Oppure come in questo caso ecco i tristissimi articoli "di costume":
http://www.corriere.it/primo_piano/liv_primo_a4.20010112175400.shtml
e
http://www.totovoto.it/index.htm
Le "elezioni del Fumetto". Ma che andassero tutti a dar via il ...
IDIOTI, IGNORANTI, BESTIE!!!
Ehm. Mi ricompongo un po'.
Quello che stupisce e' che dietro a una simile, enorme, colossale
buffonata ci siano fior di "addetti ai lavori", gente che di Fumetto
dovrebbe capirne, e che i Fumetti li vive da decenni.
Perche' far fatica per cercare di cambiare l'opinione della gente
comune? I fumetti sono roba per bambini.
Ricordatevelo, gente.
Skalda
--
Anzitutto, credo che un critico
ne sappia sempre di piu' sull'opera di un artista dell'artista stesso.
Ma, allo stesso tempo, ne sa di meno:
la funzione del critico è proprio quella di saperne contemporaneamente
di piu' e di meno dell'artista. - Orson Welles
>Quello che stupisce e' che dietro a una simile, enorme, colossale
>buffonata ci siano fior di "addetti ai lavori", gente che di Fumetto
>dovrebbe capirne, e che i Fumetti li vive da decenni.
>
>Perche' far fatica per cercare di cambiare l'opinione della gente
>comune? I fumetti sono roba per bambini.
Mah, piu' che "roba per bambini" e' "roba da cerebrolesi" (quindi
molto peggio). :-((((
Mah... veramente non capisco il senso di iniziative come queste...
:-(((
--
[InvernoMuto]
* Il cielo sopra il porto aveva il colore della televisione sintonizzata su
un canale morto. *
# In Xanadu did Kubla Khan / A stately peasure-dome decree: / Where Alph,
the sacred river, ran / Through caverns measurless to man / Down to a
sunless sea. #
"S|
>
> I giornalisti non parlano mai del nostro bistrattato media: lo fanno
> solo quando c'e' un lutto, un qualche scandalo, o una grande casa
> editrice che "spinge" per avere una recensione (vedi Einaudi con
> Maus).
>
Lo fanno quando c'è qualcosa che attira la loro attenzione.
Non vorrai mica che facciano informazione gratis, loro sulle vendite dei
giornali ci campano.
Se i fumetti fossero letti dal 90 per cento delle persone sta pur
tranquillo che darebbero spazio anche al colore dei calzoncini di
Topolino, ma siccome le cose non stanno cosi...
Chi si occupa di informazione punta la sua attenzione su ciò che
interessa alla gente (o che reputano tale) non è certo compito loro
interessare la gente su un certo argomento, se questo avviene è solo in
via "accidentale".
...
>
> Le "elezioni del Fumetto". Ma che andassero tutti a dar via il ...
> IDIOTI, IGNORANTI, BESTIE!!!
>
E poi ci si lamenta che nel mondo del fumetto non si fa mai niente...
> Ehm. Mi ricompongo un po'.
>
> Quello che stupisce e' che dietro a una simile, enorme, colossale
> buffonata ci siano fior di "addetti ai lavori", gente che di Fumetto
> dovrebbe capirne, e che i Fumetti li vive da decenni.
>
> Perche' far fatica per cercare di cambiare l'opinione della gente
> comune? I fumetti sono roba per bambini.
> Ricordatevelo, gente.
Scusami ma dove hai tratto questa impressione?
Io ho visto un articolo che si limitava a segnalare l'avvenimento non
certo che lo presentava come "roba per bambini" e lo spazio concesso non
è diverso a quello riservato a qualsiasi altra notiza, senza contare che
vi erano poi Link più "specifici".
D'altra parte cosa possiamo pretendere? Che il corriere della sera
diventi ad un tratto un giornale specializzato in fumetti?
Fa il suo mestiere che è quello di pubblicare notizie che potrebbero
interessare al pubblico, ma non è obbligatorio fare un trattato, anche
perchè dubito che interesserebbe alla maggior parte delle persone.
Sta ai fumetti cercare di rendersi "interessanti" non aspettare che i
media "regalino" attenzione anche perchè finche la situazione sulla
diffusione rimarrà questa è difficile che i media di loro volontà si
"innamorino" del fumetto.
Riguardo alle votazione premesso che l'iniziativa è nata a Lucca dove
credo abbia avuto un certo successo, hanno deciso di estenderla a
livello nazionale credo proprio per guadagnare un po di spazio presso i
media e che c'è di male in questo? Come pensi che si possa avvicinare la
gente altrimenti?
E forse il fatto che l'iniziativa è stata fatta da persone che sul
fumetto ci campano da decenni sta indicare l'intezione che hanno
intenzione di camparci sopra ancora.
Altre idee? Altre strategie? Altri metodi?
Avanti, c'è spazio per tutti.
--
Ciao Mauro
"L'Evasione del Prigioniero non va confusa con la Fuga del Disertore"
JRR Tolkien
> http://www.totovoto.it/index.htm
>
> Le "elezioni del Fumetto". Ma che andassero tutti a dar via il ...
> IDIOTI, IGNORANTI, BESTIE!!!
E, di grazia, che ci sarebbe di male in questa iniziativa, secondo me
abbastanza simpatica?
--
Laz
http://digilander.iol.it/sgrizzo - Romano Scarpa, IL Maestro
http://heinlein.cjb.net - Sito italiano su RAH
"Bokutachi Wa Tenshi Datta"
D'accordo con te, ma ti faccio notare che i giornalisti i fatti non li
inventano ma li testimoniano (piů o meno bene). Infatti queste "elezioni"
sono state indette... dalla Borsa del fumetto, negozio per fumettari.
Ciao.
--
Posted from mta23-acc.tin.it [212.216.176.76]
via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
Guarda che Skalda non criticava l'articolo o la presentazione dei fatti di
per sè per il modo in cui erano scritti o cosa, ma l'iniziativa di per sè.
Poi secondo me non ha del tutto torto... Imho queste cose non servono (o non
riescono, in linea di massima) ad avvicinare la gente al fumetto, anzi. La
gente ignorante di fumetti vede (ora mi sto riferendo alla pagina del
sondaggio di "corriere.it") la sfilza di nomi filo-americani messi in fila e
la cosa non li tocca, dicono "vabbè" perchè non li conoscono (è come se io
mi mettessi a vedere la classifica delle squadre italiane di pallavolo
maschile: che ne so io della "Sisley"?? (Ho nominato una squadra a caso che
ho visto ogni tanto in tv sulle reti minori)), poi magari vedono che c'è
pure Lupo Alberto e dicono "uh c'è Lupo Alberto" e pensano che il pianeta
Fumetto sia rappresentato e/o si limiti (d)a Lupo Alberto.
Poi ci hai fatto caso che la maggior parte dei titoli sono editi dalla
Bonelli?
La quale non mi sembra che pubblichi fumetti di grande qualità. Attenzione:
non dico che non abbia mai pubblicato o pubblichi qualche titolo pregevole,
il mio sarebbe un insensato "essere di parte". Però attualmente pubblica
molti fumetti estremamente commerciali (monnezza), e imho ogni volumetto di
per sè non vale (non intendo economicamente, è ovvio) granchè, anche se
magari l'idea della serie o il personaggio possono essere graziose ed
originali invenzioni.
Con questo commento sulla Bonelli voglio dire che si sta parlando di fumetti
che il grande pubblico conosce già, perchè magari ogni tanto passa dal
giornalaio per comprarsi qualcosa da leggere durante un viaggio in treno,
non c'è una selezione per fare delle vere "elezioni".
Poi comunque in classifica sono presenti pressochè solo titoli in inglese,
il che fa presupporre al rozzo di fumetti "i Fumetti sono americani" e di
conseguenza "i manga sono monnezza giappo per bambini" e poi ancora "la
monnezza giappo è solo Pokemon e Sailor Moon".
Infatti ci hai fatto caso che in classifica non c'è nemmeno un nome di
manga? Eppure vedo che la Star ha acquistato un distinto successo tra le
case editrici, mi sembra molto forte e famosa e, a parte i miei gusti
personali, penso proprio che tra i tantissimi manga che ha pubblicato almeno
qualcuno per cui valga la pena votare, no? Non è che queste famigerate
"elezioni" siano "guidate"? Da chi, per esempio, le finanzia? Come i
risultati delle ricerche scientifiche che danno in tv? Lo spirito
filo-americano dell'Italia mi sembra evidente ormai, i media ci stanno
riempiendo la testa di puttanate usando qualsiasi mezzo.
Naturalmente tutto quel che ho scritto è imho (=mie supposizioni ed
opinioni)...
Angelica
--
___
/ / \
| | | | _____
\ __/ ======= -+- Angelica Goldfield -+-
______ - "angelicochka" -
\ \/ / aka
\_ / Lupetta
D'Avorio
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
/+ Go visiting The Angelique Mix: +\
< + http://cmsun.cjb.net + >
\+ Joining a kind of magic... +/
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
..........................................................
"Se non puoi dire niente di carino vuol
dire che stai guardando Gozilla"
..........................................................
>^-.-^<
> Poi ci hai fatto caso che la maggior parte dei titoli sono editi dalla
> Bonelli?
Be', votate Rat-Man allora :-)
> Poi comunque in classifica sono presenti pressochè solo titoli in
inglese,
Ratman
Lupo Alberto
Dylan Dog
Diabolik
Tex Willer
Cattivik
Zagor
Nathan Never
Alan Ford
Martin Mystère
Titoli in inglese? Ma se sono tutti italiani! Se poi i fumetti italiani
hanno titoli in inglese questo e' tutto un altro discorso, ma tant'e'...
> il che fa presupporre al rozzo di fumetti "i Fumetti sono americani" e
di
> conseguenza "i manga sono monnezza giappo per bambini" e poi ancora "la
> monnezza giappo è solo Pokemon e Sailor Moon".
Il "rozzo di fumetti" non nota nulla essendo, appunto "rozzo".
> Infatti ci hai fatto caso che in classifica non c'è nemmeno un nome di
> manga? Eppure vedo che la Star ha acquistato un distinto successo tra le
> case editrici, mi sembra molto forte e famosa e, a parte i miei gusti
> personali, penso proprio che tra i tantissimi manga che ha pubblicato
almeno
> qualcuno per cui valga la pena votare, no?
Allora mi sa che non hai davvero capito...
-----
Poche semplici regole: si può indicare un solo personaggio, di fumetti
italiani, protagonista o meno, indipendentemente dalle sue caratteristiche
e dalla fedina penale.
-----
> Non è che queste famigerate
> "elezioni" siano "guidate"? Da chi, per esempio, le finanzia?
Ma per favore...
OK ma questo non cambia di molto la mia opinione, continuo a preferire
un iniziativa in più ad un iniziativa in meno solo perchè questa può
apparire stupida...rimangono i fatti, i fatti sono che questa iniziativa
ha suscitato l'attenzione dei media.
Rimane il fatto che se l'iniziativa ti piace e vuoi votare devi entrare
in una fumetteria (visto che puoi votare solo li) e votare il tuo
fumetto e questa può essere una buona occasione per vedere una
fumetteria per chi non è abituato a frequentarle.
Poi personalmente non ho avuto l'idea che questa iniziativa presentasse
il fumetto come roba per bambini, salvo non si creda che la simpatia
sia una cosa per bambini.
> Poi secondo me non ha del tutto torto... Imho queste cose non servono
(o non
> riescono, in linea di massima) ad avvicinare la gente al fumetto,
anzi.
Benissimo si facciano iniziative diverse, si facciano però!!!
>... poi magari vedono che
>c'è
> pure Lupo Alberto e dicono "uh c'è Lupo Alberto" e pensano che il
pianeta
> Fumetto sia rappresentato e/o si limiti (d)a Lupo Alberto.
Non amo addentrarmi nei processi mentali altrui. ^____^
Ti posso solo dire che la mia fiducia nella gente è superiore alla tua.
> Poi ci hai fatto caso che la maggior parte dei titoli sono editi dalla
> Bonelli?
Hai mai fatto caso che la maggiore casa editrice di fumetti italiani è
la Bonelli?
A mio avviso cmq i meno "noti" o diffusi sono molto ben
rappresentati...non so se hai visto il "catalogo elettorale" (quello con
i "manifesti elettorali") in fumetteria.
Anzi se l'iniziativa non coinvolge il pubblico da edicola o comunque i
frequentatori delle fumetterie votano i prodotti che acquistano li, la
Bonelli guadagna molto poco poichè lei non distribuisce nelle
fumetterie.
snip su osservazioni personali sui Bonelli.
> Con questo commento sulla Bonelli voglio dire che si sta parlando di
fumetti
> che il grande pubblico conosce già, perchè magari ogni tanto passa dal
> giornalaio per comprarsi qualcosa da leggere durante un viaggio in
>treno,
> non c'è una selezione per fare delle vere "elezioni".
Ma lo sanno benissimo...questà è tutta una scusa per far parlare di
fumetti, per rendere "visibili" le fumetterie....
Non credo proprio che il fumetto vincitore si senta investito di chissa
quale potere o merito...al limite ci sarà un editoriale di
ringraziamento...
L'unica conseguenza editoriale che posso ipotizzare e questa:
se vi fosse un alta "affluenza alle urne" e risultasse vincente, con
molti voti, una testata che distribuisce solo nelle edicole, la casa
editrice potrebbe iniziare a considerare l'opportunità di distribuire
anche nelle fumetterie.
> Poi comunque in classifica sono presenti pressochè solo titoli in
inglese,
> il che fa presupporre al rozzo di fumetti "i Fumetti sono americani" e
>di
> conseguenza "i manga sono monnezza giappo per bambini" e poi ancora
>"la
> monnezza giappo è solo Pokemon e Sailor Moon".
Ma come fai a dire una cosa del genere...per quanto possano essere
supposizioni personali...non trovi un po "ardito" sostenere un
ragionamento del genere?
Salvo che non si abbiano poteri ESP...è un po difficile capire cosa
passa per la testa alla gente...e poi non è detto che solo perchè la
gente non legge fumetti produca necessariamente pensieri simili.
Snip assenza di manga...vedi messaggio di Lazarus
> Non è che queste famigerate
> "elezioni" siano "guidate"? Da chi, per esempio, le finanzia? Come i
> risultati delle ricerche scientifiche che danno in tv? Lo spirito
> filo-americano dell'Italia mi sembra evidente ormai, i media ci stanno
> riempiendo la testa di puttanate usando qualsiasi mezzo.
> Naturalmente tutto quel che ho scritto è imho (=mie supposizioni ed
> opinioni)...
> Angelica
Ripeto: questa iniziativa non ha nessuna pretesa di ufficialità è solo
un modo per far parlare di fumetti.
Però credo che il tuo atteggiamento sia sbagliato, imho quando cerchiamo
un contatto rivolto verso "l'esterno" dovremmo fare fronte comune, è
logico che vi saranno alcuni che beneficiano più di altri, ma è anche
vero che alcuni si prendono la briga di fare le cose, credo che cmq noi
lettori dovremmo avere un minimo di "spirito di corpo" anche perchè vi è
la possibilità che un iniziativa anche se portata avanti da una parte
possa avere ricadute benefiche su tutto il settore.
E chiaro che poi ognuno paga anche le scelte strategiche che ha fatto,
per esempio la Star. E' vero la Star è una casa importante nel panorama
fumettistico italiano ma non credi che la prima a "tagliarsi fuori" da
questa iniziativa sia stata essa stessa, anche se inconsapevolmente,
decidendo di non produrre fumetti in proprio ma di "limitarsi" a
tradurre quelli giapponesi?
Ma cmq sia, cosa vieta alla Star di fare un concorso nazionale "Vota il
tuo personaggio manga preferito" nessuno...e credo che la cosa sarebbe
apprezzata dai lettori di manga non credi? E non credi sempre che se
decidesse di farlo la Star lo farebbe anche per beneficio personale,
perchè magari chi guarda il cartone di Dragonball ma non compra il
manga...
Certo che se però chi legge Planet iniziasse a lamentarsi e vedere
"losche manovre" perchè cosi Manga=Star oppure altri iniziassero a dire
che questa iniziativa è deleteria per il fumetto perchè cosi
fumetto=manga etc etc, allora per essere giusti ed accontentare tutti la
cosa migliore è non fare nulla? Imho non mi pare una bella idea.
Ripeto che ognuno porti avanti le sue idee e le sue strategie e
logicamente i suoi gusti, ma non creiamo un inutile clima di sospetto
o di critica distruttiva, infine ricordiamoci anche che siamo lettori
e non azionisti delle case editrici e quindi a "massacrare" le altrui
iniziative dubito che porti beneficio alla nostra/e testate preferite
(dubito che porti beneficio anche nel caso fossimo azionisti), al
contrario offre pretesti per scatenare sterili litigi tra le varie
"fazioni".
Pensiamo piuttosto a sollecitare e incoraggiare iniziative per le
nostre testate in modo da innescare un circolo virtuoso che alla fine
potrebbe coinvolgere tutti.
> "S|<alda" <ska...@hotmail.com> ha scritto:
>
> > http://www.totovoto.it/index.htm
> >
> > Le "elezioni del Fumetto". Ma che andassero tutti a dar via il ...
> > IDIOTI, IGNORANTI, BESTIE!!!
>
> E, di grazia, che ci sarebbe di male in questa iniziativa, secondo me
> abbastanza simpatica?
Oltretutto e` una iniziativa che AFAIK col corriere non c'entra nulla. E`
stata ideata e portata avanti dalla Borsa del Fumetto di Milano, e non e`
stata imbastita ieri (tanto e` vero che sono MESI che se ne parla, e che un
primo "round" e` stato tenuto a novembre a Lucca).
Prima di scrivere, assicurarsi che il cervello sia collegato alle dita,
please.
--
/kinkie
Ed ora, qualche parola dai nostri sponsor:
Let the worthy citizens of Chicago get their liquor the best way
they can. I'm sick of the job. It's a thankless one and full of grief.
-- Al Capone
>Guarda che Skalda non criticava l'articolo o la presentazione dei fatti di
>per sè per il modo in cui erano scritti o cosa, ma l'iniziativa di per sè.
Oddio, il buon S|<alda parlava di "tristissimi articoli di costume"...
>Poi secondo me non ha del tutto torto... Imho queste cose non servono (o non
>riescono, in linea di massima) ad avvicinare la gente al fumetto, anzi.
E qui mi trovi d'accordo.
Anch'io la trovo un'iniziativa un po' ridicola. Skalda parlava di
iniziativa bambinesca, io la trovo ancora peggiore.
>La
>gente ignorante di fumetti vede (ora mi sto riferendo alla pagina del
>sondaggio di "corriere.it") la sfilza di nomi filo-americani
?? Lupo Alberto?
Martin Mystere? (il personaggio piu' "americano" di tutti, in realta',
ma ha il nome francese :-)))
Cattivik?
Diabolik?
Nomi filo-americani ?_?
> poi magari vedono che c'è
>pure Lupo Alberto e dicono "uh c'è Lupo Alberto" e pensano che il pianeta
>Fumetto sia rappresentato e/o si limiti (d)a Lupo Alberto.
O no, ce ne sono altri 9, tra cui almeno 2 ben piu' famosi di Lupo
Alberto (anche mio nonno di 80 anni sa chi sono Tex e Diabolik), altri
2 molto famosi tra le giovani generazioni (nella fattispecie DYD -
conosciutissimo anche dai non-lettori - e Nathan Never), e altri 2
abbastanza "particolari" (Rat-Man e Alan Ford).
>Poi ci hai fatto caso che la maggior parte dei titoli sono editi dalla
>Bonelli?
>La quale non mi sembra che pubblichi fumetti di grande qualità.
Umh... mai letto Napoleone, vero?
O anche solo Magico Vento?
O, per certi versi, Gea?
Poi, lo so anch'io che Legs e Nathan Never fanno schifo... ;-)
>Attenzione:
>non dico che non abbia mai pubblicato o pubblichi qualche titolo pregevole,
>il mio sarebbe un insensato "essere di parte".
E ci mancherebbe altro. Basterebbero Ken Parker o il DYD dei primi
anni a smentirti.
>Però attualmente pubblica
>molti fumetti estremamente commerciali (monnezza),
Ancora con questa storia del rapporto inverso qualita'-vendite.
Non c'e' scritto da nessuna parte che un fumetto "commerciale" debba
essere per forza brutto!!!
Tanto piu' che, IMHO, il termine "commerciale" ha un significato tutto
da definire, e anzi IMHO non ha molto piu' senso di altre definizioni
come "fumetto d'autore" o "fumetto popolare" (=_=)
Cosa vuol dire "fumetto commerciale"? Che vende tanto? Oppure
che e' stato pensato per vendere?
IMHO entrambe le definizioni risultano inadeguate, e non ci dicono
nulla sulla qualita' del fumetto, perche' ci sono fumetti
"commerciali" (e cioe' pensati per il grande pubblico) che vendono
poco, e chiudono, e fumetti "non commerciali" che vendono parecchio.
>e imho ogni volumetto di
>per sè non vale (non intendo economicamente, è ovvio) granchè, anche se
>magari l'idea della serie o il personaggio possono essere graziose ed
>originali invenzioni.
Mah, e' ovvio che in una serie ci possano essere alti o bassi, ma non
capisco perche' dici che il singolo albo non funziona anche se il
personaggio e' interessante.
>Con questo commento sulla Bonelli voglio dire che si sta parlando di fumetti
>che il grande pubblico conosce già, perchè magari ogni tanto passa dal
>giornalaio per comprarsi qualcosa da leggere durante un viaggio in treno,
Ma se prima hai detto che conoscono solo Lupo Alberto? Oppure ho
capito male io? :-)
>non c'è una selezione per fare delle vere "elezioni".
Mi pare di aver capito che le "primarie" siano state fatte a Lucca, da
esperti e personaggi vari (tra i nomi dei "grandi elettori" ricordo
Ferruccio Alessandri e Alfredo Castelli)
>Poi comunque in classifica sono presenti pressochè solo titoli in inglese,
>il che fa presupporre al rozzo di fumetti "i Fumetti sono americani"
?_?
Si tratta di titoli *italiani*.
Tutti.
>e di
>conseguenza "i manga sono monnezza giappo per bambini" e poi ancora "la
>monnezza giappo è solo Pokemon e Sailor Moon".
Questo non lo dice nessuno. Non c'e' scritto da nessuna parte.
Non e' che sei un zinzino prevenuta? ;-)
>Infatti ci hai fatto caso che in classifica non c'è nemmeno un nome di
>manga?
Ehm... si tratta di una votazione tra personaggi di fumetti
*italiani*.
>Eppure vedo che la Star ha acquistato un distinto successo tra le
>case editrici, mi sembra molto forte e famosa e, a parte i miei gusti
>personali, penso proprio che tra i tantissimi manga che ha pubblicato almeno
>qualcuno per cui valga la pena votare, no?
Mah, potrei dirti che la Star pubblica manga troppo "commerciali" ;-)
>Non è che queste famigerate
>"elezioni" siano "guidate"? Da chi, per esempio, le finanzia?
Dai, non sentirti accerchiata da nemici che non esistono!
Certo, quest'iniziativa IMHO e' una gran baggianata, ma non
criminalizziamola con accuse infondate!
>Come i
>risultati delle ricerche scientifiche che danno in tv?
?_?
>Lo spirito
>filo-americano dell'Italia mi sembra evidente ormai, i media ci stanno
>riempiendo la testa di puttanate usando qualsiasi mezzo.
Hai appena finito di leggere 1984?
Suvvia,non tirare fuori cose che non c'entrano. Dove sarebbe questa
"americanizzazione" dell'Italia?
Ah, dimenticavo. Anche il fumetto e' un "media" ;-)
No, aspetta ^_^;;; Allora: io ho saputo la notizia solo l'altro giorno,
leggendo quei due articoli postati da Skalda, eppure seguo abbastanza
assiduamente il mondo dei fumetti & fumetterie, informazione, ecc...
Insomma, non so se è solo perchè (forse) queste elezioni sono all'inizio
(non so se sia effettivamente così, non so nulla a parte quello che ho
velocemente letto sui suddetti articoli), però c'è disinformazione riguardo
questa cosa; della gente che non segue i fumetti non lo sa nessuno, e non lo
dico per spirito pessimista o cosa, lo dico perchè mi guardo attorno (e
credimi, in una città come Roma non è difficile guardarsi attorno) e vedo
che è così.
> Poi personalmente non ho avuto l'idea che questa iniziativa presentasse
> il fumetto come roba per bambini, salvo non si creda che la simpatia
> sia una cosa per bambini.
Non ho mai pensato che sia roba per bambini, anzi il contrario: è per un
pubblico dei fumetti che possiede già una certa maturità nel campo, cosa che
i bimbi non hanno, e forse è proprio questo il guaio :(
...
> Benissimo si facciano iniziative diverse, si facciano però!!!
>
Sono d'accordo.
...
> Non amo addentrarmi nei processi mentali altrui. ^____^
> Ti posso solo dire che la mia fiducia nella gente è superiore alla tua.
>
Beato te ^_^
...
> Ma lo sanno benissimo...questà è tutta una scusa per far parlare di
> fumetti, per rendere "visibili" le fumetterie....
Secondo me con questa iniziativa sono resi visibili i fumetti, e la
visibilità delle fumetterie può essere solo secondaria, cioè nel caso che un
pò di people si interessi ai fumetti in classifica e li voglia comprare...
Ma i Bonellidi stanno dal giornalaio... e spesso tra gli inesperti ci si
accontenta di questo... :(
> Non credo proprio che il fumetto vincitore si senta investito di chissa
> quale potere o merito...al limite ci sarà un editoriale di
> ringraziamento...
Ovviamente.
> L'unica conseguenza editoriale che posso ipotizzare e questa:
> se vi fosse un alta "affluenza alle urne" e risultasse vincente, con
> molti voti, una testata che distribuisce solo nelle edicole, la casa
> editrice potrebbe iniziare a considerare l'opportunità di distribuire
> anche nelle fumetterie.
>
> > Poi comunque in classifica sono presenti pressochè solo titoli in
> inglese,
> > il che fa presupporre al rozzo di fumetti "i Fumetti sono americani" e
> >di
> > conseguenza "i manga sono monnezza giappo per bambini" e poi ancora
> >"la
> > monnezza giappo è solo Pokemon e Sailor Moon".
>
> Ma come fai a dire una cosa del genere...per quanto possano essere
> supposizioni personali...non trovi un po "ardito" sostenere un
> ragionamento del genere?
Da un lato lo trovo ardito, dall'altro no. Allora: non lo trovo ardito
perchè mi sono guardata attorno (come ho scritto prima, non è difficile
guardarsi attorno qui a Roma...) e vedo questo atteggiamento. Da un altro
lato lo trovo ardito dicendolo qui, perchè forse mi ritroverò citati un
qualche miliardo di esempi che distruggeranno le mie supposizioni ^_^...
insomma, certamente non da tutte le parti c'è la vita frenetica ed
incosciente che vedo attorno a me, almeno spero, quindi...
Semplicemente ho citato quel che vedo. Per questo alla fine ho scritto che
tutto quel che ho scritto è imho ecc. ecc., perchè mi sento abbastanza
ignorante visto che ho letto solo i famigerati articoli postati nel thread
senza ritrovare riscontri nel mondo non virtuale.
...
> Ripeto: questa iniziativa non ha nessuna pretesa di ufficialità è solo
> un modo per far parlare di fumetti.
>
> Però credo che il tuo atteggiamento sia sbagliato, imho quando cerchiamo
> un contatto rivolto verso "l'esterno" dovremmo fare fronte comune, è
> logico che vi saranno alcuni che beneficiano più di altri, ma è anche
> vero che alcuni si prendono la briga di fare le cose, credo che cmq noi
> lettori dovremmo avere un minimo di "spirito di corpo" anche perchè vi è
> la possibilità che un iniziativa anche se portata avanti da una parte
> possa avere ricadute benefiche su tutto il settore.
>
Forse sono perfezionista, sono una di quelle persone che pensa "se le cose
si fanno, si devono fare bene (in alcuni casi =perfettamente...)"
Forse da una parte hai ragione, ma su questa cosa ora ti faccio un esempio
OT così riesco a farmi capire, spero ^_^... della Microsoft si è sempre
parlato male, anche ai suoi esordi con Win 3.1 e roba varia, però... basta
che se ne parlava. I programmi e gli OS IBM sono sempre stati **di gran
lunga** superiori (parla una nostalgica dell'OS2... e lo uso ancora), ma al
giorno d'oggi l'IBM è pressochè sparita, sconfitta (a causa dell'imbecillità
dei suoi venditori) mentre la Microsoft ha praticamente il monopolio, eppure
la qualità di tutti i suoi programmi e OS è *bassissima*, se poi la
guardiamo in confronto all'IBM diventa *abissale*...
In pratica, il mio pessimismo si basa sul sospetto che se le cose non si
fanno subito per bene ma si dice "basta che se ne parli", nel futuro la
qualità media si potrebbe notevolmente abbassare. :(((
Cmq non dico assolutamente "accidenti che schifo ste elezioni boicottiamole
eccetera", lo spirito di corpo per i fumetti lo mantengo eccome. Se mi
capiterà l'occasione infatti, non mancherò di fare propaganda per questa
iniziativa, mi sentirei un'idiota a fare il contrario!
> Ma cmq sia, cosa vieta alla Star di fare un concorso nazionale "Vota il
> tuo personaggio manga preferito" nessuno...e credo che la cosa sarebbe
> apprezzata dai lettori di manga non credi?
Ci vogliono i soldi! ^o^;;
> Ripeto che ognuno porti avanti le sue idee e le sue strategie e
> logicamente i suoi gusti, ma non creiamo un inutile clima di sospetto
> o di critica distruttiva, infine ricordiamoci anche che siamo lettori
> e non azionisti delle case editrici e quindi a "massacrare" le altrui
> iniziative dubito che porti beneficio alla nostra/e testate preferite
> (dubito che porti beneficio anche nel caso fossimo azionisti), al
> contrario offre pretesti per scatenare sterili litigi tra le varie
> "fazioni".
> Pensiamo piuttosto a sollecitare e incoraggiare iniziative per le
> nostre testate in modo da innescare un circolo virtuoso che alla fine
> potrebbe coinvolgere tutti.
Non ho voluto fare una critica distruttiva in funzione dei miei gusti per le
varie testate, ho solo voluto dire la mia opinione. Se non approvo una cosa
non vuol dire che io sia la lettrice volubile bastian contrario di parte che
appena può butta giù, anzi, se ho detto quel che penso vuol dire che ci
tengo, magari mi piacerebbe vedere miglioramenti come tutti gli affezionati
all'ambiente fumettistico, altrimenti non avrei nemmeno consumato tempo e
neuroni, non credi? ^_^
Sicuramente non andrò a votare, per diversi motivi:
1) Della Bonelli conosco Dylan Dog e Gea che compro qualche volta per i miei
viaggi in treno, quando li trovo dal primo giornalaio di passaggio, e poi ho
dato una sfogliata agli altri che sono più o meno abbastanza commerciali. E
non me la sento di votare per loro;
2) Non conosco Ratman (che dovrò assolutamente iniziare leggere visto le
voci piene di ammirazione per questo fumetto);
3) Non me la sento proprio di votare per Lupo Alberto o per Cattivik ^_^;;;;
anche se sono graziosi... insomma i gusti sono gusti...
>> I giornalisti non parlano mai del nostro bistrattato media: lo fanno
>> solo quando c'e' un lutto, un qualche scandalo, o una grande casa
>> editrice che "spinge" per avere una recensione (vedi Einaudi con
>> Maus).
>>
>Lo fanno quando c'è qualcosa che attira la loro attenzione.
>Non vorrai mica che facciano informazione gratis, loro sulle vendite dei
>giornali ci campano.
Mi viene da chiedermi se tu abbia mai potuta dare uno sguardo alla
pagina culturale dei giornali stranieri (persino quelli americani, ed
e' tutto detto). Col tempo, purtroppo, il modus operandi della nostra
classe giornalistica ci ha abituato che l'informazione e' una merce
che ha e deve avere una sua vendibilita', altrimenti non vale un
cazzo.
In realta' non e' cosi, ma tant'e', giustifichiamoli pure. :-\
--
ciauZ, mauZ.
Campagna per la legalizzazione del cervello.
Per informazioni rivolgersi allo sportello a fianco.
>Oltretutto e` una iniziativa che AFAIK col corriere non c'entra nulla. E`
>stata ideata e portata avanti dalla Borsa del Fumetto di Milano, e non e`
>stata imbastita ieri (tanto e` vero che sono MESI che se ne parla, e che un
>primo "round" e` stato tenuto a novembre a Lucca).
>>
>Prima di scrivere, assicurarsi che il cervello sia collegato alle dita,
>please.
Il che vale per tutti, dato che -quoto dal post originale di Skalda-
"Quello che stupisce e' che dietro a una simile, enorme, colossale
buffonata ci siano fior di "addetti ai lavori", gente che di Fumetto
dovrebbe capirne, e che i Fumetti li vive da decenni".
Ed il che non toglie che sia un'iniziativa che a qualcuno puo'
sembrare simpatica, a qualcun'altro puo' sembrare cretina.
>I giornalisti non parlano mai del nostro bistrattato media:
Suvvia...non siamo seri come fenomeno. A meno che non scatti il fattore nostalgia.
>Le "elezioni del Fumetto". Ma che andassero tutti a dar via il ...
>IDIOTI, IGNORANTI, BESTIE!!!
Non ti crucciare. Nulla di nuovo, nulla di più.
>Ricordatevelo, gente.
Danaro e quieto vivere.
--
Giuseppe Gigante
>Prima di scrivere, assicurarsi che il cervello sia collegato alle dita,
Forse non si critica la natura stessa dell'idea, ma come sia stata sviluppata. Anzi, fa più male.
--
Giuseppe Gigante
Sono nomi in inglese o che comunque sembrano inglesi, levando il beniamino
Lupo Alberto ^_^
> > poi magari vedono che c'и
> >pure Lupo Alberto e dicono "uh c'и Lupo Alberto" e pensano che il pianeta
> >Fumetto sia rappresentato e/o si limiti (d)a Lupo Alberto.
>
> O no, ce ne sono altri 9, tra cui almeno 2 ben piu' famosi di Lupo
> Alberto (anche mio nonno di 80 anni sa chi sono Tex e Diabolik), altri
> 2 molto famosi tra le giovani generazioni (nella fattispecie DYD -
> conosciutissimo anche dai non-lettori - e Nathan Never), e altri 2
> abbastanza "particolari" (Rat-Man e Alan Ford).
>
Sa chi sono, mica li segue e li legge. Anche i miei sanno chi sono Tex e
Diabolik, ma non saprebbero mai dare un giudizio perchи li conoscono solo di
nome, oppure magari (per sogno!) ne hanno letto un volumetto 40 anni fa.
Stavo facendo solo un esempio ponendo come ipotesi che ci fosse uno che sa
solo cosa и Lupo Alberto, ma questo si puт fare anche aggiungendo Tex e
Diabolik visto che и anche un esempio piщ realistico. Il risultato non
cambia.
> >Poi ci hai fatto caso che la maggior parte dei titoli sono editi dalla
> >Bonelli?
> >La quale non mi sembra che pubblichi fumetti di grande qualitа.
>
> Umh... mai letto Napoleone, vero?
> O anche solo Magico Vento?
> O, per certi versi, Gea?
Intendevo generalmente, per i suoi titoli piщ commerciali: mi sono trovata a
sfogliare piщ facilmente un albo di Dylan Dog che di Magico vento.
Non mi dire che Gea и un "bel" fumetto che mi dт una chiodata in fronte
^_^;;
> Cosa vuol dire "fumetto commerciale"? Che vende tanto? Oppure
> che e' stato pensato per vendere?
> IMHO entrambe le definizioni risultano inadeguate, e non ci dicono
> nulla sulla qualita' del fumetto, perche' ci sono fumetti
I fumetti commerciali (o le cose commerciali in genere, se vuoi) sono detti
commerciali apposta perchи sono rivolti (e comprati) dalla piщ ampia fascia
di pubblico che possono ottenere nel momento in cui sono venduti, quindi
devono incotrare un pт i gusti di
tutti, in pratica deve mentalmente "andare di moda". Perciт и abbastanza
ovvio che ci siano dentro cose che piacciono un
pт a tutti, quindi cose abbastanza trite e ritrite. Non dico che non possa
essere un fumetto grazioso, perт non ho mai visto una cosa commerciale
andare un pт piщ in lа senza essere "tutto lм". Poi, certo, c'и anche un
altro lato della faccenda: la commercializzazione dipende anche per una
grandissima parte dalla pubblicitа...
> "commerciali" (e cioe' pensati per il grande pubblico) che vendono
> poco, e chiudono, e fumetti "non commerciali" che vendono parecchio.
>
Quelli commerciali che chiudono vuol dire che erano troppo infarciti di
luoghi comuni e commercialate varie (aka troppo noiosi), imho.
> >e imho ogni volumetto di
> >per sи non vale (non intendo economicamente, и ovvio) granchи, anche se
> >magari l'idea della serie o il personaggio possono essere graziose ed
> >originali invenzioni.
>
> Mah, e' ovvio che in una serie ci possano essere alti o bassi, ma non
> capisco perche' dici che il singolo albo non funziona anche se il
> personaggio e' interessante.
>
Non dico che non funziona, dico che non vale un granchи. Per esempio a me
piace Dylan Dog da leggere ogni tanto quando non c'и nessun altro passatempo
(in treno), e Dylan Dog e le sue storie mi piacciono, sono sempre ben
congegnati, imho.
Perт, nonostante io sia abituata a trattare i miei fumetti per bene, lo
presto a chicchessia senza riguardi, e comunque anche se lo usassi come
carta per il fuoco
non mi importerebbe granchи (attenzione, non sto dicendo che Dylan Dog vale
cosм poco da essere carta per il fuoco, sto solo dicendo che una volta letto
ho esaurito il passatempo e quindi non mi importa di tenerlo, perchи non mi
lascia nulla per cui io decida che ci tengo).
> >Con questo commento sulla Bonelli voglio dire che si sta parlando di
fumetti
> >che il grande pubblico conosce giа, perchи magari ogni tanto passa dal
> >giornalaio per comprarsi qualcosa da leggere durante un viaggio in treno,
>
> Ma se prima hai detto che conoscono solo Lupo Alberto? Oppure ho
> capito male io? :-)
Il mio era solo un esempio su 1 fumetto, se poi in realtа chi vede la
classifica sa anche cosa и Tex e cosa и Diabolik il succo и lo stesso.
> Mi pare di aver capito che le "primarie" siano state fatte a Lucca, da
> esperti e personaggi vari (tra i nomi dei "grandi elettori" ricordo
> Ferruccio Alessandri e Alfredo Castelli)
>
> >Poi comunque in classifica sono presenti pressochи solo titoli in
inglese,
> >il che fa presupporre al rozzo di fumetti "i Fumetti sono americani"
>
> ?_?
> Si tratta di titoli *italiani*.
> Tutti.
>
Infatti ho scritto "titoli **in inglese**", non "titoli inglesi" o "titoli
americani". Lo so che sono tutti italiani.
> >e di
> >conseguenza "i manga sono monnezza giappo per bambini" e poi ancora "la
> >monnezza giappo и solo Pokemon e Sailor Moon".
>
> Questo non lo dice nessuno. Non c'e' scritto da nessuna parte.
> Non e' che sei un zinzino prevenuta? ;-)
>
Mmm, forse per quel che vedo attorno no, perchи riporto quel che ho visto,
ma come ho scritto in una risposta di prima, spero che non esista solo
l'ambiente in cui tutto и frenetico ed incosciente ^_^
> >Eppure vedo che la Star ha acquistato un distinto successo tra le
> >case editrici, mi sembra molto forte e famosa e, a parte i miei gusti
> >personali, penso proprio che tra i tantissimi manga che ha pubblicato
almeno
> >qualcuno per cui valga la pena votare, no?
>
> Mah, potrei dirti che la Star pubblica manga troppo "commerciali" ;-)
>
Hai ragione.
> >Non и che queste famigerate
> >"elezioni" siano "guidate"? Da chi, per esempio, le finanzia?
>
> Dai, non sentirti accerchiata da nemici che non esistono!
> Certo, quest'iniziativa IMHO e' una gran baggianata, ma non
> criminalizziamola con accuse infondate!
>
Non mi sento mica accerchiata (ma dai, che mi importa? ^_-). Non voglio
criminalizzare nulla, solo che molte volte si sentono delle "chicche" come
quando gli scienziati dicono che la cioccolata fa bene ai denti e poi si
scopre che erano finanziati da una societа di cioccolate ^_^
> >Come i
> >risultati delle ricerche scientifiche che danno in tv?
>
> ?_?
>
Leggi sopra.
> >Lo spirito
> >filo-americano dell'Italia mi sembra evidente ormai, i media ci stanno
> >riempiendo la testa di puttanate usando qualsiasi mezzo.
>
> Hai appena finito di leggere 1984?
Non l'ho mai letto. ^_^
> Suvvia,non tirare fuori cose che non c'entrano. Dove sarebbe questa
> "americanizzazione" dell'Italia?
McDonald's, Dunkin'donuts, Dawson's Creek (mediaset "il film cult del
teenagers"! O_o), Greed (di cui la rai si vanta affermando "direttamente
dall'America, l'originale..." ecc...), American Pizza (abominius!),
Pringles, una sfilza di cantanti di merda senza nи arte nи parte ma solo
look, una mitragliata pirotecnica di film americani (che spesso sono
proiettati le nostre sale pur facendo schifo... insomma, almeno cerchiamo di
importare i film per cui vale la pena spenderci i diritti (American Beauty x
esempio), non tutta la monnezza firmata Hollywood), e la lista continua...
E poi in questo caso mi dа fastidio che si usino nomi in inglese per dei
fumetti italiani. Certo, su qualche fumetto puт essere anche piщ adatto, ma
1-2 su 10, non tutti o quasi!
> Ah, dimenticavo. Anche il fumetto e' un "media" ;-)
>
Anche se la Bonelli и italiana, nei suoi fumetti ci vedo un sacco di
americano (come disegni *almeno*) e poco di europeo... bah ?_?
E poi comunque se ti ritrovi a votare per una cosa vuol dire che prima la
conosci. *Prima* viene l'avvicinamento ai fumetti, *poi* il votarli in delle
classifiche o elezioni, non il contrario.
> Infatti ho scritto "titoli **in inglese**", non "titoli inglesi" o
"titoli
> americani". Lo so che sono tutti italiani.
Ottimo. Hai mai notato, allora che pure i Manga hanno spesso e volentieri
titoli in Inglese?
Dragon Ball
Berserk
Rough
Sanctuary
Bastard
Lost Universe
...
(magari qualche titolo l'ho sbagliato, ma l'idea resta)
mauZ wrote:
>
> Mi viene da chiedermi se tu abbia mai potuta dare uno sguardo alla
> pagina culturale dei giornali stranieri (persino quelli americani, ed
> e' tutto detto).
Premesso che solitamente all'estero la gente legge di più e compra anche
più di un giornale e questo in qualche modo incrementa la "domanda" di
cultura e di ciò che si ritiene cultura...non capisco il paragone, si
rivolgono ad una società diversa, questo crea un mercato diverso con
bisogni diversi, questa società a sua volta è frutto di uno sviluppo
socio-culturale e storico diverso. (Tanto per dirne una i paesi
protestanti non avevano una religione che scoraggiava a leggere anzi..)
Oltretutto non mi meraviglia certo che le pagine culturali americane
siano fatte "meglio" (ammesso che esista un parametro oggettivo per
definirle) di quelle italiane non solo per quanto sopra ma anche per una
questione "numerica" avere un pubblico potenziale di 250 milioni è
diverso dall'avere un pubblico potenziale di 60 mil, significa avere
maggiori probabilità di trovare sufficienti lettori per rendere
economicamente sostenibile la produzione di un giornale, inoltre la
stampa anglofona può contare su un pubblico "extra" che la stampa
italiana di certo non ha.
> Col tempo, purtroppo, il modus operandi della nostra
> classe giornalistica ci ha abituato che l'informazione e' una merce
> che ha e deve avere una sua vendibilita', altrimenti non vale un
> cazzo.
Non è una questione di abitudine è una questione di fatti, se esiste un
mercato dell'informazione in quel luogo (il mercato) l'informazione
è una merce, se i giornali operano sul mercato dell'informazione
devono sottostare alle sue leggi.
Se produrre un giornale costa non è colpa di nessuno. E se per lavorare
i giornalisti pretendono di essere pagati perchè cosi possono dar da
mangiare ai figli o per comprare il collier di diamanti all'amante non
può certo essere un demerito.
Ma questo non vale solo per la stampa italiana vale per qualunque
prodotto editoriale che sta sul mercato nel mondo, il fatto che un
prodotto ci piaccia più di un altro non ne cambia la sostanza.
> In realta' non e' cosi, ma tant'e', giustifichiamoli pure. :-\
Non è una questione di giustificazione...semplicemente non capisco
perchè dovremmo biasimarli solo perchè cercano di svolgere al meglio il
loro lavoro pubblicano ciò che loro ritengono interessante per il
pubblico, non possono certo rispondere dei gusti del pubblico.
Angelica Goldfield wrote:
> No, aspetta ^_^;;; Allora: io ho saputo la notizia solo l'altro giorno,
> leggendo quei due articoli postati da Skalda, eppure seguo abbastanza
> assiduamente il mondo dei fumetti & fumetterie, informazione, ecc...
> Insomma, non so se и solo perchи (forse) queste elezioni sono all'inizio
> (non so se sia effettivamente cosм, non so nulla a parte quello che ho
> velocemente letto sui suddetti articoli), perт c'и disinformazione riguardo
> questa cosa; della gente che non segue i fumetti non lo sa nessuno, e non lo
> dico per spirito pessimista o cosa, lo dico perchи mi guardo attorno (e
> credimi, in una cittа come Roma non и difficile guardarsi attorno) e vedo
> che и cosм.
>
Non so che dirti...io l'ho letto sul Corriere della Sera e sentito alla
radio mentre andavo in fumetteria...^__^
> > Poi personalmente non ho avuto l'idea che questa iniziativa presentasse
> > il fumetto come roba per bambini, salvo non si creda che la simpatia
> > sia una cosa per bambini.
>
> Non ho mai pensato che sia roba per bambini, anzi il contrario: и per un
> pubblico dei fumetti che possiede giа una certa maturitа nel campo, cosa che
> i bimbi non hanno, e forse и proprio questo il guaio :(
>
Vabbи anche se fosse ci sarа qualche scheda nulla ^_^
Credo che oramai identificare il pubblico dei fumetti con i soli bambini
sia obsoleto...perfino per i Disney. Poi quello che pensa molta gente и
un altro discorso.
...
> > Ma lo sanno benissimo...questа и tutta una scusa per far parlare di
> > fumetti, per rendere "visibili" le fumetterie....
>
> Secondo me con questa iniziativa sono resi visibili i fumetti, e la
> visibilitа delle fumetterie puт essere solo secondaria, cioи nel caso che un
> pт di people si interessi ai fumetti in classifica e li voglia comprare...
Non и cosi, i candidati non sono quelli presentati sul sito del
corriere, quella и un iniziativa "a parte" del corriere.
Nel dare la notizia il Corriere coglie l'occasione per proporre una sua
votazione tra alcuni fumetti particolarmente diffusi.
I canditati per l'elezione sono tutti i personaggi dei fumetti purchи
italiani (ovvero creati in Italia).
...
>
> Forse sono perfezionista, sono una di quelle persone che pensa "se le
> cose si fanno, si devono fare bene (in alcuni casi =perfettamente...)"
Imho la perfezione in assoluto non esiste, esiste un concetto di
perfezione
personale, che poi sia comune ad altri (anche a tutti in teoria) и un
caso.
> Forse da una parte hai ragione, ma su questa cosa ora ti faccio un esempio
> OT cosм riesco a farmi capire, spero ^_^... della Microsoft si и sempre
> parlato male, anche ai suoi esordi con Win 3.1 e roba varia, perт... basta
> che se ne parlava. I programmi e gli OS IBM sono sempre stati **di gran
> lunga** superiori (parla una nostalgica dell'OS2... e lo uso ancora), ma al
> giorno d'oggi l'IBM и pressochи sparita, sconfitta (a causa dell'imbecillitа
> dei suoi venditori) mentre la Microsoft ha praticamente il monopolio, eppure
> la qualitа di tutti i suoi programmi e OS и *bassissima*, se poi la
> guardiamo in confronto all'IBM diventa *abissale*...
^___^
Perchи per soddisfare le tue aspettative gli OS IBM sono meglio dei
prodotti Microsoft, ma non tutti abbiamo aspettative uguali, un
iniziativa funziona ha successo tanto piщ soddisfa il maggior numero di
aspettative, un iniziativa non ha successo se non soddisfa abbastanza
aspettative da essere conveniente produrla, se si mira al profitto,
come и di solito.
Tanto и vero che tu reputavi di qualitа i prodotti IBM nonostante
l'imbecillita dei suoi venditori...per altri puo essere diverso e per
loro la qualitа puт andare oltre alle mere qualitа "tecnica"...per altri
ancora basta un marchio o una tendenza per soddisfare il loro concetto
di qualitа (o meglio il rapporto qualitа/prezzo), perchи per loro
"l'omologazione sociale" и piщ importante di altre cose.
D'altra parte la storia ci insegna che raramente un prodotto
tecnicamente migliore viene preferito dalla maggioranza delle persone
perchи per loro и "troppo", si "accontentano" di molto meno perchи
questo basta a soddisfare le loro esigenze e privilegiano magari altre
cose che altri reputano accessorie.
> In pratica, il mio pessimismo si basa sul sospetto che se le cose non si
> fanno subito per bene ma si dice "basta che se ne parli", nel futuro la
> qualitа media si potrebbe notevolmente abbassare. :(((
Imho non esiste un concetto di qualitа assoluta...se una cosa non ci
soddisfa chiediamo di piщ o di meno in modo che sia "giusta" per noi.
L'importante non и soddifare tutti allo stesso modo ma soddisfare tutti
in base alle loro esigenze.
> > Ma cmq sia, cosa vieta alla Star di fare un concorso nazionale "Vota il
> > tuo personaggio manga preferito" nessuno...e credo che la cosa sarebbe
> > apprezzata dai lettori di manga non credi?
>
> Ci vogliono i soldi! ^o^;;
Vabbи anche chi ha organizzato questa iniziativa ha speso dei soldi,
intendevo dire che non esiste una pregiudiziale per cui la Star non
puт fare quello che vuole. ^__^
snip
> Sicuramente non andrт a votare, per diversi motivi:
> 1) Della Bonelli conosco Dylan Dog e Gea che compro qualche volta per i miei
> viaggi in treno, quando li trovo dal primo giornalaio di passaggio, e poi ho
> dato una sfogliata agli altri che sono piщ o meno abbastanza commerciali. E
> non me la sento di votare per loro;
> 2) Non conosco Ratman (che dovrт assolutamente iniziare leggere visto le
> voci piene di ammirazione per questo fumetto);
> 3) Non me la sento proprio di votare per Lupo Alberto o per Cattivik ^_^;;;;
> anche se sono graziosi... insomma i gusti sono gusti...
Ma ce ne sono tanti altri!!!!
Se vai in fumetteria troverai un "catalogo" (almeno nella mia ci stava)
con almeno un 30-40 testate.
Ma credo che puoi votare quello che vuoi basta che sia un fumetto creato
in Italia.
Poi ok se nessun candidato ti soddisfa fai bene a non votare...in fondo
anche il non voto и un diritto ^___^
Che dire? MOROBOSHI FOR PRESIDENT!
Finalmente un governo serio... ;;;^_^;;;
> Perche' far fatica per cercare di cambiare l'opinione della gente
> comune? I fumetti sono roba per bambini.
> Ricordatevelo, gente.
Ha! Pensa che a fine marzo andremo a parlarne a "MondoBimbo", fiera
di "Torino Esposizioni"... ;;;;;^_____^;;;;;
____ _______________________ _ __ _ _ _ __
/____\__ / \ / \ | \ / \ | \/ | / \
/ (^__) | A. MOROBOSHI FAN CLUB | /_^_\|__//_^_\|_\/_| \/ /
| (\/o( __| c/o: Paolo Buscaglino | ASSOCIAZIONE DIFESA / /\
| /\_/ \_ www.forzaotaku.cjb.net | ANIME & MANGA contro / /\ \
\__\/ \_______________________/ censure e pregiudizi \/ \/
Affari loro, mica sono giapponese, io. ^_^ Voglio parlare del mio mulino
naturalmente, non del jappo one. Poi d'altra parte:
1) quando vai a sfogliare i suddetti titoli appare evidente lo stile
manghiano e quindi l'ingenuo esploratore fumettaro può ricevere una
"smentita mentale" su delle sbagliate impressioni riguardo la nazionalità,
invece con i Bonellidi questa "smentita" non succede perchè come stile sono
molto vicini all'americano, quindi ci si confonde ancora meglio. ^_^;;;
2) non credo che in Giappone definiscano i più famosi fumetti giapponesi
*solo* con nomi in inglese. Penso che i titoli in inglese siano solo una
parte o al massimo la metà. ^_-
Vorrei anche precisarti, nel caso non mi fossi fatta capire bene, che non
voglio demonizzare il mettere un titolo in inglese, che può anche risultare
opportuno, però mi sembra inopportuno esagerare dando una calcatina allo
stile americano... ^___^
> Affari loro, mica sono giapponese, io. ^_^
Certo, ma ti lamentavi che l'utonto medio vedeva tutti i titoli in Inglese
dei fumetti Italiani pensando "I fumetti son solo Americani e i manga
allora fan schifo"... be', sta mania di dare i titoli in Inglese non
l'abbiamo solo noi, ma anche i Giapponesi a quanto pare.
> 2) non credo che in Giappone definiscano i più famosi fumetti giapponesi
> *solo* con nomi in inglese. Penso che i titoli in inglese siano solo una
> parte o al massimo la metà. ^_-
Certo, anche da noi ci sono Lupo Alberto, Topolino (e tutti quelli Disney
tranne PKNA e MMMM) e chissa quanti altri.
> Vorrei anche precisarti, nel caso non mi fossi fatta capire bene, che
non
> voglio demonizzare il mettere un titolo in inglese, che può anche
risultare
> opportuno, però mi sembra inopportuno esagerare dando una calcatina allo
> stile americano... ^___^
Bah.. secondo me un conto e' notare il fatto che molti titoli sono in
Inglese (qui e altrove) e che questo puo' anche avere un qualche
significato, un altro conto e' dire che questo implichi uno "stile
americiano" in qualcosa... cosa sinceramente lo ignoro :-P
Forse non mi sono spiegata bene ^_^;;; Cmq da dove hai tagliato fino
all'inizio del secondo punto che ho scritto serve proprio a rispondere a
questo...
> > 2) non credo che in Giappone definiscano i più famosi fumetti giapponesi
> > *solo* con nomi in inglese. Penso che i titoli in inglese siano solo una
> > parte o al massimo la metà. ^_-
>
> Certo, anche da noi ci sono Lupo Alberto, Topolino (e tutti quelli Disney
> tranne PKNA e MMMM) e chissa quanti altri.
>
La Disney è americana e Topolino ha un nome italiano solo perchè è stato
tradotto ed adattato, come tutti i suoi colleghi. I fumetti Disney sono
d'importazione, anche se ci stanno dietro disegnatori o sceneggiature
italiane, quindi dire che esiste una Disney italiana imho è sbagliato perchè
quest'ultima non è altro una "base coloniale" di un prodotto importato...
> > Vorrei anche precisarti, nel caso non mi fossi fatta capire bene, che
> non
> > voglio demonizzare il mettere un titolo in inglese, che può anche
> risultare
> > opportuno, però mi sembra inopportuno esagerare dando una calcatina allo
> > stile americano... ^___^
>
> Bah.. secondo me un conto e' notare il fatto che molti titoli sono in
> Inglese (qui e altrove) e che questo puo' anche avere un qualche
> significato, un altro conto e' dire che questo implichi uno "stile
> americiano" in qualcosa... cosa sinceramente lo ignoro :-P
>
Non intendo dire che il titolo in inglese implichi uno stile americano.
Voglio dire 2 cose:
-se l'equivoco che il titolo in inglese provoca nell'ingenuo esploratore
fumettaro viene confermato dallo stile dell'albo allora c'è qualcosa che non
va... cioè la cosiddetta "calcatina"...
-visto che in teoria qui in Italia si fanno fumetti italiani, perchè non
mettere i titoli per la maggior parte nella nostra lingua? Con l'inglese se
la possono scoattare meglio?
> La Disney è americana e Topolino ha un nome italiano solo perchè è stato
> tradotto ed adattato, come tutti i suoi colleghi. I fumetti Disney sono
> d'importazione, anche se ci stanno dietro disegnatori o sceneggiature
> italiane, quindi dire che esiste una Disney italiana imho è sbagliato
perchè
> quest'ultima non è altro una "base coloniale" di un prodotto
importato...
Ma neanche per idea. Solo formalmente (e molto formalmente) e' cosi',
all'atto pratico e' roba italiana al 100%... iente di piu' italiano al
mondo di una storia anni '50 scritta da Guido Martina.
Inoltre anche molti personaggi sono italiani ai nostri giorni, per cui...
per dire, a Lucca avrei potuto votare per Sgrizzo e se avesse avuto molti
voti sarebbe entrato in classifica in quanto personaggio, disney,
italiano.
> -visto che in teoria qui in Italia si fanno fumetti italiani, perchè non
> mettere i titoli per la maggior parte nella nostra lingua? Con l'inglese
se
> la possono scoattare meglio?
> Angelica
Questo puo' benissimo essere!
>Certo, ma ti lamentavi che l'utonto medio
Se e' uno slato e' uno dei piu' belli che abbia mai visto. :-D
>Anche se la Bonelli è italiana, nei suoi fumetti ci vedo un sacco di
>americano (come disegni *almeno*) e poco di europeo... bah ?_?
????
Ma sei sicura di quel che dici?
Se esiste uno "stile italiano" di disegno, e' proprio quello medio
della Bonelli.
Escluso qualche raro (ma molto raro) autore, per il resto mi sembra
che di stile americano se ne veda proprio poco, e come disegni, e come
layout della tavola.
[Siamo un bel po' OT, comunque ^_^;]
>> Mi viene da chiedermi se tu abbia mai potuta dare uno sguardo alla
>> pagina culturale dei giornali stranieri (persino quelli americani, ed
>> e' tutto detto).
>
>Premesso che solitamente all'estero la gente legge di più e compra anche
>più di un giornale e questo in qualche modo incrementa la "domanda" di
>cultura e di ciò che si ritiene cultura...
Imho confondi un po' causa ed effetto: all'estero la gente legge e
compra piu' (e anche piu' d'uno) giornali perche' questi sono fatti
meglio, non sono i giornali ad essere fatti meglio perche' la gente ne
compra di piu'.
>Oltretutto non mi meraviglia certo che le pagine culturali americane
>siano fatte "meglio" (ammesso che esista un parametro oggettivo per
>definirle) di quelle italiane non solo per quanto sopra ma anche per una
>questione "numerica" avere un pubblico potenziale di 250 milioni è
>diverso dall'avere un pubblico potenziale di 60 mil, significa avere
>maggiori probabilità di trovare sufficienti lettori per rendere
>economicamente sostenibile la produzione di un giornale, inoltre la
>stampa anglofona può contare su un pubblico "extra" che la stampa
>italiana di certo non ha.
Mi sembra opinabile.
Mica i giornalisti guadagnano il loro stipendio dalle royalties per le
copie vendute. Per me il concetto e' uno solo: sei pagato per fare un
lavoro, sei tenuto a farlo bene. Se lo fai a cazzo te ne vai a casa a
costruire le biro a 10 lire l'una.
E poi la legge dei grandi numeri mica funziona sempre, credi davvero
che il pubblico potenziale dei quotidiani sia di 250 milioni?
Proporzionalmente credo che siano venduto ancora meno che qui in
Italia, oltretutto ci sono ovviamente anche molti piu' quotidiani.
Ma poi, scusa, se tu scrivessi in un giornale cosa fai: conti quanta
gente lo comprera' e se decidi che sono troppo pochi fai male il tuo
giornale, mentre se sono abbastanza -allora si- magari ci metterai
piu' cura?
Saro' arretrato, ma sono ancora convinto che per crearsi un pubblico
le cose si debbano fare *bene*.
E cmq, certo che esiste un parametro oggettivo per definire se una
pagina culturale e' fatta meglio di un'altra, basta vedere di gli
argomenti trattati (e anche e soprattutto *come* vengono trattati).
Tanto per confronta la pagina del cinema di qualsiasi giornale
italiano con quella di un qualsiasi giornale straniero (IT shield:
(anche) su questo argomento c'e' un bell'articolo di Pezzotta
sull'ultimo Linus), e non sto parlando degli states, basta guardare un
giornale portoghese, ed in Portogallo non mi risulta che ci siano 250
miloni di potenziali acquirenti a giustificarne la miglior fattura.
>> Col tempo, purtroppo, il modus operandi della nostra
>> classe giornalistica ci ha abituato che l'informazione e' una merce
>> che ha e deve avere una sua vendibilita', altrimenti non vale un
>> cazzo.
>
>Non è una questione di abitudine è una questione di fatti, se esiste un
>mercato dell'informazione in quel luogo (il mercato) l'informazione
>è una merce, se i giornali operano sul mercato dell'informazione
>devono sottostare alle sue leggi.
Ma quali leggi? L'informazione e' informazione, *non e' merce*, non
esiste che un giornale tagli, ometta o modifichi un'informazione per
renderla piu' "vendibile" (e' un esempio, non sta solo qui il
problema), e' una pratica comune quasi solo da noi (tralasciando le
dittature, of course) come e' una pratica comune quasi solo da noi che
i giornali (ed i giornalisti) siano cosi' fortemente schierati
politicamente.
>Se produrre un giornale costa non è colpa di nessuno. E se per lavorare
>i giornalisti pretendono di essere pagati perchè cosi possono dar da
>mangiare ai figli o per comprare il collier di diamanti all'amante non
>può certo essere un demerito.
E chi lo nega? Che facciano il loro lavoro come si deve, pero'.
Se il voler regalare il collier all'amante diventa prioritario
rispetto al fare il loro lavoro pero' non e' che vada cosi' bene, che
facciano un lavoro che abbia meno rilevanza dal punto di vista morale,
che richieda meno integrita', chesso' i lavavetri (con tutto il
rispetto per questi ultimi).
Il giornalismo e' o non e' una professione? E se non mi sbaglio una
professione dovrebbe richiedere della professionalita'.
Btw, non vorrei che il mio sembrasse un'attacco alla classe
giornalistica in toto, ci sono fior di giornalisti in italia, che si
meritano tutti i soldi che si guadagnano, ma ce ne sono anche parecchi
che all'estero non lavorerebbero neppure per il giornalino della
parrocchia.
>Ma questo non vale solo per la stampa italiana vale per qualunque
>prodotto editoriale che sta sul mercato nel mondo, il fatto che un
>prodotto ci piaccia più di un altro non ne cambia la sostanza.
Guarda, sul fatto che il quotidiano sia un prodotto editoriale (quindi
che debba *vendere* come priorita') non sono affatto d'accordo.
Il quotidiano e' un prodotto che ha il *dovere* di informare in modo
imparziale, non un prodotto commerciale (esclusivamente commerciale se
preferisci).
>> In realta' non e' cosi, ma tant'e', giustifichiamoli pure. :-\
>
>Non è una questione di giustificazione...semplicemente non capisco
>perchè dovremmo biasimarli solo perchè cercano di svolgere al meglio il
>loro lavoro pubblicano ciò che loro ritengono interessante per il
>pubblico, non possono certo rispondere dei gusti del pubblico.
Quindi, seguendo questo ragionamento, Novella 2000 e' la migliore
rivista d'italia, perche' pubblica esattamente quello che interessa al
(suo) pubblico, ed i "giornalisti" (e mi scuserai le virgolette) che
ci scrivono sopra sono dei gran professionisti che svolgono al meglio
il loro lavoro.
>> ?? Lupo Alberto?
>> Martin Mystere? (il personaggio piu' "americano" di tutti, in realta',
>> ma ha il nome francese :-)))
>> Cattivik?
>> Diabolik?
>> Nomi filo-americani ?_?
>>
>Sono nomi in inglese o che comunque sembrano inglesi, levando il beniamino
>Lupo Alberto ^_^
Tra quelli che ti ho citato Lupo Alberto e' in italiano, Martin
Mystrere e' "francesizzante", Cattivik e Diabolik non sono certo
inglesi. L'aggiunta di un "k" ad una radice italiana non da' certo un
nome inglese (ne' tantomeno, IMHO, sembra inglese). In piu' non ho
citato Zagor, che con l'inglese non ha nulla a che fare.
Gli altri nomi, quelli si', sono in inglese.
>> > poi magari vedono che c'è
>> >pure Lupo Alberto e dicono "uh c'è Lupo Alberto" e pensano che il pianeta
>> >Fumetto sia rappresentato e/o si limiti (d)a Lupo Alberto.
>>
>> O no, ce ne sono altri 9, tra cui almeno 2 ben piu' famosi di Lupo
>> Alberto (anche mio nonno di 80 anni sa chi sono Tex e Diabolik), altri
>> 2 molto famosi tra le giovani generazioni (nella fattispecie DYD -
>> conosciutissimo anche dai non-lettori - e Nathan Never), e altri 2
>> abbastanza "particolari" (Rat-Man e Alan Ford).
>>
>Sa chi sono, mica li segue e li legge. Anche i miei sanno chi sono Tex e
>Diabolik, ma non saprebbero mai dare un giudizio perchè li conoscono solo di
>nome, oppure magari (per sogno!) ne hanno letto un volumetto 40 anni fa.
>Stavo facendo solo un esempio ponendo come ipotesi che ci fosse uno che sa
>solo cosa è Lupo Alberto, ma questo si può fare anche aggiungendo Tex e
>Diabolik visto che è anche un esempio più realistico. Il risultato non
>cambia.
Scusa ma non ti seguo (anche perche' fatico a capire come tu possa
entrare nella testa delle persone).
Se uno legge 'sto articolo sul Corriere, e tra i 10 personaggi conosce
solo Lupo Alberto (cosa abbastanza strana, tra l'altro, perche'
capisco che RatMan non lo conosca nessuno, ma Tex, Diabolik e anche
Dylan Dog sono conosciutissimi anche tra i non lettori), non e' che
nel suo cervello scatta automaticamente l'equazione "fumetto = Lupo
Alberto". Casomai potra' pensare "fumetto = Lupo Alberto + altri nomi
che non conosco".
In ogni caso, non vedo il problema in tutto cio'. Non vedo cosa ci sia
di male.
>> >Poi ci hai fatto caso che la maggior parte dei titoli sono editi dalla
>> >Bonelli?
>> >La quale non mi sembra che pubblichi fumetti di grande qualità.
>>
>> Umh... mai letto Napoleone, vero?
>> O anche solo Magico Vento?
>> O, per certi versi, Gea?
>
>Intendevo generalmente, per i suoi titoli più commerciali: mi sono trovata a
>sfogliare più facilmente un albo di Dylan Dog che di Magico vento.
Ok, allora prova MV e Napoleone. Sono di grande qualita' (IMHO).
>Non mi dire che Gea è un "bel" fumetto che mi dò una chiodata in fronte
>^_^;;
Sbonk! ^_^
A me piace!! ^_^
Certo, ha grossi difetti (i teatrini moralistici, essenzialmente), ma
Enoch e' un autore completo, e l'albo e' molto curato, IMHO, sia nei
disegni che nei testi...
[I fumetti commerciali]
>Quelli commerciali che chiudono vuol dire che erano troppo infarciti di
>luoghi comuni e commercialate varie (aka troppo noiosi), imho.
Su questo punto mi sono permesso di aprire un altro thread, se non ti
dispiace, perche' mi pare che l'argomento sia molto interessante, e ne
possa venire fuori una lunga discussione.
>> >e di
>> >conseguenza "i manga sono monnezza giappo per bambini" e poi ancora "la
>> >monnezza giappo è solo Pokemon e Sailor Moon".
>>
>> Questo non lo dice nessuno. Non c'e' scritto da nessuna parte.
>> Non e' che sei un zinzino prevenuta? ;-)
>>
>Mmm, forse per quel che vedo attorno no, perchè riporto quel che ho visto,
>ma come ho scritto in una risposta di prima, spero che non esista solo
>l'ambiente in cui tutto è frenetico ed incosciente ^_^
Mah, IMHO la freneticita' e l'incoscienza non c'entrano tanto.
Voglio dire: si fanno queste elezioni tra fumetti *italiani*. Il
Corriere.it presenta 'sta iniziativa e fa un sondaggio con 10
personaggi, di cui 4-5 hanno il nome inglese.
Secondo quale volo pindarico il lettore che di fumetti non sa nulla
dovrebbe arrivare alla conclusione "i manga sono monnezza giappo per
bambini"?
>> Mah, potrei dirti che la Star pubblica manga troppo "commerciali" ;-)
>>
>Hai ragione.
Ehi, mi dai ragione sull'unica battuta di tutto il post!!!! ;-)))))))
>Non mi sento mica accerchiata (ma dai, che mi importa? ^_-). Non voglio
>criminalizzare nulla, solo che molte volte si sentono delle "chicche" come
>quando gli scienziati dicono che la cioccolata fa bene ai denti e poi si
>scopre che erano finanziati da una società di cioccolate ^_^
Ma dai, ma chi sono "gli scienziati"?
Ci sono scienziati seri e altri meno seri.
*Tutti*, con i loro studi, ci devono mangiare, e quindi cercano
finanziatori. Punto. Sta poi a chi ascolta la TV e sente i risultati
di queste ricerche capire queste ovvieta' e non lasciarsi condizionari
piu' di tanto.
>> Suvvia,non tirare fuori cose che non c'entrano. Dove sarebbe questa
>> "americanizzazione" dell'Italia?
>
>McDonald's, Dunkin'donuts, Dawson's Creek (mediaset "il film cult del
>teenagers"! O_o), Greed (di cui la rai si vanta affermando "direttamente
>dall'America, l'originale..." ecc...), American Pizza (abominius!),
>Pringles,
Mah... queste sono "cose americane" che si trovano anche in Italy. Per
quante ce ne siano, questo non vuol dire che non ci siano piu' "cose
italiane". Semplicemente, c'e' piu' scelta, e ognuno puo' andare, se
vuole, a mangiare da Giggi er Puzzone, da MacDonald's o da Mei-Lin.
>una sfilza di cantanti di merda senza nè arte nè parte ma solo
>look,
Dove sarebbe l'americanita' qui?
Ma cos'e', solo in america ci sono cantanti di questo tipo?
Mai sentito parlare di Bob Dylan, Bruce Springsteen, o altre centinaia
di ottimi cantanti americani?
No, ma che schifo, poi ci americanizziamo, meglio ascoltare Giggi
d'Alessio! :-D
>una mitragliata pirotecnica di film americani (che spesso sono
>proiettati le nostre sale pur facendo schifo... insomma, almeno cerchiamo di
>importare i film per cui vale la pena spenderci i diritti (American Beauty x
>esempio), non tutta la monnezza firmata Hollywood), e la lista continua...
Vuoi dirmi che ho fatto male ad andare a vedere Unbreakable e avrei
dovuto entrare nella sala dove proiettavano Boldi&DeSica? Viva
l'Italia!!! :-D
Scherzi a parte, il cinema americano, IMHO, puo' contare su livelli
qualitativi impensabili per produzioni di altre nazionalita'. A
Hollywood risiedono grandissimi registi, grandissimi attori,
produttori coraggiosi, studi di produzione attrezzatissimi. E ne
escono dei film bellissimi. Poi ci sono anche le ciofeche, ma non mi
pare che nessuno ti obblighi ad andare a guardarli solo perche' sono
americani. Ognuno e' libero di andare a vedere il film che vuole, e
puo' scegliere tra film americani, italiani, francesi o giapponesi,
belli o brutti.
Per inciso, non e' che per "importare" un film in Italia si debba
pagare qualcosa. Anzi, di solito e' la casa di produzione che
distribuisce il proprio film nei peasi in cui pensa possa funzionare.
^_^
>E poi in questo caso mi dà fastidio che si usino nomi in inglese per dei
>fumetti italiani. Certo, su qualche fumetto può essere anche più adatto, ma
>1-2 su 10, non tutti o quasi!
Autarchica? :-D
>Anche se la Bonelli è italiana, nei suoi fumetti ci vedo un sacco di
>americano (come disegni *almeno*) e poco di europeo... bah ?_?
No, scusa, qui non ti seguo davvero.
Prendi il *tipico* fumetto Bonelli. Prendi Dyd, che hai detto di aver
leggiucchiato.
Adesso prendi il *tipico* fumetto americano. Diciamo X-Men, o L'Uomo
Ragno, o ancora Spawn.
Mettili sulla scrivania, aprili contemporaneamente, guardali con
attenzione. Davvero i *disegni* ti sembrano simili? Davvero in DYD
ritrovi molte caratteristiche dell'albetto Marvel (nel formato,
nell'uso del colore, nell'impostazione della tavola, nei disegni,
nella struttura dei testi.. ecc...)?
Davvero ?_?
>I fumetti commerciali (o le cose commerciali in genere, se vuoi) sono detti
>commerciali apposta perchè sono rivolti (e comprati) dalla più ampia fascia
>di pubblico che possono ottenere nel momento in cui sono venduti, quindi
>devono incotrare un pò i gusti di
>tutti, in pratica deve mentalmente "andare di moda". Perciò è abbastanza
>ovvio che ci siano dentro cose che piacciono un
>pò a tutti, quindi cose abbastanza trite e ritrite.
WatchMen ha venduto *un milione* di copie.
Secondo te e' un fumetto commerciale (secondo la tua definizione)?
>Non dico che non possa
>essere un fumetto grazioso, però non ho mai visto una cosa commerciale
>andare un pò più in là senza essere "tutto lì".
DYD, parecchi anni fa, era *molto venduto*, e IMHO andava *molto* piu'
in la'. Adesso, vende meno, eppure non arriva cosi in la' :-)
Come mai?
>Poi, certo, c'è anche un
>altro lato della faccenda: la commercializzazione dipende anche per una
>grandissima parte dalla pubblicità...
Questo e' tutto un altro paio di maniche, soprattutto per i prodotti
culturali, come il fumetto. Piuttosto, nei fumetti influisce molto la
questione della serializzazione, IMHO.
>Quelli commerciali che chiudono vuol dire che erano troppo infarciti di
>luoghi comuni e commercialate varie (aka troppo noiosi), imho.
No, scusa, prima dici che il "fumetto commerciale" e' fatto per
vendere (e quindi contiene "cose che piacciono a tutti, trite e
ritrite"), poi dici che il fumetto "troppo commerciale" non vende,
perche' contiene luoghi comuni. IMHO sta dando una definizione
inadeguata e contraddittoria.
IMHO non ha senso parlare di "fumetto commerciale".
Vediamo di andare per punti.
1. Tutti i fumetti di cui parliamo qui sono fatti per essere venduti.
Il fatto di essere venduti accomuna Dragon Ball, Kill KIller, Dylan
Dog, Spawn, From Hell, o Palestine di Joe Sacco.
Se Spiegelman avesse deciso di chiudere Maus in un cassetto, Maus non
sarebbe mai diventato l'opera d'arte che e' diventato dopo essere
comparso sugli scaffali delle librerie.
Quindi, nella fattispecie, un fumetto, in un certo senso, *esiste* nel
momento in cui viene pubblicato da qualcuno, il che equivale a dire
che viene messo in vendita.
2. Da questo deriva che ogni opera d'arte nasce da una relazione a
due: da una parte c'e' l'autore, dall'altra un destinatario, un
pubblico. L'autore, quando scrive, sa che cio' che scrive verra' letto
da "qualcuno", e questa consapevolezza, in un certo senso, influisce
sulla scrittura.
3. In seguito, quando il fumetto viene pubblicato, la "relazione a 2"
autore-pubblico si concretizza nell'atto della vendita (mediata
dall'editore).
Secondo questi tre punti, IMHO, ogni fumetto pubblicato puo' essere
definito "commerciale", perche', in ultima analisi, ogni fumetto e'
rivolto ad un certo pubblico che lo compra.
Tu dici che il fumetto commerciale, invece, e' quella rivolto alla
"piu' ampia fascia di pubblico".
Ora, a parte il fatto che, per avere una definizione veramente
adeguata e in grado di dirci con chiarezza quali fumetti sono
commerciali e quali no, dovremmo stabilire un numero X di copie
vendute, e concludere che "i fumetti che vendono piu' di X sono
commerciali, gli altri no", a parte questo, dicevo, non e'
assolutamente vera l'equazione secondo cui se l'autore si rivolge alla
piu' ampia fascia di pubblico, automaticamente vende X copie.
Ci sono fumetti che *vorrebbero* vendere, sono pensati per vendere
molto, ma non vendono (ad esempio Kill KIller ^_^;).
D'altra parte, ci sono fumetti che vendono molto, ma non sono banali,
non presentano affatto cose "trite e ritrite" (ad esempio Dylan Dog di
qualche anno fa).
Alan Moore, quando ha preso in mano Swamp Thing, ha risollevato le
sorti di una serie in decadenza. Le vendite sono aumentate, ma non
perche' Moore abbia cercato di "essere di moda". Tutt'altro, Moore ha
fatto vendere Swamp Thing anche perche' presentava una buona dose di
novita' o originalita'.
Non ricordo dove, leggevo dei buoni risultati di vendita di Ai Tempi
di Bocchan in patria. Si tratta forse di un fumetto commerciale?
Non conosco i dati di vendita di Maus, ma da come cala a vista
d'occhio la pila di volumozzi da Feltrinelli direi che si parla di
cifre ragguardevoli. E' un altro fumetto commerciale?
Faccio questi esempi, per dire che IMHO *non ha senso* parlare di
fumetto commerciale, perche' *tutti* i fumetti, in un certo senso,
vanno incontro ai gusti di una parte del pubblico, e quando un autore
scrive per andare incontro alla "maggior parte" del pubblico, non e'
detto che lo faccia scrivendo banalita' modaiole che "piacciono un po'
a tutti".
Quindi, se anche riuscissimo a stabilire la soglia X di vendite,
oltrepassata la quale il fumetto diventa "commerciale" (e qui sarebbe
un casino, perche' X cambierebbe per ogni mercato di riferimento,
nonche' per ogni periodo storico - i F4 di Lee e Kirby erano
"commerciali" negli anni '60, adesso li trovi in edizioni cartonate
costosissime rivolte ad un pubblico di appassionati), questo non ci
direbbe *assolutamente nulla* sulla qualita' del fumetto stesso,
perche' ci sono ciofeche che vendono e capolavori che fanno la polvere
sugli scaffali, capolavori che vendono milioni (?_?)di copie e
ciofeche che chiudono dopo 2 numeri.
Quindi, quando leggo un fumetto, non sto tanto a chiedermi se sia
"commerciale" o "elitario", perche' questo non mi direbbe nulla sua
qualita'; semplicemente mi chiedo se e' buono oppure no.
> >Certo, ma ti lamentavi che l'utonto medio
>
> Se e' uno slato e' uno dei piu' belli che abbia mai visto. :-D
No no, e' voluto :-)
Lo so, ma sembrano inglesi a chi non lo sa.
"...Che saranno più o meno Lupo Alberto". Non entro nella testa delle
persone, ho solo raccolto testimonianze intorno a me.
> In ogni caso, non vedo il problema in tutto cio'. Non vedo cosa ci sia
> di male.
>
Nulla, solo la sterilità imho.
> >> >Poi ci hai fatto caso che la maggior parte dei titoli sono editi dalla
> >> >Bonelli?
> >> >La quale non mi sembra che pubblichi fumetti di grande qualità.
> >>
> >> Umh... mai letto Napoleone, vero?
> >> O anche solo Magico Vento?
> >> O, per certi versi, Gea?
> >
> >Intendevo generalmente, per i suoi titoli più commerciali: mi sono
trovata a
> >sfogliare più facilmente un albo di Dylan Dog che di Magico vento.
>
> Ok, allora prova MV e Napoleone. Sono di grande qualita' (IMHO).
>
Dovrò provarli. ^_^
> >Non mi dire che Gea è un "bel" fumetto che mi dò una chiodata in fronte
> >^_^;;
>
> Sbonk! ^_^
> A me piace!! ^_^
> Certo, ha grossi difetti (i teatrini moralistici, essenzialmente), ma
> Enoch e' un autore completo, e l'albo e' molto curato, IMHO, sia nei
> disegni che nei testi...
>
Mmm... non so, per esempio il personaggio di Gea è troppo forzatamente reso
fighetto. Non so come descrivere questa cosa per rendere bene l'idea, ma
credo che si noti che la storia (almeno all'inizio) sembra come essere
forzata... È come se Enoch, per far notare Gea, avesse dovuto attirare
l'attenzione su di lei. Poi quei grossi difetti come i "teatrini
moralistici" proprio non li reggo. Non viene naturale, non c'è qualcosa di
quei teatrini che può essere sentito. Mi sembra un fumetto "artificiale"
nella sua composizione.
> Mah, IMHO la freneticita' e l'incoscienza non c'entrano tanto.
Beh, porta a prendere ogni cosa più superficialmente, non credi?
> Voglio dire: si fanno queste elezioni tra fumetti *italiani*. Il
> Corriere.it presenta 'sta iniziativa e fa un sondaggio con 10
> personaggi, di cui 4-5 hanno il nome inglese.
> Secondo quale volo pindarico il lettore che di fumetti non sa nulla
> dovrebbe arrivare alla conclusione "i manga sono monnezza giappo per
> bambini"?
>
Chiedilo a loro. ^_^
> >> Mah, potrei dirti che la Star pubblica manga troppo "commerciali" ;-)
> >>
> >Hai ragione.
>
> Ehi, mi dai ragione sull'unica battuta di tutto il post!!!! ;-)))))))
>
Be, invece penso che ci sia dentro della verità. In Italia i manga non sono
così affermati come in Giappone naturalmente, quindi se in Giappone possono
fare dei fumetti con cui riempire ogni settimana riviste spesse come elenchi
telefonici che costano 3000 lire, magari che sono anche graziosi ed
originali, qui in Italia è ancora impossibile farlo, quindi è logico che si
cerchi di pubblicare il materiale "più bello". ^_^
> Ma dai, ma chi sono "gli scienziati"?
> Ci sono scienziati seri e altri meno seri.
> *Tutti*, con i loro studi, ci devono mangiare, e quindi cercano
> finanziatori. Punto. Sta poi a chi ascolta la TV e sente i risultati
> di queste ricerche capire queste ovvieta' e non lasciarsi condizionari
> piu' di tanto.
>
Appunto, ma penso che l'ignoranza e la superficialità porti con leggerezza a
dar retta a queste voci di fondo e a dimenticarle in un paio di giorni...
(sempre descrivendo ciò che vedo ^_^;;)
> >McDonald's, Dunkin'donuts, Dawson's Creek (mediaset "il film cult del
> >teenagers"! O_o), Greed (di cui la rai si vanta affermando "direttamente
> >dall'America, l'originale..." ecc...), American Pizza (abominius!),
> >Pringles,
>
> Mah... queste sono "cose americane" che si trovano anche in Italy. Per
> quante ce ne siano, questo non vuol dire che non ci siano piu' "cose
> italiane". Semplicemente, c'e' piu' scelta, e ognuno puo' andare, se
> vuole, a mangiare da Giggi er Puzzone, da MacDonald's o da Mei-Lin.
>
> >una sfilza di cantanti di merda senza nè arte nè parte ma solo
> >look,
>
> Dove sarebbe l'americanita' qui?
> Ma cos'e', solo in america ci sono cantanti di questo tipo?
> Mai sentito parlare di Bob Dylan, Bruce Springsteen, o altre centinaia
> di ottimi cantanti americani?
> No, ma che schifo, poi ci americanizziamo, meglio ascoltare Giggi
> d'Alessio! :-D
>
Guarda che non sono nazionalista e tantomeno etichetto le cose a seconda da
dove provengono. Ma forse non mi sono spiegata. Quel che critico non è
l'americano, che può fare quello che gli pare, quel che critico è la
passività che c'è intorno, la sterilità, indipendentemente dal paese che
riesce a vivere l'avventura che sta vivendo l'America.
Piano piano chi si assoggetta con sterilità alla creatività e al coraggio di
questi pionieri finisce per chioccarsi tutto. Ormai per il mercato americano
(e anche per la politica?) gli italiani (e non solo) sono equivalenti a un
Mocio Vileda. ^_^
> >una mitragliata pirotecnica di film americani (che spesso sono
> >proiettati le nostre sale pur facendo schifo... insomma, almeno cerchiamo
di
> >importare i film per cui vale la pena spenderci i diritti (American
Beauty x
> >esempio), non tutta la monnezza firmata Hollywood), e la lista
continua...
>
> Vuoi dirmi che ho fatto male ad andare a vedere Unbreakable e avrei
> dovuto entrare nella sala dove proiettavano Boldi&DeSica? Viva
> l'Italia!!! :-D
E dai :P
> Scherzi a parte, il cinema americano, IMHO, puo' contare su livelli
> qualitativi impensabili per produzioni di altre nazionalita'. A
> Hollywood risiedono grandissimi registi, grandissimi attori,
> produttori coraggiosi, studi di produzione attrezzatissimi. E ne
> escono dei film bellissimi. Poi ci sono anche le ciofeche, ma non mi
> pare che nessuno ti obblighi ad andare a guardarli solo perche' sono
> americani. Ognuno e' libero di andare a vedere il film che vuole, e
> puo' scegliere tra film americani, italiani, francesi o giapponesi,
> belli o brutti.
Lo so. Ma a seconda dell'offerta.
> Per inciso, non e' che per "importare" un film in Italia si debba
> pagare qualcosa. Anzi, di solito e' la casa di produzione che
> distribuisce il proprio film nei peasi in cui pensa possa funzionare.
> ^_^
>
I diritti?
> >E poi in questo caso mi dà fastidio che si usino nomi in inglese per dei
> >fumetti italiani. Certo, su qualche fumetto può essere anche più adatto,
ma
> >1-2 su 10, non tutti o quasi!
>
> Autarchica? :-D
>
Che vuol dire? ^_^;;;
> >Anche se la Bonelli è italiana, nei suoi fumetti ci vedo un sacco di
> >americano (come disegni *almeno*) e poco di europeo... bah ?_?
>
> No, scusa, qui non ti seguo davvero.
> Prendi il *tipico* fumetto Bonelli. Prendi Dyd, che hai detto di aver
> leggiucchiato.
Il tipico fumetto bonelli è Tex o Dylan Dog imho, visto che poi sono quelli
ad essere conosciuti di nome...
Angelica (...my god ^_____^;;;;;;;;)
>OK ma questo non cambia di molto la mia opinione, continuo a preferire
>un iniziativa in piů ad un iniziativa in meno solo perchč questa puň
>apparire stupida...rimangono i fatti, i fatti sono che questa iniziativa
>ha suscitato l'attenzione dei media.
Quale attenzione?
Conquistare un trafiletto in questo modo equivale ad una sconfitta.
Sminuirsi, annullarsi
>Rimane il fatto che se l'iniziativa ti piace e vuoi votare devi entrare
>in una fumetteria (visto che puoi votare solo li) e votare il tuo
>fumetto e questa puň essere una buona occasione per vedere una
>fumetteria per chi non č abituato a frequentarle.
Ma per favore.
Se io non andassi abitualmente in fumetteria probabilmente non saprei nemmeno se
ce n'e' una nella mia citta', e sicuramente non ci andrei solo per partecipare
ad un sondaggio/referendum/votazione camuffato malamente.
>Poi personalmente non ho avuto l'idea che questa iniziativa presentasse
>il fumetto come roba per bambini, salvo non si creda che la simpatia
>sia una cosa per bambini.
Continuo a non vedere la "simpatia" in tutto questo. Forse un po' di idiozia (di
chi spende soldi e tempo per organizzare tutto cio'), ma null'altro.
>Benissimo si facciano iniziative diverse, si facciano perň!!!
In Italia le iniziative nate attorno al fumetto sono di due tipi: o mortalmente
seriose o scriteriatamente "simpatiche". O in giacca e cravatta o in
pantaloncini corti e t-shirt colorata.
Non c'e' via di mezzo.
Mai stato ad una convention di autori, come, per esempio, quella che si tiene
ogni anno al Castello di Rapallo? Tutti gli autori immersi nei loro ruoli di
"personaggi" (pubblici questa volta), compiti e seriosi e in giacca e cravatta
appunto, quasi disturbati che ci sia un "pubblico" diverso da loro stessi.
Mai stato a una qualche noiosissima presentazione di qualche esposizione di
tavole? Tutti sono presi dall'improba fatica di darsi importanza e parlarsi
addosso, quando tutti sanno, poveretti, che al di fuori del loro piccolo mondo
non sono nessuno.
Prova a chiedere a qualche autore della vecchia guardia cosa ne pensavano i loro
compaesani, meglio ancora se di un paese piccolo, del loro lavoro?
'Ah, quello fa i "fumetti", chissa quando crescera'.' oppure 'Lui non ha un
lavoro serio, fa fumetti.'
E mi dicono che le riunioni di autori Disney Ita siano ancora peggio, nella loro
chiusura verso tutto cio' che non appartiene al loro magnifico e dorato mondo
disneyano.
Mi piacerebbe qualcosa di piu' equilibrato, qualcosa che faccia capire che il
Fumetto e' Arte senza bisogno di scomodare gli antipaticissimi "critici". ;-)
Ma io non ho la soluzione in tasca, chi ce l'ha?
--
Voi datemi le notizie, io vi daro' la guerra.
Charles Foster Kane (alla redazione del 'Globe')
>E, di grazia, che ci sarebbe di male in questa iniziativa, secondo me
>abbastanza simpatica?
Io non la trovo simpatica, la trovo inutile.
A cosa serve?
Ad avvicinare nuovi lettori? Diffondendo l'idea che si tratti di roba per
bambini, e che il Fumetto sia un unico calderone dove tutto e' indistinto e
indistinguibile? Potevano mettere un bel ballottaggio tra il topo di Maus e il
buon Mickey per la poltrona di sindaco di Roma gia' che c'erano.
Bene o male, purche' se ne parli. Diceva anni fa un avveduto produttore
hollywodiano. Peccato che la situazione del Fumetto italiano sia talmente
disperata che certi giochetti non funzionano piu'.
Anzi al momento sono soltanto controproducenti.
In un momento come questo in cui il Fumetto e' debole e malaticcio, diffondere
ancor di piu' l'idea che sia roba per bambini, ma soprattutto che sia un
calderone unico poco distinguibile dall'esterno, e' pericolosissimo.
La nave affonda e la gente continua a ballare...
divertitevi, io cerco un salvagente.
>Lo fanno quando c'è qualcosa che attira la loro attenzione.
>Non vorrai mica che facciano informazione gratis, loro sulle vendite dei
>giornali ci campano.
Calma, calma. Frena, frena.
La tua difesa d'ufficio mi convince ben poco.
E' facile citare il "Mercato" quando ci fa comodo e dimenticarcene per tutto il
resto del tempo.
In Italia il mercato e' viziato da tutta una serie di storture legislative e
poteri protezionistici che esistono solo qui.
En passant, ti ricordo l' Albo dei Giornalisti e il duopolio televisivo.
Ma soprattutto non stiamo parlando di vendere formaggi o patate, ma di giornali
ed informazione. La qual cosa e' ben diversa.
I lettori si possono anche "formare" ed educare ad un tipo diverso di lettura,
bisognerebbe almeno provarci pero'.
Forse pero' bisognerebbe prima educare i giornalisti a credere in qualcosa che
non sia il Dio Denaro, e magari con un'ardita operazione di ingegneria genetica
inculcar loro un po' di etica professionale.
Comunque mi fermo qui, perche' sto andando tremendamente OT.
Faccio notare che il mio non era un attacco contro i giornalisti del Corriere,
che poverini di Fumetto ne sanno quanto tutti gli altri loro colleghi (cioe'
NIENTE), quanto contro quest'iniziativa di dubbia (nessuna?) utilita',
interesse, e prospettiva.
Carta sprecata, insomma.
>Chi si occupa di informazione punta la sua attenzione su ciò che
>interessa alla gente (o che reputano tale) non è certo compito loro
>interessare la gente su un certo argomento, se questo avviene è solo in
>via "accidentale".
Questo punto e' interessante.
Spiegami, tu che sei tanto addentro alla mentalita' di quella strana bestia che
e' il giornalista, perche' hanno ritenuto che quel trafiletto avrebbe dovuto
interessarmi piu' di un resoconto dell'ultima fiera del Fumetto (trafiletto che
all'epoca non c'era), tanto per fare un esempio che rimanga di "costume".
E io, ci tengo a precisarlo, sono un lettore di quotidiani e del Corriere in
particolare.
[cutto la difesa di categoria]
>Riguardo alle votazione premesso che l'iniziativa è nata a Lucca dove
>credo abbia avuto un certo successo, hanno deciso di estenderla a
>livello nazionale credo proprio per guadagnare un po di spazio presso i
>media e che c'è di male in questo?
Oh, certo non c'e' nulla di male.
Peccato che cosi' si consolidi una certa idea (sbagliata) di quello che e' il
Fumetto nel pubblico "generalista".
Piccolo esempio.
Hai presente tutte le polemiche che provoca Ratman?
Come mai?
Perche' i lettori non solo non riescono ad andare al di la' del lato comico del
personaggio, ma non _pensano_ nemmeno che ce ne possa essere uno.
L'idea fumetto=scacciapensieri e' talmente radicata e ben piantata nelle menti
dei lettori, che alla prima svolta non prevista sono tutti li' a piangere e
lamentarsi perche' "Ratman non e' piu' come una volta".
Lo dico qui una volta per tutte: RATMAN NON E' _SOLO_ UN FUMETTO COMICO!!!
> Come pensi che si possa avvicinare la
>gente altrimenti?
Ma parli sul serio, o stai scherzando?
Tu, seriamente, pensi che una simile iniziativa possa avvicinare nuovi lettori?
Gente che mai prenderebbe in mano un fumetto?
Gente che ritiene gia' sia roba per marmocchi?
Gente che pensa sia solo il Tromba e Tex?
E' un'iniziativa fatta per chi gia' li legge i fumetti, e' chiarissimo. Basti
pensare che il tutto e' nato durante la fiera di Lucca.
>E forse il fatto che l'iniziativa è stata fatta da persone che sul
>fumetto ci campano da decenni sta indicare l'intezione che hanno
>intenzione di camparci sopra ancora.
Il fatto che questi "professionisti" gestiscano un negozio che e' piu'
disordinato di camera mia (e ce ne vuole, ve lo garantisco) non depone molto a
loro favore.
Oh, ma forse sto dimenticando che dietro a tutto cio' c'e' la quel magnifico
cervello del marketing che ha ideato i Kappi! ;-))
Tanto di cappello.
Il mondo del fumetto (questa volta minuscolo, se lo merita) italiano e' pieno di
"simpatici" improvvisatori, appassionati piu' che professionisti, arrufoni ed
casinisti.
Pescivendoli, e fruttivendoli (quando non pennivendoli di bassa lega) che per
caso o per avventura sono capitati a vendere libri a fumetti.
Questo non li giustifica, e' solo un aggravante.
>Altre idee? Altre strategie? Altri metodi?
>Avanti, c'è spazio per tutti.
Non e' vero e lo sai.
Lo spazio e' poco, e quel poco bisogna conquistarselo con le unghie e con i
denti, sgomitando e scalciando.
Vogliamo poi parlare di quello che e' il Mercato del Fumetto in Italia?
Un bel monopolio sia per quanto riguarda la distribuzione in fumetteria, sia per
quanto riguarda le edicole (in questo caso e' forse meglio parlare di
"cartello").
Pochi editori forti, per nulla interessati a strappare condizioni migliori per
tutti.
Tanti editori minuscoli, fragili come barchette di carta nella tempesta.
Una quantita' di autori e professionisti, ben contenti di tirar avanti la
carretta. Quasi mai coscienti delle enormi potenzialita' del mezzo che sprecano
tutti i giorni.
E, tanto per gradire, una magistratura ben felice di farsi pubblicita', questa
si' gratuita, con una bella caccia alle streghe.
C'e' proprio da stare allegri.
> Io non la trovo simpatica, la trovo inutile.
Ottimo parere tuo, ma spararci sopra in questo modo mi pare eccessivo
IMHO.
> A cosa serve?
A divertirsi. L'altra mattina ho chiesto a amilla chi stava vincendo e
alla sua risposta mi sono rallegrato... quindi.
> Ad avvicinare nuovi lettori? Diffondendo l'idea che si tratti di roba
per
> bambini, e che il Fumetto sia un unico calderone dove tutto e'
indistinto e
> indistinguibile? Potevano mettere un bel ballottaggio tra il topo di
Maus e il
> buon Mickey per la poltrona di sindaco di Roma gia' che c'erano.
Ma dov'e' che parlano di bambini?
> Bene o male, purche' se ne parli. Diceva anni fa un avveduto produttore
> hollywodiano. Peccato che la situazione del Fumetto italiano sia
talmente
> disperata che certi giochetti non funzionano piu'.
Infatti non credo che nessuno consideri una roba cosi' un tentativo di
"salvezza del fumetto italiano"
> Anzi al momento sono soltanto controproducenti.
Ma dai...
> In un momento come questo in cui il Fumetto e' debole e malaticcio,
diffondere
> ancor di piu' l'idea che sia roba per bambini, ma soprattutto che sia un
> calderone unico poco distinguibile dall'esterno, e' pericolosissimo.
Ehm.. un calderone unico in che senso? Allora perche' c'e' un IAF solo e
utit si lamentano quando nascono i sottogruppi?
>> Tra quelli che ti ho citato Lupo Alberto e' in italiano, Martin
>> Mystrere e' "francesizzante", Cattivik e Diabolik non sono certo
>> inglesi. L'aggiunta di un "k" ad una radice italiana non da' certo un
>> nome inglese (ne' tantomeno, IMHO, sembra inglese). In piu' non ho
>> citato Zagor, che con l'inglese non ha nulla a che fare.
>
>Lo so, ma sembrano inglesi a chi non lo sa.
No, non sembrano inglesi, a nessuno.
Martin Mystere non sembra inglese (caso mai francese)
Zagor non sembra inglese.
Cattivik e Diabolik non sembrano inglesi.
Sto parlando dei *nomi*. Questi nomi *non* sembrano inglesi, nemmeno
per chi non ha mai visto un fumetto in vita sua.
>> Scusa ma non ti seguo (anche perche' fatico a capire come tu possa
>> entrare nella testa delle persone).
>> Se uno legge 'sto articolo sul Corriere, e tra i 10 personaggi conosce
>> solo Lupo Alberto (cosa abbastanza strana, tra l'altro, perche'
>> capisco che RatMan non lo conosca nessuno, ma Tex, Diabolik e anche
>> Dylan Dog sono conosciutissimi anche tra i non lettori), non e' che
>> nel suo cervello scatta automaticamente l'equazione "fumetto = Lupo
>> Alberto". Casomai potra' pensare "fumetto = Lupo Alberto + altri nomi
>> che non conosco".
>
>"...Che saranno più o meno Lupo Alberto". Non entro nella testa delle
>persone, ho solo raccolto testimonianze intorno a me.
Mah, se lo dici tu... Io questa idiozia totale delle ggente non la
vedo...
E cmq, se uno si avvicina ad una fumetteria cercando "fumetti che
saranno piu' o meno come Lupo Alberto", poi magari trova qualcos'altro
che gli piace, beh, tanto meglio...
[CUTTO su Gea, le critiche che fai sono molto condivisibili...]
>> Voglio dire: si fanno queste elezioni tra fumetti *italiani*. Il
>> Corriere.it presenta 'sta iniziativa e fa un sondaggio con 10
>> personaggi, di cui 4-5 hanno il nome inglese.
>> Secondo quale volo pindarico il lettore che di fumetti non sa nulla
>> dovrebbe arrivare alla conclusione "i manga sono monnezza giappo per
>> bambini"?
>>
>Chiedilo a loro. ^_^
Astuta ^__-
Scherzi a parte, io non ho fatto supposizioni sulle inferenze della
gente che non legge fumetti, le hai fatte tu... =_=
>Be, invece penso che ci sia dentro della verità. In Italia i manga non sono
>così affermati come in Giappone naturalmente, quindi se in Giappone possono
>fare dei fumetti con cui riempire ogni settimana riviste spesse come elenchi
>telefonici che costano 3000 lire, magari che sono anche graziosi ed
>originali, qui in Italia è ancora impossibile farlo, quindi è logico che si
>cerchi di pubblicare il materiale "più bello". ^_^
Piu' bello o piu' commerciale?
Vedi che e' una classificazione insensata?
>Appunto, ma penso che l'ignoranza e la superficialità porti con leggerezza a
>dar retta a queste voci di fondo e a dimenticarle in un paio di giorni...
>(sempre descrivendo ciò che vedo ^_^;;)
Beh, se se lo dimenticano dopo un paio di giorni, dov'e' il problema?
>Guarda che non sono nazionalista e tantomeno etichetto le cose a seconda da
>dove provengono.
Sicura? ^_-
> Ma forse non mi sono spiegata. Quel che critico non è
>l'americano, che può fare quello che gli pare, quel che critico è la
>passività che c'è intorno, la sterilità, indipendentemente dal paese che
>riesce a vivere l'avventura che sta vivendo l'America.
>Piano piano chi si assoggetta con sterilità alla creatività e al coraggio di
>questi pionieri finisce per chioccarsi tutto. Ormai per il mercato americano
>(e anche per la politica?) gli italiani (e non solo) sono equivalenti a un
>Mocio Vileda. ^_^
Mah, invece in questi ultimi anni la Miramax ha importato in USA
parecchi film made in italy... Che sia la riscossa? ^_^
> Ognuno e' libero di andare a vedere il film che vuole, e
>> puo' scegliere tra film americani, italiani, francesi o giapponesi,
>> belli o brutti.
>
>Lo so. Ma a seconda dell'offerta.
Certo, gli americani producono molto ed esportano (quasi tutto).
I giapponesi o i francesi, per esempio, non hanno una distribuzione
cosi' capillare...
>> Per inciso, non e' che per "importare" un film in Italia si debba
>> pagare qualcosa. Anzi, di solito e' la casa di produzione che
>> distribuisce il proprio film nei peasi in cui pensa possa funzionare.
>> ^_^
>>
>I diritti?
Veramente ne hai parlato tu ...:-|
>> >E poi in questo caso mi dà fastidio che si usino nomi in inglese per dei
>> >fumetti italiani. Certo, su qualche fumetto può essere anche più adatto,
>ma
>> >1-2 su 10, non tutti o quasi!
>>
>> Autarchica? :-D
>>
>Che vuol dire? ^_^;;;
Devoto-Oli:
autarchia: indirizzo di politica economica che, sfruttando le risorse
proprie di uno stato, tende a renderlo autosufficiente e quindi
economicamente indipendente dai paesi esteri.
Mussolini applico' questa politica in seguito alle sanzioni applicate
all'Italia dalla Societa' delle Nazioni, a causa della conquista
dell'Etiopia (1936, se non erro). L'autarchia venne applicata anche in
campo culturale, bandendo i prodotti culturali esteri (fumetti in
primis), e imponendo l'uso esclusivo di vocaboli italiani (venivano
quindi aboliti abat-jour, cheffeur, cachet, ecc...).
Ora capisci perche' SuperMan in Italia era conosciuto anche come Nembo
Kid? (questo prima di scomparire definitivamente dal suolo italiano)
E figurati che BatMan era stato semplicemente trasformato in
Pipistrello. Di conseguenza, la Batmobile diventava la Pipismacchina,
poi c'era il Pipisaereo, ecc... ROTFL!!!!!
>> >Anche se la Bonelli è italiana, nei suoi fumetti ci vedo un sacco di
>> >americano (come disegni *almeno*) e poco di europeo... bah ?_?
>>
>> No, scusa, qui non ti seguo davvero.
>> Prendi il *tipico* fumetto Bonelli. Prendi Dyd, che hai detto di aver
>> leggiucchiato.
>
>Il tipico fumetto bonelli è Tex o Dylan Dog imho, visto che poi sono quelli
>ad essere conosciuti di nome...
Ok, prendi quello che vuoi tu, ma ti prego, rispondimi: come fai a
dire che hanno uno "stile americano" (soprattutto nei disegni) ?_?
Sono diversissimi, diavolo >:-\
>Il mondo del fumetto (questa volta minuscolo, se lo merita) italiano e' pieno di
>"simpatici" improvvisatori, appassionati piu' che professionisti, arrufoni ed
>casinisti.
>Pescivendoli, e fruttivendoli (quando non pennivendoli di bassa lega) che per
>caso o per avventura sono capitati a vendere libri a fumetti.
Applausi.
--
Ciao,
/\/\oreno
>In un momento come questo in cui il Fumetto e' debole e malaticcio, diffondere
>ancor di piu' l'idea che sia roba per bambini, ma soprattutto che sia un
>calderone unico poco distinguibile dall'esterno, e' pericolosissimo.
E la cosa piu' sconfortante e' che dalle politiche attuate per
"vendere", sembra che non abbiano la minima idea di che cosa stiano
vendendo...
Tiramolla e' uguale a Erinni, certo....
Cosa possiamo aspettarci, la prossima volta? I "simpatici pupazzetti di
Maus"?
>autarchia: indirizzo di politica economica che, sfruttando le risorse
>E figurati che BatMan era stato semplicemente trasformato in
>Pipistrello. Di conseguenza, la Batmobile diventava la Pipismacchina,
>poi c'era il Pipisaereo, ecc... ROTFL!!!!!
Da proporre a Leo Ortolani per "Ratman"...
Saluti da
Sten
alias Hyo, a.k.a. Dr. Hebime,
--
aka Ghunzatrox, Signore dell'Ato Scuro,
alias
ECCETERAECCETERAECCETERAECCETERAECCETERAECCETERA
["h...@libero.it" non e' il mio vero indirizzo,
rispondete sul newsgroup, oppure scrivere a stefano.bertoni ** ]
>>E figurati che BatMan era stato semplicemente trasformato in
>>Pipistrello. Di conseguenza, la Batmobile diventava la Pipismacchina,
>>poi c'era il Pipisaereo, ecc... ROTFL!!!!!
>
>Da proporre a Leo Ortolani per "Ratman"...
Figurati che 'sta cosa l'avevo sntita raccontare dal compianto Bonvi
(:-( sniff... ) in un'intervista in TV....
>Gli altri nomi, quelli si', sono in inglese.
Ma è un fattore comune della produzione fumettistica: nomi esotici, per suggerire mistero e avventura.
Ma non è qui il limite dell'iniziativa.
>In ogni caso, non vedo il problema in tutto cio'. Non vedo cosa ci sia
>di male.
Fin qi nulla: ma c'è una certa "superficialità", o un eccesso di entusiasmo. Avrei preferito un po' più di critica nell'iniziativa.
>[I fumetti commerciali]
>di queste ricerche capire queste ovvieta' e non lasciarsi condizionari
>piu' di tanto.
Appunto.
>vuole, a mangiare da Giggi er Puzzone, da MacDonald's o da Mei-Lin.
Dovremmo tenere un alòltro discorso...
>Vuoi dirmi che ho fatto male ad andare a vedere Unbreakable e avrei
>dovuto entrare nella sala dove proiettavano Boldi&DeSica? Viva
>l'Italia!!! :-D
Uscendo dal cinema, un ragazzo: Hai visto? Come Dylan Dog...spiegatemi che c'èentra...
>Autarchica? :-D
Vedesi su: dà una patina d'esotico.
--
Giuseppe Gigante
>Lo so, ma sembrano inglesi a chi non lo sa.
E qui dovrebbe partire la delucidazione, cosa che c'è. Superficiale? Forse perchè si ha un tono da "addetti ai lavori", o in breve, per chi sa grossomodo le tematiche.
>Che vuol dire? ^_^;;;
Tutto prodotto e consumato in Italia.
--
Giuseppe Gigante
>No, non sembrano inglesi, a nessuno.
Attenzione...per il "nonno Ciccio" Zagor, Tavor, Calfort, Ciusdale e co. suona come inglese...Presupposto d'ignoranza.
>Martin Mystere non sembra inglese (caso mai francese)
Ma per chi non conosce nč l'inglese, nč il francese, č una lingua straniera: la piů parlata č l'inglese.
Quindi per appossimazione, č inglese (mi sembra d'esser l'avvocato del diavolo).
>Mah, invece in questi ultimi anni la Miramax ha importato in USA
>parecchi film made in italy... Che sia la riscossa? ^_^
Che va affievolendosi?
>Ora capisci perche' SuperMan in Italia era conosciuto anche come Nembo
>Kid?
E sorridiamo del "Kid" serbato! :-)
--
Giuseppe Gigante
>>Gli altri nomi, quelli si', sono in inglese.
>
>Ma è un fattore comune della produzione fumettistica: nomi esotici, per suggerire mistero e avventura.
>Ma non è qui il limite dell'iniziativa.
Infatti era quello che cercavo di spiegare ad Angelica...
>>In ogni caso, non vedo il problema in tutto cio'. Non vedo cosa ci sia
>>di male.
>
>Fin qi nulla: ma c'è una certa "superficialità", o un eccesso di entusiasmo. Avrei preferito un po' più di critica nell'iniziativa.
Ehm... ma l'hai letto la mia prima risposta al post di Skalda?
No perche', sai... anch'io la penso cosi' :-)))))))
>Infatti era quello che cercavo di spiegare ad Angelica...
Io ho cercato di metterci del mio...
>Ehm... ma l'hai letto la mia prima risposta al post di Skalda?
Si, ma...
>No perche', sai... anch'io la penso cosi' :-)))))))
Cercavo di farlo capire ad Angelica, ragionando per paradosso.
--
Giuseppe Gigante