Attenzione: ci potrebbero essere dei piccoli S P O I L E R in quello che
dirò adesso...
Vedi in basso
Al di là delle qualità insite nel film, ciò che più mi ha interessato è il
fatto che il protagonista Jake VanDorn è un imprenditore calvinista di
origine olandese e vive in un piccolo paese abitato prevalentemente da
puritani.
Nel film c'è appunto il contrasto e la lotta tra il calvinismo del
protagonista e la depravazione del mondo del porno in cui è finita sua
figlia e da cui lui cerca di salvarla, ritrovandola.
Il protagonista alla fine deve mimare anche lui i sordidi personaggi di quel
mondo, assumerne il linguaggio e il modo di vestirsi, pur di riuscire. Ma
questa è solo una patina esteriore, il peccato non lo toccherà. Altresì, il
personaggio della prostituta, Niki, è maledetto in partenza (predestinato
alla dannazione? ;-) e nonostante sogni un riscatto morale e sociale tornerà
a fare la vita che ha sempre fatto.
Il film, non so se volendolo o meno, di fatto mi pare che assuma una forte
connotazione in questo senso. Il calvinismo del protagonista, seppure non di
rado deriso (ma deriso da chi? dal detective di poca moralità? dai
pervertiti? e non è forse questa una lode indiretta?) si afferma
prepotentemente con la sua determinazione e altezza di intenti (ciò che
voglio è solo salvare mia figlia) senza farsi corrompere dal marciume del
mondo della città (opposto alla purezza del villaggio).
All'interno del film ad un certo punto il calvinista spiega alla prostituta
(che si professa venusiana, seguace della dea Venere: new ager ante-litteram
) i cinque punti della dottrina della grazia come formulati al Sinodo di
Dordrecht (1618-19), tramite le cinque lettere del tulipano (Tulip), simbolo
dell'Olanda: la totale depravità umana, l'elezione incondizionata,
l'espiazione definita o limitata, la grazia irresistibile e la perseveranza
dei santi.
E questa mi sembra proprio essere alla fine la chiave di lettura nascosta
del film, un film religioso alla maniera del Cattivo Tenente (con le dovute
differenze), ma profondamente religioso e non stupisca se il 'santo'
calvinista protagonista è stato lasciato dalla moglie perchè non sapeva fare
bene l'amore o se è troppo rigido e bigotto e non sa dire a sua figlia che
l'ama: sono proprio queste umane debolezze a renderlo più santo nella sua
ricerca della perfezione, del bene assoluto.
Sperando di non aver annoiato nessuno, vi saluto
H.
P.S. Anch'io sono calvinista (non molto convinto a dire il vero ;-) : da qui
l'interesse per il film...
> E questa mi sembra proprio essere alla fine la chiave di lettura nascosta
> del film, un film religioso alla maniera del Cattivo Tenente
hardcore è uno dei miei film preferiti.
Mi piace moltissimo.
Ma non sono d'accordo con la tua, anche se apparentemente condivisibile,
lettura.
Il cattivo tenente è un film religioso, non ci piove, Hardcore secondo me
no.
Anzi è un film che vuole essere, a me pare (tra la'altro riuscendoci
benissimo), crudo, "realista" e molto molto disilluso.
E' il papà della ragazza secondo te l'eroe del film?
A me pare si tratti di un uomo che sbaglia, un inguaribile e rigido Boy
Scout che pensa di poter salvareb tutto e tutti, ma non può.
Trovo apprezzabile che Schroeder, per criticare la cultura puritana, non ha
fatto la solita caduta di stile mostrando la tentazione che uccide il
puritano ma mostrando i suoi errori non nel predicare bene e razzolare male
(come molti fanno) ma nel predicare male.
Ovvero nel pensare cose sbagliate e nell'avere ricette del tutto inutili per
la salvezza del mondo.
Infatti l'unica che salva è l'unica che a quel mondo, in fondo, non
apparteneva: sua figlia, una priviligiata in partenza.
io credo che tutto sommato sia proprio il detective, immorale ma tutto
sommato "retto" ad essere la figura più positiva in un film che di positivo
nel mondo vede ben poco.
Ciao
MaRcO
Guarda, lo sai che mi hai quasi convinto? ;-)
In effetti, il film si potrebbe 'leggerlo' anche come fai tu e non ci
troverei nulla di sbagliato.
Sostanzialmente credo che ognuno poi in un'opera d'arte riveda se stesso, il
suo mondo, e la interpreti come una sorta di specchio deformato della sua
visione del mondo, quale essa sia.
Il bello dei bei film, come anche dei bei romanzi, è che puoi interpretarli
in mille modi diversi, senza che essi perdano la loro 'verità' profonda.
Ti saluto
H.
P.S. Certo cmq. che io a considerare il detective l'eroe o protagonista
della storia non ci avevo pensato per niente! ;-)
> Vedi in basso
> H.
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>> E questa mi sembra proprio essere alla fine la chiave di lettura nascosta
> > del film, un film religioso alla maniera del Cattivo Tenente (con le
dovute
> > differenze), ma profondamente religioso e non stupisca se il 'santo'
> > calvinista protagonista č stato lasciato dalla moglie perchč non sapeva
fare
> > bene l'amore o se č troppo rigido e bigotto e non sa dire a sua figlia
che
> > l'ama: sono proprio queste umane debolezze a renderlo piů santo nella
sua
> > ricerca della perfezione, del bene assoluto.
>
> > Sperando di non aver annoiato nessuno, vi saluto
>
> > H.
>
> > P.S. Anch'io sono calvinista (non molto convinto a dire il vero ;-) : da
qui
> > l'interesse per il film...
>
Se ti interessa nel libro "Scorsese su Scorsese" ci sono alcune pagine
sull'interesse di Scorsese al confronto della sua visione del Cristo, nella
stesura dell'Ultima tentazione, con quella calvinista di Schrader.
****MacGuffin