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Ciò che sorprende, anzitutto, è la bravura dell'autore nel farci
dimenticare, fin dal principio, il vero bersaglio della Rivincita.
M'interessa soffermarmi su questo, per sapere se altri ne abbiano ricavato
le stesse impressioni.
In "Regalo di Natale" il bluff colpiva senza preavviso,
raggiungendo lo spettatore come una coltellata al cuore, e addirittura
dopo una scena di apparente riavvicinamento tra i due amici-nemici.
Stavolta, tutta l'attenzione del pubblico si sarebbe rivolta da subito a
cercare di scoprire alleanze e tradimenti, a scovare chi stesse con (e
contro) chi.
Così, più elementi concorrono a sviare la nostra attenzione dal vero
obiettivo di Franco e a concentrarla sul temibile Antonio Santelia: il
flash back che apre il film, in cui non si accenna minimamente al
tradimento di Ugo, ma (tagliando e cucendo) si mostra soltanto il momento
finale della partita, quando è l'avvocato ad emergere inaspettatamente dal
gruppo e a strappare 250 milioni a Franco, rovinandolo; l'incontro tra
Franco e Ugo, all'uscita dal ristorante etnico, quando il primo concede
addirittura un anticipo di diverse migliaia di euro al secondo perché
possa prendere parte alla partita della rivalsa; sempre Franco che espone
a Stefano la situazione patrimoniale di Santelia, lasciandoci intendere
che sia lui l'oggetto delle sue mire; e, su tutto, il non insistere mai
troppo sui passati tradimenti (al plurale, tra
l'altro...) di Ugo nei confronti del protagonista.
Eppure era logico che la rivincita non dovesse rivolgersi al
professionista/baro - che è, infondo, soltanto un mercenario -, ma fosse
l'amico traditore quello su cui Franco avrebbe rovesciato finalmente
un'ira funesta repressa per quasi trent'anni (e possiamo solo immaginare
quanto amplificatasi negli ultimi diciotto!). Il finale che ci viene
consegnato è il più naturale: Franco ripaga Ugo con la stessa moneta,
addirittura avvalendosi della medesima arma segreta: il bluffer
professionista, questa volta al suo soldo.
Tuttavia, la possibilità di questa alleanza ci sfiora soltanto sul
finire della partita; e, nonostante il sospetto, quando si concretizza ci
sorprende e ci emoziona ugualmente.
Un fatto solo mi crea qualche perplessità (spero dovuta a mia
disattenzione e non ad un buco di sceneggiatura): come potesse pensare
Franco di rovinare Ugo - nonché Gabriele, novello Giuda - se già non c'era
più nulla da... spennare. Aveva troppo da perdere in una situazione
simile: arriva alla sera dell'incontro nutrendo solo dei sospetti, tant'è
che l'espressione che gli si stampa in viso durante la telefonata
rivelatrice - quando apprende che l'uomo conosciuto alla festa e
l'oncologo di chiara fama non hanno nulla a che spartire - non è quella di
chi se l'aspettava del tutto...
E allora? Anche ammettendo - ma è poco probabile - che lui potesse
accontentarsi di rifilare ai due lo smacco morale della sconfitta
(rivincendo i soldi prestati prima della partita), non è pensabile che a
Santelia bastasse questo per prendere armi e bagagli e partire alla volta
di Bologna...
In ogni caso, è forse il meno deludente tra i sequel da cui, fino ad oggi,
ho avuto l'azzardo di lasciarmi tentare.
Anzi: un bel film, che, uscito a Natale(peccato non averlo visto in quel
periodo...), avrebbe alzato la miserabile media delle piccole italiane
allora sugli schermi...
--
r.a.
Ho visto il film stasera. Quindi secondo te erano d'accordo da prima Franco
e Santelia? Io alla fine ho avuto l'impressione di un ribaltone finale con
tacita intesa tra F. e S. , nata sul momento dello smascheramento dei due al
tavolo. L'unica misura presa da Franco (che fiuta una truffa, ma in modo
nebuloso) nei confronti di Ugo sarebbe quella di mandarlo da Santelia, per
"bruciarlo". Alla fine mi è sembrato che non fosse S. al soldo di F. quanto
piuttosto S. a riscattarsi dalla posizione di vile mercenario rimediando
volontariamente al bidone dato anni prima: se i due erano d'accordo che
bisogno aveva S. di passare con i 4 assi? Poteva vincere lui la mano e
sarebbe stato lo stesso, visto che erano d'accordo. Se non erano d'accordo,
poteva tenersi lui tutta la vincita. Quindi IMHO la cosa è che S. decide di
riscattare sé stesso rimediando con un gesto da galantuomo. Io l'ho vista
così. F. l'ho visto come un giocatore puro, con la voglia di pareggiare i
conti con una partita persa più che con una persona in particolare. Penso
che lo smascheramento del finanziatore *durante* la partita (a F. lo
comunicano privatamente, non c'è possibilità di leggere alcun bluff lì) e
non prima sia messo proprio per sottolineare come alla fine tutto si decida
al tavolo verde. È solo la mia lettura, e non sono lucidissimo a quest'ora
;-).
> Un fatto solo mi crea qualche perplessità (spero dovuta a mia
> disattenzione e non ad un buco di sceneggiatura): come potesse pensare
> Franco di rovinare Ugo - nonché Gabriele, novello Giuda - se già non c'era
> più nulla da... spennare. Aveva troppo da perdere in una situazione
> simile: arriva alla sera dell'incontro nutrendo solo dei sospetti, tant'è
> che l'espressione che gli si stampa in viso durante la telefonata
> rivelatrice - quando apprende che l'uomo conosciuto alla festa e
> l'oncologo di chiara fama non hanno nulla a che spartire - non è quella di
> chi se l'aspettava del tutto...
> E allora? Anche ammettendo - ma è poco probabile - che lui potesse
> accontentarsi di rifilare ai due lo smacco morale della sconfitta
> (rivincendo i soldi prestati prima della partita), non è pensabile che a
> Santelia bastasse questo per prendere armi e bagagli e partire alla volta
> di Bologna...
Penso che Santelia sia una figura nobile, sebbene mercenario, e giocatore,
sebbene freddo e razionale.
A me il film, nonostante una produzione nel complesso un po' sciatta, è
risultato molto gradevole.
Ciao,
Niod
P.S. gossip: ho sentito un'intervista alla radio a Pupi Avati in cui il
regista ha raccontato di suo nonno, grande scommettitore di cavalli, che si
sputtanò tutti i beni della famiglia e, dopo la batosta, passò in chiesa e
chiese alla Madonna di morire quella notte, come confidò ad un familiare.
Morì quella stessa notte. Sarà vera? Lui l'ha raccontata così.
Primo. In un flashback sullla vecchia partita si vede Franco che passava e
perdeva i 250 milioni pur avendo un poker d'assi. Nella partita della
rivincita si vede l'avvocato fare la stessa cosa.
Si potrebbe pensare che fossero d'accordo sin dalla prima partita e dare
quindi un'interpretazione tutta nuova al primo film.
Ma se fosse così non vedo come si incastra il finto oncologo scoperto solo
durante la partita.
Leggendo il post di Niodal ora mi è venuta in mente un'altra
interpretazione.
Franco e l'avvocato sono dei buoni e sanno rinunciare alle vincite per
questioni umane.
Non ricordo alla perfezione il primo film quindi non saprei spiegare bene il
gesto di Franco.
Però trovo plausibile che fosse l'avvocato a impietosirsi della situazione e
venire incontro a Franco.
Però anche così i conti non mi tornano: visto che prima della mano
l'avvocato è andato al bagno a ricambiare l'ordine delle sue carte, che
bisogno c'era di servirsi un poker d'assi? L'unico suo intento era quello di
servire delle buone carte ai polli da spennare, delle carte pessime a Franco
(che cambiando 4 carte avrebbe fatto da esca) e far si che le successive 4
carte per Franco fossero un poker d'assi.
Insomma... aiutatemi a districare il puzzle!
Comunque un bel film recitato veramente bene. Finalmente!
Marco
"Niodal" <antd...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:sEYTb.186299$VW.76...@news3.tin.it...
> Comunque un bel film recitato veramente bene.
altrettanto bene non si puo' dire ne' del tuo quoting ne' del fatto che
non hai neanche messo uno spoiler. prossima volta occhio, per cortesia.
fede
--
- You fool. No man can kill me.
- I am no man.
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
> altrettanto bene non si puo' dire ne' del tuo quoting ne' del fatto che
> non hai neanche messo uno spoiler. prossima volta occhio, per cortesia.
Hai ragione, scusate.
Marco
> > SPOILER
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> Quindi secondo te erano d'accordo da prima Franco
> e Santelia? Io alla fine ho avuto l'impressione di un
> ribaltone finale con tacita intesa tra F. e S. , nata sul
> momento dello smascheramento dei due al tavolo.
Mmm... Però così non si spiegherebbero le brevi battute scambiate in bagno
tra Stefano e Santelia (mi sembra un po' machiavellico pensare che fossero
alleati tra loro, e Franco all'oscuro di tutto), né gli accordi presi con
lo stesso Santelia prima della partita, quando sempre Stefano lo raggiunge
telefonicamente nel suo ufficio per dirgli, pressappoco: "Ci sta, ma vuole
un terzo". Scena che, peraltro, ricordandola successivamente, mi ha un po'
sconfortato, perché se ne potrebbe dedurre che sia l'avvocato
(stuzzicato dalla visita di Ugo) ad avere l'idea dell'alleanza con Franco
e a proporgliela. Preferirei piuttosto pensare che il burattinaio fosse
Franco, fin da subito... Ma restano le perplessità esposte nel precedente
post...
> se i due erano d'accordo che
> bisogno aveva S. di passare con i 4 assi?
> Poteva vincere lui la mano e
> sarebbe stato lo stesso, visto che erano d'accordo.
Però la vendetta di Franco non sarebbe stata completa! :-)
E' lui stavolta a dover uscire vincitore: il poker dell'ultima manche ne
sancisce il riscatto definitivo non solo agli occhi degli spettatori (la
scena dei quattro assi gettati l'uno dopo l'altro sul tavolo non sarebbe
altrettanto emozionante, se non ne fosse lui protagonista), ma
anche degli avversari.
Franco non si prende nemmeno il disturbo di rivelare i suoi accordi con
Santelia (proprio come aveva fatto Ugo diciotto anni prima: fu l'altro ad
accorgersene), e i due se ne vanno con la convizione di avere avuto "una
sfiga pazzesca" - ma, in ogni caso, di essere stati battuti da *lui*.
> A me il film, nonostante una produzione nel complesso un po' sciatta
Perfettamente d'accordo: la prima mezz'ora, soprattutto, non mi aveva ben
disposto (con quel sapore di "thriller nostrano" che non ho mai potuto
sopportare!). Per non parlare del forzato, e tutto sommato superfluo,
inserimento della biondina nella storia (non era necessario spendere altri
quattrini per ingannare Franco fino a quel punto!), resa dal doppiaggio
ancor più fasulla e fuori luogo (mi tornavano alla mente le voci
improbabili appioppate alla Fenech negli anni '70).
> P.S. gossip: ho sentito un'intervista [...]
> Sarà vera?
Non posso aiutarti, ma è parecchio curiosa! ^__^
--
r.a.
> > SPOILER
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> Primo. In un flashback sullla vecchia partita si vede Franco che passava
> e perdeva i 250 milioni pur avendo un poker d'assi.
Franco non aveva un poker d'assi: il suo punteggio č uno degli arcani
volutamente irrisolti del primo film (possiamo solo dedurne che č
uguale/inferiore ad un poker di fanti! ^__^).
> Si potrebbe pensare che fossero d'accordo sin dalla prima partita
No, lo escludo! Tradire cosě meschinamente anche noi, per diciotto lunghi
anni! ^__^
> Perň anche cosě i conti non mi tornano: visto che prima della mano
> l'avvocato č andato al bagno a ricambiare l'ordine delle sue carte, che
> bisogno c'era di servirsi un poker d'assi?
La spiegazione piů probabile č che, quando Santelia rinuncia alla manche,
il poker passi a Stefano, e questi, che č il mazziere, non faccia
altro che servire a Franco... le quattro carte che ha chiesto.
--
r.a.
Ouff, com'è incasinato!
Se i due sono d'accordo da prima, Santelia lo fa solo per la gloria, visto
che il finanziatore viene fuori solo durante la partita. Mi pare
improbabile. Se i due sanno da prima della tresca e del finanziatore, il
film è fatto male perché fa vedere che glielo dicono per telefono durante la
partita. Se Stefano e Santelia sono d'accordo per fare il piacere a Franco,
pare altrettanto improbabile: prendersi questa briga per una rivincita su un
disgraziato da parte di una persona di successo? Insomma io scarterei
l'ipotesi della rivincita su Ugo il traditore, perché Franco non sa che ha i
soldi e perché è un disgraziato e non c'è molto da vendicarsi: la vita pare
già aver fatto abbastanza. A me pare piuttosto che il protagonista sia il
gioco con i suoi impulsi irrazionali, e tutti sono presi dal gioco e vengono
fuori con le loro decisioni all'interno di esso: Franco è un giocatore "di
stomaco", i due sono due cialtroni al soldo di un finanziatore, Santelia è
un giocatore galantuomo che ristabilisce l'ordine degli sgarbi-favori. Le
altre letture di varie tresche pre-partita renderebbero il tutto una
patetica pantomima dove qualcuno è un pupazzo-beneficiario suo malgrado, e
qualcun'altro è quasi un santo. Cmq è un arzigogolo OUFF :-)
>
>
> > se i due erano d'accordo che
> > bisogno aveva S. di passare con i 4 assi?
> > Poteva vincere lui la mano e
> > sarebbe stato lo stesso, visto che erano d'accordo.
>
>
> Però la vendetta di Franco non sarebbe stata completa! :-)
> E' lui stavolta a dover uscire vincitore: il poker dell'ultima manche ne
> sancisce il riscatto definitivo non solo agli occhi degli spettatori (la
> scena dei quattro assi gettati l'uno dopo l'altro sul tavolo non sarebbe
> altrettanto emozionante, se non ne fosse lui protagonista), ma
> anche degli avversari.
> Franco non si prende nemmeno il disturbo di rivelare i suoi accordi con
> Santelia (proprio come aveva fatto Ugo diciotto anni prima: fu l'altro ad
> accorgersene), e i due se ne vanno con la convizione di avere avuto "una
> sfiga pazzesca" - ma, in ogni caso, di essere stati battuti da *lui*.
Sì ma i due restano due disgraziati fino alla telefonata durante la partita:
chi glielo faceva fare a Santelia? Su questo non riesco a trovarmi, sebbene
sembri astrattamente plausibile.
>
>
>
Domandone Che mi ha lasciato parecchio perplesso. Premetto di aver visto il
film ieri sera e solamente adesso comincio a far quagliare qualche cosa: in
una scena Stefano, l'antiquaruio, parla al telefono con credo Franco, Ma non
vorrei sbagliarmi, asserendo " si ci stanno ecc. Ecc.." presumo riferendosi
a Ugo e Lele.
Quindi in teoria Stefano sta dalla parte di Franco. Durante la serata della
partita Ugo chiacchierando con Stefano gli dice si "Andiamo forte lo stiamo
rovinando" e Lui con un cenno del capo risponde affermativamente, quindi mi
è venuto naturale pensare che Stefano sia stato anche lui un Doppio
Giochista o forse mi sbaglio?????
Molte Grazie
JL