Vitaliano Caccia,
che ora si guarda il Grande Fratello...
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Gerarchie it, italia, it-alt, tin, it.binari. Unico!
tu bevo troppo ultimamente, ste'
> Vitaliano Caccia,
> che ora si guarda il Grande Fratello...
e io mi guardo l'ennesima Nip/Tuck, altra grande scoperta. conosci? il
melodramma portato alle conseguenze estreme.
c.
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donna di ieri
stanca e struccata
l'uomo di oggi
ti troverᅵ.
(Paolo Conte)
Vitaliano Caccia,
orfano di Mad Men
C'erano i germi fin dall'inizio, piano piano ᅵ diventato un bel
miscuglio di divertimento, dramma estremizzando, gusto per l'assurdo.
Seconda stagione forse la parte migliore, perᅵ quel che ho visto (prime
quattroi), pur con gli ovvi alti e bassi di un prodotto seriale, mi pare
tutto ottimo.
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L'Edicola di giopep
http://giopep.blogspot.com/
concordo con andrea. e come ti ho detto in privato, una delle componenti
sempre presenti e direi sempre piu` ossessive e` la rappresentazione delle
operazioni chirurgiche. se ne vedono letteralmente di tutti i colori:
labbra squartate, facce mezze distrutte, occhi che vengono cavati dalle
orbite (tutto sotto anestesia, dico). ci deve essere un nesso, che
probabilmente va oltre l'accusa anti narcisista...
c.
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e ammazzo il tempo bevendo
caffᅵ nero bollente
in questo nido scaldato
ormai da un sole paziente.
(Mannoia)
Aggiuntina: non le trovo mai mai mai mai fini a se stesse e
"pornografiche" come qualcuno sostiene. Talvolta, fra l'altro,
generano momenti di messa in scena, regia, montaggio, colonna sonora,
tutto quanto, strepitosi.
> Più seriamente trovo che sia un episodio di una più vasta ed
> epocale lotta in corso, una lotta che non dipende dai desideri e
> dalle speranze dei suoi partecipanti ma le strutture.
> L'abolizione dell'attore è l'abolizione della modernità, una
> abolizione che si può ottenere con i mezzi messi a disposizione
> dalla modernità stessa.
> L'attore, infatti, è nato (o rinato) con la modernità, dopo
> essere scomparso per almeno un millennio su entrambe le sponde
> del Mediterraneo.
> Ha fornito alla modernità una dei suoi tropi
> più popolari e diffusi, quello del mondo come un palco in cui
> siamo chiamati a recitare una parte. L'attore è la
> rappresentazione di quella scissione in ruoli che è l'elemento
> proprio dell'uomo moderno. La sua abolizione avrebbe un
> significato simbolico importantissimo.
A parte alcune incertezze di carattere cronologico (L'attore "rinato"
con la modernità? Prima rivoluzione industriale? Seconda? David
Garrick era già un divo (1717-1779). Probabilmente lo era anche
Domenico Biancolelli (1636-1688). E "il mondo come palco" è un
concetto diffuso già nel Rinascimento, o no?) quello che scrivi è
interessante.
Stavo pensando un po' la stessa cosa leggendo l'altro post, quello in
cui ti riferivi a Craig. Mi veniva in mente che la uber-marionette di
Craig era comunque alla fine un modo per imporre una personalità
(quella del drammaturgo-regista) sopra altre personalità (tra cui
quelle degli attori). Una visione su un'altra. Mentre la fine
dell'attore prospettata da te (che io non vedo così vicina, anche se
non so bene cosa tu intenda per vicina) lascia il campo a uno scenario
più propriamente postmoderno.
> L'attore, infatti, è nato (o rinato) con la modernità, dopo
> essere scomparso per almeno un millennio su entrambe le sponde
> del Mediterraneo.
scusa, ma che cazzo dici ?
Ah, già: perché "rinato"? Che attori c'erano "prima"?
Vitaliano Caccia,
persona informata dei fatti
Per modernitᅵ intendo quella fase della storia umana che inizia
nel Cinquecento, con la 'scoperta' delle Americhe, la Riforma,
il consolidamento degli stati nazionali e la nascita dello
spirito scientifico.
E' anche la fase in cui rinasce il teatro e con esso l'attore
dopo il lungo sonno medievale.
'Dal IV fino ad almeno al XIII secolo dopo Cristo gli attori,
quali li aveva conosciuti l'antichitᅵ classica, scompaiono: se
ne cancella anche la memoria, sopravvissuta solo nei codici
miniati di Terenzio... A lungo rimane attivo solo il ricordo dei
mimi del Basso Impero ai quali si riferiscono le condanne dei
Padri della Chiesa' (da 'L'attore e la recitazione', di Cesare
Molinari - Laterza 1992).
Segue una fase di incubazione e la vera rinascita nell'Italia
del Cinquecento e poi, ancor di piᅵ, nell'Inghilterra
elisabettiana.
> Stavo pensando un po' la stessa cosa leggendo l'altro
> post, quello in
> cui ti riferivi a Craig. Mi veniva in mente che la
> uber-marionette di
> Craig era comunque alla fine un modo per imporre una
> personalit=E0
> (quella del drammaturgo-regista) sopra altre
> personalit=E0 (tra cui
> quelle degli attori). Una visione su un'altra. Mentre
> la fine
> dell'attore prospettata da te (che io non vedo cos=EC
> vicina, anche se
> non so bene cosa tu intenda per vicina) lascia il
> campo a uno scenario
> pi=F9 propriamente postmoderno.
Io lo vedo come l'ennesima tappa del trionfo dello spirito sulla
materia, prospettiva che io ritengo, grosso modo, catastrofica.
Sul quando e sul come: uno, ci si sta lavorando; due, i tempi
dello sviluppo tecnologico sono, almeno in quel campo, sempre
piᅵ brevi; tre, col tempo si abbasseranno anche i costi, come
succede sempre; alla fine utilizzare attori in carne ed ossa
sarᅵ, come minimo, antieconomico. Una ventina d'anni, a tenersi
larghi?
Magari succederᅵ che di fronte all'assoluto trionfo
dell'artificiale ci sarᅵ una rinascita del teatro in carne ed
ossa...
Vitaliano Caccia,
che si avventura in speculazioni
concetto che mi ricorda tanto schiavone e l'idea della singolarita` che si
avvicina.
fra qualche decina di anni saremo immortali. e allora cosa faremo?
c.
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farᅵ di te la mia estensione
farᅵ di te il tempo della ragione
farᅵ di piᅵ
farᅵ tutte le cose che vuoi fare anche tu.
(Oxa)
Vitaliano Caccia,
che vuole delle risposte
l'immortalita`? penso sia possibile e anzi, inevitabile, se sopravviviamo
ancora un secolo o giu` di li`. :-)
la scomparsa dell'attore, francamente non ci avevo mai pensato. in realta`
non penso mi (ci) interessi la scomparsa dell'attore in quanto tale, ma la
scomparsa della personalita`-attore, as-opposed-to la personalita` del
regista o del fotografo di scena, etc. Qualcuno gia` l'ha detto poco fa in
questo stesso thread, o no?
mettiamola cosi`: la scomparsa dell'attore presuppone un livello
tecnologico tale che sarebbe altrettanto possibile eliminare il direttore
della fotografia, lo scenografo, il costumista, tutti gli operatori e via
dicendo. resterebbero, con tutta probabilita`, lo sceneggiatore, il regista
(ormai con mansioni divine) e tutta la pletora di artisti digitali
necessari a manovrare la macchina.
l'io narrante che, lentamente, davvero si riduce all'io fisico di una
persona: il regista onnipotente. in realta` e` questo che pavento.
ma altresi`, immagino che la perdita di ricchezza espressiva sarebbe tale
da rendere i film one-man insopportabili. o meglio: sopportabili e anzi
appetibili per il grande pubblico (e comunque e` sempre stato cosi`, se ci
pensi), ma al gentiluomo appena passabile, semplicemente stupidi o al
massimo oggetto di diveritmento one-shot. pensa a 2012, prima te e poi il
persico.
quindi secondo me no, l'attore non sparisce. magari diventa di micchia, ma
sparire no.
poi possiamo parlare delle intelligenze artificiali eventualmente coinvolte
nel processo creativo, ma a quel punto sono intelligenze e dunque "uomini"
pure loro, non necessariamente economici. ma questa per adesso e` veramente
fantascienza.
c.
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and you treated my woman to a flake of your life
and when she came back she was nobody's wife.
(L. Cohen)
> > Tu, piuttosto, come la pensi? Pensi che sia possibile? E se sì,
> > pensi che sarebbe una cosa buona o cattiva?
>
> l'immortalita`? penso sia possibile e anzi, inevitabile, se sopravviviamo
> ancora un secolo o giu` di li`. :-)
No, te prego, rosicherei veramente troppo ad essere arrivato giusto in
tempo per non rientrarci. Clonatemi, trapiantate il mio cervello su un
aspirapolvere, fate qualcosa, scienziati del menga. In fretta!
Caso interessante questo refuso. E' evidente che la lettera corretta
sia la "n".
Il dilemma è se deve andare a sostituire la "m" o la prima delle due
"c".
Michele
> l'immortalita`? penso sia possibile e anzi, inevitabile,
40 anni fa si diceva che questo dialogo avrebbe avuto luogo su una stazione
orbitale intorno a Giove. Non � accaduto.
> se sopravviviamo ancora un secolo o giu` di li`.
> :-)
Anche le condizioni in cui sopravvivremo. L'aumento dell'aspettativa di vita
dei cinesi e degli indiani potrebbe mettersi in concorrenza con la nostra. E
poi un'aspettativa di vita di facciamo 500 anni dovrebbe logicamente portare
ad un calo proporzionale della natalit�, azzerando quasi il ricambio. Dubito
che una societ� di quattrocentenari possa sopravvivere a lungo da 'padrona',
se inserita in un contesto gobale con un ricambio biologico pi� accelerato.
Gli Eloi non sono immortali, muoiono quando i Morlock se li mangiano.
osservazione molto sensata, ma la stazione orbitale intorno a giove non
muove quattrini; il cellulare si`. e` per questo che abbiamo il cellulare
ma non siamo mai andati personalmente oltre la luna.
l'immortalita` secondo me ha piu` chance tipo il cellulare.
c.
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vivo con prudenza
come un buon mercante in un grande affare
pi� spesso, come i topi
sento la mia ombra fra i muri
scivolare.
(Fossati)
>> 40 anni fa si diceva che questo dialogo avrebbe avuto luogo su una
>> stazione orbitale intorno a Giove. Non � accaduto.
>
> osservazione molto sensata, ma la stazione orbitale intorno a giove non
> muove quattrini; il cellulare si`. e` per questo che abbiamo il cellulare
> ma non siamo mai andati personalmente oltre la luna.
>
> l'immortalita` secondo me ha piu` chance tipo il cellulare.
Economicamente l'immortalit� planetaria non � sostenibile, il cellulare lo �
gi� di pi�. Infatti la critica pi� seria era quella che coinvolgeva Wells.
La prima cosa che viene in mente in effetti � che sar� necessaria una
popolazione mondiale notevolmente meno numerosa di quella di oggi.
Come dovrebbe avvenire il calo? Non riesco proprio ad immaginare un calo
graduale e volontario. Perci� dovrebbe avvenire in modo drastico e violento.
Ma non riesco nemmeno ad immaginare un calo drastico e violento tale da
lasciare ancora intatta la nostra "capacit� di lavorare" su progetti di quel
tipo.
Senza un calo della popolazione (che comunque avrebbe implicazioni
tutt'altro che univoche) � possibile che un centinaio di famiglie su 10
miliardi di esseri umani raggiunga quella condizione, ma non sarebbe certo
la "condizione dell'umanit�".
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Aramesh
Wells, eh? Quel Wells? Sicuro, eh?
Vitaliano Caccia,
scampato a un terribile destino
E, nota bene, rapidamente si arriverebbe ad un livello
tecnologico tale da diminuire enormemente i costi - ogni giorno
ci troveremo davanti a migliaia di nuovi film...
>
> ma altresi`, immagino che la perdita di ricchezza
> espressiva sarebbe tale
> da rendere i film one-man insopportabili. o meglio:
> sopportabili e anzi
> appetibili per il grande pubblico (e comunque e`
> sempre stato cosi`, se ci
> pensi), ma al gentiluomo appena passabile,
> semplicemente stupidi o al
> massimo oggetto di diveritmento one-shot. pensa a
> 2012, prima te e poi il
> persico.
Uno potrebbe dire: beh, il romanzo ᅵ cosᅵ, l'opera di un autore
unico (che l'aiuto di editor ed editore ᅵ minore).
Ma il film ᅵ opera collettiva fin da quasi subito e soprattutto
ᅵ fatto per essere consumato in maniera diversa.
Il punto ᅵ di natura filosofica: c'ᅵ chi ritiene che l'opera sia
tutta nella mente dell'artista e che la sua concretizzazione
materiale sia solo un ostacolo da superare perchᅵ raggiunga il
pubblico; altri invece ritengono che l'opera diventi reale solo
nel momento in cui si concretizza e che la lotta con la materia
sia in realtᅵ la vera fase creativa mentre l'idea di partenza ᅵ,
appunto, solo un'idea di partenza, utile ma tutt'altro che
decisiva.
Lo scenario tecnologico che ci si presenta ᅵ quello di un futuro
in cui la distanza fra l'idea e l'opera ᅵ azzerata: per alcuni
un sogno che diviene realtᅵ, per altri una catastrofe epocale.
>
>
> poi possiamo parlare delle intelligenze artificiali
> eventualmente coinvolte
> nel processo creativo, ma a quel punto sono
> intelligenze e dunque "uomini"
> pure loro, non necessariamente economici. ma questa
> per adesso e` veramente
> fantascienza.
>
Quello che temo io sono i film 'collettivi': giᅵ sono in corso
esperimenti con i romanzi...
Vitaliano Caccia,
di profetico spirito dotato