Vado al cinema con Barryz, entriamo in sala a spettacolo gia' iniziato. Solo
due minuti di ritardo. Il film inizia nel peggiore dei modi, con una trovata
che definire modaiola sarebbe un eufemismo: la commistione di due piani di
realta', quello oggettivo filmico e quello intradiegetico del video. Ovvero,
in soldoni, nel film si vede un ragazzino che riprende i genitori con la
videocamera in mano, e alcune sequenze sono "in soggettiva", ovvero girate
in video attraverso l'occhio del ragazzino. Poco piu' avanti si assiste alla
prevedibile conclusione di questa trovata: il padre molla un ceffone al
ragazzino e questi crolla a terra con tutta la videocamera. Inutile dire che
viviamo la scena attraverso l'occhio soggettivo del video. Che originalita'!
In pratica si tratta di un plagio smaccatissimo da "American Beauty", dove
c'e' la stessa identica situazione e lo stesso escamotage visivo (ricordate
quando il marine prende a pugni il figlio perche' lo crede gay e questi
ruzzola per terra insieme alla videocamera, la quale ci mostra l'assalto e
la caduta?). Anche nell'ultima puntata di "Un medico in famiglia" si
assisteva alla stessa identica geniale "trovata". Evidentemente Soldini ha
lo stesso approccio registico di un Riccardo Donna, arriva a copiare gli
stessi film e a riprenderne le stesse idee. Evviva le mode, evviva Soldini.
Da subito, dai primi minuti, io e Barryz ci rivolgiamo lo sguardo increduli.
Ma cosa cazzo stiamo guardando? Ma che e' sta roba? Fantascienza? No,
perdio, e' cinema. E' il cinema italiano. La pellicola e' un inno al vuoto
filmico, al nulla, alla totale piattezza espressiva. La sceneggiatura fa
venire il sangue negli occhi, ma come cazzo si fa a concepire una cosa del
genere? Ma chi l'ha scritta? Chi e' questa laida puttana con la fica
spaccata che ha scritto questa immonda indecenza? Chi cazzo sei, brutta
pompinara rotta in culo? Sono domande che mi assillano, che mi tormentano.
Il film e' di un viscido moralismo borghese che fa accapponare la pelle.
Scopertamente didascalico nella narrazione e nel messaggino, racconta la
storia di una madre sfigata, tormentata dalla solita prevedibile famiglia
borghese italiana con figlio che si droga e marito violento e aggressivo che
pensa solo ai soldi, che viene dimenticata per sbaglio all'autogrill. Tanto
e' un cesso di donna, ma chi ti piscia, chi ti si incula. La fighetta decide
allora di fuggire a Venezia e di rifarsi una vita lontana dalla grigia
quotidianita', e qui incontra tutta una serie di anime buone e delicate,
dominate da purezza di spirito e buoni sentimenti, che le faranno riscoprire
le gioie della vita e di una inaspettata tranquillita' domestica. Finira'
ovviamente a tarallucci e vino, tutti insieme appassionatamente e volemose
bene. Questa e' la trama, moralista e zeppa di retorica da far venire la
nausea. Colma di personaggi stereotipati, di stomachevoli luoghi comuni, di
cliche' nazionalpopolari, di dialoghi del cazzo. E allora ecco il cameriere
sfigato che pensa al suicidio ma poi ritrova l'amore, ecco il ciccione
disadattato che anche lui trova il vero amore e da' una svolta alla sua
vita, insomma basta porcodio, basta. Il film e' pregno di romanticismi, di
situazioni da "Un posto al sole", tutto incentrato su questa squallida
retorica del riscatto che evidentemente scatena un effetto di
identificazione e di partecipazione emotiva presso il pubblico borghese che
ha affollato la proiezione.
Uno degli aspetti piu' deleteri della pellicola e' l'esibito gusto del
grottesco che permea le situazioni, i dialoghi, i personaggi. E' un
grottesco che vuole far ridere, che vuole risultare carino e accomodante,
che vuole lisciare il pelo al pubblico, farlo sorridere ma nello stesso
tempo farlo riflettere e pensare sulle amarezze della vita e le disgrazie
nostre/altrui. Ecco allora che il film e' una sequela ininterrotta di
macchiette e personaggi stravaganti che puntualmente fanno ridere il
pubblico, con tutta una serie di gag di sesta mano che neanche Melies
avrebbe avuto il coraggio di filmare. Eppure il pubblico ride, ma come cazzo
e' possibile? Non e' tollerabile, in alcun modo. Ho cominciato allora a fare
le finte scuregge, ad alta voce, nei momenti piu' "toccanti" della
pellicola. Barryz si e' messo invece a fare i rutti. Perche' e' doveroso
porco cazzo, una plateale provocazione verso la trionfante stupidita' del
pubblico.
Il film non si risparmia nemmeno i tocchi poetici e strappalacrime, che si
vogliono portatori di densi valori umanitari. Ecco quindi la nostra massaia
mentre suona la fisarmonica, i suoi dialoghi commossi con il dolce cameriere
che grazie a lei ha ritrovato la voglia di vivere, o il flirt amoroso,
delicato e sommesso, tra il disgraziato ciccione e l'estetista. Siamo alla
frutta perdio, anzi al caffe'. Ma il pubblico ride, il pubblico gioisce.
Evviva il cinema, evviva Soldini.
Vogliamo parlare del livello cinematografico della pellicola? Non
scherziamo. Stiamo al grado zero del livello espressivo. Regia nulla,
televisiva, fotografia squallidamente scialba e grezza (e si' che e' di Luca
Bigazzi, mica di stocazzo). Tipicamente italiano insomma, il solito cinema
contenutistico che fa tranquillamente a meno della forma. Contano le parole,
i messaggi, i buoni sentimenti.
E la sceneggiatura? Un'ecatombe. Nulla. Ci fosse stato un solo brano, dico
uno, che fosse stato degno di essere filmato. Tutta una successione di scene
inutili, che nulla aggiungono al cinema ne' tantomeno all'interesse dello
spettatore. Gag di vent'anni fa come quella di Verdone che cerca di
raccogliere lo spazzolino caduto nella tazza del cesso (in "Bianco, rosso e
verdone", 1981!!!), insomma stiamo a questi livelli. Una comicita' affidata
al solito macchiettismo, al senso del grottesco formato famiglia. Evviva il
cinema, evviva Soldini.
Voto: non classificato.
--
Lista nera dei registi italiani: chi e' che deve pagare:
1. Silvio Soldini
2. Davide Ferrario
3. Nanni Moretti
> Cerchero' adesso di essere obiettivo. Di criticare "Pane e
> tulipani", con contegno. E' difficile, ma ci provero'.
>
> (snip)
>
>Chi e' questa laida puttana con la fica
> spaccata che ha scritto questa immonda indecenza? Chi cazzo sei, brutta
> pompinara rotta in culo?
qui non ci sei riuscito tanto, mi sa...
> Colma di personaggi stereotipati, di stomachevoli luoghi comuni, di
> cliche' nazionalpopolari, di dialoghi del cazzo. E allora ecco il cameriere
> sfigato che pensa al suicidio ma poi ritrova l'amore
conosci Kaurismaki? ti piace? a me Bruno Ganz, i suoi dialoghi e in generale
il tipo di umorismo presente in tutte le scene in cui compare me lo hanno
ricordato non poco (una per tutte quando e' immobile davanti al vaso di
fiori...), e dato che il finlandese mi piace moltissimo, ho apprezzato molto
la cosa(anche se pare che non se ne sia accorto praticamente nessuno, visto
che tutti hanno tirato fuori Almodovar, che secondo me non c'entra veramente
un cazzo...). In altre parti del film e' presente sicuramente un umorismo
piu' stereotipato e di grana grossa, ma a me questa inaspettata affinita' e'
bastata a farmi schierare con i sostenitori del film.
d'altra parte si sa che... (vedi sign)
Corrado --icq 71524256
"(Corrado Meraviglia)
un cialtrone, senza palle,
e corre come un focomelico."
Bibi
>Vado al cinema con Barryz, entriamo in sala a spettacolo gia' iniziato.
...
>Cerchero' adesso di essere obiettivo. Di criticare "Pane e tulipani", con contegno.
>Chi cazzo sei, brutta pompinara rotta in culo?
>Ho cominciato allora a fare le finte scuregge, ad alta voce,
>Barryz si e' messo invece a fare i rutti.
Altro che edo.
Leo, c'e' da recuperare 'sti due qua.
[IT] mission: impossible
_
Riccardo Caiazzo "I'm afraid,
r.ca...@flashnet.it Dave."
> conosci Kaurismaki? ti piace?
"JUHA" era interessante, ben diretto e consapevolmente distruttivo verso
certi inflazionati cliche'. Niente di tutto questo in Soldini, che i cliche'
li sposa in pieno.
>a me Bruno Ganz, i suoi dialoghi e in generale
> il tipo di umorismo presente in tutte le scene in cui compare me lo hanno
> ricordato non poco (una per tutte quando e' immobile davanti al vaso di
> fiori...),
Che scena stucchevole del cazzo.... prevedibilissima nello svolgimento e
portatrice di una comicita' fastidiosamente moralista.
>ma a me questa inaspettata affinita' e'
> bastata a farmi schierare con i sostenitori del film.
> d'altra parte si sa che... (vedi sign)
OK, tu sei uno. Fuori gli altri.
Io sono tra i sostenitori di Pane e tulipani, perchč trovo che tratti un
argomento piuttosto simile ai temi di Salvatores in maniera molto, ma molto,
migliore.
Il tema č quello della fuga, dell'obbedienza all'istinto e della vita come
poesia; Soldini riesce a creare un film divertente, anche se piatto e
stereotipato, e allegro, Salvatores ha cercato di fare la stessa cosa ed č
riuscito soltanto a fotocopiare piů volte lo stesso film.
Questo non č poco, difetti Soldini ne ha parecchi, come anche la
sceneggiatura del film, ma sempre meglio di un cialtrone che copia se stesso
all'infinito, anche ambientandosi nel futuro.
Se proprio non vuoi togliere Soldini dalla lista nera dei registi, aggiungi
Salvatores; in ogni caso non sono d'accorco nemmeno su Moretti.
Ciao
Sergio
ICQ 24560578
--
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed č subito sera.
--------
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>
>> a me Bruno Ganz, i suoi dialoghi e in generale
>> il tipo di umorismo presente in tutte le scene in cui compare me lo hanno
>> ricordato non poco (una per tutte quando e' immobile davanti al vaso di
>> fiori...),
>
> Che scena stucchevole del cazzo.... prevedibilissima nello svolgimento e
> portatrice di una comicita' fastidiosamente moralista.
>
eh? mi spieghi che cazzo c'e' di moralista in un uomo immobile davanti ad
un vaso di fiori? hai attribuito qualche significato simbolico al fiore che
si stacca? ti eri gia' ampiamente rotto i coglioni e i rutti di Barryz ti
hanno annebbiato la vista?
-edo e' simpatico.
Questi si recupereranno da soli quando smetteranno di fare un cazzo nella
vita.
A quarant'anni saranno piu' borghesi di Giovanni Vivaldi nel film di
Monicelli.
Garantito.
Ciao.
Leo.
--
Socio fondatore del CPLRDELA
> >Cerchero' adesso di essere obiettivo. Di criticare "Pane e tulipani", con
> >contegno. Chi cazzo sei, brutta pompinara rotta in culo? Ho cominciato
> >allora a fare le finte scuregge, ad alta voce, Barryz si e' messo invece
> >a fare i rutti.
>
> Altro che edo. Leo, c'e' da recuperare 'sti due qua.
ma sono fantastici! Beavis & Butthead al cinema!
N.
> Chi e' questa laida puttana con la fica
> spaccata che ha scritto questa immonda indecenza? Chi cazzo sei, brutta
> pompinara rotta in culo?
una che si e' divertita nella vita? :)
Luca
Tale Doriana Leondoff (o come cazzo si chiama). E' lei la sceneggiatrice del
prestigioso "In principio erano le mutande" della figlia di Toni Negri, dei
capolavori di Del Punta, dell'emozionante "Le acrobate", dell'innovativo "La
parola amore esiste" (ringrazio il buon Pucciarelli per le informazioni).
Un nome da tenere d'occhio, una promessa mantenuta, una donna piena di idee,
di intelligenza e di brio.
Doriana, da te ci aspettiamo ancora molto! Non ci deludere, immonda
ciucciacazzi!
Van Cleef
Ecco, ti volevo appunto chiedere spiegazioni, che mi hai fornito
esaurientemente.
> OK, tu sei uno. Fuori gli altri.
IO! IO! Non sia mai detto!
A me ha fatto sorridere. Non ridere, sorridere. Considera che gli unici
registi italiani che riesco a tollerare sono nati da New York in poi. Non
mi e' parso di aver visto un capolavoro, ma non mi sono addormentato e
Ganz e la Maglietta mi sono piaciuti.
Per trovare sceneggiature decenti si devono attraversare le Alpi, e
questo era fuori discussione fin dall'inizio. Ma sono riusciti a fare gli
italiani senza dire cazzoficaculo, e forse questo ti puo' aver
disturbato.
E' un film che fa passare la serata, sai che sacrilegio! Comunque a me e'
parso che facesse spudoratamente (e questo si' maldestramente) il verso a
todo sobre mi madre.
[DA UN ALTRO POST]
> Ma Soldini deve pagare, e con lui tutti quelli che ne hanno
> preso le difese.
Credo che Soldini abbia abastanza soldoni ormai da prendersi le difese da
solo, quindi in culo a Soldini e a chiunque altro possa permettersi di
vivere lavorando meno di 8 ore al giorno.
Pero' potresti dare il suo numero di telefono a Joe Black alias
Dashian Kyril alias (all'anagrafe) Marco Zeviani cosi' gli mette un
bell'annuncio su Porta Portese.
;-)
Ciao.
--
ArAmesh (ICQ 13983837)
Socio sostenitore del CPLRDELA
> > Che scena stucchevole del cazzo.... prevedibilissima nello svolgimento e
> > portatrice di una comicita' fastidiosamente moralista.
> >
> eh? mi spieghi che cazzo c'e' di moralista in un uomo immobile davanti ad
> un vaso di fiori?
Fa vedere a che punto e' arrivata la sua vita, e' una scena che voleva
sintetizzare la sua condizione e il suo stato d'animo (i fiori che cascano).
Il tutto in maniera didascalica e finalizzata a un messaggio morale.
> Io sono tra i sostenitori di Pane e tulipani, perchč trovo che tratti un
> argomento piuttosto simile ai temi di Salvatores in maniera molto, ma
molto,
> migliore.
No guarda, no. "Mediterraneo" e' un film migliore, pur nella sua bruttezza,
cosi' "Nirvana". E poi che significa questo ragionamento? C'e' di peggio,
quindi salvo? Ma finiscila... non sei degno del nick che porti.
> Il tema č quello della fuga, dell'obbedienza all'istinto e della vita come
> poesia;
Che profondita', eh? Non mi far bestemmiare un'altra volta...
> Se proprio non vuoi togliere Soldini dalla lista nera dei registi,
aggiungi
> Salvatores;
Salvatores ha avuto effetti meno deleteri di un Moretti, e attualmente non
sta sulla cresta dell'onda come Soldini. Inoltre, anche se con risultati
scarsi, Salvatores ha avuto le palle di fare un film di fantascienza ad alto
budget. Un merito.
>in ogni caso non sono d'accorco nemmeno su Moretti.
I cazzi.
(Antonio Rezza)
Alla volgarita' si risponde con la volgarita'.
> Per trovare sceneggiature decenti si devono attraversare le Alpi, e
> questo era fuori discussione fin dall'inizio. Ma sono riusciti a fare gli
> italiani senza dire cazzoficaculo, e forse questo ti puo' aver
> disturbato.
ah ah ah ah ah, che battutona!
Aramesh sei un meschino. Non meriti la mia attenzione.
> E' un film che fa passare la serata, sai che sacrilegio!
Rileggi, rileggi quello che hai scritto. E affonda nell'abisso della
mediocrita'.
>
> Corrado Meraviglia <c.meravigliaK...@iol.it> wrote in message
> B55EDC25.FB2F%c.meravigliaK...@iol.it...
>> Dirty Harry wrote:
>
>>> Che scena stucchevole del cazzo.... prevedibilissima nello svolgimento e
>>> portatrice di una comicita' fastidiosamente moralista.
>>>
>> eh? mi spieghi che cazzo c'e' di moralista in un uomo immobile davanti ad
>> un vaso di fiori?
>
> Fa vedere a che punto e' arrivata la sua vita, e' una scena che voleva
> sintetizzare la sua condizione e il suo stato d'animo (i fiori che cascano).
> Il tutto in maniera didascalica e finalizzata a un messaggio morale.
>
secondo me a volte tu pensi troppo.
> Dirty Harry wrote:
>
>>
>> Corrado Meraviglia <c.meravigliaK...@iol.it> wrote in message
>> B55EDC25.FB2F%c.meravigliaK...@iol.it...
>>> Dirty Harry wrote:
>>
>>>> Che scena stucchevole del cazzo.... prevedibilissima nello svolgimento e
>>>> portatrice di una comicita' fastidiosamente moralista.
>>>>
>>> eh? mi spieghi che cazzo c'e' di moralista in un uomo immobile davanti ad
>>> un vaso di fiori?
>>
>> Fa vedere a che punto e' arrivata la sua vita, e' una scena che voleva
>> sintetizzare la sua condizione e il suo stato d'animo (i fiori che cascano).
>> Il tutto in maniera didascalica e finalizzata a un messaggio morale.
>>
> secondo me a volte tu pensi troppo.
>
e non voglio dire che tu abbia torto, semplicemente pensi troppo.
No, non significa c'è di peggio quindi salvo, significa che se esiste
Salvatores (na chiavica) a maggior ragione deve esistere e prosperare
Soldini (un regista decente).
> Che profondita', eh? Non mi far bestemmiare un'altra volta...
Che temi deve trattare un film per essere profondo?
> Salvatores ha avuto effetti meno deleteri di un Moretti,
Ah, capisco, "C'è di peggio, quindi salvo?".
> e attualmente non sta sulla cresta dell'onda come Soldini.
Ah, ecco, "Se non si vede non puzza"
> Inoltre, anche se con risultati
> scarsi, Salvatores ha avuto le palle di fare un film di fantascienza ad
alto
> budget. Un merito
Ha avuto le palle di incenerire un alto budget in una porcheria di film
inguardabile, fotocopiato dai suoi precedenti. Un grand'uomo! Grande anche
il protagonista che ha scelto per il suo film di fantascienza!!
> I cazzi.
> (Antonio Rezza)
Mecojoni.
(Thomas Milian)
Ciao
Sergio
ICQ 24560578
--
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.
> > Fa vedere a che punto e' arrivata la sua vita, e' una scena che voleva
> > sintetizzare la sua condizione e il suo stato d'animo (i fiori che
cascano).
> > Il tutto in maniera didascalica e finalizzata a un messaggio morale.
> >
> secondo me a volte tu pensi troppo.
Sei tu che hai lasciato il cervello alla cassa. A questo punto mi sorge il
sospetto che fruisci i film in maniera totalmente supina e passiva. Sei una
mucca.
>Dirty Harry wrote:
>> Colma di personaggi stereotipati, di stomachevoli luoghi comuni, di
>> cliche' nazionalpopolari, di dialoghi del cazzo. E allora ecco il cameriere
>> sfigato che pensa al suicidio ma poi ritrova l'amore
>conosci Kaurismaki? ti piace? a me Bruno Ganz, i suoi dialoghi e in generale
>il tipo di umorismo presente in tutte le scene in cui compare me lo hanno
>ricordato non poco
Anche a me Kaurismaki a suo tempo è piaciuto. Però il minimalismo
cinematografico è morto e sepolto, soprattutto quello agrodolce, spazzato
via dal gelido occhio carveriano con cui Altman ha girato "Short Cuts". La
realtà accomodante ed accomodata non ha più cittadinanza nel cinema odierno
PUNTO
Lo stesso Kaurismaki se n'è accorto da tempo. Dapprima ha realizzato una
sorta di esasperazione amara del genere con "Nuvole in viaggio", una
pellicola in cui i cliché minimalisti erano portati coscientemente al
paradosso (la scena in cui l'orchestrina suona ben 2 brani interi
consecutivamente) per terminare in modo solo apparentemente lieto, ma in
realtà permeandosi di un casualismo relazionale tutt'altro che umano o
umanista, ma di ineluttabilità quasi herzoghiana (i coniugi aprono il
ristorante non per merito loro o di altri, ma perché così ha voluto il
destino). Quindi con "Juha" è addirittura balzato all'antitesi del
minimalismo, alla sovraespressività del muto, alla sua fresca
comunicatività non solo esplicita ma caricaturalmente accentuata.
Jarmush, tanto per fare il nome di un altro minimalista della prima ora,
sono ormai 10 anni che non fa più un film minimalista o comunque realista.
Anzi, i suoi lavori recenti affondano le proprie robuste radici nel ricco
terreno dell'indefinito e del soprannaturale.
Soltanto in Italia, terzo mondo cinematografico, si continua a proseguire
sulla falsariga di un genere cinematografico che non solo è morto, ma è
stato sepolto male ed ovunque affiori diffonde un nauseabondo tanfo di
cadavere in decomposizione.
Non posso commentare nello specifico l'ultimo film di Soldini perché non
l'ho visto (ne ho avuto abbastanza di "Le Acrobattone" e "L'aria miasmatica
di un Ovest che fa molto Est"), ma ormai mi rifiuto di prendere in
considerazione l'idea di potermi sedere a subire una tale umiliazione.
Quando so che le tematiche e lo stile di una pellicola (o di uno spreco
della stessa) sono di quel tipo, preferisco evitare, grazie.
Dispiace solo che vengano coinvolti attori del calibro di Ganz, che
soltanto un paio di anni fa era protagonista dell'ultimo Anghelopoulos,
regista che sarà retorico e altisonante finchè si vuole ma che ancora
possiede, fortunatamente, il coraggio di girare pellicole massimaliste, che
non si vergognano di sfiorare il kitsch per trasmettere emozioni vere e
pervasive. Cosa che ormai in Italia (almeno fra i fedeli al regime
cinecittadino) nessuno fa più.
_____________________________________________________
davide tosi 'soljaris'
'Thing they do look awful cold
I Hope I die before I get old'
The Who - 1965
>Pane e tulipani: un tentativo di recensione.
Poveretto.
A darti una calmata, prima o poi, ci pensera' l'ulcera perforante che ti
attende presto.
Sayonara, sacchetto di bile.
>>>
>> secondo me a volte tu pensi troppo.
>
> Sei tu che hai lasciato il cervello alla cassa. A questo punto mi sorge il
> sospetto che fruisci i film in maniera totalmente supina e passiva. Sei una
> mucca.
>
okay, mi hai convinto. non pensi abbastanza.
> Corrado Meraviglia <c.meravigliaK...@iol.it> improvvisamente si
> alzo' in piedi e, con aria risoluta, disse:
>
>> Dirty Harry wrote:
>
>>> Colma di personaggi stereotipati, di stomachevoli luoghi comuni, di
>>> cliche' nazionalpopolari, di dialoghi del cazzo. E allora ecco il cameriere
>>> sfigato che pensa al suicidio ma poi ritrova l'amore
>
>> conosci Kaurismaki? ti piace? a me Bruno Ganz, i suoi dialoghi e in generale
>> il tipo di umorismo presente in tutte le scene in cui compare me lo hanno
>> ricordato non poco
>
> Anche a me Kaurismaki a suo tempo č piaciuto. Perņ il minimalismo
> cinematografico č morto e sepolto,
> Lo stesso Kaurismaki se n'č accorto da tempo. Dapprima ha realizzato una
> sorta di esasperazione amara del genere con "Nuvole in viaggio", una
> pellicola in cui i cliché minimalisti erano portati coscientemente al
> paradosso
> Quindi con "Juha" č addirittura balzato all'antitesi del
> minimalismo, alla sovraespressivitą del muto, alla sua fresca
> comunicativitą non solo esplicita ma caricaturalmente accentuata.
>
Kaurismaki ha sempre usato il minimalismo in questa maniera, esasperando le
situazioni e giocando sull'assurdo; ed e' anche sempre stato influenzato dal
muto. non penso che il minimalismo che intendi tu lo abbia mai interessato,
qundi non ha senso dire che si e' accorto che e' morto ed e' passato ad
altro... basta avere presente tutta la sua filmografia per rendersi conto
dell'estrema coerenza della sua opera.
> Rileggi, rileggi quello che hai scritto. E affonda nell'abisso della
> mediocrita'.
Traquilla, staro qui ad aspettarti appena sarai troppo vecchia per la
minigonna.
Ma perche' te la prendi tanto? Boh, fatti tuoi.
>on e' tollerabile, in alcun modo. Ho cominciato allora a fare
>le finte scuregge, ad alta voce, nei momenti piu' "toccanti" della
>pellicola. Barryz si e' messo invece a fare i rutti. Perche' e' doveroso
>porco cazzo, una plateale provocazione verso la trionfante stupidita' del
>pubblico.
Il chirurgho si e' fatto pagare molto per la lobotomizzazione ?
Ave Kallisti Eris Discordia
--
Dreams bring the future!
It's a shout from the soul / Let'go, passion!
Someday we'll bring peace back in our hands.
Let's go Gekiganger 3!
------------------------------------------------------------------
Ataru Moroboshi (Rocco Pier Luigi) - Brigate Takahashi
Conan (Incredible Tide) - GURPS - Axis & Allies - AD&D 3a ed.
http://www.geocities.com/TimesSquare/4748
ROTFL.
Ci ho dormito sopra quindi quanto ti diro' non e' "a caldo".
> > Ma sono riusciti a fare gli
> > italiani senza dire cazzoficaculo, e forse questo ti puo' aver
> > disturbato.
>
> ah ah ah ah ah, che battutona!
> Aramesh sei un meschino. Non meriti la mia attenzione.
Vedi Gabriele, fai male ad usare toni provocatori alla rinfusa se poi non
li reggi in risposta. Si fa una pessima figura a correre a nascondersi
dietro ai "non vale! tu devi essere educato con me anche se ti mando a
cagare".
Hai scelto tu la "lingua" da usare, io non ho fatto altro che usare
quella in replica. Pero' tu dimostri di non tollerare le stesse
provocazioni rivolte a te, anzi scappi via.
Questa reazione infantile ai post che usano i tuoi stessi toni ti fa
sembrare un teenager viziatello e mediocre.
> > E' un film che fa passare la serata, sai che sacrilegio!
> Rileggi, rileggi quello che hai scritto. E affonda nell'abisso della
> mediocrita'.
Suppongo che a te non dispiaccia un giorno diventare un regista
affermato. Anzi, piu' ancora che affermato secondo me ti interessa essere
riconosciuto come un regista originale, uno che con la sua originalita' e
le sue intuizioni ha aperto la strada ad un nuovo modo di intendere la
narrazione cinematografica. Credo che questo sia il tuo sogno, correggimi
se ebaglio.
Te lo auguro sinceramente e penso che verro' a vedere le tue opere con lo
stesso piacere con cui ho visto i tuoi corti, che ho trovato interessanti
e divertenti come ti dissi a suo tempo.
Tuttavia trovo che oggi tu sia ancora molto lontano da tutto questo.
Trovo che esista un abisso che separa cio' che tu sogni di essere e cio'
che sei: uno del pubblico. Uno dei tanti insomma, uno che ha mugugnato un
casino, ma che alla fine ha portato i soldi a Soldini.
Per cambiare questo stato di cose bisogna che nel prossimo ventennio tu
ti metta a ridurre quell'abisso, *diventando* quello che sogni di essere.
Questo si' ti rendera' meno mediocre delle centinaia di migliaia di
Gabriele Albanesi della provincia romana, ognuno dei quali con un proprio
hobby. E, ripeto, e' cio' che ti auguro di cuore.
Ora che sei di nuovo un signor nessuno come me, se vuoi ancora discutere
di Pane e Tulipani sono piu' che disponibile. Scegli tu la "lingua". Ho
letto la tua recensione. Queste sono le mie impressioni:
Regia e fotografia: PdA con te che non ci sono stati particolari "acuti"
stilistici. D'altra parte ammetterai che per il tipo di storia - cagosa
quanto vuoi ma ci torniamo - non erano particolarmente necessari. Di qui
il termine "minimalismo" appunto.
Recitazione: se non sbaglio qui non ho visto critiche. Almeno, e' cosi'
se per recitazione intendiamo la capacita' di un attore di mettere in
atto cio' che gli prescrive il copione. Ho visto critiche sul copione
invece, percio' ci diamo per intesi sulle performance degli attori.
Sceneggiatura: qui le tue critiche sono state radicali. In parte le
condivido, almeno per quel che riguarda il macchiettismo dei personaggi e
la sceneggiatura scarna. Tuttavia faccio notare ce:
1) Come dicevo in Italia non esistono piu' sceneggiature corpose. A meno
che ci uno voglia comprendere Joan Lui. E' un peccato, capisco, infatti
chi lo sa dovrebbe evitare di vederli, certi film.
2) La tua e' una critica al contenuto. Da come parli sembra che lo stesso
minimalismo non ti avrebbe dato fastidio in caso di - che so - un horror
("quattro ragazzi si trovano rinchiusi in una casa e perseguitati da
un'entita' malvagia, stop") ferme restando le caratteristiche tecniche.
Per ora la tua critica alla sceneggiatura ha investito unicamente il
campo del gusto personale. Non sei originale neanche in questo, e'
esattamente cio' che fa (facciamo) la massa degli spettatori. Percio' ti
chiedo maggiore chiarezza su questo punto.
Sempre che tu non mi abbia gia' killato, nel qual caso mi godo questo mio
post rimasto senza replica.
Ciao.
>soljARis wrote:
>> Anche a me Kaurismaki a suo tempo è piaciuto. Però il minimalismo
>> cinematografico è morto e sepolto,
>> Lo stesso Kaurismaki se n'è accorto da tempo. Dapprima ha realizzato una
>> sorta di esasperazione amara del genere con "Nuvole in viaggio", una
>> pellicola in cui i cliché minimalisti erano portati coscientemente al
>> paradosso
>> Quindi con "Juha" è addirittura balzato all'antitesi del
>> minimalismo, alla sovraespressività del muto, alla sua fresca
>> comunicatività non solo esplicita ma caricaturalmente accentuata.
>Kaurismaki ha sempre usato il minimalismo in questa maniera, esasperando le
>situazioni e giocando sull'assurdo; ed e' anche sempre stato influenzato dal
>muto. non penso che il minimalismo che intendi tu lo abbia mai interessato,
>qundi non ha senso dire che si e' accorto che e' morto ed e' passato ad
>altro... basta avere presente tutta la sua filmografia per rendersi conto
>dell'estrema coerenza della sua opera.
Sono passati molti anni da quando vidi "Leningrad Cowboys Go America", ma
me lo ricordo come un film molto jarmushiano, pieno di amarezza sottile ma
riconciliata, venato qua e là di un ottimismo irrazionale.
Tutto questo nel tardo Kaurismaki non c'è più. Senza dubbio la storia
patetico-surreale dei musicisti finlandesi si prestava molto di più a certe
aperture rispetto alla grigia quotidianità delle coppie protagoniste delle
sue ultime pellicole, ma mi pare che comunque sia cambiato qualcosa anche a
livello di atteggiamento mentale del regista stesso.
Un certo tipo di cinema aveva senso nell'89 ma non ne ha più nel '99.
In ogni caso quel che volevo sottolineare (ed a cui tu con la tua risposta
hai implicitamente confermato) è che la mediocrità filmica di soldini non
ha nulla a che fare con il grande Cinema di piccole uomini di Kaurismaki,
in cui la gradualità di approccio non deve trarre in inganno, perché le
realtà descritte sono durissime, incontrovertibili e non rinfrancanti. Con
Kaurismaki lo spettatore se ride, ride amaro e nessuno spazio è lasciato a
voli della speranza pindarici. Tutto il contrario del finale farlocco di
"le acrobate", film creato ad uso e consumo dell'impiegata frustrata
milanese trentacinquenne che se lo guarda in seconda serata su retequattro
rivitalizzando le sue illusorie speranze di un futuro migliore.
Detto in altre parole, trovare similitudini tra soldini e Kaurismaki è come
trovarne tra garzelli ed Indurain.
Dirty Harry <george...@libero.it> scritto
> Il film inizia nel peggiore dei modi, con una trovata
> che definire modaiola sarebbe un eufemismo: la commistione di due
piani di
> realta', quello oggettivo filmico e quello intradiegetico del video.
Ovvero,
> in soldoni, nel film si vede un ragazzino che riprende i genitori con
la
> videocamera in mano, e alcune sequenze sono "in soggettiva", ovvero
girate
> in video attraverso l'occhio del ragazzino. Poco piu' avanti si
assiste alla
> prevedibile conclusione di questa trovata: il padre molla un ceffone
al
> ragazzino e questi crolla a terra con tutta la videocamera. Inutile
dire che
> viviamo la scena attraverso l'occhio soggettivo del video. Che
originalita'!
> In pratica si tratta di un plagio smaccatissimo da "American Beauty"
Ah sě... ora ricordo.
Infatti ho trovato American Beauty piů o meno allo stesso livello di
Pane e tulipani.
Chi parlava di regia geniale su AB dovrebbe valutare ora queste
genialate (che io non ho mai trovato tali) riconsiderando anche Pane e
tulipani.
Per quello che mi riguarda le metto grosso modo sullo stesso piano.
Con una differenza: Pane e tulipani l'ho visto prima (e ho trovato che
avesse una regia meno che mediocre)
cordialmente
--
Bibi
[lo stile conta]
Socio fondatore del CPLRDELA
posso rifarti lo stesso discorso a proposito di qualcos'altro?
quel che dici tu io lo applico a pie' pari alla scopata iniziale in "Mifune
sidste Sang":
(1) stessa intenzione: sintetizzare una situazione. quest'uomo e` uno
yuppie squallido, e ha sposato una borghesuccia tutta casa e chiesa
ma che a letto, come tutte le ragazze danesi di buona famiglia,
te lo fa fondere da quanto e` brava;
(2) stesso effetto: di una retorica paurosa. smaccato, ovvio, grottesco. e
se
era comicita` volontaria, allora io ti ribatto che la scena del petalo
di tulipano che si stacca e` altrettanto volontariamente toccante e
commovente.
e se a te non e` arrivata la profondita` di una scena simile, a me non e`
arrivata la profondita` della trombata in "mifune". chi ha ragione? tu? io?
mio zio? capito l'antifona? commissario, mi sa che stai perdendo un tantino
la bussola. senza offesa ne' rancore.
ribadisco comunque che Pane e tulipani e` abbastanza indegno anche secondo
me. pero` la sequenza citata da Corrado e` azzeccata.
pero` ti becchi del pirla ancora una volta, perche' facevi rumori molesti
in sala. il cinema e` sacro, anche quello pessimo (giudizio soggettivo,
anyway), e va *RISPETTATO*. e anche le altre persone del pubblico vanno
rispettate. once again, no flame.
--
Libera la tua immaginazione temporale,
mandala al potere nel tuo organo sessuale!
ne hai una copia? le porti domenica 18 quando ci vediamo per i corti di
Meraviglia?
> Sono passati molti anni da quando vidi "Leningrad Cowboys Go America", ma
> me lo ricordo come un film molto jarmushiano, pieno di amarezza sottile ma
> riconciliata, venato qua e là di un ottimismo irrazionale.
> Tutto questo nel tardo Kaurismaki non c'è più. Senza dubbio la storia
> patetico-surreale dei musicisti finlandesi si prestava molto di più a certe
> aperture rispetto alla grigia quotidianità delle coppie protagoniste delle
> sue ultime pellicole, ma mi pare che comunque sia cambiato qualcosa anche a
> livello di atteggiamento mentale del regista stesso.
la stessa durezza era presente anche in opere precedenti, anche in misura
maggiore (ad esempio in "la fiammiferaia")... probabilmente lgga e' in
effetti il film piu' Jarmushiano di Kaurismaki.
>
> In ogni caso quel che volevo sottolineare (ed a cui tu con la tua risposta
> hai implicitamente confermato) è che la mediocrità filmica di soldini non
> ha nulla a che fare con il grande Cinema di piccole uomini di Kaurismaki,
> in cui la gradualità di approccio non deve trarre in inganno, perché le
> realtà descritte sono durissime, incontrovertibili e non rinfrancanti. Con
> Kaurismaki lo spettatore se ride, ride amaro e nessuno spazio è lasciato a
> voli della speranza pindarici.
in linea generale sono d'accordo, ma varia da film a film (io ne ho 11), non
e' un percorso lineare che parte dal lasciare un po' di speranza per
arrivare progressivamente ad abbandonarla...
>
> Detto in altre parole, trovare similitudini tra soldini e Kaurismaki è come
> trovarne tra garzelli ed Indurain.
io comunque mi gioco tutte e due le palle che Soldini si e' ispirato
consapevolmente a lui( perlomeno nel personaggio interpretato da Ganz), poi
se sia riuscito nell'impresa e' un altro discorso...
Alberto, hai gia' risolto la storia del finale, non e' che hai qualche
intervista in cui Soldini dice qualcosa in questo senso?
SBAM!
>
> Salvatores ha avuto effetti meno deleteri di un Moretti,
su questo ci sarebbe da discutere
sono d'accordo. basta citare "italia -germania 4-3"
... mio dio... che cosa ho riportato alla mia memoria...
ah ah ah!!!!
Sempre + simpatico!
Ha ragione. Io non amo i giudizi concilianti, anzi, e tanto meno su certi
film piccolini e buonisti, ma perdio... tu scadi proprio nella volgarità
gratuita! Più che altro, sembri uno che ha tanta voglia di venire alle mani
alla Fait Clab.
"Beavis and Butthead al cinema", proprio vero... non è un grande
complimento, visto che i due sono il prototipo della coglionaggine ridicola.
Se una mia amica si incazzava -giustamente- perchè io e un altro sfottevamo
la Guinnett vedendo "Shakespeare in love", non vedo perchè gli altri
spettatori di PeT dovessero sorbirsi i vostri versi!
Ciao, ti consiglio il Lexotan.
Con mutata stima,
NB
> Ma perche' te la prendi tanto? Boh, fatti tuoi.
E' l'atteggiamento superficiale delle persone come te che ha portato il
cinema allo sfacelo. Siete privi di rigore, di coerenza, non avete dignita',
non siete in grado di reagire. Siete dei supini, inneggiate alla faciloneria
di pensiero e alla leggerezza. Meritate l'estirpamento.
fantastich!
ora ci tocca trovare una casa disponibile.
la mia resta come ultima spiaggia (ci sono i miei, purtroppo)
volontari?
:-)
Of course.
Di corsa.
Auf sprung.
--
> E' l'atteggiamento superficiale delle persone come te che ha portato il
> cinema allo sfacelo. Siete privi di rigore, di coerenza, non avete dignita',
> non siete in grado di reagire. Siete dei supini, inneggiate alla faciloneria
> di pensiero e alla leggerezza. Meritate l'estirpamento.
Maddeche'? Ripijate, abburo!
--
ArAmesh (ICQ 13983837) - Socio sostenitore del CPLRDELA
"Ti capisco Orson... anch'io come te
faccio tutto nei miei film. Li scrivo,
li dirigo e li recito."
("Ed Wood" - Tim Burton)
> la mia resta come ultima spiaggia (ci sono i miei, purtroppo)
> volontari?
Casa mia e' sempre disponibile. E' uno dei vantaggi di essere uno che ha
vissuto da solo, studiato e lavorato sin dal 1981, da sedicenne. Un
piccolo borghese spazzato via da Tangentopoli che rifugge nel minimalismo
cinematografico per non pensarci piu', insomma.
Tra i vantaggi c'e' anche che mi son sempre trombato le ganze in casa,
senza dover sperare che i miei si levassero dalle balle o dover ricorrere
al sedile ribaltabile della macchina di papa'. E' una bella sensazione.
Ho una casa non molto grande ma sarete i benvenuti.
>Forse ho sbagliato,
> sono caduto nell'offesa gratuita e in una conseguente perdita di
> credibilita'. Cerchero' adesso di essere obiettivo. Di criticare "Pane e
> tulipani", con contegno.
(...)
> Chi e' questa laida puttana con la fica
> spaccata che ha scritto questa immonda indecenza? Chi cazzo sei, brutta
> pompinara rotta in culo?
(...)
> Tanto
> e' un cesso di donna, ma chi ti piscia, chi ti si incula.
(...)
> Ho cominciato allora a fare
> le finte scuregge
...
> > ah ah ah ah ah, che battutona!
> > Aramesh sei un meschino. Non meriti la mia attenzione.
>
> Vedi Gabriele, fai male ad usare toni provocatori alla rinfusa se poi non
> li reggi in risposta. Si fa una pessima figura a correre a nascondersi
> dietro ai "non vale! tu devi essere educato con me anche se ti mando a
> cagare".
Ti stai lanciando in discorsi che non c'entrano nulla e che non mi
interessano. Ho trovato la tua battuta decisamente patetica e te l'ho fatto
notare. Tutto qua. Il resto e' solo una chiacchiera.
> Hai scelto tu la "lingua" da usare, io non ho fatto altro che usare
> quella in replica. Pero' tu dimostri di non tollerare le stesse
> provocazioni rivolte a te, anzi scappi via.
Sono pronto a risponderti come e quando vuoi, esattamente come ti ho
risposto prima. Il fatto che ti definisca meschino non significa che rifiuto
il dialogo con te o che mi dia alla fuga.
> Suppongo che a te non dispiaccia un giorno diventare un regista
> affermato. [zac zac]
Da qui in poi ti lanci in un avvilente discorso paternalista come e' tuo
solito. Ti ripeto, queste chiacchiere non mi interessano. Specula pure
quanto vuoi sul mio conto, non ti rispondero'.
> Ora che sei di nuovo un signor nessuno come me, se vuoi ancora discutere
> di Pane e Tulipani sono piu' che disponibile.
Perche', non ero un signor nessuno anche prima di questo post?
Cosa vuoi insinuare? Che mi davo delle arie forse? Mi hai
preso per Barnaba? Io ho sempre e solo parlato di cinema, non ho mai fatto
riferimenti alla mia persona per legittimare delle opinioni. Sei tu invece
che, molto disonestamente, hai tirato in ballo le mie vicende personali.
Non ti prendere piu' questa liberta'.
> Regia e fotografia: PdA con te che non ci sono stati particolari "acuti"
> stilistici.
E' scialbo e grezzo, del tutto privo di una dimensione cinematografica anche
minimamente moderna. Il problema non e' la mancanza di acuti. E' cattiva
televisione, e' un film gia' pronto per il passaggio in prima serata su
raidue. Senza parlare poi degli aspetti ideologici.
> D'altra parte ammetterai che per il tipo di storia - cagosa
> quanto vuoi ma ci torniamo - non erano particolarmente necessari. Di qui
> il termine "minimalismo" appunto.
Sbagli. Minimalismo narrativo non implica necessariamente una disarmante
mediocrita' di stile. Ma che dici? Cipri' e Maresco allora? Ti sembra che i
loro film siano visivamente scialbi? Al contrario si puo' essere minimalisti
nella materia narrativa ma al tempo stesso maestosi e massimalisti
nell'approccio registico. Un esempio recente: "Dorme" di Eros Puglielli.
> Recitazione: se non sbaglio qui non ho visto critiche.
Perche' me ne sono dimenticato. Gli attori sono dei cani, specie la
protagonista. Esibiscono una recitazione scopertamente falsa "un posto
al sole" style, non sono in grado di simulare uno stato d'animo senza
affidarsi a una dilettantesca mimica espressiva.
> 1) Come dicevo in Italia non esistono piu' sceneggiature corpose.
Ma che cazzo c'entra? Allora siccome in Italia c'e' solo merda significa che
e' giusto che la merda continui a riprodursi? Che e' lecito perdonare? Che
ci si puo' sorvolare come se niente fosse? Che non e' una colpa? Aramesh, e'
questo tuo atteggiamento culturale improntato a un superficiale disfattismo
e a un'ottica del perdono che respingo con disgusto. Sei un molle.
> 2) La tua e' una critica al contenuto.
Ma cosa dici! Buffone! Non sai nemmeno leggere allora!
>Da come parli sembra che lo stesso
> minimalismo non ti avrebbe dato fastidio in caso di - che so - un horror
> ("quattro ragazzi si trovano rinchiusi in una casa e perseguitati da
> un'entita' malvagia, stop") ferme restando le caratteristiche tecniche.
Stronzate, perche' un horror minimalista ma girato coi controcazzi ha tutto
il mio rispetto. Io non contesto il minimalismo narrativo, buffone! Non sono
un moralista, non giudico i concetti a priori! Prendi "La Casa", film che
risponde alla descrizione da te fatta: una trama minimalista certo, ma
raccontata con un approccio filmico che ha dello sbalorditivo. Ed e' questo
quello che conta, e' questo che manca totalmente a un film come "Pane e
tulipani".
> Per ora la tua critica alla sceneggiatura ha investito unicamente il
> campo del gusto personale. Non sei originale neanche in questo, e'
> esattamente cio' che fa (facciamo) la massa degli spettatori. Percio' ti
> chiedo maggiore chiarezza su questo punto.
Cagone!
Mettendo per un attimo da parte le smargiassate verbali, cerchiamo di essere
seri: non si puo' tollerare che un film come questo venga acclamato dal
pubblico e soprattutto dalla critica. Non e' ammissibile che esista una
critica, oggi in Italia, che arrivi a rilasciare un giudizio positivo su
questo infimo prodotto del decadentismo estetico e culturale, non e'
perdonabile che, anziche' contribuire con i propri interventi a fare piazza
pulita di questi falsi autori facilitando cosi' un ricambio generazionale,
si continui a difendere siffatta mediocrita' esclusivamente per spirito
partigiano e campanilista. La critica ha una gravissima responsabilita', ha
il dovere di dissezionare un film portandone alla luce i pregi e i difetti
con sguardo che sia il piu' lucido e obiettivo possibile. Senza prese di
posizione faziose, senza campanilismi, senza vili o romantici schieramenti.
I critici non possono prendere alla leggera il loro compito, il loro dovere.
Non possono rivelarsi superficiali o ingenui. Perche' hanno una
responsabilita', ripeto, e prima di scrivere certe cose dovrebbero pensarci
fino alla nausea, rileggersi in continuazione facendo un continuo esame di
coscienza sulla reale onesta' delle proprie dichiarazioni. Basta con le
concessioni, con i buonismi, con la propensione al perdono. Non e' questa
mediocre leggerezza di pensiero che contribuisce a far evolvere il nostro
cinema.
> Ah sě... ora ricordo.
> Infatti ho trovato American Beauty piů o meno allo stesso livello di
> Pane e tulipani.
Non meriti risposta.
> Chi parlava di regia geniale su AB dovrebbe valutare ora queste
> genialate (che io non ho mai trovato tali) riconsiderando anche Pane e
> tulipani.
Peccato che "American Beauty" venga prima, e che Soldini abbia ripreso da
esso la sua trovata. Dimostrandosi, oltre che uno squallido ruffiano, anche
un becero inseguitore delle mode del momento.
>Tutto il contrario del finale farlocco di
> "le acrobate", film creato ad uso e consumo dell'impiegata frustrata
> milanese trentacinquenne che se lo guarda in seconda serata su retequattro
> rivitalizzando le sue illusorie speranze di un futuro migliore.
Ecco finalmente una persona a cui e' rimasto il buon senso e l'intelligenza.
Caro Dominatore, in questo newsgroup siamo come maiali in mezzo agli uomini.
Ci circondano la stupidita' e la passiva adesione a quelli che sono i
modelli culturali imperanti.
Salvatores non ha condizionato in maniera cosi' determinante il modo
di concepire il cinema in Italia, non costituisce un modello forte come
Moretti. Moretti viene emulato perche' il suo e' un modo di fare cinema
non solo semplice a farsi (la stessa cosa non si puo' dire di un
Salvatores), ma addirittura sostenuto dalla critica e dall'orientamento
dei piu' prestigiosi festival italiani. Salvatores non e' stato eletto a
Vate, eppure ha vinto addirittura un Oscar. Questo ti dovrebbe
far riflettere.
> "Beavis and Butthead al cinema", proprio vero... non è un grande
> complimento, visto che i due sono il prototipo della coglionaggine
ridicola.
> Se una mia amica si incazzava -giustamente- perchè io e un altro
sfottevamo
> la Guinnett vedendo "Shakespeare in love", non vedo perchè gli altri
> spettatori di PeT dovessero sorbirsi i vostri versi!
Cara Nicole, lo spettatore che in sala si mette a ridere sguaiatamente non
fa meno rumore, ne' crea meno fastidio, di me che faccio una pernacchia.
Pero' il consenso e' unanimemente accettato, quando invece una persona
esprime il proprio dissenso allora si comincia a guardarla storto, a
tacciarla di volgarita'. C'e' qualcosa che mi sfugge in questo ragionamento
(tipicamente borghese oltretutto).
ma bocca di rose, la mia era una battuta!!!
> Ha ragione. Io non amo i giudizi concilianti, anzi, e tanto meno su certi
> film piccolini e buonisti, ma perdio... tu scadi proprio nella volgarità
> gratuita! Più che altro, sembri uno che ha tanta voglia di venire alle
mani
> alla Fait Clab.
fait clab... che palle... e poi mi dici monotono a me??
sempre le stesse cose in italoinglese....
non mi dire nulla...
> Ho una casa non molto grande ma sarete i benvenuti.
molte grazie.
che dici se ci vediamo per le cinque?
mallory, ti va bene?
corrado?
>soljARis wrote:
>> Sono passati molti anni da quando vidi "Leningrad Cowboys Go America", ma
>> me lo ricordo come un film molto jarmushiano, pieno di amarezza sottile ma
>> riconciliata, venato qua e là di un ottimismo irrazionale.
>> Tutto questo nel tardo Kaurismaki non c'è più. Senza dubbio la storia
>> patetico-surreale dei musicisti finlandesi si prestava molto di più a certe
>> aperture rispetto alla grigia quotidianità delle coppie protagoniste delle
>> sue ultime pellicole, ma mi pare che comunque sia cambiato qualcosa anche a
>> livello di atteggiamento mentale del regista stesso.
>la stessa durezza era presente anche in opere precedenti, anche in misura
>maggiore (ad esempio in "la fiammiferaia")...
"la fiammiferaia" e "Juha" sono i due narrativamente più disperati fra
quelli che ho visto, anche se il registro stilistico del primo lo rende
ancor più duro
>probabilmente lgga e' in
>effetti il film piu' Jarmushiano di Kaurismaki.
anche in "ho affittato un killer" emergono qua e là alcune situazioni
paradossali e grottesche alla "daunbailò"
>in linea generale sono d'accordo, ma varia da film a film (io ne ho 11),
Azz. Io a questo punto mi stoppo visto che ne ho visti giusto la metà (i
cinque lunghi già citati a vario titolo ed il medio "Tatjana").
Senz'altro il maestro finnico lo conosci meglio tu, io manco sapevo ne
avesse fatti così tanti.
Deduco quindi che tu possieda anche il seguito di LCGA, film che cerco di
vedere da anni. Mi sa che al prox. raduno porti una cassetta pure a me.
>
> fait clab... che palle... e poi mi dici monotono a me??
> sempre le stesse cose in italoinglese....
Ies! Ai alueis rait laic dis!!!
>
> Cara Nicole, lo spettatore che in sala si mette a ridere sguaiatamente non
> fa meno rumore, ne' crea meno fastidio, di me che faccio una pernacchia.
Guarda che non è una gara.
> Pero' il consenso e' unanimemente accettato, quando invece una persona
> esprime il proprio dissenso allora si comincia a guardarla storto, a
> tacciarla di volgarita'. C'e' qualcosa che mi sfugge in questo
ragionamento
> (tipicamente borghese oltretutto).
Mi sembri un po' fissato... non sto dicendo che uno non può esprimere
dissenso! Anzi! Ma mentre si guarda un film, cacchio, che si guardi in pace,
che ti piaccia o no. Anche quando vorrei spernacchiare un film, non è giusto
perchè comunque disturbo della gente - posso pensare che sia una massa di
spettatori idioti che si bevono delle cretinate, ma loro possono pensare lo
stesso di me. Dovrei essere meno "borghese"? (Ah ah. Tu fai l'"alternativo"
a tutti i costi?) OK, verrò a disturbarti mentre vedi un film che ti piace.
E se ti do fastidio, però, non me lo rinfacciare.
Io stra-raccomando un film quando mi è piaciuto, oppure lo denigro quanto mi
pare. Diciamo che se lo voglio spernacchiare lo faccio il + possibile, e
fuori dal cinema. Credo che il passaparola sia questo. Anzi, se in partenza
fossero i critici quotidianisti o i sedicenti tali in TV ad essere più
coraggiosi nel loro lavoro, potrebbero indurre lo spettatore comune a
ragionare un po' di più su quel che vede e non accettare le formulette
preconfezionate (nei film e nei commenti ad essi) e farebbero un valido
servizio alla comunità. Tu -in questa sede- stai inveendo contro questo
film, e fai benissimo, non è certo di questo che mi lamentavo. Sono certa
che capirai.
>
> Azz. Io a questo punto mi stoppo visto che ne ho visti giusto la metà (i
> cinque lunghi già citati a vario titolo ed il medio "Tatjana").
> Senz'altro il maestro finnico lo conosci meglio tu, io manco sapevo ne
> avesse fatti così tanti.
> Deduco quindi che tu possieda anche il seguito di LCGA, film che cerco di
> vedere da anni. Mi sa che al prox. raduno porti una cassetta pure a me.
>
>
purtroppo no, non sono mai riuscito a beccarlo neanche io... gli altri che
ho sono "vita da boheme" e quattro antecedenti a "la fiammiferaia"...
E' ovvio che a te non sia piaciuta, ne eri l'oggetto.
> Il fatto che ti definisca meschino non significa che rifiuto
> il dialogo con te o che mi dia alla fuga.
Allora ho interpretato male il "non meriti la mia attenzione". Sembrava
un "cattivo, porto via il pallone".
> Da qui in poi ti lanci in un avvilente discorso paternalista come e' tuo
> solito. Ti ripeto, queste chiacchiere non mi interessano. Specula pure
> quanto vuoi sul mio conto, non ti rispondero'.
No, no, che paternalismo? Ti sto dicendo che aver dei gusti
cinematografici e gridarli in giro non rende affatto socialmente diversi
dal pubblico di Soldini, ne' moralmente. Anche loro hanno dei gusti ai
quali sono attaccati come delle zecche.
Quella gente e' imperdonabile, e non per i motivi che pensi tu. Ma per
l'aver cresciuto dei figli senza aver mai messo mano al nerbo di bue.
Paternalismo? Fammi ridere, fossi stato tuo fratello maggiore avresti
chiamato telefono azzurro a sei anni. Quindi violenza psicologica sui
minori semmai.
E il discorso c'entra eccome col tuo post, sei tu che non ti sei limitato
a parlare di cinema ma ti sei infilato per primo nei casini sociologici,
catalogando persone delle quali non sai una minchia.
> Perche', non ero un signor nessuno anche prima di questo post?
> Cosa vuoi insinuare? Che mi davo delle arie forse? Mi hai
> preso per Barnaba? Io ho sempre e solo parlato di cinema, non ho mai fatto
> riferimenti alla mia persona per legittimare delle opinioni. Sei tu invece
> che, molto disonestamente, hai tirato in ballo le mie vicende personali.
> Non ti prendere piu' questa liberta'.
Ma baaastaaaa! Ma che ne so io di cosa fa il Barnaba? Che ne so delle tue
vicende personali? Non hai capito nulla del mio discorso: tu non ti dai
delle arie per i tuoi corti, ma chi cazzo ha mai detto questo? Ti dessi
delle arie per quelli ti capirei.
Tu ti sei dato delle arie per i tuoi *gusti*. E' per quei gusti che ti
credi un superuomo, e io quando ne vedo uno mi travesto da kriptonite.
Ecco la ragione di tutto.
> E' scialbo e grezzo, del tutto privo di una dimensione cinematografica anche
> minimamente moderna. Il problema non e' la mancanza di acuti. E' cattiva
> televisione, e' un film gia' pronto per il passaggio in prima serata su
> raidue. Senza parlare poi degli aspetti ideologici.
Gli aspetti ideologici (quali sarebbero scusa? politici o cos'altro?) non
ci dovrebbero interessare m'insegni. E la modernita' della regia non e'
un valore di per se'. Cosa ti aspettavi dalla regia? Tarantino? Da
Soldini? Sei tu l'ingenuo. E poi sai cosa ti dico? Che Tarantino ha
spaccato 'sto par di maroni. Ooooh, l'ho detta, ora venite tutti che vi
aspetto.
Tutti (me compreso) dietro a dire "cazzo che bravo Tarantino! ha preso un
film, l'ha fatto a fette, l'ha cacciato in una scatola e l'ha rimontato a
caso". Quando lo facevano gia' i dadaisti ottant'anni fa.
Tutti (me compreso) a dire "geniale! fa ridere facendo vedere una testa
che esplode! che iconoclasta! che coraggioso!" E adesso, che fine ha
fatto? Fatte vedere quattro teste che esplodono, calo creativo di tre
anni. Non sta facendo film da un'eternita', e nessuno in giro sembra
chiedersi che cazzo di fine abbia fatto il creatore di Pulp Fiction.
Voglio dire che mi sa tanto che questa "modernita'" di regia e temi che
vai cercando sia gia' diventata "la moda dell'anno scorso".
> Sbagli. Minimalismo narrativo non implica necessariamente una disarmante
> mediocrita' di stile. Ma che dici? Cipri' e Maresco allora? Ti sembra che i
> loro film siano visivamente scialbi?
Cioe'? Ti sarebbe bastato il b/n e qualche inquadratura fissa di 20
minuti di un funerale che arriva da lontano e sparisce senza ragione per
dire che il film sarebbe accettabile? nonostante i fottutissimi buoni
sentimenti della troia borgese?
> Ma che cazzo c'entra? Allora siccome in Italia c'e' solo merda significa che
> e' giusto che la merda continui a riprodursi?
Certo tu non le hai dato una mano a morire andandotelo a vedere. Io
dicevo le stesse cose - con esattamente gli stessi toni - della musica
italiana e della Dance anni 80. Lo sai gia'. Pero' non mi sono mai andato
a vedere un concerto di Baglioni e degli Spandau Ballet per poi
lamentarmi che mi fanno schifo. Porco Iddue, informati meglio prima di
andare a vedere un film!
> Cagone!
Frocio qualunque!
> Mettendo per un attimo da parte le smargiassate verbali
E DILLO ALL'INIZIO DEL POST CAZZO!
> non si puo' tollerare che un film come questo venga acclamato dal
> pubblico e soprattutto dalla critica. Non e' ammissibile che esista una
> critica, oggi in Italia, che arrivi a rilasciare un giudizio positivo su
> questo infimo prodotto
D'accordo, ma il mestiere della critica non e' quello di educare il
popolo, almeno non da quando e' morto Mao. Una critica seria deve farti
capire cosa stai andando a vedere in modo che tu lo sappia prima.
Ad esempio, al posto tuo, a me sarebbero venuti i primi seri dubbi
leggendo recensioni del tipo "una storia lieve e gradevole..." oppure "un
film con sentimenti veri..." etc. etc. Dai retta a me, ho sviluppato
orecchie per questo tipo di critica fin dai tempi in cui cercavano di
sbolognarmi gli Billy Idol per punk.
Lo dico per te, t'incazzi e non serve a nulla perche' quelli
continueranno a chiamare Rock la musica di Madonna. Prendi le distanze
da 'sta roba, allontanati da loro, circondati solo dalle cose che
gradisci di piu'. Non perdere tempo e fatti la tua strada.
Anche perche' quel pubblico li' NON SPARIRA' MAI, non durante la mia e la
tua vita almeno. Te lo garantisco. E te lo dico anche se so che tu mi
consideri uno di "quel pubblico li'".
Ciao.
> ArAmesh wrote:
>> Tra i vantaggi c'e' anche che mi son sempre trombato le ganze in casa,
>> senza dover sperare che i miei si levassero dalle balle o dover ricorrere
>> al sedile ribaltabile della macchina di papa'. E' una bella sensazione.
>
> non mi dire nulla...
>
>
>> Ho una casa non molto grande ma sarete i benvenuti.
>
> molte grazie.
>
> che dici se ci vediamo per le cinque?
>
> mallory, ti va bene?
>
> corrado?
vabbuono.
> Mi sembri un po' fissato... non sto dicendo che uno non può esprimere
> dissenso! Anzi! Ma mentre si guarda un film, cacchio, che si guardi in
pace,
> che ti piaccia o no.
Basta! Mi avete rotto le palle con questa concezione catechistica del
cinema, questa infantile sacralizzazione della sala cinematografica, volete
a tutti i costi spacciarvi per dei fanatici del silenzio per sbandierare una
cinefilia di facciata e poi, con totale incoerenza, venite a parlar bene di
un film come "Pane e tulipani" che dovrebbe far inorridire anche il piu'
impreparato dei cinefili! Dite di amare il cinema, ma in realta' non lo
conoscete, non avete visto abbastanza film, non conoscete i classici, non
avete riflettuto abbastanza sui meccanismi del testo filmico e sulle
questioni riguardanti la macchina cinema. Non vi siete mai posti dei seri
interrogativi di natura ontologica. Se l'aveste fatto, non sareste qui a
parlar bene di "Pane e tulipani". Questa e' la triste realta', mondo
caprino!
E adesso voglio spendere due parole su questa questione del silenzio in
sala, che vede tra i suoi piu' integerrimi fautori persone notoriamente
insulse come Riccardo Caiazzo o il pessimo Leo Rieser. Predicare a priori il
rispetto del silenzio e' una delle piu' grandi porcate che ho mai ascoltato
in vita mia. Dipende dai casi e dalle situazioni, dipende dal film che si
sta vedendo e dalla natura del pubblico in sala. Non esistono regole di
comportamento aprioristicamente valide. Ad esempio, al Fantafestival e'
pratica usuale sopraffare i film con boati, schiamazzi, bestemmie, rutti,
scuregge, insulti, applausi, e chi piu' ne ha piu' ne metta. E' ormai una
tradizione che si ripete di anno in anno, un rituale di cui il pubblico ha
chiara consapevolezza e di cui ne rispetta felicemente, goliardicamente, le
regole. Il Fantafestival e' probabilmente l'unico momento ancora esistente
in cui il cinema ritrova la valenza ritualistica della fruizione collettiva.
Un tempo, prima dell'avvento della televisione e dell'home video, quando
cioe' il cinema non era ancora un'esperienza che si consumava nella
solitaria individualita' casalinga, la sala cinematografica era un luogo in
cui il pubblico si ritrovava e, come un tempo si leggevano ad alta voce i
poemi omerici, partecipava a un'esperienza emotiva e sensoriale che aveva la
valenza dell'aggregante sociale: rinforzava il senso della collettivita' e
di una comune condivisione di valori. Inutile specificare che in questi
momenti non si rispettava il silenzio, proprio perche' l'esperienza della
visione era un momento di catarsi collettiva. Guardatevi il mediocre
"Nitrato d'argento", film che nella sua bruttezza ha pero' il merito di
ricordare questo periodo e questa concezione veramente popolare del cinema.
C'e' poi un discorso legato alle condizioni migliori per fruire un film. Ci
sono film che si vivono veramente sulla pelle soprattutto se si vedono in
una grande sala schiamazzante e impazzita. E' in questi momenti che si
percepisce veramente la grandezza del film e del cinema, capace di farti
sentire un tutt'uno con gli altri, capace di generare un sentimento
collettivo di estasi e ubriachezza. Prendete "Titanic". Preferite vederlo da
soli a casa, o all'interno di una grande sala cinematografica piena di gente
che acclama, piange, sospira? Guardate cosa disse il nostro caro Sam Raimi
in un'intervista di qualche anno fa:
"Voglio un immediato riscontro dal pubblico. Quando la sala reagisce so che
questo e' cinema. Quando ho visto "Suspiria" a Detroit, il pubblico era
impazzito. Volavano pop-corn, e' successo di tutto. Questo e' cinema".
Andate a dire queste cose ai tristi sostenitori del cinema-catechismo, dei
fautori del religioso silenzio a tutti i costi, dei fanatici integralisti di
un falso amore cinefilo che come tale non puo' che esprimersi in queste
avvilenti condizioni che rappresentano la morte del cinema, e non il suo
coronamento. Quando ho visto "Funny Games", per riportare un altro esempio,
l'ho apprezzato entusiasticamente e incondizionatamente anche grazie
all'esperienza, indimenticabile, della visione in sala. Ho veramente vissuto
il film, ho visto i suoi effetti sulla pelle degli spettatori, e quindi
anche sulla mia. Ho visto le persone accanto a me che si stringevano
tremando, ho ascoltato una ragazza piangere, ho ascoltato i sospiri di
insofferenza da parte dei vicini di poltrona. Questo e' cinema, perdio.
L'espletamento, anche rumoroso, delle emozioni.
Ovvio che poi dipende da film a film, dipende dalla qualita' del pubblico in
sala. Ad esempio sarebbe irrispettoso mettersi a provocare facendo versacci
quando ci si trova all'interno di una sala che assiste concentrata a un film
in completo silenzio, e sarebbe inopportuno mettersi a ridere sguaiatamente
mentre si assiste alla proiezione di "Eyes Wide Shut". Ma non si puo' fare
di questo una regola generalizzabile a tutti i film e a tutte le situazioni,
sarebbe dogmatico e infantile come a volte dimostrate di essere. "Pane e
tulipani" l'ho visto in mezzo a un pubblico che rideva rumorosamente e
platealmente alle battute, c'era quindi un clima di goliardia e di
partecipazione emotiva condiviso da tutti. Il mio intervento di dissenso,
quindi, e' stato un legittimo sfogo che trovava una sua giustificazione e
una sua validita' all'interno di questo contesto.
Riflettete, bambocci.
>
>soljARis <david...@comune.re.it> wrote in message
>
>>Tutto il contrario del finale farlocco di
>> "le acrobate", film creato ad uso e consumo dell'impiegata frustrata
>> milanese trentacinquenne che se lo guarda in seconda serata su retequattro
>> rivitalizzando le sue illusorie speranze di un futuro migliore.
>
>Ecco finalmente una persona a cui e' rimasto il buon senso e l'intelligenza.
>Caro Dominatore, in questo newsgroup siamo come maiali in mezzo agli uomini.
>Ci circondano la stupidita' e la passiva adesione a quelli che sono i
>modelli culturali imperanti.
Mi chiedo cosa aspettiate a fondare
it.arti.cinema.club.riservato.per.i.pochi.che.sono.sicuramente.migliori.della.feccia.che.gira.sul.normale.it.arti.cinema.
Frau B.
I buchi neri sono i punti in cui
Dio ha diviso per zero.
A.B.
> Tu ti sei dato delle arie per i tuoi *gusti*. E' per quei gusti che ti
> credi un superuomo, e io quando ne vedo uno mi travesto da kriptonite.
> Ecco la ragione di tutto.
Certo, sto facendo una critica ai vostri gusti, ai gusti non tanto di chi
l'ha apprezzato, ma di quelli che, pur riconoscendone la mediocrita',
arrivano ad accettarlo e a salvarlo. Come hai fatto tu. Ovviamente non
pretendo di possedere la verita' ne' di stare nel giusto. E' chiaro che
nell'ambito del soggettivo ha poca importanza stabilire chi ha ragione e chi
torto. Ma non posso accettare certi atteggiamenti, non posso tollerare
questi modi di concepire il cinema, di giudicarlo e di criticarlo. Sto
scagliando una pietra contro quello che ritengo essere un momento di
decadenza espressiva, ed e' giusto che mi rivolga anche contro chi ritiene
doveroso subire passivamente questo affronto.
> Gli aspetti ideologici (quali sarebbero scusa? politici o cos'altro?) non
> ci dovrebbero interessare m'insegni.
Interessano invece, eccome! Interessano perche' investono l'aspetto formale
fino all'ultimo fotogramma. E' l'ideologia della ruffianeria, del "carino",
del sorriso rassicurante e consolatorio, e' il meccanismo psicologico che fa
leva sulle frustrazioni della piccola borghesia che va al cinema e si
identifica con la casalinga protagonista e i suoi sogni di fuga. Tutto il
film e' deformato e piegato a queste esigenze ideologiche. L'ideologia si fa
forma.
>E la modernita' della regia non e'
> un valore di per se'.
Cazzate. Un film vecchio non lo e' perche' lo diventa. Nasce gia' vecchio.
Idem per il moderno.
>Cosa ti aspettavi dalla regia? Tarantino? Da
> Soldini? Sei tu l'ingenuo.
Ma fottiti! Pretendo un film decente, ora che c'entra Tarantino? E che per
fare un buon film adesso bisogna per forza scimmiottare gli altri?
> Tutti (me compreso) dietro a dire "cazzo che bravo Tarantino! ha preso un
> film, l'ha fatto a fette, l'ha cacciato in una scatola e l'ha rimontato a
> caso". Quando lo facevano gia' i dadaisti ottant'anni fa.
ahahahahahahahaha! Che comico, Aramesh!
uuuuaahahauuaauauahahahahauahhauauahauauuuuuauauaahahah!
I dadaisti? ahahahahahahahahauuauauauauauauauahahahah!
Di' un po', li hai mai visti i film dadaisti? I corti di Man Ray? Entr'act
di Rene Clair? Molto tarantiniani, vero? E poi senti, anche se fosse vero
quello che dici (che in realta' e' una bestemmia degna della tua
superficialita'), ti chiedo: che male c'e' nel riprendere alcune idee o
concezioni di cinema dal passato? Nulla si crea e nulla si distrugge, lo sai
bene no?
> Tutti (me compreso) a dire "geniale! fa ridere facendo vedere una testa
> che esplode! che iconoclasta! che coraggioso!" E adesso, che fine ha
> fatto? Fatte vedere quattro teste che esplodono, calo creativo di tre
> anni. Non sta facendo film da un'eternita', e nessuno in giro sembra
> chiedersi che cazzo di fine abbia fatto il creatore di Pulp Fiction.
E' un genio che non si sta svendendo, coglione. Che sta abilmente
amministrando se stesso. Che ha avuto il coraggio di fare un film spiazzante
nei confronti delle aspettative dei fan e che adesso si sta prendendo tutto
il tempo di cui necessitano i grandi artisti per sfornare i propri
capolavori. Preferivi forse che si inflazionava facendo un film all'anno, e
tutti uguali? Povero te.
> Voglio dire che mi sa tanto che questa "modernita'" di regia e temi che
> vai cercando sia gia' diventata "la moda dell'anno scorso".
La modernita' puo' stare anche nel classico, ma forse su queste cose tu non
hai mai riflettuto.
> > Sbagli. Minimalismo narrativo non implica necessariamente una disarmante
> > mediocrita' di stile. Ma che dici? Cipri' e Maresco allora? Ti sembra
che i
> > loro film siano visivamente scialbi?
>
> Cioe'? Ti sarebbe bastato il b/n e qualche inquadratura fissa di 20
> minuti di un funerale che arriva da lontano e sparisce senza ragione per
> dire che il film sarebbe accettabile? nonostante i fottutissimi buoni
> sentimenti della troia borgese?
Continui a non capire. Parlo di forma e la forma e' tutto. Soldini trascura
la forma, in Cipri' e Maresco e' messa al primo posto. E' la forma che
nobilita il contenuto. Entrambi fanno un cinema minimalista, ma guarda che
differenza di risultati. Questo per dirti che non condanno il minimalismo in
se'.
> Lo dico per te, t'incazzi e non serve a nulla perche' quelli
> continueranno a chiamare Rock la musica di Madonna. Prendi le distanze
> da 'sta roba, allontanati da loro, circondati solo dalle cose che
> gradisci di piu'. Non perdere tempo e fatti la tua strada.
Un discorso da eunuchi. Non mi rinchiudo nel mio compiaciuto narcisismo come
mi consigli di fare, ma punto il dito e rivendico le responsabilita'. E'
bene che ognuno assuma la consapevolezza dei propri gesti. Il mio e' un atto
di critica militante.
Calma un attimo.
Non coinvolgere anche me nella follia misantropica del Kaplan.
Io mi sono limitato a scrivere quel che penso di soldini e di certi
paragoni azzardati fra questi e Kaurismaki.
Tutto il resto non è farina del mio sacco.
> Il Fantafestival e' probabilmente l'unico momento ancora esistente
>in cui il cinema ritrova la valenza ritualistica della fruizione collettiva.
>Un tempo, prima dell'avvento della televisione e dell'home video, quando
>cioe' il cinema non era ancora un'esperienza che si consumava nella
>solitaria individualita' casalinga, la sala cinematografica era un luogo in
>cui il pubblico si ritrovava e, come un tempo si leggevano ad alta voce i
>poemi omerici, partecipava a un'esperienza emotiva e sensoriale che aveva la
>valenza dell'aggregante sociale: rinforzava il senso della collettivita' e
>di una comune condivisione di valori. Inutile specificare che in questi
>momenti non si rispettava il silenzio, proprio perche' l'esperienza della
>visione era un momento di catarsi collettiva.
Completamente ed incondizionatamente d'accordo.
> Quando ho visto "Funny Games", per riportare un altro esempio,
>l'ho apprezzato entusiasticamente e incondizionatamente anche grazie
>all'esperienza, indimenticabile, della visione in sala. Ho veramente vissuto
>il film, ho visto i suoi effetti sulla pelle degli spettatori, e quindi
>anche sulla mia. Ho visto le persone accanto a me che si stringevano
>tremando, ho ascoltato una ragazza piangere, ho ascoltato i sospiri di
>insofferenza da parte dei vicini di poltrona. Questo e' cinema, perdio.
>L'espletamento, anche rumoroso, delle emozioni.
Lo vidi col Montanini. Quando l'idiotessa borghese riuscì ad uccidere uno
dei due straordinari giovani (due esseri intellettualmente superiori, vera
e propria elite dell'umanità) qualche cretino qualsiasi, probabilmente
impiegati del catasto e parrucchiere, si azzardò ad applaudire.
Circa 30" dopo, alla sequenza del Rewind, saltai in piedi sulla sedia ad
esultare urlando, inviando gesti di schermo verso quegli inutili
conformisti.
Penso proprio che FG sia una pellicola spartiacque. Chiunque non lo
apprezzi o comunque si identifichi con le cosiddette "vittime" rivela
completamente la propria natura di pecorone oramai mentalmente annullato
dalla cosiddetta civiltà, i cui stilemi e regole hanno ormai completamente
sostituito l'intelligenza istintiva all'interno dei loro crani.
I rari esseri illuminati, in grado di intuire la necessità della
soppressione degli inutili, sono invece portare a schierarsi dalla parte
delle due entità sovrannaturali, splendide nel loro bianco candore.
FG è la versione con le palle di "Heavenly Creatures".
> Predicare a priori il
> rispetto del silenzio e' una delle piu' grandi porcate che ho mai ascoltato
> in vita mia.
ecc. ecc.
Tutta questa giaculatoria per giustificare il fatto che, se Pane e
Tulipani non ti e' piaciuto come al resto della sala, invece di uscire
trovi giusto e corretto fare scuregge e rutti?
Quando vidi Lo Zio di Brooklyn al cine due tizi davanti a me se ne
andarono dopo 20 minuti. Tu saresti rimasto li' a fare l'imitazione di
Paviglianiti?
Ciao, Davide B
(seguono 120 righe)
... e meno male che non rispondeva.
:))
ROTFL. Ti brucia ancora il culo, reggista de ppaura. eh ?
Comunque pessima sara' tua sorella o il tuo servetto, caro il mio Lando
Fiorini della videocamera.
>(...)
>(...)
>(...)
Carlo, lascia perdere i deliri: ha bevuto troppo latte, il bimbetto...
--
Holden
Style Mammells
> Io mi sono limitato a scrivere quel che penso di soldini e di certi
> paragoni azzardati fra questi e Kaurismaki.
se riesco a provare che soldini gli si e' ispirato, vengo fino a casa tua,
ti citofono e ti dico:
gne gne gne
Ma avete ancora la costanza di parlare seriamente a quel ragazzetto ?
Madre Teresa in confronto a voi era una donnetta infingarda.
:)))
Ciao.
Leo.
--
Socio fondatore del CPLRDELA
>cinefilia di facciata e poi, con totale incoerenza, venite a parlar bene di
>un film come "Pane e tulipani" che dovrebbe far inorridire anche il piu'
>impreparato dei cinefili!
Certo, perche' le patenti internazionali di cinefilia le rilascia
Gabriele Albanesi...
> Dite di amare il cinema, ma in realta' non lo
>conoscete, non avete visto abbastanza film, non conoscete i classici, non
>avete riflettuto abbastanza sui meccanismi del testo filmico e sulle
>questioni riguardanti la macchina cinema. Non vi siete mai posti dei seri
>interrogativi di natura ontologica. Se l'aveste fatto, non sareste qui a
>parlar bene di "Pane e tulipani". Questa e' la triste realta', mondo
>caprino!
L'estetica cinematografica e' un sistema ipotetico deduttivo, sacchetto
di bile?
>Certo, sto facendo una critica ai vostri gusti, ai gusti non tanto di chi
>l'ha apprezzato, ma di quelli che, pur riconoscendone la mediocrita',
>arrivano ad accettarlo e a salvarlo. Come hai fatto tu. Ovviamente non
>pretendo di possedere la verita' ne' di stare nel giusto.
Noooooooooooooooooooooo!!!
Ma quando maaaaaaaaaaaaaaaaaai!!!!!!!!!
> E' chiaro che
>nell'ambito del soggettivo ha poca importanza stabilire chi ha ragione e chi
>torto. Ma non posso accettare certi atteggiamenti, non posso tollerare
>questi modi di concepire il cinema, di giudicarlo e di criticarlo.
Oh, l'hai detto, sei intollerante.
> Sto
>scagliando una pietra contro quello che ritengo essere un momento di
>decadenza espressiva, ed e' giusto che mi rivolga anche contro chi ritiene
>doveroso subire passivamente questo affronto.
Se fossi nato in Inghilterra, saresti finito a invocare un penitenziagite
allo Speaker's Corner.
Vai a fare il profeta del MiniDV dai tuoi amichetti reggisti de paura,
Savonarola dei miei stivali.
>> Gli aspetti ideologici (quali sarebbero scusa? politici o cos'altro?) non
>> ci dovrebbero interessare m'insegni.
>Interessano invece, eccome! Interessano perche' investono l'aspetto formale
>fino all'ultimo fotogramma. E' l'ideologia della ruffianeria, del "carino",
>del sorriso rassicurante e consolatorio, e' il meccanismo psicologico che fa
>leva sulle frustrazioni della piccola borghesia che va al cinema e si
>identifica con la casalinga protagonista e i suoi sogni di fuga. Tutto il
>film e' deformato e piegato a queste esigenze ideologiche. L'ideologia si fa
>forma.
Critica contenutistica, sacchetto di bile.
Anche se tenti di rigirare la frittata.
>bene che ognuno assuma la consapevolezza dei propri gesti. Il mio e' un atto
>di critica militante.
Cioe' una critica vecchia come il cucco, squallidamente "rivoluzionaria".
Non sei diverso da chi censura i film che hanno contenuti pericolosi.
> Vai a fare il profeta del MiniDV dai tuoi amichetti reggisti de paura,
> Savonarola dei miei stivali.
Io il profeta della mini-DV? Hai preso un granchio. E chi sarebbero i miei
amichetti?
> >> Gli aspetti ideologici (quali sarebbero scusa? politici o cos'altro?)
non
> >> ci dovrebbero interessare m'insegni.
> >Interessano invece, eccome! Interessano perche' investono l'aspetto
formale
> >fino all'ultimo fotogramma. E' l'ideologia della ruffianeria, del
"carino",
> >del sorriso rassicurante e consolatorio, e' il meccanismo psicologico che
fa
> >leva sulle frustrazioni della piccola borghesia che va al cinema e si
> >identifica con la casalinga protagonista e i suoi sogni di fuga. Tutto il
> >film e' deformato e piegato a queste esigenze ideologiche. L'ideologia si
fa
> >forma.
>
> Critica contenutistica, sacchetto di bile.
> Anche se tenti di rigirare la frittata.
E allora non hai capito un cazzo, mi dispiace per te. Non tentero' di
spiegarmi ulteriormente.
Ma a chi stai rispondendo???
, questa infantile sacralizzazione della sala cinematografica, volete
> a tutti i costi spacciarvi per dei fanatici del silenzio per sbandierare
una
> cinefilia di facciata
...non a me!
e poi, con totale incoerenza, venite a parlar bene di
> un film come "Pane e tulipani" che dovrebbe far inorridire anche il piu'
> impreparato dei cinefili!
Infatti! Io neanche l'ho visto! E non m'attira affatto.
Dite di amare il cinema, ma in realta' non lo
> conoscete, non avete visto abbastanza film, non conoscete i classici, non
> avete riflettuto abbastanza sui meccanismi del testo filmico e sulle
> questioni riguardanti la macchina cinema. Non vi siete mai posti dei seri
> interrogativi di natura ontologica. Se l'aveste fatto, non sareste qui a
> parlar bene di "Pane e tulipani". Questa e' la triste realta', mondo
> caprino!
>
Vabbè, ciao, ma che sto a farmi giudicare da te che manco mi conosci...
Quando ho visto "Funny Games", per riportare un altro esempio,
> l'ho apprezzato entusiasticamente e incondizionatamente anche grazie
> all'esperienza, indimenticabile, della visione in sala. Ho veramente
vissuto
> il film, ho visto i suoi effetti sulla pelle degli spettatori, e quindi
> anche sulla mia. Ho visto le persone accanto a me che si stringevano
> tremando, ho ascoltato una ragazza piangere, ho ascoltato i sospiri di
> insofferenza da parte dei vicini di poltrona. Questo e' cinema, perdio.
> L'espletamento, anche rumoroso, delle emozioni.
FG è piaciuto molto anche a me -e mi ha fatto stare da CANI. Ma tu non parli
di persone che APPOSTA ruttavano in sala! C'è differenza o no?
>
> Ovvio che poi dipende da film a film, dipende dalla qualita' del pubblico
in
> sala. Ad esempio sarebbe irrispettoso mettersi a provocare facendo
versacci
> quando ci si trova all'interno di una sala che assiste concentrata a un
film
> in completo silenzio, e sarebbe inopportuno mettersi a ridere
sguaiatamente
> mentre si assiste alla proiezione di "Eyes Wide Shut". Ma non si puo' fare
> di questo una regola generalizzabile a tutti i film e a tutte le
situazioni,
> sarebbe dogmatico e infantile come a volte dimostrate di essere. "Pane e
> tulipani" l'ho visto in mezzo a un pubblico che rideva rumorosamente e
> platealmente alle battute, c'era quindi un clima di goliardia e di
> partecipazione emotiva condiviso da tutti. Il mio intervento di dissenso,
> quindi, e' stato un legittimo sfogo che trovava una sua giustificazione e
> una sua validita' all'interno di questo contesto.
>
> Riflettete, bambocci.
>
Sìììì! Tutti a far casino?, e allora allegria!!!!!!!
Abbassiamoci al peggio!
Che cazzata.
E HC mancherebbe di "palle"?! Eh, già, erano due ragazze, niente palle, solo
figa. Peccato, forse Peter Jackson avrebbe dovuto cambiarel a storia...
>>Mi chiedo cosa aspettiate a fondare
>>it.arti.cinema.club.riservato.per.i.pochi.che.sono.sicuramente.migliori.della.feccia.che.gira.sul.normale.it.arti.cinema.
Giusto.
>Calma un attimo.
>Non coinvolgere anche me nella follia misantropica del Kaplan.
Attenzione, il Dominatore si chiama fuori dalle esuberanze sguaiate
del suo adepto.
Infatti non tarda a ricordare, con orgoglio, che lui e' uno de
>I rari esseri illuminati, in grado di intuire la necessità della
>soppressione degli inutili
.
.
.
.
.
Continuate, siete uno spasso.
_
Riccardo Caiazzo "I'm afraid,
r.ca...@flashnet.it Dave."
>E adesso voglio spendere due parole su questa questione del silenzio in
>sala, che vede tra i suoi piu' integerrimi fautori persone notoriamente
>insulse come Riccardo Caiazzo o il pessimo Leo Rieser.
Ormai disperando che tu possa in qualche modo ravvederti, continuo
a divertirmi (in verita' ancora per poco, che' sono stanco di leggere i tuoi
farneticanti delirii) a vedere come tu non abbia alcun bisogno di replica,
bravissimo come sei a seppellirti da solo nello sterco.
Sei proprio una merdina, Kaplan, ma forse non e' colpa tua.
>
> Salvatores non ha condizionato in maniera cosi' determinante il modo
> di concepire il cinema in Italia, non costituisce un modello forte come
> Moretti. Moretti viene emulato perche' il suo e' un modo di fare cinema
> non solo semplice a farsi (la stessa cosa non si puo' dire di un
> Salvatores), ma addirittura sostenuto dalla critica e dall'orientamento
> dei piu' prestigiosi festival italiani. Salvatores non e' stato eletto a
> Vate, eppure ha vinto addirittura un Oscar. Questo ti dovrebbe
> far riflettere.
non so, se penso alla quantita' di filmetti "carini" sfornati in italia negli
ultimi anni, ne vedo una discendenza abbastanza chiara dalla produzione seriale
dello Slavatores, non meno osannato (anzi, di piu', dal grande pubblico) di
Moretti. Lo stesso pane e tulipani mi sembra molto piu' "contuiguo" a
Salvatores che non a Moretti. E soprattutto Moretti non ha mai costruito un
cinema "monotono" come quello di Slavatores, incentrato su 4 idee 4 (ti frego la
donna, fuggiamo da questo mondo schifo, ragazzi c'e' un pallone famo du tiri,
ragazzi c'e' una canna famocene 4). E l'oscar di Slavatores e' un oscar dato ad
una bella cartolina come piace agli americani, ma Mediterraneo rimane un
filmetto, pure noioso per chiunque avesse gia' visto Marrachesch express e
Turne'.
> On Sun, 4 Jun 2000 15:59:54 +0200, nat...@unive.it (Carlo Natali)
> wrote:
>
> >(...)
> >(...)
> >(...)
>
> Carlo, lascia perdere i deliri: ha bevuto troppo latte, il bimbetto...
Latte piu'?
CN
>> Vai a fare il profeta del MiniDV dai tuoi amichetti reggisti de paura,
>> Savonarola dei miei stivali.
>Io il profeta della mini-DV? Hai preso un granchio. E chi sarebbero i miei
>amichetti?
Vabbe', Kaplan, che non hai un cazzo di senso dell'umorismo e dell'ironia
si era capito.
Cio' getta una luce ancora piu' triste sui tuoi isterismi da moralista
cinematografico.
>E allora non hai capito un cazzo, mi dispiace per te.
Ho capito fin troppo...
>Non tentero' di
>spiegarmi ulteriormente.
Chissenefrega, non e' importante quello che dici, ma come lo dici, no?
Roftl!!
>Latte piu'?
latte Meno, direi...
--
Holden
Style Mammells
>
Ho voluto essere eccessivamente sentenzioso e sono stato frainteso.
Visto che me la sono andata a cercare, incasso e tento di spiegarmi meglio.
Ovviamente il non aver avuto "le palle" non era riferito ai personaggi
protagonisti del film, ma ai registi.
Entrambi i film possono essere inquadrati come film antisociali, che
esaltano un elite molto ristretta (due persone) di giovani
dall'intelligenza e dalla sensibilità superiori, in grado di afferrare e
comprendere ciò che le masse indottrinate dal culturame medio non sono più
in grado di percepire.
Peter Jackson ha realizzato sì un gran bel film, ma ha fatto anche in modo
che potesse piacere a quanto più pubblico possibile, ha cioè indorato la
pillola, mentre Michael Haneke ha cercato al contrario di trasferire la
antisocialità dei protagonisti allo stile stesso del film, riuscendoci in
pieno.
In "Heavenly Creatures" trovo cioè un contrasto fra la sostanza e la forma.
Mentre da un lato il messaggio che il regista vuole inviare è l'inferiorità
dell'uomo comune (identificato nella madre uccisa) rispetto alle ragazze,
poste in una tale aura di superiorità da diventare appunto "creature del
cielo", dall'altro Jackson si accattiva quello stesso uomo comune seduto in
platea utilizzando una regia sì sopra le righe, sì intelligente, ma
estremamente adatta ad empatizzare anche con lo spettatore più digiuno di
cinema (un esempio su tutti, l'utilizzo di recitazione e scenografie
vistosamente teatrali in inquadrature dal campo lunghissimo, tecnica della
quale erano maestri Powell & Pressburger).
Haneke invece fa coincidere il disprezzo che i due protagonisti (una sorta
di versione + figa dei nostri kaplan & vancleef) provano verso l'uomo
qualunque con un assalto visivo allo spettatore medio stesso, tesa a fargli
saltare le coronarie.
Il modo in cui lo fa non solo è geniale, ma è anche segno di un coraggio
molto maggiore rispetto a quello mostrato da Jackson. Dapprima l'austriaco
propende per un oggettivismo entomogico quasi bressoniano, arrivando
addirittura ad accettare la musica solo come elemento diegetico (l'aria
operistica nell'auto, prima sequenza) per poi ribaltare completamente
questo approccio, lasciando gradualmente interloquire i suoi eroi
direttamente in camera, quali protagonisti e demiurghi onniscenti al tempo
stesso, talmente in controllo della situazione da potersi permettere
l'ormai famoso trucco del telecomando.
Questa sovversione delle regole enunciate all'inizio è la coltellata
definitiva alle spalle dell'uomo medio, quello che si dà delle regole e
tende poi a rispettarle. Haneke strizza invece l'occhio all'osservatore
megalomane, quello talmente pieno di sé da adattare quotidianamente il
proprio comportamento all'istinto del momento, quello che si sente
superiore agli altri.
Nel mondo odierno questo è un grande atto di coraggio, visto che la seconda
categoria di audience è decisamente inferiore alla prima da un punto di
vista della consistenza numerica. Un regista che faccia questo sa di andare
incontro a sicuro insuccesso di pubblico (pur centrando in pieno il proprio
obiettivo artistico), per questo mi sono azzardato a definire il suo un
film "con le palle".
> Entrambi i film possono essere inquadrati come film antisociali, che
> esaltano un elite molto ristretta (due persone) di giovani
> dall'intelligenza e dalla sensibilità superiori, in grado di afferrare e
> comprendere ciò che le masse indottrinate dal culturame medio non sono più
> in grado di percepire.
siamo al solito discorso del fascino del male?
secondo me i due bambocci di FG erano solo due coglioni con illusioni di
grandezza.
l'unica reale superiorita' era quella delle armi, perse quelle valevano
quanto il due di picche.
in un momento di gentilezza, posso solo pensare che trovandomeli davanti,
dopo la meritata ed inevitabile umiliazione intellettuale, li userei per il
mio piacere fisico e li darei infine in pasto ai cani.
tolleranza e comprensione a tutti
State a casa guardatevi "un posto al sole" forse ci capite qualcosa...
bravo, era quello che si sperava tutti.
quoto solo questo perchè tanto basta...
da dove hai copiato tutte ste cazzate che scrivi?
No perchè sai mi servirebbero spunti per fondare il nuovo giornalino del
quartiere "Il deficente galattico"
fammi sapere....
e prendi il valium la sera prima di andare a letto.. piccolo frustratello
Non ho mai visto altro di Soldini, ma vorrei dire 2 cose.
Il tuo discorso fa riferimento alla mancanza di merito legata alla
ripetitivita' del regista, ma qui , valutazioni di questo tipo, mi sembrano
non necessarie. Se ci pensi bene, noterai che film del genere sono
pressoche' omnipresenti nella produzione nazionale: disgrazie e situazioni
sociali raccontate con comicita'/drammaticita' e poesia. Tutti i nostri film
sono cosi', spero ne converrai. Quello che e' singolare pero', non e' la
somiglianza dei temi e delle questioni, ma le congruenti similitudini d'
approccio e di forma , che definire stagnanti e' dire veramente poco. Il
film di Soldini e' solo l' ultimo di una serie di film di questo tipo e ,
aldila' dei gusti personali, quello che dovrebbe far riflettere e' proprio
il cercare di capire dove possa portare un film come Pane e Tulipani, cosa
lo renda cosi' speciale, tanto da farlo diventare un film giusto per tutti,
dove di possa trovare l'entusiamo per parlarne bene (o non parlarne male)
nell' ottica di una critica seria e serena sui suoi effettivi meriti
cinematografici.
>
> Questo non č poco, difetti Soldini ne ha parecchi, come anche la
> sceneggiatura del film, ma sempre meglio di un cialtrone che copia se
stesso
> all'infinito, anche ambientandosi nel futuro.
Io calcolo Salvatores meno di zero, ma se devo dirti la verita' lo ritengo
molto piu' capace di Soldini e questo essenzialmente perche' quando fa finta
di essere un poeta, non e' cosi' dannatamente vuoto e superficiale come nel
film di Soldini.
>
> Se proprio non vuoi togliere Soldini dalla lista nera dei registi,
aggiungi
> Salvatores; in ogni caso non sono d'accorco nemmeno su Moretti.
Cambierebbe poco. Fanno parte tutti della stessa famiglia.
--
_________________________________
B A r r Y Z
Godeliano per natura, Cartesiano
per scelta.
(icq UIN 7098241)
_________________________________
Spunti dal mio kill file con frasi di questo tipo: mi rendi felice, perche'
vuole dire che ho fatto bene a mettertici insieme a quei 4 moralisti
bacchettoni dei vostri amici.
>
>
> ma sono fantastici! Beavis & Butthead al cinema!
Ci siamo divertiti come matti e ,per questo, devo dire grazie a Silvio
Soldini.
Senti scusa Corrado, ma qui veramente sembri voler fare il fintotonto.
Puoi forse negare che quei petali cadenti, non siano una metafora fortemente
voluta dall'autore?
Sinceramente, mi sembra impossibile. A questo punto , per coerenza, potresti
dirmi che i sogni che la protgonista fa ad occhi aperti, sono frutto del
caso...
Credo che cadresti nel ridicolo.
> ti eri gia' ampiamente rotto i coglioni e i rutti di Barryz ti
> hanno annebbiato la vista?
Se proprio vuoi saperlo io e Kaplan eravamo davanti a tutti in sala,
completamente isolati da altre persone. Nessuno si e' accorto della nostra
presenza, cosa che non si puo' certamente dire delle sbraitanti risate del
pubblico.
> Tale Doriana Leondoff (o come cazzo si chiama). E' lei la sceneggiatrice
del
> prestigioso "In principio erano le mutande" della figlia di Toni Negri,
dei
> capolavori di Del Punta, dell'emozionante "Le acrobate", dell'innovativo
"La
> parola amore esiste" (ringrazio il buon Pucciarelli per le informazioni).
> Un nome da tenere d'occhio, una promessa mantenuta, una donna piena di
idee,
> di intelligenza e di brio.
> Doriana, da te ci aspettiamo ancora molto! Non ci deludere, immonda
> ciucciacazzi!
Sono d' accordo, ma dovevi scusarti con Doriana per averle detto
ingiustamente "Immonda".
il problema è che quello triste sei tu.. e non te ne rendi conto...
la gente i tuoi post non li legge perchè dopo le prime due righe capisce con
chi ha a che fare...
>>>> a me Bruno Ganz, i suoi dialoghi e in generale
>>>> il tipo di umorismo presente in tutte le scene in cui compare me lo
> hanno
>>>> ricordato non poco (una per tutte quando e' immobile davanti al vaso di
>>>> fiori...),
>>>
>>> Che scena stucchevole del cazzo.... prevedibilissima nello svolgimento e
>>> portatrice di una comicita' fastidiosamente moralista.
>>>
>> eh? mi spieghi che cazzo c'e' di moralista in un uomo immobile davanti ad
>> un vaso di fiori? hai attribuito qualche significato simbolico al fiore
> che
>> si stacca?
>
> Senti scusa Corrado, ma qui veramente sembri voler fare il fintotonto.
> Puoi forse negare che quei petali cadenti, non siano una metafora fortemente
> voluta dall'autore?
sara'. a me ha ricordato appunto la comicita' di Kaurismaki, la fissita'
disperata di certi suoi personaggi che mi ha sempre fatto impazzire...
e il petalo che cade mi ha fatto ridere. non ho cercato metafore perche' non
ce n'era bisogno. non dico che la scena non abbia nessun significato, ma era
tutto chiaro come il sole: il tipo e' disperato. guarda il vaso. non perche'
ci sia qualcosa di interessante nel vaso, ma solo perche' e' li'. il fiore
cade: la situazione peggiora ulteriormente. chiarissimo, lampante. mi piace,
mi fa ridere, cazzo. e continuo a non vedere cosa ci sia di moralista.
>siamo al solito discorso del fascino del male?
>secondo me i due bambocci di FG erano solo due coglioni con illusioni di
>grandezza.
La mia diretta esperienza e' molto simile: tutti gli autodichiarati
geni ed esseri superiori che conosco, quelli che per intenderci
soffrono della sindrome dell'albatro alla Baudelaire ("soffro perche'
gli altri non mi capiscono: ma io ho qualcosa di piu', non qualcosa di
meno rispetto a loro"), sono poi in realta' dei poveri fessi che
semplicemente hanno problemi a rendersi conto che il mondo non e'
egocentrico come si potrebbe pensare da bambini, quando ancora si
pensa di diventare modelle/astronauti/salvatori dell'universo.
Frau B.
I buchi neri sono i punti in cui
Dio ha diviso per zero.
A.B.
>commentare la serie di stupidaggini che hai scritto è superfluo.
>Si vede che non capisci veramente niente di cinema , te e il tuo amico dei
>rutti in platea.
>Se foste stati accanto a me vi buttavo fuori a calci nei denti.
siamo sicuri che ci saresti riuscito?
il Barryz non è mica tanto piccolo ...
inoltre, prima arrivare su di un ng e iniziare a minacciare ed insultare la
gente, potresti essere così gentile da dirci chi diavolo sei?
Il servo del Kaplan e' un genietto dell' informatica moderna.
E' riuscito il nostro amico ad inventare il kill file da cui "spuntano"
random alcune frasi.
Roba da sbellicarsi.
In realta' il suo kill file non esiste: legge tutto di tutti e si fa un
fegato di dimensioni spropositate.
Dalle mazzate che gli diede .Renzo ai tempi (devo dire con una certa
preveggenza) non si e' ancora ripreso.
:)))
Ciao.
Leo.
--
Socio fondatore del CPLRDELA
Ehi MERDA rispondi sto parlando proprio con te MERDA , con te che fumi anche
se non hai la sigaretta (colta la sfumatura ?!? )
--
Posted from pop09-acc.tin.it [212.216.176.72]
via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
Non c'è nulla che renda questo film "speciale", è un film onesto realizzato
con una tecnica basilare, senza particolare inventiva. Non è grande cinema,
ma un film che mantiene le sue promesse, senza la pretesa di trattare un
tema "sociale", ma basandosi sull'istintività ed il sentimento. Preferisco
così, piuttosto che vedere Soldini impegnato a saltellare attorno agli
attori con una telecamera a mano per essere originale ed innovativo a tutti
i costi.
> Io calcolo Salvatores meno di zero, ma se devo dirti la verita' lo ritengo
> molto piu' capace di Soldini e questo essenzialmente perche' quando fa
finta
> di essere un poeta, non e' cosi' dannatamente vuoto e superficiale come
nel
> film di Soldini.
Il fatto che Salvatores non sia vuoto e superficiale lo rende ancora più
denigrabile, dato che da un regista profondo ed impegnato mi aspetto un
ventaglio di esperienze e temi trattati decisamente più ampio, ed un
utilizzo della sua superiore tecnica per regalarci qualcosa di più ardito in
termini di regia e montaggio; invece, zero.
Ciao
Sergio
--
Ho capito di essere invecchiato quando al mio
compleanno tutti gli invitati si sono messi intorno
alla torta per scaldarsi le mani.
George Burns
>Ecco finalmente una persona a cui e' rimasto il buon senso e l'intelligenza.
>Caro Dominatore, in questo newsgroup siamo come maiali in mezzo agli uomini.
>Ci circondano la stupidita' e la passiva adesione a quelli che sono i
>modelli culturali imperanti.
Come ti capisco, cara pecorella.
Pure io, predicavo, predicavo, predicavo... e il vino dall'acqua, e la
moltiplica dei panipesci, e le parabole, e lo scudetto al Verona...
E secondo te qualcuno mi dava retta? Un branco di pescatori e basta!
Come e' difficile la nostra vita di incompresi, caro George.
GdN
>Dalle mazzate che gli diede .Renzo ai tempi (devo dire con una certa
>preveggenza) non si e' ancora ripreso.
>:)))
Non esageriamo
renzo col kaplan e barryz si tiro solo delle mazzate sui propri coglioni,
tant'è che poi ha finito per andarsene in un ng + adatto a lui
Forse ti confondi con quel che è successo con lastorina, che in effetti si
beccò dei siluri micidiali per mesi e mesi
_______________________
davide tosi, il lupo della steppa padana
> Lo vidi col Montanini. Quando l'idiotessa borghese riuscì ad uccidere uno
> dei due straordinari giovani (due esseri intellettualmente superiori, vera
> e propria elite dell'umanità)
Ho sempre avuto un piccolissimo dubbio su di te: se ci fai o ci sei.
Sono sempre stato propenso per il "ci fai". Ma avevo sempre questo piccolissimo
dubbio.
Adesso ho finalmente la certezza, senza ombra di dubbio. Puoi dire ancora tutto e
il contrario di tutto, ma ormai sono pienamente convinto: ci fai!
E' un umorismo provocatorio che, onestamente, a parte rari casi, non mi ha quasi
mai fatto ridere, però... contento tu, contenti tutti.
Btw, Funny Games fa cagare e al Kaplan consiglio una bella doccia gelata, che
questa nuova ondata di caldo non mi sembra che gli abbia fatto tanto bene.
Michele