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I Musicisti dell'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

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Lucio PERES

unread,
Mar 6, 2000, 3:00:00 AM3/6/00
to

Qui di seguito riporto l' elenco del musicisti costituenti la OSM.
I direttori impegnati nella stagione in corso li potete trovare alla
URL:
http://www.orchestrasinfonica.milano.it/
Tutti quei NGisti ke fossero al corrente di orkestrali in possesso di
diplomi immeritati o ke suonano male sono pregati di farlo sapere al
sottoscritto oppure agli spettatori paganti, milanesi e non.
LUX


I Musicisti dell'Orchestra Sinfonica
di Milano Giuseppe Verdi

VIOLINI I
Paolo MORENA*
Luca SANTANIELLO*
Laura RICCARDI**
Engjellushe BACE
Orges CAKU
Barbara CAREGGIO
Luca CIUFFOLETTI
Marco FERRETTI
Adriana GINOCCHI
Danilo GIUST
Sachiko KUROIWA
Susanna NAGY
Gianfranco RICCI
Edlira RRAPAJ
Enkeleida SHESHAJ
Marta TOSTI
Abigeila VOSHTINA

VIOLINI II
Catia GUIDOLIN*
Fabio RAVASI*
Elsa MARTIGNONI**
Marcello ALEMANNO
Keler ALIZOTI
Silvia BISIN
Caterina CAMINATI
Raffaella CAMPO
Micaela CHIRI
Rocco MALAGOLI
Giampiero MONTALTI
Sandra OPACIC
Roberta PEROZZI
Abramo RAULE
Giorgia RIGHETTI
Donatella ROSATO
Alessandro VAVASSORI
Maurizio VORZITELLI

VIOLE
Gianluca SAGGINI*
Marco AUDANO
Cono CUSMÀ PICCIONE
Enrico DE ANGELIS
Elaine KOENE
Paola Raffaella MELGARI
Gabriele MUGNAI
Hideki OKUMURA
Federico STASSI
Raffaella STIRPE
Adriana TATARU
Kirill VICHNIAKOV

VIOLONCELLI
Shana DOWNES*
Gabriele ZANETTI*
Tiziano BARANELLO
Nadia BIANCHI
Angela CASOTTI
Gabriele D' AGOSTINO
Luca FRANZETTI GAROFANO
Mario GRIGOLATO
Sokol KOKA
Giovanni MARZILIANO
Matteo MONTANARI
Francesco RAMOLINI

CONTRABBASSI
Paolo MAZZOLENI*
Toni DEL COCO
Joachim MASSA
Umberto RE
Vincenzo SARDELLA
Micbele SCIANDRA
Roland WIESENGER

FLAUTIe OTTAVINO
Frederik GHIJSELINCK*
Samantha ZANUSSO*
Massimiliano CREPALDI
Pamela MORGIA
Valeria PERETTI

OBOI
Paolo MANDELLI*
Andrea TENAGLIA*
Alessandro CAMMILLI
Silvia TURTURA

CORNO INGLESE
Sigrid BORGHS

CLARINETTI
Raffaella CIAPPONI:*
Fausto GHIAZZA*
Alessandro RUGGERI
Fabio VALERIO

CLARINETTO PICCOLO
Jader BIGNAMINI

CLARINETTO BASSO
Davide LATTUADA

FAGOTTI
Flavio BARUZZI*
Maurizio ORSINI*
Andrea MAGNANI
'I'sang Schien YUNG

CONTROFAGOTTO
Arianna AZZOLINI

CORNI
Lorenzo PANEBIANCO*
Daniele SALA*
Giovanna GRASSI
Sabina GRASSI
Thomas KOLLAR
Marzia TONOLI

TROMBE
Carlo BELTRAMI*
Gianluigi PETRARULO*
Giovanni FALZONE
Simone LONARDI
Claudio ONGAR()
Edy VALLET

TROMBONI
Massimo GIANANGELI*
Giuliano RIZZOTTO*
Devid CESTE

TROMBONE BASSO
Andrea ARRIGONI

TUBA
Alberto TONDI*

TIMPANI
VivianA MOLOGNI*

PERCUSSIONI
Cristiano PIROLA
Ivan FOSSATI

· prima parte
· ** concertino

ISPETTORE ORCHESTRA: Laura ROSSI

SEGRETARIA PRODUZIONE ARTISTICA: Laura MILANI

ASSISTENTE PRODUZIONE ARTISTICA: Marina TENCONI

RESPONSABILE ARCHIVIO MUSICALE: Margherita D' OVlDIO
RESPONSABILE PALCOSCENICO: Lorenzo TIEZZI

Teseo

unread,
Mar 6, 2000, 3:00:00 AM3/6/00
to

Lucio PERES ha scritto nel messaggio <38ca4b36...@news.flashnet.it>...

>Tutti quei NGisti ke fossero al corrente di orkestrali in possesso di
>diplomi immeritati o ke suonano male sono pregati di farlo sapere al
>sottoscritto oppure agli spettatori paganti, milanesi e non.


che vuol dire questa cosa, Lux ? Mi sembra una carognata nei confronti di
quei ragazzi. Spero per te che non leggano questo messaggio, o la prossima
volta che ti rechi all'auditorium rischi di trovare qualche sorpresa non
proprio gradita :-)

Teseo (Raf)

Tiziana Pannunzio

unread,
Mar 9, 2000, 3:00:00 AM3/9/00
to

Teseo <col...@tin.it> wrote:

> che vuol dire questa cosa, Lux ?

delirio d'onnipotenza?!? ;-)))
--
___
('v')
(( ))
---/-"---"-------
Tiziana Pannunzio
___________________________________________________
Amo essere allegro, ma, stia sicuro, quando voglio
posso sfidare chi sia in serietą (W.A.Mozart)

Lucio PERES

unread,
Mar 10, 2000, 3:00:00 AM3/10/00
to

On 9 Mar 2000 07:12:54 +0100, ti.pan...@flashnetNOSPAM.it (Tiziana

Pannunzio) wrote:
>Teseo <col...@tin.it> wrote:
>
>> che vuol dire questa cosa, Lux ?
>
>delirio d'onnipotenza?!? ;-)))

Ma da parte di ki, scusa, Tizzy?

Il motivo del mio post penso sia evidente: siccome molti in IAMC, te
compresa, hanno contestato la mia tesi sul primato musicale mondiale
di Milano, volevo per dimostrarlo [ebbene sì: sono caparbio!...]
partire dalla base.
Cioè: cominciamo a vedere se ki suona nelle orkestre sinfonike stabili
milanesi sa suonare. Poi esamineremo i direttori, e poi i programmi.
Poi l' offerta complessiva in rapporto alla "concorrenza" estera, i
prezzi, etc...
Ma, tanto per cominciare, mi sapete dire xkè quelli di questa lista, o
di quella della Cantelli, sarebbero inferiori agli orkestrali di
Monaco, o di Vienna, o di Berlino, tanto x restare in Europa?
LUX
P.S. Scusatemi l' estrema semplicità del sillogismo...

Teseo

unread,
Mar 10, 2000, 3:00:00 AM3/10/00
to

Lucio PERES ha scritto nel messaggio <38cc9ca5...@news.flashnet.it>...

>Ma, tanto per cominciare, mi sapete dire xkè quelli di questa lista, o
>di quella della Cantelli, sarebbero inferiori agli orkestrali di
>Monaco, o di Vienna, o di Berlino, tanto x restare in Europa?


Presi singolarmente non credo che siano inferiori, benche' le migliori
orchestre europee vantino delle prime parti coi controcoglioni. E' nel loro
insieme, cioe' quando suonano come orchestra, che si sente la differenza.

Teseo (Raf)

Luca Logi

unread,
Mar 11, 2000, 3:00:00 AM3/11/00
to

Lucio PERES <lucio...@flashnet.it> wrote:

> Il motivo del mio post penso sia evidente: siccome molti in IAMC, te
> compresa, hanno contestato la mia tesi sul primato musicale mondiale

> di Milano, volevo per dimostrarlo [ebbene sě: sono caparbio!...]
> partire dalla base.
> Cioč: cominciamo a vedere se ki suona nelle orkestre sinfonike stabili


> milanesi sa suonare. Poi esamineremo i direttori, e poi i programmi.
> Poi l' offerta complessiva in rapporto alla "concorrenza" estera, i
> prezzi, etc...

> Ma, tanto per cominciare, mi sapete dire xkč quelli di questa lista, o


> di quella della Cantelli, sarebbero inferiori agli orkestrali di
> Monaco, o di Vienna, o di Berlino, tanto x restare in Europa?

Scusa, ma pur avendo seguito con ragionevole attenzione il thread
orignario, mi sfugge un passaggio logico: come mai, partendo da un
discorso che era essenzialmente *quantitativo* siamo arrivati ad un
discorso *qualitativo*.

Sul discorso quantitativo non dovrebbero esserci sostanzialmente dubbi.
Per esempio in una citta' come Vienna, dove ci sono due teatri d'opera
aperti quasi tutte le sere (teatro di repertorio), ci sono
oggettivamente piu' possibilita' di fruire musica operistica rispetto a
Milano dove c'e' un solo teatro, e con un minore numero di recite per
anno (teatro di stagione). A questo punto mi sembra che tu abbia tirato
in ballo una considerazione qualitativa - che poi e' quella che viene
tirata in ballo da chi difende il sistema della stagione rispetto a
quella del repertorio, e cioe' che la qualita' delle rappresentazioni
all'opera di Vienna e' inferiore rispetto a quella della Scala.

A parte il fatto che puo' essere piu' o meno vero (certe recite con i
secondi cast della Scala le ho sentite anch'io), e premettendo che in
Italia non e' oggettivamente possibile uscire dal sistema della stagione
(per vari motivi praticamente insormontabili), rimane il fatto che il
teatro di repertorio e' oggetivamente piu' accessibile. Io personalmente
sono convinto che la Carmen si gode di piu' ascoltandola per tre volte
dal vivo in un allestimento mediocre che ascoltando per trecento volte
il disco di Karajan. Quanto poi ad ascoltarla nell'allestimento
esemplare della Scala, lo si fara' quando quest'ultimo teatro la
inserira' nella stagione (cosa che puo' succedere quest'anno come fra
vent'anni, con il sistema della stagione - ma in quest'ultimo caso una
intera generazione di melomani cittadini cresce senza aver mai sentito
la Carmen).

Dopo di che, certamente l'offerta musicale di Milano e' ampia se
paragonata alla media italiana. Anche qualitativamente non e' male
rispetto a quanto si sente in giro. Sostenere che sia al top dei livelli
mondiali e' solo ridicolo, e del resto non sarebbe disonorevole se fosse
cosi', considerate le dimensioni della citta' (Londra certamente ha piu'
mezzi anche economici ed un bacino d'utenza piu' largo) e le sue
tradizioni (la tradizione musicale tedesca e austriaca ha pochi rivali
nel mondo per come e' radicata nella scoieta' civile).

Ma, nonostante questo, il discorso non verteva sulla qualita' delle
orchestre. Premesso che una certa qualita' minima e' necessaria allo
scopo di discutere l'ampiezza o meno di una programmazione (altrimenti
paragoniamo i concerti delle bande al Prater con quelli nelle sale
parrocchiali), non mi sembra che il discorso stesse procedendo in questo
senso.


--------------------------------------------------------
Luca Logi - Firenze - Italy e-mail: ll...@dada.it
Home page: http://www.angelfire.com/ar/archivarius
(musicologia pratica)

Tiziana Pannunzio

unread,
Mar 11, 2000, 3:00:00 AM3/11/00
to

Il giorno 10-03-2000 7:57, Lucio PERES, lucio...@flashnet.it ha scritto:

> On 9 Mar 2000 07:12:54 +0100, ti.pan...@flashnetNOSPAM.it (Tiziana
> Pannunzio) wrote:
>> Teseo <col...@tin.it> wrote:
>>
>>> che vuol dire questa cosa, Lux ?
>>
>> delirio d'onnipotenza?!? ;-)))
>
> Ma da parte di ki, scusa, Tizzy?

ma sto scherzando, Lux!!! t'ho messo pure la faccina... :-)))


>
> Il motivo del mio post penso sia evidente:

resterà sempre una cosa soggettiva, strettamente collegata al gusto musicale
dei fruitori...

> Ma, tanto per cominciare, mi sapete dire xkè quelli di questa lista, o


> di quella della Cantelli, sarebbero inferiori agli orkestrali di
> Monaco, o di Vienna, o di Berlino, tanto x restare in Europa?

io non ho mai affermat ciò, semmai ho detto che Milano non è l'unica stella
nel cielo musicale europeo. Il che mi sembra realistico.


bacioni


--
___
('v')
(( ))
---/-"---"-------
Tiziana Pannunzio
___________________________________________________
Amo essere allegro, ma, stia sicuro, quando voglio

posso sfidare chi sia in serieta' (W.A.Mozart)


--
Posted from ro...@mbox27.flashnet.it [194.247.180.130]
via Mailgate.ORG Server - http://www.mailgate.org

Lucio PERES

unread,
Mar 12, 2000, 3:00:00 AM3/12/00
to

On 10 Mar 2000 23:25:32 +0100, "Teseo" <col...@tin.it> wrote:
>Presi singolarmente non credo che siano inferiori, benche' le migliori
>orchestre europee vantino delle prime parti coi controcoglioni.

Xkè le prime parti delle orkestre stabiili milanesi ki sono?
Enrico Dindo, il violoncellista della Scala, ha vinto il premio
Rostropovic ed adesso non lo si vede + in orkestra...
Galaktionov, il primo violino della OGC, è un solista coi fiocchi,
capace d' interpretare il repertorio concertistico e cameristico
classico/romantico all' altezza dei + famosi violinisti d' oggi (forse
non di quelli del passato: Oistrakh, Milstein, Szeryng, Stern & Co, ma
qui rivanghiamo i problemi di vedovanza tipo Callas/Tebaldi...)

>E' nel loro
>insieme, cioe' quando suonano come orchestra, che si sente la differenza.

Ma allora dipende dal direttore?
LUX LUCIS
---------------------------------------------------------------------------
Man is a rational animal who always loses his temper when he is called
upon to act in accordance with the dictates of reason - Oscar Wilde
e-mail:
lucio...@flashnet.it

Lucio PERES

unread,
Mar 12, 2000, 3:00:00 AM3/12/00
to

On 11 Mar 2000 16:02:49 +0100, ll...@dada.it (Luca Logi) wrote:
> A questo punto mi sembra che tu abbia tirato
>in ballo una considerazione qualitativa - che poi e' quella che viene
>tirata in ballo da chi difende il sistema della stagione rispetto a
>quella del repertorio, e cioe' che la qualita' delle rappresentazioni
>all'opera di Vienna e' inferiore rispetto a quella della Scala.

Purtroppo, visto ke sono quasi tutte le sere a sentire MC nella mia
cittą, mi ci vuole molto tempo per analizzare compiutamente l' offerta
operistica complessiva di Vienna, Parigi, Berlino e Monaco (ke penso
siano le + significative in Europa e nel mondo), ma a naso mi sembra
di sģ: l' offerta qualitativa della Scala, anke se raramente raggiunge
quelle punte d' eccellenza sotto tutti gli aspetti (orkestra, regia,
voci...) tali da contentare lo spettatore esigente, č mediamente
superiore.
Ma penso ke anke FI o VE non ospitebbero mai produzioni del livello di
alcune delle rappresentazioni di repertorio di cui parli. Solo ke mi
ci vuole tempo, e documentazione, x dimostrarlo...

>Dopo di che, certamente l'offerta musicale di Milano e' ampia se
>paragonata alla media italiana. Anche qualitativamente non e' male
>rispetto a quanto si sente in giro. Sostenere che sia al top dei livelli
>mondiali e' solo ridicolo

Ma come fai a dire ciņ? Prova ad esaminare la serata del prossimo 16
Marzo: c' č il Quartetto Juilliard alla Scala in un programma
entusiasmante. Contemporaneamente nella Basilica di San Marco Muti
dirige le Ultime 7 parole di Cristo sulla croce di Haydn (io ho gią
preso il biglietto x il concerto della Scala, quindi non ci vado, a
parte il fatto ke mi riesce difficile ascoltare Musica sulle sedie di
quella kiesa...). Come se ciņ non bastasse č stato annunciato per la
stessa data un concerto a San Simpliciano per i 25 anni della
benemerita Societą per la diffusione della musica antica "San Maurizo"
dove la Venice Baroque Orchestra eseguirą la prima assoluta (in tempi
moderni) dell' oratorio sacro "Il Trionfo della Poesia e della Musica"
di Benedetto Marcello! [se Arsace & i baroccofili sanno ke non ci vado
mi tolgono il saluto...]. Ma dove la trovi un' altra cittą europea o
mondiale ke ha questa rikkezza d' offerta ke ti costringe ad
imbarazzanti scelte!?...
Lunedģ scorso alle Serate Musicali c' č stato l' indiscusso N° 1 del
lied mondiale: Matthias Goerne a fare il Die Scho:ne Mu:llerin. Lunedģ
prox alla Scala suonerą la Sa:chsische Staatskapelle Dresden. Tra un
paio di settimane avremo Temirkanov in Conservatorio a dirigere l'
Orchestra di San Pietroburgo... Intanto alla Scala sembra ke facciano
una Tosca musicalmente mica male, anke se a me non frega 1 kazē°ą
visto ke puccini non mi piace..
A me sembra ke il ridicolo 6 tu...

> e del resto non sarebbe disonorevole se fosse
>cosi', considerate le dimensioni della citta' (Londra certamente ha piu'
>mezzi anche economici ed un bacino d'utenza piu' largo)

al concetto del bacino d' utenza ci sto arrivando ankio: infatti non
ha senso ke a Parigi ci sia tutto quel ben di Dio (anke se poi nel
dettaglio c' č da discutere...), se poi in tutta la Francia non c' č
un tubo: prova a vedere quante e quali opere fanno a Lione o Nizza e
ti viene da ridere... La stessa capitale "europea" Bruxelles, ke un
tempo aveva una ricca offerta, ora si č ridotta al lumicino (pekkato
xkč ci vado 20 volte all' anno...)...
E tutti siamo al corrente ke a NYC al Met ci arrivano da tutti gli
USA: basta leggere un po' il NG rec.music.opera o l' Opera-List...

>tradizioni (la tradizione musicale tedesca e austriaca ha pochi rivali
>nel mondo per come e' radicata nella scoieta' civile).

sulla tradizione c' infilzano tutti: č anke x questo ke dico ke MI sta
succedendo un miracolo...: solo ke c' č il rovescio della medaglia,
cioč, tranne x ovvii motivi la Scala ke č anke uno status-symbol x ki
ci va, all' offerta non sta corrispondendo un' altrettanto ricca
domanda, x cui a molti concerti al Conservatorio o all' Auditorium a
stento si riesce a riempire metą della sala...

> non mi sembra che il discorso stesse procedendo in questo senso.

ammetto ke il discorso, principalmente x demeriti miei, sta procedendo
in modo contorto: perdonatemi!...
LUX

Teseo

unread,
Mar 12, 2000, 3:00:00 AM3/12/00
to

Luca Logi ha scritto nel messaggio
<2000031116...@dadovago3143.dada.it>...

>Dopo di che, certamente l'offerta musicale di Milano e' ampia se
>paragonata alla media italiana. Anche qualitativamente non e' male
>rispetto a quanto si sente in giro.

dire che "non e' male" mi sembra un po' riduttivo. Credo che Milano possa
tranquillamente tenere testa a Londra o a Vienna, sia sul piano qualitativo
che su quello quantitativo. Di Vienna sento parlare spesso da amici che la
frequentano, Londra la conosco come le mie tasche perche' ci vado
spessissimo per lavoro. Certo, a Milano non ci sono i Wiener o i celebri
complessi di musica antica e barocca che suonano a Londra, ma per come la
vedo io e' una citta' che si difende molto bene. La stagione di musica
antica a S. Maurizio ha pochi eguali in Europa, per il prestigio di chi vi
partecipa e per il programma proposto. Quattro orchestre sinfoniche nella
stessa citta' (tra cui la Filarmonica, che - credimi - e' decisamente
superiore alle sue rivali londinesi) non sono cosa da poco. A questo devi
aggiungere i cicli musicali dedicati a questo o quel tema, ad esempio
l'opera omnia per organo di Bach (il concerto inaugurale del ciclo e' stato
tenuto da Gustav Leonhardt, e all'organo di San Simpliciano si stanno
alternando i migliori organisti sulla piazza) e il ciclo della cantate, che
ha visto la partecipazione di Gardiner e vedra' quella di Rilling e di
Bruggen. A tutto questo devi aggiungere i concerti delle Serate Musicali,
della Societa' del Quartetto, la stagione dei concerti da camera e dei
recital di canto alla Scala, piu' tutte le altre iniziative messe in campo
dalle associazioni concertistiche e teatrali "minori" (il Rosetum,
l'Associazione Musica Rara, i concerti al Teatro Filodrammatici, ecc.) e i
concerti d'occasione, ad esempio quelli in Duomo. Si tende spesso a
identificare Milano con la Scala, dimenticando che la Scala e' solo una
delle tante istituzioni che fanno vivere musicalmente questo schifo (per
altri aspetti) di citta'.

Se devo dire cosa manca, direi che manca l'opera barocca, e non e' una
lacuna da poco. Ma per questo occorrera' aspettare il successore di Muti,
sperando che sia di mentalita' di piu' aperta.

Teseo (Raf)

Teseo

unread,
Mar 12, 2000, 3:00:00 AM3/12/00
to

Lucio PERES ha scritto nel messaggio <38ced895...@news.flashnet.it>...

>>Presi singolarmente non credo che siano inferiori, benche' le migliori
>>orchestre europee vantino delle prime parti coi controcoglioni.
>
>Xkè le prime parti delle orkestre stabiili milanesi ki sono?

[snip]

certo, Lux, sono perfettamente d'accordo, ho espresso male il mio pensiero:
il "benche' " era da intendersi "e questo nonostante" (perdona il linguaggio
politichese...).

>Enrico Dindo, il violoncellista della Scala, ha vinto il premio
>Rostropovic ed adesso non lo si vede + in orkestra...

Tanto per fare un altro esempio, Paolo Pollastri, eccellente virtuoso
dell'oboe moderno e barocco, e' primo oboe dell'Accademia di Santa Cecilia.

>>E' nel loro
>>insieme, cioe' quando suonano come orchestra, che si sente la differenza.
>
>Ma allora dipende dal direttore?

Io trovo che i musicisti italiani siano molto individualisti. A parte i
complessi da camera, in cui e' piu' facile raggiungere l'affiatamento, o le
orchestre giovanili, come la Verdi, dove l'eta' costituisce un cemento molto
forte tra gli orchestrali, negli altri casi le orchestre sinfoniche italiane
suonano al meglio solo coi direttori che hanno un carisma e si sanno
imporre. Non ricordo piu' chi ha detto (credo fosse proprio un direttore
d'orchestra italiano) che le orchestre straniere danno il meglio di se' con
tutti i direttori, bravi e meno bravi, giovani e meno giovani, mentre quelle
italiane hanno bisogno di vedere sul podio una personalita' forte.

Teseo (Raf)

Luca Logi

unread,
Mar 12, 2000, 3:00:00 AM3/12/00
to

Lucio PERES <lucio...@flashnet.it> wrote:


> Xkè le prime parti delle orkestre stabiili milanesi ki sono?

> Enrico Dindo, il violoncellista della Scala, ha vinto il premio
> Rostropovic ed adesso non lo si vede + in orkestra...

> Galaktionov, il primo violino della OGC, è un solista coi fiocchi,
> capace d' interpretare il repertorio concertistico e cameristico
> classico/romantico all' altezza dei + famosi violinisti d' oggi (forse
> non di quelli del passato: Oistrakh, Milstein, Szeryng, Stern & Co, ma
> qui rivanghiamo i problemi di vedovanza tipo Callas/Tebaldi...)

Ricordo un aneddoto: piu' di dieci anni fa la Filarmonica della Scala
fece un programma straussiano con Sawallisch: nella seconda parte c'era
Heldenleben. Ora, in Heldenleben c'e' un "a solo" di violino di
difficolta' bestiale - a livello concertistico e lungo piu' di dieci
minuti. Ricordo che il concerto fu fatto prima a Bologna, e l'allora
primo violino di spalla, Fantini, uno splendido musicista e un elemento
storico dell'orchestra, l'esegui' molto bene. Dopo di che disse che la
tensione nervosa era stata eccessiva e prego' l'orchestra di trovare un
altro per la ripetizione del concerto a Milano due settimane dopo. Fu
cosi' contattata la spalla dei Wiener Philarmoniker, che venne a suonare
a Milano, e per l'occasione gli fu prestato un violino Stradivari del
comune di Cremona.

Altro aneddoto. Una cosa del genere, mi dicono, successe anche a
Berlino: l'orchestra della radio doveva eseguire Heldenleben, ma il
violino di spalla si infortuno' in un incidente d'auto poche ora prima
del concerto. L'unico disponibile a suonare la parte del violino di
spalla con il preavviso di due ore e senza prove fu un violino *di fila*
dei Berliner (stiamo parlando dell'epoca Karajan), che suono'
splendidamente. Nella sua orchestra occupava uno degli ultimi leggii dei
secondi violini. Ma, fu il commento, l'ultimo violino dei Berliner e'
allo stesso livello, se non superiore, delle prime parti di qualsiasi
altra orchestra.

...a buon intenditor poche parole.....

Tito Ceccherini

unread,
Mar 12, 2000, 3:00:00 AM3/12/00
to

Teseo <col...@tin.it> ha scritto nel messaggio
8ag4c0$5ml$2...@nslave1.tin.it...


>
>
> Luca Logi ha scritto nel messaggio
> <2000031116...@dadovago3143.dada.it>...
>
> >Dopo di che, certamente l'offerta musicale di Milano e' ampia se
> >paragonata alla media italiana. Anche qualitativamente non e' male
> >rispetto a quanto si sente in giro.
>
> dire che "non e' male" mi sembra un po' riduttivo. Credo che Milano possa
> tranquillamente tenere testa a Londra o a Vienna, sia sul piano
qualitativo
> che su quello quantitativo. Di Vienna sento parlare spesso da amici che la
> frequentano, Londra la conosco come le mie tasche perche' ci vado
> spessissimo per lavoro. Certo, a Milano non ci sono i Wiener o i celebri
> complessi di musica antica e barocca che suonano a Londra, ma per come la
> vedo io e' una citta' che si difende molto bene. La stagione di musica
> antica a S. Maurizio ha pochi eguali in Europa, per il prestigio di chi vi
> partecipa e per il programma proposto. Quattro orchestre sinfoniche nella
> stessa citta' (tra cui la Filarmonica, che - credimi - e' decisamente
> superiore alle sue rivali londinesi) non sono cosa da poco.

Sono la norma per le città estere. A Milano non ci sono: né I Pomeriggi
musicali, né l'Orchestra Cantelli sono orchestre sinfoniche. Il fatto che
quest'ultima pretenda di affrontare il repertorio sinfonico con un organico
grottescamente impari ai requisiti delle partiture che mette in stagione è
solo uno dei sintomi di una gestione assolutamente folle.

> A questo devi
> aggiungere i cicli musicali dedicati a questo o quel tema, ad esempio
> l'opera omnia per organo di Bach (il concerto inaugurale del ciclo e'
stato
> tenuto da Gustav Leonhardt, e all'organo di San Simpliciano si stanno
> alternando i migliori organisti sulla piazza) e il ciclo della cantate,
che
> ha visto la partecipazione di Gardiner e vedra' quella di Rilling e di
> Bruggen. A tutto questo devi aggiungere i concerti delle Serate Musicali,
> della Societa' del Quartetto, la stagione dei concerti da camera e dei
> recital di canto alla Scala, piu' tutte le altre iniziative messe in campo
> dalle associazioni concertistiche e teatrali "minori" (il Rosetum,
> l'Associazione Musica Rara, i concerti al Teatro Filodrammatici, ecc.) e i
> concerti d'occasione, ad esempio quelli in Duomo.

Ma veramente, ma dico *veramente* credete che tutto questo non sia
all'ordine del giorno in città come Vienna, Berlino, Parigi, etc.?
O forse credete che solo ciò di cui sporadicamente e casualmente sentite
parlare accada (ed in tal caso è naturale che, vivendo a Milano, conosciate
meglio quel che ivi succede?)

Si tende spesso a
> identificare Milano con la Scala, dimenticando che la Scala e' solo una
> delle tante istituzioni che fanno vivere musicalmente questo schifo (per
> altri aspetti) di citta'.

A me sembra piuttosto che qui si identifichi Vienna *soltanto* con i Wiener
Philharmoniker, i suoi due teatri d'opera, i Wiener Symphoniker e magari il
Concentus Musicus Wien (e non mi è ben chiaro come ciò possa sembrar poco).
E si dimentichino la Wiener Kammeroper, il Teatro An der Wien, la
Konzerthaus con le sue due sale quotidianamente attive, la
Niederoesterreichischer Tonkuenstler Orchester, l'incredibile pletora di
orchestre da camera più e meno grandi (che corrispondono, per intenderci, ai
nostri Pomeriggi e Cantelli), etc...
Quanto alla struttura di un teatro di repertorio, ed alla qualità delle
rappresentazioni alla Saatsoper, ribadisco per l'ennesima volta che:
- come alla Scala l'opera di Vienna inscena ogni anno una decina di nuove
produzioni, provate con tutti i sacri crismi con artisti di livello
paragonabile a quelli attivi a Milano. Paragonare la qualità della stagione
scaligera con questa non è senza audacia, se considerate che l'orchestra in
buca altro non è che i WP.
- le recite di repertorio coprono tutte i giorni in cui il teatro alla
Scala, per intenderci, non ha rappresentazione operistica, nulla tolgono
alla regolare stagione di cui sopra, consentono ad un pubblico innumerevole
di ascoltare tutto il repertorio melodrammatico anche a prezzi molto
ragionevoli, e senza difficoltà di accesso. La qualità musicale di queste
recite è sensibilmente inferiore a quella delle nuove produzioni ed è
paragonabile a quella delle produzioni di "medio" impegno alla Scala (quasi
tutto ciò che oggi alla Scala non è diretto da Muti, Sinopoli o Chung). Le
recite di "routine" del repertorio wagneriano o straussiano, peraltro, si
giovano di un'orchestra sempre smagliante e preparatissima...

Al di là del confronto qualitativo, in cui la Staasoper si dimostra
mediamente *almeno* al livello della Scala, la superiorità quantitativa (che
è quello da cui era partita la riflessione di Lux) è talmente schiacciante
che anche solo immaginare di sostenere il contrario equivale ad una
barzelletta.


Ciao

Tito

Teseo

unread,
Mar 12, 2000, 3:00:00 AM3/12/00
to

Luca Logi ha scritto nel messaggio

<2000031216...@dadovago3120.dada.it>...


>
>Fu
>cosi' contattata la spalla dei Wiener Philarmoniker, che venne a suonare
>a Milano, e per l'occasione gli fu prestato un violino Stradivari del
>comune di Cremona.

[cut]

dalla fondazione fino ai primi anni '90 la Filarmonica della Scala ha
attinto piu' volte a prime parti dei Wiener, non e' un mistero per nessuno
ne' uno scandalo, mi pare. Lo stesso Muti, in un'intervista rilasciata nel
1992, ha ammesso che questo era indispensabile, ma anche che un giorno
l'orchestra avrebbe camminato con le proprie gambe (cosa che si e' poi
puntualmente verificata).

[cut]l'ultimo violino dei Berliner e'


>allo stesso livello, se non superiore, delle prime parti di qualsiasi
>altra orchestra.

mi sa tanto di leggenda metropolitana...

Raf

Luca Logi

unread,
Mar 13, 2000, 3:00:00 AM3/13/00
to

Ricevo da Giuseppe Mariotti e pubblico a nome suo (moderatore, il server
si e' pappato un paio di messaggi... Vienna e' troppo distante?)


*******************************************************************

Teseo <col...@tin.it> wrote:

> [cut]l'ultimo violino dei Berliner e'
> >allo stesso livello, se non superiore, delle prime parti di qualsiasi
> >altra orchestra.
>
> mi sa tanto di leggenda metropolitana...


L'infernale a solo da Ein Heldenleben e' uno dei brani obbligatori nei
Probespiele delle grandi orchestre austriache e tedesche, e viene
richiesto spesso e volentieri in questi "esami di ammissione" che, qui a
Vienna, vengono effettuati dietro a una tenda. Ogni violinista che suoni
in un'orchestra di questi due musicalissimi paesi, quindi, e' in grado
di eseguire l'"a solo" in maniera egregia, anche se siede all'ultimo
leggio. Non si tratta di una leggenda metropolitana, come detto in altro
post, ma sarebbe possibilissimo anche oggi.

Pino
--
"Nur der blickt heiter, der nach vorwärts schaut"
(Ferruccio Busoni, Doktor Faust)

Giuseppe Mariotti
1010 Wien - Austria

Lucio PERES

unread,
Mar 14, 2000, 3:00:00 AM3/14/00
to

On 12 Mar 2000 19:15:15 +0100, "Tito Ceccherini"

<titocec...@NOSPAM.bigfoot.com> wrote:
>Sono la norma per le città estere. A Milano non ci sono: né I Pomeriggi
>musicali, né l'Orchestra Cantelli sono orchestre sinfoniche. Il fatto che
>quest'ultima pretenda di affrontare il repertorio sinfonico con un organico
>grottescamente impari ai requisiti delle partiture che mette in stagione è
>solo uno dei sintomi di una gestione assolutamente folle.

Piano col grottesco: non possiedo le partiture ke hai tu (ed anke se
le avessi x me sarebbero piene di segni cabalistici...), ma qualke
libro ed una certa raccolta di programmi di sala sì. Ed a me risulta
ad es ke x l' Eroica di LvB, l' organico sia il seguente:
2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 3 corni, 2 trombe, timpani
ed archi.
Mi sembra ke questi strumentisti alla OGC ci siano; il N° degli arki
penso sia ad libitum, o no? Spiegacelo tu ke 6 direttore d'
orkestra... A quale impari requisiti ti riferisci? Se agli organici
della Fantastica o del Titano è kiaro a tutti ke quando la OGC le ha
eseguite aveva dei rinforzi: se provenienti dalle file dei Pomeriggi
musicali o della Verdi, non saprei dire. Diccelo tu, ke 6 un addetto
ai lavori... Del resto è quanto accade ad orkestre + grandi quando
vogliono fare la Sinfonia dei Mille, no? Ki è ke si sobbarca un
organico stabile di quella mole x eseguire una volta ogni tanto quella
sinfonia!?...
Comunque in uno spirito non parossisticamente filologico e nell'
accettazione del concetto di creazione di Humus Sociale coniato dall'
egregio Luca Logi in contrapposizione allo spasmodico anelito alla
Qualità Assoluta, direi ke anke un' eventuale lettura al pf di certo
repertorio sinfonico, diffusa ad un largo pubblico al modico cost di
Lit 10000 a concerto, sia una benemerenza encomiabile x propagare l'
amore x la Musica!

>Ma veramente, ma dico *veramente* credete che tutto questo non sia
>all'ordine del giorno in città come Vienna, Berlino, Parigi, etc.?

Puoi darmi le brochure anke degli anni passati di queste stagioni
concertistiche "all' ordine del giorno" di Vienna e Berlino? X Parigi
ne ho un certo N° e posso confermare x diretta esperienza ke non è
come dici tu. Oppure puoi indicarmi il sito di un quotidiano di lingua
tedesca ke riporti la programmazione concertistica giornaliera? In
Austria e Germania non c' è niente di paragonabile al nostro favoloso
sito http://www.promart.it dove quotidianamente si dà la rassegna
degli eventi musicali in Italia??
Il dubbio mi proviene dal fatto ke ho confrontato le Liederabend, ke
dovrebbero essere una tradizione tutta teutonica..., di Monaco e
Milano ed ho trovato nettamente superiore quella di Milano.
Quantitativamente alla Scala fanno 7 recital di canto all' anno, anke
se quello di Ramey è saltato, ma può darsi lo recuperino e N.B. ke l'
anno scorso erano 8..., mentre a Monaco nella stagione della
Bayerischen Staatsoper ne fanno 6. Qualitativamente le voci invitate
alla Scala sono superiori: van Dam, Urmana, Kirchschlager, Schade,
Pregardien e Jane Eaglen. A Mu:nchen ci sono: Christopher Robson,
Dmitri Hvorostovsky, Christine Schäfer insieme a Matthias Goerne, Ian
Bostridge, Jochen Kowalski e Barbara Bonney. Direi ke tranne nel caso
della Bonney e di Hvorostovsky ke in Italia, se non erro, non hanno
mai cantato in recital, non c' è paragone; anke se il concerto in
doppio della Schafer con Matthias Goerne (indubbiamente il N° 1 del
lied mondiale oggi come oggi, ke abbiamo avuto Lun scorso alle Serate)
può essere senz' altro attraente.
Non so se poi a Monaco ci sono in altri luoghi altre Liederabend con
cantanti di primo piano e quante ce ne siano a Vienna. Se puoi
informarmi te ne sono grato.

>- le recite di repertorio coprono tutte i giorni in cui il teatro alla
>Scala, per intenderci, non ha rappresentazione operistica, nulla tolgono
>alla regolare stagione di cui sopra, consentono ad un pubblico innumerevole
>di ascoltare tutto il repertorio melodrammatico anche a prezzi molto
>ragionevoli, e senza difficoltà di accesso. La qualità musicale di queste
>recite è sensibilmente inferiore a quella delle nuove produzioni ed è
>paragonabile a quella delle produzioni di "medio" impegno alla Scala

Ma come fanno, tecnicamente parlando, x quello ke ne sai tu? Cioè il
palcoscenico com' è fatto? Può conservare 3 o 4 allestimenti diversi
nella stessa struttura?

>Al di là del confronto qualitativo, in cui la Staasoper si dimostra
>mediamente *almeno* al livello della Scala, la superiorità quantitativa (che
>è quello da cui era partita la riflessione di Lux) è talmente schiacciante
>che anche solo immaginare di sostenere il contrario equivale ad una
>barzelletta.

Senti, Tito, allora mettiamola così: Vienna è meglio di MI
musicalmente parlando. Ma solo Vienna... Per una città con tradizioni
musicali così nobili è quasi fatale...
Però a Milano c' è' un sakko di roba: perciò sono soddisfatto di
vivere qui e mi sento di consigliare agli amici NGisti delle zone +
depresse, sempre musicalmente parlando, d' Italia tipo Pistoia,
Campobasso, Teramo, Enna, etc... ke siano stufi di sentire musica
riprodotta sia pure nei loro eccezionale impianti HI FI, ke se
vogliono sentire della buona MC live possono venire a MI invece di
andarsene all' estero coi problemi di lingua, valuta, etc... Se poi
gli è antipatico Haider a maggior ragione...
Magari a MI prima o poi potrebbero imbattersi in un concerto diretto
da tito Ceccherini.
A meno ke non faccia prima Vienna a scritturarti.
LUX

Teseo

unread,
Mar 15, 2000, 3:00:00 AM3/15/00
to

Luca Logi ha scritto nel messaggio

<2000031322...@dadovago2109.dada.it>...


>
>Ricevo da Giuseppe Mariotti e pubblico a nome suo (moderatore, il server
>si e' pappato un paio di messaggi... Vienna e' troppo distante?)


e' la catena alpina che fa da sbarramento...

>L'infernale a solo da Ein Heldenleben e' uno dei brani obbligatori nei

>Probespiele delle grandi orchestre austriache e tedesche, [...]

Se anche l'ultimo violino di fila dei Berliner o dei Wiener e' in grado di
suonare queste pezzo buon per lui. Questo non significa che altri violinisti
in altre orchestre, prime o ultime parti che siano, non possano essere in
grado di eseguirlo.

Smettiamola di mitizzare i musicisti stranieri.

Teseo (Raf)

Tito Ceccherini

unread,
Mar 15, 2000, 3:00:00 AM3/15/00
to

Teseo <col...@tin.it> ha scritto nel messaggio

8ami6u$60u$1...@nslave2.tin.it...

Ma non si era detto che Fantini (che conosco bene) lo aveva eseguito
benissimo, ma anche con molto "stress" (psicologico, non ne dubito), e
chiese di essere sostituito in una replica del concerto, ragion per cui si
dovette chiamare un violinista straniero (perché evidentemente *nessun
altro* in orchestra o in Italia era reputato adeguato alla parte)?
Nota una volta per tutte che qui non è in discussione la qualità dei
musicisti, ma il sistema con cui sono "costruite" le orchestre. Se l'a solo
in questione fosse d'obbligo anche da noi, e certe partiture fossero di
repertorio anche in Italia, gli strumentisti italiani avrebbero una migliore
educazione orchestrale, e mostrerebbero di cosa son veramente capaci (certo
non sono da meno che in Germania!)

Tito


Lucio PERES

unread,
Mar 15, 2000, 3:00:00 AM3/15/00
to

On 12 Mar 2000 16:03:58 +0100, ll...@dada.it (Luca Logi) wrote:
> Ricordo che il concerto fu fatto prima a Bologna, e l'allora
>primo violino di spalla, Fantini, uno splendido musicista e un elemento
>storico dell'orchestra, l'esegui' molto bene. Dopo di che disse che la
>tensione nervosa era stata eccessiva e prego' l'orchestra di trovare un
>altro per la ripetizione del concerto

non conosco Fantini. So ke Angelo Stefanato e Riccardo Brengola dell'
Ork RAI di Roma, ke aveva tra i flauti di fila anke Gazzelloni, non si
peritavano di fare anke i solisti di concerti temibili.

>Nella sua orchestra occupava uno degli ultimi leggii dei

>secondi violini. Ma, fu il commento, l'ultimo violino dei Berliner e'


>allo stesso livello, se non superiore, delle prime parti di qualsiasi
>altra orchestra.

Il commento di ki?
Ai tempi di Karajan puň anke darsi fosse cosě, anke se G. Mariotti
scrive ke vale anke oggi. Mi sembra comunque ke l' Op 77 di Brahms sia
+ difficile dell' assolo di Heldenleben e Galaktionov lo esegue
egregiamente, almeno IMHO.
Poi x i Berliner in IAMC si leggono post tipo quello di Emanuele
Passerni ke dice ke il concerto del '93 con Abbado fu pessimo... A ki
dare retta?????

>...a buon intenditor poche parole.....

intendi ke sono 1 intenditore " buono"?...
LUX

Luca Logi

unread,
Mar 15, 2000, 3:00:00 AM3/15/00
to

Forwardo un altro messaggio del Mariotti. Un suo post sembra andato
nuovamente perso nei meandri oscuri del demone di moderazione. E'
curioso che, dopo tutta la pubblicita' che il moderatore si danna per
fare, sia cosi' difficile, per chi ha voglia di intervenire, mandare un
messaggio a questo gruppo.


************************************************************************

Teseo wrote:

> e' la catena alpina che fa da sbarramento...

Speriamo che anche questo non si fermi a Tarvisio...



> >L'infernale a solo da Ein Heldenleben e' uno dei brani obbligatori nei
> >Probespiele delle grandi orchestre austriache e tedesche, [...]
>
> Se anche l'ultimo violino di fila dei Berliner o dei Wiener e' in grado di
> suonare queste pezzo buon per lui. Questo non significa che altri violinisti
> in altre orchestre, prime o ultime parti che siano, non possano essere in
> grado di eseguirlo.

Certo che no. Mai detto che un italiano non sia in grado di eseguirlo,
anzi.

> Smettiamola di mitizzare i musicisti stranieri.

So quello che dico. Con "musicisti stranieri" provo quasi
quotidianamente, e ci suono almeno 20 concerti l'anno. Il "mito" (che
corrisponde a realta', credimi) lo si costruisce in Italia, dove
evidentemente esiste un complesso d'inferiorita' verso i colleghi
stranieri.

Luca Logi

unread,
Mar 15, 2000, 3:00:00 AM3/15/00
to

Lucio PERES <lucio...@flashnet.it> wrote:
>
> >Nella sua orchestra occupava uno degli ultimi leggii dei
> >secondi violini. Ma, fu il commento, l'ultimo violino dei Berliner e'
> >allo stesso livello, se non superiore, delle prime parti di qualsiasi
> >altra orchestra.
>
> Il commento di ki?

L'aneddoto fu riferito ad un mio amico (un pratese che attualmente e'
prima parte di una orchestra di Monaco - succede...) da una delle prime
parti dell'orchestra della radio di Berlino.


> Ai tempi di Karajan puň anke darsi fosse cosě, anke se G. Mariotti
> scrive ke vale anke oggi. Mi sembra comunque ke l' Op 77 di Brahms sia
> + difficile dell' assolo di Heldenleben e Galaktionov lo esegue
> egregiamente, almeno IMHO.

Gli "a soli" d'orchestra sono una categoria completamente differente dai
concerti solistici.

Per fare un esempio un po' differente ed uscire dal seminato, molti
oboisti sono di gran lunga piu' tranquilli nell'eseguire un concerto
solistico, magari anche difficile (diciamo quello di Strauss), piuttosto
che il solo all'inizio del terzo atto dell'Aida, che arriva dopo due ore
che si suona, ma subito dopo la pausa e senza la possibilita' di
scaldarsi con lo strumento, e' lungo solo due pagine durante le quali ci
si puo' ricoprire di cacca fino ai capelli (la cosa piu' difficile sono
le tre note che fanno l'eco di "mai piu'") e per di piu' va suonato ad
un tempo che sia comodo al soprano e piaccia al direttore piuttosto che
all'oboista.


> Poi x i Berliner in IAMC si leggono post tipo quello di Emanuele
> Passerni ke dice ke il concerto del '93 con Abbado fu pessimo... A ki
> dare retta?????

Beh, non puoi mettere sullo stesso piano osservazioni strutturali - come
i criteri per la scelta degli orchestrali - e recensioni di concerti,
che sono eventi occasionali. Anche i Wiener occasionalmente suonano
male, ma rimangono una delle primissime orchestre del mondo e la loro
struttura organizzativa e' stata copiata un po' da tutti (incluso la
Filarmonica della Scala).

Lucio PERES

unread,
Mar 15, 2000, 3:00:00 AM3/15/00
to

On 15 Mar 2000 20:53:15 +0100, ll...@dada.it (Luca Logi) wrote:
>Forwardo un altro messaggio del Mariotti. Un suo post sembra andato
>nuovamente perso nei meandri oscuri del demone di moderazione. E'
>curioso che, dopo tutta la pubblicita' che il moderatore si danna per
>fare, sia cosi' difficile, per chi ha voglia di intervenire, mandare un
>messaggio a questo gruppo.

Luca, siamo sicuri ke il tuo amico Mariotti sappia manovrare a dovere
i NG? Interviene su altri NG italiani? Moderati o no?

Dall' estero aveva avuto qualke difficoltà Christen dalla Svizzera, ma
era il suo provider ke era carente...

Qual' è l' e-mail di Mariotti?

Digli di provare tramite Mailgate inviando una mail a:
it.arti.music...@mailgate.org
LUX

Lucio PERES

unread,
Mar 15, 2000, 3:00:00 AM3/15/00
to

On 15 Mar 2000 22:20:04 +0100, ll...@dada.it (Luca Logi) wrote:
> Anche i Wiener occasionalmente suonano
>male, ma rimangono una delle primissime orchestre del mondo e la loro
>struttura organizzativa e' stata copiata un po' da tutti (incluso la
>Filarmonica della Scala).

Anke con quei famosi sistemi di rotazione ke hanno tanto irritato
Claudio Abbado?
LUX

Teseo

unread,
Mar 16, 2000, 3:00:00 AM3/16/00
to

Luca Logi ha scritto nel messaggio

<200003152...@dadovago3087.dada.it>...


>E' curioso che, dopo tutta la pubblicita' che il moderatore si danna per
>fare, sia cosi' difficile, per chi ha voglia di intervenire, mandare un
>messaggio a questo gruppo.

davvero ? a me non sembra che tu abbia dei problemi (per fortuna,
naturalmente...) :-)

>So quello che dico. Con "musicisti stranieri" provo quasi
>quotidianamente, e ci suono almeno 20 concerti l'anno.

complimenti ! Ti invidio (dico sul serio)

>Il "mito" (che
>corrisponde a realta', credimi) lo si costruisce in Italia, dove
>evidentemente esiste un complesso d'inferiorita' verso i colleghi
>stranieri.

non capisco una cosa, dal tuo messaggio: e' reale il "mito" vero e proprio
(e questo posso confermarlo anch'io) o anche l' "oggetto" del mito, cioe' la
bravura degli stranieri rispetto agli italiani ? Ti risulta davvero,
parlando con professori d'orchestra italiani (ne conoscerai sicuramente) che
questi nutrano un po' d'invidia per i loro colleghi d'oltralpe o che si
sentano in qualche modo inferiori ?

Ciao, e grazie del contributo

Teseo (Raf)

Teseo

unread,
Mar 16, 2000, 3:00:00 AM3/16/00
to

Luca Logi ha scritto nel messaggio

<2000031522...@dadovago3087.dada.it>...

>L'aneddoto fu riferito ad un mio amico (un pratese che attualmente e'
>prima parte di una orchestra di Monaco - succede...) da una delle prime
>parti dell'orchestra della radio di Berlino.

Luca, non puoi continuare a dirci queste cose col contagocce, e solo per
rispondere ad altri. Fai il bravo, visto che conosci proprio tutti e parli
con tutti, anche coi defunti, raccontaci qualche aneddoto piccante...


Teseo (Raf)

Luca Logi

unread,
Mar 16, 2000, 3:00:00 AM3/16/00
to

Lucio PERES <lucio...@flashnet.it> wrote:

> > Anche i Wiener occasionalmente suonano
> >male, ma rimangono una delle primissime orchestre del mondo e la loro
> >struttura organizzativa e' stata copiata un po' da tutti (incluso la
> >Filarmonica della Scala).
>
> Anke con quei famosi sistemi di rotazione ke hanno tanto irritato
> Claudio Abbado?

I sistemi di rotazione sono una furbata per accettare piu' impegni e
guadagnare di piu', contemporaneamente dividendosi il lavoro e lavorando
il minimo possibile. Per deprecabile che sia la cosa, non c'e' una sola
orchestra nel mondo che non sogni di fare alla stessa maniera (o che,
semplicemente, non lo faccia senza starlo a pubblicizzare).

(Vienna non ha, ovviamente, il monopolio della furbizia anche se a volte
sembra avre quello della musica classica.)

Luca Logi

unread,
Mar 16, 2000, 3:00:00 AM3/16/00
to

Teseo <col...@tin.it> wrote:

> Luca, non puoi continuare a dirci queste cose col contagocce, e solo per
> rispondere ad altri. Fai il bravo, visto che conosci proprio tutti e parli
> con tutti, anche coi defunti, raccontaci qualche aneddoto piccante...

Non oserei mai su un gruppo moderato :-)

(...ma se vuoi, dai un'occhiata alle pagine umoristiche sulla mia home
page)

Giuseppe Mariotti

unread,
Mar 18, 2000, 3:00:00 AM3/18/00
to

Teseo wrote:
>
> >Il "mito" (che
> >corrisponde a realta', credimi) lo si costruisce in Italia, dove
> >evidentemente esiste un complesso d'inferiorita' verso i colleghi
> >stranieri.
>
> non capisco una cosa, dal tuo messaggio: e' reale il "mito" vero e proprio
> (e questo posso confermarlo anch'io) o anche l' "oggetto" del mito, cioe' la
> bravura degli stranieri rispetto agli italiani ? Ti risulta davvero,
> parlando con professori d'orchestra italiani (ne conoscerai sicuramente) che
> questi nutrano un po' d'invidia per i loro colleghi d'oltralpe o che si
> sentano in qualche modo inferiori ?

In effetti la mia frase non era molto chiara. L'ultima orchestra
italiana con cui ho suonato e' proprio quella presa in questione nel
thread, la Verdi di Milano, con i cui musicisti ho passato alcuni giorni
insieme, per quattro concerti. Ho avuto modo di parlare con
loro, e in maniera non superficiale, dei probemi che affliggono gli
orchestrali e le orchestre italiane, e di confrontarli con quelli dei
loro colleghi austriaci e tedeschi, che conosco bene perche' ci suono
molto piu' spesso.
La questione e' la solita. In Italia la musica classica ha una posizione
talmente marginale, da non essere in grado di generare un vero indotto,
che garantisca un livello artistico ed economico a chi la pratica. I
musicisti non hanno un adeguato status sociale, e sono mal retribuiti,
se confrontati ai loro colleghi all'estero. Manca lo stimolo a
migliorarsi
che solo un pubblico veramente esigente e competente puo' dare (e come
si formi tale pubblico e' lungo da spiegare, ma ognuno lo puo' intuire)
e,
soprattutto, uno stato che patrocini e gestisca bene strutture e
inizative *veramente* valide e di qualita'. Le conclusioni ognuno le
tira da se'. Le orchestre straniere hanno spesso musicisti italiani
nell'organico, anche in posizione chiave (vedi il l'amico Francesco
Ugolini violinista, Konzertmeister alla Philarmonia London e alla
sinfonica di Stavanger). La qualita' artistica non manca. E' tutto il
resto che e' carente.

Ho sintetizzato molto, l'argomento e' vastissimo, le ragioni molteplici,
ma ho poco tempo :-(

Pino

--
"Nur der blickt heiter, der nach vorwärts schaut"
(Ferruccio Busoni, Doktor Faust)

Giuseppe Mariotti
1010 Wien - Austria

--
Posted from pop.chello.at [195.34.134.66]

Lucio PERES

unread,
Mar 25, 2000, 3:00:00 AM3/25/00
to

On 18 Mar 2000 15:25:02 +0100, mari...@chello.at (Giuseppe Mariotti)
wrote:

>In effetti la mia frase non era molto chiara. L'ultima orchestra
>italiana con cui ho suonato e' proprio quella presa in questione nel
>thread, la Verdi di Milano, con i cui musicisti ho passato alcuni giorni
>insieme, per quattro concerti. Ho avuto modo di parlare con
>loro, e in maniera non superficiale, dei probemi che affliggono gli
>orchestrali e le orchestre italiane, e di confrontarli con quelli dei
>loro colleghi austriaci e tedeschi, che conosco bene perche' ci suono
>molto piu' spesso.

Ma fammi capire: tu saresti un orkestrale "freelance" ke passa da un'
orkestra ad un' altra?

>musicisti non hanno un adeguato status sociale, e sono mal retribuiti,
>se confrontati ai loro colleghi all'estero

se confrontati ad un ingegnere di un grosso gruppo petrolifero
nazionale però neanke tanto male...

> Manca lo stimolo a migliorarsi
>che solo un pubblico veramente esigente e competente puo' dare (e come
>si formi tale pubblico e' lungo da spiegare, ma ognuno lo puo' intuire)

non è ke, come succede oggi a Milano, il fatto ke ci siano 3 o 4
stagioni sinfonike con orkestre stabili in concorrenza possa aiutare
nel lungo periodo!?...

>soprattutto, uno stato che patrocini e gestisca bene strutture e

>iniziative *veramente* valide e di qualita'

mi fai cadere le braccia: 6 ancora x l' economia statale!?...

> Le orchestre straniere hanno spesso musicisti italiani
>nell'organico, anche in posizione chiave (vedi il l'amico

pensa te!

> La qualita' artistica non manca. E' tutto il
>resto che e' carente.

Beh, ma intanto contentiamoci della materia prima!...
LUX

Giuseppe Mariotti

unread,
Mar 26, 2000, 3:00:00 AM3/26/00
to

Lucio PERES wrote:
>
> On 18 Mar 2000 15:25:02 +0100, mari...@chello.at (Giuseppe Mariotti)
> wrote:
> >In effetti la mia frase non era molto chiara. L'ultima orchestra
> >italiana con cui ho suonato e' proprio quella presa in questione nel
> >thread, la Verdi di Milano, con i cui musicisti ho passato alcuni giorni
> >insieme, per quattro concerti. Ho avuto modo di parlare con
> >loro, e in maniera non superficiale, dei probemi che affliggono gli
> >orchestrali e le orchestre italiane, e di confrontarli con quelli dei
> >loro colleghi austriaci e tedeschi, che conosco bene perche' ci suono
> >molto piu' spesso.
>
> Ma fammi capire: tu saresti un orkestrale "freelance" ke passa da un'
> orkestra ad un' altra?

No, sono un pianista che viene invitato a suonare come solista dalle
suddette orchestre. Nel caso citato della Verdi, ho suonato quattro
volte il KV365 con Gulda Jr.

<snip!>

> >Manca lo stimolo a migliorarsi
> >che solo un pubblico veramente esigente e competente puo' dare (e come
> >si formi tale pubblico e' lungo da spiegare, ma ognuno lo puo' intuire)

> non è ke, come succede oggi a Milano, il fatto ke ci siano 3 o 4
> stagioni sinfonike con orkestre stabili in concorrenza possa aiutare
> nel lungo periodo!?...

Certo, aiuta, e molto. Ma come lungo periodo parliamo di generazioni.
Busoni, 106 anni fa, in una lettera alla moglie parla della situazione
musicale in Italia come in ritardo di decenni rispetto a quella tedesca.
La situazione non e' cambiata per nulla, purtroppo.

> >soprattutto, uno stato che patrocini e gestisca bene strutture e
> >iniziative *veramente* valide e di qualita'
>
> mi fai cadere le braccia: 6 ancora x l' economia statale!?...

Beh, sai, ragiono con i parametri di un musicista che da 15 anni vive e
lavora a Vienna, e che conosce molto bene anche la Germania e altri
paesi di alta cultura musicale. Nel caso della musica classica, lo stato
ha tuttora un ruolo fondamentale nel supporto, non solo economico, di
tutto l'apparato (a patto che chi amministra le strutture non sia un
incompetente, caso molto frequente in Italia). Non e' possibile, oggi,
produrre degli utili con la musica classica (a parte limitatissimi casi,
come concerto di capodanno e simili), e nessuna azienda privata per
quanto grande e lungimirante e' disposta ad accollarsi costi che, nella
sua ottica, sono perdite di denaro dato il ritorno limitato. La perdita
costante di livello che la nostra cultura occidentale sta vivendo e'
anche una conseguenza dei tagli selvaggi ai finanziamenti pubblici delle
strutture musicali.
Vorrei far notare, per evitare fraintendimenti di natura politica, che
sono un libero professionista, quindi non legato a scuole o a strutture
statali, e che con i concerti mi guadagno il pane quotidiano. L'economia
statale fara' cadere le braccia (specialmente in Italia, senza offesa),
ma e' necessaria per la musica.

Saluti

Pino

--
"Nur der blickt heiter, der nach vorwärts schaut"
(Ferruccio Busoni, Doktor Faust)

Giuseppe Mariotti
1010 Wien - Austria

--
Posted from viemta01.chello.at [195.34.133.51]

Luca Logi

unread,
Mar 26, 2000, 3:00:00 AM3/26/00
to

Lucio PERES <lucio...@flashnet.it> wrote:

> >soprattutto, uno stato che patrocini e gestisca bene strutture e
> >iniziative *veramente* valide e di qualita'
>
> mi fai cadere le braccia: 6 ancora x l' economia statale!?...

Una piccola osservazione. Dove prima c'erano 100 operai per costruire
una automobile, ora c'e' una macchina automatizzata che fa prima, meglio
e costa di meno. Dove prima c'erano 20 contabili ora c'e' un addetto ai
sistemi informatici che fa lo stesso lavoro, costa di meno e non fa
errori di calcolo.

Ma purtroppo per mettere su la Traviata, hai bisogno di 2 flauti, 2
oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 2 trombe, 3 tromboni e tuba,
timpani, due percussionisti, archi in proporzione (diciamo 40 in tutto),
arpa, piu' la banda sul palco (almeno 20 elementi), piu' il coro
(diciamo 60 se il teatro e' piccolo). Qui le nuove tecnologie non si
applicano. Qui si deve fare tutto come si faceva nell'800, anzi meglio
perche' poi il Peres registra dalla galleria e se stecchi ti riempie di
cacca davanti a tutto il mondo. Se incominci a togliere elementi non e'
piu' la Traviata. Trascuro volontariamente tutta la parte scenica (sulla
quale e' piu' facile limare a seconda di quello che si vuole fare).

Se questa gente deve mangiare (e se non mangia non suona) deve essere
pagata. Se viene pagata bisogna anche pagarci sopra tasse e contributi
(grosso modo, costano il doppio del netto che mettono in tasca). Non
tratto nemmeno di quanto costino i cantanti e il direttore, piu' altre
spese che pure ci sono (per esempio si pretende che i teatri in inverno
siano riscaldati e d'estate condizionati).

Per farla breve: mettere su la Traviata e' una operazione antieconomica.
Si perde una barca di quattrini. Se qualcuno la paga - sia esso uno
sponsor privato oppure lo stato, si fa, altrimenti tutti a fare lavori
utili alla societa' come l'elettricista.

Ma almeno da noi in Italia gli sponsor fanno cucu', quindi se la
Traviata la vuoi vedere bisogna che qualcuno paghi, e quel qualcuno e'
una amministrazione statale. Se non sei d'accordo liberissimo di dirmi:
Logi, vai a fare l'elettricista. Anzi, a volte preferirei che lo si
dicesse chiaramente invece di farlo intuire.

Tutto questo non ha nulla a che vedere sulla questione dell'intervento
statale dell'economia in termini generali.

Lucio PERES

unread,
Mar 27, 2000, 3:00:00 AM3/27/00
to

On 26 Mar 2000 18:48:03 +0200, ll...@dada.it (Luca Logi) wrote:
>Una piccola osservazione. Dove prima c'erano 100 operai per costruire
>una automobile, ora c'e' una macchina automatizzata che fa prima, meglio
>e costa di meno. Dove prima c'erano 20 contabili ora c'e' un addetto ai
>sistemi informatici che fa lo stesso lavoro, costa di meno e non fa
>errori di calcolo.

Sì. Contemporaneamente ci sono in India bambini al disotto dei 10 anni
ke cuciono palloni o scarpe di marca x 1 piatto di riso (sempre ke
riescano a sopravvivere ai cacciatori d' organi dei Paesi facoltosi
+... civilizzati...)...
Luca, non ne ho mai kapito 1 kazç°$ di Economia e mai ne kapirò, ma
credo ke l' eventuale economista ke troverà una ricetta x ridurre
queste storture meriterebbe 10 premi Nobel. Tuttavia tutto ciò è OT su
IAMCM...

>Ma purtroppo per mettere su la Traviata, hai bisogno di 2 flauti, 2
>oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 2 trombe, 3 tromboni e tuba,
>timpani, due percussionisti, archi in proporzione (diciamo 40 in tutto),
>arpa, piu' la banda sul palco (almeno 20 elementi), piu' il coro
>(diciamo 60 se il teatro e' piccolo)

Beh, se proprio vuoi fare il filologo...

>Per farla breve: mettere su la Traviata e' una operazione antieconomica.
>Si perde una barca di quattrini. Se qualcuno la paga - sia esso uno
>sponsor privato oppure lo stato, si fa, altrimenti tutti a fare lavori
>utili alla societa' come l'elettricista.

Perciò è saggio consiglio x ki manifesti velleità artistike di
prepararsi ad un secondo mestiere in caso di fallimento (il mio
barbiere era pittore...)

>Ma almeno da noi in Italia gli sponsor fanno cucu'

Tanto x non fare sempre gli esterofili, non mi pare sia molto diverso
all' estero, almeno in Europa: se non ricordo male la stagione di
Bayreuth fu in forse x il rifiuto del finanziamento statale da parte
del neo-governo socialdemocratico federale e la Royal Opera House di
Londra si è ripresa, ma l' intervento pubblico è stato massiccio, come
pure al Liceu di Barcellona.
In Italia x quanto riguarda il caso emblematico della Scala (ke però
la Traviata la fa alquanto raramente...8;-))), se devo credere ai
numeri pubblicati nelle pagg milanesi de la Repubblica il 23 Marzo,
nonostante il passaggio allo status di Fondazione di diritto privato,
i soldi versati da Stato ed Enti locali nel '99 sono stati ben 93,5
miliardi, di cui 72 dallo Stato, 7,5 dalla Regione, 1 dalla Provincia
e 13 dal Comune. I costi di produzione sono stati 159,3 miliardi, di
cui 87,5 per il personale, a fronte di ricavi da vendita biglietti (al
netto dei rikariki dei bagarini... 8;-))) ed abbonamenti di soli
43,6... : insomma un disastro, sono OK con te!
D' altra parte, come ha rilevato all' inizio di Marzo nella sua
rubrica sul Corriere Indro Montanelli, anke se a proposito dell'
orkestra Verdi e non so quanto esattamente, un tempo era la borghesia
imprenditoriale illuminata milanese, ke sponsorizzava le iniziative
culturali: oggi come oggi, a parte Agostino Liuni ke però mi sembra i
suoi 15 miliardi sul nuovo Auditorium di Milano non li abbia messi
proprio a perdere..., costoro preferiscono esborsi + redditizi in
termini d' immagine di ritorno, tipo la spedizione neo-zelandese di
Luna Rossa, le squadre di calcio, etc... Insomma la Cultura non fa lo
sponsor e lo sponsor non fa la Cultura.

Quindi io non è ke non sia OK sull' intervento istituzionale nella
Cultura in generale e nella MC in particolare, ma non intendevo farne
l' apologia, come mi pareva trasparisse dalle parole di Mariotti.

>Tutto questo non ha nulla a che vedere sulla questione dell'intervento
>statale dell'economia in termini generali.

Invece secondo me ha a ke vedere: se le Istituzioni danno soldi all'
Opera, o alle associazioni concertistike, di cineforum, etc... ne
possono dare meno x la viabilità, x gli sfrattati, x la sorveglianza
dalla micro- (o macro-) criminalità, etc...
Ecco allora ke compare il + perverso dei circoli viziosi
socio-economici: cosa gliene frega alla vekkietta scippata (e magari
finita all' ospedale o all' obitorio...) o a quello ke gli crolla la
casa sotto i piedi o a quello ke sta aspettando da 1 ora il tram, ke
LUX possa andare alla Scala a vedersi un bello spettacolo (non la
Traviata come si diceva prima...: quella devo venire a vedermela a
FI...) quando gli viene meno un diritto basilare!?!?.. Niente,
evidentemente.
Ekko allora ke ritorniamo a bomba: ci vorrebbe una riorganizzazione
dell' economia (e magari anke della politica), su base planetaria (o
come si dice oggi "globale") però, ke assicuri a tutti una fonte di
reddito almeno da sopravvivenza dietro il corrispettivo di una
prestazione lavorativa sia pure minima: ma se il lavoro lo fanno le
makkine o i PC (tranne in India e Paesi simili, come si diceva...)
come si fa, visto ke anke i plurilaureati sono disoccupati??
Lavoro a turni obbligatori x tutti i maggiorenni? Una Convenzione
Internazionale dell' ONU con tanto di ispettori x assicurare a tutti
un posticino nel mercato del lavoro ed impedire lo sfruttamento dell'
infanzia!?!?... Boh, di certo non lo vincerò io quel premio Nobel...
Volevo solo dire ke la questione dell' intervento statale "generale"
c' entra ekkome. Ed ingarbuglia la faccenda. Anke xkè' è OT in
IAMCM...
LUX

Luca Logi

unread,
Mar 28, 2000, 3:00:00 AM3/28/00
to

Lucio PERES <lucio...@flashnet.it> wrote:


>Invece secondo me ha a ke vedere: se le Istituzioni danno soldi all'
>Opera, o alle associazioni concertistike, di cineforum, etc... ne
>possono dare meno x la viabilità, x gli sfrattati, x la sorveglianza
>dalla micro- (o macro-) criminalità, etc...
>Ecco allora ke compare il + perverso dei circoli viziosi
>socio-economici: cosa gliene frega alla vekkietta scippata (e magari
>finita all' ospedale o all' obitorio...) o a quello ke gli crolla la
>casa sotto i piedi o a quello ke sta aspettando da 1 ora il tram, ke
>LUX possa andare alla Scala a vedersi un bello spettacolo (non la
>Traviata come si diceva prima...: quella devo venire a vedermela a
>FI...) quando gli viene meno un diritto basilare!?!?.. Niente,
>evidentemente.

C'e' una sfumatura di questo discorso che bisognerebbe precisare: che,
chissa' perche', i paesi che piu' sostengono l'opera sono quelli dove
meno ci sono scippi e criminalita', i trasporti pubblici funzionano
meglio e alle case si fa manutenzione per tempo. Non c'e' un legame
diretto, ma - come si dice in statistica - l'indice di correlazione e'
alto.

Cosi' pure io sono il primo a dire che e' immorale spendere troppi
quattrini per l'opera quando si chiudono gli ospedali per risparmiare,
pero' e' anche vero che non ho mai visto chiudere un teatro per dare
*effettivamente* piu' fondi agli ospedali. Quando si chiudono i teatri
chissa' perche' la situazione degli ospedali non migliora.

Saluti.

Lucio PERES

unread,
Mar 30, 2000, 3:00:00 AM3/30/00
to

On 26 Mar 2000 13:40:35 +0200, mari...@chello.at (Giuseppe Mariotti)
wrote:

>No, sono un pianista che viene invitato a suonare come solista dalle
>suddette orchestre

insomma 6 un concertista. Suoni anke come solista?

>Nel caso citato della Verdi, ho suonato quattro volte il KV365 con Gulda Jr.

quello x 2 pf in mi bem >? Quando?

>Certo, aiuta, e molto. Ma come lungo periodo parliamo di generazioni.
>Busoni, 106 anni fa, in una lettera alla moglie parla della situazione
>musicale in Italia come in ritardo di decenni rispetto a quella tedesca.
>
>La situazione non e' cambiata per nulla, purtroppo.

Già. Purtroppo x i musicisti di mestiere... Ma è proprio x questo ke
mi meraviglio, ed un pokino anke mi sconcerto, di fronte ad
atteggiamenti tipo il tuo, di Ceccherini e di altri pro" del NG, tesi
a denigrare il livello di certe iniziative milanesi come la OGC o la
OSM "Verdi" ke mi sembrerebbero la "conditio sine qua non" x
recuperare tale ritardo...

D' altra parte la situazione di un Conservatorio in ogni città a
creare degli illusi disoccupati e l' inesistenza fino ad un po' di
tempo fa di orchestre + o - stabili anke nelle grandi città italiane
mi sembrava davvero skizofrenica...
Forse il livello d' eccellenza di Berlino, Vienna o Monaco è distante
anni luce (!?!?...), ma quelli di bocca buona come il sottoscritto si
contentano...

>Beh, sai, ragiono con i parametri di un musicista che da 15 anni vive e
>lavora a Vienna, e che conosce molto bene anche la Germania e altri
>paesi di alta cultura musicale. Nel caso della musica classica, lo stato
>ha tuttora un ruolo fondamentale nel supporto, non solo economico

da questo punto di vista ho sentito dire ke "Mala tempora currunt":
persino un Festival ricco come quello di Salisburgo, se si deve
credere a quanto dikiarato dal nuovo Sovrintendente (dall' estate
2001), Peter Ruzicka su la Repubblica del 26 Marzo, dovrà fare a meno
del 7 % di fondi emanati dagli Enti pubblici...

>(a patto che chi amministra le strutture non sia un incompetente,
> caso molto frequente in Italia)

ogni rif a Carlo Fontana è puramente casuale...

>La perdita >costante di livello che la nostra cultura occidentale sta vivendo e'
>anche una conseguenza dei tagli selvaggi ai finanziamenti pubblici delle
>strutture musicali.

Come mai improvvisamente generalizzi all' "occidentale" quanto prima
attribuivi all' "italiana"??

>Vorrei far notare, per evitare fraintendimenti di natura politica, che
>sono un libero professionista, quindi non legato a scuole o a strutture
>statali, e che con i concerti mi guadagno il pane quotidiano

Hai tutta la nostra stima: facci sapere i tuoi programmi

>L'economia
>statale fara' cadere le braccia (specialmente in Italia, senza offesa),
>ma e' necessaria per la musica.

Sono OK: oltretutto se non fosse così noi poverelli come faremmo? I
Berlusca e gli Agnelli potrebbero sempre invitare a proprie spese un
concertista o un orchestra, ma noi?...
E poi ha ragione Luca Logi: non è' ke se kiudi le orkestre sinfonike
poi gli ospedali funzionano meglio.
LUX

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