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Alcina di Haendel al Garnier di Parigi

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Lucio PERES

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Jun 16, 1999, 3:00:00 AM6/16/99
to

Ho molto titubato prima di raccontare qualcosa sulla mia prima
esperienza haendeliana (il 10 Giugno a Parigi, Teatro Garnier) in una
sede come questa dove un thread come quello dedicato a Rodrigo ha
visto la partecipazione alta di conoscitori veramente fini di tutte le
opere di Haendel...

In genere all' opera si trova sempre qualcosa da criticare: se il
soprano è piaciuto, non altrettanto si può dire per il tenore, se la
regia era OK, però i costumi potevano essere meglio, il trucco del
baritono poi era ridicolo...: invece per la prima volta in vita mia
non ho un solo elemento della rappresentazione al quale muoverei un
appunto serio, dalla prima donna, al direttore, all' ultimo violino di
fila, allo scenografo, al regista, al costumista, all' attrezzista che
dalla mia visuale vedevo srotolare il tappeto di foglie simboleggiante
il giardino d' Alcina....
Pur in abiti moderni i personaggi cavallereschi dell' ariostesca
vicenda erano tutti verosimili. La Fleming unica in abito da sera
lungo persino quando la si intravede a letto in atteggiamento
inequivocabile con ben 2 uomini nudi... (Grr! Cosa deve sopportare un
fan innamorato...). I personaggi maschili, anche quando interpretati
da donne, in giacca e pantaloni. Una leggera riserva forse la farei
solo sulla divisa da perfetta servetta di famiglia borghese della
Dessay-Morgana, con tanto di grembiulino bianco su gonna e blusa nere
(però senza la crinolina!...)

Semplicemente geniale la regia del canadese Robert Carsen, che dal
programma di sala apprendo aver già messo in scena con Les Arts
Florissants Orlando, Semele ed anche Mozart (Flauto magico), Purcell,
Lully e Rameau.
Iniziano Bradamante, Melisso e Morgana su una scena vuota (e già il Vs
LUX temeva l' n-ma regia supermoderna perché superspoglia...) occupata
solo dai coristi e comparse sdraiati al suolo in posizioni varie a
simboleggiare le rocce, le foglie, gli animali in cui Alcina ha
trasformato gli sfortunati che è riuscita ad attirare nella sua isola.
La Natalie Dessay - Morgana persino si siede sul fianco di uno di
essi, quello in mutande; poi ce ne sono pure 2 completamente nudi (sì:
pure i piselli, abbondantemente bromurati evidentemente...).
Ad un certo punto viene issato un fondale ligneo che riproduce il
maestoso portone di un palazzo principesco, ma non finisce lì: il
fondale ha una porta che quando si apre fa intravedere un giardino
lussureggiante nel quale Alcina e Ruggiero si abbracciano e si baciano
appassionatamente in una scena da Via col vento; poi lo stesso
manufatto non resta fermo, ma a seconda delle scene viene
fiancheggiato o allineato con un altro simile parallelo a
rappresentare un ambiente, a volte con un lucernario che si apre in
alto, altre con comparse varie di oggetti e personaggi dalle varie
angolazioni... Insomma niente mai fisso e statico, ma con pochi mezzi
si è realizzata una pluralità di ambienti e situazioni che rallegrano
sempre l' occhio ed appagano il cervello, senza farlo spremere troppo
per cercare reconditi significati simbolici: è questo che io intendo
per regia ben fatta ed interessante, non noiosa ma nello stesso tempo
non invadente.
L' impianto scenico ed i costumi erano di Tobias Hoheisel, le luci di
Jean Kalman.
I movimenti coreografici (di Philippe Giradeau) lenti, ieratici, dei
coristi e comparse durante i vari interludi orchestrali sottolineavano
la drammaticità della vicenda fino a culminare nel finale quando tutti
si rivestono di panni borghesi, essendo terminato il sortilegio dell'
incantatrice Alcina, un personaggio molto simile a Circe.

Ed ora la parte musicale, che è veramente tanta...
Sarà che delle ca. 1000 "arie da capo" scritte da Georg Friedrich
Haendel le migliori 26 stanno tutte in quest' Alcina, sarà che i
cantanti nonostante non fossero degli specialisti del barocco hanno
dato il meglio di sé, sarà che William Christie li ha preparati
adeguatamente al fausto sposalizio con i suoi Les Arts Florissants
(sul "grado filologico" dei quali gradirei avere il giudizio dei
NGisti esperti, visto che non mi pare di averli mai visti citati
qui...), sarà che il mio posto N° 1 nella "loge presidentielle" del
magnifico Teatro Garnier era particolarmente favorevole, sarà che gli
strumenti antichi usati avevano un suono di una malia
irresistibile..., ma il risultato musicale è stato IMHO (e non solo,
basta leggere le recensioni di Le Monde e Le Figaro...) addirittura
inebriante!
E dire che qualche pregiudizio l' avevo in quanto da ascolti
discografici occasionali di brani operistici haendeliani temevo che
quest' opera tarda del maestro di Halle (prima esecuzione: 1735 al
Covent Garden) rispetto alla fulmineità di certi episodi delle opere
verdiane o rossiniane potesse lasciare al mio non avvezzo orecchio di
profano un' impressione di fissità e, perché negarlo, di noia, con
quelle ripetizioni 20 volte dello stesso verso ed i sillabati su quasi
tutte le vocali AHAHAHAHH..., etc... che non finiscono mai...
Ed invece niente di tutto questo: partito già dalla prima nota con un
grado elevato, il mio entusiasmo è stato via via crescente!

E' vero che non avevo mai sentito l' opera, per cui non conosco
neanche l' incisione esistente in CD con la Sutherland e la LSO
diretta da Bonynge, ma francamente non riesco ad immaginare una voce
di soprano più aderente di quella di Renée Fleming al personaggio di
questa maga che col procedere dell' opera si umanizza e diventa una
donna profondamente triste che dignitosamente assiste alla distruzione
del proprio stesso mito.
Ho letto nel thread di Rodrigo che vi sono interpreti specializzati
nel repertorio barocco, mentre tutti quelli che hanno preso parte a
quest' Alcina parigina sono chi più chi meno di impostazione
ottocentesca, come si evince dai loro curricula.
Nel mio caso non mi è sembrato un limite, anzi, forse, solo in
esecuzioni così riuscirei a sentire ancora Haendel!?...... Magari
tutti mi smentirete quando Sabato prossimo potrete ascoltarla
trasmessa via radio alle ore 19.30 in diretta (!?) dal Garnier...

Confesso che il motivo principale del mio inusitato spostamento a
lungo raggio risiedeva nella possibilità di ascoltare nuovamente dal
vivo Renée Fleming senza dovermi sobbarcare voli transoceanici. Ella
ha confermato anche in questa occasione l' incanto dei suoi filati e
la nobile dolcezza sia dei gravi che dei centri che degli acuti, con
in più una notevole insospettata padronanza del "vibrato volontario
barocco" (non so come chiamarlo...) ed un notevole progresso nell'
emissione di trilli, che erano un po' il suo punto debole.
Forse perché non proprio versata nel canto d' agilità o per un
sussulto filologico, comunque Christie ha affidato l'aria forse più
famosa dell' opera "Tornami a vagheggiar", un grande esempio di
coloratura, a Morgana, ripristinando peraltro la scelta originale
dell' Autore che l' aveva scritta effettivamente per la "seconda
donna", salvo poi dopo le insistenze della "prima" passarla ad Alcina
e come tale rimasta nei vari revival di quest' opera, tranne questo...

Natalie Dessay, il soprano-scricciolo (ad occhio mi sembra che pur con
i 10 cm di tacco che ha sempre portato in scena non arrivi ai 160
cm...) dalla "voce di violino" (come l' ha definita Arbasino in prima
pagina sulla Repubblica) forse la più dotata soprano di coloratura di
oggi, famosa per le sue interpretazioni di Racconti di Hoffmann e
Lakmè, è stata a dir poco superlativa come cantante e maliziosa come
attrice. Oltretutto cantava divinamente da tutte le posizioni: seduta,
sdraiata su un fianco, mentre spoglia il suo beneamato...
Ma tutti sono stati grandi, a cominciare da Susan Graham, interprete
in travesti di Ruggiero, per me un' autentica rivelazione, una gran
voce duttile e vellutata. Il ruolo è stato della Horne e difatti
qualche critico ha avuto qualcosa da ridire: io non metto lingua, ma
probabilmente Domenichini avrà qualcosa da dire...
Ma è stata talmente eccezionale la performance vocale che i cantanti
li voglio proprio citare tutti: l' americana Kathleen Kuhlmann,
mezzo-soprano, è stata un' accorta Bradamente, sposa prima tradita e
poi ritrovata di Ruggiero; era l' unica, sembra a giudicare dal
curriculum, che avesse esperienza di Haendel, avendo già partecipato a
recite di Xerses, Giulio Cesare, Semele ed Alcina in vari teatri. L'
inglese Timothy Robinson, unico tenore della compagnia, noto per la
registrazione integrale dei Folk Songs di LvB con la DG, ha dato voce
ad Oronte, il capitano delle guardie di Alcina innamorato di Morgana
distinguendosi nell' "aria daccapo" tutta sua "Semplicetto, a donna
credi", invettiva antifemminista ante litteram...
Analogamente Laurent Naouri, unico baritono, ha dato corpo e voce
convincente a Melisso, il tutore di Ruggiero: non mi è sembrato fosse
nel cast solo perché marito della superstar locale Natalie Dessay...
La giovane colombiana Juanita Lascarro ha commosso interpretando
Oberto, il giovane alla ricerca del padre che al terzo atto ha la
stupenda aria "Barbara, io ben lo so" (che il genitore è stato
trasformato in leone!...)

Forse non era un caso non vi fosse alcun italiano nel cast veramente
cosmopolita: un simile evento era possibile solo in Francia dove
esiste il terreno di coltura giusto per iniziative che coniugano
cultura e spettacolarità, divismo e filologia, fantasia e rigore.
Fatto sta che W. Christie è si di nascita statunitense (Buffalo, NY,
nel '44) ma si è installato in Francia nel 1971 ed è lì che nel '79 ha
fondato l' orchestra dei Les Arts Florissants (dal titolo di un'
operina di M A Charpentier), dopo aver collaborato nel '76 con René
Jacobs.

Praticamente Christie dirigeva a pochi metri da me ed è stato uno
spettacolo nello spettacolo: senza bacchetta, cesellava ogni passaggio
con mosse strane di entrambe le mani e smorfie del viso. Solo durante
i recitativi accompagnati dal solo clv o basso continuo se ne stava
seduto a braccia conserte, poi dava gli attacchi alle sezioni
orchestrali di pertinenza (tutte con strumenti veramente antichi,
almeno a giudicare dall' aspetto e dal suono) e riprendeva a muoversi:
sembrava che i suoni scaturissero da lui...

Se trasposizioni o magari anche semplificazioni rispetto alle
mirabolanti ipotetiche acrobazie dei castrati ci sono state, ebbene al
mio orecchio ed a quello dell' entusiasta pubblico che affollava il
magnifico teatro in ogni ordine di posti (solo 2 poltrone libere...) è
sembrato perfetto! Se ci fosse un premio internazionale per la
migliore produzione lirica dell' anno e potessi votare non v' è dubbio
che sceglierei quest' indimenticabile Alcina.
Ho detto.
LUX

Cesare Simonetti

unread,
Jun 17, 1999, 3:00:00 AM6/17/99
to

On 16 Jun 1999 18:15:02 +0200, lucio...@flashnet.it (Lucio PERES)
wrote:

>
>Ho molto titubato prima di raccontare qualcosa sulla mia prima
>esperienza haendeliana

( mega snip )

> Se ci fosse un premio internazionale per la

>migliore produzione lirica dell' anno e potessi votare non v' č dubbio


>che sceglierei quest' indimenticabile Alcina.
>Ho detto.
>LUX


E hai detto molto bene, complimenti !

Come ti scrissi anche privatamente, non conosco alcuna opera di
Haendel, se non qualche aria, qualche miscellanea che trovi sui CD
( bellissime quelle che mi ha regalato Cioran ! ) e non credo che la
mia miserrima esperienza operistica mi consentirebbe di ascoltare una
intera opera su dischi.

Ma la descrizione che tu hai ci fatto ha aperto ( almeno per me ) una
porta su un mondo che non conosco e che mi hai invogliato a conoscere,
e di questo ringrazio.

Ma dove me la vado a sentire in Italia un'Opera di Haendel cosi' come
tu l'hai descritta ?

E' gia' grasso che cola se di questo meraviglioso autore eseguono la
strumentale....qui a Genova poi ..di Haendel non se ne parla proprio.

Comunque valeva la pena che tu ci andassi....almeno per riferirne un
po' anche ai poveri. :-)


Cesare Simonetti
GENOVA PROFONDA


Maurizio Frigeni

unread,
Jun 17, 1999, 3:00:00 AM6/17/99
to

Lucio PERES ha scritto:

> Sarà che delle ca. 1000 "arie da capo" scritte da Georg Friedrich
> Haendel le migliori 26 stanno tutte in quest' Alcina

Ti assicuro che le altre non sono da meno, anzi...

> sarà che William Christie li ha preparati adeguatamente al fausto
> sposalizio con i suoi Les Arts Florissants (sul "grado filologico" dei
> quali gradirei avere il giudizio dei NGisti esperti, visto che non mi pare
> di averli mai visti citati qui...)

Christie e la sua orchestra sono da anni ai vertici mondiali per quanto
riguarda soprattutto il barocco francese (repertorio nel quale sono
assolutamente insuperabili), ed il primo barocco inglese (Purcell). A
parte il repertorio, comunque, l'orchestra e' di solito strepitosa e
Christie ha una capacita' notevole nell'ottenere dai cantanti le giuste
inflessioni, questo almeno a giudicare dalle incisioni. Ovviamente
suonano su strumenti d'epoca o copie, come tutti quelli che si dedicano
seriamente al recupero della musica barocca; sono contento che il timbro
degli strumenti ti sia piaciuto, visti i numerosi pregiudizi che
circolano in proposito.

Finora Christie si e' dedicato poco ad Handel: nella sua discografia
compaiono solo il Messiah e l'Orlando (e l'anno prossimo dovrebbe uscire
questa Alcina). Conosco solo il suo Messiah, che pero' non mi ha
entusiasmato, come dicevo in un altro post: mi pare un'incisione un po'
frettolosa, forse imposta dalla casa discografica (fra l'altro fu il suo
ultimo CD con la Harmonia Mundi prima di passare alla Erato) e mancante
di quella cura assoluta per i dettagli e per la precisione che
caratterizza di solito le sue produzioni.

Inoltre, restando nello specifico dell'opera seria barocca, Christie ha
un altro precedente inglorioso: la famosa Cleofide di Hasse (forse la
piu' celebre - all'epoca - delle opere serie) incisa per la Capriccio.
Malgrado le buone intenzioni e lo splendore della musica il risultato e'
un pasticciaccio veramente infame, realizzato mettendo insieme
all'ultimo minuto gente che probabilmente non s'era mai conosciuta prima
(anche l'orchestra non e' la solita LAF). Per questi motivi non ho
comprato l'Orlando (di cui peraltro non ho mai sentito commenti
entusiasti) e sono tuttora sospettoso di fronte a questa Alcina,
sperando di ricredermi al piu' presto.

> Ho letto nel thread di Rodrigo che vi sono interpreti specializzati
> nel repertorio barocco, mentre tutti quelli che hanno preso parte a
> quest' Alcina parigina sono chi più chi meno di impostazione
> ottocentesca, come si evince dai loro curricula.
> Nel mio caso non mi è sembrato un limite, anzi, forse, solo in
> esecuzioni così riuscirei a sentire ancora Haendel!?...... Magari
> tutti mi smentirete quando Sabato prossimo potrete ascoltarla
> trasmessa via radio alle ore 19.30 in diretta (!?) dal Garnier...

Acc... porc... sabato non saro' a casa e non potro' ascoltarla! :-(((

Per quanto riguarda i cantanti, direi che in prima approssimazione, se
sono bravi ed intelligenti, non ci sono problemi, specialmente se ben
guidati dal direttore. Del resto lo dice anche Rene' Jacobs, che mi
piace tanto citare ancora una volta:

-- D'altra parte, visto che ho menzionato Rossini, non credo e non ho
mai creduto che, per quanto riguarda la pura tecnica vocale, il belcanto
barocco debba essere cantato da voci "diverse", appositamente
addestrate. Anche Rossini richiede una straordinaria flessibilita', una
sapiente ornamentazione, il coraggio di improvvisare, un legato perfetto
ed una messa di voce controllata. -- R.Jacobs

> Praticamente Christie dirigeva a pochi metri da me ed è stato uno
> spettacolo nello spettacolo: senza bacchetta, cesellava ogni passaggio
> con mosse strane di entrambe le mani e smorfie del viso. Solo durante
> i recitativi accompagnati dal solo clv o basso continuo se ne stava
> seduto a braccia conserte

Strano che non abbia lui stesso accompagnato i recitativi al
clavicembalo... ma probabilmente in teatro sarebbe stato troppo
stancante e forse anche complicato.

> Se trasposizioni o magari anche semplificazioni rispetto alle
> mirabolanti ipotetiche acrobazie dei castrati ci sono state, ebbene al
> mio orecchio ed a quello dell' entusiasta pubblico che affollava il
> magnifico teatro in ogni ordine di posti (solo 2 poltrone libere...) è
> sembrato perfetto!

Sono sicuro che Christie avra' agito per il meglio, e poi stiamo
parlando di ottime cantanti, mica della Ricciarelli!! Invece vorrei
avere un tuo parere sulla qualita' degli abbellimenti nei da capo e
sulla dizione dei cantanti, due cose che IMHO possono fare le differenza
fra un'esecuzione buona ed una eccelsa.

M.

--
Posted from crux.tiscalinet.it [195.130.224.59]
via Mailgate.ORG Server - http://www.mailgate.org

Lucio PERES

unread,
Jun 18, 1999, 3:00:00 AM6/18/99
to

On 17 Jun 1999 00:38:33 +0200, hal...@split.it (Cesare Simonetti)
wrote:

>Come ti scrissi anche privatamente, non conosco alcuna opera di
>Haendel, se non qualche aria, qualche miscellanea che trovi sui CD
>( bellissime quelle che mi ha regalato Cioran ! ) e non credo che la
>mia miserrima esperienza operistica mi consentirebbe di ascoltare una
>intera opera su dischi.

In effetti per la maggior parte dei NGisti, moderati o smodati, che
sembrano vivere simbioticamente con i CD non è così, ma IMHO l'
ascolto esclusivamente di Musica lirica riprodotta è frustrante: serve
solo per capire vocalmente certi passaggi, che naturalmente in teatro
non puoi chiedere di ripetere...

>Ma dove me la vado a sentire in Italia un'Opera di Haendel cosi' come
>tu l'hai descritta ?

In effetti, come scriveva Domenichini ancora in IAMC, l' unica opera
di Haendel che ogni tanto viene rappresantata da noi è il Giulio
Cesare. Per il resto buio assoluto. Credo poi di poter affermare che
una performance della classe di quella del Garnier sia eccezionale
anche a livello internazionale: sembra verrà ripresa sempre con Les
Arts Florissants solo a Chicago l' anno prossimo.
Tuttavia c' è la possibilità di vedere opere haendeliane almeno in
Europa in luoghi non proprio lontanissimi: come mi hanno segnalato i
compagni di coda a Parigi, in Germania, e precisamente a Gottingen e
ad Halle si svolge ogni anno all' inizio di Giugno un Festival
haendeliano.
I biglietti costano da 50 a 150 DM. Il luogo è molto meno esclusivo di
un Salisburgo o di un Bayreuth, per cui anche vitto ed alloggio
dovrebbero essere alla portata di tasche modeste. In più uno si fa una
vacanza. Pensiamoci.
Il supplemento "Festival lirici 1999" della rivista mensile l' Opera
in edicola al costo di Lit 10000, riporta a pag 87 il dettaglio del
programma.
Finora sul Web sono riuscito a trovare solamente il sito di Gottingen:
http://www.haendel.org/
col Telefono: +49 (551) 5 67 00, FAX: + 49 (551) 4 53 95
E-mail: in...@haendel.org e l' indicazione To order tickets: +49 (551)
5 67 71
ovviamente in tedesco stretto...

ed un indirzzo un po' confuso su Halle:
http://www.mycenae.demon.co.uk/HrHandel/HHFestivals/HHHalleFest99.html

>Comunque valeva la pena che tu ci andassi....almeno per riferirne un
>po' anche ai poveri. :-)

Prima ke qualcuno si faccia delle idee strane sul mio reddito e la mia
propensione alla spesa, vorrei precisare che per andare a Parigi a
vedermi le 2 opere (DG ed Alcina) ho profittato di una missione per
lavoro a Bruxelles: con sole 77000 Lit di differenza pagate di tasca
mia ho cambiato il biglietto aereo pagato dalla ditta includendo l'
itinerario Brussels-Parigi, Parigi-Milano. A Parigi sono andato a
cercarmi un letto all' Ostello della Gioventù (visto ke accettano anke
i vekki...): non essendoci posto mi hanno smistato su un hotel con
loro convenzionato pagando solo FF 150 a notte. I biglietti per le
opere sono costati FF 340 l' uno (quasi quello che pago alla Scala in
un buon posto di Galleria), come ho detto. Per mangiare: panini ai
kioski o Mc Donald o rosticcerie Thai o salto del pranzo perché in
coda a teatro. Queste le mie spese pazze, direi da "poverello"!...
AH: ovviamente ho preso 3 giorni di ferie.
LUX

Riccardo Domenichini

unread,
Jun 18, 1999, 3:00:00 AM6/18/99
to

Cesare Simonetti wrote:

> Ma dove me la vado a sentire in Italia un'Opera di Haendel cosi' come
> tu l'hai descritta ?

Qui a Venezia, nel prossimo settembre. Verra' messo in scena l'Arminio
del nostro Giorgio Federico, diretto da Alan Curtis e cantato non so da
chi. Credo che Arsace, che gia' sta pernottando in canadese davanti alla
biglietteria, conosca tutti i dettagli...

[R]
--

=======================================================================
Riccardo Domenichini
Istituto Universitario di Architettura di Venezia
Archivio Progetti - Centro di Servizi Interdipartimentali
S. Marta, Dorsoduro 2196 - 30123 Venezia tel (0)41.2571014
fax (0)41.715788
mailto: r...@ofelia.iuav.unive.it
=======================================================================
Marilyn Horne --> http://www.geocities.com/Vienna/Choir/6197
=======================================================================

Arsace

unread,
Jun 18, 1999, 3:00:00 AM6/18/99
to

Riccardo Domenichini ha scritto nel messaggio
<376A6E00...@ofelia.iuav.unive.it>...


>
>Cesare Simonetti wrote:
>
>> Ma dove me la vado a sentire in Italia un'Opera di Haendel cosi' come
>> tu l'hai descritta ?
>
>Qui a Venezia, nel prossimo settembre. Verra' messo in scena l'Arminio
>del nostro Giorgio Federico, diretto da Alan Curtis e cantato non so da
>chi. Credo che Arsace, che gia' sta pernottando in canadese davanti alla
>biglietteria, conosca tutti i dettagli...

Puoi scommetterci: già ieri ho picchettato la biglietteria - box di Mestre
ma i terminali erano in blocco....
E' una cosa veramente rara l'esecuzione teatrale: Semele che ricordo è stata
un'esperienza veramente incredibile: è veramente tutta un'altra cosa
associare l'apoteosi della musica handeliana associata alle più incredibili
scenografie, inoltre la musica e i cantanti esplodono..... il coro "Avert
these omens" che è iniziato con colpi di timpani lievi, poi più forti e
infine è partito una serie di colpi infiniti di timpano associati ad un coro
possente, il tutto corredato da miriadi di note che si intersecavano degli
archi, il tutto poi costellato da "scravassi" (è un'espressione che a
Riccardo piace molto) di note del cembalo: sembrava dovesse crollare tutto
il teatro e io stavo letteralmente cadendo dalla galleria in preda ad una
sindrome di Handel.
Certamente visto che non c'è frequenza di opere a teatro del Caro Sassone,
che si può fare? acquistare cofanetti su cofanetti, e sperare di trovare
qualche videocassetta, che, se non ti può dare l'esplosione del suono (nel
senso lato del termine), almeno qualche scenografia la si vede,
proiettandoti in quello che avrebbe potuto essere assistere ad un'opera del
Sommo: tuttavia le
uniche cassette video che sono riuscito a reperire dopo grosse fatiche sono
state:
L'Agrippina del 1708, in italiano
una versione del Serse e
una del Giulio Cesare (però visto
che le ultime due sono state prodotte in Inghilterra sono in inglese: hanno
trasposto il
testo): a chiunque interessi sono disposto a fornirne le coordinate, anche
se non so francamente se circolano ancora nel mercato.

Una notizia: ho chiesto pure alla fenice se era possibile acquistare qualche
loro produzione in video: così subito ho chiesto oltre all'indimenticabile
Semele, pure il Giulio Cesare e - Riccardo tieniti forte - il Rinaldo con
la Sublime Marilyn Horne :-).... avrò notizie di questa richiesta in
seguito, speriamo che tali preziosi nastri non siano stati distrutti
nell'incendio....


A proposito dell'Arminio a chi interessa avere qualche notizia
sull'esecuzione fornisco il sito web, sperando però che qualcuno mi racconti
la trama di quest'opera e qualche aneddoto sopra di essa :-))))))):
ecco l'indirizzo:
http://web.tin.it/la_fenice/calendario/99arminio.html


Arsace
___________________
Handel non può mia Musa
Cantar in un istante
versi che degni sian della Tua Lira.

rgen...@hotmail.com

unread,
Jun 19, 1999, 3:00:00 AM6/19/99
to

In article <376d63d...@news.FLASHNET.IT>,
lucio...@flashnet.it wrote:

> In effetti, come scriveva Domenichini ancora in IAMC, l' unica opera
> di Haendel che ogni tanto viene rappresantata da noi è il Giulio
> Cesare. Per il resto buio assoluto.

Uffa non fate gli esterofili! :)
A Dicembre a Torino non hanno fatto "Il Trionfo del Tempo e del
Disinganno" (si vabbe' non e' un'opera ...) con un cast di alto livello
(Bartoli, Mei, Lipovsek)?

---Rosario

--
" ... la tua loquela ti fa manifesto
di quella nobil patria natio ... " (Inf. X)


Sent via Deja.com http://www.deja.com/
Share what you know. Learn what you don't.

Cesare Simonetti

unread,
Jun 19, 1999, 3:00:00 AM6/19/99
to

On 18 Jun 1999 18:07:42 +0200, Riccardo Domenichini
<r...@ofelia.iuav.unive.it> wrote:


>Qui a Venezia, nel prossimo settembre

Urca !

Dettagli please, credo proprio che ci saro'.

Grazie !


Cesare Simonetti
GENOVA PROFONDA

rgen...@hotmail.com

unread,
Jun 19, 1999, 3:00:00 AM6/19/99
to

In article <7kebo8$pao$1...@hermes.iol.it>,
"Arsace" <tiri...@iol.it> wrote:

> A proposito dell'Arminio a chi interessa avere qualche notizia
> sull'esecuzione fornisco il sito web, sperando però che qualcuno
> mi racconti la trama di quest'opera e qualche aneddoto sopra
> di essa :-))))))): ecco l'indirizzo:
> http://web.tin.it/la_fenice/calendario/99arminio.html

La trama non la so' :)
Pero' il sito web mi ha fatto venire l'acquolina in bocca.

Dominique Labelle e' una soprano di eccezionale bravura:
vive a Boston dove ho avuto l'occasione di sentirla parecchie
volte quando vivevo li'. In Haendel l'ho sentita l'anno scorso
a Brooklyn nel Serse.

Brian Asawa e' forse il falsettista dotato della voce piu'
"naturale" che abbia mai sentito. Quando canta sembra davvero
una donna. Ha fatto una bella figura al MET quest'anno come Tolomeo.

E di Patrizia Ciofi non si fa che dire un gran bene ...
insomma divertitevi!

Io invece l'anno prossimo a NYC mi becco RODELINDA e ARIODANTE
(e GIULIO CESARE di nuovo)

Arsace

unread,
Jun 19, 1999, 3:00:00 AM6/19/99
to

rgen...@hotmail.com ha scritto nel messaggio
<7kejmj$q5$1...@nnrp1.deja.com>...


>
>In article <7kebo8$pao$1...@hermes.iol.it>,
> "Arsace" <tiri...@iol.it> wrote:
>
>> A proposito dell'Arminio a chi interessa avere qualche notizia

>> sull'esecuzione fornisco il sito web, sperando perň che qualcuno


>> mi racconti la trama di quest'opera e qualche aneddoto sopra
>> di essa :-))))))): ecco l'indirizzo:
>> http://web.tin.it/la_fenice/calendario/99arminio.html
>
>La trama non la so' :)
>Pero' il sito web mi ha fatto venire l'acquolina in bocca.
>
>Dominique Labelle e' una soprano di eccezionale bravura:
>vive a Boston dove ho avuto l'occasione di sentirla parecchie
>volte quando vivevo li'. In Haendel l'ho sentita l'anno scorso
>a Brooklyn nel Serse.

In che parte? Rosmilda o Atalanta? E' francese? (questo nome per istinto lo
associo a Isabelle Poulenard, di cui non posso che ricordare splendide arie:
dall'Alessandro per esempio č un monumento alla musica barocca l'aria "No
piů soffrir non voglio").
A proposito del Serse, scusa se ti domando, ma durante l'esecuzione hanno
ripreso l'opera? e se sě, hanno per caso prodotto la VHS?


>Brian Asawa e' forse il falsettista dotato della voce piu'
>"naturale" che abbia mai sentito. Quando canta sembra davvero
>una donna. Ha fatto una bella figura al MET quest'anno come Tolomeo.

Davvero??!.... non l'ho mai sentito.
Sono adesso davvero curioso..:-)))))))...ma esistono cd da lui cantati e
barocchi naturalmente?
Ti assicuro perň che č dura attendere :-)))))))

Arsace
____________________
Handel non puň mia Musa
Cantar in un solo istante
Versi che degni sian della Tua Lira.


Arsace

unread,
Jun 19, 1999, 3:00:00 AM6/19/99
to

Cesare Simonetti ha scritto nel messaggio
<376aaf64...@news.split.it>...

>Dettagli please, credo proprio che ci saro'.

ecco un inizio di dettagli:
http://web.tin.it/la_fenice/calendario/99arminio.html

:-)

Arsace
______________________


Handel non puň mia Musa

Cantar in un Istante
Versi che degni sian della tua Lira.

Arsace

unread,
Jun 19, 1999, 3:00:00 AM6/19/99
to

Maurizio Frigeni ha scritto nel messaggio
<1999061701...@rm1-250.tiscalinet.it>...
>
>Lucio PERES ha scritto:


>
>> Sarà che delle ca. 1000 "arie da capo" scritte da Georg Friedrich

>> Haendel le migliori 26 stanno tutte in quest' Alcina
>
>Ti assicuro che le altre non sono da meno, anzi...

Confermo e sotttoscrivo: indubbiamente le arie scritte nell'Alcina sono
molto belle ma indimenticabili sono quelle dell'Agrippina, del Giulio
Cesare, dell'Alessandro, per poi spaziare nel Giustino e in Rianldo
...dovrei citare tutte le opere che conosco...
e non dimentichiamo Le cantate in italiano e in latino, e già che ci siamo
pure gli oratori.

>Sono sicuro che Christie avra' agito per il meglio, e poi stiamo
>parlando di ottime cantanti, mica della Ricciarelli!! Invece vorrei
>avere un tuo parere sulla qualita' degli abbellimenti nei da capo e
>sulla dizione dei cantanti, due cose che IMHO possono fare le differenza
>fra un'esecuzione buona ed una eccelsa.

Dici cioè che nei da capo ci dovrebbero essere degli abbellimenti: in
effetti non posso che essere d'accordo, ma fino a che punto? e qui sono
perplesso: infatti, se da un alto gli abbellimenti del da capo rendono
l'aria ancora più vasta e attraente all'ascoltatore, tuttavia sto pensando :
questi abbellimenti potrebbero uscire da ciò che ha scritto il compositore.
Prendo un esempio a caso, che però credo calzi a pennello: il famoso cd
delle arie di Marilyn Horne, non so se lo conosci, dove appunto viene
cantato, "Or la tromba", "Venti, turbini", "Fammi Combattere", "Cara Sposa"
(che a quanto riporta il biografo di Handel, assieme a "Ombra cara" dal
Radamisto erano le 2 arie preferite di Handel), "Ombra mai fu" ci sono delle
ornamentazioni che snaturano l'aria, cioè la mia perplessità sta nel fatto
di quanto un cantante può sbizzarrirsi nelle ornamentazioni e pure il
direttore: Chiariamo, a me piace molto quel cd, e lo ho apprezzato prorio
perchè benchè avendo io ben già quelle arie in altri cd, tale esecuzione è
tale da avere arie che danno tutto un altro effetto: sembrano differenti...
che ne pensi a questo proposito?: lasciare ampissima libertà al cantante nei
recital, che potrebbe quindi esser visto come "arie da bagaglio", e in fondo
seguire la moda del tempo ossia che il compositore doveva sottostare agli
exploits dei cantanti, oppure limitare tale ornamentazione e attenersi alle
note nelle esecuzioni di opere complete, lasciando sfogo solo nei recitals
dei cantanti? Non è un problema da poco, perchè se da un lato apprezzi
l'acrobazia oltre la partitura, dall'altro pensi di fare un "torto" al
compositore che magari si rivolta nella tomba :-| .

PS: volevo dirti che il Saeviat Tellus è una vera Bomba! avevi proprio
ragione :-)))))))))))))
Un acquisto recente mi ha posto proprio or oggi a contatto col mottetto =
sindrome da Handel.
In realtà ti volevo pure dire che con le opportune variazioni, la melodia è
elaborata in Apollo e Dafne. Infatti il primo Saeviat tellus, è una
variazione anche molto accentuata, dell'aria "Spezza l'arco e getta l'armi"
aria di Apollo, nella cantata La Terra è liberata.
Ma è inutile, queste costellazioni di note mi fanno delirare
:-)))))))))))))))))))))))
La cantante è Jill Feldman, o Emma Kirkby o Emily Van Evera (nel cofanetto
non indica chi è delle tre: credo non sia la Kirkby, poichè ha un suono di
voce differente).
E' diretto da Andrew Parrott.

Arsace
________________________________
Handel non può mia Musa
Cantar in un istante
Versi che Degni sian della tua Lira.

alcina

unread,
Jun 19, 1999, 3:00:00 AM6/19/99
to

> Puoi scommetterci: già ieri ho picchettato la biglietteria - box di Mestre
> ma i terminali erano in blocco....

Purtroppo è così, Arsace, io sono al secondo tentativo andato a vuoto:-[ non
vorrei che fosse un sabotaggio per poter vendere i posti migliori ai clienti
della Cassa di Risparmio di Venezia ;-)
La prossima volta vado direttamente in banca!!!


> E' una cosa veramente rara l'esecuzione teatrale: Semele che ricordo è

stata un'esperienza veramente incredibile...tutta un'altra
cosa...incredibili scenografie, inoltre la musica e i cantanti
esplodono...sembrava dovesse crollare tutto il teatro e io stavo


letteralmente cadendo dalla galleria in preda ad una sindrome di Handel.

Davvero eri in galleria? A tutte e due le esecuzioni:'91 e '92?Io ho
assistito alla seconda versione in platea (un salasso che ridusse quasi a
zero i miei risparmi, accumulati con le misere paghette da studente) ed ho
pure cercato di registrare qualche cosa ma le maschere del teatro mi hanno
sorpresa in flagrante ed intimato di riporre "l'arma"(Walkman Toshiba con
microfono esterno)
sigh!:-(((
L'esecuzione fu pregevole e l'atmosfera elettrizzante e molto coinvolgente.
Ne facessero più spesso di composizioni barocche nei teatri
italiani...quelli ancora in piedi ovviamente(la Fenice non ne vuole sapere
di rinascere dalle proprie ceneri!!!)
Arsace ci vedremo all'Arminio? Credo che almeno qualche altro del N.G. sarà
presente perché si avverte un certo interesse per Haendel :-)))))
Alcina

N.B.=http://web.tin.it/la_fenice/calendario/99arminio.html


Un pensiero nemico di pace
fece il tempo volubile e dace
e con l'armi la falce gli diè!


Arsace

unread,
Jun 20, 1999, 3:00:00 AM6/20/99
to

alcina ha scritto nel messaggio <7kgs6m$c8f$1...@hermes.iol.it>...

>Arsace ci vedremo all'Arminio?

Quando vedrai uno che viene portato via per arresto cardiaco - handeliano,
bhè quello sarò io...ma mi raccomando non infierire anche in quella
situazione :))))))))


>Credo che almeno qualche altro del N.G. sarà
>presente perché si avverte un certo interesse per Haendel :-)))))

Ma dai....non l'avevo notato :)))))))

>Un pensiero nemico di pace
>fece il tempo volubile e dace
>e con l'armi la falce gli diè!

E' la tua nuova firma?
Mi piace molto:().

Arsace


_______________________________
Handel non può mia Musa

Cantare in un sol istante

Lucio PERES

unread,
Jun 20, 1999, 3:00:00 AM6/20/99
to

On 19 Jun 1999 09:50:56 +0200, rgen...@hotmail.com wrote:
>Uffa non fate gli esterofili! :)
>A Dicembre a Torino non hanno fatto "Il Trionfo del Tempo e del
>Disinganno" (si vabbe' non e' un'opera ...) con un cast di alto livello
>(Bartoli, Mei, Lipovsek)?

Sě, capirai: un solo concerto col Concentus Musicus Wien diretto da
Nikolaus Harnoncourt di giorno feriale alle 20.30 (problematico x ki
non č di TO...) in turno A, che costa in settore C Lit 120000 ed in
Settore A Lit 250000!
Beato ki c' č stato. Credo Finotello perň sia andato.
LUX

Maurizio Frigeni

unread,
Jun 21, 1999, 3:00:00 AM6/21/99
to

Arsace ha scritto:

> Dici cioè che nei da capo ci dovrebbero essere degli abbellimenti: in
> effetti non posso che essere d'accordo, ma fino a che punto?

Infatti ho parlato di "qualita'" degli abbellimenti, non di quantita'.

> Prendo un esempio a caso, che però credo calzi a pennello: il famoso cd
> delle arie di Marilyn Horne

Ecco: qui siamo perfettamente d'accordo. In quel CD la Horne ha
esagerato con variazioni di dubbio gusto, nel senso che snaturano il
senso dell'aria e sono al di fuori dello stile dell'epoca.

> potrebbe quindi esser visto come "arie da bagaglio", e in fondo
> seguire la moda del tempo ossia che il compositore doveva sottostare agli
> exploits dei cantanti

Innanzitutto non e' vero che nel 700 il compositore fosse sempre alla
merce' dei cantanti; nel caso di Handel, in particolare, sai bene che
non e' cosi'. Ma c'e' un altra cosa ancora piu' importante, cioe' che i
cantanti di oggi purtroppo sono spesso ignari dello stile appropriato
nel 700; ecco quindi la fondamentale importanza del direttore, che deve
sopperire a questa mancanza.

> oppure limitare tale ornamentazione e attenersi alle
> note nelle esecuzioni di opere complete

Questa soluzione, oltre che antistorica, e' del tutto illogica
nell'opera seria: il "da capo" nasceva proprio con lo scopo di essere
variato.

> PS: volevo dirti che il Saeviat Tellus è una vera Bomba! avevi proprio
> ragione :-)))))))))))))

> La cantante è Jill Feldman, o Emma Kirkby o Emily Van Evera (nel cofanetto
> non indica chi è delle tre: credo non sia la Kirkby, poichè ha un suono di
> voce differente).
> E' diretto da Andrew Parrott.

Non so se ho capito bene: hai preso un cofanetto che contiene anche il
Saeviat Tellus? E che altro? Da quello che dici la tua versione coincide
con quella che ho io: Jill Feldman diretta da Parrott. Nel mio caso si
tratta di un doppio CD intitolato "Carmelite Vespers", che e' uno sballo
dall'inizio alla fine; credo che ora si trovi su CD Virgin.

Ecco: se ascolti le variazioni nei da capo in quel Saeviat Tellus, si
avvicinano molto al mio ideale; poi ci sono un sacco di sottili
preziosita' (una per tutte: la nota "ferma" sulla parola "stabilis") che
restituiscono un'idea perlmomeno decente del canto barocco: un canto nel
quale parole e musica si fondono e nel quale il simbolismo e la retorica
giocano un ruolo essenziale.

rgen...@hotmail.com

unread,
Jun 21, 1999, 3:00:00 AM6/21/99
to

In article <7kg91p$f16$1...@hermes.iol.it>,
"Arsace" <tiri...@iol.it> wrote:

[riguardo Dominique Labelle]

>> In Haendel l'ho sentita l'anno scorso a Brooklyn nel Serse.
>
> In che parte? Rosmilda o Atalanta?

OK. Ho avuto un momento di Haendel-confusion.
Non era il Serse ... era l'oratorio Saul.
Cantava Michal.

>E' francese?

no Canadese francofona.

> A proposito del Serse, scusa se ti domando, ma durante
>l'esecuzione hanno ripreso l'opera?

Il Serse l'ho visto pure, ma con un altro cast (Lorraine Hunt
come Serse, David Daniels come Arsamene) ed e' un allestimento
che ha girato gli Stati Uniti con lo stesso cast.
Non so pero' se abbiano fatto un VHS ... posso chiedere a David
Daniels (siamo amici).

[Brian Asawa]

> Davvero??!.... non l'ho mai sentito.
> Sono adesso davvero curioso..:-)))))))...
>ma esistono cd da lui cantati e barocchi naturalmente?

Si. Di Haendel c'e' un Serse e un Giuda Maccabeo completo con lui.
Poi c'e' un solo recital di canzoni con liuto di compositori
inglesi.

Arsace

unread,
Jun 21, 1999, 3:00:00 AM6/21/99
to

Maurizio Frigeni ha scritto nel messaggio

<1999062100...@ppp8.uniroma1.it>...

>Infatti ho parlato di "qualita'" degli abbellimenti, non di quantita'.

Sì, ma anche se si trattasse di qualità.. emmh non so per esempio dei picchi
di voce che ben superano - non so se mi spiego bene - la nota prevista dal
da capo, trilli che non sono previsti dalla partitura: possono essere
gradevoli, però potrebbero snaturare ciò che il compositore aveva previsto:
allora mi verrebbe da pensare: contentiamoli tutti: nei recital il cantante
faccia ciò che meglio crede, nelle opere complete - mi riferisco ai cd
cofanetto attenersi il più possibile alla partitura, rispettando il genio
del compositore.


>> Prendo un esempio a caso, che però credo calzi a pennello: il famoso cd
>> delle arie di Marilyn Horne

>Ecco: qui siamo perfettamente d'accordo. In quel CD la Horne ha
>esagerato con variazioni di dubbio gusto, nel senso che snaturano il
>senso dell'aria e sono al di fuori dello stile dell'epoca.

Premetto che il cd mi piace, non so se l'avevo detto nel post precedente, e
credo di essere d'accordo sul fatto che snaturano la partitura, però.. come
dire.. snaturano con senso dell'eccesso, che è uno dei cardini del barocco
(non intendo dire nel senso negativo), e allora mi vien da pensare che non è
che siano fuori dello stile o comunque dell'epoca. Ma non credo che sarei
d'accordo di avere, o meglio di spacciare per Handeliana per esempio
un'opera tipo il Rinaldo, con arie "snaturate" tipo quelle del cd. Ammetto
nelle opere complete quello che tu definisci ""qualita'" degli
abbellimenti", nel senso che ci devono essere ma non sono tali da superare
certi limiti della partitura. Non so se mi sono spiegato....


>Innanzitutto non e' vero che nel 700 il compositore fosse sempre alla
>merce' dei cantanti; nel caso di Handel, in particolare, sai bene che
>non e' cosi'.

Se non altro ci sono state delle lotte :-), vedi caso Falsa Immagine....


>Ma c'e' un altra cosa ancora piu' importante, cioe' che i
>cantanti di oggi purtroppo sono spesso ignari dello stile appropriato
>nel 700

credo che siano quelli che hanno studiato per un'impostazione romantica, e
non specializzata barocca.


>ecco quindi la fondamentale importanza del direttore, che deve
>sopperire a questa mancanza

E credi sia sufficiente? io credo che ci voglia innanzitutto un direttore
che sia preparato allo stile della musica barocca, cioè non è possibile che
uno che ha sempre diretto Verdi, vada poi a fare Vivaldi, o Handel....

>> oppure limitare tale ornamentazione e attenersi alle
>> note nelle esecuzioni di opere complete
>>Questa soluzione, oltre che antistorica, e' del tutto illogica
>nell'opera seria: il "da capo" nasceva proprio con lo scopo di essere
>variato.

No intendevo dire che ci devono esere variazioni, ma controllate, cercando
di attenersi a certi limiti, oltrepassati i quali non è più, per esempio,
un'aria di Handel, ma un'aria di ispirazione handeliana. :-|

>> PS: volevo dirti che il Saeviat Tellus è una vera Bomba! avevi proprio
>> ragione :-)))))))))))))
>> La cantante è Jill Feldman, o Emma Kirkby o Emily Van Evera (nel
cofanetto
>> non indica chi è delle tre: credo non sia la Kirkby, poichè ha un suono
di
>> voce differente).
>> E' diretto da Andrew Parrott.
>
>Non so se ho capito bene: hai preso un cofanetto che contiene anche il
>Saeviat Tellus? E che altro?

ALLORA TI DO' TUTTE LE COORDINATE DEL COFANETTO:
Taverner Choir & players
Andrew Parrott
Carmelite Vespers 1707
Virgin Veritasx2
Jill Feldmann,Emma Kirkby, ....
Dixit Dominus ( e sono tre :-) )
Laudate pueri Dominus
Te decus virgineum
Nisi Dominus
Haec est Regina virginum
Saeviat Tellus
Salve regina

Il tutto intermezzato da antifone in canto gregoriano, che se vogliamo danno
un contrasto mostruoso con la brillantezza del Sommo...
E poi qui si apre anche tutto un dibattito che già accadeva nel XVIII°
secolo, ossia si può trasformare la Chiesa in un teatro? Era consono o no
porre composizioni seppur a soggetto sacro con un grosso numero di
strumentazione in occasione di celebrazioni religiose? oppure era opportuno
lasciare il teatro al teatro e mantenere una impostazione celebrativa più
vicina ai canti previsti da Gregorio, al massimo con un sobrio
accompagnamento dell'Organo?
Naturalmente io sono per la prima ipotesi, poichè la strumentazione
differenziata e ricca, permette il maggior scaturirsi di pathos, anche
religioso..... non so se sei d'accordo.
Ora fuggo sono in ritardo..... :-)
Arsace


________________________
Handel non può mia Musa

Cantar in un istante

Riccardo Domenichini

unread,
Jun 22, 1999, 3:00:00 AM6/22/99
to

Arsace wrote:

> snaturano con senso dell'eccesso, che è uno dei cardini del barocco
> (non intendo dire nel senso negativo), e allora mi vien da pensare che non è
> che siano fuori dello stile o comunque dell'epoca.

«Nella prima parte non chieggono [le arie] che ornamenti semplici,
gustosi e pochi, affinche' la composizione resti intatta. Nella seconda
comandano, che a quella purita' ingegnosa un artificio singolare si
aggiunga accio' chi se ne intende senta che l'abilita' di chi canta e'
maggiore. Nel dir poi le Arie da capo, chi non varia migliorando tutto
quello che canta, non e' grand'Uomo».

P:F:Tosi, "Opinioni de' cantori antichi e moderni, o sieno osservazioni
sopra il canto figurato", Bologna 1723, pp. 59-60

Da che si deduce che:

1) l'intervento dell'esecutore deve cominciare gia' nella prima
enunciazione dell'aria, non a livello di variazione ma di semplice
ornamentazione (introduzione di trilli, gruppetti, appoggiature ecc.).
"Purita' ingegnosa" la chiama Tosi, ovvero *apparente* totale aderenza
al testo condita da sapienti tocchi di abbellimento. E' il luogo in cui
il cantante mostra l'abilita' di musicista e il gusto.
2) la seconda sezione deve contenere qualcosa di speciale, "un artificio
singolare" (solitamente una cadenza) che deve mostrare "l'abilita' di
chi canta". Il cantante mostra la sua abilita' tecnica.
3) la terza sezione (il da capo) deve essere "variata migliorando
tutto", ovvero modificata trasformando profondamente le linee melodiche
e introducendo elementi di grande virtuosismo vocale (che non significa
soltanto canto di agilita', sia chiaro). Il cantante mostra la sua
perizia tecnica unita a quella di musicista.
Mi sembra chiaro che il metodo della variazione delle arie col da capo
descritto dal Tosi (castrato) si fonda sul principio della gradualita' e
del progressivo incremento degli interventi del cantante sul testo, che
sono pochi e semplici all'inizio e aumentano coll'aumentare delle
ripetizioni. In tutto questo, una cosa che sembra non interessare
assolutamente Tosi e' il rispetto dello spartito. Che e', infatti,
concetto assolutamente romantico che nel Settecento era addirittura
inconcepibile. Unico criterio che doveva guidare gli interventi degli
esecutori era il "gusto".
Credo che le due esecuzioni di arie settecentesche che io conosco che si
avvicinano meglio di tutte al procedimento di variazione descritto da
Tosi siano "Nel profondo, cieco mondo" dall'Orlando Furioso di Vivaldi
cantato dalla Horne nell'incisione Erato e "Non han calma le mie pene"
dal Montezuma di Graun cantato dalla Sutherland in una selezione Decca.
In quest'ultima, la Sutherland sottolinea la gradualita' dei suoi
interventi sul testo inserendo addirittura tre cadenze, una dopo
ciascuna sezione: semplicissima la prima, appena piu' articolata la
seconda e funambolica la terza.
Non ho contatti medianici con l'aldila', ma sono sicuro che Herr Graun
sarebbe stato estasiato da un'esecuzione del genere e si sarebbe fatto
un baffo del mancato rispetto del suo testo.

Arsace

unread,
Jun 24, 1999, 3:00:00 AM6/24/99
to

Lucio PERES ha scritto nel messaggio <3768cf71...@news.flashNET.IT>...
Ho avuto modo di seguire direi più o meno metà opera per radio, dal momento
che l'opera
la conosco a memoria .
La versione che conosco in cd, è quella edita dalla EMI, dove spiccano
per lo meno 3 cantanti, che sono divenuti miei favoriti proprio a partire da
questa esecuzione: Arleen Auger, Emma Kirkby e la rivelazione assoluta di
Della Jones, rispettivamente nelle parti di Alcina, Oberto e Ruggero.
Direi che ho iniziato l'ascolto con "Di te mi rido semplice stolto" di
Ruggero, ma ho notato una prima differenza: il ritmo che è più lento ed
alcuni abbellimenti differenti ed una voce poco squillante, rispetto quella
della Della Jones. Siccome è un'aria ironica e anche di incredulità, trovo
che il
ritmo più acceso calzi più a pennello rispetto un andamento più lento.
E una cosa che non sono riuscito a distinguere bene,
(come pretendere col Walkman!) ma nel continuo c'era un liuto in rafforzo
del cembalo?
L'aria successiva di Bradamante "E' gelosia, forza è d'amore" ritorna ad
essere uguale all'esecuzione di Hicox.
L'aria di Alcina "Sì son quella", nella versione alla radio è notevole e
devo dire che la Fleming mi ha sorpreso: ha un timbro molto bello e limpido:
ritmo e passione sono ben armonizzati. Analogo discorso per la straziante
aria "Ah mio cor schernito sei" dove questa voce e anche diciamolo bene le
NOTE DI HANDEL eclissano tutto il resto: resti tu e la pietà che ti muove
quasi a voler consolar tu stesso la povera maga....
"A Ruggero crudel! " è così che inizia Alcina alla fine del secondo atto in
un recitativo arioso concitato: mi è sembrato che i recitativi siano molto
sviluppati, nel senso che non sono freddi e piatti come quelli che
pedominano nella versione di Hickox: si interpretano le parole estrapolando
l'"affetto" incluso in esse: il risultato è di enorme stacco darecitativi
piatti e magari pure
lunghi...
Alcina si accorge che ha perso i poteri della "verga fatal che non ha più
possanza" e le "ombre pallide" la ascoltano sì, ma non ne vogliono sapere di
ubbidire all'antica padrona: e qui voglio porre un motivo di riflessione.
Perchè Alcina ha perso i poteri? perchè si era innamorata di Ruggero. Ma se
noi prendiamo in causa altre figure magiche dalle altre 4 opere magiche di
Handel (in ordine Teseo (unica opera di Handel ad avere 5 atti!), Rinaldo,
Amadigi, Orlando) cosa notiamo: scartando il caso di Zoroastro in Orlando,
che non è caratterizzato da una passione forzata, ma ha una funzione di
sviare Orlando dalla passione per volgerlo verso azioni guerriere ("Lascia
Amor e siegui Marte"), tralasciando anche Melissa la maga che sovrasta
nell'Amadigi, e di cui poco posso dire [anche se Maurizio potrebbe darcene
qualche succulento dettaglio dal momento che la conosce], ci restano 2
maghe: Armida del Rinaldo e Medea nel Teseo.
Cos'hanno in comune con Alcina? Amare ciò che non si può avere se non con la
forza o con sortilegi:
Armida vuole Rinaldo, cercando di sottrarlo ad Almirena, Medea invece vuole
Teseo, per strapparlo a Agilea: quindi una situazione uguale ad Alcina che
vuole per sè Ruggero a scapito di Bradamante.
Cos'hanno di differente? Armida e Medea non perdono assolutamente i poteri,
specialmente Medea che in una scenografia da brivido, si arrabbia talmente
tanto contro coloro che l'hanno avversata che da un carro alato incendia una
città (nel cd si sentono gli effetti speciali delle macchine da scenografia:
le quali macchine rendono ancora più coinvolgente l'OPERA e più accattivanti
i recitativi [mi sto riferendo al Teseo di Minkowsky nei 2 cd dell'ERATO]:
bisognerebbe usarlemolto di più, specialmente nelle esecuzioni in cd, dove
vi è la deficienza delle scenografie e manca il supporto visivo, secondo me
parte integrante dell'opera stessa)
e se non interviene un "DEUS ex Macchina" poco avevano da fare le sue
vittime .
Allora viene da pensare che Alcina abbia un potere magico inferiore a quello
delle due altre maghe, o che Alcina, amando sia più "disgraziata" delle
altre due perchè quell'amore per Ruggero è talmente forte da mettere in
discussione tutta se stessa e il suo mondo, non concludendo nulla e perdendo
e regno e vita..
Alla fine del secondo atto, Dopo "Ombre Pallide", la versione del Christie
omette totalmente tutti i pezzi fatti ad hoc per i balletti degli spiriti,
musica introdotta per la presenza di Maria Sallé. Comunque
non si tratta di brevi commenti musicali, direi circa 10 minuti di musica.
Arrivando al terzo atto è impossibile non notare l'aria "bomba" di Ruggero
"Sta nell'Ircana, pietrosa tana": dal confronto il Ruggero del Christie
viene eclissato dall'agilità della Della Jones nella stessa aria, tanto che
ho avuto l'impressione venissero saltati dei gorgheggi nella prima parte
dell'aria. La Susanne, si rifà comunque con ornamentazioni che distinguono
il da capo .
"All'arma fedele" di Bradamante del Christie è un'aria che ha un ritmo più
lento di quella di Hickox della EMI, e propendo maggiormente verso
quest'ultima, perchè dopo un'aria travolgente come "Sta nell'Ircana,
pietrosa tana", improntare un ritmo lento all'aria di Bradamante frena
l'impeto e lo stato d'animo che ha suscitato l'aria di Ruggero. La
conseguenza è che l'aria poi struggente di Alcina "Mi restano le lagrime"
perde in contrapposizione con quelle di rispettivamente Ruggero e
Bradamante: 2 arie incisive, dal ritmo deciso e poi una lenta,
struggente.... bhè l'effetto sarebbe più incisivo, come comunque lo è nella
versione di Hickox.
Torno al Christie: Comunque continuo ad avere l'impressione che ci sia un
liuto
rafforzativo....anche nei recitativi: a proposito di questi, devo ridire che
mi sono piaciuti molto di più quelli di Hickox, poichè in molti c'era una
interpretazione degli stessi, si pensi a quando Morgana, per fare un
esempio, scopre le vere intenzioni di Ruggero e Bradamante.
L'aria "E' un folle vile affetto" del baritono è interpretata con "gusto", e
veramente sorprendenti i gorgheggi: qui non c'è paragone: quest'aria eclissa
sicuramente la stessa incisa nel cd di Hickox, tutti questri virtuosismi non
ci sono o comunque non sono evidentiquanto quelli presentati dal Christie.
Differenze le ho notate anche nell'aria di Oberto (L'ancora per poco voce
bianca (?) e poi falsettista William Savage nelle versioni del XVIII°)
"Barbara io ben lo so" dove egli sfida la maga Alcina per aver cercato di
spronarlo ad uccidere il padre "cangiato in fera"; è come gustare 2 arie
differenti pur avendo le stesse note.
E arriviamo al trio finale: Alcina eclissa le altre 2 voci - ma c'è questo
liuto o no? non riesco a distinguere con certezza! - e sono presenti degli
ornamenti nella Versione del Christie alla fine del movimento centrale
rispetto la versione della EMI: in Christie glio rnamenti si differenziano
molto nella parte di Alcina nel fraseggio del Da capo: la voce eclissa......

Un'altra osservazione: quando i nostri eroi vogliono rompere l'urna apena
dopo "O noi perdute!" di Alcina e Morgana, c'è un attimo di silenzio: ebbene
non si è sentito il lacerante fragore dell'urna in pezzi (cosa invece
talmente presente e forte in Hickox che la prima volta che ascoltai l'opera
in cd pensai che si fosse rotto davvero qualcosa): è un rumore dovuto credo,
perchè simboleggia davvero la fine di Alcina, Morgana e del loro regno....
:-) probabilmente il Christie non aveva urne a sufficienza per le varie
rappresentazioni.....:-)))))))))))))))
Poi parte il coro andante che dipinge lo svanire di tutti gli incantesimi di
Alcina (ma Morgana non ne aveva mai fatti? :-0 ) e tutti gli sventurati
intrappolati nell'isola incantata riprendono le loro forme originarie: "Io
fui belva", "Io sasso", "Io Fronda" ,"Io qui sciolto erravo in onda", queste
le voci individuali che spiccano dal coro "Dopo orrore di notte cieca", che
altro non è che una piacevole rielaborazione dell'aria "Cara pianta" cantata
da Apollo nella cantata "La Terra è liberata" alias APOLLO e DAFNE del
periodo italiano.
Parte poi un ballo-sinfonia e..... e si chiude l'opera, ma come ! ma perchè!
Christie dove hai messo il felice coro con ritmo dirompente tanto caro
all'antico pubblico barocco (e anche a quello neobarocco): dov'è! perchè non
c'è! come, quando....
Insomma il coro finale dell'opera "Dopo tante Amare pene" è stato troncato,
e dal mio punto di vista è come non concludere l'opera: forse non l'ha messo
perchè così facendo si lascia l'opera con tono "triste" poichè alla fine
bene o male tutti hanno sofferto compresa Alcina... ma comunque è come avere
una statua senza la testa....
Mah!

PS: l'aria "Bramo di trionfar" di Ruggero non mi pare sia stata cantata! è
così?

Arsace
__________________________

Arsace

unread,
Jun 24, 1999, 3:00:00 AM6/24/99
to

Riccardo Domenichini ha scritto nel messaggio

<376F3942...@ofelia.iuav.unive.it>...
>......Bologna 1723, pp. 59-60
Molto bene vedo che citi, almeno uno può andare a controllare :-)

>Da che si deduce che.........
MMh...quindi vorresti dire che le arie abbellite con ostentazione possono
essere ben messe dentro un'opera completa cofanetto e definirle comunque di
quello e/o di quell'altro compositore, senza far torto al compositore
stesso....?
E vorresti forse dire che la definizione "arie di ispirazione" handeliane
(per citare l'esempio della Horne) non deve sussistere, perchè in fondo arie
più legate alla partitura e quelle più pirotecniche che vanno al di là della
stessa sono entrambe del compositore??
Continuo ad essere un po' perplesso: e :-))))) mi raccomando però non osare
più dire che uso un
concetto "assolutamente romantico che nel 1700 era addirittura
inconcepibile": sono totalmente avulso da quel periodo ....Era una mia
riflessione , :-) partorita dall'HUMUS prettamente devozionale al Dio Handel
....:-)))))

Arsace

Maurizio Frigeni

unread,
Jun 24, 1999, 3:00:00 AM6/24/99
to

Arsace <tiri...@iol.it> wrote:

> Ho avuto modo di seguire direi più o meno metà opera per radio

Anch'io, con qualche acrobazia, sono riuscito a registrarla dalla radio.
Purtroppo l'unica versione che conosco e' quella vetusta di Bonynge, per
cui i confronti non fanno molto testo; nel complesso la versione di
Christie mi sembra di gran lunga superiore, ma questo era abbastanza
scontato.

Mi sono piaciuti i recitativi, abbastanza curati nella dizione e variati
nell'accompagnamento (si': c'era una tiorba nel continuo, che rafforzava
ed a volte sostituiva il cembalo). Ottime anche, nel complesso, le
variazioni nei da capo, anche se qui molto dipende poi dai cantanti.
Quindi direi che Christie, come direttore, ha fatto un ottimo lavoro e
cosi' l'orchestra, di cui non ho avvertito nessuna sbavatura.

Venendo ai cantanti, devo dire che nel complesso mi aspettavo qualcosa
di piu'. L'unica che veramente mi e' piaciuta e' la Dessay - vorrei che
si dedicasse di piu' ad Handel. Gli altri li accomunerei con un generico
"buoni-ottimi", forse con una menzione speciale per Laurent Naouri.

Mi rendo conto che l'ascolto radiofonico puo' essere molto diverso
rispetto a quello dal vivo; mi ha molto infastidito, fra l'altro, una
specie di controllo automatico del livello (credo opera della RAI) che
causa repentini abbassamenti del livello sonoro. Possibile che nel 2000
siamo ridotti cosi' male? Mi pare che anni fa questo inconveniente non
ci fosse... mah!

A proposito, Arsace: nella tua appassionata disamina non hai parlato per
nulla di Morgana, come mai? E poi, scusa il dubbio, ma sei sicuro di
poter fare confronti seri quando dici che non riuscivi neppure a
distinguere se ci fosse un liuto o meno?

Anch'io ho notato i tagli fatti da Christie; il coro finale e alcuni
balletti non mi mancheranno molto - probabilmente la loro soppressione
e' dovuta ad esigenze sceniche. Non mi spiego invece la soppressione
dell'aria "Bramo di trionfar" - forse Christie si e' rifatto ad una ben
precisa esecuzione in cui Handel l'aveva eliminata? Mistero. Ha fatto
benissimo invece a dare "Tornami a vagheggiar" a Morgana/Dessay,
qualunque siano i motivi. Puo' darsi comunque che queste parti tagliate
vengano ripristinate nella versione in CD.

> tralasciando anche Melissa la maga che sovrasta
> nell'Amadigi, e di cui poco posso dire

Premesso che, in generale, delle trame delle opere non me ne importa una
mona, confermo che anche Melissa deve cedere di fronte agli dei,
personificati nel "deus ex machina" Orgando, un mago zio di Oriana.

M.

Riccardo Domenichini

unread,
Jun 25, 1999, 3:00:00 AM6/25/99
to

Arsace wrote:

> MMh...quindi vorresti dire che le arie abbellite con ostentazione possono
> essere ben messe dentro un'opera completa

non "possono", devono.

> e definirle comunque di
> quello e/o di quell'altro compositore, senza far torto al compositore
> stesso....?

esattamente si. Il torto verrebbe fatto al compositore se la sua musica
venisse eseguita secondo modalita' che lui non si sarebbe mai aspettato
ne' avrebbe approvato. Anzi, si sarebbe proprio sganasciato dal ridere
se avesse sentito le sue arie compitate senza variazioni o tutt'al piu'
con qualche fiocchetto da educanda.

Arsace

unread,
Jun 26, 1999, 3:00:00 AM6/26/99
to

Maurizio Frigeni ha scritto nel messaggio

<199906242...@ppp5.uniroma1.it>...

>Mi sono piaciuti i recitativi, abbastanza curati nella dizione e variati
>nell'accompagnamento (si': c'era una tiorba nel continuo, che rafforzava
>ed a volte sostituiva il cembalo).

Ah ecco, c'era la tiorba, avevo questa idea, ma poi ho pensato che non fosse
possibile poichè solo pochi grandi direttori l'hanno utilizzata come il Mc
Gegan o Minkowsky, e ho pensato non fosse proprio possibile....


>Ottime anche, nel complesso, le variazioni nei da capo,

direi buone...


>A proposito, Arsace: nella tua appassionata disamina non hai parlato per
>nulla di Morgana, come mai?

Morgana: innanzitutto mi sono perso l'aria princeps della stessa: "Tornami a
vagheggiar" che è assegnata a lei anche nella versione della EMI di Hickox,
ma le altre arie non mi hanno detto un gran che: quello che veramente mi ha
colpito è stata la voce di Alcina. Per il resto era tutto normale...


>E poi, scusa il dubbio, ma sei sicuro di
>poter fare confronti seri quando dici che non riuscivi neppure a
>distinguere se ci fosse un liuto o meno?

E tu invece credi di averli fatti seri dal momento che affermi
......"mi ha molto infastidito, fra l'altro, una


specie di controllo automatico del livello (credo opera della RAI)
che
causa repentini abbassamenti del livello sonoro. "

Poi il liuto - come tu ben sai - ha un suono basso, e gli esploits vocali li
ho ben sentiti....


>Anch'io ho notato i tagli fatti da Christie; il coro finale e alcuni
>balletti non mi mancheranno molto - probabilmente la loro soppressione
>e' dovuta ad esigenze sceniche.

Dei balletti forse, del coro finale no. A parte che i balletti potevano
comunque essere musicati: e a pensarci bene, io non l'ho sentito, ma dopo il
coro "Questo è il cielo dei contenti" del primo atto quando appare la reggia
di Alcina, c'è tutto un brano strumentale, mi domando se è stato
eseguito.....
Tale deficienza non rende giustizia all'opera, che con quei brani sarebbe
stata conosciuta dal pubblico come ancora più ricca e bella, e quindi una
vittoria ancora più schiacciante di Handel.


>Non mi spiego invece la soppressione
>dell'aria "Bramo di trionfar"

Idem come sopra

>Puo' darsi comunque che queste parti tagliate
>vengano ripristinate nella versione in CD.

La quale versione però alla radio hanno detto non sia ancora prevista....

>Premesso che, in generale, delle trame delle opere non me ne importa una
>mona, confermo che anche Melissa deve cedere di fronte agli dei,
>personificati nel "deus ex machina" Orgando, un mago zio di Oriana.

Male! Sulle opere di Handel bisogna guardare anche a questi particolari,
entrando così anche nella caratterizzazione dei personaggi, e quindi
affrontare l'opera in modo più serio.

Arsace


_________________
Handel non può mia Musa
Cantar in un istante

Versi che degni sian della Tua Lira.


alcina

unread,
Jun 26, 1999, 3:00:00 AM6/26/99
to

Benedetto Marcello: (dal Teatro alla Moda, 1720)
"non è molto necessario che il VIRTUOSO sappia leggere, o
scrivere, che pronunzi bene le vocali, che esprima le consonanti semplici, o
replicate, che intenda il sentimento delle parole, ma bensì che confonda i
sensi, lettere sillabe, ecc, ecc. e per far passi di buon gusto, trilli,
appoggiature, cadenze lunghissime, etc,etc....sino a tanto si fa il
ritornello delle Arie si ritirerà il Virtuoso verso le scene, prenderà
tabacco, dirà agli amici che non è in voce, che è raffreddato...alla Cadenza
potrà fermarsi quanto gli pare, componendovi sopra passi e belle maniere ad
arbitrio, che già il maestro di cappella in quel tempo, alzerà le mani dal
cembalo...si lamenterà sempre della parte, dicendo che quello non è il suo
fare riguardo all'azione, che l'arie non sono per la sua abilità, cantando
in tal caso qualche arietta d'altro compositore...farà l'azione a capriccio,
imperciocché non dovendo il virtuoso moderno intender punto il sentimento
delle parole, non deve formalizzarsi veruna attitudine, o movimento...

Beh! Come vedi non tutti i compositori la pensavano allo stesso modo.
Che la Horn e la Sutherland in una prossima registrazione al posto di
Haendel cantino un'arietta che metta meglio in luce le loro doti
virtuosistiche? :-)))))

alcina

unread,
Jun 27, 1999, 3:00:00 AM6/27/99
to

alcina <alc...@iol.it> wrote in message ...

alcina

unread,
Jun 27, 1999, 3:00:00 AM6/27/99
to

Da: alcina <alc...@iol.it>
Oggetto: R: Ornamentazioni sul da capo e Saeviat tellus
Data: sabato 26 giugno 1999 21.03

Maurizio Frigeni

unread,
Jun 27, 1999, 3:00:00 AM6/27/99
to

Arsace <tiri...@iol.it> wrote:

> Ah ecco, c'era la tiorba, avevo questa idea, ma poi ho pensato che non fosse

> possibile poichč solo pochi grandi direttori l'hanno utilizzata come il Mc
> Gegan o Minkowsky, e ho pensato non fosse proprio possibile....

Come? McGegan?? Grande direttore???

Ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah!!!

Arsa': questa e' la migliore dell'anno!!!

Certo: invece Christie e' un pivellino, no?

Ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah!!!

> Male! Sulle opere di Handel bisogna guardare anche a questi particolari,

> entrando cosě anche nella caratterizzazione dei personaggi, e quindi
> affrontare l'opera in modo piů serio.

Aspetta che me lo segno, cosi' la prossima volta non me lo dimentico...

Ciao, Arsa': nun te la pija'... :-)

M.

Arsace

unread,
Jun 30, 1999, 3:00:00 AM6/30/99
to

Maurizio Frigeni ha scritto nel messaggio

<1999062719...@ppp3.uniroma1.it>...

ecco quello che accade quando qualcuno non ha piů niente da dire!

Arsace
__________________________


Di te mi rido semplice stolto

Nč so mancar di fč
Sieguo Cupido amo un bel volto ... mi pare proprio la citazione piů
appropriata!

Max

unread,
Jul 2, 1999, 3:00:00 AM7/2/99
to

Arsace ha scritto nel messaggio <7l228q$6kt$1...@hermes.iol.it>...

>Ah ecco, c'era la tiorba, avevo questa idea, ma poi ho pensato che non
fosse

>possibile poichè solo pochi grandi direttori l'hanno utilizzata come il Mc
>Gegan o Minkowsky, e ho pensato non fosse proprio possibile....


Anche a me piacciono questi due, a cui però devo aggiungere Renè Jacobs
però: devo dire che il Mc Gegan, nella cantata Clori, Tirsi e Fileno, usa il
liuto per rafforzare il cembalo nelle arie, specie quelle concitate e
l'effetto è molto bello, arricchisce l'aria e l'esecuzione diviene ancora
più ricca.
Non mi pare comunque che nel Radamisto ci sia il liuto, anche se comunque Il
Mc Gegan ha vinto un premio per l'incisione, non so se lo sapevi: miglior
disco dell'anno? non mi ricordo, il commento mi pare di averlo letto in
Famiglia Cristiana.
Del Minkowsky invece non mi sovviene niente sull'uso del rafforzativo liuto,
dovrò andar a risentirmi quello che ho di lui....

Max

Arsace

unread,
Jul 3, 1999, 3:00:00 AM7/3/99
to

Max ha scritto nel messaggio <7li6st$oq6$1...@nslave1.tin.it>...

>Anche a me piacciono questi due, a cui però devo aggiungere Renè Jacobs
>però:

Non ti smentisci eh! Sì anche a me piace Jacobs sia come direttore che come
controtenore; meno mi piace Malgoire, poco Harnoncourt, Leonhardt invece è
al bando dopo quello che ha osato dire, anzi bestiammiare contro il Dio
Handel.
Andrew Laurence-King, altro grande: non so se conosci l'Almira del 1705, la
prima opera di Handel: musiche incantevoli, arie italiane e tedesche
assieme, brani strumentali e cori....


>Non mi pare comunque che nel Radamisto ci sia il liuto, anche se comunque
Il
>Mc Gegan ha vinto un premio per l'incisione, non so se lo sapevi: miglior
>disco dell'anno? non mi ricordo, il commento mi pare di averlo letto in
>Famiglia Cristiana.

Sì che lo sapevo! anche se non sono da trascurare neppure le sue incisioni
di Ottone e il Giustino editi in triplice cofanetto dalla Harmonia Mundi.
:-)

Arsace

Max

unread,
Jul 9, 1999, 3:00:00 AM7/9/99
to

Arsace ha scritto nel messaggio <7ll1lo$ut5$1...@hermes.iol.it>...

>Leonhardt invece è
>al bando dopo quello che ha osato dire, anzi bestiammiare contro il Dio
>Handel.

Era sulla assurda intervista nell'Orfeo? sì, l'ho letto anch'io.


>Andrew Laurence-King, altro grande: non so se conosci l'Almira del 1705, la
>prima opera di Handel: musiche incantevoli, arie italiane e tedesche
>assieme, brani strumentali e cori....

No questa me la sono persa, che incisione è? E' ancora reperibile?

>Sì che lo sapevo! anche se non sono da trascurare neppure le sue incisioni
>di Ottone e il Giustino editi in triplice cofanetto dalla Harmonia Mundi.
>:-)

Sì Ottone, l'ho ottenuto in registrazione ed è del MC Gegan.

Max

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