qual'è la differenza tra ISO e ASA?

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Fabio

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Jan 19, 2000, 3:00:00 AM1/19/00
to
Scusate ma sono un hobbysta e vorrei sapere qual'è la differentra
riguardante le pellicole tra ISO e ASA.
Grazie:


COSMICO

Fulvio Bortolozzo

unread,
Jan 19, 2000, 3:00:00 AM1/19/00
to

Fabio ha scritto nel messaggio <3885B4E...@calpeda.it>...

>Scusate ma sono un hobbysta e vorrei sapere qual'è la differentra
>riguardante le pellicole tra ISO e ASA.

Le due sigle sono acronimi rispettivamente di International Standard
Association e American Standard Association. Attualmente lo standard
riconosciuto universalmente è l'ISO. Prima, esistevano due standard che
riflettevano due culture diverse: quella americana pragmatica che ad ogni
raddoppio del numero faceva corrispondere un raddoppio di sensibilità e
quella tedesca più scientifica che usava una numerazione logaritmica in
gradi chiamata DIN (Deutsche Industrie Norm). Per salvare la capra della
praticità e i cavoli della scientificità, si è salomonicamente deciso di
riunire i due metodi in un unico sistema chiamato appunto ISO. Se ci fai
caso oggi tutti noi usiamo la parte ASA del nuovo numero e ci dimentichiamo
quella DIN, però se osservi le confezioni di pellicole vedi che il numero
ISO completo di una 100 è: 100/21° cioè 100 ASA e 21° DIN.

Saluti isometrici,
Fulvio

Reset

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Jan 19, 2000, 3:00:00 AM1/19/00
to

Fabio <fa...@calpeda.it> scritto

> Scusate ma sono un hobbysta e vorrei sapere qual'è la differentra
riguardante le pellicole tra ISO e ASA. >


Nessuna
E' tutta colpa dello sbarco in Normandia
(!!!???)
Si insomma fino a quel momento esistevano due scale la ASA (dove A stà per
american) che raddoppia sempre i valori e la DIN (dove D sta per Deutch) e
la sensibilità raddoppiava ogni tre numeri (18-21-24...)
Poi come tutti sappiamo tedeschi hanno perso (per fortuna) la guerra ed
allora gli Yankees hanno deciso che la loro misura Americana diventava
valida per tutto il mondo cioè Internazionale quindi ISO
" Vae victis" disse Vicingetorige mettendo la sua spada sulla bilancia
dell'oro da pagare.
In fotografia è uguale

ilfilosofo


barnack

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Jan 19, 2000, 3:00:00 AM1/19/00
to
Fabio ha scritto nel messaggio <3885B4E...@calpeda.it>...
>Scusate ma sono un hobbysta e vorrei sapere qual'è la differentra
>riguardante le pellicole tra ISO e ASA.
>Grazie:
>


ISO= international standard organization
ASA= american standard a(non mi ricordo)

il valore ASA è lineare ovvero 100 ASA è una sensibilità doppia di 50 ASA
(p. es. a parità di diaframma, tempo raddoppiato), che è una sensibilità
doppia di 25 ASA. C'è un'altra unità di misura della sensibilità delle
pellicole che è il grado DIN (=deutsche industrien normen), molto in uso nei
tempi passati, che invece è una grandezza logaritmica (come i decibel, unità
di misura della pressione sonora), ovvero c'è un raddoppio di sensibilità
ogni incremento di 3DIN. La scala ISO unisce il valore ASA con l'equivalente
valore DIN. Per cui avremo ad esempio:

100 ASA = 21° DIN = 100/21° ISO
50 ASA = 18° DIN = 50/18° ISO
25 ASA = 15° DIN = 25/15° ISO

ciao
barnack

Reset

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Jan 19, 2000, 3:00:00 AM1/19/00
to

Fulvio Bortolozzo <bor...@uol.it> scritto

> Le due sigle sono acronimi rispettivamente di International Standard
> Association e American Standard Association. Attualmente lo standard
> riconosciuto universalmente è l'ISO. Prima, esistevano due standard che
> riflettevano due culture diverse: quella americana pragmatica che ad ogni
> raddoppio del numero faceva corrispondere un raddoppio di sensibilità e
> quella tedesca più scientifica che usava una numerazione logaritmica in
> gradi chiamata DIN (Deutsche Industrie Norm). Per salvare la capra della
> praticità e i cavoli della scientificità, si è salomonicamente deciso di
> riunire i due metodi in un unico sistema chiamato appunto ISO. Se ci fai
> caso oggi tutti noi usiamo la parte ASA del nuovo numero e ci
dimentichiamo
> quella DIN, però se osservi le confezioni di pellicole vedi che il numero
> ISO completo di una 100 è: 100/21° cioè 100 ASA e 21° DIN.

Bravo il nostro topposter
Sei stato più preciso di me
Io invece mi sono divertito a fare del cabaret
;-)

(..ma non so se riuscirò a recuperare i tuoi 77 messaggi in più..
;-)

Marco Alici

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Jan 19, 2000, 3:00:00 AM1/19/00
to
Fabio ha scritto nel messaggio <3885B4E...@calpeda.it>...

>Scusate ma sono un hobbysta e vorrei sapere qual'è la differentra
>riguardante le pellicole tra ISO e ASA.

ISO e ASA sono due unità di misura della sensibilità delle emulsioni fotografiche.

In passato la sensibilità veniva indicata in ASA (100 ASA, 200 ASA, 400 ASA...) dai produttori anglosassoni e in gradi DIN (21 ° DIN, 24 °DIN, 27 ° DIN...) dai tedeschi. Mentre gli ASA raddoppiano ad ogni incremento di uno stop, i DIN aumentano di tre gradi, per cui ci si raccapezzava poco.
Fu così che l'istituto internazionale che si occupa di standardizzazioni (ISO, appunto) adottò un sistema universale che li raggruppava entrambi, per cui la nuova identificazione delle sensibilità suddette risulta: ISO 100/21°, ISO 200/24°, ISO 400/27°.
Per effettiva maggior comodità, spesso si continua ad indicare la sensibilità con il solo numero di ASA, dicendo per esempio "100 ISO"; in teoria è errato, ma l'importante è capirsi...

Saluti
Marco


Fulvio Bortolozzo

unread,
Jan 19, 2000, 3:00:00 AM1/19/00
to

barnack ha scritto nel messaggio <864fjk$c3e$1...@nslave1.tin.it>...

>ISO= international standard organization
>ASA= american standard a(non mi ricordo)

A per association, per il resto la vera palma della precisione passa dal
"topposter" a barnack. ;-)

Saluti precisissimi,
Fulvio.


Marco Alici

unread,
Jan 19, 2000, 3:00:00 AM1/19/00
to
Reset ha scritto nel messaggio <01bf6282$189742e0$LocalHost@boss>...

>Nessuna
>E' tutta colpa dello sbarco in Normandia
>(!!!???)
>Si insomma fino a quel momento esistevano due scale la ASA (dove A stà per
>american) che raddoppia sempre i valori e la DIN (dove D sta per Deutch) e
>la sensibilità raddoppiava ogni tre numeri (18-21-24...)
>Poi come tutti sappiamo tedeschi hanno perso (per fortuna) la guerra ed
>allora gli Yankees hanno deciso che la loro misura Americana diventava
>valida per tutto il mondo cioè Internazionale quindi ISO
>" Vae victis" disse Vicingetorige mettendo la sua spada sulla bilancia
>dell'oro da pagare.
>In fotografia è uguale
>
>ilfilosofo


Non è esattamente così, però la storia è carina...
:-)

Marco


Alessandro Boscolo Agostini

unread,
Jan 20, 2000, 3:00:00 AM1/20/00
to

Reset ha scritto:

> Fabio <fa...@calpeda.it> scritto


>
> > Scusate ma sono un hobbysta e vorrei sapere qual'è la differentra
> riguardante le pellicole tra ISO e ASA. >
>

> Nessuna
> E' tutta colpa dello sbarco in Normandia
> (!!!???)
> Si insomma fino a quel momento esistevano due scale la ASA (dove A stà per
> american) che raddoppia sempre i valori e la DIN (dove D sta per Deutch) e
> la sensibilità raddoppiava ogni tre numeri (18-21-24...)
> Poi come tutti sappiamo tedeschi hanno perso (per fortuna) la guerra ed
> allora gli Yankees hanno deciso che la loro misura Americana diventava
> valida per tutto il mondo cioè Internazionale quindi ISO
> " Vae victis" disse Vicingetorige mettendo la sua spada sulla bilancia
> dell'oro da pagare.

Assolutamente falso! Tralasciamo il Vae Victis. Comunque Vercingetorige le
spade le gettò sui piedi di Cesare, che cacciò un famoso urlo di dolore.
Asterix docet!:-))))))

Nicola Prisco

unread,
Jan 21, 2000, 3:00:00 AM1/21/00
to
Tra l'altro c'è un famosissimo affresco in un lupanare di Pompei che fa
vedere che cosa veramente Vercingetorige posò sulla bilancia e, anche se
poteva somigliare ad una spada, di certo non lo era.
Conoscendo poi la sorte che il fondoschiena dei romani subì a Caudio, credo
che quell'affresco sia un raro esempio di pittoreportage, dato che all'epoca
non esisteva la macchina fotografica.
Il valore ISO (International Standardization Organization) è stato adottatto
per unificare tutte le scale esistenti, credo nell'ambito dello stesso
progetto teso alla normalizzazione dei pesi e delle misure che ha imposto ai
paesi anglosassoni il S.M.D. In fondo quella ad essere sacrificata è stata
la vecchia scala ASA (U.S.A.)dato che i DIN tedeschi sono tutt'ora presenti
come valori affiancati ai valori ISO.

Nicola Prisco

P.S.

Parafrasando il Divin Poeta ed Enzo Portolano
"Fatti non fummo per viver come bruti
ma per servir virtute e canoscenza"
Evitando di dire cazzate quando è possibile a chi fa delle legittime ed
oneste domande.


Alessandro Boscolo Agostini <aba...@cbn.it> wrote in message
3886DF8D...@cbn.it...

Agostino Maiello

unread,
Jan 21, 2000, 3:00:00 AM1/21/00
to
On Fri, 21 Jan 2000 18:50:55 +0100, "Nicola Prisco"
<npr...@syrene.it> wrote:

>Tra l'altro c'è un famosissimo affresco in un lupanare di Pompei che fa
>vedere che cosa veramente Vercingetorige posò sulla bilancia e, anche se
>poteva somigliare ad una spada, di certo non lo era.

:-))))))

>Il valore ISO (International Standardization Organization) è stato adottatto
>per unificare tutte le scale esistenti, credo nell'ambito dello stesso

Già.
Una curiosità, l'International Standardization Organization non
esiste. O meglio, esiste ma si chiama International Organization for
Standardization, e la sigla quindi dovrebbe essere IOS, non ISO.
Ma visto che ISO ricorda il greco ISOS (uguale, standard), la stessa
Organizzazione si è sempre fatta conoscere come ISO (e non come IOS).

>"Fatti non fummo per viver come bruti
>ma per servir virtute e canoscenza"
>Evitando di dire cazzate quando è possibile a chi fa delle legittime ed
>oneste domande.

Non per ripetermi, ma... :-)))))))))))

ciao
ago


nicholson

unread,
Jan 22, 2000, 3:00:00 AM1/22/00
to
Agostino Maiello <win...@tin.it> wrote in message
3888e6bc...@news.tin.it...

>
> >"Fatti non fummo per viver come bruti
> >ma per servir virtute e canoscenza"
> >Evitando di dire cazzate quando è possibile a chi fa delle legittime ed
> >oneste domande.
>
> Non per ripetermi, ma... :-)))))))))))

Ok, per il greco, ma Dante disse "Fatti non foste a viver come bruti, ma per
seguir virtute e canoscenza".
Ciao.

E chi cambia canale è un vercingetorigeeeeeeeeeee !

--
Phil O'Sophy
--

Filippo M. Caroti
<phi...@tin.it>
<http://giocondo.simplenet.com/iaf/fmcaroti.htm>


Nicola Prisco

unread,
Jan 22, 2000, 3:00:00 AM1/22/00
to
Ho un dubbio atroce ma mi sembra che "Vae victis" l'abbia prionunciata
Brenno non Vercingetorige e tantomeno Baldin.

Nicola D.O.C.

Nicola Prisco

unread,
Jan 22, 2000, 3:00:00 AM1/22/00
to

nicholson <phi...@tin.it> wrote in message 86asf1$1ma$2...@nslave1.tin.it...

> Ok, per il greco, ma Dante disse "Fatti non foste a viver come bruti, ma
per
> seguir virtute e canoscenza".
> Ciao.
Leggi bene , ho detto "parafrasando" e non "citando"

>
> E chi cambia canale è un vercingetorigeeeeeeeeeee !
E' un invito???

:-))))))))
Ciao.

Pier Luigi Peluso

unread,
Jan 22, 2000, 3:00:00 AM1/22/00
to
Beh, visto che l'hai detto tu... non mi andava di fare il saputello!
Nicola Prisco <npr...@syrene.it> wrote in message
86bpfo$ems$1...@serv1.iunet.it...

Franco Zampetti

unread,
Jan 22, 2000, 3:00:00 AM1/22/00
to

Nicola Prisco <npr...@syrene.it> wrote in message
86bpfo$ems$1...@serv1.iunet.it...
> Ho un dubbio atroce ma mi sembra che "Vae victis" l'abbia prionunciata
> Brenno non Vercingetorige e tantomeno Baldin.
>
> Nicola D.O.C.
>

Concordo per Brenno, ma chissa' in quale lingua l'avra' detto!!
Chi e' il traduttore??
:-))

Franco

Fulvio Bortolozzo

unread,
Jan 22, 2000, 3:00:00 AM1/22/00
to

Franco Zampetti ha scritto nel messaggio ...

>Concordo per Brenno, ma chissa' in quale lingua l'avra' detto!!
>Chi e' il traduttore??

Un romano de Roma, che ha voluto cosě sintetizzare l'insieme inarticolato di
urla di gioia che Brenno mandava, per aver finalmente espugnato l'Olimpico.
Credo che se l'avesse tradotto uno delle mie parti sarebbe suonato non "Vae
victis", ma "Juve alč".

Saluti a strisce,
Fulvio :-)))
http://members.xoom.it/fbe


Nicola Prisco

unread,
Jan 22, 2000, 3:00:00 AM1/22/00
to

>
> Nicola Prisco <npr...@syrene.it> wrote in message
> 86bpfo$ems$1...@serv1.iunet.it...
> > Ho un dubbio atroce ma mi sembra che "Vae victis" l'abbia prionunciata
> > Brenno non Vercingetorige e tantomeno Baldin.
> >
> > Nicola D.O.C.
Franco Zampetti <francoz...@iol.it> wrote in message
a3hi4.2218$h23....@news.infostrada.it...

> Concordo per Brenno, ma chissa' in quale lingua l'avra' detto!!
> Chi e' il traduttore??

La lingua ovviamente era il Gaelico e diceva testualmente "pigliapure chist"
indicando ciò che voleva pesare ma per motivi di decenza gli amanuensi
cistercensi l'hanno tradotto in "guai ai vinti". Un escamotage per
tramandare la realtà storica aggirando la rigida censura ecclesiastica.

Nicola D.O.M.


Reset

unread,
Jan 22, 2000, 3:00:00 AM1/22/00
to

Nicola Prisco <npr...@syrene.it> scritto

> La lingua ovviamente era il Gaelico e diceva testualmente "pigliapure
chist"
> indicando ciò che voleva pesare ma per motivi di decenza gli amanuensi
> cistercensi l'hanno tradotto in "guai ai vinti". Un escamotage per
> tramandare la realtà storica aggirando la rigida censura ecclesiastica.


Mi sono divertito a trovare su internet la citazione testuale della
vicenda fatta da Tito Livio
Il problema è che è scritta in latino (si usava così)
Qualcuno se lo ricorda?
Comunque in maiuscolo ho messo il passaggio incriminato (cerso la fine) in
cui in effetti si parla sia di "GLADIO" che di "ADGRESSUS A TERGO"
Insomma questo "inchiappettamento" ci fu o no?

-----------------------------------------------
Citazione latina
-----------------------------------------------

FLORI EPITOMAE
DE TITO LIVIO
BELLORVM OMNIVM ANNORVM DCC - LIBER PRIMVS


VII
Sex mensibus barbari - quis crederet? -
circa montem unum pependerunt, nec diebus modo, sed
noctibus quoque omnia
experti; cum tamen Manlius nocte subeuntis clangore
anseris excitatus a summa
rupe deiecit, et ut spem hostibus demeret, quamquam in
summa fame, tamen ad
speciem fiduciae panes ab arce iaculatus est. Et stato
quodam die per medias
hostium custodias Fabium pontificem ab arce dimisit, qui
solemne in Quirinali
monte conficeret. Atque ille per media hostium tela
incolumis religionis auxilio
redivit propitioque deos renuntiavit. Novissime cum iam
obsidio sua barbaros
fatigasset, mille pondo auri recessum suum venditantes,
idque ipsum per
insolentiam, cum ad iniqua pondera addito adhuc GALDIO
insuper
"VAE VICTIS"
increparent, subito ADGRESSUS A TERGO Camillus adeo
cecidit, ut omnia incendium
vestigia Gallicis sanguinis inundatione deleret. Agere
gratia dis inmortalibus ipso
tantae cladis nomine libet. Pastorum casas ignis ille et
flamma paupertatem
Romuli abscondit. Incendium illud quid egit aliud, nisi ut
destinata hominum ac
deorum domicilio civitas non deleta nec obruta, sed
expiata potius et lustrata
videatur? Igitur post adsertam a Manlio, restitutam a
Camillo urbem acrius etiam
vehementiusque in finitimos resurrexit.


Reset

unread,
Jan 22, 2000, 3:00:00 AM1/22/00
to

Nicola Prisco <npr...@syrene.it> scritto

> Ho un dubbio atroce ma mi sembra che "Vae victis" l'abbia prionunciata
> Brenno non Vercingetorige e tantomeno Baldin.


Confermato
Lo disse Brenno, capo dei Galli che riusci ad arrivare fino a roma nel 390
ac
Anche Vercingetorige era un capo gallo ma ebbe la brutta idea di sfidare
Caio Giulio Cesare in persona nel 52 ac, che ovviamente lo sconfisse ed
uccise.
Ma Asterix ancora non era stato disegnato...;-)
Leggende celtiche narrano che prima della capitolazione il Vergingetorex
latino, scese da cavallo e tracciň un cerchio attorno a Cesare rievocando
strani riti relativi alla quadratura del cerchio poi ripresi anche dai
massoni.
Comunque sia alcuni secoli piů tardi Visigoti ed Ostrogoti si presero una
rivincita sui romani.

--------------------------------------------------------------------------
RIVALUTAZIONE ANGLOSSONE DEI CELTI che invasero Roma:
secondo gli storici inglesi i celti non erano cosě "barbari" come la
stroriografia latina racconta.

Three centuries and a half ago after the foundation of Rome the Celts also
known as Gauls or Galatians, a "distant people and therefore almost
unknown" (Titus Livius) - break into the Central
Italy, inflict heavy losses upon the Roman legions, occupy the town and
besiege the Capitol for seven months.This brutal invasion of the Barbarians
coming from mysterious regions in the interior of Europe with their victory
on a city that , at those times was one of the most powerful towns in the
Central Italy, roused a great impression in the Mediterranean world.

According to what Plutarchus says, the philosopher Heraclitus from Ponto
almost contemporary with those events, would note: "The news came from the
Western that an army, coming from the Hyperboreans, had conquered a Greek
town called Rome near the Great Sea". It seems that Theopompus, Aristotle
and other Greek authors of IV century B.C., knew the news.

Nicola Prisco

unread,
Jan 23, 2000, 3:00:00 AM1/23/00
to

Reset <ara...@tin.it> wrote in message 01bf652f$8c905240$4e0dd8d4@boss...

> Leggende celtiche narrano che prima della capitolazione il Vergingetorex
> latino, scese da cavallo e tracciò un cerchio attorno a Cesare rievocando

> strani riti relativi alla quadratura del cerchio poi ripresi anche dai
> massoni.

Il cerchio magico, usato dai celti e dai negromanti per bloccare il male.
é molto interessante sapere che l'utilizzo di questo modo esoterico per
contenere gli effetti del male prende origine nella notte dei tempi, dal
cerchio di rovi che si metteva la notte a protezione degli armenti (gran
parte delle nostre usanze hanno origini agricole) per rintuzzare gli assalti
dei lupi o di altri predatori.
Con il tempo ha assunto significato magico per proteggersi circondandosi o
circondando. Il solco tracciato con l'aratro da Romolo e Remo aveva una
funzione magica, ecco la ragione dell'uccisione rituale di Remo da parte di
Romolo.

Per quanto riguarda la rivalutazione dei Celti, beh da quando si è più
liberi di pensare non dovendo rischiare di essere arrostiti a fuoco lento
dall'inquisizione e da quanto la civiltà laica ha avuto accesso ai testi
storici gelosamente custoditi dal clero (unico depositario del sapere) la
storia ha cominciato ad avere un aspetto più normale. Lo stesso Attila è
stato rivalutato. Era un capo estremamente intelligente e colto per essere
un nomade ammirato non solo dai suoi ma anche dai nemici per le sue capacità
organizzative e militari.

I buoni ed i cattivi sono aggettivi determinati solo dal punto di
osservazione in cui uno si trova.

Ciao

P.S.

Mi affascinano queste storie, anni fa diedi un'esame su una materia
interessantissima, "Antropologia delle razze umane" un trecento pagine che
però facevano capire moltissimo sulle nostre origini.

> Comunque sia alcuni secoli più tardi Visigoti ed Ostrogoti si presero una


> rivincita sui romani.
>
>
>
>
>
> --------------------------------------------------------------------------
> RIVALUTAZIONE ANGLOSSONE DEI CELTI che invasero Roma:

> secondo gli storici inglesi i celti non erano così "barbari" come la

Nicola Prisco

unread,
Jan 23, 2000, 3:00:00 AM1/23/00
to
> Nicola Prisco <npr...@syrene.it> scritto
>
> > La lingua ovviamente era il Gaelico e diceva testualmente "pigliapure
> chist"

Reset <ara...@tin.it> wrote in message 01bf652c$f19fa080$4e0dd8d4@boss...

Ottimo lavoro, Nicola.
Probabilmente questo dubbio che ci tormenta e ci assilla, lo hanno avuto
anche i Romani, vista l'interpretazione pittorica esposta nel lupanare di
Pompei. Ed ora che ci penso associo anche un'altra cosa, il termine inglese
"cock" che fra l'altro significa Gallo.
Ovviamente è un giochino semantico dato che probabilmente Gallo deriva da
Gaelico.
Altra cosa associata ai Galli è anche la diffusione della Sifilide, dai
latini chiamato "morbo celtico" ma dai francesi chiamato "morbo italico".
Bando agli scherzi, bisogna sapere che era uso comune sottoporre il vinto a
violenza sessuale, pratica abbondantemente praticata anche ai giorni nostri
e molto vicino ai nostri confini orientali.
Mutande di ferro ragazzi, i paduli volano a bassa quaota!!!

Ciao.

Nicola Prisco

Gianni

unread,
Jan 23, 2000, 3:00:00 AM1/23/00
to
bello sto thread complimenti.

--

Gianni

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Elia Freddi

unread,
Jan 26, 2000, 3:00:00 AM1/26/00
to
On Sat, 22 Jan 2000 09:23:31 +0100, "Nicola Prisco" <npr...@syrene.it> wrote:

>Ho un dubbio atroce ma mi sembra che "Vae victis" l'abbia prionunciata
>Brenno non Vercingetorige e tantomeno Baldin.
>

>Nicola D.O.C.

Hai ragione: anche io ricordo che si trattava di Brenno che pronunciň questo
ammonimento al popolo romano dopo averli sconfitti.
Ciao

Elia Freddi

Gianni

unread,
Jan 26, 2000, 3:00:00 AM1/26/00
to



>
> >Ho un dubbio atroce ma mi sembra che "Vae victis" l'abbia prionunciata
> >Brenno non Vercingetorige e tantomeno Baldin.
> >
> >Nicola D.O.C.

Elia Freddi wrote:
> Hai ragione: anche io ricordo che si trattava di Brenno che pronunciò questo


> ammonimento al popolo romano dopo averli sconfitti.

mha quanti anni hai?
:)

Elia Freddi

unread,
Jan 27, 2000, 3:00:00 AM1/27/00
to
>Elia Freddi wrote:
>> Hai ragione: anche io ricordo che si trattava di Brenno che pronunci=F2=

> questo
>> ammonimento al popolo romano dopo averli sconfitti.
>mha quanti anni hai?
> :)

ROTFL :-))))))))))
Ciao

Elia Freddi

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