> So già quello che mi aspetta ancor prima di vederli... e
> quindi non li vedo.
> E' un atteggiamento cretino ?
no, basta che poi non pretendi di giudicarli.
--
Bruna
(etc.)
: Io sono uno di quelli
"uno di quelli"?
Ne conosci altri?
: che non ha mai visto film "storici" tipo: "Titanic",
: "Salvate il soldato Ryan", e altri. Non mi va di vederli neanche in
: videocassetta.... So già quello che mi aspetta ancor prima di vederli...
Ma dici che sai cosa ti aspetta perché leggi le scendeggiature? Non
faresti prima se guardassi i film?
: E' un atteggiamento cretino
Non vedo mai un film prima di recensirlo: non voglio essere influenzato nel
giudizio.
> Io sono uno di quelli che non ha mai visto film "storici" tipo: "Titanic",
> "Salvate il soldato Ryan", e altri.
Tranquillo, in giro c'è di peggio. Per esempio gente che non ha mai visto
Rashomon, Blade Runner e Arancia Meccanica
>>So già quello che mi aspetta ancor prima di vederli...
Ah però. Io non posseggo questa dote.
> E' un atteggiamento cretino ?
No, è una scelta.
raffaele mangano
http://www.dyschronicles.com/raffaele/index.htm
(Meglio tacere e far credere di essere stupidi piuttosto
che parlare e togliere ogni dubbio.)
>no, basta che poi non
pretendi di giudicarli.
D'accordo fino a un certo punto.
Mi spiego
meglio:
esce l'ultimo film di Pieraccioni (a proposito, che fine ha
fatto?). Non ho assolutamente bisogno di vederlo per sapere che non mi
piacerà, né mi divertirà.
Così non vado a vederlo.
Posso comunque
inserirlo in una corrente, in una moda, in una "serie"; criticarne la
sciatteria stilistica e l'inconsistenza narrativa basandomi appunto sulla
sua natura di prodotto seriale, sui suoi precedenti e sui suoi presupposti.
Non ci vedo niente di male.
Alcune forme espressive sono intrinsecamente
legate alla loro natura seriale . Se mi dicono "hai visto la serie di
ritratti di Wahrol che hanno come soggetto James Dean?", posso ben dire
"non mi piacciono" senza averli visti; perché ho visto quelli di liz
taylor, marilyn e tanti altri.
O no?
:::ADAMSKI:::
--------------------------------
Inviato via http://usenet.iol.it
>raffaele mangano
sei parente della silvana?
mi mandi le calze di "riso amaro"?
> Io sono uno di quelli che non ha mai visto film "storici" tipo: "Titanic",
> "Salvate il soldato Ryan", e altri. Non mi va di vederli neanche in
> videocassetta.... So già quello che mi aspetta ancor prima di vederli... e
> quindi non li vedo.
> E' un atteggiamento cretino ?
Assolutamente no.
Non vedo dove sia il problema, mi sembra normalissimo
>E' un atteggiamento cretino ?
Più che cretino, miope.
Lory
...il magnifico duplex svicolone non-brizzolato, pluri-incidentato e pluricitato in giudizio di it.arti.cinema
---
Nel mondo, il 23% dei problemi alle macchine fotocopiatrici sono causate
da persone che si siedono sull'apparecchio per fotocopiarsi il sedere (non è uno scherzo).
>Più che cretino, miope.
Vabbé, pure
tu, non essere eccessivo. Uno deve pure basarsi su qualcosa per decidere
quali film andare a vedere. A meno di non poter permettersi di andare al
cinema tutte le sere, e di averne voglia...
: Io sono uno di quelli che non ha mai visto film "storici" tipo: "Titanic",
: "Salvate il soldato Ryan", e altri. Non mi va di vederli neanche in
: videocassetta.... So già quello che mi aspetta ancor prima di vederli... e
: quindi non li vedo.
"Stalker" l'hai visto o te l'hanno raccontato?
Direi di no; se non ami un certo genere e' inutile star li' a perderci
tempo..
Io per esempio non amo i cartoni animati, Disney o non Disney: possono fare
il capolavoro osannato dalla critica, possono fare tutto quello che
vuoi...ma se i cartoni animati mi fanno venir sonno..
"... e non ha mai criticato un film senza prima, prima vederlo"
- Rino
Gaetano
Ciao
Mos
Senza offesa:
Si.
>
Stalker l'avrò visto 5 o 6 volte. Di Tarkovsky mi manca da vedere solo
l'infanzia di Ivan...
Infatti. Basta essere preparati al fatto che sparare giudizi su
qualcosa che NON si e' visto basandosi sulle opere precedenti, sul
genere dell'opera e quant'altro e' un comportamento che rischia di
causare figure di merda terrificanti o semplicemente di far perdere
opere che potrebbero piacere.
Pur riconoscendone il genio, Lynch non mi piace. Se mi fossi basato su
questo, "Una storia vera" non l'avrei mai visto. E mi sarei perso
davvero tanto...
Ciao, Edo
--
Edoardo Licciardello
Modena
http://www.motocorse.com
>Non ho assolutamente bisogno di vederlo per sapere che non mi
>piacerà, né mi divertirà.
>Così non vado a vederlo.
Ok. Ma se non fossi andato a vedere "Una storia vera" di Lynch
basandoti magari sull'assunto che i suoi film sono incomprensibili ed
esagerati, vedi Blue Velvet o Lost Highway, ti saresti perso un film
"normale" ma stupendo...
Ha ragione tuo cognato... su tutto. ;-)
Lory
...il magnifico duplex svicolone non-brizzolato, pluri-incidentato e pluricitato in giudizio di it.arti.cinema
---
Nel mondo, il 23% dei problemi alle macchine fotocopiatrici sono causate
da persone che si siedono sull'apparecchio per fotocopiarsi il sedere (non č uno scherzo).
>Pur riconoscendone il genio, Lynch non mi piace. Se mi fossi basato su
>questo, "Una storia vera" non l'avrei mai visto. E mi sarei perso
>davvero tanto...
Toh, proprio il mio esempio (postato qualche istante fa prima di
leggere il tuo post)! ;-)
L'affermazione che A Straight story sia un film "normale", un Lynch
"diverso", ecc. ecc., bla-bla, è soltanto il solito trito luogo comune...
>Io sono uno di quelli che non ha mai visto film "storici" tipo: "Titanic",
>"Salvate il soldato Ryan", e altri. Non mi va di vederli neanche in
>videocassetta.... So già quello che mi aspetta ancor prima di vederli... e
>quindi non li vedo.
>E' un atteggiamento cretino ?
>
>
parecchio.
anche perché la tua mentalità, trapiantata cinquant'anni indietro, ti
avrebbe fatto pensare la stessa cosa di Hitchcock che allora veniva
considerato nulla più che "un buon regista di polizieschi".
Rifiutare un film a priori significa non aver capito un cazzo di cosa
sia il cinema, le squadrette "film commerciali" "film non commerciali"
vanno bene per le elementari.
****MacGuffin
*****MacGuffin
"Edo" <fast...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:tqg7euofjbnnfek73...@4ax.com...
> Pur riconoscendone il genio, Lynch non mi piace. Se mi fossi basato su
> questo, "Una storia vera" non l'avrei mai visto. E mi sarei perso
> davvero tanto...
Stessa esperienza.
Per il resto, se ci sono probabilita' che il film non mi piacera' devo
mettermi nella possibilita' di uscire dal cine (adoro la scelta posti), ma
intanto ci provo perche' a volte ci sono piacevoli sorprese alla faccia del
preconcetto (es: il signore degli anelli).
--
- Leggo un solo libro alla volta. Come gli uomini, se no si fa
confusione. -
Ramona Badescu
> So già quello che mi aspetta ancor prima di vederli... e
> quindi non li vedo.
> E' un atteggiamento cretino ?
secondo me è sempre sbagliato partire con dei preconcetti,
comunque come dice valentina se poi il film non lo giudichi ma ti fermi
al non visto solamente.....
francesco rosano
> Rifiutare un film a priori significa non aver capito un cazzo di cosa
> sia il cinema, le squadrette "film commerciali" "film non commerciali"
> vanno bene per le elementari.
che cazzata!
Stalker ha scritto:
> Io sono uno di quelli che non ha mai visto film "storici" tipo: "Titanic",
> "Salvate il soldato Ryan", e altri. Non mi va di vederli neanche in
> videocassetta.... So già quello che mi aspetta ancor prima di vederli... e
> quindi non li vedo.
> E' un atteggiamento cretino ?
Penso proprio di no. Cmq io non ho mai visto né un film di James Bond né uno
di Indiana Jones e non è che non dorma la notte.
--
Shushan jianxia
Maggie Cheung , I love you so much !
>>Non ho assolutamente bisogno di vederlo per sapere che non mi
>>piacerà, né mi divertirà.
>>Così non vado a vederlo.
>Ok. Ma se non
fossi andato a vedere "Una storia vera" di Lynch
>basandoti magari
sull'assunto che i suoi film sono incomprensibili ed
>esagerati, vedi Blue
Velvet o Lost Highway, ti saresti perso un film
>"normale" ma stupendo...
Giustissimo, ma d'altronde che dovrei fare? Andare a vedere tutti i film
indistintamente? Su qualcosa mi devo pur basare.
D'altronde non ho ancora
mangiato un cane solo per via dei miei pregiudizi, non ho avuto esperienze
omosessuali solo per via dei miei pregiudizi, etc.
Insomma "pregiudizio" è
una brutta parola, ma in molti casi i pregiudizi sono alla base delle
nostre scelte.
Se vuoi posso fare l'intellettuale e scrivere pre-giudizi
(coi trattini in mezzo puoi scrivere di tutto) ;-)
ciao
:::ADAMSKI:::
--
"Il 23% dei guasti agli aspirapolvere sono dovuti al fatto che gli
uomini li utilizzano come simulatori di fellatio."
Moritz Benedikt
'Val sempre più il pregiudizio dell'opinione' - Italo Tavolato
Da un lato, uno dei più grossi problemi del cinema odierno è che se ne parla
troppo, si vedono troppi trailer e troppa pubblicità e troppe interviste e
troppe anticipazioni: alla fine mi è capitato più volte di sapere un film a
memoria prima di averlo visto e di lasciar perdere.
Dall'altro, non abbiamo ne' i soldi ne' il tempo per vedere tutto, (o
leggere tutto) quindi abbiamo bisogno sia di guide fidate che di pregiudizi
personali per vagliare le alternative. Ci sono film che, molto
semplicemente, non mi interessano e so perchè.
E' però buona pratica ogni tanto prendere dei rischi. Ci sono poi certi
classici che sarebbe il caso di vedere comunque - ma a questo punto non ci
si mette d'accordo sulla lista...
Moritz Benedikt
'Nella pedagogia m'offende soprattutto la palese mira pedagogica' - Italo
Tavolato
> > : Io sono uno di quelli che non ha mai visto film "storici" tipo:
> "Titanic",
> > : "Salvate il soldato Ryan", e altri. Non mi va di vederli neanche in
> > : videocassetta.... So gią quello che mi aspetta ancor prima di
vederli...
> e
> > : quindi non li vedo.
> >
> > "Stalker" l'hai visto o te l'hanno raccontato?
>
> Stalker l'avrņ visto 5 o 6 volte. Di Tarkovsky mi manca da vedere solo
> l'infanzia di Ivan...
Allora si.
Senz'ombra di dubbio un'atteggiamento cretino.
F.
>L'affermazione che A Straight story sia un film "normale", un Lynch
>"diverso", ecc. ecc., bla-bla, è soltanto il solito trito luogo comune...
Sarà, ma per una volta, almeno dopo Dune, ho capito un suo film.
>Se vuoi posso fare l'intellettuale e scrivere pre-giudizi
>(coi trattini in mezzo puoi scrivere di tutto) ;-)
No, hai sicuramente ragione. Io faccio in pratica la stessa cosa,
anche se pongo a me stesso la questione in modo diverso: ho sempre
molti film da vedere, e più che dire cosa ho voglia di scartare
(vorrei vedere tutto, in realtà) mi dico: adesso per primi guardo
quelli a cui tengo di più (basandomi sui tuoi stessi metodi, ma
all'inverso). Il risultato è ovviamente lo stesso... ;-)
..sarebbe da imbecilli dire che non sono film bene fatti
solo per partito preso...
..e chissà perchè, tu sembri esserne un degno rappresentante...
__
Lallo©
>On Thu, 16 May 2002 13:10:02 GMT, act...@NOSPAMsupereva.it
>(:::ADAMSKI:::) wrote:
>
>>Non ho assolutamente bisogno di vederlo per sapere che non mi
>>piacerà, né mi divertirà.
>>Così non vado a vederlo.
>
>Ok. Ma se non fossi andato a vedere "Una storia vera" di Lynch
>basandoti magari sull'assunto che i suoi film sono incomprensibili ed
>esagerati, vedi Blue Velvet o Lost Highway, ti saresti perso un film
>"normale" ma stupendo...
Credo infatti che esista una posizione intermedia tra le vs due, che peraltro
condivido abbastanza.
Mi spiego: mentre Pieraccioni, ma anche Woo, aggiungerei, Wong kor Wai, Ang Lee,
Gitai, kitano, Kiarostami, Von Trier e altri registucoli mediocri e
sopravvalutati difficilmente se ne escono fuori con un film "diverso",
"imprevedibile" e davvero sorprendente, i due registi citati da Stalker, Cameron
e Spielberg, come pure Lynch (che con Una Storia vera e Twin Peaks ha fatto due
cose assolutamente fuori dai suoi normali schemi) sono registi geniali, in grado
di sorprenderti.
Credo anche che andare al cinema sia una forma di arricchimento culturale che
genera una sua intrinseca forma di esperienza.
Insomma, dopo anni che uno va al cinema, secondo me è in grado di capire grosso
modo che tipo di film potrà vedere già dai trailer.
Alcune volte si prendono granchi, poi: capita di vedere in VHS dei film e dire:
cavolo, questo ho fatto male a saltarmelo sul grande schermo. Capita anche di
andare in sala e vedere un cacatone.
Con roba tipo Pieraccioni direi che si va sul sicuro coi trailer, cosi' come
difficilmente un Cameron sarà deludente.
Per qunto mi riguarda, spesso i commenti di spettatori qui su film che io non
vado a vedere, rispecchiano poi esattamente l'idea che mi ero fatto dai trailer
etc. Un esempio lately, SW:EpisodeII.
Sul giudicare, credo sia un diritto sacrosanto di tutti, salvo poi accettare le
conseguenze.
Guglielmo.
"E cosi' questo sarebbe il tuo piano??"
"Esatto...questo E' il MIO piano."
Primo luogo
comune: definire mediocri dei personagggi eccezionali credendo sia da
mediocri definirli eccezionali.
Kitano: Violent Cop, Sonatine, Brother. Se
li hai visti non puoi non dire che sono diversi tra loro.
Von Trier:
Idioti, Dancer in the Dark. Se li hai visti non puoi non dire che sono
diversi tra loro.
>Cameron
>e Spielberg, come pure Lynch (che con Una
Storia vera e Twin Peaks ha
>fatto due
>cose assolutamente fuori dai suoi
normali schemi) sono registi geniali, in
>grado
>di sorprenderti.
Secondo luogo comune: definire geniali autori che su tutto basano la loro
poetica tranne che sulla "genialità" (almeno nella sua accezione diffusa).
Cameron è geniale, Von Trier no. Incontrovertibilmente falso.
Cameron e
Spielberg non mi hanno mai sorpreso; non ne hanno bisogno, fortuna loro.
>Sul giudicare, credo sia un diritto sacrosanto di tutti, salvo poi
>accettare le
>conseguenze.
Conseguenze? Quali conseguenze?
;-)
:::ADAMSKI:::
Una preghiera: non si potrebbe fare in modo che questi
messaggi (sulla cui legittimità non discuto, anche se qualche volta scherzo
sulla loro utilità) appaiano correttamente inseriti nel relativo thread?
Non sono del tutto sicuro della sensatezza della mia proposta.
Saluti,
>>Ang Lee,
>>Gitai, kitano, Kiarostami, Von Trier e altri registucoli
>mediocri e
>>sopravvalutati difficilmente se ne escono fuori con un film
>"diverso",
>>"imprevedibile" e davvero sorprendente,
>
>Primo luogo
>comune: definire mediocri dei personagggi eccezionali credendo sia da
>mediocri definirli eccezionali.
Sara' un luogo comune, ma per me restano registi mediocri, assolutamente
sopravvalutati. Se ti fa sentire meglio, posso specificare che saranno anche
buoni registi (tecnicamente) ma restano autori complessivamente mediocri.
>
>Conseguenze? Quali conseguenze?
Ad esempio risposte come la tua.
;-)
Non mi fa sentire meglio. Mi
spezza il cuore.
>posso specificare che saranno
>anche
>buoni registi
(tecnicamente) ma restano autori >complessivamente mediocri.
Complessivamente è una parola grossa. Molto grossa. Affermazioni come le
tue andrebbero verificate davanti a una frusta e a una bella tenaglia
infuocata. Ma momentaneamente non ho tempo.
>>Conseguenze? Quali
conseguenze?
>Ad esempio risposte come la tua.
ROTFL! Aspetta che se ne
accorga qualcun altro, potrebbe essere l'inizio di una nuova spettacolare
flame!
Dai lavoraci su e lancia un bel subject, tipo: Kitano, Von Trier,
Kiarostami: di una certa indulgenza verso alcuni registucoli mediocri.
C'è calma piatta stamane.
Ciao
Una "percezione", vero?? ];-)))
Falcolino
A volte hai dello stile, devo ammetterlo. Poi ti perdi
nella banalità. Stronzetto...
>>posso specificare che saranno
>>anche
>>buoni registi
>(tecnicamente) ma restano autori >complessivamente mediocri.
>Complessivamente è una parola grossa. Molto grossa. Affermazioni come le
>tue andrebbero verificate davanti a una frusta e a una bella tenaglia
>infuocata. Ma momentaneamente non ho tempo.
Whew!!
>>>Conseguenze? Quali
>conseguenze?
>>Ad esempio risposte come la tua.
>
>ROTFL! Aspetta che se ne
>accorga qualcun altro, potrebbe essere l'inizio di una nuova spettacolare
>flame!
>Dai lavoraci su e lancia un bel subject, tipo: Kitano, Von Trier,
>Kiarostami:
Lo farei volentieri, ma il ng è andato parecchio a destra ultimamente e a quelli
come me non è concesso esprimere la propria opinione, seppure senza insultare
nessuno.
Intervengono subito le camicie nere e le chioccie perdono il piumaggio per
l'agitazione.
Chiedi a Susanna, magari o a Sloop.
O ad altri. A loro è permesso tutto: flammare, insultare, incazzarsi senza
motivo, vedere cospirazioni laddove non ne esistono.
Io seguirò con interesse da lurker, alla Jack Folla.
Spero che sia il problema piů grande con
cui ti devi confrontare. Ma veramente voi "anziani" pensate a 'ste cose?
Da parte mia sto cercando di capire come cazzo funziona 'sta formattazione
di merda di iol! Non riesco a stabilire che una labile corrispondenza tra
quello che posto e quello che appare a video. Qualche dritta?
>> Dai lavoraci su e lancia un bel subject, tipo: Kitano, Von Trier,
>> Kiarostami:
>
> Lo farei volentieri, ma il ng è andato parecchio a destra ultimamente e a
> quelli
> come me non è concesso esprimere la propria opinione, seppure senza insultare
> nessuno.
> Intervengono subito le camicie nere e le chioccie perdono il piumaggio per
> l'agitazione.
> Chiedi a Susanna, magari o a Sloop.
> O ad altri. A loro è permesso tutto: flammare, insultare, incazzarsi senza
> motivo, vedere cospirazioni laddove non ne esistono.
>
> Io seguirò con interesse da lurker, alla Jack Folla.
>
comunisti, comunisti, comunisti!
(bella scalta, jack folla)
Corrado
>
> (bella *scalta*, jack folla)
scelta
>>Lo farei volentieri, ma il ng è andato parecchio a destra ultimamente e a
>>quelli
>>come me non è concesso esprimere la propria opinione, seppure
>senza
>>insultare
>>nessuno.
>
>Spero che sia il problema più grande con
>cui ti devi confrontare. Ma veramente voi "anziani" pensate a 'ste cose?
Di mio no, ma quando non puoi più dire nulla senza essere accusato dei peggiori
crimini, di cattiveria gratuita e altre amenità del genere, quando hai almeno
due gerarchi alle costole che sembrano non avere altro da fare tutto il giorno
che fare il contropelo ai tuoi post, per non parlare dei lurker idioti che
stanno zitti tutto l'anno ed intervengono solo per darti addosso, direi che
cominci a pensare che i soggettisti ce l'abbiano con te, no?
> Non riesco a stabilire che una labile corrispondenza tra
>quello che posto e quello che appare a video. Qualche dritta?
No, spiacente.
> On Fri, 17 May 2002 11:12:58 GMT, act...@NOSPAMsupereva.it (:::ADAMSKI:::)
> wrote:
>
>>> Lo farei volentieri, ma il ng č andato parecchio a destra ultimamente e a
>>> quelli
>>> come me non č concesso esprimere la propria opinione, seppure
>> senza
>>> insultare
>>> nessuno.
>>
>> Spero che sia il problema piů grande con
>> cui ti devi confrontare. Ma veramente voi "anziani" pensate a 'ste cose?
>
> Di mio no, ma quando non puoi piů dire nulla senza essere accusato dei
> peggiori
> crimini (snip)
ma dio mio, guglielmo, cresci.
nel thread sull'ultimo bacio ho avuto alle costole la mafe il vanz e pure te
alla fine, e sembrava che nessuno avesse intenzione di mollarmi (ne' io di
mollare loro, sia chiaro - e vale anche per te nei thread di questi giorni).
e cosi' e' capitato a mille altri in mille situazioni.
ma solo tu, tutte le volte, fai queste uscite vittimiste.
ma sei serio? perche' se lo sei soffri un po' di mania di persecuzione.
Corrado
--
and i draw a line
to your heart today
to your heart from mine
a line to keep us safe
(pj harvey)
>- G u g l i e l m o - wrote :
>>
>> Di mio no, ma quando non puoi più dire nulla senza essere accusato dei
>> peggiori
>> crimini (snip)
>
>ma dio mio, guglielmo, cresci.
Buffo, Corrado, che ti senti chiamato in causa anche quando non replico a te e
non faccio il tuo nome.
Le probabilità a favore di una mania di persecuzione si assottigliano, in
funzione di questo tuo post...
>nel thread sull'ultimo bacio ho avuto alle costole la mafe il vanz e pure te
>alla fine, e sembrava che nessuno avesse intenzione di mollarmi (ne' io di
>mollare loro, sia chiaro - e vale anche per te nei thread di questi giorni).
>e cosi' e' capitato a mille altri in mille situazioni.
Bravo.
Mille altre situazioni in cui io non ho mai accusato nessuno di insulti
gratuiti, di casino gratuito, di suare linguaggi sconvenienti, di essere fuori
moda, di vis polemica, di giocare giochini che hanno stufato l'intero ng, di
avere la casella intasata per 10 mail di troppo....etc....etc...
>ma solo tu, tutte le volte, fai queste uscite vittimiste.
>ma sei serio?
Sono serio.
Ho prodotto quote a sfare di post altrui a cui non è stato additato alcun
comportamento discutibile ed il cui tono era persino peggiore dei miei.
Sono stufo di questa nuova tendenza per cui un certo gruppetto puo' fare il
cazzo che vuole mentre certi altri vengono messi in discussione.
E come ho detto, posso andare avanti anche tutta l'estate a rinfacciarlo.
Dipende da voi.
> On Fri, 17 May 2002 13:49:36 +0200, corrado meraviglia <c.mera...@ngi.it>
> wrote:
>
>> - G u g l i e l m o - wrote :
>>>
>>> Di mio no, ma quando non puoi più dire nulla senza essere accusato dei
>>> peggiori
>>> crimini (snip)
>>
>> ma dio mio, guglielmo, cresci.
>
> Buffo, Corrado, che ti senti chiamato in causa anche quando non replico a te e
> non faccio il tuo nome.
chissa come mai, si vede che ho un'intuito incredibile, magari ora vedo se
mi prendono in qualche agenzia per superinvestigatori.
> Le probabilità a favore di una mania di persecuzione si assottigliano, in
> funzione di questo tuo post...
ok, sei serio.
mi spiace per te, che vivrai convinto che x e y ti perseguitano mentre loro
vivranno pensando a qualsiasi altra cosa.
Corrado
--
tonight i go to hell
for what i've done to you
this ain't about regret
it's when i tell the thruth
(Afghan Whigs)
Al massimo possono prenderti in un centro per disabili...
>> Le probabilità a favore di una mania di persecuzione si assottigliano, in
>> funzione di questo tuo post...
>
>ok, sei serio.
>mi spiace per te, che vivrai convinto che x e y ti perseguitano mentre loro
>vivranno pensando a qualsiasi altra cosa.
Au contraire.
Io non prendo nessuno cosi' sul serio.
>> ok, sei serio.
>> mi spiace per te, che vivrai convinto che x e y ti perseguitano
>
> Au contraire.
> Io non prendo nessuno cosi' sul serio.
sii, siii..
vedremo chi continuera' a raccontare della sua triste situazione e fare
riferimento ai tristi fatti di questi giorni, nei prossimi tempi.
>- G u g l i e l m o - wrote :
>
>
>>> ok, sei serio.
>>> mi spiace per te, che vivrai convinto che x e y ti perseguitano
>>
>> Au contraire.
>> Io non prendo nessuno cosi' sul serio.
>
>sii, siii..
>vedremo chi continuera' a raccontare della sua triste situazione e fare
>riferimento ai tristi fatti di questi giorni, nei prossimi tempi.
Ho detto che non passo la giornata a pensarci.
Non che ho smesso qui di rinfacciarlo.
L'estate è lunga, "stellina".
> So già quello che mi aspetta ancor prima di vederli... e
> quindi non li vedo.
> E' un atteggiamento cretino ?
Assolutamente no. Tanto che uno dei massimi scrittori italiani, Giorgio
Manganelli, così commentava il romanzo e il film "Il Padrino":
"Non ho letto, né leggerò, finché ragione mi assista, il romanzo Il
Padrino; già il fatto che un libro sia romanzo non depone a suo favore,
è un connotato lievemente losco, come i berretti dei ladruncoli, i molli
feltri dei killers, gli impermeabili delle spie. Quando poi un libro è
delle dimensioni dei Promessi Sposi, lo si può leggere solo se è I
Promessi Sposi; ora, di libri grossi come I Promessi Sposi che siano I
Promessi Sposi ne esiste solo uno, ed è appunto I Promessi Sposi; e non
ultima menda del Padrino è appunto quella di non essere I Promessi
Sposi. Tuttavia, il piacere che un lettore di professione prova a non
leggere Il Padrino è di natura modesta, di qualità semplice, di
intensità mediocre. Un lettore di professione è in primo luogo chi sa
quali libri non leggere; è colui che sa dire, come scrisse una volta
mirabilmente Scheiwiller, "non l'ho letto e non mi piace". Il vero,
estremo lettore di professione potrebbe essere un tale che non legge
quasi nulla, al limite un semianalfabeta che compita a fatica i nomi
delle strade, e solo con luce favorevole. Per un lettore medio, scartare
Il Padrino è un gioco da ragazzi. È un blando piacere negativo, come
quello di non venire arrestati, che ci succede quasi tutti i giorni.
Diverso è il piacere che si ricava dal rifiuto di vedere il film Il
Padrino ricavato dall'omonimo romanzo. Qui la trama delle voluttà
negative e positive si fa fitta a tal punto che occorre qualche pazienza
a distinguerle una ad una. Ho letto sui giornali che folle tra le
ottomila e le diecimila persone hanno assistito alle prime del film; che
decine di migliaia di spettatori prospettici attendono nervosamente il
loro turno, come ansiosi sposi di primipare; che i gestori hanno potuto
imporre inediti balzelli, e che persone qualificate hanno protestato e
invocato un calmiere sul Padrino. È gradevole tenersi lontano da una
rissa per futili motivi; è riposante pensare che non ci crucceremo per
procurarci biglietti, non useremo astuzia o prepotenza per occupare
posti panoramici, non attenderemo il nostro turno con rancorosa
impazienza. Queste considerazioni, tutte insieme, conducono ad una forma
di pacata e schiva letizia che chiamerei della'solitudine effìciente'. È
lo stesso piacere che si prova a percorrere autostrade tra l'una e le
tre del pomeriggio, a restare in città a Ferragosto - forse uno dei
massimi piaceri della civiltà contemporanea -, ad andare al ristorante
alle otto, anche otto meno un quarto, quando i languidi camerieri ti si
affollano attorno e nel locale deserto i nostri ordini acquistano uno
straordinario prestigio. Le strade sono sgombre, le città ritornano
belle, i cibi sono sapidi e solleciti. È l'astuzia di essere altrove. lo
non so nulla della storia del Padrino, ma ho dedotto da casuali
osservazioni di conoscenti, titoli intravisti, qualche immagine, che si
tratta di una storia di mafia, che per altro non viene mai nominata. Una
storia di mafia non può che essere siculoamericana. Recenti avvenimenti
- omicidi, ratti, dimissioni di sindaci, costruzioni abusive, non so che
faccende ai mercati generali - hanno attirato l'attenzione degli
indagatori e dei giornalisti italiani sulle cose di Sicilia: orbene,
tutti sono stati assicurati che la mafia non esiste, forse, dico forse,
è esistita una generazione fa, ma adesso non se ne parla nemmeno.
Dunque, Il Padrino è un film di fantapolitica. Descrive un'Italia del
tutto fittizia, siciliani da romanzo, americani da burla. Non è una cosa
seria.
Ma non basta: se da un lato indulge alla greve cucina del ricatto e
dell'omicidio in modo del tutto gratuito e diffamatorio, dall'altro
inclina al pedagogico. In realtà, è quasi impossibile mettere in scena
un italiano senza essere pittoreschi e commoventi. Solo gli irlandesi
sono più patetici degli italiani, coi loro preti e la pesca del salmone:
ma sono monotoni, pochi e come delinquenti mi sembrano modesti. L'idea
dell'italiano dei film americani è semplice come una ricetta contadina:
l'italiano è generoso, violento, criminale e amante della famiglia. Le
due ultime qualità vanno strettamente legate: è simpaticamente noto il
severo, arcaico senso del pudore degli uomini del coltello e del mitra;
da noi, se una ragazza sposa in bianco, si può star certi che il padre o
il fratello sono all'ergastolo. È senza dubbio vero che al di sopra di
un certo tasso, la vocazione a delinquere si alimenta anche dell'amore
per la famiglia: ma non vorrei che il sano obiettivo di illuminare la
nobiltà del crimine finisse per instillare sensi di colpa in padri
timorosi delle leggi, rispettosi dei semafori e ignari di armi da fuoco.
Ricordo un vecchio film di gangster, nel quale un tale, sovraccarico di
tritolo di ottima qualità, si avviava con gli amici a far esplodere una
banca, e strada facendo
sfogava il suo cruccio segreto: il raffreddore di un figlioletto.
Contegno nobile e commovente: ma come non considerare quanto meno
incauto codesto padre, che di fatti poco dopo esplodeva con tutta la
banca, diventando nella vita del figlio un Nobile Ricordo,
inutilizzabile anche per la più modesta bronchite? Tra le migliaia di
spettatori del Padrino ci saranno certo padri frustrati, che potrebbero
farsi idee inesatte sui modi per conservare e accrescere il proprio
prestigio; una 'banda dei papà' sarebbe presumibilmente esibizionista e
pasticciona. Insomma, un omicidio efferato e sadico ci troverebbe
affettuosamente interessati, attenti come buongustai, o come filologi;
un padre di famiglia ci insospettirebbe come un losco contrabbando di
Bontà e di Anima; ma un padre di famiglia sadico assassino ci pare
insieme ovvio e tendenzioso, una miscela che intiepidisce il criminale
ed esalta indebitamente il padre, sviando l'uno o l'altro dai loro
compiti naturali. Si tratta di una confusione professionale prima che
morale, ed è l'ultima e conclusiva ragione per cui non andrò a vedere Il
Padrino."
Giorgio Manganelli (da "Lunario dell'orfano sannita")
--
D I E G O C U O G H I
www.diegocuoghi.it
>"Non ho
letto, né leggerò, finché ragione mi assista, il romanzo Il
>Padrino; già
il fatto che un libro sia romanzo non depone a suo favore,
>è un connotato
lievemente losco, come i berretti dei ladruncoli, i molli
>feltri dei
killers, gli impermeabili delle spie. Quando poi un libro è
>delle
dimensioni dei Promessi Sposi, lo si può leggere solo se è I
>Promessi
Sposi; ora, di libri grossi come I Promessi Sposi che siano I
>Promessi
Sposi ne esiste solo uno, ed è appunto I Promessi Sposi; e non
>ultima
menda del Padrino è appunto quella di non essere I Promessi
>Sposi.
Vedi i pregiudizi? Conoscevo solo di nome Manganelli e lo facevo una dei
possibili futuri papabili del mio comodino (insieme a Tommaso Landofli). In
base a che? A vari pre-giudizi (non avendo letto niente).
Ora che ho letto
queste poche righe (non sono andato avanti, lo farò) altri pre-giudizi (di
un livello leggermente superiore ai precedenti) mi fanno dire che
probabilmente non leggerò mai un suo libro.
Spero che andando avanti mi
renderò conto che si tratta di una boutade (che parola stronza).
Ciao
>
>
>Stalker ha scritto:
>
>> Io sono uno di quelli che non ha mai visto film "storici" tipo: "Titanic",
>> "Salvate il soldato Ryan", e altri. Non mi va di vederli neanche in
>> videocassetta.... So già quello che mi aspetta ancor prima di vederli... e
>> quindi non li vedo.
>> E' un atteggiamento cretino ?
>
>Penso proprio di no. Cmq io non ho mai visto né un film di James Bond né uno
>di Indiana Jones e non è che non dorma la notte.
Ecco. In un mondo perfetto per poter partecipare ad un ng come IAC bisognerebbe
aver visto almeno un film di James Bond e almeno uno di Indiana Jones.
>Stalker wrote:
>
>> So già quello che mi aspetta ancor prima di vederli... e
>> quindi non li vedo.
>> E' un atteggiamento cretino ?
>
>Assolutamente no. Tanto che uno dei massimi scrittori italiani, Giorgio
>Manganelli, così commentava il romanzo e il film "Il Padrino":
Cazzo, cosi' "massimo" che non credo nemmeno di averlo mai sentito nominare.
>"Non ho letto, né leggerò, finché ragione mi assista, il romanzo Il
>Padrino; già il fatto che un libro sia romanzo non depone a suo favore,
Poi uno che scrive una roba del genere non è uno scrittore.
E' un cretino.
Un cretino presuntuoso.
>è un connotato lievemente losco, come i berretti dei ladruncoli, i molli
>feltri dei killers, gli impermeabili delle spie. Quando poi un libro è
>delle dimensioni dei Promessi Sposi, lo si può leggere solo se è I
>Promessi Sposi;
Che è una delle più grandi vaccate mai proposte da penna umana.
Tuttavia:
> Un lettore di professione è in primo luogo chi sa
>quali libri non leggere; è colui che sa dire, come scrisse una volta
>mirabilmente Scheiwiller, "non l'ho letto e non mi piace".
Una cosa giusta riesce qui a dirla.
Ma una sol, perche' poi:
> Il vero,
>estremo lettore di professione potrebbe essere un tale che non legge
>quasi nulla, al limite un semianalfabeta che compita a fatica i nomi
>delle strade, e solo con luce favorevole.
...ricomincia con le cazzate.
>Giorgio Manganelli (da "Lunario dell'orfano sannita")
Triste che qualcuno conservi e pasti qui delle cagate simili.
> Vedi i pregiudizi? Conoscevo solo di nome Manganelli e lo facevo una dei
> possibili futuri papabili del mio comodino (insieme a Tommaso Landofli).
Gli è vicinissimo infatti.
> In base a che? A vari pre-giudizi (non avendo letto niente). Ora che ho
> letto queste poche righe (non sono andato avanti, lo farò) altri
> pre-giudizi (di un livello leggermente superiore ai precedenti) mi fanno
> dire che probabilmente non leggerò mai un suo libro.
>
> Spero che andando avanti mi renderò conto che si tratta di una boutade
> (che parola stronza).
Nel caso di Manganelli la parola "boutade" è sbagliata infatti. Lui è
più uno scrittore iperbolico e barocco, un ricamatore di concetti, un
chiosatore di glosse, un propinatore di ossimori...
Pensa che un suo libro, "Nuovo commento" dichiara già dalle note di
copertina (nell'edizione originale Einaudi) di essere semplicemente un
supporto per la copertina, e per un centinaio di pagine parla solo (in
maniera mirabile) del suo essere libro, le parole raccontano le stesse
parole... Un suo lavoro radiofonico, interpretato da Carmelo Bene, era
basato su due personaggi che non sanno né dove né chi sono e nemmeno
cosa stanno facendo.
Tutto questo per dirti che Manganelli è da leggere assolutamente, da
gustare sorbendo piano piano ogni parola ed ogni desueto aggettivo. Ti
consiglio di iniziare proprio dal "Lunario dell'orfano sannita",
raccolta di articoli ed elzeviri, poi potresti abbordare il suo libro
più conosciuto, "Centuria, ovvero cento piccoli romanzi-fiume",
fulminante, da innamoramento letterario subitaneo. Poi ne vorrai sempre
di più...
>>mi fanno
> > dire che probabilmente non leggerò mai un suo libro.
> Nel caso di Manganelli la parola "boutade" è sbagliata infatti. Lui è
> più uno scrittore iperbolico e barocco, un ricamatore di concetti, un
> chiosatore di glosse, un propinatore di ossimori...
e cmq basta non cadere nell'errore pregiudiziale che manganelli faccia critica
letteraria, quando fa critica letteraria.
cioè, dovevi avvertire, eh.
> Diego Cuoghi wrote:
>
> >uno dei massimi scrittori italiani, Giorgio
> >Manganelli, così commentava il romanzo e il film "Il Padrino":
> Cazzo, cosi' "massimo" che non credo nemmeno di averlo mai sentito nominare.
Se tu non lo conosci non significa che non sia uno scrittore importante.
Significa solo che tu non lo conosci.
Io invece (mi sto spudoratamente vantando) ho tutto quello che ha
pubblicato, dagli anni '60 alla morte avvenuta nel 1990. Sono
esattamente 30 volumi, sistemati nello scaffale dei miei preferiti,
vicino ad Alberto Arbasino e Italo Calvino.
> Triste che qualcuno conservi e pasti qui delle cagate simili.
Allora sadicamente ne posto un'altra del 1972, sempre tratta dal
"Lunario":
"Il Calcio
A prima vista, sembra semplice: un gran prato rettangolare, ventidue
giovanotti in uniforme sommariamente araldica, una palla di cuoio, due
reti alle estremità del rettangolo; la contesa riguarda chi e quante
volte riesce a mandare quella palla nell'una o nell'altra rete,
superando, con l'astuzia o la mera brutalità, la resistenza della banda
avversa. È domenica, dappertutto c'è gente che non sa cosa fare;
pigramente, qualcuno «va alla partita»; paga il biglietto, si diverte,
ammira, deplora, commenta, torna a casa. Oh no, non è cosí semplice.
Forse le cose stanno a quel modo nell'empireo, dove è sempre domenica, e
si è sempre pigri, felici e virtuosi. Ma si veda, ad esempio, la partita
da un punto di vista sociologico: sul prato ventidue ragazzotti incolti
e milionari si contendono una palla, mentre sulle tribune migliaia di
salariati e stipendiati urlano e ondeggiano. Parrebbe una immagine
rudemente didattica della lotta di classe. Una volta tanto i gladiatori
sono facoltosi; alla fine dell'incontro, come usa, gli sconfitti
verranno sveltamente sterminati. A questo modo, non senza sano
divertimento, si elimina una classe sociale, dopo averla pubblicamente
degradata a oggetto di ilare ludibrio.
Ma nemmeno questa descrizione pare esauriente.
Il pubblico, infatti, è diviso in settori favorevoli alla soppressione
fisica dell'uno o dell'altro gruppo di giocatori; di rado, come sarebbe
ragionevole, di entrambi. Dunque, al furore mercenario che contrappone
le due schiere, un altro corrisponde sulle tribune, del tutto gratuito,
e pertanto non privo di caratteri nitidamente demenziali. Infatti, col
procedere della partita gli spettatori sempre meno ricorrono alle
parole, noiosamente dilatorie, e si esprimono per berci corali,
digrigni, esplosioni di bave, per concludere nell'esercizio di una
elementare violenza. Da qualche tempo. scrivono i giornali, il
comportamento del pubblico assume caratteri sempre piú drasticamente
delinquenziali. È da prevedere che in breve gli spettatori sportivi, già
ora tenuti in sospetto, verranno schedati, come una volta si usava con i
giocatori di dadi e gli assidui dell'osteria; gli abituali, poi, come
criminali incalliti su cui è lecito sparare a vista. Psichiatri
reazionari, alla Lombroso, descriveranno i caratteri facciali dello
spettatore medio, mentre gli psichiatri progressisti, unitamente ad
alcuni ecclesiastici, proporranno il razionamento delle partite, da
accordare in dosi proporzionali alla maturità psichica dell'uno o
dell'altro sportivo.
La visione del mondo calcistico, muovendo dalla psicopatologia e
passando per il livello della malavita, punta verso il patriottismo e la
guerra; e da questo complesso itinerario discendono effetti curiosamente
allucinatori. Tempo addietro, la repubblica italiana trascorse giorni di
delirio collettivo, dovuto al fatto che una squadra - come si chiamano
tecnicamente le bande - che si era scelto il nome «Italia», aveva
«sconfitto» - si noti il termine - altre squadre i cui nomi erano stati
ovviamente tratti dall'Almanacco De Agostini, come una volta i villici
sceglievano sul calendario nomi ingegnosi e lussuosi per i neonati, o
come tuttora nella sezione toponomastica del Campidoglio si scovano
sulle enciclopedie nomi di piante e poeti cui intitolare le vie: ontani
e Batacchi. Bene: quella coincidenza onomastica aveva scatenato una
identificazione nazionale. Che buffo: dopo tutto ci sono donne che si
chiamano «Italia», e nessuno pensa di morire per difenderne i confini,
né gli eventuali crolli della loro virtúvengono confusi con la breccia
di Porta Pia. Molti, osservando alla televisione le prestazioni della
squadra, si saranno chiesti: in che senso questi aurei, pelosi polpacci,
questi callas e maciste, sono «Italia» o, come dicono gli sportivi in
communication mystique, sono «noi»? Si tratta di una rappresentanza, o
delega, regionale? E, in tal caso, la difesa sarà l'eroico arco alpino,
e il centro campo farà da Emilia - magari l'ombelico gli farà da bassa
parmense, e il pettignone da Romagna? O sarà una rappresentanza sociale?
Che so io, l'ala destra fa da clero, i rentiers alla difesa, qualcun
altro sta per gli imprenditori piccoli e medi? O è una allegoria? Ma
dove sono le torri svettanti sul cranio, dove, di grazia, le generose
poppe? L'allucinazione è patente. E tuttavia in Italia circolano varie
decine di persone sopravvissute ad una recente partita solo perché una
banda denominata «Brasile», come un certo tipo di caffè, aveva battuto
quella tale «Italia». La vittoria, infatti, avrebbe reso apparentemente
fondato il miraggio, e l'omonima nazione sarebbe stata travolta in una
dionísiaca orgia sacrificale; mentre la sconfitta placa il delirio,
disperde gli incubi, ci rende salutarmente ridicoli e preserva le nostre
vite. Guai ai vincitori. Chi vuole, tenga d'occhio, meglio se sugli
schermi mortificati della televisione, questi sublimi linciaggi; si può
anche giocare, perché, no? Ma l'importante è perdere."
Giorgio Manganelli (da "Lunario dell'orfano sannita")
--
>ROTFL! Aspetta che se ne
>accorga qualcun altro, potrebbe essere l'inizio di una nuova spettacolare
>flame!
"Nuova"?
Lory
...il magnifico duplex svicolone non-brizzolato, pluri-incidentato e pluricitato in giudizio di it.arti.cinema
---
Nel mondo, il 23% dei problemi alle macchine fotocopiatrici sono causate
da persone che si siedono sull'apparecchio per fotocopiarsi il sedere (non č uno scherzo).
>- G u g l i e l m o - <sea...@libero.it> wrote:
>
>> Diego Cuoghi wrote:
>>
>> >uno dei massimi scrittori italiani, Giorgio
>> >Manganelli, cosě commentava il romanzo e il film "Il Padrino":
>
>> Cazzo, cosi' "massimo" che non credo nemmeno di averlo mai sentito nominare.
>
>Se tu non lo conosci non significa che non sia uno scrittore importante.
>Significa solo che tu non lo conosci.
Evidentemente non mi conosci. Se non lo conosco vuol dire che non č esattamente
"massimo", come lo vuoi spacciare tu.
>
>Io invece (mi sto spudoratamente vantando) ho tutto quello che ha
>pubblicato, dagli anni '60 alla morte avvenuta nel 1990.
Io non mi vanterei mai di avere tutto di uno che scrive simili cacate.
Ma il mondo č bello perche' č vario.
Ora spero che qualcuno dei fascisti qui ti rompa il cazzo per questi post non
richiesti o giuro che ricomincio coi post di 2456 righe come un po' di tempo fa.
In senso quantitativo, non qualitativo. Voleva essere un
sinonimo di "ennesima".
> Ora spero che qualcuno dei fascisti qui ti rompa il cazzo per questi post
> non richiesti o giuro che ricomincio coi post di 2456 righe come un po' di
> tempo fa.
Il primo era assolutamente "In Topic" visto che riguardava il film "Il
Padrino" e rispondeva precisamente alla domanda se fosse possibile
giudicare un film senza vederlo.
Il secondo, non lunghissimo in realtà, molto meno lungo di certi quoting
che riprendono tutto il messaggio precedente per dire alla fine "sono
d'accordo" o di tanti flame che vengono tranquillamente accettati, l'ho
postato solo per far capire, visto che mi pareva fosse stato frainteso,
che Manganelli scriveva quei pezzi per giornali come "L'Espresso", "Il
Mondo", "La Stampa", "Il Corriere della Sera"... in modo ironico.
E per ritornare incontrovertibilmente In Topic posterò un terzo brano di
Manganelli, più breve degli altri e dedicato di nuovo al CINEMA. Non si
parla di CINEMA qui?
E per non ingenerare equivoci dovuti al titolo diverso dal contenuto, lo
cambierò in "Giorgio Manganelli al cinema", Va bene così? :-)
"Cinema a Campobasso
Se mi si chiedesse bruscamente quale città io giudicherei degna del
titolo di Atene d'Italia, credo che, dopo breve esitazione, risponderei:
Campobasso. Risposta non frivola n 'e sbadata, ma fondata su un ricordo
che ancora, a distanza di mesi, mi lascia felicemente incredulo. L'anno
scorso mi trovavo, come talora mi capita, a Campobasso e decisi di
andare al cinema, evento per me di poco meno raro della levitazione e
del matrimonio. Già il film era una rara squisitezza: saputamente
sciocco, culturale - antichi romani - favoloso - fastoso e languido
oriente - pudicamente sexy: la protagonista principessa d'Oriente sapeva
fare esattamente tre movimenti, e tutti e tre con gli occhi; alzarli al
cielo per indicare angoscia e periglio ('adesso l'amor mio me lo
ammazzano'), abbassarli per indicare conquiso e complice pudore, occhi
dritti per tutto il resto. Una cosa distensiva, colta, a colori. Questo
era già molto: ma la sorpresa, il trauma, venne dopo il film. Non nel
senso che 'dopo' accadde qualcosa di eccezionale, ma che non accadde
assolutamente nulla. Dopo una breve pausa, sommessa e scricchiolante di
sacchetti di carta, ricominciò il film. Fu una esperienza sconvolgente:
per una somma decorosamente irrisoria mi offrivano, in quel civilissimo
locale meridionale, soltanto film, e finito un film, lo stesso film. In
mezzo, niente. Nessuno mi offriva cattivanti rasoi, prestigiose mutande,
profumi da dirigente d'azienda. La pubblicità ignorava quella sobria e
seria cittadina molisana, secolarmente adusa ad una vita povera di
profumi costosi, e incredula o riluttante alla seduzione di una
esibizionista biancheria intima. Neppure mi proposero ministri
taglianastri, industriali efficienti e generosi, alpinisti della
Valcamonica sull'Everest; e neppure mi promisero <nello stesso locale"
imminenti' stupri per famiglie, omicidi con sevizie al prezzo di due
aranciate, sapide schegge di una filosofia della società e del mondo,
per serate di suicidio delegato. Indimenticabile.
Sedotto da quel tenue ricordo, un sapore da primo amore in provincia, mi
accadde, qualche mese dopo, di cedere ad un ammicco cinematografico a
Bologna, nel protervo nord benestante. Mi toccarono cinque film
pubblicitari, venticinque diapositive, tre 'prossimamente' e un
cinegiornale: quarantacinque minuti e al buio, senza potersi distrarre
con una lettura concentrata dei necrologi quotidiani, impudicamente
allettato da una morbida voce di cantante, odorosa, quella si, di
perversi profumi di infimi barbieri da sabato sera. Ho vago e ripugnante
ricordo di quella sinistra passerella di acquistabile felicità; un dopo
barba col quale avrei, schioccando le dita, denudato la regina
d'Armenia; un sapone schiumoso e morbido che, mi si ammoniva, mi avrebbe
reso preda indifesa di una senatrice della Destra Nazionale;
un'atmosfera di erotismo chic fatta di brandy a buon prezzo, di
aperitivi rosati, di spumanti vagamente 'giovani', di biciclette o
motorette; si suggeriva che la vita familiare era ínsi
diata dagli insetti, agevolata dalle minestre preparate, resa felice -
un sogno - da un budino in polvere; che il grande amore dipendeva dal
giusto deodorante per ascelle e dal dentifricio che vi fa i denti al
neon; e si concludeva che le verosimilmente modeste fortune degli
spettatori dipendevano dall'aver sbagliato bretella, lamette e orologio
subacqueo.
Da allora, il cinema è di nuovo inaccessibile, un prestigioso e sospetto
Tibet; qualcuno affettuosamente mi parla di film nobili, di esaltanti
rivolte, argute perversioni, sevizie elaborate ed economiche: il roseo
budino della felicità domestica mi fa orrore. Io resto fedele alla mia
laconica principessa di Campobasso."
>Evidentemente non mi
conosci. Se non lo conosco vuol dire che non è
>esattamente
>"massimo"
Mutande borchiate e coprimaus in pelo di fica.
In genere quando uno
sceglie un personaggio così nasconde un tipetto in pigiamino celeste e
ciabatte che fa merenda davanti al monitor con la crostatina della nonna,
tirandosi i seghini con i banners erotici.
Mi sa tanto che il TUO piano
è una cacata.
any
>Il 17 Mag 2002, 17:15, - G u g l i e l m o -
>
>>Evidentemente non mi
>conosci. Se non lo conosco vuol dire che non è
>>esattamente
>>"massimo"
>Mutande borchiate e coprimaus in pelo di fica.
>In genere quando uno
>sceglie un personaggio così nasconde un tipetto in pigiamino celeste e
>ciabatte che fa merenda davanti al monitor con la crostatina della nonna,
>tirandosi i seghini con i banners erotici.
Ci hai deliziato con una autodescrizione, vedo.
>
>Mi sa tanto che il TUO piano
>è una cacata.
Davvero?
Ma almeno è il MIO piano.
>Ci hai deliziato con una
autodescrizione, vedo.
non proprio.
io mi eccito solo con i tuoi post.
>Davvero?
>Ma almeno č il MIO piano.
Ci puoi scommettere il coprimaus.
Dio
che bello sarebbe! Da quanto tempo non mi concedo niente di simile!
Ciao
:::ADAMSKI:::
ma secondo me è più esemplificativo quest'altro:
ESAMI
Di fronte a me sta l'allieva: la guardo, la scruto con cauta curiosità. Il
fatto che si tratti di un'allieva indica, fuor d'ogni dubbio, che è un essere
umano di sesso femminile; ma quella giovane donna, quella femmina, ora se ne
sta psicologicamente rattrappita, in posizione di guardia, e mi sorveglia con
circospezione anonima, con disamorata cortesia. Se io fossi un Grande
Carnivoro, dalle nari avide e selettive, certamente lo riconoscerei
dall'odore: c'è l'odore dell'amore, quello della morte, quello della malattia:
non può mancare l'odore dell'esame.
Inutilmente io tento di rassicurarla emettendo indizi di benevolenza specifica
e generica; lei non si fida, e fa bene; io non sono un essere umano, di sesso
maschie, come si può evincere dalla cravatta e dai baffi; sono una
istituzione, un insieme di padre, di grande vecchio, di Dio, di giudice, di
plotone di esecuzione, di vigile urbano, di Minosse e di LoBello. Come potrei
avere sentimenti, eccetto un blando moto, del tutto autobiografico, di
vergogna?
Lo Stato, un giorno, mi darà cento lire per aver io, oggi, accertato a suo
nome quanta letteratura inglese conosce la giovane femmina. Che si tratti
dello Stato italiano lo si deduce dai mobili avari e affranti, dai muri
lacrimosi di senili fenditure, dalla elaborata, fastosa sporcizia: tutti segni
di un arcaico fastidio per questo vecchio che non vuol morire. Goloso del mio
soldo, interrogo: la fanciulla attacca e fa centro. Guardandomi con occhi
asciutti, mi assicura che William Blake, a otto anni, vedeva Dio. E' una
notizia che altri mi ha comunicato e mi dà un lieve disagio. Invano indago il
volto dell'esaminanda: penso che se fosse cattolica esprimerebbe
disapprovazione se metodista la sua voce inclinerebbe all'inno, se junghiana i
suoi occhi avrebbero un fervore archetipico, se freudiana un lieve ghigno, se
illuminista un fulmineo scherno, se materialista storica una impaziente
denuncia. Ma costei è un'esaminanda: pertanto, il fatto che Dio apparisse a
chicchessia è parte dell'esame, come una prima edizione, una data di morte,
una "fonte". Per laicizzare Dio basta l'esame. E che altro potrei pretendere?
In quaranta minuti, in un'ora, vorrei che costei mi offrisse allo sguardo i
segreti legami dell'anima, le prospettive dell'intelligenza, gli affetti, i
nervi interiori del suo mortale corpo di lettrice? E a tutto questo dovrei
dare un voto?
Ci fu un momento, pochi anni fa, in cui qualcosa veramente era apparso tra
queste mura - forse questo Dio di Blake - ed uno splendido moto d'odio le
aveva scosse a fondo. Abbiamo imparato qualcosa, In quel momento. Mi volgo
verso lo Stato italiano e verso i suoi occhi ciechi e stravolti facci ocenno
di sì: la fanciulla ne sa abbastanza.
(Giorgio Manganelli, da "Lunario dell'orfano sannita", Adelphi)
ma, no, č solo che sei un cazzone.
> >In genere quando uno
> >sceglie un personaggio cosě nasconde un tipetto in pigiamino celeste e
> >ciabatte che fa merenda davanti al monitor con la crostatina della nonna,
> >tirandosi i seghini con i banners erotici.
>
> Ci hai deliziato con una autodescrizione, vedo.
Gli specchi... mio dio, come i bambini!
> sei parente della silvana?
> mi mandi le calze di "riso amaro"?
no, se vuoi ti mando le mie.
raffaele mangano
http://www.dyschronicles.com/raffaele/index.htm
(Meglio tacere e far credere di essere stupidi piuttosto
che parlare e togliere ogni dubbio.)
Sì, è un atteggiamento cretino, come qualsiasi atteggiamento caratterizzato
da pregiudizi. Non è un caso che tu abbia visto 5-6 volte "Stalker" e mai un
"Titanic" o un "Salvate il soldato Ryan". Tarkovsky è molto più complicato
da pronunciare rispetto a Spielberg o Cameron, registucoli per le masse con
cognomi troppo conosciuti.
Roberto
Moritz Benedikt
'No, signora, lo scafandro non può essere usato di sera, a meno che la festa
non sia dichiaratamente un naufragio' - Ennio Flaiano
>Woo, aggiungerei, Wong kor Wai, Ang Lee,
>Gitai, kitano, Kiarostami, Von Trier e altri registucoli mediocri e
>sopravvalutati difficilmente se ne escono fuori con un film "diverso",
Mi dispiace averti dato ragione ieri sulla faccenda della mailing list
(anche se effettivamente la avevi).
Con questa frase qua sopra dimostri di essere solo un povero deficiente col
cranio imbottito di merda, che per stupire e voler fare a tutti i costi
l'anticonformista sputa sopra a registi che più o meno tutti quelli che li
conoscono riconoscono come grandi.
> Ho letto un suo libro intitolato 'Salons', una serie di brevi prose a
> commenti di quadri, fotografie, oggetti di lusso, decorazioni etc.
> Erano tutte scritte benissimo ed anche interessanti (quando le capivi), ma
> ti rendevi conto che avrebbe potuto dire la cosa esattamente opposta con la
> stessa verve. Alla fine un lettore come me, presuntuoso ma con giudizio,
> diceva: boh? Un lettore piů ruspante buttava via dopo 5 pagine.
"Salons" č una raccolta di articoli scritti per la rivista d'arte F.M.R.
di Franco Maria Ricci.
Si riferiscono a musei e mostre (ricordo molto bello il brano sulla
gipsoteca dell' Accademia a Firenze) ma credo che leggerli raccolti in
volume, svincolati delle illustrazioni che li accompagnavano nella
rivista (nel libro ce ne sono pochissime) possa lasciare un pň
insoddisfatti perchč la prosa di Manganelli in quel caso era molto
legata alle immagini.
I libri di Manganelli che mi sento di consigliare a chiunque, a
qualunque lettore per iniziare ad apprezzare Manganelli sono "Centuria"
che contiene cento piccoli raccontini, a volte anche di sole due pagine
(vinse il premio Viareggio 1979), e "Pinocchio, un libro parallelo"
perchč l'argomento trattato č in questo caso familiare per tutti i
lettori e il modo di ri-raccontare la favola del burattino in forma di
incubo metafisico č affascinante.
detruire, dit-elle
> Ho letto un suo libro intitolato 'Salons', una serie di brevi prose a
> commenti di quadri, fotografie, oggetti di lusso, decorazioni etc.
> Erano tutte scritte benissimo ed anche interessanti (quando le capivi), ma
> ti rendevi conto che avrebbe potuto dire la cosa esattamente opposta con la
> stessa verve. Alla fine un lettore come me, presuntuoso ma con giudizio,
> diceva: boh? Un lettore piů ruspante buttava via dopo 5 pagine.
"Salons" č una raccolta di articoli scritti per la rivista d'arte F.M.R.
di Franco Maria Ricci.
Si riferiscono a musei e mostre (ricordo molto bello il brano sulla
gipsoteca dell'Accademia a Firenze) ma credo che leggerli raccolti in
volume, svincolati delle illustrazioni che li accompagnavano nella
rivista (nel libro ce ne sono pochissime) possa lasciare un po'
insoddisfatti perchč la prosa di Manganelli in quel caso era molto
legata alle immagini.
I libri che mi sento di consigliare a chiunque, a
qualunque lettore per iniziare ad apprezzare Manganelli sono "Centuria"
che contiene cento piccoli raccontini, a volte anche di sole due pagine
(vinse il premio Viareggio 1979), e "Pinocchio, un libro parallelo"
perchč l'argomento trattato č in questo caso familiare per tutti i
lettori e il modo di ri-raccontare la favola del burattino in forma di
incubo metafisico č affascinante.
--
> film "storici" tipo: "Titanic",
Impagabile.
vZ
> G u g l i e l m o - <sea...@libero.it> ha scritto:
>
> >Woo, aggiungerei, Wong kor Wai, Ang Lee,
> >Gitai, kitano, Kiarostami, Von Trier e altri registucoli mediocri e
> >sopravvalutati difficilmente se ne escono fuori con un film "diverso",
>
> Con questa frase qua sopra dimostri di essere solo un povero deficiente
col
> cranio imbottito di merda, che per stupire e voler fare a tutti i costi
> l'anticonformista sputa sopra a registi che più o meno tutti quelli che li
> conoscono riconoscono come grandi.
Vado a prendere una lastra di marmo e del similoro, chi e' che ha una bella
calligrafia?
> I libri che mi sento di consigliare a chiunque, a
> qualunque lettore per iniziare ad apprezzare Manganelli sono
"Centuria"
> che contiene cento piccoli raccontini, a volte anche di sole due
pagine
> (vinse il premio Viareggio 1979), e "Pinocchio, un libro parallelo"
> perchè l'argomento trattato è in questo caso familiare per tutti i
> lettori e il modo di ri-raccontare la favola del burattino in forma
di
> incubo metafisico è affascinante.
Bravo Diego, sottoscrivo parola per parola.
vZ
>Io sono uno di quelli che non ha mai visto film "storici" tipo: "Titanic",
>"Salvate il soldato Ryan", e altri. Non mi va di vederli neanche in
>videocassetta.... So già quello che mi aspetta ancor prima di vederli... e
>quindi non li vedo.
>E' un atteggiamento cretino ?
Tutto e' lecito. IMHO va benissimo la tua scelta di escludere alcune
visioni.
Io, anche se molti mi hanno detto che e' bello, anche, non ho mai
visto Titanic per scelta. Cosi, solo perche' mi girava cosi...scelta
politica, scelta di stile, tutti mi rompono con sto film e il film mi
e' diventato antipatico...poi magari me lo guardo dopo 2 anni e mi
piace...me lo guardo anche 2 volte, magari. Ci sono molti motivi per
cui io, tu, altri, decidiamo di non guardare un film...tutti validi,
giusti, fondamentalmente anche per motivi stupidi, per delle
stronzate.
E io adoro le stronzate e i motivi stupidi.
Cmq sono meno estremista di quando ero adolescente (lo sono ancora,
adolescente, intendo)...
esempio: non seguo piu' quel gruppo musicale perche' ha firmato per
una major e si e' venduto, quel film non lo guardo perche' piace ai
miei nonni buonisti e reazionari.
Se lo faccio ancora, lo faccio con molta tranquillita', senza rancore.
Bellisima la flame tra ADAMSKI e Guglielmo ;-)
Asta la vista
----------------------------------
La mia pena e' costante, acuta
e io non spero in un mondo migliore, per alcuno.
Anzi, voglio che la mia pena sia inflitta anche ad altri.
American Psycho
-Breat Easton Ellis-
>Toh, proprio il mio esempio (postato qualche istante fa prima di
>leggere il tuo post)! ;-)
Stavo per postare la stessa cosa dopo aver letto il messaggio. Poi ho
preferito aspettare... :)
Ciao, Edo
--
Edoardo Licciardello
Modena
http://www.motocorse.com
>>> >uno dei massimi scrittori italiani, Giorgio
>>> >Manganelli, cosě commentava il romanzo e il film "Il Padrino":
>>
>>> Cazzo, cosi' "massimo" che non credo nemmeno di averlo mai sentito nominare.
>>
>>Se tu non lo conosci non significa che non sia uno scrittore importante.
>>Significa solo che tu non lo conosci.
>
>Evidentemente non mi conosci. Se non lo conosco vuol dire che non č esattamente
>"massimo", come lo vuoi spacciare tu.
Difficile non aver mai sentito nominare Giorgio Manganelli.
"Johnny" wrote:
>
> >Io sono uno di quelli che non ha mai visto film "storici" tipo:
"Titanic",
> >"Salvate il soldato Ryan", e altri. Non mi va di vederli neanche in
> >videocassetta.... So gią quello che mi aspetta ancor prima di vederli...
e
> >quindi non li vedo.
> >E' un atteggiamento cretino ?
>
>
> Tutto e' lecito. IMHO va benissimo la tua scelta di escludere alcune
> visioni.
> Io, anche se molti mi hanno detto che e' bello, anche, non ho mai
> visto Titanic per scelta. Cosi, solo perche' mi girava cosi...scelta
> politica, scelta di stile, tutti mi rompono con sto film e il film mi
> e' diventato antipatico...
Avere come scelta politica non guardare un film di James Cameron č una
politica del cazzo.
> Cmq sono meno estremista di quando ero adolescente (lo sono ancora,
> adolescente, intendo)...
> esempio: non seguo piu' quel gruppo musicale perche' ha firmato per
> una major e si e' venduto, quel film non lo guardo perche' piace ai
> miei nonni buonisti e reazionari.
Cazzo, non oso pensare quanti e quali film ti abbia impedito di vedere
questa teoria del cazzo....
****MacGuffin
--
"- I didn't get your name stranger.
- Guitar. Johnny Guitar.
- You call that a name?
- Care to try and change it?"
Primo, erano esempi, secondo, forse non mi sono spiegato bene...la
penso come te piu' di quanto sembri.
Scusa, ma puoi negare che alcuni ragazzi giovani facciano scelte come
quelle che ho illustrato io? Spero che tu non lo possa negare perche'
vorrebbe dire che non conosci le persone, o un certo tipo di persone.
Saluti...
Johnny
> >> E' un atteggiamento cretino ?
> >Assolutamente no. Tanto che uno dei massimi scrittori italiani, Giorgio
> >Manganelli, cosě commentava il romanzo e il film "Il Padrino":
> Cazzo, cosi' "massimo" che non credo nemmeno di averlo mai sentito
nominare.
Io lo conosco bene invece.
Almeno, so della sua esistenza da tempo, ma mi guardo bene dal leggere i
suoi libri.
- G u g l i e l m o - ha scritto:
> On Thu, 16 May 2002 18:41:08 +0200, Shushan jianxia <ts...@hark.hk> wrote:
>
> >
> >
> >Stalker ha scritto:
> >
> >> Io sono uno di quelli che non ha mai visto film "storici" tipo: "Titanic",
> >> "Salvate il soldato Ryan", e altri. Non mi va di vederli neanche in
> >> videocassetta.... So già quello che mi aspetta ancor prima di vederli... e
> >> quindi non li vedo.
> >> E' un atteggiamento cretino ?
> >
> >Penso proprio di no. Cmq io non ho mai visto né un film di James Bond né uno
> >di Indiana Jones e non è che non dorma la notte.
>
> Ecco. In un mondo perfetto per poter partecipare ad un ng come IAC bisognerebbe
> aver visto almeno un film di James Bond e almeno uno di Indiana Jones.
Vabbè, diciamo che non ne ho mai visto uno per intero. Cmq sia, si tratta di
prodotti di puro consumo, come in letteratura i romanzi di Ken Follett e Wilbur
Smith. In un ng di letteratura nessun lettore contesterebbe un'altro per non
essersi permesso di leggere Wilbur Smith (con tutto il rispetto, per carità).
Bond e Indiana Jones alle prossime generazioni sembreranno prodotti senza
interesse; chi fra i cinefili di oggi si è mai visto i film-serial di Fantomas
degli anni Dieci ( che magari sono anche più interessanti di Bond e Indiana)?
--
Shushan jianxia
Maggie Cheung , I love you so much !
> Avere come scelta politica non guardare un film di James Cameron č una
> politica del cazzo.
e vabbe'...
sai come la penso.
Ma quelli dall'altra parte sono sempre i piu' numerosi.
Pensa a quanti coglioni non si sono mai visti un film di Eisenstein per
motivi di prsunta pesantezza
o quelli di Godard per eccesso di intellettualismo
o Ozu perche' "sono tutti cinesi"
eccetera
Li' e' molto peggio, suvvia
--
Bibi
[Lo stile conta]
"bibi" ha scritto
>
>
> Ma quelli dall'altra parte sono sempre i piu' numerosi.
> Pensa a quanti coglioni non si sono mai visti un film di Eisenstein per
> motivi di prsunta pesantezza
> o quelli di Godard per eccesso di intellettualismo
> o Ozu perche' "sono tutti cinesi"
> eccetera
>
> Li' e' molto peggio, suvvia
>
è vero.
comunque i film giapponesi non riesco proprio a guardarli, 'sti giapponesi
se assomigliano tutti, so'ttutti uguali e non si capisce mai una madonna,
vedi tizio che parla co' caio e poi magari t'accorgi che è 'n monologo,
macheccazzo.
> ma secondo me è più esemplificativo quest'altro...
Visto che mi sembri anche tu un appassionato del grande tapiro,
altrimenti detto Il Manguro, ti annuncio l'arrivo in libreria di una
serie di squisitezze di e su Giorgio Manganelli:
"L'infinita trama di Allah" (corrispondenze dall'Arabia e scritti
sull'Islam), ed. Quiritta.
"Il Personaggio" (monologo teatrale), ed. Archinto.
"Incorporei Felini" (radioconversazioni e recensioni), Edizioni di
Storia e Letteratura, 2 voll.
"La penombra mentale" (conversazioni manganelliane), Editori Riuniti.
Graziella Menechella, "Il felice vanverare, ironia e parodia nell'opera
narrativa di Giorgio Manganelli", ed. Longo.
Alcune cose di Eisenstein
(stai a vedere che qualcuno arriva a rompere il cazzo per lo spelling del
nome) sono oggettivamente pesanti. Tarkovski č tutto pesante.
"Je vous
etc. Marie" di Godard č stato l'unico film che mi ha fatto spegnere il VCR
bestemmiando.
Ed'č anche vero che molte volte la "pesantezza" č un segno
volutamente apposto da alcuni autori per connotare culturalmente la loro
opera e sconvolgere i codici di lettura di chi assiste. Questo vale
soprattutto per Godard.
Dire che un film č "pesante", comunque, equivale a
dire che č "divertente" o "scorrevole" o "appassionante": ossia a niente.
Come questi giudizi si trasformino e si organizzino č cosa misteriosa.
>Li' e' molto peggio, suvvia
Il molto peggio sta solo dove chi "capisce
di cinema" si ostina a fare lo snob e ad esaltare un Cameron come autore
geniale definendo un Von Trier un "registucolo mediocre". Ma lui ha visto
Von Trier, ha visto Ozu, Tarkovski, Antonioni. E nonostante questo, non ha
ancora capito un cazzo.
tx e forwardo su icl.
chiaramente sono testi che, prima di acquistare andranno spulciati perbene,
onde evitare che si tratti di riedizioni di cose già pubblicate con altro
titolo.
--
(provvisorio) http://spazioweb.inwind.it/paolo_beneforti/ (Aggiornato al
5.2.2002)
http://www.news.nic.it/news-it/docs/
http://welcome.to/netiquette
>bel cretino!!
>Io mi eccito con la Bellucci...
La imbavagli prima, spero.
>On Mon, 20 May 2002 07:50:54 GMT, - G u g l i e l m o -
><sea...@libero.it> wrote:
>
>
>>bel cretino!!
>>Io mi eccito con la Bellucci...
>
>La imbavagli prima, spero.
Questa è una bella battuta. ma in effetti io trovo che abbia un modo di recitare
sì, insopportabile, ma anche una voce estrememente sensuale nel timbro, più che
nella profondità.
Nelle interviste non l'ho mai sentita dire qualcosa di sensato, però.
E..timecode?
Guglielmo.
"Fall back again
Crawl from the warm waters
Water to air
You're on your feet again
Your feet again"
>Questa è una bella battuta. ma in effetti io trovo che abbia un modo di recitare
>sì, insopportabile, ma anche una voce estrememente sensuale nel timbro, più che
>nella profondità.
In francese recita meglio comunque, IMHO.
>E..timecode?
Tempo al tempo, questo è il mio codice.
Lory
...il magnifico duplex svicolone non-brizzolato, pluri-incidentato e pluricitato in giudizio di it.arti.cinema
---
Nel mondo, il 23% dei problemi alle macchine fotocopiatrici sono causate
da persone che si siedono sull'apparecchio per fotocopiarsi il sedere (non è uno scherzo).
> >Ma quelli dall'altra parte sono sempre i piu' numerosi.
> >Pensa a quanti
> coglioni non si sono mai visti un film di Eisenstein per
> >motivi di
> presunta pesantezza
> >o quelli di Godard per eccesso di intellettualismo
> >o Ozu perche' "sono tutti cinesi"
> >eccetera
>
> Alcune cose di Eisenstein
> (stai a vedere che qualcuno arriva a rompere il cazzo per lo spelling del
> nome) sono oggettivamente pesanti. Tarkovski è tutto pesante.
Non per amor di polemica... cosa esattamente trovi "pesante" di Eisenstein?
(e non preoccuparti per la traslitterazione del nome, che se scassano i
coglioni c'e' la risposta pronta)
Il fato e' che la stragrande maggioranza della gente che parla di E non ha
mai visto una cippa e si rifa' all'autorevole parere di Fantozzi per
decretare che la corazzata potiomkin e' una cagata pazzesca.
Alcuni giurano di averla vista perche' obbligati da non si sa bene chi e
l'unica sequenza che ricordano e' quella della scalinata.
Glielo fai notare e ti rispondono "cosa vuoi, con piu' di 4 ore di film..."
dimosrando oltretutto che o non hanno il senso del tempo oppure sono dei
pitocchi millantatori.
Io mi sono guardato e riguardato praticamente tutto quello che ha fatto E e
non riuscirei davvero a trovarlo pesante. O noioso. O quello che preferisci.
D'accordo: io sono di quelli a cui piace tutto... ma per esempio Amelie e'
molto piu' noioso di Sciopero... insomma!
> "Je vous
> etc. Marie" di Godard è stato l'unico film che mi ha fatto spegnere il VCR
> bestemmiando.
E vabbe'... Je vous salu... (che pure mi e' piaciuto) forse non e' il Godard
piu' rappresentativo.
Forse non esiste un Godard piu' rappresentativo, ma non e' quello il punto.
Il punto e' proprio che mentre si trovano sempre un sacco di scuse per
giustificare chi si guarda solo film che non hanno bisogno di promozione o
le videocassette che espongono la targhetta "Novita'" scritta piu' in grande
del titolo del film, la stessa benevolenza non la si mantiene anche per chi
quei film li skippa.
E' uno snobismo tutto al contrario, di gran moda tra i new cinephile delle
baracche, odioso e sgradevole quanto (anzi, di piu') il vecchio vezzo
intellettualoide dello spettatore militante.
> Ed'è anche vero che molte volte la "pesantezza" è un segno
> volutamente apposto da alcuni autori per connotare culturalmente la loro
> opera e sconvolgere i codici di lettura di chi assiste. Questo vale
> soprattutto per Godard.
Intendiamoci sul concetto "pesantezza". Non voglio dire che non sono
d'accordo, penso che vada fatta chiarezza su un assunto che potrebbe
rivelare anche motivi di interesse.
> Dire che un film è "pesante", comunque, equivale a
> dire che è "divertente" o "scorrevole" o "appassionante": ossia a niente.
> Come questi giudizi si trasformino e si organizzino è cosa misteriosa.
> >Li' e' molto peggio, suvvia
>
> Il molto peggio sta solo dove chi "capisce
> di cinema" si ostina a fare lo snob e ad esaltare un Cameron come autore
> geniale definendo un Von Trier un "registucolo mediocre". Ma lui ha visto
> Von Trier, ha visto Ozu, Tarkovski, Antonioni. E nonostante questo, non ha
> ancora capito un cazzo.
Non so a chi tu ti riferisca esattamente. Mi sembra comunque una posizione
interessante, comunque molto vicina a quella che stigmatizzo io stesso, ma,
non avendo letto il post originale - e non avendo quindi potuto valutare le
parole riportate -, mi limito a registrare e ad incassare.
> Alcune cose di Eisenstein
sono oggettivamente pesanti. .
(cut)
> Dire che un film è "pesante", comunque, equivale a
> dire che è "divertente" o "scorrevole" o "appassionante": ossia a
niente.
Allora, esiste una pesantezza "oggettiva" o si tratta di
un'impressione puramente soggettiva, e in definitiva poco pertinente
ai fini della comprensione (la godibilità è una cosa diversa) del
film? Io voterei per la seconda possibilità; ancor più che
"appassionante" o scorrevole", si tratta di un concetto inoperante da
un punto di vista critico. Non descrivere assolutamente nessuna
caratteristica del testo cinematografico.
> Ed'è anche vero che molte volte la "pesantezza" è un segno
> volutamente apposto da alcuni autori per connotare culturalmente la
loro
> opera e sconvolgere i codici di lettura di chi assiste.
Di cosa stai parlando?
> Il molto peggio sta solo dove chi "capisce
> di cinema" si ostina a fare lo snob e ad esaltare un Cameron come
autore
> geniale definendo un Von Trier un "registucolo mediocre". Ma lui ha
visto
> Von Trier, ha visto Ozu, Tarkovski, Antonioni. E nonostante questo,
non ha
> ancora capito un cazzo.
Modestamente ho visto Ozu (non tutto ahimé, anzi poco) Tarkovskij e
Antonioni (e qui va un po' meglio, per fortuna). Trier continua a
non sembrarmi tutto 'sto granché. Non ho capito un cazzo? E' meglio
che specifichi, la domanda è puramente retorica.
vZ
"La congiura dei Boiardi" e "Ivan il terribile" (che però
vorrei rivedere). Poi ho visto solo "Sciopero" e "Potemkin", assolutamente
*non* pesanti e, ovviamente, bellissimi.
>(e non preoccuparti per la
traslitterazione del nome, che se scassano i
>coglioni c'e' la risposta
pronta)
Dai, dimmi qual'è...
>D'accordo: io sono di quelli a cui
piace tutto... ma per esempio Amelie e'
>molto piu' noioso di Sciopero...
insomma!
Anche "Panic Room", per esempio.
>E' uno snobismo tutto al
contrario, di gran moda tra i new cinephile delle
>baracche, odioso e
sgradevole quanto (anzi, di piu') il vecchio vezzo
>intellettualoide dello
spettatore militante.
Verissimo. Hai presente la rivalutazione della
"cultura trash" o il gusto per le cose "kitsch"? Alibi a buon mercato per
menti pigre o ottenebrate.
Se vuoi posso continuare con la "riesumazione"
dei grandi Franco e Ciccio, i film con Maurizio Merli, la Fenech etc. Tutti
film che ho visto e continuo a vedere (Merli, poi, ci andavo sempre con mio
nonno, in un piccolo paese in Puglia, e li vedevo due volte di seguito: a 6
anni), ma che non mi sognerei mai di contrapporre a Eisenstein o a
Antonioni, come non mi sognerei di confrontare il piacere di una bottiglia
di lambrusco bevuto per strada con gli amici con il gusto di una buona
bottiglia di una buona etichetta. Sono semplicemente cose diverse, anche se
appartengono alla stessa specie.
>> Ed'è anche vero che molte volte la
"pesantezza" è un segno
>> volutamente apposto da alcuni autori per
connotare culturalmente la loro
>> opera e sconvolgere i codici di lettura
di chi assiste. Questo vale
>> soprattutto per Godard.
>Intendiamoci
sul concetto "pesantezza". Non voglio dire che non sono
>d'accordo, penso
che vada fatta chiarezza su un assunto che potrebbe
>rivelare anche motivi
di interesse.
"Pesantezza", in questo caso, è voler tenere desta
l'attenzione dello spettatore con espedienti di natura non-narrativa.
O il
ricorrere a linguaggi non-codificati, o non facilmente decodificabili dallo
spettatore.
O ancora presupporre nello spettatore competenze che esulano
da quella che definiamo "cultura media" (esempio per me recente: "La
montagna sacra" di Jodorowsky).
O, per ultimo, corrompere volontariamente
e "eccessivamente" un genere sia pure con le migliori intenzioni (in questo
senso sono pesanti capolavori come "Thin red line", "The addiction" di
Ferrara, visto ieri, tutto Jarmusch)
>> Il molto peggio sta solo dove
chi "capisce
>> di cinema" si ostina a fare lo snob e ad esaltare un
Cameron come autore
>> geniale definendo un Von Trier un "registucolo
mediocre". Ma lui ha
>visto
>> Von Trier, ha visto Ozu, Tarkovski,
Antonioni. E nonostante questo, non
>ha
>> ancora capito un cazzo.
>Non so a chi tu ti riferisca esattamente. Mi sembra comunque una posizione
>interessante, comunque molto vicina a quella che stigmatizzo io stesso,
>ma,
>non avendo letto il post originale - e non avendo quindi potuto
valutare
>le
>parole riportate -, mi limito a registrare e ad incassare.
Il senso di quello che voglio dire è in realtà molto semplice. Posso
tranquillamente comprendere che mia madre e mio padre (che vanno a vedere i
film *di* De Niro, per intenderci) trovino pesante Von Trier (NON "Dancer
in the dark", mia madre sta ancora piangendo).
Non accetto, in quanto
segno evidente di una deprecabile pigrizia intellettuale che giudico madre
di parecchi dei mali che ci affliggono, che a dire la stessa cosa sia
qualcuno dotato di oggettiva competenza e dei mezzi di analisi necessari a
decifrare discorsi più articolati di quelli contenuti nei cosiddetti "film
commerciali".
Allo stesso modo non sopporto chi, non avendo nemmeno
quella competenza che potrebbe permettergli una comprensione acuta del
cinema commerciale, decide di schifarlo a piè pari e si getta come un cane
affamato e desideroso di strappare via brandelli di "cultura alta" per
chissà quali propositi.
Insomma, giocare fa bene, ma non bisogna mai
dimenticarsi da dove si parte e soprattutto far capire agli altri dove si
vorrebbe arrivare. Altrimenti tutto diventa un mucchio di merda.