> Tu dici che Einaudi è musica popolare??? Non sono d'accordo!!! Non ti
> dimenticare che ha studiato con Berio!!!!!
>
http://www3.varesenews.it/blog/paolopaliaga/?p=75
In questo articolo che ti propongo di leggere l'autore svolge una analisi non
lontana dal genere di analisi che svolgo io.
Probabilmente non sono riuscito ad essere sufficientemente chiaro
nell'esprimere il mio punto di vista e sembra quasi un attacco al musicista,
alla persona e non una analisi serena, pacata ed in ogni caso parziale come
tutte le analisi.
Tutti i musicisti non solo meritano il nostro profondo rispetto, ma anche un
ringraziamento per la loro instancabile opera che lascia in ogni caso traccia
nella nostra società.
Da questo punto di vista io non solo sono grato a persone come Allevi o
Einaudi così come altri, ma provo una affinità, una vicinanza nei loro
confronti. Ed è proprio questo sentirmi vicino al loro mondo che mi da la
forza e la necessaria onestà intellettuale di provare a svolgere una analisi
dove si cerca di collocare questo o quel musicista all'interno di questa o
quella corrente.
Come ho avuto modo di dire, la musica popolare degli ultimi decenni è stata
di un livello elevatissimo proprio grazie a personaggi che hanno studiato in
conservatorio. Ed è grazie a loro quindi se la musica colta (che sempre
prende spunto dalla musica popolare) ha potuto fare ulteriori passi in avanti.
Se noi non avessimo avuto gente come Nono, Berio, Boulez,Messiaen, Ligeti e
tanti altri, i massimi compositori del secondo Novecento sarebbero stati i
Beatles, i Pooh, il jazzisti, Domenico Modugno ecc ecc.
Non sono questi ultimi ad essere, diciamo così, qualcosa di minore, quanto
sono i vari Boulez, Messiaen, Straviinsky ad essere qualcosa di unico, di
eccezionale.
E non mica un caso che a distanza di secoli stiamo ancora qui a glorificare
gente come Bach, Mozart e Beethoven e trascuriamo molti loro contemporanei
sicuramente bravissimi ma non unici ed eccezionali quanto loro.
Quindi tu capisci che se io devo mettermi alla ricerca del Bach dei nostri
giorni, non posso nel modo più assoluto trovarlo in Allevi o in Einaudi e
neppure in gente più preparata di loro come Sciarrino che ormai è rimasto
indietro rispetto ai colleghi americani.
Ed è proprio questo poi l'altro discorso che ho cercato di sviluppare e cioè
il fatto che l'Europa non è più il centro come lo fu fino nel primo Novecento.
Il centro si è via via spostato verso gli USA ed il Giappone. Un centro che
per tutta la seconda metà del Novecento è stato nel mondo anglosassone e
quindi geograficamente nell'Atlantico.
Negli ultimi venti anni invece il centro si è spostato definitivamente nel
Pacifico, tra la California, il Giappone, la Corea sud, la Cina e l'Australia.
In ogni caso l'Europa non si trova più al centro ed i motivi sono di tipo
storico che ho provato a chiarire a fondo.
Se quindi nei prossimi giorni magari io ti proporrò di ascoltare dei
musicisti giapponesi e degli interpreti giapponesi molto bravi, non è perché
voglio sminuire Einaudi o Sciarrino, ma perché sono obbligato a riconoscere
che la eccellenza ormai si trova altrove e non più dalle nostre parti.
Ben sapendo inoltre che Einaudi fa musica pop mentre Sciarrino fa musica
colta nel senso che sperimenta e struttura la sua musica in modo più
complesso che non come fa Einaudi che in definitiva copia i colleghi
americani.
Ma, e ripeto, non è che Einaudi sia un male e neppure Allevi, è che ci sono
altri loro colleghi davvero molto più bravi e noi dobbiamo pur fare una
classifica sia tra i diversi genere che per la loro bravura.
>
> E comunque, Sciarrino non lo conosco bene, ma allora che mi dici di
> Bollani???
>
Anche Pino Daniele ce la mette tutta ma finisce sempre col fare musica pop e
non è in grado di strutturare una composizione che possa competere con quelle
di Glass o Adams ad esempio. Inoltre lo stesso genere pop (struttura meno
complessa della musica colta) che si produce in Europa segue le tendenze
americane, per il semplice fatto che gli americani sono almeno trenta anni
avanti per i motivi che ho provato a chiarire nel msg di apertura di questo
thread.
Quando allora io dico "competere con gli americani" intendo dire qualcosa che
magari a livello del basket sarebbe subito comprensibile.
Per es la nazionale di basket italiana può competere con la nazionale di
basket americana?
Oppure all'inverso, la nazionale di calcio italiana può competere con la
nazionale di calcio americana?
Ecco, il semplice fatto che il calcio americano a livello di nazionale possa
competere con quello italiano con tutto che il calcio non è sport nazionale
americano fa capire come gli americani siano avanti o come noi indietro in
quanto vecchia Europa.
Se traslo il discorso in ambito musicale, rispetto allo sport dove in Europa
si investe moltissimo (calcio in particolare rispetto ai conservatori) ecco
che vedo una distanza ancora maggiore tra USA e Europa.
Allora, quando tu mi dici che Bollani potrebbe competere con gli americani io
mi accorgo subito che Bollani in questo campo, si è specializzato in un
genere che nel parallelo sportivo non è certo il calcio, dove gli italiani
sono sempre stati bravi, ma nel basket, dove gli americani sono inarrivabili.
Bollani insomma fa il jazzista e figurati come potrebbe competere col jazz
americano:)
Sciarrino invece rivolgendosi alla musica colta (più complessa nella
struttura) affonda nella tradizione europea che è pur sempre anteriore a
quella americana e tuttavia ormai gli americani sono talmente avanti che
neppure qui li puoi più raggiungere.
Sarebbe come se nel calcio Italia USA vincesse sempre USA e poche volte
l'Italia. Nella musica questo ormai già accade da decenni e perfino nel
calcio Italia USA è una partita tutta da giocare: i campioni del mondo di
Lippi se non ricordo male pareggiarono con gli usa.
Nello sport il confronto è più facile ovviamente così come nella tecnologia e
in altri settori. Nella musica il confronto è meno facile e legato anche ai
gusti nazionali, alla lingua ecc.
Ed è per questo che la mia analisi non è facile così come lo è nel campo
sportivo.
Tuttavia io ho proposto Adams e Glass, e sia in Italia che in Europa non vedo
nessuno che può gareggiare con questi due, ma non nel senso che non sarebbero
capaci di comporre la musica che compongono loro, ma per il semplice fatto
che Adams ad esempio ha composto circa TRENTA ANNI FA la musica che oggi
Einaudi e Allevi riversano nel pop cioè strutturano in modo MENO complesso, e
quindi fanno musica popolare nel senso che ho chiarito prima, una musica
popolare di altissimo livello.
Ovviamente possiamo anche smettere di analizzare la musica e limitarci
all'ascolto:)
Stiamo tutti zitti, ascoltiamo, applaudiamo TUTTI e poi si torna a casa in
silenzio:)
Ciao
Oceano
p.s. se però dobbiamo dire qualcosa, allora vengono fuori considerazioni del
genere sopra che non vogliono togliere nulla a nessuno e non vogliono
sminuire nessuno, ma solo analizzare, classificare. Ci sono, ed è vero, di
mezzo esseri umani che vengono catalogati, ma anche i medici studiano noi
tutti (epidemiologia) e ci catalogano, ma lo fanno per aiutarci a stare
meglio:)
--
Pace e Bene