Andrea
Saluti
Pascà
Nella mia poca esperienza direi che i CCD hanno una buona latitudine verso
la sottoesposizione e molto bassa verso la sovra esposizione (vanno in
saturazione).
La pellicola chimica all'opposto sopporta bene la sovra esposizione ma
sottoesposta non produce molto.
Boh
Ma chi se ne frega.
Tanto il digitale è meglio.
Ciao
Questo articolo è molto chiaro e spiega bene il funzionamento dei sensori
CCD e della pellicola in riferimento alla latitudine di posa.
ciao
Spain
"martello" <marteloz...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:9t9Yc.163981$OR2.7...@news3.tin.it...
> Questo è tanto più vero
> quanto più la scena che intendiamo riprendere è ricca di contrasti...
mica vero...
> presenza di alte luci e di forti zone d'ombra dobbiamo per forza di cose
> sceglire che cosa tenere (se il dettaglio delle alte luci o al contrario
> "bruciare" le alte luci ma dare visibilità alle zone d'ombra)
talvolta è così
> questo per la
> limitata latitudine di posa delle pellicole (quelle invertibili più delle
> negative...)
ehm...
la latitudine di posa di una pellicola non è la capacità di sopportare le
ca77ate espositive del fotografo ma bensì viene definita come la parte della
curva densitometrica (grafico annerimento/esposizione) superiore alla zona
VII: maggiore è l'estensione della curva verso l'alto, maggiore sarà la
latitudine di posa.
è evidente che l'esposizione di base DEVE essere rispettata, altrimenti la
collocazione delle varie zone di luminosità viene traslata rispetto alla
curva
nel BN, secondo quanto zio Anselmo ci ha insegnato, possiamo variare
ampiamente le caratteristiche di registrazione d'immagine variando lo
sviluppo e l'indice di esposizione: grazie a questo artificio tecnico
alcune(poche) pellicole arrivano a registrare 14stop di differenze di
luminosità
> per cui una lettura media ponderata darà mai dei buoni
> risultati.
...per chi non sa fare altro, uomo o macchina che sia, spesso la lettura
media ponderata riesce a dare un'esposizione _prossima_ a quella ideale o
comunque ragionevolmente buona (matrix e simili)...
> Talvolta con la pellicola si potevano fare delle prove sperimentando
diverse
> sensibilità e/o marche diverse per trovare quella con la latitudine di
posa
> più estesa...
hai voglia di perdere tempo e soldi in questo modo...
> ma... con il digitale come ci si comporta?
regola prima (ed unica)
si deve IMPARARE a fotografare
> Valgono le stesse
> considerazioni della pellicola ?
se hai imparato, i fondamenti sono gli stessi
è diverso il supporto(=matrice) su cui registri le tue immagini
> Selezionando diverse sensibilità del
> sensore varia anche la latitudine di posa ?
in modo del tutto trascurabile
> Ha senso parlare di latitudine
> di posa nel digitale?
certo:
allo stesso modo in cui vale parlarne per la pellicola
giusto per avere un'idea, un sensore di una DSRL registra tranquillamente la
luce in un intervallo di almeno 7 stop, ma in alcuni casi si può arrivare a
9
lavorando in raw ed usando il sw a corredo delle fotocamere, si può
intervenire per rosicchiare qualcosina potendo strappare la soglia dei
10stop senza alcun problema, poi altri 2 stop ma... tutto da vedere(dipende
dal sensore, dalla struttura del file, dal sw: troppe variabili per
proseguire un discorso specifico)
cerca i vecchi post al proposito, troverai qualcosa di interessante
> Grazie
> Andrea
ciao
Fabio