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Nicola Porpora: DORINDO, DORMI ANCOR? (1732)

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Arsace

unread,
May 1, 2000, 3:00:00 AM5/1/00
to

Che Porpora si sia meritato
il titolo di rivale Handeliano non v'č dubbio, e questo da quello che
finora ho
sentito sono un oratorio, delle cantate e qualche aria tratta da qualche
opera teatrale, il tutto in
idioma italiano!
Hasse non arriva lontanamente allo spirito squisitamente Barocco di Porpora,
forse perchč intaccato da elementi preclassici.
Il fatto č che il Caro Porpora oltre che esser stato un eccellente maestro
"addestratore" di canto, non dimentichiamo le stelle Caffarelli e Farinelli,
č
un ammirevole compositore: la cosa mi risulta sorprendente: sa essere
brillante, patetico, furibondo, ricco strumentalmente e tanto tanto
belcantistico!
Mi rifiuto categoricamente di annoverarlo fra i minori: giŕ con GEDEONE
l'avevo maggiormente scoperto e fortemente rivalutato, ma ora con lo
stupore scioccante dell'ultimo acquisto in cofanetto doppio cd č da stare a
bocca aperta! :-O

Si tratta di una cantata Natalizia del 1732 preparata per la Notte di Natale
per il Papa e i suoi ospiti.
La liturgia della notte di Natale consiste nel Vespro, seguito dopo poche
ore dal Mattuttino; quindi viene celebrata la prima messa di Natale.
Anche i papi seguono quest'ordine, TUTTAVIA dall'Anno 1676 al 1740
l'intervallo fra il Vespro e il Mattutino fu trascorso in modo asai
piacevole.
Pare che sia stato il Cardinale Cibo, a quell'epoca segretario di Stato del
Papa a dare inizio a questa consuetudine.
Ebbe l'idea di invitare alcune persone al Vespro - cardinali, nobili romani,
visitatori aristocratici - a rimanere fino all'ora della funzione seguente.
Da allora in un'arco di tempo che durŕ circa 65 anni, il papa e i suoi
ospiti trascorsero le ore di attesa della Notte di Natale nella maniera
seguente.
Prima veniva eseguita una cantata il cui soggetto era la Nascita di Cristo.
Monsignore Maggiordomo sceglieva il poeta e il compositore, mentre il
maestro di Cappella sceglieva i cantanti che in queste ricorrenze cantavano
in italiano.
Normalmente si avevano per le cantate un organico che spaziava fra 3 a 5
solisti.
Durante il '600 i cantanti formarono anche il coro; nel '700 invece le parti
corali furono raddoppiateda altri membri della capppella papale.
Gli strumentisti furono assunti dal maestro di cappella col benestare del
Maggiordomo, a seconda delle esigenze.
Durante il concerto agli ospiti veniva servita una *fastosa* cena. La tavola
era agghindata con una serie di "trionfi" squisite sculture in marzapane che
illustravano la storia di Natale recanti ognuna una citazione religiosa.
Alcuni libretti distribuiti agli ospiti spiegavano il significato teologico
dei trionfi.
Il Papa il giorno seguente li inviava anche ad altri nobili poichč erano
"oggetti" preziosi e belli: nel 1739 il Grande Pretendente inglese e sua
moglie li ricevettero.
Anche i musicisti mangiavano lě, ma in una doverosa altra stanza. Terminata
la serata il papa e i cardinali, i nobili e le persone degne di un certo
rilievo tutte intonavano il Mattuttino, per poi celebrare la prima Messa di
Natale.
Fu Papa Benedetto XIV ad annullare sě bei ritrovi :-(

La cantata a cui mi sto riferendo č DORINDO, DORMI ANCOR?,
essa č edita da BONGIOVANNI,
il numero di Catalogazione č 2181/82 - 2,
Alessandro Stradella Consort,
direttore ESTEVAN VELARDI, solisti
Dorindo, Rosita Frisani,
Montano, Marco Lazzara,
Angelo, Roberta Invernizzi

Arsace
___________________________
Handel non puň mia Musa
Cantar in un istante
Versi che degni sian degni della tua Lira.


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