"Marco Marcelli" ha scritto nel messaggio
news:n3nffb$1ph$1...@speranza.aioe.org...
>Il mio desiderio sarebbe quello di avere un pianoforte DIGITALE (=nessun
>bisogno di manutenzione) la cui meccanica
>della tastiera fosse indistinguibile da quella di un pianoforte meramente
>acustico
Il tuo desiderio è il desiderio che hanno tutti i potenziali
acquirenti di un pianoforte digitale.
Evidentemente da sempre tutti i fabbricanti di pianoforte tentano
di raggiungere questo risultato. I pianoforti digitali (buoni)
odierni sono molto migliori di quelli che 10 anni fa...erano
molto migliori di quelli 10 anni prima.
Indistinguibile da un pianoforte acustico... hai detto niente ;-)
Proprio per ottenere il risultato che cerchi hanno inventato
gli hybrid, che hanno la meccanica vera e non una simulazione.
Più di così...
Ma tu vuoi una meccanica "solo da pianoforte digitale"
che però ottenga un risultato per il quale è stato
necessario utilizzare... una meccanica vera.
Evidentemente devi ridimensionare un poco la pretesa e cercare
il meglio che offre il mercato in questo momento e che rientri
nel tuo budget. Non hai che da trovare il miglior pianoforte
"tutto tutto digitale - niente meccanica vera - niente corde - niente
acustico" in circolazione.
Comunque non credo che la meccanica dello yamaha hybrid
necessiti di grande manutenzione, probabilmente non ne serve
nessuna, o quasi. Non ha le corde e non si accorda e questo è già
tantissimo. Il fatto che abbia la meccanica vera personalmente
non mi sembra assolutamente un motivo sufficiente per scartarlo
a priori. Specie se il desiderio è quello di avere una tastiera dal
feel di un grancoda. E' esattamente quello che cerchi.
Al limite, il motivo per scartarlo è il prezzo.
>Il Silent, che rientra peraltro nelle possibilita' di acquisto,
> e' un po' limitato sia dalla manutenzione periodica sia dalla
> necessita' di
Il silent è un pianoforte _vero_ e come tale sarà sempre in qualche
modo superiore ad un pianoforte digitale.
L'interazione tra dita, martelli che percuotono corde che vibrano
e le infinite sfumature che da ciò derivano è ciò che determina
il tocco, il suono del pianista. In un digitale è solo approssimata
(si può dire: simulata bene, benissimo, quasi vera, però non è vera).
Almeno, io la penso così.
Il silent è usato da chi vuole avere (e usare) soprattutto un
pianoforte vero nelle ore consentite e che permetta
_anche_ di suonare nelle ore non consentite.
E' fatto per chi lo deve usare _molto_ come acustico e poco
in digitale.
Se uno sa già che userà _poco_ l'acustico e lo suonerà quasi
sempre in versione silenziata digitale, direi che è del tutto
sprecato, anche se non è sprecato il fatto che la tastiera
rimane quella di un pianoforte acustico, perlomeno a livello tattile.
E non è poco.
Io ho un pianoforte verticale silenziato con un kit montato da me
(quello del "Silent" è molto meglio, essendo yamaha) e lo
uso prevalentemente come acustico perché per me è
_fondamentale__suonare in prevalenza un pianoforte acustico.
Silenziato, la parte digitale va bene per esercitarsi ma rimane
comunque scarsa. In cuffia il suono fa schifo (quello yamaha è
sicuramente molto migliore) ma quando suono sino a mezzanotte
è meglio di niente, e per la ginnastica delle dita
la tastiera è sempre quella del pianoforte acustico.
Un Yamaha Silent è comunque uno strumento di qualità superiore
al mio povero pianoforte con kit master piano.
> piacerebbe
>"Oh cavolo, questa tastiera non ha davvero NULLA da invidiare a quella di
>uno Steinway!" :-))
Eh, magari.. ;-)
Io farei già festa con uno Yamaha Silent (sarebbe
un passo in avanti rispetto al mio) ma il grano
non abbonda.