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ID-11 stock o diluito?

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CarloToccaceli Blasi

unread,
Feb 20, 2000, 3:00:00 AM2/20/00
to
Qualcuno potrebbe spiegarmi, in modo un pò più completo di quanto
facciano le tabelle della Ilford, quali sono le differenze nei risultati
usando l'ID-11 puro, ad 1+1 e ad 1+3?
Grazie
Karlo


Roberto Brandoli

unread,
Feb 20, 2000, 3:00:00 AM2/20/00
to
Se non erro l'ID-11 e' del tutto simile al Kodak D-76.
A mio vedere le diluizioni permettono di "appiattire" il negativo, il che
significa che nelle situazioni estremamente contrastate permette al
rivelatore di lavorare piu' lentamente e andare a recuperare i dettagli
delle alte luci che normalmente si sviluppano per ultime.

Se dico fesserie qualche d'uno mi avverta.

Grazie
Roberto


CarloToccaceli Blasi wrote:

CarloToccaceli Blasi wrote:

turus

unread,
Feb 20, 2000, 3:00:00 AM2/20/00
to

CarloToccaceli Blasi <carl...@box5.tin.it> wrote in message
38AFFBD2...@box5.tin.it...

> Qualcuno potrebbe spiegarmi, in modo un pò più completo di quanto
> facciano le tabelle della Ilford, quali sono le differenze nei risultati
> usando l'ID-11 puro, ad 1+1 e ad 1+3?
> Grazie
> Karlo
>

Beh, è molto semplice. Al di là del fatto che dipende sempre da che
pellicola usi, di come l'hai esposta, dai risultati che vuoi ottenere, usare
l'ID11 puro ti dà un negativo più contrastato, mentre diluito di dà una
gamma di toni maggiore.
Tieni presente che diluito diventa un "usa e getta" e quindi sviluppi sempre
con prodotto fresco (nessun calcolo di compensazione da fare a differenza di
quando "ricicli" uno sviluppo concentrato).
Io uso ID11 da sempre (è lo sviluppo che preferisco) con tutte le pellicole
ILFORD (ultimamente uso soprattutto DELTA) mentre lo sconsiglio con le TMAX
(soprattutto con la 3200) che richiedono uno sviluppo specifico.
Chiaramente è tutta una questione di gusti.
Ho comunque senpre usato tempi e temperature consigliate dalla ILFORD.
Un saluto.
Ezio Turus

Romano Sansone

unread,
Feb 21, 2000, 3:00:00 AM2/21/00
to
> Qualcuno potrebbe spiegarmi, in modo un pò più completo di quanto
> facciano le tabelle della Ilford, quali sono le differenze nei risultati
> usando l'ID-11 puro, ad 1+1 e ad 1+3?
> Grazie
> Karlo

La Ilford non consiglia l'ID 11 diluito per ridurre il contrasto del
negativo: non c'è nessun problema a ridurlo con ID puro, basta
sviluppare per un tempo più breve. È vero però che il controllo
dei tempi di sviluppo è più preciso con rivelatore diluito perché
le piccole eventuali imprecisioni nei tempi di riempimento e
svuotamento della tank, nel tempo morto tra rivelatore e bagno
di arresto e nel tempo di riempimento del bagno di arresto
sono meno sentite se il tempo totale è di 14-15 minuti ad 1+3
che di 5' con ID puro ( parlo qui di tempi già ridotti rispetto a
quelli raccomandati per un contrasto normale per l'HP5 Plus ).
La concentrazione del rivelatore e il tempo durante il quale
l'emulsione è esposta alla sua azione possono invece influenzare
la struttura della grana. Nei suoi opuscoli illustrativi delle diverse
pellicole la Ilford indica per l'ID puro e per la diluizione 1+1
una migliore qualità globale dell'immagine, per la diluizione 1+3
il massimo della nitidezza.
Per giudicare le differenze non c'è che fare delle prove parallele,
e può anche darsi che non si riesca a vedere molto: un catorcio
di obbiettivo può essere capace di ridurre tutto al minimo comune
denominatore, una foto medio formato ripresa con un Planar ad f/8
ed ingrandita a 20x25 può non essere un test abbastanza cattivo per
rivelarle, senza parlare del fatto che la capacità di vedere le piccole
differenze è anche questione di esperienza.
Io lavoro sempre ad 1+3 perché la qualità dell'immagine, nelle mie
condizioni di lavoro, è più che soddisfacente, e preferisco la
comodità della soluzione fresca e il miglior controllo dei tempi di
sviluppo, ma mi interesserebbe conoscere i tuoi risultati se fai delle
prove.
Saluti
R.

--
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Romano Sansone

unread,
Feb 23, 2000, 3:00:00 AM2/23/00
to

> [Previous] [Next] [Reply] [Index] [Home] [Find]
>
Rivedendo la mia risposta mi sono reso conto che potrebbe essere poco
chiara. Non volevo dire che la Ilford SCONSIGLIA l'uso dell'ID 11
diluito per ridurre il contrasto. Volevo dire che , se lo propone come
alternativa, non lo fa con il fine preciso di ridurre il contrasto.
> ------------------------------------------------------------------------


>
> > Qualcuno potrebbe spiegarmi, in modo un pò più completo di quanto
> > facciano le tabelle della Ilford, quali sono le differenze nei risultati
> > usando l'ID-11 puro, ad 1+1 e ad 1+3?
> > Grazie
> > Karlo
>
> La Ilford non consiglia l'ID 11 diluito per ridurre il contrasto del
> negativo: non c'è nessun problema a ridurlo con ID puro, basta
> sviluppare per un tempo più breve.

Andrea Venturini

unread,
Feb 24, 2000, 3:00:00 AM2/24/00
to
Per il 135, l'utilizzo di rivelatori diluiti non penalizza eccessivamente la
grana?
Fino ad ora ho proato solo Rodinal e Microphen, per entrambi con l'aumento
della diluizione ho ottenuto risultati "scadenti". Forse sbaglio qualcosa, o
ho utilizzato accopiate rivelatore/pellicola sbagliate.

Ciao

Andrea


Romano Sansone

unread,
Feb 24, 2000, 3:00:00 AM2/24/00
to
Con il formato 135 si lavora sempre a rapporti di ingrandimento
relativamente alti, che costituiscono una prova molto severa per
qualunque pellicola. Tra i fattori che influenzano la grana quello
predominante è la pellicola stessa con le sue proprie caratteristiche.
Una volta scelta una pellicola come punto di partenza è tutta una lotta
per neutralizzare i fattori che potrebbero peggiorare le cose.
Alcuni di questi fattori lavorano uno contro l'altro, per cui quello che
guadagni da una parte rischi di perderlo dall'altra.
Tra i fattori che evidenziano la grana (non pretendo di conoscerli
tutti) ci sono
1)La densità del negativo. Specialmente con il 135 bisognerebbe lavorare
con negativi leggeri, sfruttando al massimo la sensibilità della
pellicola, senza pero' perdere dettagli nelle ombre. E' un camminare sul
filo del rasoio, con misure spot o da distanza ravvicinata della
luminosità delle ombre, addirittura dopo aver calibrato il complesso
macchina/esposimetro/sviluppo per dedurne qual'è la sensibilità
effettiva da impostare sull'esposimetro, o, se questo non è possibile,
la correzione sistematica da dare all'esposizione.
2)Il "grado" di sviluppo. Quale che sia la concentrazione del
rivelatore, piu' sviluppi e piu' aumenta la grana. Un notevole
miglioramento si ottiene sottoviluppando, cioè mirando ad ottenere un
negativo non solo leggero ma anche "morbido". Questo
richiede un certo grado di sovraesposizione, che in un certo senso va
contro quanto detto sotto il punto 1), ma devi mettere in
opera il punto 1) se non vuoi trovarti ad aver esposto eccessivamente
quando applichi il punto 2). Tra parentesi questo è in
pieno accordo con il principio "esponi per le ombre e sviluppa per le
luci" per ottenere una lunga scala tonale, quindi grana o non grana non
puoi sbagliare. Parliamo di uno sviluppo tra i 2/3 e i 3/4 di quello raccomandato.
3)Forse il tempo di sviluppo. Puoi ottenere la stessa scala tonale a
diverse concentrazioni di rivelatore giocando sui tempi, ma non
è chiaro che cosa abbia piu' influenza sulla grana: l'alta
concentrazione per poco tempo o la bassa concentrazione per molto tempo.
Io propenderei per la seconda combinazione perché grana significa
agglomerazione, ed il movimento dei granuli nella gelatina prende tempo.
A.Adams nel libro "Il negativo" parla di rivelatori diluiti ma non
accenna a problemi di grana. Io dividerei mentalmente una pellicola in
tre, darei ad ogni terzo esposizioni diverse puntando verso il cielo e
lasciando degli spazi per poterla tagliare, e svilupperei i tre
spezzoni a concentrazioni diverse, così mi toglierei il pensiero una
volta per sempre.
4)Un problema secondario ma non meno importante del 135 è che se per
principio sottosviluppi, quando ti capita un soggetto non abbastanza
contrastato finisci con usare carta di gradazione 4 (o peggio), e qui
cominciano le dolenti note. Il negativo contiene un macro-contrasto
(quello tra le ombre e le luci), che, come abbiamo detto, è basso, tanto
è vero che vuole una carta N° 4, ed
un micro-contrasto, che è quello tra i grani di argento ed i buchi tra
gli stessi. Questo micro-contrasto è molto alto, e non c'è bisogno di
spiegarti che cosa succede quando stampi qualcosa di molto contrastato
con un carta "dura". E questo è un altro limite del 135. Poiché per la
qualità dell'immagine non puoi sviluppare normalmente, sei limitato a
soggetti abbastanza contrastati.
5)Un rimedio c'è, almeno fino a un certo punto: quando ti ritrovi con un
negativo troppo debole, taglialo, immergilo nel fissatore, dagli una
abbondante lavata e immergilo in una soluzione di selenio diluita con il
Washaid ad 1:2 per 10 minuti, agitando continuamente , seguita da
lavaggio finale. Avrai un aumento di contrasto senza aumento di grana,
in quanto è il selenio che si deposita sulla grana già esistente
rendendola piu' opaca. In genere ti riporta dalla carta N°4 al N°3.
6)Tieni presente che io lavoro con il 6x6 e mi sono dovuto fatto tutta
questa faticaccia per ottenere non dico il massimo ma
qualcosa di soddisfacente e costante da rullino a rullino. Con il 135 se
non prendi un approccio sistematico considerando tutti i fattori in
gioco, e fai esperimenti selvaggi solo perché qualcuno ti ha detto che
l'Ilfonal e' meglio del Rodisol, specialmente se lo
usi bollente e diluito con la coca cola;-))))) , starai facendo ancora
esperimenti in vecchiaia.
7) Avevi chiesto se facevi qualcosa di sbagliato o se avevi la
combinazione sbagliata pellicola/rivelatore. No, hai condotto due
legittimi esperimenti. Se vai per la soluzione facile puoi scartarne i
risultati, io ci scommetto che in quelle pellicole e nei tuoi dati di
esposizione c'è qualcosa ancora da imparare.
Saluti
Socrate..oops Romano


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> Öä, Öâú
>
> * Newsgroups: it.arti.fotografia
> * From: "Andrea Venturini" <Andrea.V...@tiscalinet.it>
> * Subject: Re: Re: ID-11 stock o diluito?
> * Date: Thu, 24 Feb 2000 09:18:53 GMT
> * Organization: [Infostrada]
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> Re: Re: ID-11 stock o diluito? er...@swissonline.ch (Romano Sansone)
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Andrea Venturini

unread,
Feb 26, 2000, 3:00:00 AM2/26/00
to
Io sono quasi metodico. "Quasi" perchè non mi ritengo ancora
in grado ne di controllare tutti i parametri in gioco e neppure di
apprezzarne completamente gli effetti. Quindi faccio ciò che faccio
cercando di sapere il più possibile quello che sto facendo (ma questo
vale per molte altre cose oltre la fotografia). Non nego di avere dei
raptus di scattascattascatta e di sviluppasviluppasviluppa, ma li vivo
abbastanza bene. In ogni caso l'Ilfonal per correggere la CocaCola è
ottimo.
Grazie per la preziosa spiega, naturalemente mi rimane il
dubbio sul rapporto concentrazioe/grana, ma non mi importà più così
tanto...

Greazie

Andrea


On 24 Feb 2000 20:30:05 +0100, er...@swissonline.ch (Romano Sansone)
wrote:


_________

http://web.tiscalinet.it/ventu/

Romano Sansone

unread,
Feb 26, 2000, 3:00:00 AM2/26/00
to
Circola in America una di quelle storielle che si raccontano nel mondo
su questo o quel gruppo etnico o regionale.
Le "vittime" sono stavolta i cittadini del Vermont, che, sembra,
sarebbero piuttosto chiusi e taciturni.
Un turista entra in un negozio e chiede qual'e' la strada piu' breve per
una certa cittadina.
Il negoziante gli risponde che e' quella per il Passo XYZ
Il turista esce ringraziando , ed una signora che aveva assistito alla
conversazione osserva "Ma d'inverno il Passo non è chiuso?"
Risposta del negoziante : "Non me lo ha chiesto".
Io avrei fatto il contrario, gli avrei spiegato che il passo era chiuso
ed avrei presentato le alternative, per poi scoprire che il turista in
quella cittadina non è che ci volesse proprio andare.
Che abbiano ragione quelli del Vermont?-;))))))))))
Romano
>
>
>
> * Newsgroups: it.arti.fotografia
> * From: Andrea Venturini <Andrea.V...@Tiscalinet.it>
> * Subject: Re: ID-11 stock o diluito?
> * Date: Sat, 26 Feb 2000 12:12:53 +0100
> * Organization: Tiscali Spa
>
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> Re: Re: ID-11 stock o diluito? "Andrea Venturini" <Andrea.V...@tiscalinet.it>
> Re: Re: Re: ID-11 stock o diluito? er...@swissonline.ch (Romano Sansone)

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