>> Esagerato; a volte può fare comodo trasformare uno scatto FE in una
>> proiezione cilindrica; altre volte può andar bene anche la normale
>> proiezione rettilineare,
> Uno può anche decidere di fare fuoristrada in ferrari o fare una gara di
> velocità in land rover...
Paragone un po' estremo, non trovi?
Lamentarsi di un FE e del suo modo di restituire un'immagine è una cosa;
utilizzarne delle caratteristiche è un'altra. Se conosci quello che stai
usando riesci ad ottenere quello che ti serve. L'iniziatore del thread era
in effetti più spaventato dalla resa che affascinato dalle possibilità
d'uso, ma è un altro discorso.
> Come chi afferma che un obiettivo Tilt&Shift sia inutile in quanto con PS
> correggi tutto...
Diciamo che per usi normali non è così insostituibile, almeno per quanto
riguarda il decentramento. Uno scatto "stirato" da Photoshop ha problemi
diversi rispetto allo stesso scatto ottenuto da un vero decentrabile che
soffrirà comunque di un certo calo di luminosità e dei problemi di un
obiettivo usato ai limiti del cerchio di copertura, anche se il calo di
qualità sarà minore rispetto alla soluzione software. Per certe destinazioni
d'uso è però un problema più teorico che pratico, anche se la velocità e la
precisone di un'ottica decentrabile sono quasi sempre preferibili.
Mi è capitato recentemente di fotografare quadri posti in chiesa in
posizioni molto alte e difficilmente raggiungibili. Scattando dall'unica
posizione possibile ho scomposto il quadro in diverse immagini che ho poi
assemblato col solito Photoshop; quella della parte alta del quadro aveva un
numero di dpi ancora superiore a quelli della stampa che avrei dovuto
ottenere. Una volta unite le immagini, ho riportato, con l'apposita e poco
conosciuta funzione della taglierina di Photoshop, il quadro alle sue
proporzioni normali, utilizzando una maschera per bilanciare la luminosità
della parte bassa con quella alta. Alle fine è venuto fuori quel che serviva
senza troppi sbattimenti. Per le altre foto della chiesa i decentrabili si
sono rivelati più rapidi delle soluzioni "accroccate".
Per quanto riguarda il basculaggio direi che l'uso software per il fuoco
selettivo ha poco di naturale, a meno che non ci si limiti all'abusato
"effetto modellino". Per quanto riguarda l'estensione della profondità di
campo bisogna sempre vedere la circostanza. A volte la regola di Scheimpflug
non risolve il problema e per immagini statiche conviene l'assemblaggio di
immagini multiple con l'apposita funzione di Photoshop o nei casi più seri
con Combine ZP, che è gratuito. Purtroppo gli obiettivi T&S montati sulle
macchine non consentono anche gli effetti del basculaggio del dorso che per
certi versi è più simile alla funzione di Photoshop.
Buttare via le ottiche T&S? Solo se prima so dove le buttano :)
No, non è il caso di estremizzare. L'inarrivabile (per me) 17 mm Canon
consente effetti che richiedono un sacco di tempo per essere replicate con
Photoshop, ad esempio. L'uso di uno ottica o del software è solo una
questione di adattamento alle circostanze ed a volte anche di puri e
semplici conti con quello che si ha in tasca.