Ieri sera ho assistito a "Lucia" con l'Edgardo di Alfredo Kraus. E' stato
ancora una volta il solito intramontabile fuoriclasse. Rispetto a qualche
anno fa ha solo perso un po' di mordente nei recitativi. L'entrata mi era
sembrata un po' stanca, mi sembrava invecchiato. Forse anche a causa di
scene e costumi: una fortezza sghemba con vista sul mare, tutti in
cappotto militare inizio secolo, Lucia in un semplice vestito bianco ed
Edgardo in knickerbockers e mantellina sulla spalla sembrava un vecchio
turista, l'ultimo rimasto in una localita' passata di moda da 50 anni.
Poi pero' a partire da "Sulla tomba che rinserra" Kraus ha potuto
cantare, e da qual momento e' stato l'Edgardo di sempre. Il timbro di
voce e' piuttosto rinsecchito nel medium - ma e' cosi' da 15 anni. La
mezzavoce manca di dolcezza - ma era dolce 30 anni fa. Il registro acuto
smagliante, come sempre. E timbro a parte il controllo sulla voce rimane
perfetto. Stupefacenti certe lunghe smorzate iniziate a piena voce e con
il suono che sfuma nel nulla (eseguite a 70 anni sono miracoli!).
Lucia doveva essere Isabel Rey, che doveva debuttare nel ruolo ma che a
causa di un'indisposizione e' stata sostituita da Elena Mosuc (che aveva
cantato la Regina della Notte la sera precedente). Visto il visibile
piacere di tutti gli interpreti nel cantare con Kraus, viene da pensare
che si siano divise le due rappresentazioni. In ogni caso Elena Mosuc era
in gran forma, iniziando alla grande con "Regnava nel silenzio". Arrivato
il duetto, ha cantato la prima parte con una mezzavoce tanto impalpabile
da far credere che volesse far sfigurare Edgardo... ma a sorpresa anche
Kraus ha tirato un asso dalla manica. Non solo ha ripetuto in mezzavoce
(ma, certo, con un timbro polveroso) ma ha tirato il freno a mano e ha
preso un tempo lentissimo - facendo pero' ugualmente le frasi in un unico
fiato. Nella pausa ho ripetuto mentalmente il motivo guardando
l'orologio, a quel tempo erano 20". Insomma parlando di tenori dai fiati
fenomenali oltre a Rockwell Blake bisogna continuare a nominare Kraus!
Enrico era Angelo Veccia. Non mi ha convinto completamente nella scena
iniziale ("Cruda funesta smania" e cabaletta) pur interpretando benissimo
come sempre. Quando canta lui non mi accontento come con Gilfry! Ma poi
nella seconda parte del 1. atto e' stato perfetto: grande scena con
Lucia, ottima scena del matrimonio.
Quindi entrata di Edgardo, e sestetto da favola.
La produzione prevede anche la scena nella torre all'inizio del secondo
atto. Ieri sera e' stata tagliata. Probabilmente a causa di Kraus,
perche' il direttore (Carignani) l'aveva fatta pochi mesi fa con Giordani
e Gilfry. E visto che sembra fatta apposta per Veccia, per esclusione
arrivo a Kraus... Peccato, anche se probabilmente ha fatto bene ad
evitarla.
Sorvolando sulla scena di pazzia (peraltro eccellente!) arrivo al vero
capolavoro di Kraus. Quel demonio colpisce dove gli altri tenori
arrancano. In "Tombe degli avi miei - Fra poco a me ricovero" sono tutti
in difficolta'. Ho ancora negli orecchi Alagna che si aggrappava alle
note con le unghie... Ma anche Giordani recentemente aveva dovuto
lottare. Kraus invece ha cesellato ogni frase come se fosse una romanza
di Tosti, facendo delle messe di voce dove gli altri si impiccano...
Inutile dire che "e' venuto giu' il teatro"!
Aria finale altrettanto ben cantata, in mezzavoce (anche se il timbro -
ok, si sa). La regia stile "birilli" permetteva poca recitazione, ma
almeno Kraus ha potuto eseguire un suicidio da manuale. Pochissimo
plateale, ma efficacissimo.
Applausi interminabili, e Kraus che viene a rompere le uova nel paniere
ai "tre tenori" che si esibiscono tutti a Zurigo in questi giorni:
Pavarotti pochi giorni fa in recital, Carreras e Domingo a partire da
domani come Sly e Canio. Ridimensionati in blocco! Povero Domingo, che
domenica cantera' la sera dopo che Kraus avra' fatto la mattinee... (e
fara' solo Canio, lasciando a Winbergh le Villi).
Giovanni C
Ancora in scena? Ma non aveav deciso di dedicarsi ai soli concerti????
E' stato
> ancora una volta il solito intramontabile fuoriclasse. Rispetto a qualche
> anno fa ha solo perso un po' di mordente nei recitativi. L'entrata mi era
> sembrata un po' stanca, mi sembrava invecchiato.
Mah, io Kraus lo sentii appunto in concerto un po' di anni fa, e mi
diede effettivamente l'impressione di vecchiaia. Guarda, non discuto
niente del canto: quello e' rimasto fermo ed inossidabile dalla Traviata
di Lisbona ad oggi, e forse da prima.
Pero' il programma ridotto, la presenza di molte canzoni, e infine un
solo bis mi diedero l'idea che si fosse ormai al capolinea. E poi c'era
un'aria di fragilita' che non gli avevo visto dieci anni prima, quando
lo sentii nella figlia del Reggimento. Hai presente il Lauri volpi
ottantenne che cantava la donna e' mobile? Ecco, nel fisico dava un po'
quell'impressione. A parte che ovviamente Lauri Volpi stonava
paurosamente, mentre Kraus no! Dopo, per la firma degli autografi,
preferi' sottrarsi all'abbraccio troppo soffocante del pubblico e si
trincero' dietro un tavolinetto a firmare autografi.
Forse era il periodo, ad essere particolare: infatti la moglie era gia'
malata, e sarebbe morta di li' a poco. Kraus aveva anche annunziato di
non voler cantare piu', e per un po' ha mantenuto fede al suo impegno,
fino a qualche tempo fa, quando ha ricominciato a fare concerti,
mettendo tra l'altro in programma anche "Ah, mes mais" NON calata di
tono, come un suo piu' famoso e piu' giovane collega.
Insomma, pare aver ritrovato la grinta di un tempo. Ne sono felice per
lui, e per me, che forse avro' modo di ascoltarlo un'altra volta.
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Isidoro Ferrante ferr...@mailbox.difi.unipi.it
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Un mese fa avevo visto su rec.music.opera il messaggio di un americano
reduce da un viaggio in Europa, e fra le opere viste c'era "Lucia" a
Berlino, con Lucia Aliberti e Alfredo Kraus.
Gli era stato facile preferire Kraus...
Pochi giorni fa ho sentito una "Lucia" trasmessa in diretta da Vienna,
con Ramos Vargas, e in tutta sincerità ho preferito Kraus. Vargas ha una
voce molto piu' bella di quella vecchiotta di Kraus. Canta molto bene,
nemmeno lui era in difficolta nella scena dell'ultimo atto. Ma il
personaggio era piu' eroico che romantico. Edgardo anche nel romanzo e'
un personaggio sfuggente e notturno, una sorta di fantasma - appassionato
fino all'esaltazione, ma dovrebbe mostrare piu' nervi che muscoli. Quindi
l'Edgardo-Werther di Kraus per me è ideale.
Forse Vargas avrebbe potuto fare molto meglio se fosse stato sollecitato.
Ha cantato bene ma con poca sottigliezza, ma il resto del cast era
mediocre. Se a Zurigo Kraus e Veccia hanno attaccato in mezzavoce il
sestetto, che poi e' stato costruito architettonicamente da tutti i
solisti con un effetto grandioso, a Vienna sono partiti <f> e sul <f>
sono sempre tutti rimasti.
Vargas ha cantato sempre con meno finezze di Kraus, e in un punto per me
importante mi ha veramente deluso: ha cantato le frasi di "Verranno a te
sull'aure" spezzate in due - nonostante il tempo fosse piu' spedito di
quello volutamente lentissimo di Kraus. Quindi niente "effetto soffio di
vento", e perdita di suggestione della musica. Oltre tutto non ha nemmeno
cantato in mezzavoce! Ma la responsabilità la darei al soprano (Valeria
Esposito) che *non* aveva cantato il proprio intervento in mezzavoce. Il
meglio Vargas lo ha dato nel finale, cantando da solo.
>Mah, io Kraus lo sentii appunto in concerto un po' di anni fa, e mi
>diede effettivamente l'impressione di vecchiaia.
>(...)
>Forse era il periodo, ad essere particolare: infatti la moglie era gia'
>malata, e sarebbe morta di li' a poco. Kraus aveva anche annunziato di
>non voler cantare piu', e per un po' ha mantenuto fede al suo impegno,
>fino a qualche tempo fa, quando ha ricominciato a fare concerti
Il recital a Firenze? Era nell'autunno '95 o nella primavera '96?
Nell'autunno 96 Kraus era stato assolutamente perfetto in Werther. Certo
e' un ruolo dove la gioventu' e' piu' mentale che fisica.
A inizio dicembre aveva avuto un incidente d'auto in Spagna. La sera
seguente aveva cantato in recital in Spagna, e tre giorni dopo con un
braccio al collo e faticando nel camminare cantava a Lugano. Dove era
stato eccellente, facendo sfigurare ancor piu' un Bruson in pessima forma
vocale.
Poi esattamente un anno fa aveva cancellato il Werther a Genova,
probabilmente a causa della malattia della moglie.
Nel giugno '95 avevo visto Kraus in <Romeo et Juliette>, e in
quell'occasione mi aveva sbalordito per l'energia e la capacita' di
apparire giovane. Un po' come attualmente succede con Mirella Freni, che
sa sembrare una ragazzina (mentre il suo "gemello di latte" sembra
decrepito). Kraus in scena sembrava adolescenziale, e nella scena del
duello irradiava letteralmente energia. L'unica concessione all'eta' era
stata quando non si era arrampicato sul glicine fino al balcone (come
prevedeva la regia, fatta per Araiza).
Anche in Werther sembrava giovane, ma e' un ruolo dove l'energia se c'e'
va nascosta quindi non saprei dire se questo "invecchiamento" sia stato
progressivo o conseguenza del lutto. Propenderei per la seconda
possibilita': la mia impressione e' che abbia ripreso la carriera piu'
per necessita' che per convinzione, perche' stare a casa gli pesa piu'
che lavorare.
Come detto, mi e' sembrato stanco e invecchiato all'entrata in scena
perche' ho visto apparire Kraus, non Edgardo. Ma non aveva nemmeno
provato a sembrare giovane: non era truccato e baffi e capelli erano di
un grigio quasi bianco. E' sempre stato un maestro nell'entrare nel
personaggio, questa volta lo ha fatto perfettamente solo nella scena
finale.
Sul piano vocale e interpretativo rimane inarrivabile. Lo ha dimostrato
il confronto con Vargas, che forse oggi sarebbe la prima scelta per
Edgardo.
Giovanni C