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tirare una pellicola

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davide

unread,
Jan 31, 1999, 3:00:00 AM1/31/99
to
Mi potreste spegare meglio questo modo di utilizzare la pellicola b\n,
tirare qisnifica far andare la pellicola ad una sensibilità che non le è
propria e quindi di conseguenza ci saranno delle variazioni nel modo di
svilupparla o che?
Quando solitamente si usa e perchè c'è questa "necessità"?
Grazie


Rob

unread,
Jan 31, 1999, 3:00:00 AM1/31/99
to
Certo che ci sarà una variazione: generalmente le istru zioni per farlo sono
segnate sul foglietto della pellicola oppure dello sviluppo.
per tirare ad esempio una 400 a 800 o 1600 asa etc., bisogna espora come
tale e poi allungare i tempi di sviluppo, questo aumenterà anche il
contrasto della pellicola. Parametro questo che varia a seconda della
pellicola usata.
Si tira una pellicola per avere la possibilità di avere un range maggiore di
tempi/diaframmi in tutte quelle situazioni dove la luce è scarsa, ad esempio
a teatro, per poter scattare almeno ad 1/125 f: 2,8/4 con una 400 non ce la
farai mai! A meno che non ci sia una luce accecante!

Ciao
Roberto


davide ha scritto nel messaggio <36B42A6A...@ipsnet.it>...

Claudio Valerio

unread,
Jan 31, 1999, 3:00:00 AM1/31/99
to
Tirare una pellicola vuol dire esporla per una sensibilità diversa da quella
nominale e svilupparla di conseguenza. Ad esempio, usando una pellicola da
100 ASA, tu puoi esporla come se fosse una 400 ASA (sottoesporla), e quindi
svilupparla come tale (sovrasvilupparla). Questo significa che se le tabelle
del rivelatore che stai usando prevedono per quella determinata pellicola
tempi diversi per indici di esposizione diversi (es. 6 min. a 100 ASA e 9
min. a 400 ASA) dovrai usare quello corrispondente alla effettiva
esposizione che hai dato alla pellicola (nel tuo caso 9 min.). Attenzione
però: se esponi una 100 ASA come se fosse una 400 , la sottoesponi di due
stop! Il conseguente sovrasviluppo serve solo a rendere l'immagine
abbastanza densa da essere stampabile, ma non recupera la forte
sottoesposizione a cui l'hai sottoposta, e questo si vede nelle ombre che
non presentano alcun dettaglio. Sfatiamo quindi un mito: questa procedura
(sottoesposizione e sovrasviluppo) non modifica la sensibilità nominale
della pellicola, ma serve a rendere stampabile un negativo fortemente
sottoesposto. Il tiraggio quindi è una forzatura delle caratteristiche della
pellicola, che provoca uno scadimento della qualità dell'immagine (ombre
chiuse, contrasto marcato e granulosità evidente), e che si usa o in caso di
necessità, quando in borsa si ha una 400 ASA e c'è luce per una 3200, oppure
quando esteticamente preferisci proprio quelle caratteristiche di cui sopra.
Cmq , come dice Christian Bernieri, a meno che tu non ricerchi qualche
effetto particolare, se hai a disposizione due pellicole, scegli quella che
puoi esporre senza trattamenti variati.
Un saluto.

--
Claudio Valerio
email: gerpong...@tin.it
(to reply remove NOSPAM from address)
ICQ #17363951


Filippo M. Caroti

unread,
Jan 31, 1999, 3:00:00 AM1/31/99
to
Siccome sei stato molto chiaro, mi piacerebbe conoscere le stesse
considerazioni applicate al caso di una pellicola tirata al contrario,
ossia sovraesposta. Grazie.
--
Filippo M. Caroti
<phi...@tin.it>
----------------------------------------------------------------------------

<http://giocondo.simplenet.com/iaf/fmcaroti.htm>
<http://sunrise.scu.edu/cgi-bin/photog.pl?FILIPPO+M.+CAROTI>
----------------------------------------------------------------------------


Claudio Valerio <gerpong...@tin.it> scritto nell'articolo
<792bn7$ebd$1...@nslave1.tin.it>...

Pier Luigi Peluso

unread,
Feb 1, 1999, 3:00:00 AM2/1/99
to
Tirare una pellicola, significa esporla con una sensibilità maggiore
rispetto a quella nominale; dopodiché bisognerà soprasvilupparla per
compensare la sottoesposizione. Il risultato non è esattamente lo stesso,
in quanto, con il sovrasviluppo, cerchi di recuperare una parte di quello
che hai perso con la sottoesposizione, ma le parti di sali d'argento che
non sono state minimamente "toccate" non vengono fuori, per cui si ha una
perdita di dettaglio nelle zone in ombra. L'invenzione è dovuta alla scarsa
reperibilità, un tempo, di pellicole ad alta sensibilità (basta vedere le
macchine degli anni sessanta, esposimetri tarabili fino a 3200 ASA) e viene
ancora oggi adoperata quando i vuole scattare in luce ambiente e la
sensibilità nominale della pellicola non è adeguata.
Piero
http://fotoespera.freeweb.org

davide <dav...@ipsnet.it> scritto nell'articolo

Nicola Prisco

unread,
Feb 2, 1999, 3:00:00 AM2/2/99
to
Una 25 ISO esposta a 20 ISO ! Che abbreviato si scrive 25 ISO EI 20 ISO.
La sovraesposizione è una pratica che dovrebbe diventare abituale, sempre
che sia contenuta entro limiti ragionevoli. Ovviamente alla sovraesposizione
deve corrispondere un sotto sviluppo. Esponi per le ombre e sviluppa per le
luci (non è un proverbio ma un metodo seguito dalla maggior parte dei
Fotografi). Ecco che si parla quindi di push-1 o push-2. Per ulteriori
dettagli ed esaurienti spiegazioni sarebbe meglio consultare attentamente
"Il Negativo" di Ansel Adams Ed. Zanichelli L. 78.000. Non lo dico per
sfotterti, ma poichè hai citato recentemente il Maestro è lì che troverai le
più efficaci ed esaurienti risposte alle tue domande dato che da lì e dallo
studio del S.Z. oltre che dal quotidiano esercizio vengono le nostre
risposte. Questo uso della sovraesposizione consente poi di ottenere
plasticità nelle immagini e grande distribuzione delle tonalità di grigio.
Sperando di esserti stato utile.

Nicola

Filippo M. Caroti ha scritto nel messaggio
<01be4d62$da99d140$88a8d8d4@fmc>...

davide

unread,
Feb 2, 1999, 3:00:00 AM2/2/99
to

Lo sto leggendo ed in efetti lo trovo molto ma molto interessante.....


Filippo M. Caroti

unread,
Feb 2, 1999, 3:00:00 AM2/2/99
to
Nicola Prisco <pri...@starnet.it> scritto nell'articolo
<7965rd$pon$1...@nslave1.tin.it>...

> Sperando di esserti stato utile.

Non del tutto. Devi fare di più :-)))

> La sovraesposizione è una pratica che dovrebbe diventare abituale, sempre
> che sia contenuta entro limiti ragionevoli.

Non mi hai spiegato perchè.

> Esponi per le ombre e sviluppa per le luci

Cioè ?

> Per ulteriori
> dettagli ed esaurienti spiegazioni sarebbe meglio consultare attentamente
> "Il Negativo" di Ansel Adams Ed. Zanichelli L. 78.000.

Conosco bene avendolo spulciato varie volte in libreria.

> Questo uso della sovraesposizione consente poi di ottenere
> plasticità nelle immagini e grande distribuzione delle tonalità di
grigio.

Perchè ?

Poi Claudio aveva fatto tutto un interessante discorso sulle ombre che si
chiudono e il sovrasviluppo che rende il negativo abbastanza denso per
essere stampato. Cosa succede nel caso di sovraesposizione ? Era questo che
mi interessava sapere.

Si vede che non sviluppo in casa, eh ? Comunque sto seriamente pensando si
iscrivermi ad un corso di camera oscura.

Date risposte alle mie inesauribili domande.

Ciao


--
Filippo M. Caroti
<phi...@tin.it>

Nicola Prisco

unread,
Feb 2, 1999, 3:00:00 AM2/2/99
to
|Conosco bene avendolo spulciato varie volte in libreria.
Un libro non lo si spulcia (non č un barboncino malcurato) lo si legge!!!!
Adams poi lo si studia e non lo si cita se non lo si conosce, altrimenti si
toppa e questa volta Filippo, hai toppato e di grosso.
Di piů non dico, mi dispiace e non chiedermi spiegazioni.
Nicola

|
----------------------------------

Filippo M. Caroti

unread,
Feb 2, 1999, 3:00:00 AM2/2/99
to
Nicola Prisco <pri...@starnet.it> scritto nell'articolo
<797lm7$adn$1...@nslave1.tin.it>...

> |Conosco bene avendolo spulciato varie volte in libreria.
> Un libro non lo si spulcia (non è un barboncino malcurato) lo si

legge!!!!
> Adams poi lo si studia e non lo si cita se non lo si conosce, altrimenti
si
> toppa e questa volta Filippo, hai toppato e di grosso.
> Di più non dico, mi dispiace e non chiedermi spiegazioni.

Perchè avrei toppato ? Io non mi occupo di sviluppo e ho cominciato da un
mese a occuparmi di stampa e il SZ l'ho sempre applicato intuitivamente
anche senza conoscere i dettami di Adams e poi Adams per conoscerlo non
serve studiarlo, è sufficiente vedere le sue foto (cosa che ho fatto).
Non capisco proprio cosa ci vuoi guadagnare nell'insistere a darmi torto.
Se ti fa piacere ti dico che c'hai ragione ! :-)
Ultimamente hai un diavolo per capello (o forse è meglio dire per cappello)
:-)))))))

Nicola Prisco

unread,
Feb 3, 1999, 3:00:00 AM2/3/99
to
Come fai a dire che applichi il SZ intuitivamente e di Adams che per
conoscerlo basta vedere le sue foto se poi non conosci la tecnica di
sovraesposizione e sottosviluppo di una pellicola e paragoni una foto
malfatta a quello che è un processo che passa attraverso le tre tappe della
ripresa, dello sviluppo del negativo e della stampa condotti con criteri
scientifici o parascientifici che è una foto di Adams. Io stimo la tua
intelligenza vivace, ammiro ed apprezzo la tua voglia di imparare ed il tuo
entusiasmo ma detesto la tua sconfinata presunzione e saccenteria. Non si
può procedere dando spintoni, e facendosi belli con le piume degli altri
raccattando un po' di esperienza da uno, ed un po' di tecnica da un altro
ed esibirli al primo sprovveduto che illuminato da tanto sapere ti chiede un
consiglio. Occorre, e credimi ne sono convinto, un po' di umiltà. Non puoi
esibirti in critiche eloquenti e pompose e poi chiedere: scusa mi spieghi
cosa è il contrasto. Le due cose sono antitetiche e chi perde di credibilità
sei tu. Come puoi occuparti di stampa se prima non ti occupi di svgiluppo.
Ami la fotografia, vuoi impararla, comincia dalla gavetta. Renditi conto che
stai facendo una cosa che per te ha un significato, lo ha spero? Se poi lo
fai tanto per poter dire "so er mejo" o "io faccio il fotografo" ed esibire
la macchina fotografica come un fallo allora è un altro discorso. Hai
sopraffatto questo ng di threads inneggianti all'arte, hai riempito di merda
chi ti chiedeva con umiltà un consiglio e tutto questo, a giudicare da
quanto compare sul ng in questi giorni, indossando dei panni presi in
prestito o peggio perchè non eri in grado di dare una risposta sensata e ti
si inibiva con una semplice domanda tecnica la possibilità di sfoggiare le
tue doti retoriche. Io ti contesto proprio perchè hai delle qualità che con
il tuo atteggiamento stai deteriorando.
Purtroppo nella vita per costruire dei buoni cessi bisogna prima imparare a
pulirli! Troverai paternalistico questo discorso, ma non mi importa dato che
non lo faccio per offenderti o per guadagnarci qualcosa e non mi frega
un'emerita minchia che mi dai ragione, tanto so di aver ragione! Lo faccio
perchè tu possa vedere più chiaramente in te stesso visto che, fra le tante
cose che citi parli di ricerca interiore ed altro. Oppure hai spulciato
anche Herman Hesse & Co.
Affettuosamente e non è una battuta.
Nicola

|Non capisco proprio cosa ci vuoi guadagnare nell'insistere a darmi torto.
|Se ti fa piacere ti dico che c'hai ragione ! :-)

|

Agostino Maiello

unread,
Feb 3, 1999, 3:00:00 AM2/3/99
to
On 2 Feb 1999 20:37:41 GMT, "Filippo M. Caroti" <phi...@tin.it> wrote:

>mese a occuparmi di stampa e il SZ l'ho sempre applicato intuitivamente
>anche senza conoscere i dettami di Adams e poi Adams per conoscerlo non
>serve studiarlo, è sufficiente vedere le sue foto (cosa che ho fatto).

Cacchio, hai sfogliato "Il Negativo", hai dato un'occhiata a tre foto
di Adams e già applichi intuitivamente il SZ?
Ma sei un genio!
Non me n'ero accorto...
Ah, Filippo, Filippo...

Nessuna offesa, ma visto che tu stesso ti sei fatto spiegare cosa
significa sovra(sotto)esporre una pellicola (senza contare un
inquietante "perchè?" al consiglio di Nicola "esponi per le ombre e
sviluppa per le luci", una regola vecchia come il cucco), non posso
fare a meno di chiedermi *come* faccia tu ad applicare il sistema
zonale.

E poi scusa, un mese fa quando abbiamo fatto le foto in stazione tu
avevi della TriX e la stavi esponendo a 125 ISO. I conti non mi
tornano, o sai come si gestisce la staratura intenzionale della
sensibilità, oppure no... tertium non datur. :-)


Filippo M. Caroti

unread,
Feb 3, 1999, 3:00:00 AM2/3/99
to
... visto che gli piace Hermann Hesse. :-)))

In ogni caso, partendo da una semplice affermazione di mio forte
apprezzamento verso una foto (quella di Elena), hai tirato fuori tutta una
polemica sterile per il NG, come se i frequentatori di IAF avessero bisogno
delle tue illuminazioni per conoscermi. Siccome ci sono molte cose su cui
ti devo rispondere, continuiamo in privato. Spero che questo non ti
dispiaccia troppo.


--
Filippo M. Caroti
<phi...@tin.it>
----------------------------------------------------------------------------

<http://giocondo.simplenet.com/iaf/fmcaroti.htm>
<http://sunrise.scu.edu/cgi-bin/photog.pl?FILIPPO+M.+CAROTI>
----------------------------------------------------------------------------

Nicola Prisco <pri...@starnet.it> scritto nell'articolo

<798sji$n3i$1...@nslave1.tin.it>...


> Come fai a dire che applichi il SZ intuitivamente e di Adams che per
> conoscerlo basta vedere le sue foto se poi non conosci la tecnica di

> [...]

Filippo M. Caroti

unread,
Feb 3, 1999, 3:00:00 AM2/3/99
to
Agostino Maiello <win...@NOSPAMtin.it> scritto nell'articolo
<36b8219...@news.tin.it>...

> On 2 Feb 1999 20:37:41 GMT, "Filippo M. Caroti" <phi...@tin.it> wrote:
>
> >mese a occuparmi di stampa e il SZ l'ho sempre applicato intuitivamente
> >anche senza conoscere i dettami di Adams e poi Adams per conoscerlo non
> >serve studiarlo, è sufficiente vedere le sue foto (cosa che ho fatto).
>
> Cacchio, hai sfogliato "Il Negativo", hai dato un'occhiata a tre foto
> di Adams e già applichi intuitivamente il SZ?
> Ma sei un genio!
> Non me n'ero accorto...
> Ah, Filippo, Filippo...

Non ti avevo detto di mio nonno Albert Einstein ? Sai poi ho cambiato
cognome per mantenere un dignitoso anonimato :-)))

Io ho 24 anni. In effetti ora che mi ci fai pensare, io ogni 8 anni vado in
una libreria e sfoglio una sola foto di Adams, che mi sazia per gli 8 anni
successivi :-)))) Fatti due conti, la prossima la vedrò nel 2007 :-)))))))

Siete buffi tu e Nicola, lo sapete ? Riuscite sempre a mettere in bocca ad
altri quello che altri non vi hanno mai chiesto di mettergli in bocca
(senza doppi sensi, please :-)) ).

Io ho solo detto che applico parzialmente (come te e Nicola) il SZ ad
intuito. Naturalmente non sviluppando (lastre e non rulli, altrimenti che
SZ è ?) e stampando da due soli mesi, non mi posso permettere di praticare
appieno i dettami di questa Bibbia. Però ci vuole poco a intuire dove cadrà
il grigio medio e a valutare le differenze di stop rispetto a questo e
previsualizzare come verrà il negativo (dove perderà dettaglio sia nelle
ombre che nelle alte luci, come sarà il contrasto - a proposito di
contrasto, spiega a Nicola di cosa si tratta, perchè secondo me non lo ha
capito - etc. etc.).

> Nessuna offesa, ma visto che tu stesso ti sei fatto spiegare cosa
> significa sovra(sotto)esporre una pellicola

Non parliamo tra bambini. So benissimo cosa significa sovra- o
sottoesporre, tant'è vero che Nicola non ha risposto alla mia domanda, alla
quale invece Claudio Valerio ha dato una risposta esauriente (ma limitata
alla sola sottoesposizione). Quello che io volevo sapere era: che cosa
succede alle ombre e alle alte luci quando sovraesponi una pellicola e poi
la sottosviluppi ? E' sinceramente un bel passo più in là che chiedere
cos'è una sovraesposizione ! Infatti Nicola non mi ha risposto.

>(senza contare un
> inquietante "perchè?" al consiglio di Nicola "esponi per le ombre e
> sviluppa per le luci", una regola vecchia come il cucco),

In questo caso volevo chiarimenti pratici su questa frase. "Esporre per le
ombre" significa prendere la lettura esposimetrica nelle ombre senza
modificare l'EI nominale della pellicola oppure esporre normalmente
abbassando l'EI ? Mi pare una domanda sensata. La parte "sviluppa per le
luci" è una cosa che ancora non mi riguarda, non sviluppando da solo i miei
negativi.

> non posso
> fare a meno di chiedermi *come* faccia tu ad applicare il sistema
> zonale.

Ripeto: è una cosa intuitiva in fase di ripresa.

> E poi scusa, un mese fa quando abbiamo fatto le foto in stazione tu
> avevi della TriX e la stavi esponendo a 125 ISO.

Magari !!! Erano 3200 ISO se ricordi bene e i motivi erano più che ovvi !

> I conti non mi
> tornano, o sai come si gestisce la staratura intenzionale della
> sensibilità, oppure no... tertium non datur. :-)

Quando imparerò a sviluppare i miei negativi - cosa che farò presto, avendo
intenzione di iscrivermi ad un corso di camera oscura - saprò molto meglio
tutti i processi chimici che nascono come conseguenza di una staratura. Per
adesso mi limito a conoscere quello che mi serve per la fase di ripresa e
di stampa.

Cari Inquisitor Maiellus e Inquisitor Priscus, tutto perchè una foto di
Elena Pollo è molto più emozionante di tante foto di Ansel Adams ? Tutto
perchè ho detto che è più plastica ?
Avete qualche problema che vi assilla ? Vogliamo parlarne ? Siamo amici, no
? :-)))

Ciao,

Nicola Prisco

unread,
Feb 3, 1999, 3:00:00 AM2/3/99
to
Va bene, non sapevo che già ti conoscevano, ritiro tutto. Come non detto!
Il discorso è iniziato publicamente e pubblicamente si conclude. Mi dispiace
che tu ti debba sentire offeso, ma non ho fatto altro che trarre delle
conclusioni, e neanche troppo affrettate, determinate da una serie di tue
risposte e domande molto chiare ed esplicative.
Nicola

Filippo M. Caroti ha scritto nel messaggio

<01be4f99$9614f8e0$LocalHost@fmc>...


|... visto che gli piace Hermann Hesse. :-)))
|

Siccome ci sono molte cose su cui
|ti devo rispondere, continuiamo in privato. Spero che questo non ti
|dispiaccia troppo.

|--
|Filippo M. Caroti
|<phi...@tin.it>
|---------------------------------------------------------------------------
-
|

|<http://giocondo.simplenet.com/iaf/fmcaroti.htm>
|<http://sunrise.scu.edu/cgi-bin/photog.pl?FILIPPO+M.+CAROTI>
|---------------------------------------------------------------------------
-
|
|

Nicola Prisco

unread,
Feb 3, 1999, 3:00:00 AM2/3/99
to
SIAMO AMICI! SE NON LO FOSSI STATO NON MI SAREI MAI PERMESSO DI RIPRENDERTI.
IMPARA A DITINGUERE TRA CHI E'AMICO E CHI NON LO E', sarebbe un ottimo
inizio. Era inutile aggiungere qualcosa alla chiarissima spiegazione di
Claudio, io al posto tuo la stamperei e la terrei da conto, insieme ad altri
messaggi che ti sono pervenuti per l'oggetto.
,

"Esporre per le
|ombre" significa prendere la lettura esposimetrica nelle ombre senza
|modificare l'EI nominale della pellicola oppure esporre normalmente
|abbassando l'EI ? Mi pare una domanda sensata.

La domanda sarebbe sensata se pervenisse da uno che vuole imparare no da uno
che si proclama maestro.
Esporre per le ombre significa dare una sovraesposizione al negativo
preferendo la lettura esposimetrica rilevata puntando la macchin,
possibilmente in spot, sulla zona in ombra della scena. In fondo corrisponde
ad un abbassamento della sensibilità della pellicola, ma non si usa questo
sistema perchè si lavora di diaframmi o di tempi e non di taratura
dell'esposimetro. Se non fosse così basterebbero obiettivi a fuoco fisso e
tempi fermati su 1/60 ed il fotografo regolerebbe l'esposizione solo
spostando la ghiera di controllo dell'esposimetro. Un po' macchinoso Filippo
M. Caroti Kelvin Einstein o no?.
Personalmente non ho problemi, forse qualche pensiero e qualche
responsabilità ma non problemi. Quando li ho evito di discutere su cazzate.

Con amicizia

Nicola


Filippo M. Caroti

unread,
Feb 3, 1999, 3:00:00 AM2/3/99
to
Nicola Prisco <pri...@starnet.it> scritto nell'articolo
<79a8pu$873$1...@nslave1.tin.it>...

> Va bene, non sapevo che già ti conoscevano, ritiro tutto. Come non detto!
> Il discorso è iniziato publicamente e pubblicamente si conclude. Mi
dispiace
> che tu ti debba sentire offeso, ma non ho fatto altro che trarre delle
> conclusioni, e neanche troppo affrettate, determinate da una serie di
tue
> risposte e domande molto chiare ed esplicative.

... alle quali non mi hai mai risposto, il che mi fa ancor più dubitare del
fatto che le mie domande fossero sensate.

Con affetto,


--
Filippo M. Caroti
<phi...@tin.it>

Filippo M. Caroti

unread,
Feb 3, 1999, 3:00:00 AM2/3/99
to
Nicola Prisco <pri...@starnet.it> scritto nell'articolo
<79a9hd$f7l$1...@nslave1.tin.it>...

> SIAMO AMICI! SE NON LO FOSSI STATO NON MI SAREI MAI PERMESSO DI
RIPRENDERTI.
> IMPARA A DITINGUERE TRA CHI E'AMICO E CHI NON LO E', sarebbe un ottimo
> inizio.

Sarebbe anche un ottimo proseguimento dell'amicizia riprendermi in privato,
se hai qualcosa da dirmi in un modo che potrebbe mettermi in imbarazzo.

> Era inutile aggiungere qualcosa alla chiarissima spiegazione di
> Claudio, io al posto tuo la stamperei e la terrei da conto, insieme ad
altri
> messaggi che ti sono pervenuti per l'oggetto.

Già fatto. Grazie comunque del consiglio. Attendo che Claudio mi scriva un
messaggio simile riguardo alla sovraesposizione, così li metto uno accanto
all'altro.

> "Esporre per le
> |ombre" significa prendere la lettura esposimetrica nelle ombre senza
> |modificare l'EI nominale della pellicola oppure esporre normalmente
> |abbassando l'EI ? Mi pare una domanda sensata.
> La domanda sarebbe sensata se pervenisse da uno che vuole imparare no da
uno
> che si proclama maestro.

Aridaje !! Mi spieghi chi s'è mai proclamato un Maestro ? "Io non sono il
Messia", gridava Brian di Nazareth nell'omonimo film dei Monty Python :-)
Io elargisco a chi posso, gratuitamente e spendendo tempo e denaro che
potrei comunque impiegare in altro modo, quelle nozioni che ho imparato sui
libri, attraverso la mia esperienza e tramite gli insegnamenti di chi ne sa
più di me. Adesso vuoi colpevolizzarmi perchè ripeto quello che ho sentito
dire da altri ? La cultura si allarga anche in questo modo e non c'è da
vergognarsene. E comunque non scordarti che io vengo da 15 anni di
fotografia con macchine che di automatico avevano solo i bottoni della
custodia :-) Non scambiarmi per un pivellino alle prime armi. Ma da qui a
dire che sono un Maestro ... cazzo, mi sento quasi onorato di questa tua
onorificenza, ma declino gentilmente l'invito :-)))

> Esporre per le ombre significa dare una sovraesposizione al negativo
> preferendo la lettura esposimetrica rilevata puntando la macchin,
> possibilmente in spot, sulla zona in ombra della scena.

Chiaro e semplice: ci voleva tanto ?

> Un po' macchinoso Filippo M. Caroti Kelvin Einstein o no?.

Aspetto le faccine :-))))))

> Personalmente non ho problemi, forse qualche pensiero e qualche
> responsabilità ma non problemi. Quando li ho evito di discutere su
cazzate.

Sapessi quanto mi pesa a me discutere su certe cazzate ! Basterebbe un po'
più di umiltà e maggiore attenzione a quello che si scrive per evitare
questi fastidiosi malintesi.

Vabbè, per stasera vai in pace, figliuolo :-)))

Ciao,

Filippo M. Caroti

unread,
Feb 3, 1999, 3:00:00 AM2/3/99
to

Nicola Prisco

unread,
Feb 4, 1999, 3:00:00 AM2/4/99
to
Un piccolo consiglio, ricavato da un esperienza almeno doppia della tua e
maturata non solo nel campo della fotografia: "Gli esami non finiscono mai"
per cui sei stato rimandato. Riparleremo di fotografia quando avrai concluso
il tuo corso di studi in C.O., non prima!
Eccoti le faccine:
:-))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))
)))))))))))))))))))))))))))))))))))))

Nicola

|Sapessi quanto mi pesa a me discutere su certe cazzate ! Basterebbe un po'
|più di umiltà e maggiore attenzione a quello che si scrive per evitare
|questi fastidiosi malintesi.


P.S.
E' quello che mi sto sforzando di farti capire!


Agostino Maiello

unread,
Feb 4, 1999, 3:00:00 AM2/4/99
to
On 3 Feb 1999 18:04:15 GMT, "Filippo M. Caroti" <phi...@tin.it> wrote:

Premesso che la prossima volta che ti incontro ti infilo in una tank,
ti sommergo di Ilfosol e ti agito per sedici minuti senza
interruzioni, ti rispondo. :-))))

>> >mese a occuparmi di stampa e il SZ l'ho sempre applicato intuitivamente
>> >anche senza conoscere i dettami di Adams e poi Adams per conoscerlo non
>> >serve studiarlo, è sufficiente vedere le sue foto (cosa che ho fatto).
>> Cacchio, hai sfogliato "Il Negativo", hai dato un'occhiata a tre foto
>> di Adams e già applichi intuitivamente il SZ?

>Siete buffi tu e Nicola, lo sapete ? Riuscite sempre a mettere in bocca ad
>altri quello che altri non vi hanno mai chiesto di mettergli in bocca

Niente affatto. Io ho solo tratto delle conclusioni del tutto
ragionevoli, e guarda caso pure Nicola, da alcune cose che avevi
scritto in un paio di messaggi.
Tutto qui.
Nicola ed io non ci mettiamo certo ad organizzare degli pseudoscherzi
per passare il tempo. Guarda qui, sono le tre di notte, fra un mese mi
laureo ed uno dei 4 capitoli della mia tesi continua ad essere
riscritto una volta alla settimana, ed io invece di dormire, per poter
studiare a mente fresca domattina, sto qui a perder tempo appresso a
te. :-)))

Riassumendo: ho letto che non sviluppi, che non hai letto "Il
Negativo" di Adams, che non conosci il processo completo di
sotto/sovraesposizione e sovra/sottosviluppo - e fin qui nessun
problema, nessuno può sapere tutto.
Dopodichè però ho letto che applichi "il SZ ad intuito", ed allora mi
sono cascate le braccia.
E' inutile che tu la giri e la volti con la tua ars oratoria, i fatti
sono incontrovertibili: hai delle lacune teoriche che rendono
assolutamente impossibile pensare che tu possa anche solo "applicare
ad intuito" il SZ.
Punto.

>Io ho solo detto che applico parzialmente (come te e Nicola) il SZ ad

Preciso che io non lo applico, perchè non sviluppo. Nè lo applico in
fase di esposizione, non più di tanto almeno. Faccio quello che fanno
molti fotografi: cerco di analizzare le differenze di luminanza in una
scena e, a seconda della pellicola che ho e dei risultati che voglio
ottenere, determino una certa esposizione.
Qualche volta mi riesce, qualche volta no, ma non è questo il punto:
il punto è che questo NON è applicare il SZ.
Il SZ prevede una previsualizzazione della foto, l'esposizione del
negativo (con eventuale sotto/sovraesposizione analizzando le varie
Zone presenti nella scena, c'è un processo di "porre" e "cadere"), lo
sviluppo dello stesso (con conseguente sovra/sottosviluppo), la
stampa.
Questo è il SZ.
Fare una foto determinando ad occhio dove sta il grigio medio e dove
sono le ombre e le alte luci, come fai tu e come faccio io, non basta
per dire che si sta applicando il SZ.
Nemmeno "ad intuito".
"Ad intuito" è una frase vuota, non sta né in cielo né in terra, che
significa? E' come dire "sono circa le cinque", non ha senso, o sono
le cinque, o NON sono le cinque. Allo stesso modo, o uno sa CHE COS'E'
il SZ (e tu non lo sai), sa COME funziona (e tu non lo sai), ed AGISCE
in camera oscura di conseguenza (e tu non lo fai), ed allora "applica
il SZ"; oppure NON fa queste cose, ed allora NON sta applicando il
SZ... checchè gli piaccia credere, mio buon amico.

>intuito. Naturalmente non sviluppando (lastre e non rulli, altrimenti che
>SZ è ?) e stampando da due soli mesi, non mi posso permettere di praticare
>appieno i dettami di questa Bibbia. Però ci vuole poco a intuire dove cadrà

Dettami che del resto non conosci non avendo letto "Il negativo".

>il grigio medio e a valutare le differenze di stop rispetto a questo e
>previsualizzare come verrà il negativo (dove perderà dettaglio sia nelle
>ombre che nelle alte luci, come sarà il contrasto - a proposito di

Ripeto: e questo secondo te sarebbe "applicare il SZ"?
Non lo è. Neanche "ad intuito", e men che meno "parzialmente".

>> Nessuna offesa, ma visto che tu stesso ti sei fatto spiegare cosa
>> significa sovra(sotto)esporre una pellicola
>Non parliamo tra bambini. So benissimo cosa significa sovra- o
>sottoesporre, tant'è vero che Nicola non ha risposto alla mia domanda, alla
>quale invece Claudio Valerio ha dato una risposta esauriente (ma limitata
>alla sola sottoesposizione). Quello che io volevo sapere era: che cosa
>succede alle ombre e alle alte luci quando sovraesponi una pellicola e poi
>la sottosviluppi ? E' sinceramente un bel passo più in là che chiedere
>cos'è una sovraesposizione ! Infatti Nicola non mi ha risposto.

Certo che sei un bel tipo. Citi Adams, il Maestro, dici di applicare
("parzialmente", "ad intuito") il SZ, dopodichè chiedi "cosa succede
se sovraespongo e sottosviluppo"?
Cosa volevi he ti rispondesse Nicola? E' già molto che, sanguigno
com'è, non ti abbia mandato a quel paese (in effetti un po' lo ha
fatto) :-)))
E' come se uno, dopo aver detto in giro di essere un discreto pilota
di automobili, chieda: "Che cos'è quell'asta alla destra del guidatore
con sopra i numeri da 1 a 5 ed una R?"
Cosa dovrebbe rispondere l'altra persona, se non "Scusa, ma non avevi
detto che sapevi guidare?".
Sto cercando di farti capire che il SZ è qualcosa di abbastanza
complesso, le 60 pagine che lo spiegano sul libro di Adams vanno
lette, rilette ed assorbite, e poi supportate da molta pratica.
Dopodichè si può cominciare a dire "Io applico il SZ". Spulciare il
libro dieci minuti da Feltrinelli e sapersela cavare un po' con
l'esposizione delle pellicole è un altro paio di maniche, questo non è
"applicare il SZ ad intuito, parzialmente", al massimo è "avere una
vaghissima idea dei principi su cui si basa il SZ", ma nulla di più.
Questo non me lo puoi contestare, se vuoi farlo vatti a leggere il SZ,
impara cos'è e come funziona, dopodichè fornito di tale base potrai
anche cercare di convincerci che in fondo tu lo applichi
(parzialmente...ad intuito); noi aspettiamo trepidanti, ma fino a quel
momento, per favore, non discutere di argomenti che non conosci. Si
impara molto di più ammettendo i propri limiti che facendo credere
agli altri di averli superati.

E' ovvio che chi il SZ lo applica sul serio (Nicola) dopo averci
faticato sopra per anni (Nicola), ed ottenendo dei validi risultati
(non Nicola... scherzo Nico'!!!), se legge quello che hai scritto tu
non può che andare su tutte le furie.

Comunque, vedo di rispondere alla tua domanda:

> che cosa succede alle ombre e alle alte luci quando sovraesponi
> una pellicola e poi la sottosviluppi ?

Ragiona. Se tu sovraesponi una pellicola, le "dai" più informazioni
del dovuto. Questo significa che probabilmente tirerai fuori più
dettagli dalle ombre, ma rischierai di bruciare le alte luci.
Si dà il caso però che mentre le ombre sono influenzate principalmente
dall'esposizione, le alte luci dipendono anche molto dallo sviluppo.
Se tu dunque sottosviluppi una pellicola sovraesposta, diminuisci il
rischio di bruciare le alte luci (perchè hai sottosviluppato), e
mantieni i dettagli delle ombre (perchè hai sovraesposto).
Ecco perchè la sovraesposizione, come ti ha detto Nicola in un
messaggio del tutto esauriente, "è una pratica che dovrebbe diventare


abituale, sempre che sia contenuta entro limiti ragionevoli.

Ovviamente alla sovraesposizione deve corrispondere un sotto sviluppo.

Esponi per le ombre e sviluppa per le luci (non è un proverbio ma un


metodo seguito dalla maggior parte dei Fotografi)".

Le variazioni dello sviluppo hanno anche delle conseguenze sulla grana
e sul contrasto. Le hai già intuite quando avevi sei anni o vuoi che
te le spieghi? :-)

>>(senza contare un
>> inquietante "perchè?" al consiglio di Nicola "esponi per le ombre e
>> sviluppa per le luci", una regola vecchia come il cucco),

>In questo caso volevo chiarimenti pratici su questa frase. "Esporre per le


>ombre" significa prendere la lettura esposimetrica nelle ombre senza
>modificare l'EI nominale della pellicola oppure esporre normalmente

>abbassando l'EI ? Mi pare una domanda sensata. La parte "sviluppa per le
>luci" è una cosa che ancora non mi riguarda, non sviluppando da solo i miei
>negativi.

Benissimo, allora: a parte che, ribadisco, il SZ non lo applichi,
punto e basta - e non mi chiedere "perchè?" dato che l'unica risposta
che potrei darti sarebbe "Vai a comprare ed a leggere Il Negativo,
così almeno hai una definizione di ciò che pretendi di stare
applicando" -, vedo di spiegarti questa regoletta, in fondo non è
tanto diverso da quello che ti ho spiegato nel paragrafo precedente.

Partiamo sempre dall'assunto secondo cui le ombre sono determinate
principalmente dall'esposizione, e le luci dall'esposizione e dallo
sviluppo.
Ciò premesso, "esporre per le ombre" significa che nel realizzare la
foto devi usare come punto di riferimento le zone in ombra della
scena, e non il grigio medio (la zona V). E' chiaro che se il punto di
riferimento per l'esposizione è "far uscire i dettagli nelle ombre", è
assai probabile che tutto il resto della scena (tutte le parti più
chiare) riceva un'esposizione superiore a quella media.
Tu dirai: ma se sovraespongo la foto, non rischio di bruciare le alte
luci?
Risposta: no, perchè le luci le puoi recuperare con lo sviluppo,
mentre i dettagli delle ombre, se non li hai registrati (cioè se non
hai esposto abbastanza), non li puoi recuperare. Nessuno sviluppo, per
quanto potente, potrà mai tirar fuori dalla pellicola qualcosa che non
è stato registrato.
Viceversa, sottosviluppando puoi recuperare le alte luci mantenendo i
dettagli nelle zone in ombra.
Ecco spiegata la famosa regola dello "esporre per le ombre, sviluppa
per le luci". O meglio, ecco come una vecchia massima fotografica si
inserisce nel SZ.

Ovviamente, nel caso di pellicole diapositive vale il contrario; qui
sono le luci ad essere critiche, quindi la cosa più importante è
evitare di "bruciare" la dia esponendo per qualcosa in ombra: tipico
il caso della dia con il cielo completamente bianco. Meglio, molto
meglio sottoesporre un pochino, si salvano le alte luci e le ombre non
si chiudono troppo (con una buona pellicola, s'intende), mantengono
comunque una certa corposità (anche perchè le diapositive vanno
visionate retroilluminate).

>> non posso fare a meno di chiedermi *come* faccia tu ad applicare il sistema zonale.
>Ripeto: è una cosa intuitiva in fase di ripresa.

Ripeto: non sai cosa sia il SZ, quindi non andare in giro a dire di
applicarlo, anche solo "ad intuito". Le cose stanno così, c'è poco da
girarci sopra. Fare due ragionamenti sul grigio medio e sulle alte
luci è una cosa, applicare il SZ è un'altra.

>Cari Inquisitor Maiellus e Inquisitor Priscus, tutto perchè una foto di

Si Saccentum atque Ciuccios Presuntuosus trovarem, noio in effectum
Inquisitores diventarem. Embè? :-)

>Elena Pollo è molto più emozionante di tante foto di Ansel Adams ? Tutto
>perchè ho detto che è più plastica ?

No, a me della diatriba sulla foto di Elena non interessa nulla. Sono
state alcune tue imprecisioni a farmi saltare i nervi (imprecisioni è
un ENORME eufemismo, sappilo, che uso solo per conservare Beat...ehm,
la nostra splendida amicizia). :-))))))))

E chiudo con una frase di Nicola: "i libri si studiano, non si
spulciano", aggiungendo: costruiresti un ponte, mio caro ingegnere,
dopo aver solo "spulciato" i testi di statica e scienza delle
costruzioni? E come lo costruiresti, sentiamo?
Ad intuito?
Fili', a Napoli si dice "Ammisurate 'a palla", riesci a coglierne il
significato? Se riesci ad intuire il SZ non dovresti avere problemi
con un banalissimo modo di dire. Alcune persone su questo NG mi
stimano, in parte per i (pochi) messaggi che scrivo, ma anche per
quelli che evito di scrivere.
A buon intenditor... :-)

Un abbraccio,
Agostino

Filippo M. Caroti

unread,
Feb 4, 1999, 3:00:00 AM2/4/99
to
Nicola Prisco <pri...@starnet.it> scritto nell'articolo
<79bfjo$i8s$1...@nslave1.tin.it>...

> Riparleremo di fotografia quando avrai concluso
> il tuo corso di studi in C.O., non prima!

Ok, allora a fra tre mesi.

> |Sapessi quanto mi pesa a me discutere su certe cazzate ! Basterebbe un
po'
> |più di umiltà e maggiore attenzione a quello che si scrive per evitare
> |questi fastidiosi malintesi.
>
>
> P.S.
> E' quello che mi sto sforzando di farti capire!

Allora ci stiamo muovendo in direzioni incrociate :-)))

Ciao Nicò.

Filippo M. Caroti

unread,
Feb 4, 1999, 3:00:00 AM2/4/99
to
Agostino Maiello <win...@NOSPAMtin.it> scritto nell'articolo
<36b96c4...@news.tin.it>...

> On 3 Feb 1999 18:04:15 GMT, "Filippo M. Caroti" <phi...@tin.it> wrote:
>
> Premesso che la prossima volta che ti incontro ti infilo in una tank,
> ti sommergo di Ilfosol e ti agito per sedici minuti senza
> interruzioni, ti rispondo. :-))))

Così mi sovrasviluppi !!! :-)))

> Fare una foto determinando ad occhio dove sta il grigio medio e dove
> sono le ombre e le alte luci, come fai tu e come faccio io, non basta
> per dire che si sta applicando il SZ.

Ok, chiaro.

> E' ovvio che chi il SZ lo applica sul serio (Nicola) dopo averci
> faticato sopra per anni (Nicola), ed ottenendo dei validi risultati
> (non Nicola... scherzo Nico'!!!), se legge quello che hai scritto tu
> non può che andare su tutte le furie.

Nicola non applica il SZ perchè non stampa, così come io non sviluppo.

> > che cosa succede alle ombre e alle alte luci quando sovraesponi
> > una pellicola e poi la sottosviluppi ?
>
> Ragiona. Se tu sovraesponi una pellicola, le "dai" più informazioni

> del dovuto. [...]


> Le variazioni dello sviluppo hanno anche delle conseguenze sulla grana
> e sul contrasto. Le hai già intuite quando avevi sei anni o vuoi che
> te le spieghi? :-)

Grazie dell'esauriente spiegazione. Riguardo alle conseguenze su grana e
contrasto, a sei anni giocavo col Lego, quindi non le ho intuite.

> Partiamo sempre dall'assunto secondo cui le ombre sono determinate
> principalmente dall'esposizione, e le luci dall'esposizione e dallo

> sviluppo. [...]


> Ecco spiegata la famosa regola dello "esporre per le ombre, sviluppa
> per le luci". O meglio, ecco come una vecchia massima fotografica si
> inserisce nel SZ.
>

> Ovviamente, nel caso di pellicole diapositive vale il contrario; [...]

Molto bene è tutto molto più chiaro adesso.

> >Elena Pollo è molto più emozionante di tante foto di Ansel Adams ? Tutto
> >perchè ho detto che è più plastica ?
>
> No, a me della diatriba sulla foto di Elena non interessa nulla. Sono
> state alcune tue imprecisioni a farmi saltare i nervi (imprecisioni è
> un ENORME eufemismo, sappilo, che uso solo per conservare Beat...ehm,
> la nostra splendida amicizia). :-))))))))

Allora adoperati meglio per conservare Beat ... la nostra splendida
amicizia :-)))

> E chiudo con una frase di Nicola: "i libri si studiano, non si
> spulciano", aggiungendo: costruiresti un ponte, mio caro ingegnere,
> dopo aver solo "spulciato" i testi di statica e scienza delle
> costruzioni? E come lo costruiresti, sentiamo?
> Ad intuito?

Certo, e poi lo faccio testare da te :-))))))

> Fili', a Napoli si dice "Ammisurate 'a palla", riesci a coglierne il
> significato?

Molto vagamente.

> Se riesci ad intuire il SZ non dovresti avere problemi
> con un banalissimo modo di dire.

Adams è tradotto in italiano.

> Alcune persone su questo NG mi
> stimano, in parte per i (pochi) messaggi che scrivo, ma anche per
> quelli che evito di scrivere.

Questo è il grande favore che ci fai e per il quale ti siamo tutti molto
grati :-)))))))))

> Un abbraccio,

E un bacino non me lo dai ? :-))))))

Ciao,

Agostino Maiello

unread,
Feb 4, 1999, 3:00:00 AM2/4/99
to
On 4 Feb 1999 10:38:46 GMT, "Filippo M. Caroti" <phi...@tin.it> wrote:

>> E' ovvio che chi il SZ lo applica sul serio (Nicola) dopo averci
>> faticato sopra per anni (Nicola), ed ottenendo dei validi risultati
>> (non Nicola... scherzo Nico'!!!), se legge quello che hai scritto tu
>> non può che andare su tutte le furie.

>Nicola non applica il SZ perchè non stampa, così come io non sviluppo.

Lo sapevo che ti saresti attaccati a qualche cavillo dialettico. Ormai
ti conosco. Però io sono un osso duro quanto te, sappilo. :-)

Comunque, risposta: Nicola almeno applica il SZ a *tutte* le fasi
della fotografia fino alla stampa esclusa, quindi lo applica nella sua
parte fondamentale (il cuore del SZ sono l'esposizione e lo sviluppo,
la stampa è l'ultima cosa).
Nicola, inoltre, lo applica con cognizione di causa (e non "ad
intuito").
Tu invece non fai nemmeno questo (né lo faccio io), anche perchè, a
differenza di Nicola, non sai cosa sia precisamente il SZ, quindi
anche volendo non potresti applicarlo - neanche parzialmente.
Ora, questo è l'aspetto sostanziale del problema; tutto il resto sono
solo obiezioni terminologiche.

>Grazie dell'esauriente spiegazione. Riguardo alle conseguenze su grana e

Felice di esserti stato utile. :-)

>contrasto, a sei anni giocavo col Lego, quindi non le ho intuite.

Questo vuol dire che te le devo spiegare? :-)
Comunque, si tratta di due regolette da tenere a mente: aumentando lo
sviluppo di un negativo aumentano il contrasto e la grana; diminuendo
lo sviluppo, contrasto e grana diminuiscono.
Questi sono i due principi generali, che ovviamente poi vanno inseriti
all'interno del ben più complesso quadro di applicazione del SZ.

>> state alcune tue imprecisioni a farmi saltare i nervi (imprecisioni è
>> un ENORME eufemismo, sappilo, che uso solo per conservare Beat...ehm,
>> la nostra splendida amicizia). :-))))))))

>Allora adoperati meglio per conservare Beat ... la nostra splendida
>amicizia :-)))

Come vuoi, ma per fare certe cose bisogna essere in due.
(niente doppi sensi!) Tu non scrivere più castronerie del tipo


"il SZ l'ho sempre applicato intuitivamente anche senza conoscere i
dettami di Adams e poi Adams per conoscerlo non serve studiarlo, è
sufficiente vedere le sue foto (cosa che ho fatto)"

e

> "Il Negativo" di Ansel Adams Ed. Zanichelli L. 78.000.

"Conosco bene avendolo spulciato varie volte in libreria"

, e vedrai che la nostra amicizia durerà molto più a lungo. ;-)

>> Fili', a Napoli si dice "Ammisurate 'a palla", riesci a coglierne il
>> significato?

>Molto vagamente.

Esiste un modo di dire in italiano che più o meno vi corrisponde: "Non
fare il passo più lungo della gamba". O, come diceva Cicerone,
"ognuno si eserciti nell'arte che gli è propria".

>> Un abbraccio,
>E un bacino non me lo dai ? :-))))))

A te no. Nulla ti vieta però di eleggere una delegata a riceverlo.
;-)))))

Filippo M. Caroti

unread,
Feb 4, 1999, 3:00:00 AM2/4/99
to
Agostino Maiello <win...@NOSPAMtin.it> scritto nell'articolo
<36b9c0f...@news.tin.it>...

> On 4 Feb 1999 10:38:46 GMT, "Filippo M. Caroti" <phi...@tin.it> wrote:
>
> Questo vuol dire che te le devo spiegare? :-)
> Comunque, si tratta di due regolette da tenere a mente: aumentando lo
> sviluppo di un negativo aumentano il contrasto e la grana; diminuendo
> lo sviluppo, contrasto e grana diminuiscono.

Quindi, sovraesponendo e sottosviluppando, oltre a mantenere il dettaglio
delle ombre e a recuperare le informazioni nelle alte luci, ottengo anche
una grana minore con un contrasto più basso ? Splendido !!

> >> Un abbraccio,
> >E un bacino non me lo dai ? :-))))))
>
> A te no. Nulla ti vieta però di eleggere una delegata a riceverlo.
> ;-)))))

Non saprei proprio chi scegliere come delegata. Però conosco un mio amico
molto peloso che sarebbe disposto :-))))

Ciao,
--
Filippo M. Caroti
<phi...@tin.it>

ICQ# 30373448

iacobell

unread,
Feb 4, 1999, 3:00:00 AM2/4/99
to
Certo questo procedimento si usa quando si è sicuri di utilizzare pellicole
non adatte a determinate condizioni di luce. Si possono esporre fino a 2-3
diaframmi in più calcolando l'aumento del tempo dello sviluppo. Se non erro
questo tempo è indicato sulle istruzione del rivelatore.Per il rilevatore
(ID-11 ilford) per l' HP5 tirando a 800/30° per 12 min. a 1600 /33° per 18
min.

davide ha scritto:

Nicola Prisco

unread,
Feb 4, 1999, 3:00:00 AM2/4/99
to
In genere, dato che non tutte le pellicole in B&N riportano i dati relativi
al sovrasviluppo, si possono ottenere decenti risultati aumentando di un
30/40% circa il tempo di sviluppo per ogni diaframma in più di
sottoesposizione. E' ovvio che a questo sistema si ricorre in situazioni di
emergenza per cui sarebbe consigliato farsi dei test sulle pellicole che
generalmente si usano e vedere come reagiscono riducendo la loro sensibilità
ed aumentando lo sviluppo. Mesi fa ho dovuto scattare delle foto di teatro
in un' illuminazione che ad un sopralluogo precedente mi consigliava 1600
ISO. Al momento della sessione di foto, la sera dello spettacolo, i
direttore della luci ha fatto abbassare l'intensità ed ho dovuto esporre la
pellicola che avevo (Kodak Tri-X 400) a 3200 ISO altrimenti non avrei potuto
fotografare nulla. L'ho fatto pur sapendo che non avevo il T MAX
Developer(consigliato per quei valori di esposizione) e l'ho sviluppata col
vecchio e sincero D76 applicando appunto l'aumento percentuale del tempo
base di sviluppo e cioè 17' a 20° con diluizione stock. Risultato: un
negativo perfettamente leggibile e grana accettabile.

Nicola Prisco


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