Il giorno lunedì 12 ottobre 2015 12:16:02 UTC+2,
rossigi...@gmail.com ha scritto:
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> Ripeto, senza questa conoscenza pratica (fatta di tanti ascolti dei battimenti) >non è possibile capire la teoria che mette in relazione battimenti e armonia.
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Dopo questo primo argomento (i battimenti) che è propedeutico per la comprensione della teoria generale, vediamo un altro argomento.
Si tratta del tetracordo.
https://it.wikipedia.org/wiki/Tetracordo
L'articolo di Wikipedia linkato sopra è molto chiaro.
Il tetracordo più diffuso è quello con un intervallo di quarta giusta.
Cioè tra la prima e la seconda corda c'è un intervallo di tono.
Tra la seconda e la terza un intervallo di tono, e tra le terza e la quarta un intervallo di semitono.
Guarda qui:
https://www.youtube.com/watch?v=2eXIj3Fp9pE
Si suppone che questo tipo di tetracordo prenda origine dal fatto che tra suonando insieme la prima e l'ultima corda ecco che non si producono battimenti.
Cioè abbiamo una quarta giusta.
Tuttavia, non mancano altri generi di tetracordi.
Quello cromatico e quello enarmonico. Con, rispettivamente, intervallo di terza minore e di terza maggiore.
Qui si suppone che l'intervallo di terza (minore e maggiore) fosse utile per simulare in qualche modo (o accompagnare) il canto, cioè la voce umana. Infatti questo intervallo simula il tremolo della voce umana per quanto riguarda il numero di battimenti al secondo.
__MONOCORDO__
https://www.youtube.com/watch?v=X3ASvN0PvTY
Il video sopra spiega velocemente cosa è il monocordo.
Dividendo la corda a metà e suonando una delle due metà si ottiene
la nota dell'ottava superiore. Qui si scoprono i rapporti tra note e non a livello di frequenza ma a livello di lunghezze e proporzioni della corda.
Un rapporto interessante è quello di 2/3:
https://it.wikipedia.org/wiki/Monocordo
In questo modo si genera un intervallo di quinta.
Cioè, si prende la intera corda, la si suona e per es. la chiamiamo Do.
Poi si divide la intera lunghezza della corda in tre parti.
Si va quindi a far vibrare i 2/3 della corda, come si vede nel video.
In questo modo si ottiene (se la corda intera suona un DO) un SOL, cioè la quinta. Da non confondere con la distanza tra SOl e DO, che è di quarta.
Nel video il tizio con la corda intera suona un LA, e con i 2/3 suona un Mi.
La distanza tonale tra La e Mi è appunto di quinta. Da non confondere con la distanza tra Mi e La.
DO RE MI FA SOL LA SI DO RE MI FA SOL LA SI DO
Quindi, parto da La, passo dal Si, dal Do, dal Re, e arrivo al Mi. Per fare questo ho considerato LA, SI, DO, RE, MI cioè cinque gradi (cinque note) della scala.
Inoltre non bisogna confondere la distanza tonale espressa in toni e semitoni con la distanza tonale espressa in gradi della scala.
Infatti nel caso del tetracordo noi possiamo dire che tra la prima e l'ultima corda c'è una distanza tonale Tono, Tono, semitono. Cioè vogliamo dire che tra la prima nota (un Sol per es.) e la seconda (un La) c'è la distanza di un tono.
Tra il secondo (cioè il La) e il terzo un altro tono, e quindi la terza corda suonerà un (SI), poi tra il Si e la corda ultima c'è la distanza tonale di mezzo tono, e cioè il DO.
SOL LA SI DO.
E qui abbiamo un intervallo di quarta, perché partiamo dal SOL (che è il primo grado in questo caso) e arriviamo al DO (che è il quarto grado).
Quindi, ci sono due modi per denotare gli intervalli. Uno è quello di dire la distanza in termini di toni e semitoni, un altro è quello di dire quanti gradi della scala si percorrono (compreso il primo) per arrivare all'altro compreso.
Ora sei pronto per seguire questo video:
https://www.youtube.com/watch?v=NDo0IdaJm5o
Al quale si può accompagnare come testo scritto il seguente:
http://www.cembalo.it/documenti/Accordature.pdf