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La Stagione del Teatro Verdi di Trieste

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Pierpenco

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Sep 29, 2000, 3:00:00 AM9/29/00
to
Vi riporto una parte della presentazione della stagione lirica del Teatro
Verdi di Trieste.

Pierpaolo
-----------------

LA STAGIONE LIRICA 2000/2001 PER IL BICENTENARIO DEL TEATRO VERDI

La stagione lirica 2000/2001 del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste
assume un rilievo senza precedenti per la concomitanza di due grandi eventi:
il bicentenario del teatro triestino, edificato e inaugurato nel 1801 come
Teatro Nuovo, e il centenario della morte di Verdi.

Quest'ultima circostanza coincide conseguentemente con un altro centenario
per il glorioso teatro triestino, che il giorno stesso della morte del sommo
compositore, prese appunto il nome di Giuseppe Verdi. A celebrazione di
queste storiche ricorrenze, il teatro sarà al centro di tutta una serie di
iniziative con una stagione d'opera e di balletto di straordinario impegno
culturale.
Verdi sarà doverosamente presenza egemone nell'arco del 2000/2001 e
inaugurerà la stagione, sabato 18 novembre 2000, in serata di gala, con
ATTILA, opera scelta anche quale contributo al corollario artistico del
Giubileo perché con il tema prequarantottesco e patriottico, convivono le
implicazioni religiose del prologo, ambientato ad Aquileia, e del finale
primo ("Dinanzi a turba - devota e pia / Ora degli empi - s'arretra il
re!").

Per il ritorno di Attila, dopo un'assenza di 35 anni, il "Verdi" ha affidato
il nuovo allestimento a un artista fra i più geniali e versatili nell'uso di
tutte le tecniche e di tutti i materiali, dalla pittura all'elettronica:
Eugenio Guglielminetti, dalla prestigiosa esperienza teatrale: alla Deutsche
Oper di Berlino, al Colon di Buenos Aires, al Regio di Torino, ecc. La
messinscena sarà firmata da Antonio Calenda, direttore artistico del Teatro
Stabile del Friuli Venezia Giulia, che torna a collaborare, come regista,
con il "Verdi", dopo la "Giovanna d'Arco al rogo" di Honegger del 1996.
Altro significativo ritorno sul podio - dopo "Il turco in Italia" del 1995 -
quello del direttore Donato Renzetti. Il cast stellare dello spettacolo
inaugurale, che andrà in scena sabato 18 novembre alle ore 20.30 e si
replicherà fino al 30 novembre, allinea, accanto a Ferruccio Furlanetto (una
delle più grandi voci di basso oggi in carriera), il baritono Alberto
Gazale, il tenore Cesare Catani (entrambi applauditi in "Traviata") e il
soprano greco Dimitra Theodossiou, considerata uno dei soprani di maggiore
classe internazionale. Straordinario anche il livello degli interpreti che
si avvicenderanno nelle repliche: il basso Askar Abdraskov, il baritono
Mauro Buda, il soprano Sun Xiu Wei.

Dal 13 al 23 dicembre sarà invece in scena al "Verdi" l'opera che il
compositore di Busseto scrisse espressamente, e personalmente concertò, a
Trieste or sono 150 anni: STIFFELIO. Si schiude così un altro anniversario
nel programma celebrativo del teatro triestino. Eseguito per la prima volta
al Teatro Grande il 16 novembre 1850 e ripreso due anni più tardi, Stiffelio
non fu più rappresentato a Trieste, dove tornò solo un secolo dopo nella
opinabile revisione dell'"Aroldo". Si tratta dunque di una lacuna secolare
adesso colmata con la nuova produzione del "Verdi" in collaborazione con il
Teatro Municipale di Piacenza, dove lo spettacolo è già stato collaudato con
la regia, le scene e i costumi di Ulderico Manani.
Le riprese dello Stiffelio negli anni novanta al Covent Garden, alla Scala,
alla Staatsoper di Vienna, hanno dimostrato la genuina tensione creativa di
quest'opera, che a Trieste sarà diretta da un giovane direttore di
temperamento: Nicola Luisotti. La compagnia di canto comprende ancora la
Theodossiou (Lina) e Askar Abdrasakov (Jorg) con il tenore Mario Malagnini
nel ruolo del titolo. Mauro Buda e Marco Vratogna si alterneranno nella
parte di Stankar; Giorgio Casciarri e Yikun Chung canteranno invece in
quella di Raffaele.
Stiffelio si esegue nell'edizione critica curata da K. Kuznick Hansell per l
'Università di Chicago.

In attesa di chiudere il ciclo del "Ring" con "Il crepuscolo degli dei" -il
che avverrà alla fine del 2001- Wagner sarà rappresentato nella stagione
verdiana dall'opera romantica della rivelazione wagneriana: DER FLIEGENDE
HOLLAENDER (L'Olandese Volante) in scena dal 17 gennaio all'11 febbraio
2001. Arrivata a Trieste tardivamente (1894) rispetto agli altri drammi
wagneriani, con il titolo "Il vascello fantasma", l'opera manca al "Verdi"
da quindici anni (nel 1986 la diresse, anche scenicamente, Gustav Kuhn).
Nell'allestimento del Teatro La Fenice di Venezia e con la regia di Giulio
Ciabatti, cui si deve la messinscena delle ultime "Nozze di Figaro", l'
Olandese sarà diretto da Alexander Vedernikov. Nel ruolo del titolo, i due
artisti che nella scorsa stagione hanno impressionato nella parte di Wotan
del "Siegfried": Albert Dohmen e Ron Peo. La splendida ballata di Senta sarà
intonata da Elisabeth Maria Wachutka, e in alcune repliche da Anne K. Benke.
Bjarni Kristinsson ed Eric Knodt si alterneranno nel ruolo di Daland, Ronald
Hamilton e Thomas Sunnegard in quello di Erik, Mette Ejsing e Cornelia
Wulkopf in quello di Mary, mentre Gerhard Siegel e Hans Jungen Lazar (i due
tenori che hanno entusiasmato nel "Siegfried" come Mime) saranno il Pilota
di Daland.
Der fliegende Hollaender sarà rappresentato in lingua originale con i
sopratitoli. Il 15 e 17 febbraio l'opera sarà in scena al Teatro Nuovo
Giovanni da Udine - Udine.

Si torna all'opera italiana con il titolo di maggiore frequenza nei
cartelloni: LA BOHEME di Giacomo Puccini. L'opera più amata dal pubblico
ritorna con la direzione di Daniel Oren, le scene ed i costumi di Nica
Magnani (l'allestimento è del Teatro Regio di Parma), la regia di Marcello
Grigorov da un'idea di Francesca Zambello. Il cast di lusso, che collaborerà
con il direttore principale dell'orchestra, comprende Fiorenza Cedolins
(Mimì), ormai acclamata come una delle voci più belle e una delle interpreti
più dotate nel panorama lirico internazionale. Accanto a lei, il tenore
Lasha Nikabadze, il soprano Eteri Lamori, il baritono Jean Luc Chaignaud. La

Bohème va in scena il 20 febbraio e si replica fino al 4 marzo, con due
recite al Teatro Nuovo Giovanni da Udine - Udine (7, 8 marzo).

Dal 30 marzo il "Verdi" ospiterà la leggendaria Compagnia del Teatro Bolshoi
di Mosca, con il titolo-simbolo della grande opera russa: il BORIS GODUNOV,
capolavoro di Modest Mussorgski, nell'edizione tradizionale al Bolshoi,
orchestrata da Rimskij-Korsakov.
Il Bolshoi sarà a Trieste con la nutrita compagnia di canto, con un proprio
staff tecnico per lo storico allestimento scenico, e con un gruppo corale
che andrà a rinforzare il coro del Teatro Verdi diretto da Ine Meisters,
chiamato qui e nell'intera stagione, ad un impegno d'eccezione.
Anche l'orchestra sarà quella del Teatro Verdi. La prestigiosa
collaborazione del Bolshoi consente al teatro triestino di accogliere di
nuovo nel proprio cartellone un capolavoro monumentale e grandioso, di
organico e di spettacolarità abnormi, come il Boris, che al "Verdi" manca da
quasi un trentennio. L'ultima volta vi fu rappresentato nell'edizione
orchestrale "originale" di Mussorgski elaborata da Paul Lamm. Si torna
adesso alla versione-Rimskij, ma in lingua originale (con sopratitoli), così
come da sempre la si rappresenta a Mosca. Repliche fino al 3 aprile.

E in aprile, ricorrendo appunto il duecentesimo anniversario dell'
inaugurazione del teatro, il "Verdi" celebrerà l'avvenimento con un
eccezionale recupero culturale e con l'opera che per prima andò in scena al
Teatro Nuovo il 21 aprile 1801: la GINEVRA DI SCOZIA di Giovanni Simone
Mayr, il compositore bavarese protagonista della vita musicale italiana dal
1789 al 1845.
Rigorosamente ricostruita sui manoscritti -in parte conservati al Civico
Museo Teatrale "C.Schmidl"- dal musicologo Marco Beghelli (con la
collaborazione di Marco Bernini), la partitura è stata adesso riportata alla
luce per l'esecuzione che il "Verdi" ha affidato al direttore Tiziano
Severini, artefice, qualche anno fa, di un analogo recupero, quello della
"Giulietta e Romeo" di Nicola Vaccaj. Il nuovo allestimento della Ginevra di
Scozia seguirà il progetto di Lauro Crisman per la regia di Marco Gandini.
Il melodramma "cavalleresco" di Mayr è opera di classicità belcantistica. In
tal senso la direzione artistica del "Verdi" ha assegnato l'esecuzione ad
una compagnia di canto dalle spiccate qualità stilistiche. Protagonista sarà
Stefania Bonfadelli, che a Trieste è stata splendida Lucia e Violetta
(nonché Adele nel "Pipistrello"). Ariodante (ruolo "en travesti") sarà il
mezzosoprano triestino Daniela Barcellona, astro sorgente e bella realtà del
belcantismo rossiniano. E ancora in un ruolo maschile il mezzosoprano Anna
Bonitatibus, con il tenore Antonino Siragusa (Polinesso), Anna Laura Longo,
Enzo Capuano. Ginevra di Scozia andrà in scena proprio la sera del 21
aprile, come 200 anni fa, con repliche fino al 2 maggio. La casa
discorgafica inglese "Opera Rara" ne curerà l'edizione in CD, inserendo per
la prima volta nei cataloghi discografici, il capolavoro di Mayr.

Seguirà, per la direzione appassionata e febbrile di Daniel Oren un
capolavoro dell'ultimo ottocento francese, fra l'altro mai più rappresentato
a Trieste dopo l'edizione del 1956, diretta da Nino Verchi: LES CONTES D'
HOFFMANN (I Racconti di Hoffmann).
L'opera fantastica di Offenbach -in cui l'Immaginario romantico sconfina
nella moderna inquietudine dell'Inconscio- sarà riproposta dal 26 maggio al
6 giugno nella sua versione in lingua originale con sopratitoli. Fra gli
interpreti principali, nel folto cast di cantanti e caratteristi, spiccano
le due star femminili Stefania Bonfadelli (Olimpia) e Ines Salazar (Antonia,
Giulietta).

Le repliche de Les Contes d'Hoffmann saranno precedute da un altro
spettacolo del Bolshoi. Dal 5 al 13 maggio sarà infatti al "Verdi" il
celebre balletto moscovita per il "gran ballo" DON CHISCIOTTE nella
coreografia leggendaria di Marius Petipa. Le musiche di Ludwig Minkus
saranno eseguite dall'orchestra del Teatro Verdi.

Da segnalare infine, nell'ambito delle celebrazioni verdiane, due
manifestazioni: il concerto straordinario che Stefano Ranzani dirigerà il 27
gennaio 2001 (il giorno stesso in cui Giuseppe Verdi si spegneva un secolo
fa all'Hotel Milan di Milano) con replica il 28 gennaio. In programma la
MESSA DA REQUIEM, solisti il soprano Carmela Remigio, il mezzosoprano
Sabrina De Rose, il tenore Alberto Cupido, il basso David Pittsinger.

E ancora, il 2, 5, 7 agosto 2001, fuori abbonamento, si annuncia l' OTELLO
di Giuseppe Verdi diretto da Gary Bertini con tre illustri interpreti: il
tenore José Cura, il soprano Cecilia Gasdia, il baritono Juan Pons.

Otto i turni per gli spettacoli in abbonamento: Attila, Stiffelio, Der
fliegende Hollander, La Bohème, Boris Godunov, Ginevra di Scozia, Les Contes
d'Hoffmann, Don Chisciotte.

Stefano Olcese

unread,
Oct 3, 2000, 3:00:00 AM10/3/00
to
La Ginevra di Scozia di Mayr sarà registrata dalla OPERA RARA, mentre Stiffelio
dalla DYNAMIC.

Stefano

Lucio PERES

unread,
Oct 3, 2000, 3:00:00 AM10/3/00
to
On Fri, 29 Sep 2000 16:05:37 +0200, "Pierpenco" <pier...@libero.it>
wrote:

>Vi riporto una parte della presentazione della stagione lirica del Teatro
>Verdi di Trieste.
>>>>>>>>>>

mi sa ke tra Theodossiou e Bolshoi quest' anno mi vedrete qualke volta
a TS...
LUX

riccardo domenichini

unread,
Oct 4, 2000, 3:00:00 AM10/4/00
to
In article <39DA2CE6...@tiscalinet.it>,

Queste sono notizie che riconciliano col mondo.
Ma Opera Rara fara' una registrazione in studio, com'e' suo solito o
registrera' dal vivo?

[r]
--
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La voce e' come una coperta, se la tiri da una parte ti scopri
dall'altra
[Anita Cerquetti]
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Sent via Deja.com http://www.deja.com/
Before you buy.

Rodolfo Canaletti

unread,
Oct 5, 2000, 3:00:00 AM10/5/00
to
Pierpenco <pier...@libero.it> wrote:


> LA STAGIONE LIRICA 2000/2001 PER IL BICENTENARIO DEL TEATRO VERDI
>
> La stagione lirica 2000/2001 del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

> assume un rilievo senza precedenti...

L'anno scorso a Trieste hanno rappresentato Le nozze istriane di
Smareglia. Quello mi e' parso un evento di grande rilievo. Pur essendo
classificabile all'interno della corrente verista, quell'opera ha poco a
vedere con il verismo dei Mascagni, o dei Leoncavallo, o dei Giordano.
Ha un sapore del tutto particolare, risente del clima culturale
mitteleuropeo e credo che meriti di essere piu' conosciuta.

Ti domando: Trieste non ha in programma di rappresentare altre opere di
Smareglia, come ad esempio Oceana, al fine di conoscere meglio questo
compositore, ingiustamente ridotto al silenzio dalle frequentazioni del
"grande repertorio"?

Ciao

Rudy

===============================================
If the doors of perception were cleansed every
thing would appear to man as it is: infinite.
William Blake
===============================================

Pierpenco

unread,
Oct 5, 2000, 3:00:00 AM10/5/00
to
Di Oceana hanno eseguito l'Ouverture, durante la scorsa stagione sinfonica.
Smareglia, oltre a non essere molto conosciuto, si porta dietro la fama di
"menagramo". Non so il perche', me l'hanno riferito amici musicisti :-)
Un altro brano che porterebbe jella e' "Crisantemi" di Puccini, ma qua e'
piu' facile capire il motivo :-))

Ciao
Pierpaolo

Rodolfo Canaletti <lil...@ns.altrimedia.it> wrote in message
1ei14ld.1fn...@a-pc7-6.tin.it...

Rodolfo Canaletti

unread,
Oct 5, 2000, 3:00:00 AM10/5/00
to
Pierpenco <pier...@yahoo.com> wrote:

> Di Oceana hanno eseguito l'Ouverture, durante la scorsa stagione sinfonica.
> Smareglia, oltre a non essere molto conosciuto, si porta dietro la fama di
> "menagramo".

Che sia poco conosciuto, e' sacrosanto. Anch'io, quando ho sentito
l'opera trasmessa (perfortuna) per radio in differita, mi sono chiesto
chi era questo Carneade.
Dopo avere sentito e riascoltato l'opera mi sono resoconto che nel
"grande repertorio" bazzicano opere molto piu' brutte e dozzinali
(sicuramente, almeno per me, alcune opere di Giordano). Oltretutto, mi
pare che Smareglia abbia esperienze europee piuttosto solide, avendo
frequentato sia la scapigliatura milanese che gli ambienti viennesi.

Che poi sia menagrano, questo proprio non lo sapevo. Sempre che il fatto
di essere immeritatamente quasi del tutto sconosciuto non debba
attribuirsi al suo "portare" iella, che in questo caso sarebbe stato
principalmente a suo danno. :-)

> Un altro brano che porterebbe jella e' "Crisantemi" di Puccini, ma qua e'
> piu' facile capire il motivo :-))

Non l'ho mai sentito (e' per quartetto d'archi, mi pare?), ma gia' il
nome mi rammente un'atmosfera fredda, nebbiosa, grigiobiancastra, tipica
di certi cimiteri lombardi il 2 di novembre. Ricordi della mia infanzia.
Brrrr!....

Ciao

Rudy

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If the doors of perception were cleansed every
thing would appear to man as it is: infinite.
William Blake

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graziella...@gmail.com

unread,
Jun 3, 2020, 7:00:02 PM6/3/20
to
Le nozze di Figaro

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