Fra le tue braccia ce li ha tutti, e non e' un capolavoro. Piaceva anche a
Guido Fink, che e' tutto dire.
Lubitsch orchestra la sua mandria di attori e caratteristi in un turbinio di
situazioni, sottotrame, mondi privati, ironia e corrosione. Jennifer Jones,
protagonista, ammicca ed e' credibile, benche' solitamente a suo agio su
parti piu' carnali. Colpo di genio di Lubitsch: come riadattare una attrice
cosi' straripante e connotata come la Jones? Gli fa fare la stagnara, con
tanto di giratubo e martello.
La regina pero' e' una attrice di seconda serie, bellissima, bravissima e
sfortunata, Helen Walker. Peccato sia finita male.
Fantastici, come al solito, Aubrey Smith e Sara Allgood, due che sono sempre
stati vecchi, che sono nati vecchi. I nomi dicono poco, ma le facce sono
stranote.
Lubitsch trova il tempo, in 100 minuti, di raccontare quattro storie
d'amore, l'imminente attacco tedesco ad una puritanissima ma simpatica genia
inglese, le vicende di un intellettuale cecoslovacco e il placido scorrere
della vita di provincia. In 100 minuti.
Potremmo traslare la tipologia del film di Lubitsch alle commedie odierne, e
trovare, ad esempio, una Julia Roberts equivalente alla ingenua e candida
Jennifer Jones di Fra le tue braccia. Non sarebbe una bestemmia,
l'equivalenza temporale reggerebbe.
Ma mostrerebbe uno dei grandi limiti del cinema Usa contemporaneo, un cinema
costruito sull'attore e non dal regista, un pessimo affare tutto sommato.
Garry Marshall, in 120 minuti, ci mostra quel manichino di Gere e la boccona
della Roberts senza neanche un avventuriero boemo.
susanna
> Il leitmotiv di Fra le tue braccia, E. Lubitsch, 1946.
Poche balle, vai a vedere Kill Bill, che siamo in attesa del Parere
Definitivo.
> Poche balle, vai a vedere Kill Bill, che siamo in attesa del Parere
> Definitivo.
Sottoscrivo.
> Fra le tue braccia ce li ha tutti, e non e' un capolavoro. Piaceva anche a
> Guido Fink, che e' tutto dire.
Perche' usi l'imperfetto? :-/
--
UFV:Totoro(DVD)/La spettatrice/Vampyres(DVD)/Re in esilio/Le plaisir
Zรฉro de conduite(DVD)/The Fly/Dopo mezzanotte/Vol.2/The Little Shop
of Horrors(1986-DVD) - http://www.albertofarina.tk
: susanna <su...@eliminami.libero.anchequesto.it> wrote:
:
:: Fra le tue braccia ce li ha tutti, e non e' un capolavoro. Piaceva
:: anche a Guido Fink, che e' tutto dire.
:
: Perche' usi l'imperfetto? :-/
Non e' il padre del 'Lubistch touch'?
:-)
susanna
Il PD e': ha toppato.
So che questo ti fa piacere, mi hai tirato la giacchetta apposta, non
aspettavi altro da un regista che, se si puo' dire, odi.
Molti dei motivi li ho letti anche qui sul ng, ma non credo che sia
sufficiente una critica analitica per una valutazione complessiva.
Es., non sono d'accordo sul giudizio negativo al personaggio Elle Driver,
uno dei pochi che, invece, mantengono le promesse.
Ritengo pure che la maestria registica del canadese abbia tratto in inganno
molti suoi fan. Non basta girare bene le scene per fare un gran film. E di
scene girate bene ce n'e'.
Il problema mi nasce dal Kill Bill vol. 1.
Questa prima parte conteneva una grande scommessa, l'unica che potesse
giustificarlo come pellicola di un grande regista, la scommessa di un film
interamente e compiutamente delirante.
Mi ha ricordato, immediatamente, alcuni dei migliori film di von Sternberg,
es. I misteri di Shangai, il precipitare in un maelstrom estetico e
violento, con una guida di riferimento all'interno di un universo quasi
completamente femminile (in Sternberg normalmente la Dietrich, qua la Uma;
anche se in I misteri di Shangai ce n'era una che si chiamava Ona).
Non c'e' dubbio che l'idea originale di Tarantino fosse una cosa molto
simile a quella che sto dicendo. Come sia arrivato a concludere con una
seconda parte cosi' lineare e svuotata, bisognerebbe chiederlo a lui.
Certo, rimane un contenuto fanciullesco e furbescamente antisnob che puo'
allietare chi va al cinema invece di allenarsi su una console, ma mi sembra
veramente troppo poco.
Mi spiace, due dei miei preferiti hanno incontrato un 2004 sfortunato, anche
se, paradossalmente, mi ha intrigato maggiormente Rodriguez, che almeno il
cuore ce l'ha messo. Purtroppo Tarantino s'e' dimenticato anche di quello, e
la scena finale con la Thurman alla guida non ammette sconti: la negra al
volante del film precedente faceva venire la lacrima agli occhi; questa lo
strizza soltanto, l'occhiolino, ed e' il suo..
susanna
>: Poche balle, vai a vedere Kill Bill, che siamo in attesa del Parere
>: Definitivo.
>
>
> Il PD e': ha toppato.
E questo sistema tutti gli ariafrittologi.
> So che questo ti fa piacere, mi hai tirato la giacchetta apposta, non
> aspettavi altro da un regista che, se si puo' dire, odi.
No no.
> Questa prima parte conteneva una grande scommessa, l'unica che potesse
> giustificarlo come pellicola di un grande regista, la scommessa di un film
> interamente e compiutamente delirante.
Giusto anche questo. KB manca di un corpo che lo contenga, del divenire un
unicum, di unita' nell'azione e di uno sviluppo esteticamente coerente del
racconto. tra citazioni, riferimenti, occhiolini, battutine, spoof del
genere, non si sa piu' cosa si sta guardando.
Anche in PF T. ignorava i manuali di sceneggiatura, ma per superarli, per
riscriverli.
Qui lo fa solo per scazzo personale...
Non so se lo sia, ma se lo fosse lo sarebbe, non lo "sarebbe stato". :-)
--
UFV:Cittadino dello spazio/The Day the Earth Stood Still/Totoro(DVD)
La spettatrice/Vampyres(DVD)/Re in esilio/Le plaisir/Zรฉro de conduite
(DVD)The Fly/Dopo mezzanotte - http://www.albertofarina.tk
:::: Fra le tue braccia ce li ha tutti, e non e' un capolavoro. Piaceva
:::: anche a Guido Fink, che e' tutto dire.
:::
::: Perche' usi l'imperfetto? :-/
::
:: Non e' il padre del 'Lubistch touch'?
:: :-)
:
: Non so se lo sia, ma se lo fosse lo sarebbe, non lo "sarebbe stato".
: :-)
E se avesse cambiato idea?
(-:
susanna
> Il leitmotiv di Fra le tue braccia, E. Lubitsch, 1946.
> Non e' il capolavoro del tedesco, praticamente il suo ultimo film.
Un capolavoro, altro che...
> Ho sempre sostenuto che il Lubitsch touch fosse una formula da critici
della
> domenica: il Lubitsch touch e' l'arte di saper fare il film piu'
difficile,
> la commedia.
> Un film commedia ben fatto deve:
> - avere un soggetto blando, possibilmente povero
Non vero
oppure ci si deve mettere d'accordo su cosa sia un "soggetto blando" (messa
cosi', anche Romeo e Giulietta ha un soggetto blando, ed e' un dramma,
mentre "molto rumore per nulla" ha un soggetto ben piu' complesso, ed e' una
commedia)
Comunque puo' passare
> - avere una grandiosa sceneggiatura
esatto
> - tanti attori
?
Nel senso che non l'ho davvero capita.
Da cosa viene questa sicurezza?
> - un grosso regista
questo si'.
Assolutamente
Ma hai dimenticato un elemento importantissimo:
- basarsi su una struttura velatamente (subdolamente?) "immorale". Le
commedie piu' riuscite nascondono quasi sempre delle prese di posizione
"forti" contro un certo perbenismo di stampo "borghese".
La Commedia, soprattutto quella americana (che guarda caso vede in autori
non completamente purosangue i suoi maggiori cantori), sembra il genere
destinato alla 'borghesia', e, all'apparenza, e' anche il prodotto piu'
"adatto". Il gioco sta nel riuscire a vedere 'cosa' esattamente sostiene il
manico. Cioe' la sceneggiatura. La sceneggiatura e' sostenuta da idee. Che
danno vita alle situazioni e ai dialoghi.
> Garry Marshall, in 120 minuti, ci mostra quel manichino di Gere e la
boccona
> della Roberts senza neanche un avventuriero boemo.
e soprattutto senza nessuna vera (caustica e rancorosa) presa per il culo
(palese o latente) della classe celebrata
--
Jack B.
"Are you ready?
I was born ready"
Mi dai la ricetta del coniglio alle rape, quelle bianche non quelle rosse.
grazie
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
[SNIP]
> Ritengo pure che la maestria registica del canadese
Ecco dove comincia la tua cultura...
Knoxville, Tennessee in Canada?
Eccoti una cartina:
http://www.enchantedlearning.com/usa/statesbw/tennessee.shtml
> la negra al volante
...ed ecco dove finisce.
Che tristezza.
Ciao,
mAx
: [SNIP]
:
:: Ritengo pure che la maestria registica del canadese
:
: Ecco dove comincia la tua cultura...
:
: Knoxville, Tennessee in Canada?
:
: Eccoti una cartina:
: http://www.enchantedlearning.com/usa/statesbw/tennessee.shtml
:
:: la negra al volante
:
: ...ed ecco dove finisce.
:
: Che tristezza.
Ebbene si', mAx, ho confuso la patria di Quentin con quella di Avary,
probabilmente a causa di una associazione spontanea fatta gia' tempo fa.
Ma non capisco l'acredine, dimmi pure.
susanna
> Ebbene si', mAx, ho confuso la patria di Quentin con quella di
> Avary, probabilmente a causa di una associazione spontanea
> fatta gia' tempo fa.
> Ma non capisco l'acredine, dimmi pure.
Nessuna acredine, solo tristezza nel constatare che una persona che reputavo
colta usi un termine che, al piu', posso aspettarmi in un post di uno
scirio.
La storia del Canada e' una postilla a parte: puo' succedere anche ai
migliori.
:: Ho sempre sostenuto che il Lubitsch touch fosse una formula da
:: critici della domenica: il Lubitsch touch e' l'arte di saper fare il
:: film piu'
: difficile,
:: la commedia.
:: Un film commedia ben fatto deve:
:: - avere un soggetto blando, possibilmente povero
:
: Non vero
: oppure ci si deve mettere d'accordo su cosa sia un "soggetto blando"
: (messa cosi', anche Romeo e Giulietta ha un soggetto blando, ed e' un
: dramma, mentre "molto rumore per nulla" ha un soggetto ben piu'
: complesso, ed e' una commedia)
: Comunque puo' passare
Se il soggetto e' forte o fortemente caratterizzato si corre il rischio di
perdere l'aria complessiva che una commedia deve avere, la sua coralita', le
sue continue e necessarie divagazioni. Piu' intreccio e meno nucleo, in
generale, per una commedia.
:: - tanti attori
:
: ?
: Nel senso che non l'ho davvero capita.
: Da cosa viene questa sicurezza?
Le migliori commedie hanno molti attori, penso, rimanendo al tedesco (era
tedesco? mAx, controlla) a cose tipo Il cielo puo' attendere o Scrivimi
fermo posta. La quantita' di attori (parlanti, intendo) garantisce la
variegazione dell'intreccio e il continuo pretesto per i sipari, le
contrapposizioni, i caratteri, ecc. Questo e', ad esempio, un elemento
strutturale che latita anche nelle migliori commedie contemporanee (poche)
ove la centralita' dei protagonisti impoverisce fatalmente la briosita' del
contesto.
: Ma hai dimenticato un elemento importantissimo:
: - basarsi su una struttura velatamente (subdolamente?) "immorale". Le
: commedie piu' riuscite nascondono quasi sempre delle prese di
: posizione "forti" contro un certo perbenismo di stampo "borghese".
: La Commedia, soprattutto quella americana (che guarda caso vede in
: autori non completamente purosangue i suoi maggiori cantori), sembra
: il genere destinato alla 'borghesia', e, all'apparenza, e' anche il
: prodotto piu' "adatto". Il gioco sta nel riuscire a vedere 'cosa'
: esattamente sostiene il manico. Cioe' la sceneggiatura. La
: sceneggiatura e' sostenuta da idee. Che danno vita alle situazioni e
: ai dialoghi.
:
:: Garry Marshall, in 120 minuti, ci mostra quel manichino di Gere e la
:: boccona della Roberts senza neanche un avventuriero boemo.
:
: e soprattutto senza nessuna vera (caustica e rancorosa) presa per il
: culo (palese o latente) della classe celebrata
Se quello che dici e', in sostanza, vero, Lubitsch e' cosi' grande anche
perche' non cede ad una sterile critica sociale, seppur in salsa rosa. La
nobile classe borghese di Fra le tue braccia e' si' dipinta con un preciso
sarcasmo, ma in ogni caso il tocco e' estremamente leggero e non -
gratuitamente - manicheo. L'anziana coppia viene "aristocraticamente"
sbeffeggiata ma ci appare, in molti casi, simpatica; il goffo pretendente
della Jones, pur rimanendo una macchietta ridicola, conserva una sua
umanita' non del tutto disdicevole (quando invece sarebbe stata facile
l'operazione di sputtanamento generalizzato).
Insomma, veramente un grande anche in una opera che, forse, non e' cosi'
grande.
susanna
:: Ebbene si', mAx, ho confuso la patria di Quentin con quella di
:: Avary, probabilmente a causa di una associazione spontanea
:: fatta gia' tempo fa.
:: Ma non capisco l'acredine, dimmi pure.
:
: Nessuna acredine, solo tristezza nel constatare che una persona che
: reputavo colta usi un termine che, al piu', posso aspettarmi in un
: post di uno scirio.
A', e' negra che ti ha fatto incazzare. Magari potrebbe fare incazzare un
nero o una nera nel mezzo di un discorso, ma mi sembra curioso che faccia
incazzare altri fuori dal discorso.
Qui a Parma, come in molte citta' del Nord, non c'e' una particolare
inclinazione nei confronti dei meridionali. Ma io, i miei molti amici e
conoscenti del Sud di stanza qua, continuo a chiamarli indifferentemente
terroni o meridionali o per nome. Dipende da come mi gira e da quando serve.
Se in un post qualcuno apostrofasse qualcun altro con "bianca schifosa" io
non me ne avrei. Non credo che esista il razzismo (tranne qualche raro
imbecille), nemmeno nelle singole parole. Sono i discorsi che mi intrigano
maggiormente, chi li fa e come li fa. I termini, quando sono ammantati di
falso moralismo e di ipocrisia del tutto importata, mi si vanno a far
fottere.
Una curiosita': quando mi capita di scrivere di persone di colore uso quasi
sempre i due termini con la stessa frequenza, potresti controllare. In quel
post c'era solo una occorrenza, era il turno di quella.
In ogni caso mi becco la stessa chiosa che mi fece Casini, credo, circa musi
gialli in luogo di cinesi (o giapponesi, non vorrei mai sbagliar di nuovo).
Razzista, mi disse. Ma senza distinzioni, dico io.
susanna
[SNIP]
> (era tedesco? mAx, controlla)
Non si puo' certo dire che tu non sia permalosa!
Comunque, come ho gia' avuto modo di replicare, non era quello il punto. La
cosa triste e' che manco te ne sei resa conto, a 'sto punto.
: [SNIP]
:
:: (era tedesco? mAx, controlla)
:
: Non si puo' certo dire che tu non sia permalosa!
:
: Comunque, come ho gia' avuto modo di replicare, non era quello il
: punto. La cosa triste e' che manco te ne sei resa conto, a 'sto punto.
Andiamo per incroci temporali. Aspetta che risponda a questa prima di
rispondermi a quell'altra, se no va a finire che ci intendiamo.
Non sono permalosa, se lo fossi stata ti avrei mandato a cagare al primo tuo
post, obiettivamente fuori luogo con quella tirata della cartina.
Diciamo che mi e' sfuggita una battuta che forse - avrei dovuto intendere -
non avresti colto per quella che voleva essere.
Va meglio?
susanna
[SNIP]
> A', e' negra che ti ha fatto incazzare.
Prova a dirlo in faccia a un'africana "negra", vediamo se la fai contenta.
Per il resto per me puoi pure bestemmiare in chiesa e cagare in bocca al
papa; sono rimasto semplicemente sorpreso nel leggerti utilizzare un termine
cosi' stupido, in considerazione della profonda cultura che dimostri
solitamente nei tuoi scritti.
> Andiamo per incroci temporali. Aspetta che risponda a questa
> prima di rispondermi a quell'altra, se no va a finire che ci
> intendiamo.
Azz, troppo tardi, dannati paradossi!
> Non sono permalosa,
Giusto un pochino.
> se lo fossi stata ti avrei mandato a cagare al primo tuo
> post,
Quella sarebbe stata una strafottenza piu' che una dimostrazione di
permalosita'.
> obiettivamente fuori luogo con quella tirata della
> cartina.
Eccesso per eccesso.
> Diciamo che mi e' sfuggita una battuta che forse - avrei
> dovuto intendere - non avresti colto per quella che voleva
> essere.
Mi hanno abituato a credere che le "battute" siano dei divertenti scherzi
linguistici, cosa che non riesco a rintracciare in quella frase.
> Va meglio?
Ne' meglio ne' peggio.
Ma manco prima della tua sparata, eh, sia chiaro.
:: A', e' negra che ti ha fatto incazzare.
:
: Prova a dirlo in faccia a un'africana "negra", vediamo se la fai
: contenta.
Negraccia, spesso.
Mary, si chiama, mi porta la bambina quando non ce la fa, e' un po' stronza,
ma fa lo stesso. E' congolese, degli Usa non sa nulla o quasi, se ne fotte
di negra o nera. Garantito.
: Per il resto per me puoi pure bestemmiare in chiesa e cagare in bocca
: al papa; sono rimasto semplicemente sorpreso nel leggerti utilizzare
: un termine cosi' stupido,
Posso?
Quantunque tu abbia citato almeno una persona con grado culturale idoneo a
usare il termine incriminato, sbagli.
La stessa persona con una bel 'nero' nella prosa ti cambierebbe? Pensaci.
Il fatto e' che questi giochetti, ovvero l'impugnare questi luoghi comuni
autoreferenziali sono quanto di piu' ipocrita e mellifluo si possa
desiderare. I peana arrivano proprio da chi e' abituato a praticare il
politically correct per poter razzolare scorrect (non penso a te,
naturalmente, perche' nulla di cio' che ho letto di tuo mi ti fa entrare
nella categoria).
E' il trionfo della retorica miserevole, retorica dalla quale mi allontano
volentieri e volontariamente usando i termini in equa distribuzione.
susanna
: Azz, troppo tardi, dannati paradossi!
:
:: Non sono permalosa,
:
: Giusto un pochino.
Un pochino.
: Eccesso per eccesso.
Ma ancora non vedo il mio.
:: Diciamo che mi e' sfuggita una battuta che forse - avrei
:: dovuto intendere - non avresti colto per quella che voleva
:: essere.
:
: Mi hanno abituato a credere che le "battute" siano dei divertenti
: scherzi linguistici, cosa che non riesco a rintracciare in quella
: frase.
A volte sono anche riferimenti che, sullo scambio di contesto, assumono un
carattere umoristico. Piu' semantico che linguistico, in questo caso.
:: Va meglio?
:
: Ne' meglio ne' peggio.
: Ma manco prima della tua sparata, eh, sia chiaro.
Ebbe', perche' non hai ancora letto la replica a quell'altra.
susanna
[SNIP]
> E' il trionfo della retorica miserevole, retorica dalla quale mi
> allontano volentieri e volontariamente usando i termini in equa
> distribuzione.
OK, ho capito il tuo punto di vista, cio' non toglie che l'esempio di una
conoscente alla quale ti rivolgi di persona non e' pertinente, non in questo
contesto perlomeno. E la mia non e' retorica, ne' voglia di politically
correct (me ne guardo bene): e' solo che trovo fastidioso utilizzare termini
offensivi soprattutto fuori contesto.
E dire che ne sento da sempre, qui nel "progredito" nord: si vede che non
c'ho ancora fatto il callo. :)
Ciao,
mAx
--
La mentalita' del branco solleva gli individui dal dover distinguere
fra giusto e sbagliato. Il branco e' la volontaria regressione
dell'uomo a livello della bestia.
>e' solo che trovo fastidioso utilizzare termini
>offensivi soprattutto fuori contesto.
Cheppalle, ancora co 'sta menata del negro/nero/di colore?
Vogliamo anche tirare fuori la storiella della razza sฤ/razza no per
completare il quadro?
Io, i negri che mi ฤ capitato di porre loro questa domanda, non si
ponevano il problema. Sia quelli ricchi che quelli no.
A proposito, mi spiegate questa faccenda dei 'migranti'? ROTFL, cazzo
sono, gru?
t.a.f.k.a.p.
--
The Adamski Formerly Known As Portofino's ben essere, beauty farm intรฉgreรฉ
"It's happening! It's like War of the Worlds!"
UFV:The forbidden planet/Codice 46/Fog/Fame chimica/Cittadino dello spazio/
I figli dello spazio/Destinazione terra/The day the earth stood still/Le pl
aisir/Un re in esilio/Them!/The blob/In my country/Dopo Mezzanotte/Il vampi
ro del pianeta rosso/The incredible shrinking man/La cosa da un altro mondo
[SNIP]
> Cheppalle, ancora co 'sta menata del negro/nero/di colore?
> Vogliamo anche tirare fuori la storiella della razza sฤ/razza no per
> completare il quadro?
C'e' un retaggio storico, dietro certe parole, che puo' offendere.
Nel contesto, se Pam Grier fosse stata bianca, dubito fortemente che nel suo
post susanna l'avrebbe appellata come: "la mozzarella al volante", che
comunque sarebbe stato storicamente meno offensivo del suo "negra"
(purtroppo non esiste, che io sappia, un parallelo calzante).
Come ho gia' detto, e' questo uso comune inutile che mi intristisce, perche'
confonde le persone teoricamente colte e intelligenti con quelle ignoranti e
razziste. Ma per le persone coinvolte, mica per i "negri".
> Prova a dirlo in faccia a un'africana "negra", vediamo se la fai contenta.
"Negro" non e' l'equivalente di "Nigger", che io sappia.
"Nigger" ha da sempre avuto una valenza offensiva, essendo una
distorsione del termine "Negro". Che, di per se', significa "persona di
pelle nera", ecco tutto.
Feci questa discussione anche con Silvestri, quando recensi' il mio
librino su Landis e mi fece quest'unica critica, accusandomi di
indromontanellismo. :-)
--
UFV:Forbidden Planet/Mona Lisa Smile(DVD)/Cittadino dello spazio
The Day the Earth/Stood Still/Totoro(DVD)/La spettatrice/Vampyres
(DVD)/Re in esilio/Le plaisir - http://www.albertofarina.tk
[SNIP]
> "Negro" non e' l'equivalente di "Nigger", che io sappia.
> "Nigger" ha da sempre avuto una valenza offensiva, essendo una
> distorsione del termine "Negro". Che, di per se', significa "persona
> di pelle nera", ecco tutto.
Certo. "Negro", nella sua originaria accezione, indicava, come dice il
Garzanti: "[persona] che appartiene a un gruppo umano con pelle nera o
scura, naso largo e schiacciato, capelli lanosi, labbra tumide, originario
del continente africano".
Ora: gia' di per se questa definizione "ufficiale" IMHO e' abbastanza
offensiva, ma se vogliamo essere realistici: quante persone usano *oggi* la
parola "negro" in tono non dispregiativo e/o comunque non sprezzante
rivolgendosi a un africano?
> Certo. "Negro", nella sua originaria accezione, indicava, come dice il
> Garzanti: "[persona] che appartiene a un gruppo umano con pelle nera o
> scura, naso largo e schiacciato, capelli lanosi, labbra tumide, originario
> del continente africano".
> Ora: gia' di per se questa definizione "ufficiale" IMHO e' abbastanza
> offensiva,
รจ una descrizione abbastanza corretta, invece..
> ma se vogliamo essere realistici: quante persone usano *oggi* la
> parola "negro" in tono non dispregiativo e/o comunque non sprezzante
> rivolgendosi a un africano?
Su questo non hai completamente torto. Ricordo che da bambino io dicevo
innocentemente "negro" e che la parola era usata comunemente senza
connotazioni offensive (tanto che sulla mia "Enciclopedia dei Ragazzi" c'era
il capitolo *negri*). Poi pian piano per qualche ragione "negro" รจ diventato
termine dispregiativo.
--
Joe
UFV: [Big Fish - Schultze Vuole Suonare Il Blues - Codice 46 - Forever Mine
(DVD) - Ju-On (DVD) - Swimming Pool (DVD) - La Passione Di Cristo - Psycho
(gvs) (TV) - L'Alba Dei Morti Viventi - American Beauty (TV)]
>>Certo. "Negro", nella sua originaria accezione, indicava, come dice il
>>Garzanti: "[persona] che appartiene a un gruppo umano con pelle nera o
>>scura, naso largo e schiacciato, capelli lanosi, labbra tumide, originario
>>del continente africano".
>
>
>>Ora: gia' di per se questa definizione "ufficiale" IMHO e' abbastanza
>>offensiva,
>
>
> รจ una descrizione abbastanza corretta, invece..
>
secondo me รจ + una presa per il culo dire "di colore"
sinceramente non ho conoscenti negri (di colore) e quindi (che io
ricordi) non ho mai avuto occasione di chiamarli di persona cosรฌ
non so se si offenderebbero
in ogni modo, se ci devi parlare di persona la distinzione รจ inutile
li dire negro o di colore non ha senso
"ehi tu negro, ehi tu di colore" suonano cmq abb offensive
invece se devi parlare di qualcuno
anche dire
"quel ragazzo negro" non mi pare per niente offensiva come frase
ovviamente se dico "negro di merda" diventa offensiva
insomma quello che sto cercando di dire (rocky lo direbbe meglio)
รจ che non bisogna considerare una parola offensiva, solo perchรจ in
generale รจ + usata x offendere
il suo vero scopo รจ solo per fare una distinzione
come dire, "quel ragazzo baffuto"
anzi ora che ci penso di solito uso la parola "nero"
--
/\ SCIRIO - http://scirio.altervista.org
/vvvvvvvvvvvv \-----------------------------------------------,
`^^^^^^^^^^^^ /=============================================="
\/ 1 battuta al giorno? http://tinyurl.com/37ee7
> รจ una descrizione abbastanza corretta, invece..
Si', corretta secondo i canoni "dell'uomo bianco".
E come se, su un dizionario africano, alla voce "biangro" (fingiamo esista
questo termine!) leggessi: "[persona] che appartiene a un gruppo umano con
la pelle bianca o chiara, naso stretto e allungato, capelli lisci, labbra
sobrie, originario del continente europeo". Siamo tutti cosi'?
> Su questo non hai completamente torto. Ricordo che da bambino
> io dicevo innocentemente "negro" e che la parola era usata
> comunemente senza connotazioni offensive (tanto che sulla
> mia "Enciclopedia dei Ragazzi" c'era il capitolo *negri*). Poi
> pian piano per qualche ragione "negro" รจ diventato termine
> dispregiativo.
Forse, come diceva Alberto, la derivazione e' dal "nigger" americano: non ne
escluderei la paternita' "filmico-doppiaggistica" (un po' come il "fanculo"
che, dicesi, di origini Amendoliane per doppiare il "fuck you" Stallonesco).
> Certo. "Negro", nella sua originaria accezione, indicava, come dice il
> Garzanti: "[persona] che appartiene a un gruppo umano con pelle nera o
> scura, naso largo e schiacciato, capelli lanosi, labbra tumide, originario
> del continente africano".
>
> Ora: gia' di per se questa definizione "ufficiale" IMHO e' abbastanza
> offensiva
Perche'?
> ma se vogliamo essere realistici: quante persone usano *oggi* la
> parola "negro" in tono non dispregiativo e/o comunque non sprezzante
> rivolgendosi a un africano?
La questione mi pare mal posta.
Non mi rivolgo a un africano dicendo "ehi tu, negro". Questo si' che
sarebbe offensivo.
Ma se parlo di una persona che ha pelle nera, capelli lanosi eccetera,
e' probabile che ne parli come di un negro, cosi' come se parlo di una
ragazza dai capelli dorati e' probabile che la definisca una bionda,
cosi' come se parlo di uno senza capelli e' probabile che lo definisca
uno calvo.
Dovrei usare un'espressione come "follicolarmente svantaggiato"?
Non mi rivolgerei a una bionda dicendole "ehi tu, bionda", ne' a uno
senza capelli dicendo "ehi tu, calvo". Ne' mi rivolgerei a un vigile
dicendogli "ehi, vigile". Ma se racconto a qualcuno di averlo incontrato
e' probabile che lo definisca "un vigile". Anche se magari si chiama
Piero, ha 37 anni, tifa per la Roma e ieri sera ha litigato con sua
moglie.
>> ma se vogliamo essere realistici: quante persone usano *oggi* la
>> parola "negro" in tono non dispregiativo e/o comunque non sprezzante
>> rivolgendosi a un africano?
>
> La questione mi pare mal posta.
>
> Non mi rivolgo a un africano dicendo "ehi tu, negro". Questo si' che
> sarebbe offensivo.
Ero in america e come sempre con un certo tipo di problemi di memoria, mi
capitava spessissimo di dover chiedere a qualcuno che mi conosceva bene:
"psss psss, do tell me again, please, wich one is it the bad word, neg** or
nig**?"
Perche' a orecchio mi sembrava peggio una, piu' assonante con la nostra...
e per me che la lingua era solo suoni uno valeva l'altro.
Ho conosciuto una ragazza africana, che ha imparato l'italiano qui, lo
parla molto bene, ma dice una bestemmia via l'altra. Il suo primo fidanzato
era veneto. Per lei non sono bestemmie, solo interiezioni.
> Non mi rivolgerei a una bionda dicendole "ehi tu, bionda", ne' a uno
> senza capelli dicendo "ehi tu, calvo". Ne' mi rivolgerei a un vigile
> dicendogli "ehi, vigile".
Prima o poi mi togliero' lo sfizio di chiamare un vigile come "signora
guardia"...
> Perche'?
Come ho scritto sopra mi sembrano classificazioni un po' troppo ordinarie.
> La questione mi pare mal posta.
[...]
> Ma se parlo di una persona che ha pelle nera, capelli lanosi eccetera,
> e' probabile che ne parli come di un negro
Io invece se parlo di un africano (o di un afro-qualcosa) lo chiamo africano
(o afro-qualcosa), non negro, visto che l'accezione negativa ormai e' quella
piu' comune, almeno dalle mie parti.
Al limite, se proprio, "nero".
Il tuo e' un paragone che non presuppone l'accezione negativa (mica "bionda"
o "calvo" ha un'accezione negativa). Nell'uso dell'uomo comune "negro" sta a
"nero" come "terrone" sta a "meridionale".
: tafkap wrote:
: C'e' un retaggio storico, dietro certe parole, che puo' offendere.
: Nel contesto, se Pam Grier fosse stata bianca, dubito fortemente che
: nel suo post susanna l'avrebbe appellata come: "la mozzarella al
: volante", che comunque sarebbe stato storicamente meno offensivo del
: suo "negra" (purtroppo non esiste, che io sappia, un parallelo
: calzante).
:
: Come ho gia' detto, e' questo uso comune inutile che mi intristisce,
: perche' confonde le persone teoricamente colte e intelligenti con
: quelle ignoranti e razziste. Ma per le persone coinvolte, mica per i
: "negri".
Il tuo ragionamento, naturalmente, ha una base di verita', quantunque ti
abbia spiegato che proprio quel senso storico del termine, nel frat-tempo,
si e' completamente ribaltato. E qui avresti dovuto seguirmi, ma ti sei
tirato indietro.
Il 'negro' del senso originale oggi e' diventata la comoda etichetta per
autoassumersi la patente di progressista e culturalmente tollerante.
In un certo senso sei tu, oggi, ad essere imprigionato da un termine, e non
io, che ho deciso di abbandonarlo.
Ma veniamo a Jackie Brown.
Le connotazioni socio-razziali sono uno dei perni del film. I due
protagonisti sono neri, la buona e il cattivo. Altri tre personaggi
secondari sono neri, lo splendido Beaumont, Charonda e la vecchia
prostituta.
Tarantino ha optato per una scelta casuale? No.
T. mette i neri al centro di Jackie Brown proprio per esprimere la
marginalita' assoluta dei suoi personaggi. T. sta usando il negro, non il
nero. E lo sta usando per catapultarlo al centro della sua poetica. T. non
vuole l'ipocrisia di un livellamento che, come quello linguistico, non ha
alcun senso.
T. vuole la negritudine (strano come non esista la neritudine, ma qualche
imbecille prima o poi lo proporra') proprio in quanto simbolica.
In questo senso il mio 'negra', in quel post, ha un sapore del tutto
speciale.
Sempre considerando che i termini vanno valutati laddove sono inseriti e in
base a chi li sta usando.
susanna
> Il tuo ragionamento, naturalmente, ha una base di verita', quantunque
> ti abbia spiegato che proprio quel senso storico del termine, nel
> frat-tempo, si e' completamente ribaltato. E qui avresti dovuto
> seguirmi, ma ti sei tirato indietro.
Non mi sono tirato indietro: ho capito il tuo punto di vista, al quale non
avevo nulla da ribattere. Tutto qui.
> Il 'negro' del senso originale oggi e' diventata la comoda etichetta per
> autoassumersi la patente di progressista e culturalmente tollerante.
> In un certo senso sei tu, oggi, ad essere imprigionato da un termine, e
non
> io, che ho deciso di abbandonarlo.
Di solito quando sento dire "negro" non sto di certo li' a bacchettare
(anche perche' dovrei andare in giro con la frusta, qui nel veronese). Mi
permetto di sottolinearne la "discrepanza" quando lo sento/leggo in bocca a
persone che reputo sensibili in quanto dotate di materia grigia.
E' vero: probabilmente sono io quello "imprigionato", ma non solo in questo
termine, bensi' in tutte quelle gratuita' offensive linguistiche. Negro,
terrone, frocio... Quando servono a sottolineare intolleranza o sono
utlizzate con superficialita' mi danno tristezza. E' un mio limite.
[SNIP sul resto]
Tutto chiaro.
Probabilmente m'era sfuggito il "contesto".
> Forse, come diceva Alberto, la derivazione e' dal "nigger" americano
In italiano? Non direi proprio: nel mio dialetto per esempio (ma non solo,
immagino), "nero" (inteso come colore) si dice "negher".
--
ste
> Sottoscrivo e mi inchino.
Ok, ma rispettando la fila.
La coda inizia la', vatti a inchinare la' in fondo.
> In italiano? Non direi proprio: nel mio dialetto per esempio (ma non
> solo, immagino), "nero" (inteso come colore) si dice "negher".
Se leggi tutta la frase spiego anche da dove presumo tale derivazione.
(e comunque, che sappia io, "negher" e' lombardo e basta.)
> stefano wrote:
>
>> In italiano? Non direi proprio: nel mio dialetto per esempio (ma non
>> solo, immagino), "nero" (inteso come colore) si dice "negher".
>
> Se leggi tutta la frase spiego anche da dove presumo tale derivazione.
> (e comunque, che sappia io, "negher" e' lombardo e basta.)
Una delle dimostrazioni che i lombardi non sono razzisti e' il famoso
detto: "laura' me' un negher" che significa "lavorare tanto".
> Una delle dimostrazioni che i lombardi non sono razzisti e' il famoso
> detto: "laura' me' un negher" che significa "lavorare tanto".
eheheh
dimostrazione LAMPANTE, come no.
> Io invece se parlo di un africano (o di un afro-qualcosa) lo chiamo africano
> (o afro-qualcosa), non negro, visto che l'accezione negativa ormai e' quella
> piu' comune, almeno dalle mie parti.
Ma se l'Africa non l'ha mai vista? Se e' nato, per dire, a Verona, e' di
nazionalita' italiana e l'accento veneto? Basta il colore della pelle
per definirlo afroveronese?
> Il tuo e' un paragone che non presuppone l'accezione negativa (mica "bionda"
> o "calvo" ha un'accezione negativa). Nell'uso dell'uomo comune "negro" sta a
> "nero" come "terrone" sta a "meridionale".
Quello che stiamo discutendo e' cio' che tu pretendi di usare come
prova. L' uomo comune esiste solo nelle statistiche, suvvia.
> Negro,
> terrone, frocio... Quando servono a sottolineare intolleranza o sono
> utlizzate con superficialita' mi danno tristezza. E' un mio limite.
Ma no. Su questo credo che siamo d'accordo.
Il punto e' stabilire quando servono a sottolineare intolleranza ecc.
> Ma no. Su questo credo che siamo d'accordo.
> Il punto e' stabilire quando servono a sottolineare
> intolleranza ecc.
Credo che siamo d'accordo un po' su tutto; probabilmente la differenza
interpretativa deriva dalla zona geografica: qui nella Verona a maggioranza
razzista *negro* e' offensivo e basta (forse qualche anziano lo usa perche'
e' abituato cosi', ma pure quello lo dice in tono di disprezzo).
Comunque penso che con tutto il vocabolario che abbiamo, queste parole che
possono assumere un significato dispregiativo possano essere tranquillamente
evitate, no?
>mAx <mAx...@libero.it> wrote:
>> ma se vogliamo essere realistici: quante persone usano *oggi* la
>> parola "negro" in tono non dispregiativo e/o comunque non sprezzante
>> rivolgendosi a un africano?
>
>La questione mi pare mal posta.
>
>Non mi rivolgo a un africano dicendo "ehi tu, negro". Questo si' che
>sarebbe offensivo.
Ma in quella scena di quel film col tipo il cui pane e' il pericolo,
mica si mette di fronte ad un gruppo di neri, li chiama "Negri!!!" e
scappa?
Ciao
Nicola
--
"La felpa รจ quel capo d'abbigliamento che un bambino indossa quando sua madre ha freddo".
Leopold Fetchner
> Ma se l'Africa non l'ha mai vista? Se e' nato, per dire, a
> Verona, e' di nazionalita' italiana e l'accento veneto? Basta
> il colore della pelle per definirlo afroveronese?
Preferisco di gran lunga afro-qualcosa (che in questo caso sarebbe
afro-italiano, al limite... Afroveronese che e'? :D).
In America, se anche non hanno mai visto l'Africa, li e si chiamano
"afro-americani".
E comunque, siamo sinceri: quante volte e' proprio *necessario* stabilire
l'origine di quello di cui si sta parlando? Lo si fa sempre con "quello
dalla pelle scura" o con l'albanese o, comunque, quando la cosa
"sottintende" immigrato, extracomunitario con la selva di luoghi comuni che
ne consegue.
Oppure tu, quando parli di qualcuno, devi sempre tracciarne un profilo
geografico/razziale di provenienza?
> Quello che stiamo discutendo e' cio' che tu pretendi di usare
> come prova. L' uomo comune esiste solo nelle statistiche,
> suvvia.
Alberto, vieni a fare un giro a Verona: quando vogliono essere simpatici al
massimo li chiamano "negretti".
"C'ho un negretto in ditta che lavora tanto e bene, oh guarda!"
> Preferisco di gran lunga afro-qualcosa (che in questo caso sarebbe
> afro-italiano, al limite... Afroveronese che e'? :D).
> In America, se anche non hanno mai visto l'Africa, li e si chiamano
> "afro-americani".
L'america e' un caso a parte, adesso e' l'ondata del trattino-americano,
prima era la crociata per la parita' sessuale nei nomi.
Ricordo che veniva guardato male se pronunciavi "walk-man" in favore del
piu' "gender-correct" walk-person.
> L'america e' un caso a parte, adesso e' l'ondata del trattino-
> americano, prima era la crociata per la parita' sessuale nei
> nomi.
Beh, questa "ondata" la sento/leggo da almeno 20 anni.
> Ricordo che veniva guardato male se pronunciavi "walk-man" in
> favore del piu' "gender-correct" walk-person.
LOL sul serio? :D
>> Ricordo che veniva guardato male se pronunciavi "walk-man" in
>> favore del piu' "gender-correct" walk-person.
>
> LOL sul serio? :D
serissimo, e tutti i nomi delle professioni e tutte le parole col suffisso
-man.
Sulla parita' sessuale sono veramente avanti rispetto a noi di un secolo,
non solo perche' noi abbiamo una strana complicita' verso questa nuova
prostituzione di natura televisiva, che fa sembrare i nostri programmi,
visti dall'estero, una specie di enorme bordello festante.
Ma perche' il femminismo in NA non e' stato solo un vento primaverile.
> E comunque, siamo sinceri: quante volte e' proprio *necessario* stabilire
> l'origine di quello di cui si sta parlando? Lo si fa sempre con "quello
> dalla pelle scura" o con l'albanese o, comunque, quando la cosa
> "sottintende" immigrato, extracomunitario con la selva di luoghi comuni che
> ne consegue.
> Oppure tu, quando parli di qualcuno, devi sempre tracciarne un profilo
> geografico/razziale di provenienza?
No, ed e' qui che ti aspettavo.
Se parlo di una ragazza su duecento che ha i capelli gialli, la chiamo
"la bionda". Se parlo di te dopo averti incontrato all'Olimpico in curva
sud dico "il veronese". Se parlo del Caiazzo fra gli IACiners dico
"quello che gli piace Aldiladeisogni".
Insomma, uso l'elemento piu' facilmente e immediatamente distintivo.
Parlassi di Mohamed Abdallah, che ho incontrato all'aeroporto di
Mombasa, probabilmente dovrei dire "quello con la camicia gialla", o
"quello coi Rayban", perche' indicarlo col colore della sua pelle, li',
non servirebbe a niente. Come se parlassi di te dopo averti incontrato
all'Arena e dicessi, "quello li', il veronese". Oppure, parlando di te
sul newsgroup, dicessi "quello che NCUCDC".
Sei tu che interpreti il mio dire "negro" come un profilo
geografico/razziale.
> Alberto, vieni a fare un giro a Verona: quando vogliono essere simpatici al
> massimo li chiamano "negretti".
>
> "C'ho un negretto in ditta che lavora tanto e bene, oh guarda!"
Non voglio far finta di non capire quello che mi dici. Da piccolo mi e'
capitato - ma solo al nord (e tu sai che sono nato a Torino, e che
quindi non ho alcuna intenzione dimostrativa nel dire cose del genere) -
di sentire un paio di ragazzini che trovavano spiritoso, mentre si
giocava, insultarti dicendoti "negro" invece di "scemo" o altro. Questo,
si', e' un uso offensivo del termine, e penso che a questo tu ti
riferisca.
Ma detto questo, nell'esempio che tu fai qui sopra io vedo solo un
imprenditore che ha qualche decina di dipendenti, e ne loda uno che ha
la pelle nera. Come avrebbe potuto lodarne uno calvo, oppure uno che
viene in fabbrica coi tatuaggi sulla schiena. Qui a Roma sento
dappertutto le signore che dicono "la mia filippina". Il punto non e'
come la chiamano: il punto e' se le pagano i contributi e le ferie.
Nell'esempio che tu fai, proprio se volessi trovare qualcosa da
stigmatizzare per un articoletto improntato alla political correctness,
potrei riscontrare un tono vagamente sorpreso, quasi che il tipo avesse
detto "e' un negretto, MA lavora tanto". In quel caso, la frase sarebbe
si' decisamente offensiva. In questo direi che la cosa e' lasciata
all'interpretazione. Anzi, al limite se sorpresa c'e', mi piace pensare
che stia segnalando l'inizio della fine di un pregiudizio.
Il tuo ipotetico imprenditore come lo tratta, il negretto? Lo mette in
regola o lo fa lavorare - no pun intended - in nero? Questo si' che e'
un argomento su cui vale la pena perdere tempo.
CCO: "Negri!" (il sosia di Woody Allen in "Ridere per ridere")
> >Non mi rivolgo a un africano dicendo "ehi tu, negro". Questo si' che
> >sarebbe offensivo.
>
> Ma in quella scena di quel film col tipo il cui pane e' il pericolo,
> mica si mette di fronte ad un gruppo di neri, li chiama "Negri!!!" e
> scappa?
In inglese dice "Niggers", non "Nigroes". Non e' affatto la stessa cosa.
E il contesto in cui lo fa, per giunta tutto vestito di bianco, carica
ulteriormente l'intento provocatorio. Un po' come, per tornare anche qui
In Topic, nella scopiazzatura di quella scena fatta da Willis e
McTiernan nel terzo "Die Hard".
[SNIP]
> In Topic, nella scopiazzatura di quella scena fatta da Willis e
> McTiernan nel terzo "Die Hard".
Si', che se non ricordo male la scritta sul cartellone che lui "sfoggia" e'
stata modificata digitalmente, mentre in realta' c'era scritto qualcosa di
piu' "soft".
>Nicola de Angeli <hob...@tin.it> wrote:
>
>> >Non mi rivolgo a un africano dicendo "ehi tu, negro". Questo si' che
>> >sarebbe offensivo.
>>
>> Ma in quella scena di quel film col tipo il cui pane e' il pericolo,
>> mica si mette di fronte ad un gruppo di neri, li chiama "Negri!!!" e
>> scappa?
>
>In inglese dice "Niggers", non "Nigroes". Non e' affatto la stessa cosa.
Ma il punto e', secondo me: in italiano cosa dice? ;-)
Ciao
Nicola
--
"La felpa ฤ quel capo d'abbigliamento che un bambino indossa quando sua madre ha freddo".
Leopold Fetchner
> Ma il punto e', secondo me: in italiano cosa dice? ;-)
Bravo Nicola, hai capito il senso di quel che sto blaterando da un paio di
giorni.
> No, ed e' qui che ti aspettavo.
Un fake di Alberto detto "the sniper". ;D
> Se parlo di una ragazza su duecento che ha i capelli gialli
[...]
> Insomma, uso l'elemento piu' facilmente e immediatamente
> distintivo.
Lo usi nel caso in cui il tuo interlocutore abbia bisogno della distinzione,
il che di solito succede quando puo' esserci un frantendimento. "Chi era dei
due Caiazzo? Quello che NCUCDC o quello a cui piace "Aldiladeisogni"?".
Dire "il negro" che informazioni fondamentali in piu' mi da' se non in un
contesto di "c'era un bianco e c'era un negro"?
[...]
> Oppure, parlando di te sul newsgroup, dicessi "quello che
> NCUCDC".
Eh allora si'. ;)
> Sei tu che interpreti il mio dire "negro" come un profilo
> geografico/razziale.
Oltre a quello che ho scritto prima e ammettendo sia indispensabile
classificare la razza della persona, resta comunque *innegabile* un fatto:
perche' usare "negro" invece di altri termini che non lasciano adito a
fraintendimenti razzistici?
[negretto]
> Nell'esempio che tu fai, proprio se volessi trovare qualcosa da
> stigmatizzare per un articoletto improntato alla political
> correctness, potrei riscontrare un tono vagamente sorpreso,
> quasi che il tipo avesse detto "e' un negretto, MA lavora
> tanto". In quel caso, la frase sarebbe si' decisamente
> offensiva.
Quello era il senso dell'esempio, senno' neanche lo riportavo. ;)
> Anzi, al limite se sorpresa c'e', mi piace pensare che stia
> segnalando l'inizio della fine di un pregiudizio.
Mah. Le persone che hanno quel tipo di mentalita' non perdono un pregiudizio
per cosi' poco: il "negretto" diventa anzi l'eccezione che conferma la
regola.
> Il tuo ipotetico imprenditore come lo tratta, il negretto? Lo
> mette in regola o lo fa lavorare - no pun intended - in nero?
Non e' ipotetico, esiste.
E, per fortuna, lo ha messo in regola, lo tratta bene e lo ha pure aiutato a
trovare un appartamento.
> CCO: "Negri!" (il sosia di Woody Allen in "Ridere per ridere")
LOL
(vedi che torna il mio discorso sul significato preso a causa degli
adattamenti dei film... ;)
> E se avesse cambiato idea?
> (-:
Speriamo di no!
--
UFV:Cittadino dello spazio/The Day the Earth Stood Still/Totoro(DVD)
La spettatrice/Vampyres(DVD)/Re in esilio/Le plaisir/Zรฉro de conduite
(DVD)The Fly/Dopo mezzanotte - http://www.albertofarina.tk
> Il 21 Mag 2004, 12:19, SIN...@IACINERS.ORG.INVALID (un fake di Alberto) ha
> scritto:
>
> [SNIP]
>
> > In Topic, nella scopiazzatura di quella scena fatta da Willis e
> > McTiernan nel terzo "Die Hard".
>
> Si', che se non ricordo male la scritta sul cartellone che lui "sfoggia" e'
> stata modificata digitalmente, mentre in realta' c'era scritto qualcosa di
> piu' "soft".
???
Io lo vidi in Canada, l'estate del 1997, e mi pare di ricordare la frase
"I hate niggers"... A te cosa risulta?
> On Fri, 21 May 2004 10:19:58 GMT, SIN...@IACINERS.ORG.INVALID (un
> fake di Alberto) wrote:
>
> >Nicola de Angeli <hob...@tin.it> wrote:
> >
> >> >Non mi rivolgo a un africano dicendo "ehi tu, negro". Questo si' che
> >> >sarebbe offensivo.
> >>
> >> Ma in quella scena di quel film col tipo il cui pane e' il pericolo,
> >> mica si mette di fronte ad un gruppo di neri, li chiama "Negri!!!" e
> >> scappa?
> >
> >In inglese dice "Niggers", non "Nigroes". Non e' affatto la stessa cosa.
>
> Ma il punto e', secondo me: in italiano cosa dice? ;-)
Non l'ho visto in italiano.
Ma supponendo che dica "negri", allora cio' significa che da ora in
avanti dovrei parlare di computer al silicone? O di "decadi" in luogo di
decenni?
> ???
>
> Io lo vidi in Canada, l'estate del 1997, e mi pare di
> ricordare la frase "I hate niggers"... A te cosa risulta?
La stessa scritta, pero' ricordo che quando il film usci' nelle sale dissero
che la scena fu realmente girata ad Harlem e che, per evitare proteste, in
realta' sul cartellone ci fosse scritta una frase non razzista.
Cercando su internet leggo che nella versione televisiva americana la
scritta e': "I hate everybody" che, da quel che ricordo, e' proprio la
scritta "originale".
>Non l'ho visto in italiano.
>
>Ma supponendo che dica "negri", allora cio' significa che da ora in
>avanti dovrei parlare di computer al silicone? O di "decadi" in luogo di
>decenni?
Dice "negri", e lo dice per un semplice motivo, IMHO: era l'unico modo
per poter tradurre l'originale, dispregiativo "niggers".
Riporto quanto dice lo Zanichelli a proposito del termine "negro":
"Appartenente alla razza negra (il termine e' talora inteso come
spregiativo e gli si preferisce nero)".
Insomma: l'ansiosa aspirazione alla cattiveria ha fatto si' che
l'italiota stravolgesse quello che era un normalissimo termine in un
insulto.
E mi raccomando, Yuri: le spalle contro il muro. Sempre.
>Nicola de Angeli <hob...@tin.it> wrote:
>
>> E mi raccomando, Yuri: le spalle contro il muro. Sempre.
>
>Beh, oramai a voi neanche vi brucia piu'.
Veramente pensavo alla presenza di AP nei dintorni.
>Cavalier banana si e' fatto il suo posticino nel vostro didietro:
>ombrello aperto e via.
Sai cosa si dice dei nani, no?
>> Sai cosa si dice dei nani, no?
>
>Contento tu...
Ragazzi, una volta la sinistra era quella col senso dell'umorismo...
:-(
Sei un niubbo.
> Ragazzi, una volta la sinistra era quella col senso dell'umorismo...
> :-(
Ma le hai viste le facce dei vertici di partito?
Dabbrrrivido!
C'ฤ chi si tocca, quando li vede in TV.
Altro che zombie...
> Non sapevo di queste sue inclinazioni.
veramente sei tu quello che doveva inclinarsi.
> Lo usi nel caso in cui il tuo interlocutore abbia bisogno della distinzione,
> il che di solito succede quando puo' esserci un frantendimento. "Chi era dei
> due Caiazzo? Quello che NCUCDC o quello a cui piace "Aldiladeisogni"?".
>
> Dire "il negro" che informazioni fondamentali in piu' mi da' se non in un
> contesto di "c'era un bianco e c'era un negro"?
Hai detto niente.
Una persona e' una persona e' una persona. Pero', anche se tu e io
magari non facciamo differenze di pelle, una persona dalla pelle nera in
un ambiente di persone dalla pelle bianca si trova in una situazione
che, volente o nolente, la differenzia. Se non altro perche' potrebbe
esserci il tuo imprenditore.
Che ti piaccia o no, dunque, il colore della pelle *e'* rilevante. Lo
e', probabilmente, piu' di quanto non lo sia l'essere biondo, o calvo o
vestito da vigile - almeno in una nazione con una percentuale di
"caucasians" numericamente schiacciante. Far finta che non esista e' una
forzatura, che denota a mio parere il tentativo di reagire a un certo
disagio. O a un senso di colpa. O al semplice voler compensare il
comportamento razzista di qualcun altro.
> Oltre a quello che ho scritto prima e ammettendo sia indispensabile
> classificare la razza della persona, resta comunque *innegabile* un fatto:
> perche' usare "negro" invece di altri termini che non lasciano adito a
> fraintendimenti razzistici?
Perche' se andiamo a inseguire il fraintendimento razzistico siamo alla
merce' dell'atteggiamento razzista. Se prima andava bene "negro", poi la
gente che vede i film doppiati ha cominciato a convincersi che fosse
offensivo. Allora qualcuno ha cominciato a usare l'espressione "di
colore", ma a me e' capitato poi di sentire accusare di razzismo *anche*
questa forma: "perche', scusa, ma tu sei privo di colori? e' un asiatico
che cosa e', in bianco e nero?". OK, allora andiamo su "colorato", come
diceva a suo tempo Eddie Murphy? Adesso non va bene nemmeno piu' quello,
e si usa afroqualcosa. Quando qualche coglione comincera' a usare
afroqualcosa come insulto a cosa passeremo, a "sovrapigmentato" o
"ultramelanico"?
Non e' una strada sensata. Il punto e' come si usano le parole, non le
parole che si usano. A meno che non siano *chiaramente*,
inquivocabilmente, parole offensive. Perche' chi fraintende, di solito,
e' il vero razzista. Secondo me.
> > Nell'esempio che tu fai, proprio se volessi trovare qualcosa da
> > stigmatizzare per un articoletto improntato alla political
> > correctness, potrei riscontrare un tono vagamente sorpreso,
> > quasi che il tipo avesse detto "e' un negretto, MA lavora
> > tanto". In quel caso, la frase sarebbe si' decisamente
> > offensiva.
>
> Quello era il senso dell'esempio, senno' neanche lo riportavo. ;)
Bene, allora visto che mi dici piu' sotto che si tratta di una persona
realmente esistente (e non un esempio fittizio) ti faccio una domanda.
Quando lo senti che dice che ha un dipendente "negretto" che *nonostante
questo* e' un buon lavoratore, TU cosa gli rispondi?
Sorridi compiaciuto alla battuta, fai finta di niente, o gli chiedi di
spiegarti che cosa intenda con quel *nonostante questo* (esplicito o
implicito che sia)?
CCO: "Have you noticed, Mr. Blues, that I am an African American?"
Cabel Chamberlain (Joe Morton) a Elwood Blues (Dan Aykroyd) in "Blues
Brothers 2000"
> Dice "negri", e lo dice per un semplice motivo, IMHO: era l'unico modo
> per poter tradurre l'originale, dispregiativo "niggers".
> Riporto quanto dice lo Zanichelli a proposito del termine "negro":
> "Appartenente alla razza negra (il termine e' talora inteso come
> spregiativo e gli si preferisce nero)".
Talora.
E *non* era l'unico modo. Tanto piu' che, se non ricordo male, non lo
"dice" ma si limita ad avercelo scritto su un cartello. Sicche' bastava
usare un sottotitolo acconcio, senza nemmeno problemi di synch.
> Hai detto niente.
>
> Una persona e' una persona e' una persona. Pero', anche se tu
> e io magari non facciamo differenze di pelle, una persona
> dalla pelle nera in un ambiente di persone dalla pelle bianca
> si trova in una situazione che, volente o nolente, la
> differenzia. Se non altro perche' potrebbe esserci il tuo
> imprenditore.
Mi ripeto: dipenda da cosa devi dire di questo "negro".
Se e' stai dicendo che uno al supermercato ha preso l'ultima baguette dal
cesto prima di te, devi dire che era un "negro"? Si', se devi sottintendere:
"'sti negri ci tolgono il pane di bocca!". Se la tua donna ti ha tradito
devi dire che era con un "negro"? Si', se devi sottintendere: "'sti negri ci
fottono le donne!".
Capisci cosa intendo? A parte rarissimi casi e' ininfluente dover
distinuguere la provenienza geografica di una persona. E se proprio lo si
deve fare, ancora, mi ripeto: perche' "negro"?
> Che ti piaccia o no, dunque, il colore della pelle *e'*
> rilevante.
Non sempre. Quasi mai.
> Lo e', probabilmente, piu' di quanto non lo sia l'essere
> biondo, o calvo o vestito da vigile - almeno in una nazione
> con una percentuale di "caucasians" numericamente
> schiacciante.
Ma perche'? Che informazione *fondamentale* in piu' dai dicendo "negro"?!?
> Far finta che non esista e' una forzatura, che denota a mio
> parere il tentativo di reagire a un certo disagio. O a un
> senso di colpa. O al semplice voler compensare il
> comportamento razzista di qualcun altro.
Scusami, Alberto, ma qui stai sbarellando. Ho mai detto che bisogna "far
finta che non esista"? Se c'e' da dirlo perche' serve lo si dica! Senno' e'
una sottolineatura razzista e basta. E non e' comunque necessario usare
"negro".
> Perche' se andiamo a inseguire il fraintendimento razzistico
> siamo alla merce' dell'atteggiamento razzista. Se prima andava
> bene "negro", poi la gente che vede i film doppiati ha
> cominciato a convincersi che fosse offensivo. Allora qualcuno
> ha cominciato a usare l'espressione "di colore", ma a me e'
> capitato poi di sentire accusare di razzismo *anche*
> questa forma: "perche', scusa, ma tu sei privo di colori? e'
> un asiatico che cosa e', in bianco e nero?". OK, allora
> andiamo su "colorato", come diceva a suo tempo Eddie Murphy?
> Adesso non va bene nemmeno piu' quello, e si usa afroqualcosa.
> Quando qualche coglione comincera' a usare afroqualcosa come
> insulto a cosa passeremo, a "sovrapigmentato"
> o "ultramelanico"?
Senti... Come si dice a Roma "Famo a capisse". Stiamo parlando di un mondo
ipotetico che esiste nel tuo modo di pensare o di un mondo reale? Nel mondo
reale, ora, "negro" e' usato come offesa. Punto. Tu vuoi continuare lo
stesso a usarlo? Per te non e' un'offesa? Buon per te, ma non cercare di
venirmi a dire che lo fai perche' ti sei rotto le palle di non sapere come
apostrofare uno col colore della pelle diverso dalla tua. Se un giorno un
"negro" grande e grosso ti bussera' alla spalla chiedendoti spiegazioni sui
termini che usi ti auguro di essere altrettanto loquace. E di averne il
tempo, piu' che altro. ;)
> Non e' una strada sensata. Il punto e' come si usano le
> parole, non le parole che si usano. A meno che non siano
> *chiaramente*, inquivocabilmente, parole offensive. Perche'
> chi fraintende, di solito, e' il vero razzista. Secondo me.
Vabbe'.
Ha detto Mandingo che passa da casa tua oggi pomeriggio.
Non e' razzista, ma i razzisti li odia.
> Bene, allora visto che mi dici piu' sotto che si tratta di una
> persona realmente esistente (e non un esempio fittizio) ti
> faccio una domanda.
> Quando lo senti che dice che ha un dipendente "negretto" che
> *nonostante questo* e' un buon lavoratore, TU cosa gli
> rispondi?
> Sorridi compiaciuto alla battuta, fai finta di niente, o gli
> chiedi di spiegarti che cosa intenda con quel *nonostante
> questo* (esplicito o implicito che sia)?
Nessuna delle tre.
Gli ho detto e gli dico: "Leghista razzista di merda".
E allora lui si vergogna e cerca mille scuse. Da li' infatti, poi, se n'e'
uscito, in un altro frangente con un: "Ma l'ho anche aiutato a trovare un
appartamento!"
E, sinceramente, Alberto, mi da' fastidio questo atteggiamento supponente
che stai tenendo nei miei riguardi, mettendo in dubbio quello che dico. Tu
hai le tue idee e i tuoi modus operandi, io ho i miei. Quanto meno io non ho
la presunzione che i miei siano assoluti.
Chiaro?
Fine discussione, per quanto mi riguarda, tanto stiamo ripetendo le stesse
cose e tu resterai dell'idea che e' normale e giusto agire e parlare come
agisci e parli tu e io restero' dell'idea che sia comunemente sbagliato.
> Una persona e' una persona e' una persona. Pero', anche se tu e io
> magari non facciamo differenze di pelle, una persona dalla pelle nera in
> un ambiente di persone dalla pelle bianca si trova in una situazione
> che, volente o nolente, la differenzia. Se non altro perche' potrebbe
> esserci il tuo imprenditore.
>
un caso di razzismo "positivo": una mia amica giapponese frequenta qui a
Milano la facolta' di Filosofia (ed e' l'unica straniera "evidente" in
aula).
Mi racconta che ad ogni lezione parecchi di quelli che arrivano in ritardo
si precipitano da lei (pur non conoscendola personalmente) per chiederle
cosa ha detto il professore fino ad allora.
Un giapponese deve dare l'idea di aver comunque seguito molto attentamente.
;-)
> un caso di razzismo "positivo": una mia amica giapponese frequenta qui a
> Milano la facolta' di Filosofia (ed e' l'unica straniera "evidente" in
> aula). Mi racconta che ad ogni lezione parecchi di quelli che arrivano in
> ritardo si precipitano da lei (pur non conoscendola personalmente) per
> chiederle cosa ha detto il professore fino ad allora. Un giapponese deve
> dare l'idea di aver comunque seguito molto attentamente. ;-)
Magari quella รจ la scusa...
--
Joe
UFV: [I Diari Della Motocicletta (finche' ho retto) - Big Fish - Schultze
Vuole Suonare Il Blues - Codice 46 - Forever Mine (DVD) - Ju-On (DVD) -
Swimming Pool (DVD) - La Passione Di Cristo - Psycho (gvs) (TV)]
> E, sinceramente, Alberto, mi da' fastidio questo atteggiamento supponente
> che stai tenendo nei miei riguardi, mettendo in dubbio quello che dico.
Non metto in dubbio niente di quello che dici. Avevo capito che ti
interessasse la discussione.
Se la metti cosi' bastava dirmi "discuto con chi mi da' ragione".
Facciamo cosi', hai ragione tu. Fine del thread anche per quello che mi
riguarda, che per giunta siamo OT.
--
UFV:Assassinio sul Nilo(VHS)/Forbidden Planet/Mona Lisa Smile
(DVD)/Cittadino dello spazio/The Day the Earth/Stood Still/Totoro
(DVD)/La spettatrice/Vampyres(DVD) - http://www.albertofarina.tk
> Non metto in dubbio niente di quello che dici. Avevo capito che ti
> interessasse la discussione.
La discussione mi interessa, sempre e ormai tu dovresti saperlo.
> Se la metti cosi' bastava dirmi "discuto con chi mi da' ragione".
E questa e' una castronata, altrimenti discussione non sarebbe.
Forse ho interpretato male il tono di questa tua domanda:
"Bene, allora visto che mi dici piu' sotto che si tratta di una persona
realmente esistente (e non un esempio fittizio) ti faccio una domanda.
Quando lo senti che dice che ha un dipendente "negretto" che *nonostante
questo* e' un buon lavoratore, TU cosa gli rispondi?
Sorridi compiaciuto alla battuta, fai finta di niente, o gli chiedi di
spiegarti che cosa intenda con quel nonostante questo (esplicito o
implicito che sia)?"
...che ho creduto volesse sottintendere una mia non reale opposizione al
razzismo, ma solo di facciata.
Se cosi' e' te ne chiedo scusa, ma spesso succede via internet di
fraintendere i toni.
Qual era dunque il senso della questione? A che scopo mi hai posto la
domanda? Dove avrebbe portato una mia risposta? Quale direzione interessante
avrebbe preso la discussione nei tuoi intenti?
> Facciamo cosi', hai ragione tu. Fine del thread anche per quello che
> mi riguarda, che per giunta siamo OT.
Su su, non fare il permalosone, adesso... ;)
Ciao,
mAx
--
La mentalita' del branco solleva gli individui dal dover distinguere
fra giusto e sbagliato. Il branco e' la volontaria regressione
dell'uomo a livello della bestia.
> un caso di razzismo "positivo": una mia amica giapponese frequenta qui a
> Milano la facolta' di Filosofia (ed e' l'unica straniera "evidente" in
> aula).
> Mi racconta che ad ogni lezione parecchi di quelli che arrivano in ritardo
> si precipitano da lei (pur non conoscendola personalmente) per chiederle
> cosa ha detto il professore fino ad allora.
> Un giapponese deve dare l'idea di aver comunque seguito molto attentamente.
> ;-)
Appunto quello che intendevo, grazie dell'esempio. :-)
> Qual era dunque il senso della questione? A che scopo mi hai posto la
> domanda? Dove avrebbe portato una mia risposta? Quale direzione interessante
> avrebbe preso la discussione nei tuoi intenti?
Una sola risposta per tutte le tue domande. La domanda mirava
semplicemente a *sapere* come reagivi alla frase del tuo imprenditore.
Tu hai risposto:
> Gli ho detto e gli dico: "Leghista razzista di merda".
> E allora lui si vergogna e cerca mille scuse. Da li' infatti, poi, se n'e'
> uscito, in un altro frangente con un: "Ma l'ho anche aiutato a trovare un
> appartamento!"
Ora lo so, e allora ti chiedo: e' meglio qualcuno che fa una battutina
stronza sul "suo" negretto, ma lo mette in regola e lo aiuta pure a
trovarsi un appartamento, oppure qualcuno che lo chiama solo con il suo
nome e magari e' convinto di avere fatto tutto quello che deve fare (e
quindi non lo mette in regola e se ne infischia se dorme in un
sottoscala)?
E' una domanda retorica, ovviamente, per cui potremmo passare
direttamente alla prossima e risparmiare due post. Perche' secondo te e'
grave che lui lo chiami "negretto" e non e' grave che io chiami te
"veronese" (o, meglio, padovano)?
--
UFV:Fuga da Los Angeles/1997:Fuga da New York/Assassinio sul Nilo
(VHS)/Forbidden Planet/Mona Lisa Smile(DVD)/Cittadino dello spazio
The Day the Earth/Stood Still - http://www.albertofarina.tk
> Capisci cosa intendo? A parte rarissimi casi e' ininfluente dover
> distinuguere la provenienza geografica di una persona.
Non sono d'accordo.
Non lo sono da torinese trapiantato da sempre a Roma, figuriamoci se
avessi la pelle di colore diverso.
Piu' sotto scrivi:
> Senti... Come si dice a Roma "Famo a capisse". Stiamo parlando di un mondo
> ipotetico che esiste nel tuo modo di pensare o di un mondo reale? Nel mondo
> reale, ora, "negro" e' usato come offesa. Punto.
e poi, piu' sotto:
> Tu
> hai le tue idee e i tuoi modus operandi, io ho i miei. Quanto meno io non ho
> la presunzione che i miei siano assoluti.
E' per questo che scrivi "Punto."? :-/
Allora un punto, se permetti, lo metto io. Il giorno che qualcuno dalla
pelle nera si sentisse offeso dalla parola "negro" detta da me, saro'
pronto a fare ammenda e ammettere di aver sbagliato.
Dico "detta da me". Ossia, presumibilmente e salvo il caso in cui mi si
sia occluso un capillare importante nel cervello, non in una frase come
quelle del tuo imprenditore.
CCO/quiz: Se Hattie McDaniel, la prima attrice nera/negra/di colore a
vincere un Oscar, ottenne la statuetta nel 1939 come Best Supporting
Actress, quanto tempo ci sarebbe voluto perche' qualcun altro del suo
stesso gruppo etnico vincesse lo stesso premio con un ruolo da
protagonista?
--
UFV:Fuga da Los Angeles/1997:Fuga da New York/Assassinio sul Nilo
(VHS)/Forbidden Planet/Mona Lisa Smile(DVD)/Cittadino dello spazio
The Day the Earth/Stood Still - http://www.albertofarina.tk
[SNIP]
> Ora lo so, e allora ti chiedo: e' meglio qualcuno che fa una
> battutina stronza sul "suo" negretto, ma lo mette in regola e
> lo aiuta pure a trovarsi un appartamento, oppure qualcuno che
> lo chiama solo con il suo nome e magari e' convinto di avere
> fatto tutto quello che deve fare (e quindi non lo mette in
> regola e se ne infischia se dorme in un sottoscala)?
Non puo' esistere uno che NON fa battute stronze e che LO AIUTA a trovarsi
un appartamento? No, eh?
> Perche' secondo te e' grave che lui lo chiami "negretto" e non
> e' grave che io chiami te "veronese" (o, meglio, padovano)?
Non c'e' niente di "grave", semmai c'e' qualcosa di "greve".
L'ho gia' ripetuto: e' proprio necessario usare termini quali "negro",
"negretto", "negraccio" che sono divenuti, che tu lo voglia o meno, simbolo
di intolleranza e offesa?
Tu mi chiami "veronese", non puoi chiamare il "negro" (se proprio devi,
insisto) per la sua reale origine di provenienza e non per il suo colore
della pelle?
[SNIP]
> un caso di razzismo "positivo": una mia amica giapponese
> frequenta qui a Milano la facolta' di Filosofia (ed e' l'unica
> straniera "evidente" in aula).
Io parlavo soprattutto di "termini", di "parole", che contano, secondo
qualcuno. La tua giapponese la chiamano "muso giallo"?
> Non sono d'accordo.
E s'era capito. :P
> Non lo sono da torinese trapiantato da sempre a Roma,
> figuriamoci se avessi la pelle di colore diverso.
E che vuol dire? Tu sei un immigrato nella capitale ergo secondo te conta,
in un discorso *comune*, fare dei distinguo sulla provenienza di una
persona?
[...]
> E' per questo che scrivi "Punto."? :-/
"Punto" lo scrivo quando vedo che, nonostante io ripeta mille volte la
stessa cosa, questa non viene presa in considerazione.
Ho scritto che "negro" e' termine dispregiativo.
Lo e' sempre stato? No.
Lo e' diventato? Si'.
Cerchi scuse tipo "si' ma allora se domani si dice che afro-qualcosa e'
un'offesa allora non lo usiamo piu'"? Non parlare piu' con me, non di questo
argomento, allora, perche' se per te e' *fondamentale* poter usare il
termine "negro" a tal punto da rigirare la frittata e dare (velatamente e
paradossalmente) del razzista a chi invece la pensa in modo opposto, non ci
sara' mai un punto di contatto tra il nostro ragionare.
> Allora un punto, se permetti, lo metto io. Il giorno che
> qualcuno dalla pelle nera si sentisse offeso dalla
> parola "negro" detta da me, saro' pronto a fare ammenda e
> ammettere di aver sbagliato.
> Dico "detta da me". Ossia, presumibilmente e salvo il caso in
> cui mi si sia occluso un capillare importante nel cervello,
> non in una frase come quelle del tuo imprenditore.
E infatti io apprezzo chi, direttamente, da' del "negro" a chi ritiene
"negro". Il problema e' che questo *non succede mai*, a meno che si tratti
di "affettuosi" sfotto' a persone che si conoscono. Di solito il "negro" e'
sempre "in riferimento a", dimmi che anche qui non e' vero e tu giri per
Roma dando del "negro" a destra e a manca, oppure dimmi che conosci qualcuno
che lo faccia senza malizia e/o razzismo.
> CCO/quiz: Se Hattie McDaniel, la prima attrice nera/negra/di
> colore
...afroamericana...
> a vincere un Oscar, ottenne la statuetta nel 1939 come
> Best Supporting Actress, quanto tempo ci sarebbe voluto
> perche' qualcun altro del suo stesso gruppo etnico vincesse lo
> stesso premio con un ruolo da protagonista?
Se non vado errato 63 anni: Halle Barry 2002.
Ma qual e' il punto?
> E' una domanda retorica, ovviamente, per cui potremmo passare direttamente
> alla prossima e risparmiare due post. Perche' secondo te e' grave che lui lo
> chiami "negretto" e non e' grave che io chiami te "veronese" (o, meglio,
> padovano)?
Eh no, padovano no! Nessuno si azzardi mai a darmi del padovano!
> Io parlavo soprattutto di "termini", di "parole", che contano, secondo
> qualcuno. La tua giapponese la chiamano "muso giallo"?
>
non saprei, non mi sento di escluderlo
di sicuro e' "una di quelle cinesi amiche tue " e alla specificazione segue
un "vabbe'" tanto il giallo e' cmq giallo
> non saprei, non mi sento di escluderlo
> di sicuro e' "una di quelle cinesi amiche tue " e alla specificazione
> segue un "vabbe'" tanto il giallo e' cmq giallo
Il sottothread e' nato dall'uso del termine "negro".
> Il sottothread e' nato dall'uso del termine "negro".
>
con il "giallo" sono OT?
;-)
> Nooo!
> E' che si discuteva (almeno io) sulla necessita' dell'uso di determinati
> termini.
>
allora vorrei partecipare con l'uso del termine "cinese" affibbiato a
Giapponesi, Coreani, ed ogni possibile nazionalita' che sembra somigliare
:-)
beh si'
come per dire, anzi spesso e' detto dopo, che 'sti orientali sono tutti
uguali e che ci frega di distinguerli
> Cioe', se dici a un cinese "cinese" si potrebbe offendere?
>
se non lo e' immagino di si'
o dare dell'Indiano ad un Pakistano che vende le rose
ma li' la faccenda ha anche altre implicazioni
come dare del Coreano ad un Giapponese
IT divagation
>CCO/quiz: Se Hattie McDaniel, la prima attrice nera/negra/di colore a
>vincere un Oscar, ottenne la statuetta nel 1939 come Best Supporting
>Actress, quanto tempo ci sarebbe voluto perche' qualcun altro del suo
>stesso gruppo etnico vincesse lo stesso premio con un ruolo da
>protagonista?
Sidney Poitier '64. Venticinque anni.
--
Riccardo Caiazzo "I'm afraid,
r.ca...@libero.it Dave."
:: a vincere un Oscar, ottenne la statuetta nel 1939 come
:: Best Supporting Actress, quanto tempo ci sarebbe voluto
:: perche' qualcun altro del suo stesso gruppo etnico vincesse lo
:: stesso premio con un ruolo da protagonista?
:
: Se non vado errato 63 anni: Halle Barry 2002.
: Ma qual e' il punto?
Meno.
Sidney Poitier, I gigli del campo, 1963.
E poi anche Denzel, prima di Halle.
Posso farvi incazzare ambedue?
Io ho usato il termine 'negra' consapevolmente, sapendo che ha, presso
alcuni, molti, una accezione negativa. E, in questo, mAx ha ragione.
Ma il linguaggio naturale veicola sensi direttamente collegati
all'enunciante: per comprendere i sensi e' necessario decodificare il ruolo
dell'enunciante. Negro/a, detto dalla susanna su un ng e' diverso da negro/a
detto da scirio sullo stesso ng o da mAx sullo stesso ng (cioe' nello stesso
contesto). Non e' solo diverso un pochino, il senso e' COMPLETAMENTE
diverso. Cosiccome la stessa sequenza di lettere, es. porco dio, ha un senso
nettamente differente se pronunciato dal papa o pronunciato da uno speaker
in tv (o pronunciato da entrambi nel medesimo contesto).
Quindi, mAx, tu erri di senso quando ti rifiuti di decodificare l'enunciante
*essendone in grado*, e tu, sindaco, erri quando ti rifiuti di accettare
come convenuta l'accezione negativa del termine, solo perche' ne rigetti la
responsabilita' personale.
Infatti di fronte al significato, la scelta dell'interpretante (in questo
caso negro, nero, di colore, ecc...) obbliga l'enunciante a schierarsi
ideologicamente. E non ci si puo' sottrarre.
susanna
> Meno.
> Sidney Poitier, I gigli del campo, 1963.
> E poi anche Denzel, prima di Halle.
Leggi bene cosa chiede Alberto: *ACTRESS*.
A meno che Sidney e Denzel non si siano operato DOPO, ovviamente. ;)
> Posso farvi incazzare ambedue?
Prego.
> Io ho usato il termine 'negra' consapevolmente, sapendo che ha, presso
> alcuni, molti, una accezione negativa.
[...]
Non mi hai fatto incazzare.
Ti sei dimostrata solamente una gran paracula. ;)
[SNIP]
> se non lo e' immagino di si'
Ma io parlavo di dare del "negro" a un "negro", bada ben...
> Sidney Poitier '64. Venticinque anni.
Allora l'ho capita solo io che intendeva un'altra attrice?
> Ma io parlavo di dare del "negro" a un "negro", bada ben...
>
puoi provare la settimana prossima a vedere che cosa ne pensa
uno di quelli alti 7 piedi, con crocione d'oro e capocollo al posto del
collo
Ancora meglio le tipe che ci sono all'immigration e che distribuiscono per
file.
;-)
: Prego.
:
:: Io ho usato il termine 'negra' consapevolmente, sapendo che ha,
:: presso alcuni, molti, una accezione negativa.
:
: [...]
:
: Non mi hai fatto incazzare.
: Ti sei dimostrata solamente una gran paracula. ;)
Quindi sei ancora convinto che mi sia 'scappato' il termine.
Sbagli.
E' scappato al Sindaco, forse, da come ne parla. A me no.
Io, molto probabilmente, la questione nero/negro l'ho macinata quando ancora
dovevi mettere i denti da latte (tipo meta' anni '70, sbaglio?), quindi
sentirmi apostrofata per questa questione mi fa solo sorridere.
E non e' bello vedere come ancora sia li', intatta, pronta a dar argomento
morale con la stessa noncuranza; e' cambiato davvero poco.
susanna
> Quindi sei ancora convinto che mi sia 'scappato' il termine.
> Sbagli.
> E' scappato al Sindaco, forse, da come ne parla. A me no.
Il livore non serve: che ti sia o non ti sia scappato e' ormai affare di
poco conto; oltretutto mi pare di avertelo gia' detto: ho capito il
contesto, ho capito perche' l'hai usato ergo e' ovvio che io abbia capito
che tu l'hai usato di proposito. Cio' non toglie che, non essendo di
persona, a leggere un thread in cui ogni parola viene *interpretata* da chi
la legge, sia nei toni che, spesso, negli intenti, possano nascere dei
fraintendimenti. Di persona tutta questa discussione, ne sono certo, non
sarebbe neanche nata.
> Io, molto probabilmente, la questione nero/negro l'ho macinata quando
> ancora dovevi mettere i denti da latte (tipo meta' anni '70,
> sbaglio?),
Ti facevo piu' giovane, poffarbacco!
Comunque non lo so, a che eta' vengono i denti da latte? Sono del '71,
comunque.
> quindi sentirmi apostrofata per questa questione mi fa
> solo sorridere.
Ma te la stai proprio suonando e cantando da sola, eh!
> E non e' bello vedere come ancora sia li', intatta, pronta a dar
> argomento morale con la stessa noncuranza; e' cambiato davvero poco.
Finche' esistera' l'intolleranza la questione sara' sempre aperta,
purtroppo.
> puoi provare la settimana prossima a vedere che cosa ne pensa
> uno di quelli alti 7 piedi, con crocione d'oro e capocollo al posto
> del collo
> Ancora meglio le tipe che ci sono all'immigration e che
> distribuiscono per file.
> ;-)
Va bene, ma prima mi metto la maschera del Sindaco, che tanto lo sanno tutti
anche la' che lui lo dice col senso di "afroqualcosa", OK? ;P
>> Sidney Poitier '64. Venticinque anni.
>Allora l'ho capita solo io che intendeva un'altra attrice?
Si parlava di "stesso gruppo etnico".
> Si parlava di "stesso gruppo etnico".
E di "stesso premio (Best Supporting ACTRESS) con un ruolo da protagonista".
Ma forse avete ragione voi e io ho risposto con eccesso di precisione. Solo
Alberto lo sa.
> mAx ha scritto:
>
> :: a vincere un Oscar, ottenne la statuetta nel 1939 come
> :: Best Supporting Actress, quanto tempo ci sarebbe voluto
> :: perche' qualcun altro del suo stesso gruppo etnico vincesse lo
> :: stesso premio con un ruolo da protagonista?
> :
(zac zac)
> : Ma qual e' il punto?
Nessuno. Solo un tentativo di restare in topic.
(CCO=Contenuto Cinematografico Obbligatorio)
> Meno.
> Sidney Poitier, I gigli del campo, 1963.
> E poi anche Denzel, prima di Halle.
Non era nello stesso anno? Quello della doppietta di Oscar
afroamericani?
> Posso farvi incazzare ambedue?
> Io ho usato il termine 'negra' consapevolmente, sapendo che ha, presso
> alcuni, molti, una accezione negativa. E, in questo, mAx ha ragione.
> Ma il linguaggio naturale veicola sensi direttamente collegati
> all'enunciante: per comprendere i sensi e' necessario decodificare il ruolo
> dell'enunciante. Negro/a, detto dalla susanna su un ng e' diverso da negro/a
> detto da scirio sullo stesso ng o da mAx sullo stesso ng (cioe' nello stesso
> contesto). Non e' solo diverso un pochino, il senso e' COMPLETAMENTE
> diverso.
Non mi fai incazzare.
Ma spiegami un poco: "Negro" detto dalla Susanna ha un senso diverso da
"Negro" detto da scirio o da mAx. scirio e mAx li metti nella stessa
categoria o in due diverse? "Negro" detto dal sindaco rientra nella
prima, nella seconda, nell'eventuale terza o ancora in una categoria
ulteriore?
> Quindi, mAx, tu erri di senso quando ti rifiuti di decodificare l'enunciante
> *essendone in grado*, e tu, sindaco, erri quando ti rifiuti di accettare
> come convenuta l'accezione negativa del termine, solo perche' ne rigetti la
> responsabilita' personale.
> Infatti di fronte al significato, la scelta dell'interpretante (in questo
> caso negro, nero, di colore, ecc...) obbliga l'enunciante a schierarsi
> ideologicamente. E non ci si puo' sottrarre.
E certo. Ma mi fai torto se non vuoi vedere nell'uso che faccio della
parola una posizione ideologica. Soprattutto visto che in questo thread
la uso *proprio* ed esclusivamente in una discussione ideologica. E che
quindi, per rispondere a una tua ipotesi piuttosto insensata in post
successivo, che non mi e' "sfuggito".