Il personaggio di Laure/Lily è indubbiamente l'incarnazione moderna di
Lilith; l'ambasciatore americano e il personaggio di Banderas sono gli
Adamo soggiogati da lei e prima l'America ("un posto dove le ragazza
cattive come me trovano quello che desiderano"), poi il nuovo posto
verso il quale vuole fuggire sono la regione dei demoni lascivi.
Kali è la divinità suprema, la regina dell'Universo. E' chiamata Parvati
o Shakti in quanto sposa di Shiva e madre di Ganesha, e Durga nel suo
aspetto amorevole di madre di tutti gli esseri viventi. I suoi devoti
sono detti shakta (o più generalmente, bhakta); mediante il servizio di
devozione i suoi adoratori possono arrivare a vederla e a essere
partecipi dei suoi divertimenti trascendentali.
Lily si sta per suicidare perché ha perso il marito e la figlia. La Dea
ha perso il suo Shiva e il suo Ganesha, non può più comparire nel suo
aspetto di sposa e di madre, di Parvati e di Durga. Ora deve prendere
l'aspetto di Kali, la terribile dea con al collo una ghirlanda di teschi
e che porta nella sue innumerevoli mani oggetti come un pugnale, nodo
scorsoio e una ciotola di sangue (ma anche ad esempio un rosario, detto
mala); al posto della ghirlanda di teschi si accontenterà di ornarsi di
un colletto di visone e di un ciondolo e al posto del pugnale e del nodo
scorsoio le basterà una pistola. Ella scende nel mondo e decide di
attrarre a sé nuovi devoti, i quali devono però dimostrare di essere
degni di adorarla; quelli con un cuore miserabile non ne sono certo
degni.
Il suo primo adoratore a essere conquistato da Lei è l'ambasciatore
americano, Watts (interpretato da Peter Coyote); devoto a lei in maniera
cieca e incondizionata, si dimostra meritevole fino alla fine di esserne
un adoratore ma proprio perché troppo sempliciotto alla fine viene
eliminato dalla terribile Dea, che non ama i devoti deboli e poco
ardenti.
Il secondo adoratore a essere conquistato dalla sua trascendentale
bellezza e sensualità è il personaggio di Banderas, Nicolas Bardo, un
fotografo che pone la sua arte al servizio della Dea, cercando di
ritrarla nonostante Ella voglia occultarsi. Tipico della Dea è infatti
il voler nascondere la propria vera identità; questo è semplicemente il
suo gioco divino, il suo Lila. Ella ama giocare a nascondino con i suoi
devoti; la Divinità è la cosa più preziosa e perciò anche la più
nascosta. Il devoto deve dimostrare di essere degno della Divinità, la
quale lo sottoporrà a svariate prove d'iniziazione per saggiare la sua
devozione alla Sua Persona.
Che Ella sia Colei che ama nascondersi è dimostrato anche dal
personaggio interpretato da Rie Rasmussen, Veronica. Quest'ultima altri
non è che un doppio della Dea, è la Dea stessa (è noto che la Dea ha il
potere di moltiplicare sé stessa mantenendo inalterati tutto il suo
potere e le sue prerogative); gli abiti mimetici che indossa sono un
"segno" che rimanda a questa caratteristica primaria della Dea, che, lo
ripeto. è appunto la volontà e il piacere di nascondersi al mondo e ai
suoi devoti.
Tornando al suo secondo adoratore, vediamo come Ella lo metta svariate
volte alla prova per vedere fino a dove arrivi la devozione nei suoi
confronti; ecco allora che prima gli affida l'incarico di procurarle una
medicina per il suo immaginario asma, poi gli pone contro un terzo
devoto (Napoleone) che egli deve sconfiggere, infine ne saggia la
fedeltà con la prova del riscatto. Proprio in questa ultima prova il
devoto Banderas si dimostra indegno della Dea Rebecca Romijn-Stamos;
prima la tradisce rivelando la realtà dei fatti al marito di Ella, poi
addirittura sorride quando i persecutori della Dea mettono le mani si di
Lei. Il devoto Banderas non riesce a comprendere come le azioni della
Dea si pongano al di là della morale comune e il fatto che essere uccisi
dalla Dea comporti l'immediata moksha, ovvero la tanto agognata
Liberazione dal ciclio delle rinascite (anche se in verità per il vero
devoto è preferibile il restare al servizio di devozione alla Dea che la
stessa Liberazione).
Il finale è grandiosamente rivelatore della natura della Dea e dei suoi
divertimenti trascendentali. Laure salva Lily; Kali, per continuare in
maniera diversa il suo gioco divino, decide che, nonostante la perdita
del suo sposo Shiva e di suo figlio Ganesha, può continuare a
manifestarsi nel suo aspetto di Parvati. D'altronde Ella è l'Assoluto e
in quanto tale basta a sé stessa. Nel suo viaggio verso l'America,
Lily/Parvati incontra un quarto devoto, un camionista alquanto semplice
d'animo al quale dona il suo ciondolo affinché lo dia alla figlioletta.
Gli dice che quando sarà grande la figlia si accorgerà che quel gioiello
è una cosa dà nulla e lui così lo appenderà sopra il cruscotto. In
realtà la figlia di quest'ultimo devoto è un'altra manifestazione della
Dea, che come già ricordato ama moltiplicare le forme della Sua
manifestazione. La figlioletta collabora in pieno al piano della Dea,
che è quello di punire con la morte i suoi persecutori. Questi ultimi
sono esseri oscuri (il colore della pelle in questo caso è metaforico),
sono abhakta, ovvero l'esatto contrario dei devoti, sono persone che
odiano la Dea perché non riescono a comprendere nella loro ignoranza
metafisica il perché dei divertimenti trascendentali della Dea. Ella gli
ha sottoposti a una prova per vedere se erano capaci di essere suoi
devoti, ma essi al contrario l'hanno maledetta e hanno cominciato a
odiarla, scambiando i suoi innocenti divertimenti (Ella, lo ripeto, è al
di là della morale comune), per atti diretti contro le loro persone. Non
sanno questo miserabili che le loro esistenze non hanno valore al di
fuori del servizio di devozione alla Dea! A causa della loro condotta
riprovevole, non può esserci altra conseguenza per loro che una morte
atroce.
Alla loro punizione collabora inconsapevolmente il devoto camionista
(che non sa neppure che la figlioletta è una manifestazione della Dea);
il riflesso della luce della valigietta di Laure investe il ciondolo il
quale va ad abbagliare il camionista che sbanda e uccide gli odiatori
della Dea, i quali come loro ultima spregevole azione tentavano di
uccidere la manifestazione della Dea nota come Veronica. Si tratta di un
suo divertimento crudele e sopraffino, che mostra anche il gusto per lo
humour macabro della Dea.
Dopo la morte degli abhakta, il devoto Banderas si avvicina a Laure e le
chiedese si sono già conosciuti; lei gli risponde "soltanto nei miei
sogni". La Dea Laure disconosce il devoto che si è dimostrato indegno e
continua la sua vita in compagnia del suo doppio Veronica,
rispecchiandosi in Lei; come già detto, la Dea è l'Assoluto e in quanto
tale basta a sé stessa. In realtà i suoi adoratori sono "inutili servi";
non è la Dea ad avere bisogno degli adoratori ma sono i suoi adoratori
ad avere bisogno di Lei.
Emblematica nel film è una cabina telefonica con un poster che porta la
scritta "Deja Vue 2008". In effetti tutto è già stato visto, tutto si è
già compiuto dall'eternità. Con quella scritta in realtà si vuole
alludere al mito dell'Eterno Ritorno all'Eguale. Il Tempo non scorre in
direzione orizzontale ma al contrario è circolare. Gli avvenimenti
narrati nel film si sono svolti infinite volte nel passato e si
svolgeranno infinite volte nel futuro. Gli universi vengono distrutti da
Kali e poi da Ella fatti rinascere identici, con la stessa ripetizione
degli eventi. Di nuovo Laure si immergerà nella vasca da bagno, di nuovo
si addormenterà, di nuovo sognerà, poi si risveglierà, salverà il suo
doppio Lily, passeranno altre sette anni, di nuovo Lei e Veronica
saranno sedute a quel tavolino in quella piazza, di nuovo Veronica
solcherà l'aria con le sue magnifiche falcate, di nuovo i suoi malvagi
persecutori verranno puniti.
Brian De Palma è il divino cantore delle gesta della Dea; ci ricorda il
poeta bengalese Ramprasada Sen (morto nel 1775) che scrisse inni a Kali
Cuor di Pietra dalla quale sprigionano tutti gli inganni che tramano
l'esistenza, mentre nello stesso tempo è la Madre colma d'amore.
"Femme Fatale" si dimostra così essere essenzialmente un'opera di
edificazione religiosa, un poema che narra i divertimenti trascendentali
della Dea per avvincere i cuori delle persone e spingerli alla devozione
verso di Lei.
Jai Kali! Vittoria a Kali!
--
Valentin Van der Aarden
non esistono bibbie apocrife (cioè scritte prima) ma solo vangeli
apocrifi:-))
la bibbia paolina..si rifà ad una bibbia aramaica cghe a sua volta si rifà d
una serie di miti molto precedenti...
in gran parte mesopotamici (vedi il diluvio universale e uta-nashptim)
come l'epopea di gilgamesh...
la genesi delluniverso, la genesi della vita sulla terra è presente in
molteplici culture,
(ai vohgli a farci credere che i cristiani hanno la verità!!!)
nel mabaharata è descritto adirittura la nascita dell'universo partendo
dall'uovo cosmico...
L'induismo in generale è la religione più antica, chiara e bella in
assoluto...
da qui possiamo dire milioni di cose..ma a che servirebbe???
comunque complimenti all'autore del primo post..
nicola guarino
si la prima parte..ma adamo no si chiama proprio adamo , sebbene adamo è
l'idintificativo di "primo uomo" non è detto maschio:-))
comunque molto più interessante invece la storia PERFETTAMENTE
riportata di Kali..
> da qui possiamo dire milioni di cose..ma a che servirebbe???
> comunque complimenti all'autore del primo post..
Il post originario?
Il Pohostmarata?
Alberto Casini ha scritto:
In realtà la mitologia ebraica è molto vasta e complessa ed esistono miti pre-
ed extrabiblici. Durante l'esilio babilonese alcuni saggi raccolsero il corpus
mitologico nella Torah, il Pentateuco, privilegiando quelli che parlavano di un
Dio unico e assoluto ed eliminando quelli che si riferivano al vasto pantheon
di dei e demoni degli antichi ebrei (Behemoth, ovvero il "bue dei pozzi";
Leviathan, il re dei mari; il toro Reem; Ziz, il re degli uccelli; Rahab, il
gigantesco principe del mare eccetera).
Il mito di Lilith è solo uno dei tanti (certo fra i più importanti) e ha radici
extraebraiche. Il primo testo che parla di Lilith (una demonessa strangolatrice
di bambini, che seduce di notte gli uomini che sognano) è l'Epopea di
Gilgamesh. Riguardo a lei si trovano poi riferimenti in svariati testi ebraici,
come il Talmud (raccolta di testi sapienziali e rituali) e il cabalistico
Sepher Ha-Zohar ("Il libro dello splendore").
Più specificatamente nel mito ebraico prebiblico Lilith abbandona Adamo perché
non vuole accettare una posizione subordinata nei suoi confronti (ancora più
specificatamente, ella si rifiuterebbe di fare l'amore nella posizione del
missionario). Da notare che oltre a lei a quel tempo Adamo aveva anche un'altra
moglie demonessa, Naamah (la nostra Veronica? O la vera Lily?), che fugge
assieme a Lilith. Dio manda degli angeli alla sua ricerca per farla tornare
indietro... (la storia è lunga e Lilith ricompare in altri diversi racconti).
Parlano di questo antichi libri ebraici libri come "I miti ebraici e critica
alla Genesi" di Robert Graves e Raphael Patai, pubblicato in Italia da
Longanesi, e "The Lost Books of the Bible and the Forgotten Books of Eden" di
Frank Crane.
Se digiti "Lilith myth" su Google trovi parecchio materiale.
Don Giovanni ha scritto:
>
>
> L'induismo in generale č la religione piů antica, chiara e bella in
> assoluto...
> da qui possiamo dire milioni di cose..ma a che servirebbe???
> comunque complimenti all'autore del primo post..
> nicola guarino
Grazie! :)
>
>
> si la prima parte..ma adamo no si chiama proprio adamo , sebbene adamo č
> l'idintificativo di "primo uomo" non č detto maschio:-))
Perň Adamo č Ish ed Eva č Isha, quindi una differenziazione linguistica per il
sesso dei nostri primogenitori c'č.
infatti..mi permetterei di aggiungere che ci sarebbe molto
da dire (troppo) sulla vera identità di lucifero...
sulle sue vere intenzioni e sull'origine
reale
della parola demone (nulla a che vedere
con quel che si pensa comunemente)
tra l'altro noi tutti saremo i figli
dei demoni e degli uomini...
insomma...
> All'inizio dei tempi Dio creņ Adamo impastando acqua e polvere
> purissima. Quindi decise di dargli una compagna e cosģ creņ Lilith,
Avevo chiesto un paragone Lily/Lilith ed eccomi servito. Non
c'e' mai fine alla provvidenza. Date le tue conoscenze in materia di
cultura orientale potresi farmi anche un paragone tra Lily e Diaochan,
personaggio chiave della prima parte del Sanguozhi tongsu yanyi?
EGL