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Batman and philosophy

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Hytok

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Dec 28, 2009, 4:30:57 PM12/28/09
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http://www.icn-news.com/?do=news&id=479&rub=on

RELIGIONE, EVANGELICI. LUNEDI' LETTERARIO: LA CULTURA POP E LA FILOSOFIA -
BATMAN FILOSOFO?
22:16:00

"...quando la nostra cultura e la nostra visione del mondo si identificano
in Batman rischiano di essere senza speranza"

di Valerio Bernardi � DIRS GBU

Sin da piccolo sono stato un vorace divoratore di fumetti, in particolare
di quelli dedicati ai supereroi, fossero essi della Marvel o della DC
Comics. La mia infanzia, vissuta per lo pi� negli anni Settanta, viveva il
suo incontro settimanale con questi fumetti che diventavano una maniera per
perfezionare la lettura, ma anche per immaginare mondi alternativi al
nostro, pieni di persone che potevano risolvere i problemi dell'umanit�.
Passata l'epoca dei comics (oggi sempre meno letti dai bambini e sempre pi�
oggetto di culto da parte degli adulti che acquistano, almeno in Italia,
sempre pi� lussuose e costose edizioni dei loro fumetti preferiti), molti
di questi supereroi sono passati al mondo cinematografico e qualcuno �
passato al mondo televisivo, soprattutto o in forma di telefilm o di
cartone animato. Uno dei supereroi che ha avuto vita pi� lunga anche nel
mondo del cinema � stato Batman. Il cavaliere oscuro ha avuto vicende
alterne sul grande schermo sino ad essere consacrato negli ultimi due film
visti da tutti i critici come tra i migliori del genere. Personalmente ho
visto diversi di questi film al cinema ed alcuni di essi in televisione e
non posso mai dimenticare che, all'epoca del primo Batman cinematografico
(quello dove il Joker era impersonato da Jack Nicholson) davanti a me
alcuni spettatori affermarono che nessuna persona interessata alla
filosofia avrebbe mai visionato un film del genere. Io, da poco laureato in
quella disciplina, rimasi un po' deluso da quelle affermazioni perch� gli
spettatori dell'epoca non capivano quanto intrisi di filosofia (ed anche di
messaggi teologici) fossero quei personaggi che hanno dominato l'infanzia
di alcuni di noi e di come questo sapere filosofico oggi sia trasmesso
anche nelle serie di telefilm.

Proprio per questi motivi negli ultimi anni si � diffusa una pubblicistica
che cerca di far capire come vi possa essere una stretta relazione tra la
pop culture (generata da personaggi di fumetti, di cartoni e di serie
televisive di culto) e la filosofia o, addirittura il pensiero teologico
(si veda la passione del teologo evangelico Stanley Grenz per la serie di
Star Trek: Next Generation o il libro di Kevin Vanhoozer sulla "teologia
del quotidiano" di cui abbiamo parlato qualche anno fa in questa rubrica).
Tra le collane pi� autorevoli che hanno dedicato spazio a questo nuovo
genere, sicuramente la pi� importante � quella pubblicata dalla casa
editrice Blackwell che annovera circa una ventina di titoli dedicati a
personaggi, serie televisive e romanzi pop del momento. Di questa serie in
italiano sono stati tradotti i volumi dedicati a I Simpson, South Park e,
proprio di recente, quello sul vampiresco Twilight. Ma il meglio della
serie rimane ancora non tradotta e per questo motivo (oltre che per quelli
affettivi) abbiamo deciso di parlare del volume Batman and Philosophy. The
Dark Knight of the Soul, pubblicato nel 2008, subito dopo l'uscita
dell'ultimo film dedicato all'eroe mascherato.
Il volume in questione (come tutti quelli della collana) � composto da
venti brevi saggi che affrontano alcune questioni filosofiche partendo dal
personaggio cui � dedicato il volume o riflettendo su di esso per arrivare
a comprendere come l'eroe mascherato possa essere influenzato da varie idee
che scaturiscono ed hanno origine nel pensiero occidentale. I venti brevi
scritti sono organizzati in sei diverse sezioni e sono stesi da persone che
si interessano di filosofia nel campo accademico.
La prima parte del volume � dedicata alla questione se Batman faccia sempre
la cosa giusta e la risposta viene data da tre saggi in cui si discute del
perch� il Cavaliere Oscuro non uccida mai il suo peggior nemico Joker, su
quanto sia stato giusto creare due Robin, di cui uno � morto a causa di uno
scontro con il Joker e di quanto possa essere considerato virtuoso (da un
punto di vista aristotelico o kantiano) il suo comportamento. Sempre
dedicate a questioni etiche sono le altre due parti seguenti del volume che
si soffermano sulla questione della giustizia e su come Batman possa essere
considerato un esempio morale di tipo "normale" per l'intera umanit�. La
sezione dedicata alla giustizia mostra nei saggi presentati come il
Cavaliere oscuro pensi alla giustizia come ad un principio addirittura
superiore a quello delle leggi scritte o accettate dagli uomini che pu�
prevalere (anzi deve) anche in uno Stato che possa somigliare a quelli dei
totalitarismi del XX secolo. Accanto a questo concetto si discute del
concetto di responsabilit�, mettendo in dubbio che il Joker possa essere
visto come pienamente responsabile delle sue azioni. La terza sezione,
invece, ritorna su alcune tematiche della prima chiedendosi se Batman possa
essere visto come esempio morale e su quanto la sua vita sia legata a
quella del suo alter ego Bruce Wayne, il miliardario che ha legato tutta la
sua vita alla lotta contro le ingiustizie e su quanto i due personaggio si
completino a vicenda.

Le tre parti successive del testo, passando da riflessioni sull'etica
(fatte, secondo la tradizione anglosassone, seguendo le suggestioni della
filosofia analitica) a questioni esistenzial-psicologiche si soffermano
sulla possibile interscambiabilit� di personalit� tra Batman ed il Joker,
sulla possibilit� che ogni persona possa diventare Batman, sul fatto che
l'eroe mascherato sia preso da angosce esistenziali risolte parzialmente
dal suo fedele maggiordomo Alfred e sul ruolo che pu� giocare l'amicizia in
Batman (si pensa soprattutto a quella con Superman). I saggi discutono
seriamente del personaggio rendendosi conto di quanto possa influenzare la
cultura quotidiana dell'Occidente e su quanti suggerimenti possano
scaturire da un personaggio dei fumetti.
Una critica che pu� essere fatta al libro, a parte la superficialit� di
alcuni saggi (soprattutto quelli finali che sembrano tratti dalla posta che
si mandava ai giornalini negli anni Sessanta-Settanta) � quello che solo in
un saggio si affronti la questione religiosa. Come detto nel saggio
dedicato alle questioni esistenziali il mondo di Batman � un mondo senza
Dio, Gotham City � una citt� disperata in cui l'eroe in questione fatica
non molto a mantenere l'ordine e il senso di giustizia di Batman sembra
collegato ad un recondito desiderio di vendetta. La visione del Cavaliere
Oscuro, soprattutto nelle ultime versioni molto pi� dark di quelle anni
Sessanta (dove nella serie televisiva Batman era un eroe positivo)
propongono un mondo sempre pi� disperato e forse accettato da coloro che
leggono o vedono la produzione filmica degli ultimi anni. Pertanto il libro
merita di essere letto soprattutto per vedere come la nostra cultura e la
nostra visione del mondo quando si identificano in Batman rischiano di
essere senza speranza e di come certi eroi possano proporre modelli solo
parzialmente positivi se, all'interno del loro background, non emerge
nessuna istanza di tipo religioso e nessuna prospettiva di salvezza
dell'umanit�.

Valerio Bernardi - DIRS GBU
--
Jolan Tru
Filippo "Hytok" Simone
http://perestroika.iobloggo.com/

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