e da Ghiaurov, intitolata
> > ¨Canto dei battellieri del Volga¨ o qualcosa del genere.
>
> Canzone della quale, se la memoria non mi inganna, fece una trascrizione
> anche Strawinsky


Assolutamente da non perdere è la "Fuga dei battellieri del Volga"
per organo preparato, di P.D.Q. Bach (ossia Peter cChickele).


GROWL
<A>

--
_/_/ Antenore la Bestia <><
/_/ "In Italia i fascisti si dividono in due categorie:
_/ i fascisti e gli antifascisti" -- Ennio Flaiano
/ "Timeo Antenorem et dona ferentem" (d'après Alberto d'Onofrio)

Antenore la Bestia

unread,
Jul 30, 2003, 7:52:46 AM7/30/03
to
Luca Logi wrote:

> Isidoro Ferrante <isi...@despammed.com> wrote:
>
>
> > Esiste una canzone, incisa da Scialjapin e da Ghiaurov, intitolata
> ¨Canto dei battellieri del Volga¨ o qualcosa del genere.
>
> Canzone della quale, se la memoria non mi inganna, fece una trascrizione
> anche Strawinsky

Assolutamente da non perdere è la "Fuga dei battellieri del Volga"
per organo preparato, di P.D.Q. Bach (ossia Peter Schickele).

kink64

unread,
Jul 30, 2003, 8:37:46 AM7/30/03
to

"Panna"

> > Canzone della quale, se la memoria non mi inganna, fece una trascrizione
> > anche Strawinsky
>
> Per strumenti a fiato, se non sbaglio.

e percussione.

st.


Maxi75

unread,
Jul 30, 2003, 12:16:30 PM7/30/03
to

"kink64" <stefan...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:bg8doi$19f$1...@newsserver.cilea.it...

Dal titolo?
--
Ciao
Massimiliano
__________________________________
Per rispondermi togliere ct dall'indirizzo email


kink64

unread,
Jul 30, 2003, 1:14:24 PM7/30/03
to

"Maxi75"

> > > > anche Strawinsky
> > >
> > > Per strumenti a fiato, se non sbaglio.
> >
> > e percussione.

Beh, semplicemente "canzone dei battelieri del volga", trattandosi di una
semplice trascrizione. La sua storia è comunque interessante. Richiesto da
diaghilev per un concerto di gala a Roma nel '17 a sostegno della
rivoluzione russa, Stravinsky ne approntò la trascrizione la sera prima del
concerto, dettandola ad Ansermet. A un certo punto fu addirittura candidata
a diventare l'inno della russia sovietica, poi fu deciso diversamente.

st.

kathleen

unread,
Jul 31, 2003, 10:29:09 PM7/31/03
to

Ernestina Furlan <ernestin...@jumpy.it> wrote in message
bg4can$h8p$1...@newsread.albacom.net...

Mi sembra che ci sia un poema sinfonico di Prokofiev intitolato: L'incontro
del Don con il Volga


Ernestina Furlan

unread,
Aug 1, 2003, 4:35:20 AM8/1/03
to
Aspetto con ansia altre notizie sulle composizioni che hanno a che fare con
il fiume Volga!

Grazie,

Ernestina

> Non č tutto. Il fiume Volga ha a che fare con altre composizioni
> musicali, di cui ti scriverň in un prossimo messaggio.
>
> Ciao!
>
> cap


Massimo Nespolo

unread,
Aug 2, 2003, 1:39:38 PM8/2/03
to
On Tue, 29 Jul 2003 12:59:28 +0200, Isidoro Ferrante wrote:


> Esiste una canzone, incisa da Scialjapin e da Ghiaurov, intitolata ¨Canto
> dei battellieri del Volga¨ o qualcosa del genere.
> L´incisione di Scialjapin la trovi su molti cd, quella di ghiaurov su un
> doppio CD della Decca.

Il riferimento di Glazunov e' in "Stenk Razin", op. 13

Massimo

--
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Panna

unread,
Aug 5, 2003, 4:39:00 PM8/5/03
to
Il 30 Lug 2003, 19:14, "kink64" <stefan...@hotmail.com> ha scritto:

> Richiesto da
> diaghilev per un concerto di gala a Roma nel '17 a sostegno della
> rivoluzione russa, Stravinsky ne approntò la trascrizione la sera prima
del
> concerto, dettandola ad Ansermet.

Nel '17! In quale mese? Puoi darci qualche altra notizia su questo concerto?
Grazie in anticipo
Panna

> A un certo punto fu addirittura candidata
> a diventare l'inno della russia sovietica, poi fu deciso diversamente.
>
> st.

--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it

kink64

unread,
Aug 7, 2003, 8:02:45 AM8/7/03
to
"Panna"

> Nel '17! In quale mese? Puoi darci qualche altra notizia su questo concerto?
> Grazie in anticipo

Scusa, leggo solo ora la domanda. Aprile, al Costanzi. Proverò a
scartabellare a casa per vedere se trovo qualche altra notizia.

st.


--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG

Panna

unread,
Aug 7, 2003, 11:43:11 AM8/7/03
to
Il 07 Ago 2003, 14:02, "kink64" <stefan...@hotmail.com> ha scritto:
> "Panna"
>
> > Nel '17! In quale mese? Puoi darci qualche altra notizia su questo
concerto?

>


> Scusa, leggo solo ora la domanda.

Sono io che l' ho fatta in ritardo: ho avuto un black out di 5 giorni e
mezzo sulla linea. Sei stato bravo a trovare il post!

> Aprile, al Costanzi.

A un mese circa dalla rivoluzione di "febbraio" dunque. Avevo immaginato
qualche cosa del genere. È molto interessante: chi sa chi organizzò il
concerto!

> Proverò a scartabellare a casa per vedere se trovo qualche altra notizia.

Accipicchia! Non vorrei proprio farti lavorare con questo caldo :-(
Che cosa pensi di scartabellare? Magari potrei farlo da sola!

Grazie
Panna


>
> st.
>
>
> --
> Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
>

--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it

kink64

unread,
Aug 8, 2003, 2:14:12 AM8/8/03
to

"Panna"


> Accipicchia! Non vorrei proprio farti lavorare con questo caldo :-(
> Che cosa pensi di scartabellare? Magari potrei farlo da sola!

Ho solo dato un'occhiata alla biografia di Walsh che non dice molto di più
sul concerto, ma aggiunge che probabilmente l'arrangiamento fu un'ida
dell'astuto Diaghilev che avrebbe voluto donare l'inno alla nuova Russia. La
biografia descrive anche brevemente l'idealistico entusiasmo di Stravinsky
per la rivoluzioen in quei mesi.

st.


Panna

unread,
Aug 8, 2003, 8:20:19 AM8/8/03
to
Il 08 Ago 2003, 08:14, "kink64" <stefan...@hotmail.com> ha scritto:

> Ho solo dato un'occhiata alla biografia di Walsh che non dice molto di più
> sul concerto, ma aggiunge che probabilmente l'arrangiamento fu un'ida
> dell'astuto Diaghilev che avrebbe voluto donare l'inno alla nuova Russia.
La
> biografia descrive anche brevemente l'idealistico entusiasmo di Stravinsky
> per la rivoluzioen in quei mesi.
>
> st.

Ti ringrazio per le informazioni; l'argomento è veramente interessante.
Panna

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