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Tannhauser alla Scala

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Giuseppe Sottotetti

unread,
Mar 18, 2010, 3:21:37 AM3/18/10
to
Una parte del pubblico scaligero non ha apprezzato che la Fura dels Baus
abbia mandato Wagner a sciacquare i panni in Gange. Letteralmente:
durante il bell'astro incantator tre lavandaie in sari bianco hanno
fatto il bucato in riva al fiume su cui arriverà la barca funebre indù
recante il corpo di Elisabetta. Il secondo atto sembra uscito da un film
di Bollywood (la mia vicina di poltrona mi faceva notare che i matrimoni
indiani sono _realmente_ così). A me questo allestimento è piaciuto
tantissimo per più motivi. Innanzitutto la Fura non ha seguito i dettami
del Regie-theater di moda nei paesi germanofoni, dove gli allestimenti
precindono dal testo messo in scena e possono valere indifferentemente
per Guglielmo Tell, Orfeo o Parsifal. Manca qualsiasi interpretazione
filosofica o politica per lasciare spazio al testo di Wagner, cui si
aderisce strettamente. Non esiste un solo gesto che contraddica la
musica di Tannhauser. Io lo reputo fondamentale perchè il buon
Riccardino - inventore de facto delle colonne sonore cinematografiche -
scrive della musica che si attacca strettamente a quanto si deve vedere
in scena. Non si tratta di seguire alla lettera le didascalie kitsch che
si trovano nel libretto ma di rispettare lo spirito dell'opera, facendo
in modo che non ci sia contraddizione tra ciò che si vede e quello che
si ascolta. Da questo punto di vista la Fura è stata perfetta e ha
raccontato la vicenda di Tannhauser in modo che anche un ragazzino delle
elementari possa capirla. Parlavo di cinema: la Fura usa tutte le
tecniche espressive più moderne creando uno spettacolo avvincente, che
impedisce di sentire il tempo che passa, che talvolta potrà mostrare un
debito di riconoscenza per Avatar ma che rimane nella mente di chi è in
teatro. Non mi è mai capitato di vedere tanta maestria tecnica abbinata
a un così raffinato modo di raccontare una storia. Davvero magistrale.

Dal punto di vista musicale mi rendo conto di aver sempre sottovalutato
Mehta: la sua orchestra è corposta, ha una bella pasta molto raffinata,
i colori sono ricchi. Tempi alquanto comodi, si assapora tutto con un
respiro degno di Parsifal. Robert Dean Smith è un Tannhauser dalla voce
che in sè sarebbe anche bella e intonata, se solo si riuscisse a
sentirla. Sovrastato anche da un mezzo-forte il ragazzo sparisce
completamente nei pezzi d'insieme e non ha volume. Capisco che il
convento non passi più i Windgassen di una volta, ma trovarmi a
rimpiangere anche Wolfgang Schmidt ha del tragico. Anja Harteros come
Venere aveva nel primo atto un vibrato per i miei gusti troppo marcato e
nella conclusione mi sembrava a dir poco approssimativa. La Harteros è
stata invece una Elisabetta da favola, assolutamente dominatrice. Un
buon Wolfram (Trekel) come ciliegina sulla torta di un allestimento che
merita di essere visto.


--
Giuseppe Sottotetti
gso...@alice.it
http://SottotettiGiuseppe.ilcannocchiale.it/

daniel pennac (portatile)

unread,
Mar 18, 2010, 9:47:20 AM3/18/10
to

"Giuseppe Sottotetti" <gso...@alice.it> ha scritto nel messaggio
news:4ba1d486$0$1111$4faf...@reader4.news.tin.it...

> Dal punto di vista musicale mi rendo conto di aver sempre sottovalutato

> Mehta: la sua orchestra č corposta, ha una bella pasta molto raffinata, i

> colori sono ricchi. Tempi alquanto comodi, si assapora tutto con un

> respiro degno di Parsifal. Robert Dean Smith č un Tannhauser dalla voce
> che in sč sarebbe anche bella e intonata, se solo si riuscisse a sentirla.

> Sovrastato anche da un mezzo-forte il ragazzo sparisce completamente nei

> pezzi d'insieme e non ha volume. Capisco che il convento non passi piů i

> Windgassen di una volta, ma trovarmi a rimpiangere anche Wolfgang Schmidt

> ha del tragico. Anja Harteros* come Venere aveva nel primo atto un vibrato

> per i miei gusti troppo marcato e nella conclusione mi sembrava a dir poco

> approssimativa. La Harteros č stata invece una Elisabetta da favola,

> assolutamente dominatrice. Un buon Wolfram (Trekel) come ciliegina sulla
> torta di un allestimento che merita di essere visto.
>
>
> --
> Giuseppe Sottotetti
> gso...@alice.it http://SottotettiGiuseppe.ilcannocchiale.it/


Condivido il tuo intervento, c'č da dire che io ho una passione oscura per
lo stile Bollywood ^____^, menzionerei anche Georg Zeppenfeld, che io trovo
davvero bravo,con un timbro riconoscibilissimo, caldo e profondo!

A mo avviso la voce di Robert Dean Smith č, non solo piccina picciň, ma
anche piuttosto piatta, senza armonici, francamente inadatta a Wagner; forse
non era in serata, ma, almeno durante il primo atto, mi č sembrato anche che
l'intonazione fosse un po' precaria.

E' comunque estremamente fastidioso sentire i buu e i fischi -dal vivo non
mi era mai capitato- si puň dissentire evitando di applaudire, lo considero
assai piů civile!

*Julia Gertseva ;-)


Giuseppe Sottotetti

unread,
Mar 18, 2010, 12:45:28 PM3/18/10
to
daniel pennac (portatile) ha scritto:

> "Giuseppe Sottotetti" <gso...@alice.it> ha scritto nel messaggio
>
> Condivido il tuo intervento, c'è da dire che io ho una passione oscura per
> lo stile Bollywood ^____^, menzionerei anche Georg Zeppenfeld, che io trovo
> davvero bravo,con un timbro riconoscibilissimo, caldo e profondo!

Mi è capitato di vedere qualcosa su ZeeTV (si scopre il lato oscuro del
sottoscritto!) e per questo motivo mi è venuto da ridere vedendo
l'entrata degli ospiti. Perchè per me i figuranti indiani erano
soprattutto il Bakshi Rhrundie di Peter Sellers
>
> A mo avviso la voce di Robert Dean Smith è, non solo piccina picciò, ma

> anche piuttosto piatta, senza armonici, francamente inadatta a Wagner; forse

> non era in serata, ma, almeno durante il primo atto, mi è sembrato anche che

> l'intonazione fosse un po' precaria.

Non è la prima volta che lo sento e ahimè è proprio così.

>
> E' comunque estremamente fastidioso sentire i buu e i fischi -dal vivo non

> mi era mai capitato- si può dissentire evitando di applaudire, lo considero
> assai più civile!

Fanno parte del gioco. Non mi è mai capitato di partecipare ai buuh ma
ne ho sentiti tanti (anche a Bayreuth per il Parsifal fatto da
Schlingensief). Io ritengo che il pubblico abbia il diritto di
manifestare il proprio dissenso anche in questa maniera. Ieri sera mi
sono sentito a disagio perchè non ero d'accordo con l'opinione espressa
da quei fischi e mi sentivo in dovere di applaudire ancora più forte per
sovrastare - in una democrazia dell'applauso le voci dissenzienti (e una
cosa del genere successe a Bayreuth nel 76 quando al levarsi del sipario
nel terzo atto del Gotterdammerung il pubblico iniziò a fischiare così
da coprire del tutto la musica e nella registrazione della radio
bavarese si sente che un'altra parte dei festivalieri cominciò ad
applaudire per contrastare i fischi.


> *Julia Gertseva ;-)
>

Grazie. Mi sono accorto dell'errore a post inviato

Vaghe stelle

unread,
Mar 18, 2010, 6:43:26 PM3/18/10
to
Mi fa immensamente piacere sapere che non sono l'unico ad aver trovato la
regia della Fura favolosa!
Spero che facciano un dvd!
Marco

www.vaghestelledellorsa.it


"Giuseppe Sottotetti" <gso...@alice.it> ha scritto nel messaggio

news:4ba258ac$0$1105$4faf...@reader4.news.tin.it...


> daniel pennac (portatile) ha scritto:
>> "Giuseppe Sottotetti" <gso...@alice.it> ha scritto nel messaggio

>> Condivido il tuo intervento, c'č da dire che io ho una passione oscura

>> per lo stile Bollywood ^____^, menzionerei anche Georg Zeppenfeld, che io
>> trovo davvero bravo,con un timbro riconoscibilissimo, caldo e profondo!
>

> Mi č capitato di vedere qualcosa su ZeeTV (si scopre il lato oscuro del
> sottoscritto!) e per questo motivo mi č venuto da ridere vedendo l'entrata
> degli ospiti. Perchč per me i figuranti indiani erano soprattutto il

> Bakshi Rhrundie di Peter Sellers
>>

>> A mo avviso la voce di Robert Dean Smith č, non solo piccina picciň, ma

>> anche piuttosto piatta, senza armonici, francamente inadatta a Wagner;

>> forse non era in serata, ma, almeno durante il primo atto, mi č sembrato

>> anche che l'intonazione fosse un po' precaria.
>

> Non č la prima volta che lo sento e ahimč č proprio cosě.


>
>>
>> E' comunque estremamente fastidioso sentire i buu e i fischi -dal vivo

>> non mi era mai capitato- si puň dissentire evitando di applaudire, lo
>> considero assai piů civile!
>
> Fanno parte del gioco. Non mi č mai capitato di partecipare ai buuh ma ne

> ho sentiti tanti (anche a Bayreuth per il Parsifal fatto da
> Schlingensief). Io ritengo che il pubblico abbia il diritto di manifestare
> il proprio dissenso anche in questa maniera. Ieri sera mi sono sentito a

> disagio perchč non ero d'accordo con l'opinione espressa da quei fischi e
> mi sentivo in dovere di applaudire ancora piů forte per sovrastare - in

> una democrazia dell'applauso le voci dissenzienti (e una cosa del genere
> successe a Bayreuth nel 76 quando al levarsi del sipario nel terzo atto

> del Gotterdammerung il pubblico iniziň a fischiare cosě da coprire del

> tutto la musica e nella registrazione della radio bavarese si sente che

> un'altra parte dei festivalieri cominciň ad applaudire per contrastare i

Giuseppe Sottotetti

unread,
Mar 19, 2010, 3:22:45 AM3/19/10
to
Vaghe stelle ha scritto:

> Mi fa immensamente piacere sapere che non sono l'unico ad aver trovato la
> regia della Fura favolosa!
> Spero che facciano un dvd!
> Marco
>
> www.vaghestelledellorsa.it

Lo spero anche io. Per il momento ci si deve "accontentar"e dello
straordinario Ring di Valencia (che viene trasmesso attualmente sul
Theaterkanal, ma che sta apparendo anche in Blue-Ray).

daniel pennac (portatile)

unread,
Mar 19, 2010, 7:14:19 AM3/19/10
to

"Giuseppe Sottotetti" <gso...@alice.it> ha scritto nel messaggio
news:4ba3264a$0$1133$4faf...@reader1.news.tin.it...
> Lo spero anche io.


Mi unisco al coro degli speranzosi!


daniel pennac (portatile)

unread,
Mar 19, 2010, 7:23:58 AM3/19/10
to

"Giuseppe Sottotetti" <gso...@alice.it> ha scritto nel messaggio
news:4ba258ac$0$1105$4faf...@reader4.news.tin.it...

> daniel pennac (portatile) ha scritto:
>> "Giuseppe Sottotetti" <gso...@alice.it> ha scritto nel messaggio
>> Condivido il tuo intervento, c'è da dire che io ho una passione oscura
>> per lo stile Bollywood ^____^, menzionerei anche Georg Zeppenfeld, che io
>> trovo davvero bravo,con un timbro riconoscibilissimo, caldo e profondo!
>
> Mi è capitato di vedere qualcosa su ZeeTV (si scopre il lato oscuro del
> sottoscritto!)

A me più di qualcosa! ^_______^


>e per questo motivo mi è venuto da ridere vedendo l'entrata degli ospiti.
>Perchè per me i figuranti indiani erano soprattutto il Bakshi Rhrundie di
>Peter Sellers

Hai ragione, è quello che ho pensato anche io!


>>
>> A mo avviso la voce di Robert Dean Smith è, non solo piccina picciò, ma
>> anche piuttosto piatta, senza armonici, francamente inadatta a Wagner;
>> forse non era in serata, ma, almeno durante il primo atto, mi è sembrato
>> anche che l'intonazione fosse un po' precaria.
>
> Non è la prima volta che lo sento e ahimè è proprio così.

Caspita! Sono basita!


>>
>> E' comunque estremamente fastidioso sentire i buu e i fischi -dal vivo
>> non mi era mai capitato- si può dissentire evitando di applaudire, lo
>> considero assai più civile!
>
> Fanno parte del gioco. Non mi è mai capitato di partecipare ai buuh ma ne
> ho sentiti tanti (anche a Bayreuth per il Parsifal fatto da
> Schlingensief). Io ritengo che il pubblico abbia il diritto di manifestare
> il proprio dissenso anche in questa maniera.

Un buu ed un fischio hanno una prepotanza sonora che sovrasta di gran lunga
un applauso, alla fine dei conti è scorretto perchè la partita non si gioca
ad armi pari!

> Ieri sera mi sono sentito a disagio perchè non ero d'accordo con
> l'opinione espressa da quei fischi e mi sentivo in dovere di applaudire

> ancora più forte per sovrastare - in una democrazia dell'applauso- le voci
> dissenzienti

Ho condiviso il tuo stesso disagio ed ho l'impressine che alcuni vadano a
teatro con l'idea di fischiare ancor prima di aver assistito alla
rappresentazione, comunque non mi piacciono neppure i fischi rivolti ai
cantanti, li trovo una crudeltà inutile!


Giuseppe Sottotetti

unread,
Mar 19, 2010, 11:32:28 AM3/19/10
to
daniel pennac (portatile) ha scritto:
>
> Un buu ed un fischio hanno una prepotanza sonora che sovrasta di gran lunga
> un applauso, alla fine dei conti è scorretto perchè la partita non si gioca
> ad armi pari!

Penso che sia stato chiaro che i fischi erano circoscritti a una zona
alquanto ristretta del teatro, per lo meno alla fine del secondo atto,
perchè quando sono usciti i signori Fura le contestazioni sono state più
ampie ma, comunque, minoritarie. Ma fanno parte del gioco e vanno
accettate, di qui a trent'anni molti di coloro che hanno fischiato un
paio di sere fa considereranno acquisito ciò che oggi non hanno apprezzato.

Luca Logi

unread,
Mar 19, 2010, 12:56:52 PM3/19/10
to
Giuseppe Sottotetti <gso...@alice.it> wrote:

> Penso che sia stato chiaro che i fischi erano circoscritti a una zona
> alquanto ristretta del teatro, per lo meno alla fine del secondo atto,
> perchè quando sono usciti i signori Fura le contestazioni sono state più
> ampie ma, comunque, minoritarie. Ma fanno parte del gioco e vanno
> accettate, di qui a trent'anni molti di coloro che hanno fischiato un
> paio di sere fa considereranno acquisito ciò che oggi non hanno apprezzato.

Premesso di non aver visto neanche un secondo del Tannhauser della
Scala, penso di aver ben metabolizzato la maniera di lavorare della Fura
del Baus a furia di repliche del Ring.

Sospetto che quello della Scala sia uno spettacolo del genere "we too"
(visto il grande successo del Ring, ed in mancanza di idee originali in
proprio, hanno fatto una sorta di sequel del Ring, scegliendo un titolo
in una sola serata). Il fatto che persino Isotta (Isotta!), pur
criticando diversi particolari ridicoli, concluda positivamente che "è
un modo nuovo di fare teatro, ma nient'affatto ignobile", mi fa
sospettare che sotto ci sia un certo provincialismo che purtroppo è
innato nel pubblico scaligero e si nasconde dietro la vociomania. Non
dimentichiamo che questo è il teatro che affondò tra i fischi la prima
della Butterfly.

--
Luca Logi - Firenze - Italy e-mail: ll...@dada.it
Home page: http://www.angelfire.com/ar/archivarius
(musicologia pratica)

Rudy

unread,
Mar 19, 2010, 1:18:23 PM3/19/10
to
Luca Logi <ll...@dada.it> wrote:

> mi fa
> sospettare che sotto ci sia un certo provincialismo che purtroppo è
> innato nel pubblico scaligero e si nasconde dietro la vociomania. Non
> dimentichiamo che questo è il teatro che affondò tra i fischi la prima
> della Butterfly.

Questa, da frequentatore decennale della Scala, è anche la mia
sensazione. Banti pensare che fischi e buu si sentono soprattutto alla
prima, e soprattutto in opere di repertorio superclassico. Mai un
fischio o un buu in opere come Wozzeck, Da una casa di morti, Jenufa,
Sogno di una notte d'estate, etc. Solo in quelle opere ci sono delle
belle voci? Ridicolo!

Comunque non concordo con te, quando attribuisci questo provincialismo
al pubblico scaligero. Questo provincialismo è mooolto più diffuso. Nel
forum che parlano di opere ci si dilunga a parlare delle voci, e si
fanno dottissime disquisizione tecniche sul laringe, sul faringe,
sull'osso ioide, etc. naturalmente in modo apodittico, sostenendo pareri
diametralmente opposti, magari scannandosi reciprocamente. Poi si parla
della regia non per cercare di capirne l'interpretazione (che è la cosa
fondamentale della messa in scena), ma per denigrare ciò che non collima
con l'immaginario scenografico che da secoli accompagna "quelle" opere.

Domani andrò a vedere il Tannauser scaligero, e mi farò un'idea,
partendo dal presupposto che il Tannhauser è un'opera che mal si presta
a una messa in scena: i personaggi sono affetti da inguaribile
staticità, gli eventi sono solo narrati (raramente avviene qualche cosa
sulla scena). A momenti di musica divina si alternano momenti di
rectazione noiosa, tipo propio la famosa tenzone. Da quello che mi
aspetto, la Fura dovrebbe portare il movimento laddove per decenni ci si
è ben guardato dall'introdurlo. Ovvero, riuscire a fare teatro anche a
dispetto di Wagner... :-))

Ciao

Rudy

---------------------
rodolfo....@tin.it
http://www.dicoseunpo.it

Vaghe stelle

unread,
Mar 19, 2010, 1:31:06 PM3/19/10
to

> Sospetto che quello della Scala sia uno spettacolo del genere "we too"
> (visto il grande successo del Ring, ed in mancanza di idee originali in
> proprio, hanno fatto una sorta di sequel del Ring, scegliendo un titolo
> in una sola serata). Il fatto che persino Isotta (Isotta!), pur
> criticando diversi particolari ridicoli, concluda positivamente che "è
> un modo nuovo di fare teatro, ma nient'affatto ignobile", mi fa
> sospettare che sotto ci sia un certo provincialismo che purtroppo è
> innato nel pubblico scaligero e si nasconde dietro la vociomania. Non
> dimentichiamo che questo è il teatro che affondò tra i fischi la prima
> della Butterfly.
>
Concordo. Il pubblico delle prime di Milano e quanto di più provinciale ci
possa essere. In più ad ottobre già dicevano che avrebbero buato Emma Dante
e, da almeno una settimana, girava voce che per la Fura sarebbe stata dura
(a prescindere).
Saluti, Marco

www.vaghestelledellorsa.it

daniel pennac (portatile)

unread,
Mar 19, 2010, 2:40:33 PM3/19/10
to

"Giuseppe Sottotetti" <gso...@alice.it> ha scritto nel messaggio
news:4ba39912$0$1106$4faf...@reader4.news.tin.it...

>Ma fanno parte del gioco e vanno accettate, di qui a trent'anni molti di
>coloro che hanno fischiato un paio di sere fa considereranno acquisito ci�
>che oggi non hanno apprezzato.


In regalo per te! ^________^ *

http://www.grapheine.com/bombaytv/webdesign-it-1776f6cf6fe10c532464d9397dce68fa.html


* e per tutti gli appassionati del "genere"


Giuseppe Sottotetti

unread,
Mar 19, 2010, 2:46:46 PM3/19/10
to
Rudy ha scritto:

> il Tannhauser è un'opera che mal si presta
> a una messa in scena: i personaggi sono affetti da inguaribile
> staticità, gli eventi sono solo narrati (raramente avviene qualche cosa
> sulla scena). A momenti di musica divina si alternano momenti di
> rectazione noiosa, tipo propio la famosa tenzone.

Francamente, da wagneriano più wagneriano di Wagner, direi che gran
parte di Wagner sia così: nel Tristano l'azione si concentra in
pochissimi minuti alla fine dell'atto e tante volte ci si rende conto
che in un'esecuzione in forma di concerto si perderebbe ben poco.
Parsifal non è poi molto più movimentato. La prima esperienza wagneriana
di mio padre fu nel '50 con la Valchiria diretta da Furtwangler alla
Scala. L'allora laureando si annoiò a morte a vedere due tizi che
monologavano in tedesco da lati opposti del palco per due atti buoni e
il risveglio (con conseguente sboccio del wagnerismo) arrivò solo con il
terzo atto. E ci gioco quello che vuoi che un sacco di persone è passata
per l'ordalia vissuta da mio padre. Di opere movimentate dal punto di
vista scenico possiamo mettere giusto Lohengrin, Rheingold e
Gotterdammerung. Confronta il frenetico succedersi di sorprese in un
Rosenkavalier (che ha un solo momento di pausa alla fine del primo atto)
con la elencazione dei Meistertonundweise, o con la spiegazione
(ripetuta almeno tre volte!) di cosa sia una canzone da maestro.
Ma è giusto che sia così, perchè il riferimento di Wagner è il buon
Eschilo, con i suoi monologhi intervallati da importanti sezioni corali,
con le scene statiche, con la costruzione arcaica che può far pensare
alla semplicità di uno stile dorico e il teatro molto più moderno di
Euripide gli è sempre stato sgradito.

Giuseppe Sottotetti

unread,
Mar 19, 2010, 4:17:04 PM3/19/10
to
daniel pennac (portatile) ha scritto:
> "Giuseppe Sottotetti" <gso...@alice.it> ha scritto nel messaggio
> news:4ba39912$0$1106$4faf...@reader4.news.tin.it...
>> Ma fanno parte del gioco e vanno accettate, di qui a trent'anni molti di
>> coloro che hanno fischiato un paio di sere fa considereranno acquisito ciò
>> che oggi non hanno apprezzato.
>
>
> In regalo per te! ^________^ *
>
> http://www.grapheine.com/bombaytv/webdesign-it-1776f6cf6fe10c532464d9397dce68fa.html
>
>
> * e per tutti gli appassionati del "genere"
>
>
Grazie! Contraccambio con questo link di una tizia che ho visto sulla tv
britannica
http://www.anjula.com/

mi chiedo se con un nome del genere è mai venuta in Italia.

Rudy

unread,
Mar 19, 2010, 4:23:11 PM3/19/10
to
Giuseppe Sottotetti <gso...@alice.it> wrote:


> Ma è giusto che sia così, perchè il riferimento di Wagner è il buon
> Eschilo, con i suoi monologhi intervallati da importanti sezioni corali,
> con le scene statiche, con la costruzione arcaica che può far pensare
> alla semplicità di uno stile dorico e il teatro molto più moderno di
> Euripide gli è sempre stato sgradito.

Un momento. Come giustamente dici la drammaturgia wagneriana è (almeno
in parte) ispirata a quella di Eschilo. Ma non è vero che in Wagner,
(intendo le suo opere dopo il Tannhauser) non accade niente. In Wagner
(come in Eschilo) c'è teatro, c'è il gioco dei sentimenti, delle
sensazioni, dei contrasti. I fatti non sono necessariamente solo lo
stragolamento dell'antagonista o duelli alla spada, o altre azioni
materiali. I fatti sono nell'evoluzione del pensiero, del modo di
sentire, etc, che poi possono dar luogo a conflitti raffigurabili a loro
volta come fatti materiali. Raccontare in poche parole la trama del
Tristano, farebbe perdere tutto il fascino di un'opera giocata su
sentimenti forti che nascono, si scontrano, etc per dare poi luogo a
conflitti anche fisici. E questo elemento c'è in tutte le sue opere.

Non è che non ci sia nel Tannhauser, ma è molto più debole e proprio il
modo di sentire è statico. Puoi raccontarne la trama in poche parole e
non perdi nulla.
L'origine di ciò sta proprio nella fusione rozza di due leggende che non
hanno nulla a che fare l'una con l'altra e alla necessità di inserire
l'elemento nuovo dell'amore per Elisabetta: un collante debole e di
scarsissima presa drammatica.

Ciao

Rudy

----------------
rodolfo....@tin.it
http://www.dicoseunpo.it


Giuseppe Sottotetti

unread,
Mar 19, 2010, 6:45:14 PM3/19/10
to
Rudy ha scritto:

> Ma non è vero che in Wagner,
> (intendo le suo opere dopo il Tannhauser) non accade niente. In Wagner
> (come in Eschilo) c'è teatro, c'è il gioco dei sentimenti, delle
> sensazioni, dei contrasti. I fatti non sono necessariamente solo lo
> stragolamento dell'antagonista o duelli alla spada, o altre azioni
> materiali. I fatti sono nell'evoluzione del pensiero, del modo di
> sentire, etc, che poi possono dar luogo a conflitti raffigurabili a loro
> volta come fatti materiali.

Ovvio che sia così. Ho voluto usare un po' di autoironia estremizzando a
bella posta. Il Tristano è uno psicodramma: la vera azione è nelle teste
dei personaggi. E ne succedono di cose lì dentro, così come le vicende
di Parsifal, Sigfrido e Walther von Stolzing disegnano degli
apprendistati psicologici prima che esteriori.


> Non è che non ci sia nel Tannhauser, ma è molto più debole e proprio il
> modo di sentire è statico. Puoi raccontarne la trama in poche parole e
> non perdi nulla.
> L'origine di ciò sta proprio nella fusione rozza di due leggende che non
> hanno nulla a che fare l'una con l'altra e alla necessità di inserire
> l'elemento nuovo dell'amore per Elisabetta: un collante debole e di
> scarsissima presa drammatica.

Secondo me le cose sono un po' più complesse.
Tannhauser ha conosciuto una realtà - l'amore profano, il sesso - che è
bandita dal mondo in cui egli vive normalmente, un elemento di cui sente
di aver bisogno, ma quando si trova con Venere egli percepisce che
neppure questa esperienza sensuale è completa e soddisfacente. In altri
termini la sensualità e la spiritualità hanno bisogno di fondersi, ci
sono due metà distinte che anelano all'unità. Una unità che non si crea
realmente in quest'opera. Mentre in Parsifal Gral e lancia (parte
femminile e maschile) ritornano assieme - così come anche nel Ring il
ciclo si chiude o come nel Tristan i due amanti trovano un ubi consistam
nella morte o nei Meistersinger Eva e Walther raggiungono la loro unità
- in Tannhauser il mondo di Venere e quello di Elisabetta rimangono
distinti.

E' questo il vero problema irrisolto dell'opera: con il suo sacrificio
Elisabetta ingloba Tannhauser nel proprio mondo, un mondo che però
sappiamo non essere soddisfacente e che non viene modificato in nulla da
quanto è avvenuto nei tre atti dell'opera (nel Ring, Parsifal,
Meistersinger e Tristano il mondo cambia, e pure di molto). A rendere
problematico Tannhauser non è dunque l'accostamento delle due leggende
(la gara di canto e lo Horselberg) ma l'aporia in cui si caccia Wagner
che non riesce - come il proprio protagonista - a risolvere in una
sintesi l'antitesi dei due universi.
Osserva che a differenza degli altri lavori wagneriani qui non esiste
alcuna reale evoluzione dei personaggi e delle situazioni. Anche il
dibattito del secondo atto sulla natura dell'amore non si sviluppa
affatto perchè quando si inserisce l'antitesi di Tannhauser gli altri si
chiudono a riccio e fermano subito a priori ogni possibilità di dialogo.
In Tannhauser si annichilisce la parte antagonista (la sensualità),
non la si assimila come nel Parsifal (Kundry viene battezzata e nel
karfreitag si ipotizza una redenzione anche per le fanciulle fiore del
secondo atto "ich sah sie welken...").
E credo che le modifiche al finale apportate nelle prime
rappresentazioni (originariamente non doveva comparire in scena il
cadavere di Elisabetta) così come la parziale riscrittura parigina
dell'opera riflettano la consapevolezza da parte di Wagner di aver
scritto qualcosa di parzialmente incompleto anche dal punto di vista
concettuale.

Rudy

unread,
Mar 19, 2010, 7:23:36 PM3/19/10
to
Giuseppe Sottotetti <gso...@alice.it> wrote:


>
> E' questo il vero problema irrisolto dell'opera: con il suo sacrificio
> Elisabetta ingloba Tannhauser nel proprio mondo, un mondo che però
> sappiamo non essere soddisfacente e che non viene modificato in nulla da
> quanto è avvenuto nei tre atti dell'opera (nel Ring, Parsifal,
> Meistersinger e Tristano il mondo cambia, e pure di molto). A rendere
> problematico Tannhauser non è dunque l'accostamento delle due leggende
> (la gara di canto e lo Horselberg) ma l'aporia in cui si caccia Wagner
> che non riesce - come il proprio protagonista - a risolvere in una
> sintesi l'antitesi dei due universi.
> Osserva che a differenza degli altri lavori wagneriani qui non esiste
> alcuna reale evoluzione dei personaggi e delle situazioni. Anche il
> dibattito del secondo atto sulla natura dell'amore non si sviluppa
> affatto perchè quando si inserisce l'antitesi di Tannhauser gli altri si
> chiudono a riccio e fermano subito a priori ogni possibilità di dialogo.


Mi pare che su questo siamo perfettamente d'accordo. Ed è proprio questo
che mi fa dire che la messa in scena del Tannhauser soffre di una
importante debolezza drammaturgica.
Domani vedrò l'opera e che cosa hanno pensato quelli della Fura per dare
all'opera un senso teatrale che nelle edizioni che ho visto in
precedenza, sia ala Scala sia in DVD, non mi ha per nulla convinto.

Ciao

Rudy

------------------
rodolfo....@tin.it
http://www.dicoseunpo.it

Paolo Tramannoni

unread,
Mar 20, 2010, 9:08:50 AM3/20/10
to
Luca Logi <ll...@dada.it> wrote:

> Il fatto che persino Isotta (Isotta!), pur

> criticando diversi particolari ridicoli, concluda positivamente che "č


> un modo nuovo di fare teatro, ma nient'affatto ignobile", mi fa
> sospettare che sotto ci sia un certo provincialismo

Beh, in effetti considerare la Fura dels Baus una cosa nuova... sono
sulle scene dalla fine degli anni Ottanta, e sono uno dei grossi nomi
del teatro di ricerca. Anche se si rinnovano continuamente, il marchio
di fabbrica č sempre quello fin dagli esordi. Benvenuto a Isotta, che li
ha finalmente scoperti!

Ciao,
Paolo

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