Addio al compositore Rodrigo. Scrisse la melodia spagnola più conosciuta del
secolo
Migliaia di persone sono attese oggi ad Aranjuez, nel palazzo reale
dell'antica cittadina iberica, per i funerali di Joaquín Rodrigo. Il più
celebre dei compositori spagnoli è scomparso ieri, nella propria casa di
Madrid; aveva 97 anni. Nonostante l'età, Rodrigo rappresentava
un'istituzione amatissima, e fino all'ultimo ha ricevuto alte onorificenze.
Nel 1998 la Francia, che già lo aveva premiato con la Legion d'Onore, lo ha
creato «Commendateur» delle arti e delle lettere; e l'Università
internazionale di Menéndez Pelayo gli ha assegnato una medaglia d'oro. In
altro campo, ma come segnale del prestigio che circondava il vecchio
gentiluomo, la Sony Classical ha intrapreso da poco una «Joaquín Rodrigo
Edition» che ne dovrà ripercorrere il catalogo.
Rodrigo, nato a Sagunto (Valencia) nel 1901, cieco dall'età di tre anni,
artista di singolare cultura e di penna assai profonda (scrisse saggi sulla
polifonia spagnola del Cinquecento e sui poemi sinfonici di Richard
Strauss), godeva del singolare privilegio di essere uno fra i pochi
compositori del Novecento capaci di un rapporto schietto, diretto e naturale
con il pubblico. Le sue qualità migliori erano un pensiero melodico generoso
e inesausto, una fantasia di armonizzatore insieme raffinato e semplice, una
scrittura strumentale e orchestrale di specchiata trasparenza: cose molto
fuori moda, se si pensa che questo è il secolo del «problema della musica»
subentrato alla musica; ma, appunto, c'è chi ha il coraggio di andare fuori
moda per rimanere se stesso.
Così era Rodrigo, che scrisse una delle pagine sicuramente più eseguite,
trascritte, registrate, e diciamo pure amate, che la musica «classica» abbia
prodotto negli ultimi cent'anni: il «Concierto de Aranjuez», del 1939. In
esso c'è l'antico ethos prezioso della Spagna moresca, sfiorato attraverso
la voce fragile, struggente e notturna della chitarra, con un
accompagnamento d'orchestra che è come un guanciale di seta. Il movimento
centrale di quest'opera, prediletta non solo da tutti i chitarristi del
mondo ma da musicisti diversissimi fra loro (da Nicanor Zabaleta, che la
ripensò per arpa, a Miles Davis e John Coltrane!), è uno di quei prodigi
che, anche a un autore vivace come Rodrigo, riescono una volta in vita.
Al «Concierto» è legata la fama del compositore, ma non si dovranno scordare
le molte altre sue opere: le canzoni, ad esempio, o i pezzi pianistici
(Rodrigo era eccellente pianista) degni dell'arte aristocratica di Alicia de
Larrocha. Allievo prediletto di Dukas a Parigi, amico di Ravel, de Falla,
Milhaud, Honegger, egli seguitava a testimoniare una dignità della musica e
un concetto nobile dell'arte, che con lo scadere del secolo si fanno sempre
più rari.
F.M. Colombo
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Marco Marcelli - Genova
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Eh, insomma, un altro pezzo di '900 che se ne va. In una
manciata d'anni abbiamo perso Michelangeli, Karajan, Bernstein,
Kubelik, Solti, Kempff...
Che sia davvero prossima la fine del mondo ?
Raf
(Posso aggiungere che, data la venerandissima eta' del suddetto, c'era da
aspettarselo?!? o rischio di essere irriverente?!?)
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___
('v')
(( ))
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Tiziana Pannunzio
>Dal Corriere della Sera di oggi:
>
>Addio al compositore Rodrigo. Scrisse la melodia spagnola più conosciuta
del
>secolo
>
Sto guardando il Televideo, ma non v'è traccia della notizia; ho la vaga
impressione che anche questa volta la televisione darà poco o punto peso
alla notizia, o non la riferirà affatto!!! Non vorrei ripetermi...
Marco Brunello
Rodrigo, nel suo genere un grandissimo.
> Eh, insomma, un altro pezzo di '900 che se ne va. In una
> manciata d'anni abbiamo perso Michelangeli, Karajan, Bernstein,
> Kubelik, Solti, Kempff...
...e Menuin!
> Che sia davvero prossima la fine del mondo ?
Bè, mille e non più mille...
Ciao, Fabrizio
> Eh, insomma, un altro pezzo di '900 che se ne va. In una
> manciata d'anni abbiamo perso Michelangeli, Karajan, Bernstein,
> Kubelik, Solti, Kempff...
Ecco in che mondo d'informazione siamo!!!!
Io vengo a sapere ADESSO che non c'e' piu' neppure Kubelik !!!!!!!
--
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Marco Marcelli - Genova (Italy)
e-mail: marc...@money.it
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>Ecco in che mondo d'informazione siamo!!!!
>Io vengo a sapere ADESSO che non c'e' piu' neppure Kubelik !!!!!!!
>
E' passato a miglior vita tre anni fa, nel silenzio quasi
assoluto dei media. Si era ritirato dall'attivita' nel 1982 per
problemi di salute, ma aveva ripreso la bacchetta nel '90, per
dirigere al Festival di Praga. Se posso permettermi di dire la
mia, e' uno dei direttori che ho amato di piu' perche' sapeva far
"cantare" le orchestre come pochi altri e dava a tutte le sue
interpretazioni un qualche cosa di personale che le rendeva
assolutamente uniche e mai banali. Le sue registrazioni delle
sinfonie di Dvorak e di alcune sinfonie di Mahler (la prima, la
terza, la quarta e la nona) costituiscono, secondo me, i vertici
della sua arte, che la DG, giustamente, mantiene in catalogo
nonostante l'eta'.
Ciao
Raf
Aggiungerei le sue incisioni di Smetana come delle sinfonie di Schumann,
sia quelle degli anni '60 con i Berliner (DG Double) che del 1979 con
l'Orchestra Bavarese (Sony).
Era senz'altro un musicista raffinato: la sua 1a di Mahler ha una
tavolozza di colori come pochi altri.
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Pierpaolo Penco
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> "Marco Brunello" <ks...@tin.it> scrive:
> > >Addio al compositore Rodrigo. Scrisse la melodia spagnola più conosciuta
> > del
> > >secolo
> > Sto guardando il Televideo, ma non v'è traccia della notizia; ho la vaga
> > impressione che anche questa volta la televisione darà poco o punto peso
> > alla notizia, o non la riferirà affatto!!! Non vorrei ripetermi...
> Non so se sia un bene o un male. Vista la cultura (non solo musicale) dei
> nostri giornalisti non mi stupirei che lo collegassero ai Promessi Sposi!
> Una volta una "giornalista" era andata ad intervistare Loris Capirossi
> nella sua casa. Lui (Egli! scusa Tiziana!)
ecco, lo sapevo che adesso tutti si sentono osservati e corretti con la matita rosso-blu...
Povera me!!!
> ha mostrato dei mobili appartenuti a Carducci,
> e la tipa ha cinguettato, rivolta al collega in studio: "Hai capito,
> erano di Carducci! Quello del "5 Maggio"!"
> Dico, ma se lo sanno anche le capre che il 5 maggio è... di Foscolo!!!
Foscolo?!? ed io che pensavo fosse di... Leopardi!!!
Scherzavo...;-)))
>Foscolo?!? ed io che pensavo fosse di... Leopardi!!!
No, guarda, di questo sono sicura, l'ho sentito dal parrucchiere!!!
Chiara
allora mi arrendo!!! ubi maior...
Raf ha scritto:
> "Marco Marcelli" <marc...@money.it> wrote:
>
> >Ecco in che mondo d'informazione siamo!!!!
> >Io vengo a sapere ADESSO che non c'e' piu' neppure Kubelik !!!!!!!
> >
>
> E' passato a miglior vita tre anni fa, nel silenzio quasi
> assoluto dei media. Si era ritirato dall'attivita' nel 1982 per
> problemi di salute, ma aveva ripreso la bacchetta nel '90, per
> dirigere al Festival di Praga. Se posso permettermi di dire la
> mia, e' uno dei direttori che ho amato di piu' perche' sapeva far
> "cantare" le orchestre come pochi altri e dava a tutte le sue
> interpretazioni un qualche cosa di personale che le rendeva
> assolutamente uniche e mai banali. Le sue registrazioni delle
> sinfonie di Dvorak e di alcune sinfonie di Mahler (la prima, la
> terza, la quarta e la nona) costituiscono, secondo me, i vertici
> della sua arte, che la DG, giustamente, mantiene in catalogo
> nonostante l'eta'.
>
> Ciao
>
> Raf