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Fronte della satira, così ridevamo in trincea

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Hytok

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Dec 19, 2009, 7:52:41 AM12/19/09
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http://iltirreno.gelocal.it/multimedia/home/22189518

http://iltirreno.gelocal.it/dettaglio/articolo/1808670

A Forte dei Marmi inaugura una mostra sui giornali satirici nelle trincee
italiane durante la Prima guerra mondiale
di Angelo Petri
FORTE DEI MARMI � �Ridere � guerra� diceva Gec, il grande Enrico Gianeri, e
chiss� se pensava a quei primi mesi del 1918, quando il Comando Supremo
dell�Esercito italiano, provato da un�evoluzione non proprio entusiasmante
della Grande Guerra si convinse che si poteva combattere anche con l�arma
del sorriso.

La guerra aveva vissuto gi� tante stagioni e si apprestava al suo bagliore
finale, ma serviva qualcosa per ridare carica e umore ai soldati, incupiti
dalle snervanti attese in trincea e demotivati dagli scarsi risultati.
Nacque cos� il Servizio P (P per propaganda ovviamente) e grazie a uomini
di cultura come Ugo Ojetti e Giuseppe Lombardo Radice, dalle tipografie e
dai ciclostili spuntarono fuori in poche settimane decine di giornali e
periodici satirici di trincea.

GUARDA LE IMMAGINI DEI GIORNALI DI TRINCEA

Dal giugno 1918, infatti, vennero regolarmente spedite al fronte almeno 28
testate destinate alla prima linea, e una decina diffuse nelle retrovie e
nelle citt�. A questa stampa satirica di guerra il Museo della Satira e
della Caricatura di Forte dei Marmi dedica ora una preziosa mostra, che si
apre sabato 19 e si protrarr� poi fino alla fine di febbraio: �Il Piave
mormorava... - I giornali di trincea e delle retrovie durante la Prima
Guerra Mondiale�, curata da Cinzia Bibolotti e Franco A. Calotti.

Con oltre 53 testate provenienti dalle collezioni Raffaele Bozzi di Pistoia
e Francesco Maggi di Genova si dar� un panorama estremamente variegato di
questo fenomeno editoriale e storico che riassume stilemi e immagini della
propaganda satirica di guerra, in anni in cui la stampa, dal ciclostilato
al giornale di tipografia, era tutto quello di cui si disponeva.

�Ogni Armata, a 1918, inoltrato � spiega il presidente del Museo, Enrico
Ceretti - aveva ormai il suo giornale che seguiva una propria linea
editoriale, per quanto le malignit� sul nemico, gli sfott� ai governanti
austro-ungarici, l'esasperazione comica dei luoghi comuni, in fondo
accomunassero tutti. Qualcuno riusciva anche a farlo attraverso
un'iconografia pregiata d'artista � si pensi a Soffici direttore de La
Ghirba - e il risultato fu imponente e importante, anche perch� i
fanti-redattori di quegli anni avevano nomi destinati alla celebrit�:
Gaetano Salvemini, Emilio Cecchi, Giorgio De Chirico, Pietro Jahier,
Giuseppe Ungaretti, Curzio Malaparte, Salvator Gotta, Enrico Sacchetti,
Umberto Brunelleschi, Antonio Rubino, Aldo Zamboni, Mario Bazzi, Aredengo
Soffici appunto, e moltissimi altri�.

Nelle teche del Museo della Satira, per completezza, non ci saranno
soltanto i giornali satirici italiani di guerra, ma anche alcuni loro
omologhi francesi, austriaci e tedeschi. Infine in mostra saranno visibili
due vere curiosit�: i rarissimi giornali di propaganda austriaca, che
imitavano anche nel titolo i pi� famosi tra i giornali di trincea italiani
(la Tradotta, La Ghirba, La Giberna ecc.) ma contenevano notizie artefatte
e falsificate per scoraggiare i soldati italiani verso i quali venivano
letteralmente sparati nelle trincee e ben quattro volantini satirici del
Comitato di Propaganda Patriottica del Cantiere Orlando di Livorno che se
la prendevano con neutralisti, disfattisti e austro-ungarici, ovviamente.

--
Jolan Tru
Filippo "Hytok" Simone
http://perestroika.iobloggo.com/

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