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Aiuto PULP FICTION

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MQC

unread,
Dec 7, 1999, 3:00:00 AM12/7/99
to
Ciao a tutti, mi rivolgo a voi cine-esperti:

Sapete cosa significa quel rettangolo (disegnato sulla pellicola) tratteggiato
che Uma Thurman fa quando parla con John Travolta arrivando al parcheggio
del locale dove balleranno?

Grazie e scusate il disturbo

ciao da
MQC alias...
__ __
| \ / | __ _ _ _ ___ ___ 40
| \ V / |/ _` | '_/ _ / _ \
|_|\_/|_|\__,_|_| \___\___/

--
Posted from smtp1.libero.it [193.70.192.51]
via Mailgate.ORG Server - http://www.mailgate.org

Alison Poole

unread,
Dec 8, 1999, 3:00:00 AM12/8/99
to

MQC <mar...@libero.it> wrote in message
3.0.5.32.1999120...@popmail.libero.it...

> Ciao a tutti, mi rivolgo a voi cine-esperti:
>
> Sapete cosa significa quel rettangolo (disegnato sulla pellicola)
tratteggiato
> che Uma Thurman fa quando parla con John Travolta arrivando al parcheggio
> del locale dove balleranno?

Difficile dire cosa "significhi", alla peggio posso offrirti la mia
intepretazione, supportata da opinioni piu' valide della mia.
Mi fa venire in mente un televisore, metafora dell'appiattimento e della
mediocrita': lei lo invita a parole e a gesti di uscire dalla norma e
seguirla. E' un segno grafico apparentabile con le didascalie, comunque
inusuale in un film apparentemente "realistico" come Pulp Fiction, visto da
molti critici come il trionfo della distrazione dello sguardo predetta da
Benjamin. Ma qui divento noiosa :-)

Jack Gladney

unread,
Dec 8, 1999, 3:00:00 AM12/8/99
to
On 7 Dec 1999 23:12:50 +0100, mar...@libero.it (MQC) wrote:

>Ciao a tutti, mi rivolgo a voi cine-esperti:
>
>Sapete cosa significa quel rettangolo (disegnato sulla pellicola) tratteggiato
>che Uma Thurman fa quando parla con John Travolta arrivando al parcheggio
>del locale dove balleranno?


"essere tradizionalisti" in americano si dice "to be square"
quadrati), da cui il quadratino tratteggiato.


jack

Alison Poole

unread,
Dec 8, 1999, 3:00:00 AM12/8/99
to

Jack Gladney <jgla...@hill.edu> wrote in message

> >Ciao a tutti, mi rivolgo a voi cine-esperti:
> >
> >Sapete cosa significa quel rettangolo (disegnato sulla pellicola)
tratteggiato
> >che Uma Thurman fa quando parla con John Travolta arrivando al parcheggio
> >del locale dove balleranno?
>
>
> "essere tradizionalisti" in americano si dice "to be square"
> quadrati), da cui il quadratino tratteggiato.

Jack, non ti sembra un po' letterale come lettura? Cioe', Tarantino e'
americano, quindi sapeva che nel suo film avrebbero parlato in americano,
quindi non aveva poi molto bisogno di sottolineare quello che Uma diceva
facendole disegnare un vero quadrato sullo schermo: non mimarlo con le dita,
ma farlo apparire!
Imho c'e' qualcosa di piu' ...

Jack Gladney

unread,
Dec 8, 1999, 3:00:00 AM12/8/99
to
On Wed, 8 Dec 1999 17:11:19 +0100, "Alison Poole"
<cial...@tiscalinet.it> wrote:


>Jack, non ti sembra un po' letterale come lettura? Cioe', Tarantino e'
>americano, quindi sapeva che nel suo film avrebbero parlato in americano,
>quindi non aveva poi molto bisogno di sottolineare quello che Uma diceva
>facendole disegnare un vero quadrato sullo schermo:

infatti Uma non lo dice, Alison :-)


>non mimarlo con le dita, ma farlo apparire!
>Imho c'e' qualcosa di piu' ...

la tua fervida immaginazione, darling.


Jack

Reservoir Video

unread,
Dec 8, 1999, 3:00:00 AM12/8/99
to
On Wed, 08 Dec 1999 15:50:33 GMT, jgla...@hill.edu (Jack Gladney)
wrote:

>On 7 Dec 1999 23:12:50 +0100, mar...@libero.it (MQC) wrote:
>

>>Ciao a tutti, mi rivolgo a voi cine-esperti:
>>
>>Sapete cosa significa quel rettangolo (disegnato sulla pellicola) tratteggiato
>>che Uma Thurman fa quando parla con John Travolta arrivando al parcheggio
>>del locale dove balleranno?
>
>
>"essere tradizionalisti" in americano si dice "to be square"
>quadrati), da cui il quadratino tratteggiato.

Qualche idea anche sul contenuto della valigietta...?


Teresa Batista

unread,
Dec 8, 1999, 3:00:00 AM12/8/99
to

Reservoir Video wrote:

> Qualche idea anche sul contenuto della valigietta...?

sģ: era lo stesso contenuto della valigetta di Ronin...

--
"Gli squali hanno poca memoria... Due o tre minuti. Il segreto di una vita
perfetta."

(The Eye)

Cristian Spazzoli

unread,
Dec 8, 1999, 3:00:00 AM12/8/99
to
Teresa Batista <open...@tin.it> wrote in message
384E97FE...@tin.it...

>
>
> Reservoir Video wrote:
>
> > Qualche idea anche sul contenuto della valigietta...?
>
> sì: era lo stesso contenuto della valigetta di Ronin...

Risposta n.1: il rettangolo tratteggiato è una citazione dalla seria
televisiva animata I flintstones, dove l'ha fatto diverse volte la moglie
dell'amico di Barney (ora non ricordo il nome...)

Risposta n.2: il contenuto della valigetta non si saprà mai, visto che era
solo un MacGuffin!!!

Ciao
Cristian

George Kaplan

unread,
Dec 8, 1999, 3:00:00 AM12/8/99
to

Alison Poole <cial...@tiscalinet.it> wrote in message 82m01k$q14

> Jack, non ti sembra un po' letterale come lettura?

> Imho c'e' qualcosa di piu' ..

Cara Alison, a me sembra che i tuoi siano eccessi interpretativi che ti
portano a ipotizzare assurde teorie a cui mai e poi mai gli autori hanno
minimamente pensato.

______________________________________________________
- "Quanta benzina abbiamo?"
- "Non molta"
("ZOMBI" di George A. Romero, 1978)

George Kaplan icq #22790265


MoonFish

unread,
Dec 8, 1999, 3:00:00 AM12/8/99
to

Reservoir Video ha gridato al mondo:

> Qualche idea anche sul contenuto della valigietta...?

Un rettangolino tratteggiato.
...

MoonFish
999


des cigales

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to

Teresa Batista ha scritto nel messaggio <384E97FE...@tin.it>...

>
>
>Reservoir Video wrote:
>
>> Qualche idea anche sul contenuto della valigietta...?
>
>sģ: era lo stesso contenuto della valigetta di Ronin...
>


Per dimezzare i costi di produzione?


des cigales


Alison Poole

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to
Jack Gladney wrote:
>
> On Wed, 8 Dec 1999 17:11:19 +0100, "Alison Poole"
> <cial...@tiscalinet.it> wrote:
>
> >Jack, non ti sembra un po' letterale come lettura? Cioe', Tarantino e'
> >americano, quindi sapeva che nel suo film avrebbero parlato in americano,
> >quindi non aveva poi molto bisogno di sottolineare quello che Uma diceva
> >facendole disegnare un vero quadrato sullo schermo:
>
> infatti Uma non lo dice, Alison :-)

ooooooPPPppppssss ... lo sapevo, che dovevo vederlo in originale prima
di pontificare.

> >non mimarlo con le dita, ma farlo apparire!
> >Imho c'e' qualcosa di piu' ...
>
> la tua fervida immaginazione, darling.

no no no, se ce l'ho io ce l'hanno anche Ghezzi e Fornara, per dire i
primi due che mi vengono in mente.

[IT] Darling?

Alison Poole

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to
Cristian Spazzoli wrote:

> > Reservoir Video wrote:
> >
> > > Qualche idea anche sul contenuto della valigietta...?
> >

> > sì: era lo stesso contenuto della valigetta di Ronin...
>
> Risposta n.1: il rettangolo tratteggiato è una citazione dalla seria
> televisiva animata I flintstones, dove l'ha fatto diverse volte la moglie
> dell'amico di Barney (ora non ricordo il nome...)

Bingo!! Citazione tele-cinefila?

Volete un altro cortocircuito? Come si chiama il protagonista del
secondo episodio di Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso e
non avete mai osato chiedere? Il dottore innamorato della pecora? DOUG
ROSS!

Alison Poole

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to
George Kaplan wrote:
>
> Alison Poole <cial...@tiscalinet.it> wrote in message 82m01k$q14
>
> > Jack, non ti sembra un po' letterale come lettura?
> > Imho c'e' qualcosa di piu' ..
>
> Cara Alison, a me sembra che i tuoi siano eccessi interpretativi che ti
> portano a ipotizzare assurde teorie a cui mai e poi mai gli autori hanno
> minimamente pensato.

Puo' essere, ma a) mi diverto molto b) ritrovo la maggior parte dei miei
"eccessi interpretativi" in teorici che amo molto, il che mi gratifica
oltre misura.

Inoltre, la tua idea che gli autori non ci abbiano pensato a) e' molto
poco gentile nei loro confronti b) e' contraddetta da quasi tutte le
autobiografie/interviste uscite c) chissene?

Sir James Synth-Gin Smyles

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to
On Wed, 8 Dec 1999 19:37:25 +0100, "George Kaplan" <fe....@flashnet.it> wrote:

>
>Alison Poole <cial...@tiscalinet.it> wrote in message 82m01k$q14
>
>> Jack, non ti sembra un po' letterale come lettura?
>> Imho c'e' qualcosa di piu' ..

Si', c''e' un sottotesto della madonna....


Hello,
James.

Alison Poole

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to
Sir James Synth-Gin Smyles wrote:

> >Alison Poole <cial...@tiscalinet.it> wrote in message 82m01k$q14
> >
> >> Jack, non ti sembra un po' letterale come lettura?
> >> Imho c'e' qualcosa di piu' ..
>
> Si', c''e' un sottotesto della madonna....

Sfotti, sfotti, ma allora era solo ormone quando scrivevi:

"Perche' i casi sono due: o la mafe e' una donna dalla straordinaria
sensibilita' e intelligenza e allora dovremmo tutti imparare da lei a
guardare un film per coglierlo appieno, oppure quelle cose, quella
sostanza di cui lei parla erano davvero li' oggettivamente, come e' vero
che oggettivamente c'e' della vernice colorata sulle tele di van Gogh; e
come gia' ho scritto, "bastava guardare, bastava sentire"."

http://x28.deja.com/[ST_rn=ps]/getdoc.xp?AN=322010233&CONTEXT=944736316.2065629308&hitnum=15

bibi

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to

Jack Gladney <jgla...@hill.edu> scritto nell'articolo
<384e938c...@news.adhoc.net>...


> On Wed, 8 Dec 1999 17:11:19 +0100, "Alison Poole"
> <cial...@tiscalinet.it> wrote:
>
>
> >Jack, non ti sembra un po' letterale come lettura? Cioe', Tarantino e'
> >americano, quindi sapeva che nel suo film avrebbero parlato in
americano,
> >quindi non aveva poi molto bisogno di sottolineare quello che Uma diceva
> >facendole disegnare un vero quadrato sullo schermo:
>
> infatti Uma non lo dice, Alison :-)

già...

> >non mimarlo con le dita, ma farlo apparire!
> >Imho c'e' qualcosa di piu' ...
>
> la tua fervida immaginazione, darling.

e la non conoscenza del riferimento "pop".
Come Godard Tarantino "gioca" con la cultura pop: cita Madonna, i cartoni
animati, le pubblicità e i telefilm.
Nel caso particolare (lo ha detto anche Christian) si riferisce
direttamente ai Flintstones (Fred e Barney)

cordialmente


--
Bibi


[lo stile conta]

Alison Poole

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to
bibi wrote:
>
> Jack Gladney <jgla...@hill.edu> scritto nell'articolo

> >non mimarlo con le dita, ma farlo apparire!


> > >Imho c'e' qualcosa di piu' ...
> >
> > la tua fervida immaginazione, darling.
>
> e la non conoscenza del riferimento "pop".
> Come Godard Tarantino "gioca" con la cultura pop: cita Madonna, i cartoni
> animati, le pubblicità e i telefilm.
> Nel caso particolare (lo ha detto anche Christian) si riferisce
> direttamente ai Flintstones (Fred e Barney)

scusate, e' sempre il mio solito problema di non sapere e non volere
farmi capire. Cioe', se dico "mi fa venire in mente un televisore" e uno
mi risponde "NO, "gioca" con la cultura pop: cita Madonna, i cartoni
animati, le pubblicità e i telefilm.", cioe' i fenomeni piu' televisivi
in circolazione, l'unica conclusione possibile e' che io non mi sappia
spiegare.
Anche perche' un autore, con un segno grafico cosi' ardito (un po' come
i cartoni animati di Lezioni di Piano), non e' che dica una cosa sola:
tarantino insieme cita i Flinstones e mima l'oggetto pop piu' square che
ci sia (la televisione). Quella che e' dubbia e' l'interpretazione, non
l'esistenza del segno.
Io metto insieme tante cose: la radio fuori sintonia dei titoli di
testa, l'apparente flusso destrutturato della narrazione, il dialogo di
Bruce Willis con la tipa con inquadrato lei riflessa nello schermo che
dice che guarda il film "in un certo senso", le mie personali
fissazioni, il dialogo serrato e ne tiro fuori una lettura che poi vado
a una serata con Canova e lui me la mette in ordine, cosa che io non
sono capace di fare. Chi c'era, come la Spiff, se l'e' goduta.
Io non me la prendo se mi prendete per il culo o non mi concedete il
beneficio del dubbio sulle mie letture ardite di molti film, pero' non
vi capisco. Piu' letture ci sono, piu' ricchi se ne esce, o no?

George Kaplan

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to

Alison Poole <cial...@tiscalinet.it> wrote in message
384F7C11...@tiscalinet.it...
> George Kaplan wrote:

> > Cara Alison, a me sembra che i tuoi siano eccessi interpretativi che ti
> > portano a ipotizzare assurde teorie a cui mai e poi mai gli autori hanno
> > minimamente pensato.

> Inoltre, la tua idea che gli autori non ci abbiano pensato a) e' molto


> poco gentile nei loro confronti b) e' contraddetta da quasi tutte le
> autobiografie/interviste uscite

Oddio, Tarantino che sproloquia sui significati nascosti
psicanalitici-psicologici-massmediologi celati dietro gli oggetti-simbolo
dei suoi film proprio non ce lo vedo, scusa tanto. Se hai letto invece
qualche intervista a Tarantino dovresti sapere che lui non solo le rifiuta,
ma addirittura se la ride di grosso di tutte queste speculazioni. Così come
molti altri registi.

Per quanto riguarda un discorso più generale sulle interpretazioni dei
significati nei film, io penso che gli autori siano per il 90% del tutto
inconsapevoli delle simbologie e dei paralleli esoterici riscontrati dai
critici nei loro film, il che però non significa che queste speculazioni
siano inutili e/o infondate. Spesso infatti l'autore attua in maniera
inconscia certi riferimenti culturali che sono comunque ben presenti, e
compito dello studioso è quello di individuarli (se si diverte a farlo). Il
rischio comunque è sempre quello di cadere nell'eccesso interpretativo,
ovvero nella formulazione gratuita e masturbatoria di teorie del tutto
speculative che abitano unicamente nella fantasia più o meno autocompiaciuta
del critico. E purtroppo questo è un fenomeno piuttosto ricorrente nella
critica di oggi; il rischio, come al solito, è quello di partire dal film
per arrivare a parlare di tutt'altro, che con il film in questione,
ovviamente, non ha nulla a che vedere.

George Kaplan

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to

Alison Poole <cial...@tiscalinet.it> wrote in message
384F8981...@tiscalinet.it...

> Sir James Synth-Gin Smyles wrote:

> Sfotti, sfotti, ma allora era solo ormone quando scrivevi:
>
> "Perche' i casi sono due: o la mafe e' una donna dalla straordinaria
> sensibilita' e intelligenza e allora dovremmo tutti imparare da lei a
> guardare un film per coglierlo appieno, oppure quelle cose, quella
> sostanza di cui lei parla erano davvero li' oggettivamente, come e' vero
> che oggettivamente c'e' della vernice colorata sulle tele di van Gogh; e
> come gia' ho scritto, "bastava guardare, bastava sentire"."

A me sembra una presa per il culo.

George Kaplan

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to

Alison Poole <cial...@tiscalinet.it> wrote in message

>ne tiro fuori una lettura che poi vado


> a una serata con Canova e lui me la mette in ordine, cosa che io non
> sono capace di fare.

Secondo me dovresti essere meno succube di certi proclamati "santoni" e
cercare un approccio al cinema più personale e autonomo.

Alison Poole

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to
George Kaplan wrote:

> > > Cara Alison, a me sembra che i tuoi siano eccessi interpretativi che ti
> > > portano a ipotizzare assurde teorie a cui mai e poi mai gli autori hanno
> > > minimamente pensato.
>
> > Inoltre, la tua idea che gli autori non ci abbiano pensato a) e' molto
> > poco gentile nei loro confronti b) e' contraddetta da quasi tutte le
> > autobiografie/interviste uscite
>
> Oddio, Tarantino che sproloquia sui significati nascosti
> psicanalitici-psicologici-massmediologi celati dietro gli oggetti-simbolo
> dei suoi film proprio non ce lo vedo, scusa tanto.

Infatti non ci sproloquia, ci gira su un film. Io rivendico ora e sempre
la superiorita' dell'immagine sulla parola, quando si parla di cinema.

> Se hai letto invece
> qualche intervista a Tarantino dovresti sapere che lui non solo le rifiuta,

> ma addirittura se la ride di grosso di tutte queste speculazioni. Cosě come
> molti altri registi.

Ma guarda che sei tu che li vedi come "significati nascosti
psicanalitici-psicologici-massmediologi", indi per cui speculazioni.
Poi, se la puo' anche ridere, anzi, a me affascina ancora di piu', sono
junghiana anche nelle unghie che mi taglio, credo piu' nell'inconscio
collettivo che nella mia stessa esistenza. Lo dici anche tu dopo, e io
sono perfettamente d'accordo con te: che il senso sia voluto o casuale,
quello che conta e' che puo' esserci.

> Il
> rischio comunque č sempre quello di cadere nell'eccesso interpretativo,


> ovvero nella formulazione gratuita e masturbatoria di teorie del tutto

> speculative che abitano unicamente nella fantasia piů o meno autocompiaciuta
> del critico.

Certo che s', c'e' anche un bellissimo saggio di Eco che si chiama,
appunto, "I limiti dell'interpretazione".
E' anche per questo che e' importante (doveroso) confrontarsi non solo
con il critico di mestiere, ma soprattutto con i cinefili, colti o
"spontanei" che siano. Certo che quando persone molto diverse (per
esempio, NG o ML americane) tirano fuori conclusioni simili, vuol dire
che qualcosa, su quella pellicola, c'e' davvero.

>E purtroppo questo č un fenomeno piuttosto ricorrente nella
> critica di oggi; il rischio, come al solito, č quello di partire dal film


> per arrivare a parlare di tutt'altro, che con il film in questione,
> ovviamente, non ha nulla a che vedere.

Assolutamente e sempre d'accordo. Ma non mi sembra di fare questo,
almeno lo spero. O vogliamo proprio negare che Pulp Fiction faccia
diretti riferimenti alla cultura frettolosa della narrazione tipicamente
televisiva? Senza condanne o giudizi (quelli ce li metto io), ma come
semplice presa d'atto dell'esistenza e dell'importanza di una fruizione
frettolosa delle immagini? Cioe' per te il dialogo in albergo mentre si
lavano i denti e' un tappabuco da prendere alla lettera? E perche'
tarantino si preoccupa di cambiare sintonia alla radio durante i titoli
di testa? E' un errore di edizione?

Prendi per esempio la tua tagline: ho appena rivisto Zombi, tra l'altro.
La frase che citi e' la conclusione del film, ma in se' ha ben poco
significato, e' un dialogo che chiunque puo' avere ogni giorno. Perche'
senti il bisogno di usarla come tagline? Non e' che stai
overinterpretando il senso di quelle parole? ;-)

Alison Poole

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to
George Kaplan wrote:
>
> Alison Poole <cial...@tiscalinet.it> wrote in message
> 384F8981...@tiscalinet.it...
> > Sir James Synth-Gin Smyles wrote:
>
> > Sfotti, sfotti, ma allora era solo ormone quando scrivevi:
> >
> > "Perche' i casi sono due: o la mafe e' una donna dalla straordinaria
> > sensibilita' e intelligenza e allora dovremmo tutti imparare da lei a
> > guardare un film per coglierlo appieno, oppure quelle cose, quella
> > sostanza di cui lei parla erano davvero li' oggettivamente, come e' vero
> > che oggettivamente c'e' della vernice colorata sulle tele di van Gogh; e
> > come gia' ho scritto, "bastava guardare, bastava sentire"."
>
> A me sembra una presa per il culo.

ebehhhehehe tu non c'eri :-)
Io e Guy siamo stati protagonisti di uno dei piu' grandi flirt virtuali
che la storia di Internet ricordi. Una roba da coma diabetico
prolungato. Se non ci credi, vai all'URL di Deja News e leggiti il post
per intero.

:-)

Alison Poole

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to
George Kaplan wrote:
>
> Alison Poole <cial...@tiscalinet.it> wrote in message
>
> >ne tiro fuori una lettura che poi vado
> > a una serata con Canova e lui me la mette in ordine, cosa che io non
> > sono capace di fare.
>
> Secondo me dovresti essere meno succube di certi proclamati "santoni" e
> cercare un approccio al cinema più personale e autonomo.

Ok, grazie per il beneficio del dubbio. Ti ha mai sfiorato l'idea che
uno si scelga chi seguire in base a quello che gia' pensa? Mesi fa mi
sono battuta fino alla morte per difendere Matrix qui. Ho visto Matrix
in anteprima a Bologna, ne ho parlato entusiasticamente prima che
chiunque (qui e sui giornali) lo facesse. Il numero di Duel di novembre
lo cita come esempio di grande cinema in 3 contesti diversi, firmati da
3 critici diversi. Chi viene prima, l'uovo o la gallina?
Idem per Titanic, idem per BJM, idem per tanti film piccoli e grandi. Ho
una mia precisa idea di cinema, di critica, di cosa mi piace e di cosa
mi annoia, che grazie al cielo coincide con la linea editoriale di una
rivista, ma a priori, non a posteriori. Mi sono sputtanata parlando bene
di Deep Impact e mesi dopo una critica di Duel ne ha parlato vedendoci
esattamente quello che avevo visto io: e' paranormale, o esiste un
determinato sguardo a cui sono fiera di aderire, e contenta di
condividerlo con altri, che siano mio zio, Canova o Max?

In genere, poi, mi sono un po' rotta le palle di parlare di me e del mio
presunto "metodo critico": mi farebbe piacere trovare una cazzo di volta
uno che si mette a discutere nel merito di quello che dico, invece di
liquidarlo con battute o peggio. Ma so di chiedere troppo e mi
accontento del mio onanistico piacere.

Marco Bertoli

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to

> In genere, poi, mi sono un po' rotta le palle di parlare di me e del mio
> presunto "metodo critico":

(...)

> Ma so di chiedere troppo e mi
> accontento del mio onanistico piacere.

La masturbazione e' un piacere ineffabile, ma piu' lo e' leggere i tuoi
interventi.

Ciao, Marco

Alison Poole

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to
Marco Bertoli wrote:

> > Ma so di chiedere troppo e mi
> > accontento del mio onanistico piacere.
>
> La masturbazione e' un piacere ineffabile, ma piu' lo e' leggere i tuoi
> interventi.

Ecco, ti prego, fammi scoprire nuove posizioni, parliamo insieme di
Cinema!

:-)

Marco Bertoli

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to

> Ecco, ti prego, fammi scoprire nuove posizioni, parliamo insieme di
> Cinema!

Io sono un novellino qui, ho esordito proprio questa mattina con un
messaggio su Eyes Wide Shut e non vorrei allargarmi troppo. Se mi dai il
tuo benvenuto, mi sono guadagnato la giornata...

Ciao, Marco

George Kaplan

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to

Alison Poole <cial...@tiscalinet.it> wrote in message
384FA684...@tiscalinet.it...
> George Kaplan wrote:

> > Oddio, Tarantino che sproloquia sui significati nascosti
> > psicanalitici-psicologici-massmediologi celati dietro gli
oggetti-simbolo
> > dei suoi film proprio non ce lo vedo, scusa tanto.
>
> Infatti non ci sproloquia, ci gira su un film. Io rivendico ora e sempre
> la superiorita' dell'immagine sulla parola, quando si parla di cinema.

Certo, ma io rispondevo alla tua affermazione che le speculazioni dei
critici sarebbero confermate dalle dichiarazioni degli stessi autori, cosa
che a me non risulta. Pensa anche a Lynch, oltre che a Tarantino, il quale
ha sempre dichiarato apertamente di disinteressarsi di qualunque
interpretazione psicanalitica dei suoi film.


> Assolutamente e sempre d'accordo. Ma non mi sembra di fare questo,
> almeno lo spero. O vogliamo proprio negare che Pulp Fiction faccia
> diretti riferimenti alla cultura frettolosa della narrazione tipicamente
> televisiva?

Certo che no. Però vedere nel gesto di Uma Thurman il senso che gli hai dato
tu mi sembra un tipico effetto di surplus interpretativo, laddove infatti la
spiegazione era assai più elementare (una banale citazione).

>Senza condanne o giudizi (quelli ce li metto io), ma come
> semplice presa d'atto dell'esistenza e dell'importanza di una fruizione
> frettolosa delle immagini? Cioe' per te il dialogo in albergo mentre si
> lavano i denti e' un tappabuco da prendere alla lettera? E perche'
> tarantino si preoccupa di cambiare sintonia alla radio durante i titoli
> di testa? E' un errore di edizione?

Sulla scena di Maria de Medeiros posso essere d'accordo, ma si tratta solo
di una veloce frecciatina alla cultura della visione passiva imposta dal
predominio televisivo (oltre che essere l'ennesimo riferimento
pop-pulp-trash: il film che guarda è infatti un action-movie di serie z).
Sui titoli di testa non so, a me è sembrato semplicemente un modo molto
originale di anticipare e introdurre la sequenza in automobile che segue: il
cambio di frequenza della radio durante i titoli di testa è un espediente
molto insolito e coraggioso che, trasformando la percezione della musica da
extradiegetica a diegetica, ci introduce con arguzia nell'ambiente
dell'automobile in movimento. Tarantino aveva fatto questi giochetti
musicali anche ne "Le Iene". Ora, la "riflessione sulla visione frettolosa
delle immagini" che tu hai ritrovato può essere una interpretazione
legittima, ma dubito fortemente che sia stato un atto cosciente da parte di
Tarantino. E' una riflessione comunque legata all'aspetto vampiristico e
citazionistico del film, che riprende i suoi riferimenti dalla cultura
televisiva, cinematografica, fumettistica, letteraria di basso conio (pulp)
e che costituisce il livello "cosciente" dell'operazione di Tarantino.
Quello che dici tu è uno dei tanti surplus interpretativi che possono
nascere da questo contesto e che ad esso si collegano. Ovvero, è lecito
supporre che un film che riprende (a livello cosciente) i suoi elementi
principali dalla cultura di massa comprenda anche (a livello non cosciente)
una riflessione/critica sui meccanismi di fruizione tipici di questa
cultura.

> Prendi per esempio la tua tagline: ho appena rivisto Zombi, tra l'altro.

Che abnorme coincidenza!!! Io ho appena finito di vedere "Il giorno degli
zombi", il capitolo conclusivo della trilogia. Un altro potente capolavoro.
L'hai visto?


> La frase che citi e' la conclusione del film, ma in se' ha ben poco
> significato, e' un dialogo che chiunque puo' avere ogni giorno. Perche'
> senti il bisogno di usarla come tagline? Non e' che stai
> overinterpretando il senso di quelle parole? ;-)

No baby, non overinterpreto nulla perchè il significato che gli attribuisco
io è quello strettamente denotativo (per riprendere Eco :-)). Una frase
banale di tutti i giorni, certo, ma che in quella situazione si rivela come
il più beffardo e ironico degli epitaffi.

George Kaplan

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to

Alison Poole <cial...@tiscalinet.it> wrote in message
384FB506...@tiscalinet.it...
> George Kaplan wrote:

>Ho
> una mia precisa idea di cinema, di critica, di cosa mi piace e di cosa
> mi annoia, che grazie al cielo coincide con la linea editoriale di una
> rivista, ma a priori, non a posteriori.

Ok, scusami. Solo che sentirti citare Canova in un post sě e l'altro pure mi
aveva fatto venire dei dubbi. Ritiro tutto!

Alison Poole

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to

Io adoro i novellini. Gia' stato su http://www.iaciners.org?

e Benvenuto :-)

Marco Bertoli

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to


Vengo proprio da li': come dico nel messaggio di esordio, mi hanno
attratto le vostre belle facce (non credo di aver visto la tua, pero').
Riconosco alcuni nomi da territori a me piu' famigliari, pero'...

Ciao, Marco

Riccardo Caiazzo

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to
On Wed, 08 Dec 1999 17:32:53 GMT, Ale...@filippin.it (Reservoir Video) wrote:

>Qualche idea anche sul contenuto della valigietta...?

L'anima di Marsellus Wallace.
Se ne parlo', secoli fa, qui su IACine.
Io ancora non c'ero, ricordo che me lo riferi' il Bat.

_
Riccardo Caiazzo "I'm afraid,
r.ca...@flashnet.it Dave."

Alison Poole

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to
George Kaplan wrote:

> >Ho
> > una mia precisa idea di cinema, di critica, di cosa mi piace e di cosa
> > mi annoia, che grazie al cielo coincide con la linea editoriale di una
> > rivista, ma a priori, non a posteriori.
>

> Ok, scusami. Solo che sentirti citare Canova in un post sì e l'altro pure mi


> aveva fatto venire dei dubbi. Ritiro tutto!

oki. E' che e' una vita che cerco dei maestri, averne trovati mi da' un
indubbio piacere, che come i bambini amo reiterare ;-)

Un fake di Alberto

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to
Il Thu, 09 Dec 1999 16:43:28 +0100, ma...@mondobit.com (Marco Bertoli)
scriveva:

>Io sono un novellino qui, ho esordito proprio questa mattina con un
>messaggio su Eyes Wide Shut e non vorrei allargarmi troppo. Se mi dai il
>tuo benvenuto, mi sono guadagnato la giornata...

Il mio vale meno, ma e' bello ritrovarti da queste parti! :-)

Benvenuto.

Alison Poole

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to
Marco Bertoli wrote:

> > Io adoro i novellini. Gia' stato su http://www.iaciners.org?
>
> Vengo proprio da li': come dico nel messaggio di esordio, mi hanno
> attratto le vostre belle facce (non credo di aver visto la tua, pero').

Ho cambiato nome, ma mi trovi tra i cialtroni.

> Riconosco alcuni nomi da territori a me piu' famigliari, pero'...

Tipo?

Alison Poole

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to
George Kaplan wrote:

> > Infatti non ci sproloquia, ci gira su un film. Io rivendico ora e sempre
> > la superiorita' dell'immagine sulla parola, quando si parla di cinema.
>
> Certo, ma io rispondevo alla tua affermazione che le speculazioni dei
> critici sarebbero confermate dalle dichiarazioni degli stessi autori, cosa
> che a me non risulta.

No, dai, era una delle tante possibilita': innegabile che molti registi
abbiano confermato e/o discusso le interpretazioni. Poi imho tu
confondi: una cosa e' sfottere le interpretazioni dei critici, una cosa
e' negare la propria volonta' di significazione. Qui il discorso non e'
"l'intepretazione puo' essere sbagliata" (innegabile), ma "non si deve
interpretare".

> Pensa anche a Lynch, oltre che a Tarantino, il quale
> ha sempre dichiarato apertamente di disinteressarsi di qualunque
> interpretazione psicanalitica dei suoi film.

E ora che c'entra la psicanalisi? E soprattutto, chissenefrega? Lynch
puo' anche negare il significato di aver messo un lattaio che ci saluta
in apertura di Velluto Blu, ma ce l'ha messo. Anche se non avesse senso,
avrebbe il senso di non averne (cfr: Non si puo' non comunicare).
E nessuno puo' convincermi che le prime sequenze di Velluto Blu non
abbiano ispirato Weir per Truman Show. Neanche Weir in persona :-)

> > Assolutamente e sempre d'accordo. Ma non mi sembra di fare questo,
> > almeno lo spero. O vogliamo proprio negare che Pulp Fiction faccia
> > diretti riferimenti alla cultura frettolosa della narrazione tipicamente
> > televisiva?
>
> Certo che no. Però vedere nel gesto di Uma Thurman il senso che gli hai dato
> tu mi sembra un tipico effetto di surplus interpretativo, laddove infatti la
> spiegazione era assai più elementare (una banale citazione).

Cioe', tu hai le prove che Tarantino volesse citare i Flinstones? E chi
te lo dice? Giusto per evitare ulteriori equivoci, la mia e' una domanda
retorica. Sta di fatto, comunque, che Tarantino sceglie di citare quella
particolare scena dei Flinstones, e non i Peanuts o Magic Johnson. Puo'
essere un caso, ma mi concedi che puo' non esserlo?

Spero che sia chiaro che il mio atteggiamento e' di venerazione per il
cinema, non di voler "completarlo" con le mie interpretazioni. Molti di
noi sanno di persona che incredibile lavoro ci sia anche dietro il piu'
scalcagnato dei film: e vuoi davvero convincermi che quello che vediamo
in scene e sequenze faticosamente create, scelte, montate, riviste,
riscritte, sia un caso?

NaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaH.

Guardare un film e' come fare un puzzle, con il vantaggio in piu' che
anche iniziare (la prima visione) e' incredibilmente divertente.

> >Senza condanne o giudizi (quelli ce li metto io), ma come
> > semplice presa d'atto dell'esistenza e dell'importanza di una fruizione
> > frettolosa delle immagini? Cioe' per te il dialogo in albergo mentre si
> > lavano i denti e' un tappabuco da prendere alla lettera? E perche'
> > tarantino si preoccupa di cambiare sintonia alla radio durante i titoli
> > di testa? E' un errore di edizione?
>
> Sulla scena di Maria de Medeiros posso essere d'accordo, ma si tratta solo
> di una veloce frecciatina alla cultura della visione passiva imposta dal
> predominio televisivo (oltre che essere l'ennesimo riferimento
> pop-pulp-trash: il film che guarda è infatti un action-movie di serie z).

Ehi, io ho detto "semplice presa d'atto dell'esistenza e dell'importanza
di una fruizione frettolosa delle immagini", mika "articolata denuncia
della sopraffazione del visibile" ;-)

> Sui titoli di testa non so, a me è sembrato semplicemente un modo molto
> originale di anticipare e introdurre la sequenza in automobile che segue: il
> cambio di frequenza della radio durante i titoli di testa è un espediente
> molto insolito e coraggioso che, trasformando la percezione della musica da
> extradiegetica a diegetica, ci introduce con arguzia nell'ambiente
> dell'automobile in movimento.

Ottimo (e' un piacere parlare con te di cinema, ma credo di avertelo
gia' detto un miliardo di volte). E in piu' e' anche un bel riferimento
allo zapping. O no?

>Ora, la "riflessione sulla visione frettolosa
> delle immagini" che tu hai ritrovato può essere una interpretazione
> legittima, ma dubito fortemente che sia stato un atto cosciente da parte di
> Tarantino.

George, non me ne frega un beato cazzo, entiende? Mi basta che sia
legittima, coerente e interessante.

>E' una riflessione comunque legata all'aspetto vampiristico e
> citazionistico del film, che riprende i suoi riferimenti dalla cultura
> televisiva, cinematografica, fumettistica, letteraria di basso conio (pulp)
> e che costituisce il livello "cosciente" dell'operazione di Tarantino.

Esatto. Io non dico niente di piu' e niente di meno. Tarantino crea un
capolavoro spappolando generi, ritmi, strutture, segni. Riproduce la
fruizione televisiva, da zapping, mettendo insieme un film talmente
destrutturato che vederlo dall'inizio alla fine, o spezzettato, o a
balzelloni e' lo stesso, comunque per ricostruirlo devi metterti a
tavolino. Cosa che quasi nessuno fa, con il flusso di immagini. Con i
risultati che vediamo.
Tutto qui.

> Quello che dici tu è uno dei tanti surplus interpretativi che possono
> nascere da questo contesto e che ad esso si collegano. Ovvero, è lecito
> supporre che un film che riprende (a livello cosciente) i suoi elementi
> principali dalla cultura di massa comprenda anche (a livello non cosciente)
> una riflessione/critica sui meccanismi di fruizione tipici di questa
> cultura.

Qua la zampa. Ti nomino mio interprete involontario.

> > Prendi per esempio la tua tagline: ho appena rivisto Zombi, tra l'altro.
>
> Che abnorme coincidenza!!! Io ho appena finito di vedere "Il giorno degli
> zombi", il capitolo conclusivo della trilogia. Un altro potente capolavoro.
> L'hai visto?

No, mai :-(
Ecco, in Zombi (il tempo aiuta) come negare che la scelta del centro
commerciale sia insieme utile alla messa in scena e alla narrazione (lo
spazio si presta) e potente metafora?

> > La frase che citi e' la conclusione del film, ma in se' ha ben poco
> > significato, e' un dialogo che chiunque puo' avere ogni giorno. Perche'
> > senti il bisogno di usarla come tagline? Non e' che stai
> > overinterpretando il senso di quelle parole? ;-)
>
> No baby, non overinterpreto nulla perchè il significato che gli attribuisco
> io è quello strettamente denotativo (per riprendere Eco :-)). Una frase
> banale di tutti i giorni, certo, ma che in quella situazione si rivela come
> il più beffardo e ironico degli epitaffi.

E gia' siamo fuor di denotazione temo, magari non per Eco, ma per Peirce
sicuramente ;-)
Il contesto connota!!

Marco Bertoli

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to
In article <384fd751...@news.flashnet.it>, z...@zzz.com (Un fake di
Alberto) wrote:

>
> Il mio vale meno, ma e' bello ritrovarti da queste parti! :-)
>
> Benvenuto.

Io di fake ne conosco anche troppi, ma se faccio due piu' due... Alberto,
e sia pure fake, + cinema = Alberto Farina?

Ciao!

George Kaplan

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to

Alison Poole <cial...@tiscalinet.it> wrote in message
384FDA48...@tiscalinet.it...
> George Kaplan wrote:

> Cioe', tu hai le prove che Tarantino volesse citare i Flinstones? E chi
> te lo dice? Giusto per evitare ulteriori equivoci, la mia e' una domanda
> retorica. Sta di fatto, comunque, che Tarantino sceglie di citare quella
> particolare scena dei Flinstones, e non i Peanuts o Magic Johnson. Puo'
> essere un caso, ma mi concedi che puo' non esserlo?

Certo.

> Spero che sia chiaro che il mio atteggiamento e' di venerazione per il
> cinema, non di voler "completarlo" con le mie interpretazioni. Molti di
> noi sanno di persona che incredibile lavoro ci sia anche dietro il piu'
> scalcagnato dei film: e vuoi davvero convincermi che quello che vediamo
> in scene e sequenze faticosamente create, scelte, montate, riviste,
> riscritte, sia un caso?

Molte cose sono volute, ovvio, ma molte altre no. Di questo sono convinto.
Anche perchè se un regista premeditasse a tavolino il significato latente di
ogni minimo aspetto del suo film... beh... capiresti da sola che verrebbe
una cosa talmente artefatta e priva di spontaneità da sopprimere qualsiasi
slancio creativo. Inoltre il set è spesso un luogo caotico dominato dalla
frenesia, mentre si gira sorgono sempre nuove idee che spesso stravolgono la
sceneggiatura, difficile premeditare sul momento la simbologia intrinseca di
queste fulminee improvvisazioni. Secondo me in ogni prodotto artistico, non
necessariamente un film, c'è una grandissima dose di spontaneità: ma questo,
ripeto, non significa che le interpretazioni non siano legittime, visto che
la veicolazione di senso può essere inconscia da parte dell'autore. Tuttavia
vi è un limite anche in queste elucubrazioni: è l'eccesso interpretativo di
cui parlavo.

> Esatto. Io non dico niente di piu' e niente di meno. Tarantino crea un
> capolavoro spappolando generi, ritmi, strutture, segni. Riproduce la
> fruizione televisiva, da zapping, mettendo insieme un film talmente
> destrutturato che vederlo dall'inizio alla fine, o spezzettato, o a
> balzelloni e' lo stesso, comunque per ricostruirlo devi metterti a
> tavolino.

E' vero, ma non so quanto il concetto dello zapping possa essere applicato a
"Pulp Fiction". Lo zapping unisce in un unico mega-testo infiniti
sotto-testi di natura diversissima tra di loro, ciascuno dominato da un
sotto-codice determinato (quello della pubblicità, di un film di guerra, di
uno spezzone porno, di un frammento di telegionale, ecc.). In "Pulp
Fiction", nonostante la non-linearità della narrazione, tutte le sequenze
sono riconducibili a un preciso e coerente codice linguistico che rende
omogeneo lo svolgimento filmico. Ovvero l'unica destrutturazione operata da
Tarantino è quella temporale: ma non c'è nessuno scarto a livello visivo,
narrativo o fotografico. L'insieme è coerente. Un "blob-movie" al contrario
deve essere per definizione totalmente disomogeneo. Non mi sembra che
esistano esempi cinematografici di questo tipo, forse l'unico che ci si
avvicina è "Natural Born Killers".

> Ecco, in Zombi (il tempo aiuta) come negare che la scelta del centro
> commerciale sia insieme utile alla messa in scena e alla narrazione (lo
> spazio si presta) e potente metafora?

Si tratta di una metafora piuttosto esplicita, che sta alla base di tutta la
concezione del film. In questo caso si può parlare di consapevolezza da
parte dell'autore. Io non tolgo ogni valore al diritto di interpretare; dico
solo di non perdere mai di vista lo specifico filmico, che spesso viene
allegramente sorpassato da astrusi voli pindarici.

Alison Poole

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to
George Kaplan wrote:

> > Spero che sia chiaro che il mio atteggiamento e' di venerazione per il
> > cinema, non di voler "completarlo" con le mie interpretazioni. Molti di
> > noi sanno di persona che incredibile lavoro ci sia anche dietro il piu'
> > scalcagnato dei film: e vuoi davvero convincermi che quello che vediamo
> > in scene e sequenze faticosamente create, scelte, montate, riviste,
> > riscritte, sia un caso?
>

> Molte cose sono volute, ovvio, ma molte altre no. Di questo sono convinto.

Per la carita', anch'io. Ma non dimenticare che un film non e' solo
riprese, e' anche montaggio, e che nel montaggio si sacrifica un sacco
di roba, legittimo pensare che alcune scene non esattamente
indispensabili per l'intreccio servano a dire altro.

> Secondo me in ogni prodotto artistico, non
> necessariamente un film, c'è una grandissima dose di spontaneità: ma questo,
> ripeto, non significa che le interpretazioni non siano legittime, visto che
> la veicolazione di senso può essere inconscia da parte dell'autore. Tuttavia
> vi è un limite anche in queste elucubrazioni: è l'eccesso interpretativo di
> cui parlavo.

Di cui parlavo anch'io, no?

> > Esatto. Io non dico niente di piu' e niente di meno. Tarantino crea un
> > capolavoro spappolando generi, ritmi, strutture, segni. Riproduce la
> > fruizione televisiva, da zapping, mettendo insieme un film talmente
> > destrutturato che vederlo dall'inizio alla fine, o spezzettato, o a
> > balzelloni e' lo stesso, comunque per ricostruirlo devi metterti a
> > tavolino.
>

> E' vero, ma non so quanto il concetto dello zapping possa essere applicato a
> "Pulp Fiction". Lo zapping unisce in un unico mega-testo infiniti
> sotto-testi di natura diversissima tra di loro, ciascuno dominato da un
> sotto-codice determinato (quello della pubblicità, di un film di guerra, di
> uno spezzone porno, di un frammento di telegionale, ecc.). In "Pulp
> Fiction", nonostante la non-linearità della narrazione, tutte le sequenze
> sono riconducibili a un preciso e coerente codice linguistico che rende
> omogeneo lo svolgimento filmico. Ovvero l'unica destrutturazione operata da
> Tarantino è quella temporale: ma non c'è nessuno scarto a livello visivo,
> narrativo o fotografico.

Vero, ma pensala da un'altra prospettiva: se tu salti 10 minuti di film,
questo influisce nella tua comprensione del tutto? Imho, no. E la prima
volta che lo vedi, ok, la destrutturazione e' solo temporale, ma implica
anche confusione visiva: ma lo sai che c'e' gente (tra cui critici
famosi) che ha parlato di "risurrezione di Vincent Vega", straparlando
sia di errore, sia di richiami ai videogiochi, sia di fine del
personaggio? ecco, quello e' eccesso di intepretazione, prima che
errore, perche' deriva da disattenzione e da mancanza di conoscenza del
testo. A te terrorizza l'eccesso di intepretazione, a me
l'approssimazione di chi liquida un film senza conoscerlo.

> L'insieme è coerente. Un "blob-movie" al contrario
> deve essere per definizione totalmente disomogeneo.

Ma infatti io non penso sia un blob movie, ma solo un "pulp", e scusa la
tautologia: incidentalmente, come molti pulp, un capolavoro classico :-)

> > Ecco, in Zombi (il tempo aiuta) come negare che la scelta del centro
> > commerciale sia insieme utile alla messa in scena e alla narrazione (lo
> > spazio si presta) e potente metafora?
>

> Si tratta di una metafora piuttosto esplicita, che sta alla base di tutta la
> concezione del film.

Questo puoi dirlo oggi, vent'anni dopo. Ma negli anni 70 la critica al
marketing e ai consumi era cosi' facile da cogliere?

>dico
> solo di non perdere mai di vista lo specifico filmico, che spesso viene
> allegramente sorpassato da astrusi voli pindarici.

Assolutamente Pda, se lo faccio menami.

Graziano Montanini

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to
Il Thu, 09 Dec 1999 12:50:25 +0100, Alison Poole
<cial...@tiscalinet.it> scrisse:

>Io non me la prendo se mi prendete per il culo o non mi concedete il
>beneficio del dubbio sulle mie letture ardite di molti film, pero' non
>vi capisco. Piu' letture ci sono, piu' ricchi se ne esce, o no?

Secondo me no. Allora a questo punto uno puo' inventarsi tutte le
cazzate che vuole e sparale a mezzo mondo.

Odio i critici che cercano in un film significati che magari non ci sono
solo per riempire una mezza pagina di giornale. Se devo sentire delle
cialtronate su un film vado al bar, non mi compro Duel.

---

Graziano Montanini-Reggio Emilia-Tel.0522/293688-ICQ 2064857-27 anni
"Chi possiede di piu' una donna,
colui che la prende o colui che la contempla?"
Fan n.1 di Ratman

Graziano Montanini

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to
Il Thu, 09 Dec 1999 14:56:22 +0100, Alison Poole
<cial...@tiscalinet.it> scrisse:

>In genere, poi, mi sono un po' rotta le palle di parlare di me e del mio


>presunto "metodo critico": mi farebbe piacere trovare una cazzo di volta
>uno che si mette a discutere nel merito di quello che dico, invece di
>liquidarlo con battute o peggio.

Il contenuto sta in un contenitore, purtroppo. Da quando ti sei
Battocchizzata, devo dire che trovo le tue recensioni spesso
pretestuose.

Non parli del film, parli di quello che pensi voglia dire il regista. Ma
a questo punto tanto vale parlare di quello che pensiamo abbia bevuto la
mattina a colazione prima di iniziare le riprese.

Poi, ti dico, non e' che questo mi disturbi piu' di tanto, mi dispiace
solo di non leggere piu' le tue ottime recensioni di una volta.

Beatrice Romfoord

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to

MQC wrote:
>
> Ciao a tutti, mi rivolgo a voi cine-esperti:
>
> Sapete cosa significa quel rettangolo (disegnato sulla pellicola) tratteggiato
> che Uma Thurman fa quando parla con John Travolta arrivando al parcheggio
> del locale dove balleranno?

E' perche' john travolta fa il noiosino, allora lei gli dice di non fare
"il quadrato", ovvero, il priciso, il pignolo, il noioso. In Emilia, si
chiamano "teste quadre" gli abitanti di Reggio Emilia, per esempio.

gggggg

Beatrice Romfoord

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to

Alison Poole wrote:
>
> George Kaplan wrote:
> >....

> >dico
> > solo di non perdere mai di vista lo specifico filmico, che spesso viene
> > allegramente sorpassato da astrusi voli pindarici.
>
> Assolutamente Pda, se lo faccio menami.

Scherzi? In realta' dal guru cialtronico non mi aspetto niente di meno.

rrrrrr

Beatrice Romfoord

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to

Reservoir Video wrote:

> Qualche idea anche sul contenuto della valigietta...?

nonoso, ma la combinazione era 666.

ttttttttt

Beatrice Romfoord

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to

Beatrice Romfoord

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to

Beatrice Romfoord

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to

Beatrice Romfoord

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to

Antonio Fanelli

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to
On Wed, 8 Dec 1999 17:11:19 +0100, "Alison Poole"
<cial...@tiscalinet.it> wrote:

>Imho c'e' qualcosa di piu' ...

e' cosi' che i critici uccidono un film.
:-(
--

*Il solo amore che regge e' quello non corrisposto*

tot...@iol.it

Carlo Natali

unread,
Dec 10, 1999, 3:00:00 AM12/10/99
to
George Kaplan <fe....@flashnet.it> wrote:

> Spesso infatti l'autore attua in maniera
> inconscia certi riferimenti culturali che sono comunque ben presenti, e
> compito dello studioso è quello di individuarli (se si diverte a farlo). Il
> rischio comunque è sempre quello di cadere nell'eccesso interpretativo,
> ovvero nella formulazione gratuita e masturbatoria di teorie del tutto
> speculative che abitano unicamente nella fantasia più o meno autocompiaciuta
> del critico. E purtroppo questo è un fenomeno piuttosto ricorrente nella
> critica di oggi; il rischio, come al solito, è quello di partire dal film
> per arrivare a parlare di tutt'altro, che con il film in questione,
> ovviamente, non ha nulla a che vedere.

L'aspetto che, personalmente, trovo criticabile di queste
iperinterpretazioni non e' la loro varieta' o la loro lontananza dal
film, e' piuttosto il fatto che si ripetono, monotonamente, sia come
contenuti che come riferimenti culturali.

Bignamino del critico pret-a-porter:

Tutti i film di fine secolo dicono la stessa cosa.
- Perdita del soggetto
- Scomparsa dell'io
- Eliminazione della realta' dell'oggetto
- Precarieta' della scansione temporale
etc. etc.

Questo e' l'applicazione di un'idea, ormai troppo banalizzata per essere
fonte di idee buone e originali:

- Crisi della ragione classica (per classica intendono Cartesio; e lo
fanno perche' l'idea e' di origine francese e Platone e Aristotele no),
che aveva una serie di punti di riferimento fissi. L'io, il mondo, il
tempo, la storia;
- Crisi della ragione dialettica (Hegel, Marx) e quindi dell'idea che la
storia abbia un senso
- Perdita di ogni riferimento temporale, o locale
Etc., etc.

Questa visione del mondo deriva da una serie di pensatori francesi che
ebbero una certa notorieta' negli anni Settanta ed Ottanta, come
Deleuze, Guattari, Foucault, etc. noti come "La scuola del sospetto".
Per questo "classico" e' il cartesianesimo.

Intanto la riflessione e' andata avanti, e la moda del sospetto e'
passata. Ma resiste in alcune sacche culturali marginali, come la
critica cinematografica. Come se gli autori avessero studiato questi
autori nei loro anni universitari, verso il 1975, restando poi fermi
li'.

CN

Carlo Natali

unread,
Dec 10, 1999, 3:00:00 AM12/10/99
to
Alison Poole <cial...@tiscalinet.it> wrote:


> Io non me la prendo se mi prendete per il culo o non mi concedete il
> beneficio del dubbio sulle mie letture ardite di molti film, pero' non
> vi capisco. Piu' letture ci sono, piu' ricchi se ne esce, o no?


Il fatto e' che a mio parere le tue letture, piu' che ardite,
sono un po' troppo ripetitive. In ogni film interessante, tu trovi la
stessa cosa, la crisi (dell'io, del soggetto, del riferimento al mondo,
della storia, del tempo). Ho cercato di articolare meglio quest'idea
in una risposta al Kaplan, in questo stesso thread. Se ti va, leggila,
e dimmi il tuo parere.

CN

Sir James Synth-Gin Smyles

unread,
Dec 10, 1999, 3:00:00 AM12/10/99
to
On Thu, 09 Dec 1999 11:50:41 +0100, Alison Poole <cial...@tiscalinet.it>
wrote:

>Sir James Synth-Gin Smyles wrote:
>
>> >Alison Poole <cial...@tiscalinet.it> wrote in message 82m01k$q14
>> >
>> >> Jack, non ti sembra un po' letterale come lettura?


>> >> Imho c'e' qualcosa di piu' ..
>>

>> Si', c''e' un sottotesto della madonna....
>
>Sfotti, sfotti, ma allora era solo ormone quando scrivevi:
>
>"Perche' i casi sono due: o la mafe e' una donna dalla straordinaria
>sensibilita' e intelligenza e allora dovremmo tutti imparare da lei a
>guardare un film per coglierlo appieno, oppure quelle cose, quella
>sostanza di cui lei parla erano davvero li' oggettivamente, come e' vero
>che oggettivamente c'e' della vernice colorata sulle tele di van Gogh; e
>come gia' ho scritto, "bastava guardare, bastava sentire"."


No, sono ancora convinto che la mafe e' una donna dalla straordinaria
sensibilita' e intelligenza.
Ma ultimamente sembri vedere sottotesti anche sulla piantina delle linee MM di
Milano.
Forse ti ha preso un po' la mano, o forse ti fa male frequentarmi cosi' poco.

Sono sinceramente lusingato per la memoria, comunque.
Hello,
James.

Sir James Synth-Gin Smyles

unread,
Dec 10, 1999, 3:00:00 AM12/10/99
to
On Thu, 9 Dec 1999 13:35:24 +0100, "George Kaplan" <fe....@flashnet.it> wrote:

>
>Alison Poole <cial...@tiscalinet.it> wrote in message

>384F8981...@tiscalinet.it...


>> Sir James Synth-Gin Smyles wrote:
>
>> Sfotti, sfotti, ma allora era solo ormone quando scrivevi:
>>
>> "Perche' i casi sono due: o la mafe e' una donna dalla straordinaria
>> sensibilita' e intelligenza e allora dovremmo tutti imparare da lei a
>> guardare un film per coglierlo appieno, oppure quelle cose, quella
>> sostanza di cui lei parla erano davvero li' oggettivamente, come e' vero
>> che oggettivamente c'e' della vernice colorata sulle tele di van Gogh; e
>> come gia' ho scritto, "bastava guardare, bastava sentire"."
>

>A me sembra una presa per il culo.

Lo sarebbe stato se avessi parlato della tua, di intelligenza.

Hello,
James.

Sir James Synth-Gin Smyles

unread,
Dec 10, 1999, 3:00:00 AM12/10/99
to
On Thu, 09 Dec 1999 14:01:14 +0100, Alison Poole <cial...@tiscalinet.it>
wrote:

>George Kaplan wrote:

>
>ebehhhehehe tu non c'eri :-)
>Io e Guy siamo stati protagonisti di uno dei piu' grandi flirt virtuali
>che la storia di Internet ricordi. Una roba da coma diabetico
>prolungato.

...se solo tu non fossi una donna sposata e io un uomo fidanzato...
Hello,
James.

George Kaplan

unread,
Dec 10, 1999, 3:00:00 AM12/10/99
to

Carlo Natali <nat...@unive.it> wrote in message
1e2l8x7.gb...@p214-201.ppp.unipd.it...
> George Kaplan <fe....@flashnet.it> wrote:

> L'aspetto che, personalmente, trovo criticabile di queste
> iperinterpretazioni non e' la loro varieta' o la loro lontananza dal
> film, e' piuttosto il fatto che si ripetono, monotonamente, sia come
> contenuti che come riferimenti culturali.

Osservazioni molto giuste, aggiungerei, per quanto riguarda il monotematico
Canova, una continua e ripetitiva paranoia del complotto e del Grande
Fratello che lo porta spesso a innalzare film mediocri solo perchè
sbandierano un anticonformismo di facciata.

bibi

unread,
Dec 10, 1999, 3:00:00 AM12/10/99
to

Alison Poole <cial...@tiscalinet.it> scritto nell'articolo
<384F8981...@tiscalinet.it>...


> Sir James Synth-Gin Smyles wrote:

> "Perche' i casi sono due: o la mafe e' una donna dalla straordinaria
> sensibilita' e intelligenza e allora dovremmo tutti imparare da lei a
> guardare un film per coglierlo appieno, oppure quelle cose, quella
> sostanza di cui lei parla erano davvero li' oggettivamente, come e' vero
> che oggettivamente c'e' della vernice colorata sulle tele di van Gogh; e
> come gia' ho scritto, "bastava guardare, bastava sentire"."

Checché se ne possa pensare...
...mi trovo d'accordo anch'io.

cordialmente


--
Bibi


[lo stile conta]

mAx

unread,
Dec 10, 1999, 3:00:00 AM12/10/99
to
> >Qualche idea anche sul contenuto della valigietta...?
>
> L'anima di Marsellus Wallace.
> Se ne parlo', secoli fa, qui su IACine.
> Io ancora non c'ero, ricordo che me lo riferi' il Bat.

Per la precisione l'anima di Marsellus "venduta" al diavolo (da li' la
combinazione 666) fuoriuscita dalla nuca dello stesso (vedi cerotto)
come da dicesi succeda in qualche antica leggenda orientale.

Tesi, tra l'altro, smentita dallo stesso Tarantino in una qualche
intervista. :)

Ciao,
mAx

Carlo Natali

unread,
Dec 11, 1999, 3:00:00 AM12/11/99
to
George Kaplan <fe....@flashnet.it> wrote:

> Carlo Natali <nat...@unive.it> wrote in message
> 1e2l8x7.gb...@p214-201.ppp.unipd.it...
> > George Kaplan <fe....@flashnet.it> wrote:
>
> > L'aspetto che, personalmente, trovo criticabile di queste
> > iperinterpretazioni non e' la loro varieta' o la loro lontananza dal
> > film, e' piuttosto il fatto che si ripetono, monotonamente, sia come
> > contenuti che come riferimenti culturali.
>
> Osservazioni molto giuste, aggiungerei, per quanto riguarda il monotematico
> Canova, una continua e ripetitiva paranoia del complotto e del Grande
> Fratello che lo porta spesso a innalzare film mediocri solo perchè
> sbandierano un anticonformismo di facciata.

E su questo argomento, direi, il punto e' fatto.


CN

Gian Michele Bertoni

unread,
Dec 11, 1999, 3:00:00 AM12/11/99
to
Carlo Natali <nat...@unive.it> wrote in message
1e2l8x7.gb...@p214-201.ppp.unipd.it...

> L'aspetto che, personalmente, trovo criticabile


> di queste iperinterpretazioni non e' la loro varieta'
> o la loro lontananza dal film, e' piuttosto il fatto che
> si ripetono, monotonamente, sia come contenuti
> che come riferimenti culturali.

Se quello che dici e' largamente condivisibile, trovo pero'
che sarebbe opportuno applicarlo ai casi particolari.
Altrimenti questi concetti risentono degli stessi difetti di
affermazioni come: "alcune persone in questo newsgroup sono
cosi' o cosa'".

Ciao

Gian Michele

Carlo Natali

unread,
Dec 11, 1999, 3:00:00 AM12/11/99
to
Gian Michele Bertoni <gmb...@tin.it> wrote:

> > L'aspetto che, personalmente, trovo criticabile
> > di queste iperinterpretazioni non e' la loro varieta'
> > o la loro lontananza dal film, e' piuttosto il fatto che
> > si ripetono, monotonamente, sia come contenuti
> > che come riferimenti culturali.
>
> Se quello che dici e' largamente condivisibile, trovo pero'
> che sarebbe opportuno applicarlo ai casi particolari.
> Altrimenti questi concetti risentono degli stessi difetti di
> affermazioni come: "alcune persone in questo newsgroup sono
> cosi' o cosa'".

Mi riferivo ad una frase di Kaplan: "questo č un fenomeno
piuttosto ricorrente nella critica di oggi". Esempi a bizzeffe: oltre
il gia' citato Duel e il Canova, almeno per quanto dice il Kaplan - io
non seguo quella rivista, mi annoia - prendi gli articoli su EWS in
"Cineforum" di Novembre. Il minimo che si puo' e' dire che sono datati
e svanti.
L'articolo di Morreale su "Macrifisca del potere" e'
un'esercitazione alla Foucault su sessualita' e dominio borghese ("e' il
potere che mette in scena se stesso senza mediazione, il proprio volto
osceno, la propria violenza e insieme la propria stilizzazione") col
consueto vizio di citare a bracciate senza riferimenti conettuali (in
inglese, name-dropping): Auschwitz, Foucault, Brecht, Hegel, Diderot,
Sterne, Hogart (gli ultimi cinque infilati a mo' di spiedino in una
frase sola).
E anche l'articolo di Cremonini, "Mesto, rigido e cerimoniale",
che pure parte molto bene, fa una critica strutturalistica per circa una
pagina, per poi involversi in una serie di riferimenti tanto scontati
quanto inutili per spiegare il misterioso film di Kubrick. La
protagionista si chiama Alice, quindi ecco "alice attraverso lo
specchio"; la camera mortuaria e' "dove finisce l'arcobaleno", etc. La
tesi di fondo, cioe' che il film tien ferme tesi e antitesi senza
pacificarsi in una sintesi, e' di tipo hegelianeggiante, l'applicazione
e' di tipo strutturalista, ma il fascino del film rimane intoccato da
tale descrizione. Infatti e' noto che si puo' fare un'ottima analisi
strutturale su ogni e qualsiasi cosa.
Ecco due esempi di quanto volevo dire.
Questo, del ritardo nelle mode come aspetto tipico dei campi
culturali marginali, e' un tema che sarebbe bello sviluppare. Come
nelle valli umbre del Cinquecento i pittori popolari si attardavano a
copiare madonne in forme gotiche, ed eravamo all'inizio del Barocco,
cosi' in ambiti culturali locali, come la critica cinematografica
'colta', si mantengono vive delle tradizioni e delle mode dimenticate
dal dibattito culturale piu' aggiornato. Tali sopravvivenze, perche'
incapaci di evoluzione, sono condannate ad una eterna, monotona
ripetizione di se stesse.

CN

Gian Michele Bertoni

unread,
Dec 11, 1999, 3:00:00 AM12/11/99
to
Carlo Natali <nat...@unive.it> wrote in message
1e2nk4n.8u...@p214-201.ppp.unipd.it...

> Mi riferivo ad una frase di Kaplan: "questo è un


> fenomeno piuttosto ricorrente nella critica di oggi".

<snip>

Grazie per i riferimenti. Forse potevo arrivarci anche da
solo, ma la mia lucidita' non e' sempre al massimo...

Gli esempi che hai citato sono comunque un interessantissimo
contributo.

Ciao

Gian Michele


Alberto

unread,
Dec 12, 1999, 3:00:00 AM12/12/99
to
Graziano Montanini <torqu...@comune.re.it> wrote:

> Odio i critici che cercano in un film significati che magari non ci sono
> solo per riempire una mezza pagina di giornale. Se devo sentire delle
> cialtronate su un film vado al bar, non mi compro Duel.

In un bar senti dire al massimo cose tipo:

- Un'americanata
- Un po' lento
- Bella fotografia (se c'era un tramonto)
- Valeria Golino non sa recitare

Riccardo Caiazzo

unread,
Dec 12, 1999, 3:00:00 AM12/12/99
to
On Sun, 12 Dec 1999 15:10:15 +0100, alberto...@iol.it (Alberto) wrote:

>> Odio i critici che cercano in un film significati che magari non ci sono
>> solo per riempire una mezza pagina di giornale. Se devo sentire delle
>> cialtronate su un film vado al bar, non mi compro Duel.
>In un bar senti dire al massimo cose tipo:
>- Un'americanata
>- Un po' lento
>- Bella fotografia (se c'era un tramonto)
>- Valeria Golino non sa recitare

Al cinema, durante il film, si sente di peggio.

_
Riccardo Caiazzo "I'm afraid,
r.ca...@flashnet.it Dave."

Jack Gladney

unread,
Dec 12, 1999, 3:00:00 AM12/12/99
to
On Fri, 10 Dec 1999 08:58:56 +0100, nat...@unive.it (Carlo Natali)
wrote:

> Il fatto e' che a mio parere le tue letture, piu' che ardite,
>sono un po' troppo ripetitive. In ogni film interessante, tu trovi la
>stessa cosa, la crisi (dell'io, del soggetto, del riferimento al mondo,
>della storia, del tempo).

Soltanto le cinque cose piu' importanti nel processo di avvicinamento
al reale dell'essere umano. Non poco, mi pare...


Jack Gladney

Alison Poole

unread,
Dec 12, 1999, 3:00:00 AM12/12/99
to

Carlo Natali <nat...@unive.it> wrote in message
1e2mcrg.1x7c55f17t6dhgN@p214-

> > > L'aspetto che, personalmente, trovo criticabile di queste
> > > iperinterpretazioni non e' la loro varieta' o la loro lontananza dal
> > > film, e' piuttosto il fatto che si ripetono, monotonamente, sia come
> > > contenuti che come riferimenti culturali.
> >

> > Osservazioni molto giuste, aggiungerei, per quanto riguarda il
monotematico
> > Canova, una continua e ripetitiva paranoia del complotto e del Grande
> > Fratello che lo porta spesso a innalzare film mediocri solo perchè
> > sbandierano un anticonformismo di facciata.
>
> E su questo argomento, direi, il punto e' fatto.

Non pensate di cavarvela solo perche' sono malata, malandrini! Quando riesco
a stare in piedi per piu' di 10 minuti vi bastono con la spazzola per i
capelli, da tutti e due i lati.

[IT] I beg your pardon?

Alison Poole

unread,
Dec 12, 1999, 3:00:00 AM12/12/99
to

Carlo Natali <nat...@unive.it> wrote in message 1e2nk4n.8u6ebp20uptsN@p214-

> > Se quello che dici e' largamente condivisibile, trovo pero'
> > che sarebbe opportuno applicarlo ai casi particolari.
> > Altrimenti questi concetti risentono degli stessi difetti di
> > affermazioni come: "alcune persone in questo newsgroup sono
> > cosi' o cosa'".
>

> Mi riferivo ad una frase di Kaplan: "questo è un fenomeno

> piuttosto ricorrente nella critica di oggi". Esempi a bizzeffe: oltre
> il gia' citato Duel e il Canova, almeno per quanto dice il Kaplan - io
> non seguo quella rivista, mi annoia

Complimenti, professore. Suggeriro' ai suoi studenti di usare questa
argomentazione agli esami.

[IT] Come dice mio cuggggino

Momo

unread,
Dec 12, 1999, 3:00:00 AM12/12/99
to

Alison Poole ha scritto nel messaggio ........ zac, zac


Flinstones???? Cultura pop, Madonna, la forma del televisore e della
radio???... ma io, in verità, di quel "tanto ardito" segno grafico avevo
banalmente capito questo:
Uma Thurman: "Non fare il......" + gesto col dito, + ardito segno grafico
che appare e poi si rompe = rompiscatole, perché Vincent Vega lamenta
dissenso di fronte al mega discopub e una voglia di bistecca !!!!!

Effettivamente mi manca la vostra fantasia......quanto a questo, mi
genufletto. Non ho passato troppe notti insonni ad indagare su quel
particolare, né mi sono data con troppo ardore allo studio dell'ermeneutica
tarantiniana. Resta il fatto che anch'io sono dell'idea che, talora, si
esageri con le letture

>beneficio del dubbio sulle mie letture ardite di molti film, pero' non
>vi capisco. Piu' letture ci sono, piu' ricchi se ne esce, o no?

Per me,**No** (su richiesta lo motivo)
Momo

Carlo Natali

unread,
Dec 12, 1999, 3:00:00 AM12/12/99
to
Alison Poole <cial...@tiscalinet.it> wrote:

> Carlo Natali <nat...@unive.it> wrote in message

> 1e2mcrg.1x7c55f17t6dhgN@p214-
>
> > > > L'aspetto che, personalmente, trovo criticabile di queste
> > > > iperinterpretazioni non e' la loro varieta' o la loro lontananza dal
> > > > film, e' piuttosto il fatto che si ripetono, monotonamente, sia come
> > > > contenuti che come riferimenti culturali.
> > >
> > > Osservazioni molto giuste, aggiungerei, per quanto riguarda il
> monotematico
> > > Canova, una continua e ripetitiva paranoia del complotto e del Grande
> > > Fratello che lo porta spesso a innalzare film mediocri solo perchè
> > > sbandierano un anticonformismo di facciata.
> >
> > E su questo argomento, direi, il punto e' fatto.
>
> Non pensate di cavarvela solo perche' sono malata

E via, al modo di Alfredo Germont:

(zum, pa pa; zum, pa pa)
"Canova, o cara
Noi lasceremo
La sua rivista
Trascureremo
Dei scorsi affanni
Compenso avrai
La tua salute,
La tua salute,
La tua salute
Rifiooorira'"

>, malandrini! Quando riesco
> a stare in piedi per piu' di 10 minuti vi bastono con la spazzola per i
> capelli, da tutti e due i lati.

Ouch!


Carlo Natali

unread,
Dec 12, 1999, 3:00:00 AM12/12/99
to
Alison Poole <cial...@tiscalinet.it> wrote:

Se uno avesse il coraggio di dirmi cio', e di argomentarlo bene, non
dico che non avrei una reazione positiva.

CN

E, al modo di Violetta Valery:

"Follie, follie.."

Beatrice Rumfoord

unread,
Dec 13, 1999, 3:00:00 AM12/13/99
to

Momo wrote:

> >beneficio del dubbio sulle mie letture ardite di molti film, pero' non
> >vi capisco. Piu' letture ci sono, piu' ricchi se ne esce, o no?
>
> Per me,**No** (su richiesta lo motivo)

Mbe', questa me la risparmio, grazie.

ffffff

Angelo Taglietti

unread,
Dec 13, 1999, 3:00:00 AM12/13/99
to

a me invece interessa, grazie.

--
@
Il cervello secerne pensieri come il fegato secerne la bile (Vogt)

Beatrice Rumfoord

unread,
Dec 13, 1999, 3:00:00 AM12/13/99
to

Angelo Taglietti wrote:

> > > Per me,**No** (su richiesta lo motivo)
> >
> > Mbe', questa me la risparmio, grazie.
>
> a me invece interessa, grazie.

mamamamamamamamaam nonsentonientenonsentoninte ptptppfpfpfpffpfp
coneleditanelleorecchie gneneneneneneneneeneneneneenenen
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