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Quanto vendono i fumetti in Italia? L'esperienza di Edizioni Arcadia

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Hytok

unread,
Aug 13, 2010, 8:39:36 AM8/13/10
to
E' un discorso brutto e triste. Io sono uno di quei pochi lettori di Ford
Ravenstock, che mi piace molto, e mi disgusta il dilettantismo con cui
viene gestita la cosa.

http://house-of-mystery.blogspot.com/2010/08/quanto-vendono-i-fumetti-in-italia.html

Mario Taccolini è editore di Edizioni Arcadia e proprietario della
fumetteria Arcadia oltre le Nuvole di Bergamo.
In un messaggio pubblicato nel forum Kinart ha parlato della sua esperienza
di editore:
In questo lungo post renderò pubblici alcuni dati sulle Edizioni Arcadia,
perché mi pare sia questa la richiesta. La casa editrice nasce nel 2007:
eravamo sicuri che, realizzando buoni prodotti di autori italiani, e
pagandoli abbastanza bene, avremmo trovato lo spazio per proporre bei
fumetti a un prezzo popolare. Inizialmente pagavamo 50 euro a tavola per i
disegni, 15 per la sceneggiatura e 200 per la copertina: compensi non da
favola, ma che ci sembravano (e mi sembrano tuttora) equi. Stampavamo 2000
copie di ognuna delle nostre pubblicazioni, convinti di poter arrivare al
punto di pareggio (1200 copie) nell'arco di un anno, massimo due.
Il progetto iniziale, come ho già scritto da qualche parte, può dichiararsi
un completo fallimento.
A Lucca 2007 ci siamo presentati con cinque fumetti: l'albo speciale per i
dieci anni di Jonathan Steele, 4 Volti della Paura (di Luigi Siniscalchi),
Self Service (di Ferrandino, Brindisi, Walter Venturi, Peppe Liotti e Nardo
Conforti, con copertina inedita di Brindisi), Giada n. 1 (di Rosenzweig,
Matteo Cremona e Federico Sfascia, con cover di Enea Riboldi) e Maisha n. 1
(di Matteuzzi, Fortunato, Da Sacco e Ambu, copertina di Marco Turini).
Nella nostra prima fiera siamo stati pesantemente penalizzati dalla
collocazione del nostro stand e dalla qualità penosa della grafica dei
nostri albi: purtroppo avevamo deciso di fare fumetti "professionali" sotto
ogni punto di vista, ma amatoriali in un settore fondamentale. Abbiamo
invitato al nostro stand (a nostre spese: pagando, cioè, viaggio, albergo e
vitto, oltre al pass) una decina di autori. Risultato, a fronte di un
investimento di oltre 30.000 euro: una debacle pazzesca.
Ma, fino a lì, non era un dramma: ci sta che la prima uscita non sia
esattamente un successone.
Poi sono arrivati i primi dati degli ordini, e non c'è stato niente da
ridere. Ma eravamo convinti delle nostre idee e siamo andati avanti,
abbassando i pagamenti (40 a tavola per i disegni, 10 per le sceneggiature,
a parte il caso di GIADA, perché gli autori, viste le scarse vendite,
decisero di voler comunque investire sul prodotto e ci proposero di
prendere 35 euro a tavola per i disegni e di realizzare gratuitamente la
sceneggiatura), varando altri progetti e arruolando nuovi autori. A Lucca
2008 abbiamo presentato anche tre albi stampati in digitale, per i quali
abbiamo corrisposto un euro agli autori per ogni copia venduta: "Olos",
"Jam & Erys" e "Generazione Goldrake". Tutti e tre i volumi sono stati
stampati in 300 copie e sono andati esauriti, ma non ci sono stati nuovi
ordini e quindi non abbiamo ritenuto di effettuarne delle ristampe.

Poi... nonostante la qualità dei nostri albi sia nettamente migliorata, la
situazione del mercato è peggiorata. Ovviamente, ammetto le mie colpe: in
particolare, non sono riuscito a "pubblicizzare" abbastanza gli albi,
usciti tra l'indifferenza quasi generale della critica e dei forum.
Nel frattempo, molto per colpa della casa editrice, ma anche per fatti miei
non piacevoli che non mi va di raccontare in giro, ho rischiato
concretamente il fallimento dell'attività. Non ho ritoccato i compensi, ma
sono in arretrato con alcuni pagamenti.
Ma tornando al discorso pagamenti: faccio l'esempio più "vicino"
temporalmente, Ford Ravenstock 2.
Il primo Ravenstock è stato stampato da Panini Comics, dopo aver vinto il
primo Lucca Project Contest, e mi si dice abbia venduto tremila copie (dato
che trovo assolutamente credibile). Del secondo (il primo stampato da
Edizioni Arcadia) abbiamo venduto poco meno di ottocento copie: ovvio che
la visibilità di Panini e quella delle Edizioni Arcadia non sono nemmeno
lontanamente paragonabili, e che i due anni trascorsi dal primo al secondo
episodio hanno inciso anch'essi negativamente.
A febbraio 2010, due anni dopo l'uscita del nostro primo Ravenstock,
abbiamo stampato anche il secondo. Compensi: 40 euro a pagina per i
disegni, 20 per i colori, 10 per la sceneggiatura e 200 per la copertina.
Visti i volumi di vendita del primo, e visto il periodo poco felice, ho
preferito stamparne solo 800 copie (del primo ne avevamo stampate 2000).
Costi: poco più di 3500 euro per il lavoro degli autori, circa 1500 per la
stampa e 100 per il lettering e l'impaginazione. Se fate un pò di conti...
vendendo TUTTE le copie stampate, al prezzo di copertina (e, quindi, senza
contare il 50% che devo dare ai distributori), e calcolando che almeno una
trentina di copie vanno in omaggi vari, riuscirei ad andare in pareggio.
Più realisticamente, prevedo (se tutto andrà bene) di perdere circa duemila
euro.
Al momento attuale i distributori mi hanno fatto ordini per 178 copie (178
x 6,5 / 2 = 578,50 euro) quindi, se vendessi tutte le restanti copie a
prezzo pieno diciamo... in un anno, incasserei circa 4500 euro (600 euro di
perdita). Nel frattempo dovrò pagare la tipografia (che ha ricevuto solo un
acconto) e gli autori (Armando ha ricevuto un acconto, Susanna invece
nemmeno quello. E, comunque, sono in ritardo già adesso). Coloristi e
grafico, invece, li ho già pagati.
Per inciso: le prenotazioni di Ravenstock sono circa la metà di quelle di
Loaded Bible, ma non sono così negative (sperando nei riordini che, di
solito, ci sono): Giada e Maisha, per esempio, ci vengono ordinate in meno
di 100 copie a numero.
Perché l'ho stampato, allora? Perché Ravenstock è un personaggio che mi
piace moltissimo, perché ho enorme stima dei due autori ma, soprattutto,
perché non mi piace lasciare le cose a metà. Se a Susanna ed Armando andrà
bene, non avrò alcun problema a stampare anche il prossimo (e conclusivo)
episodio.

Quindi: secondo la mia personale esperienza, non vale la pena investire del
denaro nella produzione di fumetti italiani, perlomeno per noi micro
editori. Perché, per poter pagare decentemente gli autori, si dovrebbero
stampare almeno 3000 copie di un fumetto, certi di venderne più di
duemila... ipotesi, al momento attuale, molto distante dalla realtà.
Il dramma è se confrontiamo questi dati con quelli riguardanti gli albi
tradotti, che costano meno della metà e vendono molto di più (eggià...
quella degli "italiani esterofili" non è una leggenda urbana).
Faccio presente che Star Comics, negli ultimi tre anni, ha abbassato del
50% i compensi per gli autori dei propri periodici da edicola... quindi,
probabilmente, produrre fumetti italiani è proibitivo anche per case
editrici consolidate e con un proprio pubblico di riferimento da quasi
vent'anni. E che Dylan e Tex, che vent'anni fa vendevano 500.000 copie,
hanno più che dimezzato i propri lettori.
E vedo un futuro allarmante, in cui i giovani autori lavoreranno
sottopagati con la sola speranza di fare il "grande salto", entrando in
Bonelli o in Marvel (e... fondamentalmente, basta), e senza la possibilità
di diventare nuovi Gipi, o Ausonia (per citare due che hanno fatto un
percorso originale e sono comunque riusciti ad imporsi).
--
Jolan Tru
Filippo "Hytok" Simone
http://perestroika.iobloggo.com/

Skalda

unread,
Aug 13, 2010, 2:32:33 PM8/13/10
to
Hytok ha scritto:

>E' un discorso brutto e triste. Io sono uno di quei pochi lettori di Ford
>Ravenstock, che mi piace molto, e mi disgusta il dilettantismo con cui
>viene gestita la cosa.

Non capisco il tuo rilievo.
Dopotutto Arcadia č uno dei pochi editori che paga gli autori a tavola
(per esempio ProGlo non paga a tavola, ma solo le royalties).
Mi sembra un tentativo strenuo di avvicinarsi al mondo del
professionismo.

p.s.
Oggi ho letto anch'io lo stesso articolo, e stavo pensando di postarlo
pure io. ;)
Skalda
--
Le regole della scrittura si possono violare tutte,
ma lo fai perche' le trascendi, non perche' non ne hai
mai sentito parlare. Anna Feruglio Dal Dan

Hytok

unread,
Aug 14, 2010, 6:00:42 AM8/14/10
to
Skalda <ska...@hotmail.it> sotto stretta sorveglianza ha scritto:

>
>>E' un discorso brutto e triste. Io sono uno di quei pochi lettori di Ford
>>Ravenstock, che mi piace molto, e mi disgusta il dilettantismo con cui
>>viene gestita la cosa.
>
>Non capisco il tuo rilievo.

Beh, l'editore stesso ammette di aver sbagliato campagna promozionale, no?
Il mio rilievo dipende dal fatto che giudico FR molto migliore dei vari
bonelliani/bonellidi usciti di recente, ma non riesce a sfondare.

Fam

unread,
Aug 14, 2010, 10:48:16 AM8/14/10
to
Non sono per nulla ottimista sul futuro dei fumetti in Italia. Non
credo che le nuove tecnologie (leggi: iPad) riusciranno a soppiantare
la carta (non in tempi brevi, almeno) e non conosco nessun autore
italiano che al momento campi di fumetto digitale, webcomic o simile.
Le fumetterie si sono rivelate un ghetto e la distribuzione penalizza
gli attori principali: editori e negozianti, a tutto vantaggio del
distributore, che in pratica non rischia nulla. Quello delle edizioni
Arcadia non è pressappochismo, forse c'è stata dell'ingenuità, ma è
utile confrontare il dato di vendita dello stesso prodotto tra Panini
(un editore "grosso") e Arcadia, un editore "piccolo". Con tremila
copie di venduto, su una serie che ha delle potenzialità, l'editore
grosso non ci fa una bella figura.

Hytok

unread,
Aug 14, 2010, 12:24:43 PM8/14/10
to
Fam <in...@fumettidifam.com> sotto stretta sorveglianza ha scritto:

Io non sono del mestiere, ma solo un lettore, mi chiedo però: se tu Arcadia
decidi di pubblicare solo un numero all'anno di FR, perchè non lo pubblichi
in coincidenza con Lucca Comics, o almeno con Mantova o Napoli, in modo da
vendere almeno mille copie?

danieletomasi

unread,
Aug 14, 2010, 5:12:25 PM8/14/10
to
On 14 Ago, 18:24, "Hytok" <hyterdef...@gmail.com> wrote:
> Fam <i...@fumettidifam.com> sotto stretta sorveglianza ha scritto:

Non è scontato che sarebbero arrivati a vendere 1000 copie anche
pubblicando in occasione di LuccaComics.
Il problema nasce dal fatto che i lettori A cercano quel che
conoscono, i personaggi, e comprano quelli. Poichè i personaggi sono
legati a una casa editrice si legano anche a questa, e una parte dei
lettori A comprerà le novità presentate da quella casa editrice, ma
difficilmente andranno a seguire il personaggio se pubblicato da altro
editore. Molti che vanno a Lucca comprano in alcuni stand e in altri
non comprano, o neppure ci passano. Quindi capisco benissimo i
risultati di Arcadia, ed anche il risultato di vendita della Panini.
Il lettore A è il lettore collezionista di fumetti di personaggi e/ o
di generi.
Esistono poi altri tipi di lettore:
Il lettore collezionista di fumetti, che compra qualche novità e segue
pochi personaggi ma segue soprattutto alcuni autori.
Il lettore collezionista solo di uno o due personaggi.
Il lettore collezionista solo di fumetti del passato.
Il lettore che compra un fumetto per leggerselo in viaggio e altri du
o tre per il figlio.
Ecco, quest'ultimo tipo è quello sempre meno presente.
Pero' io sono ottimista, non credo che la quantità di lettori di
fumetti possa ridursi più di cosi', e credo che, cosi' come negli anni
'80 sono aumentati gli ascoltatori della radio credo che lo stesso sia
possibile per il Fumetto.

Hytok

unread,
Aug 14, 2010, 6:52:54 PM8/14/10
to
danieletomasi <daniel...@gmail.com> sotto stretta sorveglianza ha
scritto:
>

>> Io non sono del mestiere, ma solo un lettore, mi chiedo però: se tu Arcadia
>> decidi di pubblicare solo un numero all'anno di FR, perchè non lo pubblichi
>> in coincidenza con Lucca Comics, o almeno con Mantova o Napoli, in modo da
>> vendere almeno mille copie?
>
>Non è scontato che sarebbero arrivati a vendere 1000 copie anche
>pubblicando in occasione di LuccaComics.

Ne hanno vendute 800 senza quel "surplus", vuoi dirmi che non avrebbero
venduto almeno altri 200 albi?

Federico Memola

unread,
Aug 14, 2010, 9:00:33 PM8/14/10
to
On 14 Ago, 18:24, "Hytok" <hyterdef...@gmail.com> wrote:

> Io non sono del mestiere, ma solo un lettore, mi chiedo però: se tu Arcadia
> decidi di pubblicare solo un numero all'anno di FR, perchè non lo pubblichi
> in coincidenza con Lucca Comics, o almeno con Mantova o Napoli, in modo da
> vendere almeno mille copie?

Veramente, se ricordo bene, molti degli albi delle Edizioni Arcadia
escono proprio in concomitanza delle fiere di fumetti. E anche quei
pochi che magari sono usciti in periodi diversi, vengono comunque
portati a tutte le fiere. Non è certo questo, il problema, quindi.

Speck

unread,
Aug 15, 2010, 3:55:48 AM8/15/10
to
Fam <in...@fumettidifam.com>:

>Non
>credo che le nuove tecnologie (leggi: iPad) riusciranno a soppiantare
>la carta (non in tempi brevi, almeno)

Amazon ha annunciato che gli ebook hanno sorpassato nelle vendite i
libri tradizionali. E non di poco. Vado a memoria: ogni cento libri di
carta, vendono 140 ebook.

--
Ciao, | R: Perche' incasina l'ordine con cui si legge un messaggio
Speck | D: Perche' quotare sotto da' cosi' fastidio?
| R: Quotare sotto.
| D: Qual e' la cosa piu' seccante su usenet e in e-mail?

Pier Luigi Rota

unread,
Aug 15, 2010, 4:03:13 AM8/15/10
to
> E vedo un futuro allarmante, in cui i giovani autori lavoreranno
> sottopagati con la sola speranza di fare il "grande salto", entrando in
> Bonelli o in Marvel (e... fondamentalmente, basta), e senza la possibilità
> di diventare nuovi Gipi, o Ausonia (per citare due che hanno fatto un
> percorso originale e sono comunque riusciti ad imporsi).

Tenete conto che in giro ci sono anche editori che si fanno pagare per
pubblicare.
E' sacrosanto pagare il giusto gli autori, anche quelli esordienti, ma se un
fumetto di un autore esordiente vende solo 300 copie (per una miriade di
motivi) credo che sia giusto che l'autore venga pagato per le copie
effettivamente vendute.

C'è ancora oggi chi mi manda delle mail chiedendomi se posseggo una copia di
Inkspinster, che manca alla loro collezione. E chi la possiede mi dice di
conservarla gelosamente, perchè l'autrice, quelle prime strip, le ha
ridisegnate tutte e in quella versione non si trovano più da nessuna parte.

Quando uscì (nel settembre 2007, sette anni fa) non superò le 300 copie
vendute. Era un volumetto particolarissimo, confezionato "a mano".
L'autrice veniva pagata l'8% del prezzo di copertina sul venduto. Che è
sempre meglio di quello che (all'epoca) le avevano proposto altri, ovvero:
pagare per essere pubblicata!

I piccoli e piccolissimi editori di fumetti a volte si possono trovare tra
le mani un nuovo Gipi o Ortolani al suo esordio, ma non è detto che i
lettori rispondano adeguatamente e subito!

Pierluigi Rota

Skalda

unread,
Aug 15, 2010, 5:20:32 AM8/15/10
to
Speck ha scritto:

>Amazon ha annunciato che gli ebook hanno sorpassato nelle vendite i
>libri tradizionali. E non di poco. Vado a memoria: ogni cento libri di
>carta, vendono 140 ebook.

Attenzione a non farsi abbindolare dagli annunci.
Gli ebook hanno superato nelle vendite i libri in edizione rilegata, i
paperback (i nostri tascabili) continuano a vendere un fottio di più.
:)
Vedi il blog Baionette Librarie per maggior dettagli.

Skalda

unread,
Aug 15, 2010, 5:35:40 AM8/15/10
to
Pier Luigi Rota ha scritto:

>E' sacrosanto pagare il giusto gli autori, anche quelli esordienti, ma se un
>fumetto di un autore esordiente vende solo 300 copie (per una miriade di
>motivi) credo che sia giusto che l'autore venga pagato per le copie
>effettivamente vendute.

Infatti credo che per i piccoli editori amatoriali (perchè questo
siamo, amatori, non certo professionisti) pagare in anticipo, sia
controproducente.
E' giusto che ogni editore si faccia i propri conti, e decida
autonomamente. Ma è certo che più alti sono i costi iniziali e più
alto dovrà essere il punto di pareggio (o il prezzo di vendita).

Come sempre tutto dipende dalla fiducia reciproca, e da quanto
l'autore desidera pubblicare la sua storia in quel modo. ;)

Ma non è detto che debba per forza andare male, eh.
Il nostro primo volume di A come Ignoranza ha esaurito la prima
edizione e la prima ristampa, abbiamo dovuto ristampare anche il
secondo volume, e dal terzo in poi ne stampiamo direttamente 2000
copie.

danieletomasi

unread,
Aug 15, 2010, 8:19:46 AM8/15/10
to
On Aug 15, 12:52 am, "Hytok" <hyterdef...@gmail.com> wrote:
> danieletomasi <danieletom...@gmail.com> sotto stretta sorveglianza ha

> scritto:
>
>
>
> >> Io non sono del mestiere, ma solo un lettore, mi chiedo però: se tu Arcadia
> >> decidi di pubblicare solo un numero all'anno di FR, perchè non lo pubblichi
> >> in coincidenza con Lucca Comics, o almeno con Mantova o Napoli, in modo da
> >> vendere almeno mille copie?
>
> >Non è scontato che sarebbero arrivati a vendere 1000 copie anche
> >pubblicando in occasione di LuccaComics.
>
> Ne hanno vendute 800 senza quel "surplus", vuoi dirmi che non avrebbero
> venduto almeno altri 200 albi?

Si, si, proprio così, le vendite sono una incognita, e 200 copie in
più (perchè a LuccaComics comunque l'hanno portato) sono tante da
vendersi a una fiera.
Inoltre io me lo ricordo dove erano situati, davanti alla sala
conferenze in cui passavano pochissime persone - quando ci son passato
io c'era il corridoio perpendicolare che era strapieno e quasi nessuno
girava verso il loro corridoio ma andava dritto.

DT - http://danieletomasi.blogspot.com

Speck

unread,
Aug 15, 2010, 11:59:14 AM8/15/10
to
Skalda <ska...@hotmail.it>:

>Gli ebook hanno superato nelle vendite i libri in edizione rilegata, i
>paperback (i nostri tascabili) continuano a vendere un fottio di più.
>:)

D'accordo, ma non e' certo un mercato marginale, tutt'altro. Io
personalmente preferisco e di gran lunga la carta, ma temo che
nell'arco di 10 anni il sorpasso effettivo sara' compiuto... :(

GAF.Firenze

unread,
Aug 15, 2010, 3:54:30 PM8/15/10
to
Re: Quanto vendono i fumetti in Italia? L'esperienza di Edizioni Arcadia

Il 15-08-2010 17:59, nell'articolo
8j3g66dplhn5erb0i...@4ax.com, "Speck" <il_g...@hotmail.com>
ha scritto:

> Skalda <ska...@hotmail.it>:
>
>> Gli ebook hanno superato nelle vendite i libri in edizione rilegata, i
>> paperback (i nostri tascabili) continuano a vendere un fottio di più.
>> :)
>
> D'accordo, ma non e' certo un mercato marginale, tutt'altro. Io
> personalmente preferisco e di gran lunga la carta, ma temo che
> nell'arco di 10 anni il sorpasso effettivo sara' compiuto... :(

Visto che la questione ricompare periodicamente su IAF e che il settore dei
fumetti in digitale negli ultimi tempi sembra davvero piu' credibile invito
i frequentatori del newsg a dire la propria sui pro e contro e a fare le
delle previsioni.

Personalmente sarei felice di sapere al piu' presto che l'intero patrimonio
fumettistico mondiale e' stato trasferito anche in digitale ed e' in qualche
modo accessibile a tutti.

Poi sui modi e modalita' ci possiamo sbizzarrire.

La mia posizione NON e' condivisa dalla stragrande maggioranza dei soci GAF
con cui sono in contatto che vedono bene in digitale la sola catalogazione
di ogni volume ma si riservano l'uso esclusivo del cartaceo per la lettura.

Io invece desidererei fortemente avere a disposizione in digitale tutto
quanto ben leggibile soprattutto per evitare le vane ricerche di singoli
albi in garage o presso amici e appassionati in caso mi sia venuto voglia di
consultare un numero per qualche motivo.

Mentre anche io ho qualche perplessita' sul piacere della lettura in
digitale, al momento preferisco sempre la carta che continuo ad accumulare
in quantita' spaventose.

Skalda

unread,
Aug 16, 2010, 8:04:34 AM8/16/10
to
GAF.Firenze ha scritto:

>Visto che la questione ricompare periodicamente su IAF e che il settore dei
>fumetti in digitale negli ultimi tempi sembra davvero piu' credibile invito
>i frequentatori del newsg a dire la propria sui pro e contro e a fare le
>delle previsioni.

Guarda, giusto per citare uno storico 3d di IAF il problema è sempre
il solito "testi o disegni". ;)
Mi spiego.

Mentre un romanzo è facilmente trasportabile nel formato digitale, e
diventa un e-book con costi di conversione irrisori, lo stesso non si
può dire per un fumetto.
La semplice scansione delle tavole non basta, anzi è l'equivalente del
rimontaggio tanto aborrito da noi puristi. Lo schermo degli e-reader è
normalmente di 5 o 6 pollici (rispettivamente 12,5 e 15 cm circa), ben
più piccolo delle pagine su cui sono stampati i fumetti cartacei
(tranne i tascabilli come Diabolik o Alan Ford, e forse i manga). La
fruizione della tavola da parte del lettore sarà ben diversa se dovrà
mettersi a scorrere su e giù durante la lettura, e la closure di
eisneriana memoria andrà a donnine allegre...
IMHO per certi fumetti (quelli concepiti in formati più ampi) andrà
previsto un rimontaggio della tavola, e possibilmente andrebbe fatto
dall'autore.
Dato che gli autori dei classici sono spesso morti, ecco che in una
biblioteca virtuale, la fruizione di un ebook di Corto Maltese non
potrà essere soddisfacente quanto quella di un Barone Rampante.

Detto questo è possibilissimo che con la diffusione del mezzo
tecnologico i supporti in e-ink diventino sempre meno costosi e magari
"cosi" come questo finiscano per essere la normalità:
http://vimeo.com/7283259

GAF.Firenze

unread,
Aug 16, 2010, 10:24:16 AM8/16/10
to
Il 16-08-2010 14:04, nell'articolo
v49i66dml46k62gj6...@4ax.com, "Skalda" <ska...@hotmail.it> ha
scritto:

> Guarda, giusto per citare uno storico 3d di IAF il problema è sempre
> il solito "testi o disegni". ;)
> Mi spiego.
> Mentre un romanzo è facilmente trasportabile nel formato digitale, e
> diventa un e-book con costi di conversione irrisori, lo stesso non si
> può dire per un fumetto.

Si e' vero, mi sembrerebbe un po' strano ad esempio stare a scannerizzare un
volume di testo a meno che non si desideri mantenere anche l'impaginazione e
giustamente anche le eventuali illustrazioni.
Un libro formato unicamente di testo andrebbe insomma salvato dagli
appassionati riscrivendolo pari pari su computer.

> La semplice scansione delle tavole non basta, anzi è l'equivalente del

mentre per i fumetti dove e' fontamentale l'immagine e la costruzione delle
tavole, spesso ancora piu' che delle parole che vi sono disseminate, e'
indispensabile provvedere tramite scannerizzazione.

> rimontaggio tanto aborrito da noi puristi. Lo schermo degli e-reader è
> normalmente di 5 o 6 pollici (rispettivamente 12,5 e 15 cm circa), ben
> più piccolo delle pagine su cui sono stampati i fumetti cartacei
> (tranne i tascabilli come Diabolik o Alan Ford, e forse i manga). La
> fruizione della tavola da parte del lettore sarà ben diversa se dovrà
> mettersi a scorrere su e giù durante la lettura, e la closure di
> eisneriana memoria andrà a donnine allegre...
> IMHO per certi fumetti (quelli concepiti in formati più ampi) andrà
> previsto un rimontaggio della tavola, e possibilmente andrebbe fatto
> dall'autore.

Ma perche' si deve usare un monitor piccolissimo?
Io li consulto su un vecchio portatile Apple iBook G4 bianco fornito di un
programmino chiamato FFView che funziona in maniera accettabile fino al
formato comic book americano nonostante lo schermo sia davvero una soluzione
di compromesso.
Pretendere di usare meno che un quindici pollici mi pare veramente sciocco.
Meglio sarebbe avere a disposizione un monitor piu' generoso anche se la
portabilita' ne risente.

> Dato che gli autori dei classici sono spesso morti, ecco che in una
> biblioteca virtuale, la fruizione di un ebook di Corto Maltese non
> potrà essere soddisfacente quanto quella di un Barone Rampante.

Si e' vero, infatti non amo l'idea dei rimontaggi.
Casomai vediamo se si sviluppera' mai l'e-paper a colori.

> Detto questo è possibilissimo che con la diffusione del mezzo
> tecnologico i supporti in e-ink diventino sempre meno costosi e magari
> "cosi" come questo finiscano per essere la normalità:
> http://vimeo.com/7283259
> Skalda

Wow, ed e' a colori :)

Hytok

unread,
Aug 17, 2010, 12:41:17 PM8/17/10
to
"GAF.Firenze" <GAF.F...@tiscali.it> sotto stretta sorveglianza ha
scritto:
>

>Ma perche' si deve usare un monitor piccolissimo?
>Io li consulto su un vecchio portatile Apple iBook G4 bianco fornito di un
>programmino chiamato FFView che funziona in maniera accettabile fino al
>formato comic book americano nonostante lo schermo sia davvero una
>soluzione di compromesso.

Lasciamo perdere l'iPhone: pensa all'iPad avrà il display retina:

http://www.melamorsicata.it/mela/2010/06/15/prove-del-display-retina-nell-ipad-2g/

GAF.Firenze

unread,
Aug 17, 2010, 3:55:21 PM8/17/10
to
Il 17-08-2010 18:41, nell'articolo i4eeud$e6h$1...@tdi.cu.mi.it, "Hytok"
<hyter...@gmail.com> ha scritto:

> "GAF.Firenze" <GAF.F...@tiscali.it> sotto stretta sorveglianza ha
> scritto:
>>
>> Ma perche' si deve usare un monitor piccolissimo?
>> Io li consulto su un vecchio portatile Apple iBook G4 bianco fornito di un
>> programmino chiamato FFView che funziona in maniera accettabile fino al
>> formato comic book americano nonostante lo schermo sia davvero una
>> soluzione di compromesso.
>
> Lasciamo perdere l'iPhone: pensa all'iPad avrà il display retina:
>
> http://www.melamorsicata.it/mela/2010/06/15/prove-del-display-retina-nell-ipad
> -2g/


La pagina mi da' errore ma penso di aver trovato qui' qualche informazione
stringata sui display retina di cui non sapevo niente:
http://www.guidaiphone.com/news/display-retina-informazioni-sul-display-del-
nuovo-iphone-4

e anche qui':
http://www.guidaiphone.com/news/iphone-4-display-retina-da-326ppi-superiore-
agli-altri-ma

Se davvero piazzano uno di questi display su un iPad di dimensioni generose
la cosa diventa parecchio interessante anche se il quasi e-paper linkato da
Skalda e' stratosferico:
http://vimeo.com/7283259

Saranno un male per lo sviluppo di fumetti in futuro?
Non mi preoccupo tanto per il supporto quanto per il timore che si evolvano
in qualcosa di differente dal fumetto come lo conosciamo oggi.

Skalda

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Aug 20, 2010, 8:48:13 AM8/20/10
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On 17 Ago, 21:55, "GAF.Firenze" <GAF.Fire...@tiscali.it> wrote:

> Se davvero piazzano uno di questi display su un iPad di dimensioni generose
> la cosa diventa parecchio interessante anche se il quasi e-paper linkato da
> Skalda e' stratosferico:http://vimeo.com/7283259

Quello mostrato nel video è fantascientifico, chissà se lo useremo
mai.

Intanto leggo qua che si sta lavorando all'e-paper a colori:
http://www.tomshw.it/cont/news/ebook-reader-a-colori-e-con-touchscreen-nel-2011/26611/1.html

Quando saranno pronti allora Marvel e DC ci si butteranno a pesce.
Per ora la limitazione per gli americani è il b/n.

> Saranno un male per lo sviluppo di fumetti in futuro?
> Non mi preoccupo tanto per il supporto quanto per il timore che si evolvano
> in qualcosa di differente dal fumetto come lo conosciamo oggi.

sicuramente saranno qualcosa di diverso.
IMHisssiMO

Skalda

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