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[FANFIC] Uno strano compleanno....

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savarino carla

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Oct 20, 1999, 3:00:00 AM10/20/99
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Marta Savarino presenta : UNO STRANO COMPLEANNO , una Fan – Fiction di Captain Tsubasa.

Questa è la mia prima fan-fiction che vede come protagonisti i personaggi del mio cartone animato preferito: Holly e Benji-Captain Tsubasa. Non so quanti avranno la pazienza e il coraggio di leggerla, in ogni caso mi piacerebbe avere dei vostri commenti. Il mio indirizzo e-mail è pip...@radiostudio.it

Avvertenze:

1. in questa storia compaiono i nomi originali dei personaggi, mi dispiace se qualcuno non li conosce, ma leggendo si capisce ugualmente

2.spero che  il linguaggio che ho usato non offenda nessuno, ma era necessario ai fini della storia

3.grazie!!!!!!

Personaggi:

_ Takeshi Sawada

_ Kojiro Hyuga

_ Ken Wakashimazu

_ Kazuso Sorimachi

_ Coach Kira

_ Tsubasa Ozora

_ Sanae Nakazawa

_ Hikaru Matsuyama

_ Jun Misugi

_ Yayoi Aoba

_ Coach Kitazume

_….Altri….

 

 

 

Era un tardo pomeriggio autunnale. Gli ultimi raggi di un pallido sole illuminavano il campo sportivo e gli edifici intorno ad esso, proiettando ombre quasi spettrali. Faceva freddo e a quell’ora tutti dovevano essere già andati a casa. Tutti tranne uno. Infatti, nel campo da calcio c’era qualcuno che si allenava in solitudine calciando un pallone dietro l’altro, con tutta la forza che aveva in corpo, all’interno della porta vuota.

" Se ci fosse Wakashimazu in porta, non ne sarebbe entrato nemmeno uno….", pensò il ragazzo dai corti capelli neri abbassando il capo ed emettendo un lungo sospiro sconsolato. " Se solo avessi anche solo un po’ di tutta la forza che ha il capitano, i miei tiri sarebbero più potenti e magari potrei realizzare il mio sogno di diventare un attaccante e non un semplice centrocampista." Questi pensieri non facevano altro che peggiorare lo stato d’animo di Takeshi Sawada. Il ragazzo era già triste e abbattuto per un fatto : quel giorno infatti, il primo Dicembre, era il suo tanto atteso diciottesimo compleanno e nessuno, con l’esclusione dei suoi genitori, era sembrato ricordarsene. Neppure i suoi compagni di liceo o di squadra, che conosceva ormai da 5 anni. Neppure loro due se ne erano ricordati….

" Hyuga-san e Wakashimazu-san ormai hanno altro a cui pensare. Sono studenti universitari e poi non giochiamo più in squadra insieme….", un altro lungo sospiro.

Infatti quell’anno Takeshi aveva giocato da solo nella Toho, la squadra del suo liceo, senza l’appoggio dei due ragazzi che ammirava e stimava di più al mondo : il suo ex capitano, Kojiro Hyuga, e il bravissimo portiere Ken Wakashimazu. Per lui, che era più giovane di quasi 2 anni, i due ragazzi erano sempre stati molto di più di due compagni di squadra ma erano stati due modelli da cui imparare, due idoli….due amici.E ora quei due amici si erano scordati di lui, lo avevano lasciato solo nella squadra della scuola superiore, a subire le angherie del Coach Kitazume e gli scherzi dei compagni di squadra, anche di quelli più giovani di lui. Tutta colpa del suo carattere troppo mite e dolce che nemmeno la dura scuola di Kojiro aveva saputo rafforzare. Aveva sempre voluto bene a quei due ragazzi e ora gli mancavano molto.

Takeshi aveva sofferto molto quell’anno senza di loro e soffriva all’idea che i due amici frequentassero la stessa università e giocassero insieme nella stessa squadra allenati dal vecchio coach Kira, loro allenatore già ai tempi della Meiwa e loro grande maestro. Già, la Meiwa….

Erano passati ormai 8 anni da quando lui e Kojiro si erano incontrati per la prima volta e il ragazzo più grande, accortosi delle capacità del piccolo Takeshi, lo aveva voluto in squadra con lui. Lui, Kojiro e Wakashimazu formavano davvero un trio molto affiatato e la loro collaborazione e amicizia proseguì anche al liceo, nella squadra della scuola, la Toho, vincitrice di tre campionati nazionali di cui uno a pari merito con la Nankatsu di Tsubasa Ozora.

Takeshi calciò in rete. " Il prossimo anno sarò di nuovo con voi, vedrete ! Mi sto impegnando così tanto perché voglio che voi siate fieri di me !".

E così dicendo calciò nuovamente verso la porta vuota ma sta volta successe qualcosa di imprevisto, di inaspettato. Takeshi non si era neanche reso conto che mentre stava per calciare il pallone, pochi istanti prima una figura scura gli era sfrecciata di fianco veloce come il vento, agile come una pantera….Il pallone era finito dritto tra le sue mani e ora lo stava facendo passare da una mano all’altra. Le ombre della sera che intanto era giunta non rendevano possibile distinguere i lineamenti del ragazzo che stava in porta ma Takeshi aveva un presentimento : c’era solo una persona in grado di fare ciò che era accaduto….

" Wakashimazu-san !!!!", urlò il ragazzo sforzandosi di non mettersi a piangere per la felicità.

" Buon compleanno, Takeshi. E’ così che festeggi i tuoi 18 anni !". Non era stato il ragazzo in porta a parlare ma qualcuno alle spalle del sempre più confuso Takeshi.

" ….Hyuga-san…."

" Ciao", disse Kojiro Hyuga sfoggiando uno splendido sorriso. I capelli neri e lunghi erano mossi dalla fredda brezza della sera . Quei profondi occhi neri, quella pelle scura sempre perfettamente abbronzata per qualche dono di natura, quel fisico slanciato e semplicemente perfetto ora nascosto dai jeans strappati al ginocchio e dalla pesante giacca in pelle nera….Sì, Takeshi aveva di fronte il suo amato capitano, non c’erano dubbi.

" Hyuga-san….Capitanoooo !!!!!", Takeshi non riuscì più a trattenersi e scoppiò in lacrime come un bambino.

" Hey Ken, ho l’impressione che la nostra visita sia stata gradita !", disse Kojiro all’altro ragazzo che ora stava vicino a loro sempre tenendo il pallone tra le mani.

" Già. Hei ragazzo…Taki, forza smettila di piangere. Noi siamo venuti qui per farti una sorpresa, non volevamo che tu avessi una crisi isterica !".

" Oh….Wakashimazu-san !", fu tutto ciò che il commosso Takeshi riuscì a dire all’amico che gli stava di fronte. Quando erano insieme, Kojiro Hyuga e Ken Wakashimazu, non si poteva evitare di guardarli. Erano semplicemente bellissimi. Il portiere era qualche centimetro più alto dell’amico attaccante ma come lui aveva un fisico atletico ed era agilissimo grazie agli allenamenti di karate. Quella sera portava i lunghi capelli neri raccolti in una coda di cavallo e sulla testa l’immancabile cappellino da baseball. Indossava un giaccone blu da cui si intravedeva il maglione di lana grigio scuro a collo alto e portava blue-jeans e scarpe da ginnastica nere. Se fisicamente i due amici potevano assomigliarsi, caratterialmente invece erano l’opposto. Infatti Ken era la calma, la pacatezza e la razionalità fatte a persona, mentre Kojiro era impulsivo, aggressivo e irrazionale. Ma ciononostante i due erano come fratelli. Takeshi aveva sempre invidiato il rapporto che c’era tra i due amici più grandi e desiderava ardentemente far parte del loro mondo. Ma come fare ? L’unica cosa che poteva fare lui era allenarsi il più possibile per potere diventare, un giorno, un calciatore di livello superiore, proprio come i due amici.

Takeshi era stato davvero colto di sorpresa, non si sarebbe mai aspettato che Ken e Kojiro sarebbero apparsi lì così all’improvviso proprio mentre stava pensando a loro. Ora doveva smettere di piangere prima di essere rimproverato dal suo capitano ( " Sei un uomo o una donnicciola ?! Smettila di piangere prima che ti prenda a calci nel culo !!"….Quante volte Kojiro gli aveva urlato queste parole ! ) e doveva dire qualcosa.

" Ragazzi, che bella sorpresa ! Era da tanto che non ci vedevamo…Era settembre se non ricordo male !"

" Già", disse Kojiro spostando una ciocca di capelli che il vento gli aveva fatto finire davanti agli occhi, poi continuò : " Oggi il nostro piccolo Takeshi diventa grande e non potevamo mancare, vero Ken ?"

Gli occhi di Takeshi si stavano nuovamente riempiendo di lacrime e dovette fare uno sforzo per non piangere. " Così vi siete ricordati del mio compleanno….Grazie !", disse.

" Certo ! Ce ne siamo mai dimenticati forse ?", gli disse Ken mettendogli una mano sulla spalla. Takeshi voleva urlare per la gioia.

" Scusate….", disse Kojiro, " Non vorrei interrompervi ma io sto morendo di freddo, non so voi ! Che ne dite se ce ne andiamo ?".

" Grande e grosso come sei non riesci a sopportare un po’ di freddo ?!", disse Ken ridendo. Intanto l’espressione di Takeshi si era fatta buia.

" Oh…Ve ne andate già…Capisco .", disse abbassando la testa.

" Certo che ce ne andiamo, ma tu vieni con noi, Taki !", fece Kojiro guardando Ken che intanto annuiva con il capo.

" Con voi ?", gli occhi di Takeshi si illuminarono.

" Sì !", annuì Kojiro e poi diede un’occhiata all’amico più giovane. " Però Taki….Non mi sembra il caso che tu venga vestito così. Ma non stai congelando ?".

Takeshi allora comprese e si guardò : indossava la divisa nera e blu della Toho con pantaloncini e t-shirt a maniche corte. Kojiro aveva ragione, stava davvero congelando ma era così stupito per l’arrivo inaspettato dei due ragazzi che non se ne era accorto….o almeno non fino a quel momento.

" E’ vero, ho freddo", disse stringendosi nelle spalle, " Vado subito nello spogliatoio a cambiarmi !".

" Aspetta", lo fermò Ken, " Che cosa ti metti ?".

" Bè…La tuta da ginnastica…Perché ?", chiese timidamente il ragazzo.

Quell’orribile tuta color verde marcio !? Pensarono allo stesso tempo Ken e Kojiro, allora quest’ultimo disse : " No, senti Taki…Forse è meglio che tu vada a casa e ti metta qualcosa di meglio e magari fatti anche una doccia, ok ?".

" Va bene ma….Perché, dove andiamo ?", Takeshi non capiva.

" E che sorpresa di compleanno sarebbe se te lo dicessimo !?", disse Kojiro ridendo, poi continuò : "Forza, vatti a mettere quella tuta, prendi la tua roba e poi ti accompagniamo a casa tua".

" Oh, grazie !", Takeshi si stava commuovendo di nuovo, " Vuoi che chiami un taxi già che ci sono, Kojiro-san, o prendiamo il pullman ?".

Kojiro e Ken si guardarono sorridendo, poi il primo disse : " No Taki, non ce ne sarà bisogno !". E così dicendo tirò fuori qualcosa dalla tasca della giacca e la fece dondolare davanti agli occhi di Takeshi : erano le chiavi di una macchina a cui era appeso un buffo portachiavi di Keroppi….

 

 

 

" Taki-chan, a che ora pensi di tornare ?", chiese la donna in piedi sulla porta di casa.

" Non lo so mamma, però tu non ti devi preoccupare….Sono con Hyuga-san e Wakashimazu-san !".

E’ proprio questo che mi preoccupa, pensò la donna mentre osservava il figlio attraversare di corsa il piccolo giardino in direzione della Rover 200 nera parcheggiata davanti al cancello. I due ragazzi seduti nei sedili anteriori vedendola le fecero un segno di saluto con la mano e lei ricambiò facendo altrettanto.

" Ma sì….In fondo sono due bravi ragazzi…", disse tra sé la donna mentre guardava la macchina allontanarsi.

 

 

 

" Allora Taki, che cosa ti sei messo ?", chise Ken voltandosi verso l’amico che non potè evitare di arrossire.

" Bè…niente di speciale !", disse Takeshi abbassando lo sguardo. Indossava un paio di jeans chiari, un maglione rosso con sopra cucite le sue iniziali, scarpe da tennis e un giaccone sportivo color beige.

" Ok, sei perfetto !….Hey Kojiro !", disse poi Ken rivolgendosi all’amico al volante. " Qui c’è un caldo infernale, vuoi abbassare sto riscaldamento ?".

" Ma se si sta appena bene ! Non ti lamentare sempre Ken !".

" Non mi lamento, è che ritengo che il problema si possa risolvere facilmente. Ti basterebbe vestirti un po’ di più, metterti un bel maglione di lana anziché startene con la camicia di cotone a dicembre. Vedrai, se ti vesti il freddo passa !".

" Oh, ma che palle !", brontolò Kojiro, " Sei forse mia madre che mi dici come devo vestirmi ? Vuoi per caso prepararmi tu ogni mattina la roba che devo indossare ?!".

" Oh sì figliolo ! Io ci tengo alla tua salute !!".

" Ma piantala, coglione !".

A questo punto i due si guardarono e scoppiarono a ridere. Il povero Takeshi sul sedile posteriore invece era senza parole. In tanti anni che li conosceva, non li aveva mai visti, né sentiti scherzare e ridere su un argomento che non riguardasse il calcio. Allora non li ho mai conosciuti veramente, soprattutto Kojiro….allora è umano anche lui , pensò Takeshi sentendosi all’improvviso a disagio. Poi, come risvegliandosi da un sogno, si ricordò della domanda che voleva rivolgere al suo capitano.

" Hyuga-san…Da quando hai la patente ?".

" Oh…Da quest’estate. Fortunatamente ora ricevo uno stipendio perché gioco a calcio a livello professionistico, così con quei soldi posso aiutare mia madre e i miei fratelli. Con quello che ho risparmiato e con i soldi che guadagno facendo le consegne, ho potuto comprarmi questa macchina… Anche Ken ha preso la patente qualche settimana fa, sai ?".

" Già, ma io mi accontento di guidare il vecchio Maggiolino di mio padre….Non ho manie di esibizionismo come questo qui che quando guida sta macchina sembra voglia dire a tutti . hey gente, guardate quanto sono figo !!".

" La tua è solo invidia !".

" E no, ti sbagli ! Lo sai che solitamente chi compra una macchina potente lo fa perché ha dei forti complessi di inferiorità sessuale o addirittura è impotente !?".

" Ma vaffanculo, dottor Freud !!".

I due ragazzi scoppiarono nuovamente a ridere. Takeshi invece era di nuovo senza parole. "Inferiorità sessuale" ? "Impotente" ? Era la prima volta in assoluto che sentiva parlare di certe cose i due ragazzi… Certo, sapeva che i due non erano due santi ( non era poi così ingenuo ! ) però non li aveva mai sentiti fare battute a sfondo sessuale. Era sempre più abbattuto….Allora non so proprio nulla di loro, continuava a pensare. I suoi pensieri vennero interrotti dalla voce di Kojiro :

" Siamo arrivati, Taki".

Takeshi alzò la testa e guardò fuori dal finestrino. Le strade erano ancora affollate perché erano appena le 8 di sera e le insegne dei negozi e dei locali gli parevano tutte uguali. Poi ebbe un presentimento, qualcosa gli diceva che la loro meta era il locale con una grossa insegna rossa fosforescente sulla porta d’ingresso : LA MASQUE ROUGE. Sebbene non conoscesse il francese, l’insegna rossa a intermittenza a forma di maschera rossa era inequivocabile. Kojiro intanto, dopo avere parcheggiato, spense il motore dell’auto e disse :

" Allora Takeshi, questo è il nostro regalo di compleanno".

" Siamo sicuri che ti piacerà !", disse Ken rimettendosi la giacca, " Sei pronto ?".

Takeshi era sempre più confuso ma anche curioso. Dove diavolo mi hanno portato ? continuava a chiedersi.

" Ok…Andiamo", disse non troppo convinto.

I tre uscirono dall’auto e si diressero verso l’entrata del locale. Il loro passaggio non passò inosservato, furono tante le donne che si voltarono a guardare Kojiro e Ken… a sorpresa anche Takeshi ricevette qualche occhiata , non solo da parte femminile…

Una volta entrati, Kojiro si diresse al bancone dove una biondina dal seno prosperoso accolse l’arrivo del ragazzo con il migliore dei suoi sorrisi.

" Buonasera, ho prenotato una sala a mio nome".

" Oh, certo tesoro. Qual è ?".

" Hyuga".

" D’accordo….Numero di telefono ?".

Kojiro sorrise. " Un’altra volta, bella".

" Peccato ! Comunque vai, i tuoi amici sono già la che ti aspettano", disse la bionda con una smorfia di delusione.

" Grazie !".

"….Non sai cosa ti perdi, tesoro !", gli gridò lei mentre lui andava verso Ken e Takeshi ( che era visibilmente sconvolto per avere assistito a quella scena ). Kojiro sorrise malizioso : " Ti rimpiangerò in eterno….", le disse. Poi si rivolse agli amici : " Su Takeshi. Questa è la tua festa….dopo di te !". Così dicendo fece cenno al ragazzo di entrare in una sala appartata in un angolo del locale. Tra l’altro il locale era molto affollato quella sera, i tavoli erano tutti occupati in prevalenza da coppie di fidanzati ma anche da gruppi di amici. Mangiavano, ridevano, chiacchieravano…tutto come in un ristorante normale. Eppure Takeshi avrebbe giurato che….Ad ogni modo non c’era più tempo per pensare, ormai erano arrivati.

Takeshi era un po’ titubante, che cosa lo aspettava lì dentro ? Si volto verso gli amici e incontrò i loro sguardi rassicuranti, allora si decise e scostò la tenda di velluto viola che faceva da porta….

 

 

 

" BUON COMPLEANNO, TAKESHI !!!!!"

Fu il coro di voci che accolse l’ingresso di Takeshi nella stanza. Il ragazzo era senza parole. Tutto si sarebbe aspettato quel giorno tranne una festa a sorpresa in suo onore. E poi l’idea che tutte quelle persone erano lì per lui, lo riempiva di gioia. Era così felice che temeva di scoppiare a piangere ma cercò di trattenersi.

" Tanti auguri Takeshi !!".

" Buon compleanno !!".

" Adesso sei grande !!".

….Takeshi si sentiva stordito per lo stupore e mormorava timidi ringraziamenti e sorrideva a tutti. Poi gli si avvicinò un uomo, più basso di lui, dall’aria un po’ svanita e con uno strano ghigno stampato sul volto. Teneva in mano un bicchiere colmo di liquore o più probabilmente di sakè, che ingoiò in un colpo solo.

" Avanti ragazzo, non fare il timido ! Non startene lì impalato !", disse l’uomo riempiendosi un altro bicchiere.

" Coach Kira…Anche lei qui !", Takeshi era incredulo. Però il suo vecchio allenatore non aveva torto, doveva fare qualcosa…l’imbarazzo e lo stupore l’avevano portato in stato comatoso !

" GRAZIE !….Grazie a tutti !!", esclamò facendo un profondo inchino e poi si asciugò le lacrime che ormai gli scorrevano liberamente sulle guance. La presenza di Kira non era l’unico motivo di stupore per Takeshi, per lui infatti era incredibile vedere lì in quella stanza molti dei suoi compagni della nazionale giovanile giapponese.

" Siete venuti qui per me…Oh ! Grazie !".

" Dai Taki, non piangere !".

" Oh, Sorimachi…ci sei anche tu !!", disse Takeshi al ragazzo dai capelli marrone e vestito di nero che gli stava porgendo un fazzoletto di carta perché si asciugasse le lacrime. Lui e Sorimachi erano stati buoni amici e compagni di squadra alla Toho ma si erano persi di vista negli ultimi tempi da quando anche il ragazzo era entrato a fare parte della squadra di Kira insieme a Hyuga e Wakashimazu. Erano stati davvero buoni amici loro quattro al liceo e Takeshi desiderava intensamente reinstaurare quel bel rapporto che li legava. Ancora un anno, pensava il ragazzo, ancora un anno e poi andrò all’università e potrò giocare in squadra con voi !

" Vieni Taki !", gli disse Sorimachi tirandolo per un braccio, " Vieni a salutare gli altri !".

" D’accordo !", disse, ma prima di muoversi si voltò verso Kojiro e Ken che stavano sulla sua destra vicino a Kira ( che continuava a bere ) e mormorò :

" Vi ringrazio…Grazie di cuore !".

" Non c’è bisogno che tu ci ringrazi", gli disse Kojiro sorridendo, "Te lo meriti, Taki !".

" Ora vai !", disse Ken che intanto si era tolto la giacca, il cappellino e si era sciolto i capelli. Takeshi sorrise felice mentre si lasciava trascinare da Sorimachi e distribuiva saluti, ringraziamenti e inchini a tutti coloro che gli capitavano davanti. Erano in tanti quella sera e a lui sembrava di sognare.

" Grazie di essere venuto, Tsubasa-san !", disse Takeshi al ragazzo coi capelli corti e neri di fronte a lui. Erano stati rivali per tanto tempo ma lui a differenza di Kojiro non aveva mai considerato il capitano della Nankatsu come un nemico, non ci era mai riuscito. A Hyuga-san deve essere costato molto invitarlo, lui proprio non riesce a sopportarlo, pensò il ragazzo mentre salutava la ragazza a fianco di Tsubasa, Sanae Nakazawa. Chissà se si sono fidanzati questi due ? si domandò. Tsubasa Ozora da sempre era l’avversario numero uno di Kojiro e il ragazzo si era allenato moltissimo in quegli anni per riuscire a batterlo e aveva attraversato anche dei momenti di crisi che lo avevano portato ad abbandonare la squadra provocando le ire dell’allenatore Kitazume. Kojiro era terribilmente impulsivo, orgoglioso e testardo e ce l’aveva messa tutta per battere Tsubasa e ce l’aveva fatta. La Toho quattro anni prima era finalmente riuscita a vincere il suo primo Campionato Nazionale anche se a pari merito con la Nankatsu. Ma i due campionati successivi avevano visto trionfare la sola Toho di Kojiro che era riuscito a dimostrare la sua superiorità sul rivale. L’ultimo campionato era stato vinto ancora dalla Toho ma questa volta orfana del suo capitano e di Wakashimazu e Sorimachi. Takeshi aveva dovuto cavarsela da solo e aveva vinto, dimostrando così le sue grandi capacità. Il ragazzo era impaziente di potere giocare di nuovo con Kojiro, l’ultima volta che aveva potuto farlo era stato in occasione del ritiro della nazionale giovanile quell’estate. Da allora lui, Kojiro, Wakashimazu e Sorimachi si erano potuti vedere solo poche volte perché i tre ragazzi più grandi erano troppo presi dai loro impegni universitari e dagli allenamenti con la nuova squadra.

Poi i pensieri di Takeshi furono interrotti dalla voce del ragazzo dai capelli castani corti e che indossava sei jeans, una camicia bianca e una giacca elegante nera. Il ragazzo sorrideva.

" Come ti senti, Takeshi , ora che sei diventato grande ?".

" Oh….Matsuyama-san , che bello ci sei anche tu ! Sono felice di vederti…Grazie di essere venuto !".

I due ragazzi si strinsero la mano con forza e poi Hikaru Matsuyama presentò all’amico la ragazza dai capelli rossi e lunghi che era lì con lui quella sera.

" Piacere di conoscerti, Nobuko !", disse stringendole la mano, poi chiese a Matsuyama : " Ma….Yoshiko è tornata negli Stati Uniti ?".

Takeshi realizzò solo allora la gaffe che aveva fatto vedendo Matsuyama arrossire e Nobuko guardare di storto il suo accompagnatore.

" Oh…bè…Ci siamo lasciati.", mormorò l’imbarazzatissimo Matsuyama, cercando di sorridere.

" Scusate !", disse seccata Nobuko allontanandosi.

" Nobu…Aspetta !", la chiamò Matsuyama.

" Oh ! Scusami, mi dispiace….Non volevo farvi litigare !!", piagnucolò Takeshi.

" Lascia stare…", disse l’altro ragazzo con un sospiro, " Non le avevo mai parlato di Yoshiko …ed è terribilmente gelosa ! Non ti preoccupare Takeshi. Le passerà…"

" Sono mortificato !"….Takeshi era davvero dispiaciuto di quell’incidente, a volte la sua ingenuità gli faceva dire certe cose prima di riflettere. E poi Matsuyama era un amico, gli dispiaceva veramente….

" Hei Takeshi, non ci starai ancora pensando, spero !?", gli disse Matsuyama con aria di finto rimprovero. Poi continuò : " Ora vai a salutare gli altri. Io vado a parlare con Kojiro così almeno lo allontano da quell’ubriacone !", disse ridendo, " Ci vediamo dopo !".

Takeshi lo vide andare verso Kojiro e ora i due chiacchieravano allegramente….Già, Hikaru Matsuyama e Kojiro Hyuga erano diventati buoni amici in quegli ultimi tempi e la cosa poteva stupire se si pensava che la prima volta che si erano incontrati si erano picchiati .Infatti entrambi avevano uno spirito irruente da tenere a bada e non sempre ci riuscivano. Ad ogni modo i rapporti tra i due col passare del tempo erano migliorati nettamente, grazie soprattutto all’esperienza comune in nazionale. Ora anche Hikaru giocava in una squadra di professionisti e Takeshi non vedeva l’ora di poterlo affrontare nuovamente sul campo. Mentre i due ragazzi parlavano, Wakashimazu si intratteneva in un angolo con Coach Kira , che continuava a bere senza però presentare segni di ubriachezza. I due ridevano di gusto e Takeshi si domandava come Ken e Kojiro facessero ad andare così d’accordo con quell’uomo che a lui invece metteva inquietudine. Poi all’improvviso si rese conto che anche Wakashimazu teneva in mano un bicchiere pieno di qualcosa che solo uno stupido poteva scambiare per the freddo.

" Wakashimazu-san…", mormorò.

Poi si girò verso Kojiro e - orrore ! – vide che il suo capitano stava fumando, e anche Matsuyama si stava accendendo una sigaretta.

" Capitano…", aveva quasi urlato sta volta. Sorimachi, che era ancora vicino a lui, lo guardò con aria interrogativa.

" Ti senti male ?", gli chiese.

Takeshi non rispose e andò verso Kojiro.

" Capitano !", esclamò davanti al ragazzo, " Che cosa stai facendo !?".

L’amico dai lunghi capelli neri lo guardò, poi disse :

" Oh, Taki, scusa….Che maleducato sono stato. Tieni, ne vuoi una ?", così dicendo gli porse il pacchetto di Philip Morris Super Light che aveva in tasca. Takeshi lo guardò stupito.

" No capitano !!", disse rifiutando le sigarette, " Capitano che fai ?! Lo sai che ci è proibito fumare e poi…guarda là ! Wakashimazu-san sta…sta bevendo !!", disse con una smorfia di disgusto. Kojiro guardò l’amico in compagnia del vecchio Kira, poi disse :

" Lo vedo", e tirò una boccata dalla sigaretta soffiando poi il fumo in faccia a Takeshi che cominciò a tossire .

" Capitano ! E’ proibito e poi…non abbiamo ancora 21 anni !!", stava quasi piangendo.

" Lo so", fece Kojiro. Poi sospirò e disse : " Avanti Taki, rilassati. Non succede niente se ogni tanto beviamo un goccio o fumiamo una sigaretta, e poi guarda", gli disse porgendogli il pacchetto, " Sono leggere. Taki, non ci stiamo uccidendo….Guardati intorno, credi che siamo giocatori di calcio o tutti aspiranti suicidi ?".

Takeshi diede un’occhiata in giro e si rese conto che più o meno tutti in quella sala, fatta eccezione di Tsubasa e della devota Sanae e di un’altra coppia, stavano bevendo alcolici o fumando sigarette.

" Già….Forse hai ragione tu, capitano", disse il ragazzo con un timido sorriso e guardando in direzione di quella coppia che stava parlando con Tsubasa e Sanae.

" Vai a salutarli", gli disse Kojiro.

Takeshi ubbidì subito e andò verso il ragazzo dai capelli marrone corti che indossava una felpa blu e un paio di jeans che stava insieme alla ragazza coi lunghi capelli di uno strano colore biondo-arancione e che indossava un buffo vestito rosa ( sia lei che Sanae avevano davvero poco gusto nel vestire…a differenza della ragazza che stava con Matsuyama. Un vero schianto anche se un po’ volgare, pensò Takeshi. La cercò con lo sguardo e la vide intenta a civettare con un ragazzo molto alto e grosso come un armadio e con l’amico di lui, un tipo piccolino con la faccia da bambino nascosta dai lunghi capelli castani. Si è ripresa in fretta, pensò ).

" Sono contento di vederti, Misugi-san ! Ciao Yayoi, come state ?", disse Takeshi ai due eterni fidanzati.

" Oh, buon compleanno Takeshi !", gli dissero in coro i due scambiandosi poi una tenera occhiata. Poi parlò Jun Misugi : " Ancora pochi mesi e poi potremo vederti giocare nel nostro campionato, non è così?".

" Già…ancora pochi mesi !", disse Takeshi. Sebbene Jun Misugi non potesse più giocare a calcio a livello agonistico a causa dei suoi problemi al cuore che non accennavano a sparire, rimaneva comunque nel mondo del calcio aiutando l’allenatore della nazionale giovanile in cui comunque continuava a vestire la maglia numero 24. A Takeshi lo sfortunato capitano della Musashi era sempre piaciuto perché era calmo, riflessivo e saggio e lo ammirava moltissimo per il suo coraggio e forza di volontà. Invece tra il giovane calciatore cardiopatico e il suo impetuoso capitano non era mai corso buon sangue, anche perché a causa di quel ragazzo anni prima aveva abbandonato la Toho e aveva rischiato di essere così cacciato dal Coach Kitazume e saltare la finale del campionato contro la Nankatsu di Tsubasa. Povero Hyuga-san, stare nella stessa stanza di Tsubasa e Misugi…. Pensò Takeshi mentre prendeva commiato da Misugi e la fidanzata per andare a salutare il resto degli ospiti.

Andò quindi dal ragazzo grosso come un armadio, coi capelli neri corti dritti sulla testa e dalla pelle scura che indossava degli abiti che sembravano troppo stretti per la sua mole. Con lui c’era il suo fedele amico molto più piccolo di lui e dello stesso Takeshi, i cui abiti invece sembravano troppo larghi per le sue dimensioni. Tra i due ragazzi stava Nobuko che fumava una sigaretta e sorrideva maliziosa ma continuava a guardare verso il suo cavaliere perduto, Matsuyama, che intanto parlava con Hyuga, Wakashimazu e Kira, che sorprendentemente non era ancora ubriaco.

" Jito-san, Sano-san ! Sono felice di vedervi, grazie per essere venuti !!".

" Non potevamo mancare, piccolino !", disse il grosso Hiroshi Jito dando vigorose pacche sulla schiena di Takeshi che non poté fare a meno di tossire.

" E poi qua si incontra un sacco di bella gente !", disse Mitsuro Sano ammiccando a Nobuko. Takeshi sorrise imbarazzato. Quei due ragazzi erano così diversi eppure erano amici inseparabili. Giocavano insieme nella Hirado ai tempi del liceo e giocavano ancora insieme nella nuova squadra. I due poi cominciarono a ridere come pazzi e Takeshi ne approfittò per allontanarsi.

Andò allora dai due ragazzi identici vestiti di verde e coi denti sporgenti che somigliavano di più a due elfi che a due esseri umani.. I due erano intenti a svuotare il ricco buffet allestito al centro della sala e a fare battute poco carine su Sanae e Yayoi. Takeshi diede qualche colpo di tosse per avvertirli della sua presenza ma invano perché furono coperti dalla musica e dalle risate dei due. Takeshi allora fece un respiro profondo per raccogliere fiato ed urlò :

" Salve !!".

I due fratelli si voltarono.

" Oh !…Ciao Takeshi….Auguri !", disse Kazuo Tachibana a bocca piena.

" Auguri !", disse il fratello Masao sputacchiando….Non era certo un bello spettacolo.

 

 

 

Dall’altra parte della sala, Hikaru Matsuyama aveva osservato la scena e disse a Kojiro : " Ma perché hai invitato quei due mostri ?".

" Infatti non l’ho fatto", disse il ragazzo bevendo un sorso di vino bianco frizzante che aveva nel bicchiere, " Si sono autoinvitati. Quel coglione di Tsubasa deve avergli detto della festa, così hanno avuto la bella idea di venire !".

" Quanto ti è costato invitare Tsubasa Ozora a questa festa, eh Kojiro ?", chiese Matsuyama ridendo.

" Tanto, Hikaru…Tanto !…", fece il ragazzo con la più cupa delle espressioni in volto.

" E cosa mi dici di Jun Misugi, Kojiro ?", chiese Kira con il suo solito ghigno diabolico sul volto e ancora perfettamente sobrio nonostante l’enorme quantità di alcool già ingoiata.

" Lasciamo stare se no qui la serata finisce male !!", sibilò a denti stretti.

" Eh, eh, eh !!", sogghignò Kira, " Bravo ragazzo, è così che mi piaci ! Sempre incazzato, sempre pronto alla rissa….una vera tigre ! Brindiamo !", e così dicendo svuotò un altro bicchiere. I tre ragazzi alzarono i bicchieri in segno di brindisi ma non bevvero, continuavano a guardare Takeshi che, sebbene un po’ impacciato, se la sapeva cavare benissimo e chiacchierava e rideva con tutti gli invitati. Ora stava parlando con Shun Nitta che era venuto insieme alla ragazza, una tipetta carina di nome Kioko anche se un po’ strana per via dei capelli corti viola sparati sulla testa e l’anello al naso. I due formavano comunque una bella coppia ed erano simpatici. C’erano poi alcuni compagni della Toho e qualcuno si era portato la ragazza. Insomma, si poteva tranquillamente dire che la festa era riuscita e la serata era piacevole : il posto era bello, il cibo era buono e la sala era grande abbastanza per potere ballare. Tutto era perfetto e Kojiro era soddisfatto (…anche se era costretto a sopportare quella ridicola musica da discoteca…). Il ragazzo guardò l’orologio e si stupì nell’appurare come il tempo passasse in fretta : era quasi mezzanotte ormai.

" Mi sa che è ora di dare il regalo a Taki", disse. Wakashimazu annuì.

Kojiro svuotò il bicchiere e tirò l’ultima boccata alla sigaretta, poi andò verso Takeshi che stava chiacchierando con Misugi. Kojiro si trattenne dal rivolgere una smorfia di disprezzo verso il ragazzo malato di cuore e sfoggiò un ampio sorriso.

" Taki", disse appoggiando una mano sulla spalla del ragazzo. Takeshi lo guardava con i grandi occhi pieni di adorazione.

" Dimmi capitano !".

" Vieni, c’è una cosa che vorremmo darti".

" …Oh, sì !", disse il ragazzo entusiasta. Seguì Kojiro fino all’impianto stereo che sparava musica a tutto volume in un angolo della stanza. Che schifo, ma perché bisogna ascoltare sta musica….pensò il ragazzo mettendo una mano nella tasca della giacca afferrando una musicassetta che teneva dentro….Marilyn Manson, " Antichrist Superstar"…. " Quasi quasi metto questa…Così è la volta buona che Misugi ci rimane secco…", mormorò a bassa voce. Poi abbassò il volume e tutti coloro che stavano ballando si fermarono bruscamente e guardarono Kojiro con aria scrutatrice. Il ragazzo sorrise e Takeshi se ne stava al suo fianco tutto contento ma anche molto curioso. Kojiro si schiarì la voce con alcuni colpi di tosse sentendosi un po’ imbarazzato, poi parlò :

" Scusate se vi ho interrotto ma penso sia giunto il momento di dare il regalo a Takeshi".

" Un regalo….per me ?", esclamò il ragazzo al colmo dello stupore, " Ma Hyuga-san…Credevo che la festa fosse il regalo, non dovevate disturbarvi ! Io…io….". Kojiro, temendo che l’amico incominciasse a piangere, gli afferrò una spalla e si affrettò a continuare.

" E’ vero Taki. Questa festa è il regalo per il tuo compleanno, però tu ti meriti anche qualcos’altro…". Kojiro guardò verso Wakashimazu che annuì e uscì dalla stanza. Takeshi si guardò intorno confuso e notò che tutti gli stavano sorridendo.

" Hyuga-san….", stava per piangere.

" Zitto", disse Kojiro portandosi l’indice davanti alle labbra.

In quel preciso istante le luci si spensero e nessuno fiatava. In sottofondo si sentiva solo il rumore proveniente dal locale….Poi la tenda si scostò ed entrò nella sala qualcosa che emetteva luce e che avanzava in direzione di Takeshi. Quando si fermò davanti al ragazzo, tutte le persone presenti nella sala cominciarono a cantare :

" TANTI AUGURI A TE….TANTI AUGURI A TE…"

Poi le luci si accesero e Takeshi si trovò di fronte un’enorme torta di compleanno con 18 grosse candeline. Il ragazzo piangeva per la gioia e per la sorpresa e si voltò verso Kojiro che, imbarazzatissimo, stava cantando anche lui. Poi il coro finì e tutti batterono le mani.

" Dai, soffia Takeshi !!"

" Su, spegnile tutte !!"

" Esprimi un desiderio !!"

Dicevano. Takeshi tentava di asciugarsi gli occhi con la manica del maglione e poi, dopo essersi riempito i polmoni d’aria, soffiò il più forte possibile e spense tutte le candeline.

" E’…il com –sniff- pleanno…più –sniff- bello…della mia –sniff- …vita….GRAZIE !!!", disse tra un singhiozzo e l’altro. Takeshi era talmente confuso ed emozionato che fino a quel momento non aveva notato la splendida ragazza dai lunghi capelli neri e ricci che gli sorrideva suadente da dietro la torta. Era stata lei a spingere il carrello con il dolce all’interno della stanza.

" Buon compleanno, tesoro !!", disse sempre sorridendo muovendo alcuni passi in direzione del ragazzo che era rimasto semplicemente senza parole. Guardò la ragazza e avvampò in preda all’imbarazzo totale nel vedere com’era vestita….o forse sarebbe stato meglio dire svestita ? Fatto sta che la ragazza indossava un reggiseno e delle mutandine nere in pizzo, delle calze a rete autoreggenti, scarpe coi tacchi a spillo vertiginosi e per completare il tutto, aveva due lunghe e buffe orecchie da coniglio bianche che sbucavano dai riccioli neri e un altrettanto buffo codino bianco sul didietro. Takeshi non sapeva cosa pensare, né tanto meno cosa dire. Nelle orecchie sentiva solo il rumore delle risatine degli amici e i battiti del suo cuore che gli martellavano contro il petto e….Oh Dio, no !….Non lì davanti a tutti !! L’imbarazzo di trovarsi in quella situazione era tale che non sapeva se scappare o mettersi a urlare.

Non ebbe il tempo di fare né l’una, né l’altra cosa perché l’audace coniglietta lo afferrò per i capelli, lo spinse verso di sé e incominciò a baciarlo con ardore….con una passione tale che Takeshi provava per la prima volta in assoluto nella sua vita. Si lasciò completamente andare e la baciò anche lui con passione scoprendosi capace di fare cose che non aveva mai sperimentato prima d’ora. Quel momento fantastico però venne presto interrotto da un bagliore improvviso che fece voltare Takeshi bruscamente.

Non gli ci volle molto per capire cosa era successo. Kojiro se ne stava a pochi passi da lui e la coniglietta e teneva in mano una macchina fotografica. Era stato il bagliore del flash a disturbarlo.

" Un ricordo per i posteri !", disse Kojiro. Poi tutti cominciarono a battere le mani e a fare apprezzamenti sulla performance del ragazzo.

" WAOOOO !!!", disse la coniglietta incredula.

Takeshi era così confuso…In quel momento riuscì solo a ringraziare il cielo per avere indossato quel maglione lungo e largo e i jeans non troppo stretti quella sera….

 

 

 

" Questo puoi considerarlo un regalo da parte mia e di Kojiro !", disse sorridendo Ken Wakashimazu appoggiando un braccio sulla spalla dell’amico e complice. Kojiro Hyuga annuì e poi i due amici guardarono Takeshi soddisfatti.

Il ragazzo guardava i due con occhi sbarrati, non sapeva cosa dire….Poi guardò la coniglietta che gli sorrideva ancora. Che carina ! Pensò. Lei allora gli diede un bacio sulla fronte e gli mormorò all’orecchio:

" Io mi chiamo Atsuko….Stacco alle quattro, se ti va….chiedi di me !".

Niente, le parole proprio non gli uscivano dalla bocca. Fece cenno di sì con la testa anche se non era del tutto sicuro a cosa stesse annuendo. Le sorrise con aria inebetita e lei ricambiò il sorriso dandogli una carezza sulla guancia rossa per l’imbarazzo.

" Ciao !", gli disse e poi uscì saltellando dalla stanza. Takeshi si riprese di colpo. All’improvviso l’imbarazzo svanì e incominciò a ridere di gusto e si voltò verso i due ragazzi colpevoli dell’accaduto.

" Voi due…", disse con un sorriso diabolico in volto che era una novità in lui, " Voi due ! Me lo dovevo aspettare….Grazie ! Ho gradito molto la sorpresa !".

" Ma le sorprese non sono finite, ragazzo !", era stato Kira a parlare. Si era avvicinato ai suoi due pupilli dai lunghi capelli neri e a loro tre si era unito anche Sorimachi. Sorridevano tutti e quattro e Takeshi, nuovamente confuso, si domandava cosa avessero in mente. Allora notò il pacco regalo che il vecchi Kira ( inspiegabilmente non ancora ubriaco ) teneva tra le mani.

" Questo è da parte mia e da parte di questi tre bastardi qua !", disse l’uomo con un ghigno, " Aprilo !".

Takeshi era titubante…Temeva di trovarci dentro un’intera collezione di Play Boy vista l’esperienza di pochi minuti prima, e non era preparato a nuove emozioni forti….Teneva il pacco tra le mani e valutò che era troppo leggero per contenere delle riviste, e allora cosa….una bambola gonfiabile forse ?".

" Aprilo !!", dissero i quattro in coro.

Allora Takeshi si decise, pronto a sopportare una nuova situazione imbarazzante, e incominciò a scartare il pacchetto. Una scatola….La aprì….

" …Che cos’è ?…", chiese prendendo in mano il contenuto. Una maglia…Blu. La aprì e si trovò davanti il proprio nome, SAWADA, stampato a lettere bianche e sotto di esse un numero….il suo numero….il 15 ! Poi voltò lentamente la maglia con mani tremanti e le sue speranze trovarono la risposta, la conferma tanto desiderata….TIGERS .

" …Coach Kira…Lei…", stava di nuovo piangendo.

" La mia squadra ha bisogno di un bravo centrocampista come te", disse l’uomo, " Quella maglia ti spetta di diritto e noi ti aspettiamo con impazienza, ragazzo !".

" E’ stata un’idea di Kira !", disse Kojiro.

" …Bè…", mormorò l’uomo imbarazzato, " Te l’ho detto, te lo meriti !".

" Oh !….Coach !!!!", Takeshi non si trattenne più e strinse in un caloroso abbraccio di ringraziamento il futuro allenatore. Tutti nella sala applaudirono e si congratularono con il ragazzo ancora in lacrime per la gioia. Kira, rosso in viso per l’imbarazzo perché non abituato a certe dimostrazioni d’affetto, si liberò dall’abbraccio del ragazzo e gli disse : " Sono sicuro che con te, Hyuga, Wakashimazu e Sorimachi, nessuno sarà in grado di batterci !".

Takeshi annuì poi , lasciandosi trascinare da un impeto di felicità, abbracciò il suo capitano.

" Hyuga-san…Grazie !!".

" Oh…Taki. Non c’è bisogno che tu…", Kojiro era imbarazzatissimo, tutti ridevano, Takeshi piangeva e poi ci fu un bagliore improvviso. Wakashimazu aveva scattato una foto e stava ridendo di gusto.

" …Un altro ricordo per i posteri !!", disse.

" Questa non la faremo vedere a nessuno…", mormorò all’orecchio di Ken dopo essersi liberato dalla stretta di Takeshi. Il ragazzo intanto stava ancora contemplando la maglia che stringeva tra le mani, quando una voce chiamò il suo nome.

" Hei, Takeshi !!", urlò Hikaru Matsuyama.

Il ragazzo fece appena in tempo ad afferrare l’oggetto che l’amico più grande gli aveva lanciato prima di riceverlo direttamente in faccia….Per farlo però aveva dovuto lasciare la preziosa maglia che ora giaceva ai suoi piedi.

Un pallone da calcio, Matsuyama gli aveva lanciato un pallone da calcio.

" Quello è un pensiero da parte di noi tutti !", disse il ragazzo che aveva nuovamente Nobuko al suo fianco. Takeshi guardò il pallone e si accorse delle scritte che le lacrime gli avevano impedito di vedere prima. Erano le firme di tutte le persone presenti quella sera alla sua festa.

" Oh ! Che gentili….Vi ringrazio di cuore !!!". Takeshi si asciugò le lacrime con il palmo della mano e fece un profondo inchino di ringraziamento. Poi raccolse la maglia e se la strinse forte al petto insieme al pallone. Non avrebbe dimenticato quella serata per molto tempo, di questo era sicuro….

 

 

 

" Kojiro ! Dove stai andando ?", chiese Matsuyama all’amico che stava uscendo dalla sala, dove la festa era già ripresa da un pezzo.

" Sto andando al cesso….Ti turba ?", disse Kojiro voltandosi e facendo una smorfia.

" Oh ! Posso accompagnarti Hyuga-san ? Potrei darti una mano io….Capitano !", disse Matsuyama imitando alla perfezione la voce di Takeshi. Kojiro si fece una risata.

"….Coglione !", disse, " Ringrazia che Takeshi non ti ha sentito !!". Infatti il ragazzo era impegnato al centro della pista dove la ragazza di Nitta, Kioko dai capelli viola, gli insegnava a ballare ma con scarso successo visto che il ragazzo era troppo impacciato. Kojiro sorrise nel vedere la buffa scena, poi uscì.

La sala era affollata e a quell’ora la "Masque Rouge" non era più un semplice ristorante…Infatti, più o meno ovunque, si potevano ammirare ragazze nude o in procinto di spogliarsi, che ballavano muovendosi al ritmo di una suadente musica orientale. Kojiro si guardò intorno e sogghignò. Quasi quasi rimango qui, pensò. Poi scosse la testa e si incamminò verso il bagno ma improvvisamente qualcosa lo fermò e lo fece tornare sui suoi passi. Una voce…una voce a lui familiare che proveniva da dietro un separè molto appartato. Alla voce dell’uomo si unirono le risate di una…no, due ragazze che era evidente stessero intrattenendo l’uomo.

" Questa voce…", Kojiro se ne stava immobile all’infuori del separè e sentiva il sangue pulsargli forte nelle vene. Quello che prima era solo un dubbio, ormai era una certezza.

" Questa voce….", Kojiro non ce la fece più a trattenersi e con uno scatto di rabbia spalancò la porta scorrevole del separè.

" Tu ! Brutto bastardo !!!!", urlò, " Speravo di non doverti vedere mai più e invece ti trovo qui. Ma vuoi proprio rovinarmi la vita !!!".

Coach Kitazume si alzò di scatto facendo così cadere a terra le due ragazze che stavano sopra di lui. Lo stupore era stato tale che l’uomo non aveva fatto in tempo né a coprirsi, né a tirarsi su i pantaloni. Kojiro lo guardava con un’espressione che era un misto di rabbia, disgusto ma soprattutto divertimento.

" ….Kojiro Hyuga…!!!!".

" Kitazume, mi fai schifo !".

" Hyuga ! Un po’ di rispetto !!".

" Rispetto per te, brutto porco ? Ma non ti vergogni ? Queste due potrebbero essere tue nipoti ! Pedofilo !!". Kojiro puntava il dito contro il vecchio allenatore che intanto si stava sistemando i pantaloni e le due ragazze guardavano divertite la scena credendo di assistere a una scenata di gelosia tra una coppia di gay.

" Cosa ci fai qui, Hyuga ?!".

" Che cosa ci fai tu qui, vecchio porco ! La signora Kitazume è al corrente di questi tuoi innocenti passatempi ?".

" Insolente ! E poi chiamami COACH !!!!"

" Ma vaffanculo !!", così dicendo Kojiro si volta per uscire . Era meglio andarsene prima di esplodere e scatenare una rissa in luogo pubblico.

" Hyuga ! Torna subito qui !!", l’uomo si era così avvicinato a Kojiro e lo seguiva a pochi passi di distanza. Il ragazzo riusciva ormai a stento a mantenere la calma, sentiva che stava per esplodere.

" Hyuga ! Ho sempre odiato la tua indisciplinatezza, la tua arroganza, la tua aria da ribelle e soprattutto ….la tua faccia da cazzo !!!! Sei solo un presuntuoso, uno sbruffone, Hyuga ! Per me non sei altro e sarai sempre una mezza seg…AAHHHH !!!!". Kitazume non aveva fatto in tempo a completare l’ultima frase che Kojiro l’aveva atterrato con un pugno violento nello stomaco.

" Bastardo ! Non ti azzardare mai più a parlarmi in questo modo !!".

Kitazume si contorceva a terra dal dolore e l’altra gente presente nella sala, osservava la scena divertita.

" ….Ough….Come hai osato !….Ough…Oh !!!!".

Kojiro osservava il vecchio e odiato allenatore contorcersi sul pavimento e la cosa gli dava anche un certo piacere.

" Mi hai sempre fatto schifo, Kitazume !".

" ….Ough…."

Kojiro lo guardò ancora per alcuni istanti , non senza provare una certa soddisfazione per il risultato della sua azione. Poi si girò e se ne andò in bagno. Quando tornò indietro passò di nuovo accanto a Kitazume che si stava ancora contorcendo per il dolore. Il ragazzo non potè fare a meno di dargli un calcio.

" Ough ! ….Vigliacco !!!".

" Ops ! Mi scusi signore, non l’avevo vista !", poi se ne tornò tutto contento nella sala della festa.

Matsuyama e Wakashimazu, vedendo l’espressione di puro godimento stampata sulla faccia dell’amico, gli si avvicinarono.

" Allora, che hai visto lì fuori di così interessante ?", chiesero.

" Oh !", fece Kojiro, " Voi non immaginate neanche CHI ho visto là fuori !".

" Chi ???".

" Ecco, io stavo andando…."

Kojiro non potè terminare la frase perché fu interrotto da un urlo selvaggio e da un gran rumore provenienti dalle sue spalle.

" Ti ho trovato Hyuga ! Bastardo !!!".

Era Kitazume che si era miracolosamente ripreso e ora stava in piedi su un tavolo e con gli occhi iniettati di sangue, puntava minacciosamente un dito verso Kojiro.

Tutti nella sala si fermarono e si zittirono. Kojiro impallidì. Wakashimazu si trattenne a stento dal vomitare e veniva sorretto, in preda ai conati di vomito, da Matsuyama. Sorimachi cacciò un urlo di puro terrore. Takeshi gridò e si mise a piangere.

" Cosa sta succedendo !?", si domandavano tutti allarmati.

" Ma ! Quello è l’allenatore della Toho !", esclamò Tsubasa Ozora e inchinandosi disse : " Buona sera, signore !".

" Ma vuoi stare zitto, coglione !", gli urlò Kojiro lanciandogli un posacenere in testa, " Tu e le tue buone maniere mi fate vomitare !!!".

" Oh ! Tsubasa caro !!", urlò Sanae soccorrendo il fidanzato svenuto a terra.

"….Sanae…ehm….Sanae, scusami", disse Yayoi poggiando una mano sulla spalla dell’amica, " Scusa ma…non trovi sia un po’ troppo sfacciato palparlo così…Il povero Tsubasa è svenuto !".

" Lo so Yayoi, ma dimmi quando cavolo lo posso palpare questo !? Devo approfittarne !".

" Oh ! Se le cose stanno così, fai pure Sanae…Ecco, ti copro io !".

" Sei un’amica Yayoi, grazie !".

" No, non ringraziare me, ma Hyuga-san ! Se lui non avesse steso Tsubasa ora voi due stareste ancora parlando di Roberto, della sua carriera calcistica e del Brasile !!".

" Oh !", Sanae scoppiò a piangere, " Grazie, Hyuga-san !!".

Kojiro aveva sentito la ragazza ma non si girò perché paralizzato dalla paura, quel vecchio mostro lo terrorizzava davvero. Fu però un’altra voce ben nota e impastata dall’alcool ( ormai aveva avuto effetto ) a risvegliarlo.

" Kojiroooo!!! – hic – Che fai, hai paura ? – hic – Non fare la donnicciola…Tu sei una tigre ! Tira fuori la grinta –hic – Ricordati dei miei allenamenti nel porto di mare sotto il sole cocente ! E’ grazie a me – hic- se ora hai quel fisico e quell’abbronzatura !!! Dai tigre – hic – spaccagli il culooooo !!!!!".

Il povero vecchio Kira, dopo lo sforzo fatto per incoraggiare il suo pupillo, non si resse più in piedi e cadde a terra battendo la testa contro un tavolo.

" E’….è morto ?", chiese Kojiro.

Wakashimazu scosse il corpo inerme dell’allenatore per accertarsi che fosse ancora in vita.

" Russa….", disse a Kojiro.

" Bene….", il ragazzo ora guardava dritto negli occhi quel demone dai capelli arancioni ( un parrucchino ? ) che stava sul tavolo davanti a lui.

" Oh Hyuga !", esclamò il demone, " Tu e quell’ubriacone mi avete sempre rotto i coglioni con sta storia della tigre ! E i tuoi compagni, quel branco di teste di cazzo, ti hanno sempre seguito, ascoltato e obbedito come se fossi il loro unico dio . Mentre io, il loro COACH, non valevo nulla per loro….Tutto per colpa tua, Hyuga !!!!".

" Le verrà un infarto".

" Cosa ?".

" Se non si calma, le verrà un infarto", disse Kojiro.

" Insolente !", urlò Kitazume, " Tu sei un mostro ! I tuoi compagni…loro ti hanno sempre preferito a me e non l’ho mai tollerato. Loro ti veneravano e quel….Ecco ! Quel ragazzo laggiù è la prova vivente di ciò che dico !". Così dicendo, indicò Takeshi che stava ancora piangendo sostenuto da Sorimachi.

"….Io ?!?", singhiozzò il ragazzo.

" Sì tu, Sawada ! Lo sappiamo tutti che stravedi per questo capellone qui e che tieni una sua foto nell’armadietto. Confessa ! Lui ti ha completamente stregato, se lui te lo chiedesse saresti disposto a leccargli le scarpe !! Non è vero Sawada ? Confessa !!".

Le urla di Kitazume avevano terrorizzato non solo il povero Takeshi, che piangeva sempre più forte, ma anche tutti gli altri presenti nella stanza.

" …Io….Io…", le uniche parole che Takeshi riuscì a pronunciare.

" Sì Sawada ! Lui ti ha traviato, guardati !! Mi dai il volta stomaco ! Ti ho visto, sai, quando sono entrato… Stavi ballando con quella troia dai capelli viola !".

" Ma vai a farti fottere, vecchio stronzo !!", urlò Kioko, pronta a scagliarsi contro Kitazume, ma Nitta la fermò in tempo.

" Ma sì !", continuò Kitazume, ormai vaneggiava come un pazzo. " Ma sì ! Qui siete tutti quanti dei degenerati, non siete più calciatori ! Io sono il solo uomo d’onore. Io…".

Il vecchio pazzo non poté finire di dire la sua serie di cazzate perché qualcuno lo colpì con una violenza tale da fargli mancare il respiro.

" Ora basta ! Stai zitto !", urlò Wakashimazu ancora in posizione d’attacco, pronto a sferrare un nuovo colpo di karate. " Mi hai rotto le palle con le tue stronzate ! Non se ne può più !".

" Wakashimazu…Porta rispetto…Ough !", riuscì a mormorare Kitazume tra i rantoli di dolore.

" Zitto ho detto !", urlò Wakashimazu von ferocia.

" Sì, zitto !!", sta volta era stato Takeshi a urlare, ormai in preda all’isteria. " Stai zitto – sniff – e poi … che cacchio te ne frega se tengo una foto del mio capitano nell’armadietto !!!".

Kojiro, sentendo quelle parole, non si trattenne e andò in un angolo a vomitare, sorretto da Matsuyama che gli teneva la testa. Intanto Kitazume si era miracolosamente messo in piedi e disse :

" Sawada ! Ricorda che quel criminale non è più il tuo capitano, chiaro ?! E io sono il tuo coach…. Porta rispetto !!!".

" Oh, ma vaffanculo te e il tuo rispetto !", urlò Takeshi suscitando così il consenso generale e meritandosi quindi gli applausi di tutti ( Kojiro compreso ), con l’esclusione di Kira – ancora addormentato- Tsubasa – ancora svenuto- e Sanae – troppo impegnata a togliere la camicia del ragazzo per accorgersi di cosa stesse accadendo.

" Sawada ! Come hai osato !!", sbraitò Kitazume con gli occhi infuocati fuori dalle orbite. " Questo ti costerà molto caro, da questo momento non fai più parte della Toho !!!".

" E chi se ne fotte ! Se non lo vuoi tu, ce lo prendiamo noi !", era stato Sorimachi a parlare e ora lui, Kojiro, Ken e Takeshi guardavano il vecchio Kitazume con aria incazzatissima e più che minacciosa. La tensione era tangibile e il silenzio opprimente. Poi improvvisamente dei colpi, qualcuno stava battendo le mani e si faceva strada tra i presenti, che intanto si erano comodamente seduti per godersi meglio lo spettacolo. Questo qualcuno era Jun Misugi , per una volta tanto senza Yayoi appiccicata perché ancora intenta a coprire Sanae ( " Sanae, ora basta, qualcuno potrebbe vederti !" – " Oh Yayoi, zitta ! Se non ne approfitto e lo violento adesso, mi dici quando mai potrò fare queste cose con lui !?" – " Oh, hai ragione Sanae. Continua pure" _ " Grazie, sei un’amica !" ).

Misugi si mise proprio in mezzo alle due parti avversarie e , ancora battendo le mani per richiamare all’ordine , esclamò :

" Ora basta litigare ! Perché non provate a calmarvi e a discutere con tranquillità ? Vedrete che poi tutto si sistemerà e …. Aahhhh!!!". Misugi inspiegabilmente si accasciò al suolo, premendosi le mani contro il petto.

" Yayoi….Dove sei….Le pillole !!!".

Ma Yayoi non poteva sentirlo perché ormai era troppo presa dallo spettacolo che Sanae e l’inconsapevole Tsubasa stavano offrendo, per accorgersi che il suo amato Misugi stava morendo in preda a un attacco di cuore.

" Misugi ?…. Ti senti forse poco bene ?", domandò Kojiro avvicinandosi al ragazzo che respirava sempre più a fatica a causa del dolore.

" Kojiro….Cerca Yayoi….fatti dare le pil…Oohhh !!!".

" Scusa Misugi, non ho capito. Cos’è che mi devo fare dare ?".

" Le….pillo….Ooohhhh !!! Aahhh !!!".

" Io non ti capisco".

" Kojiro, ma sei un sadico !", gli disse Matsuyama che rideva come un pazzo.

" Ripeti Misugi. Cos’è che vuoi…le pile ?".

" ….Oooohhh !!!…."

" Come ?".

" ….."

Misugi non rispose. Era svenuto ? Era morto ? Per accertarsene Kojiro si chinò su di lui e incominciò a schiaffeggiarlo con forza. Kitazume guardava inorridito, tutti gli altri invece guardavano divertiti e qualcuno partecipò pure al pestaggio, fino a quando Kojiro disse :

" Ora basta ragazzi. Vi ringrazio della collaborazione ma non è corretto prendersela in questo modo con uno che è più morto che vivo…. Hikaru !!".

" Eccomi Kojiro !".

" Chiama un’ambulanza. Assicurati che all’ospedale lo rimettano a nuovo e poi quando sarà guarito, riprenderemo il divertimento. Siete d’accordo ?".

Tutti annuirono.

" Oh ! come sei saggio Hyuga-san !", esclamò Takeshi.

" ….Grazie. Ora muoviti Hikaru. Prima che muoia….", disse Kojiro, soddisfatto di essersi preso quella piccola rivincita sul tanto odiato ragazzo cardiopatico. Ma ora Kojiro aveva altro a cui pensare, era infatti giunto il momento di gustarsi una volta per tutte la vendetta sul coach Kitazume. La paura che fino a poco prima gli impediva di agire, lo aveva finalmente abbandonato e sentiva che era proprio arrivato il momento di scatenarsi.

Il corpo di Misugi era stato portato via, il vecchio Kira ubriaco messo in un angolo, Sanae, Tsubasa e Yayoi erano fuggiti in un albergo a ore lì vicino. Tutti i presenti erano seduti intorno ai quattro ragazzi della Toho e il loro vecchio allenatore indiavolato. Erano pronti alla rissa ( ….forse Takeshi un po’ meno dei tre amici ma voleva partecipare lo stesso, tanto ormai non aveva più nulla da perdere… ). Ma prima di cominciare Kojiro tolse l’oggetto che aveva nella tasca della giacca e lo lanciò a Nitta.

" Shun. Togli subito sto schifo di musica e metti questa !".

" Agli ordini, Kojiro !", disse il ragazzo mettendo la cassetta nello stereo. Dopo pochi secondi le note di ‘Irresponsible Hate Anthem’ riempirono la stanza.

" Ora mi sento meglio", disse Kojiro togliendosi la giacca ( prontamente raccolta da Takeshi ) e tirandosi su le maniche della camicia. " Io dico che sei finito prima della fine della seconda canzone", disse il ragazzo con un ghigno diabolico stampato in faccia.

" Hyuga ! Come ti permetti !", Kitazume era ormai in preda al panico.

" Signore e signori qui presenti !", disse Wakashimazu, " Vi consiglio di allontanarvi per la vostra incolumità !".

Tutti obbedirono prontamente.

" Kojiro, non ammazzarlo", raccomandò Wakashimazu all’amico.

" Tranquillo, Ken".

" Hyuga…. Tu sei pazzo ! Non osare colpirmi !!".

" Zitto stronzo !!!!", urlò Kojiro sferrando un calcione allo stomaco del tanto odiato vecchio allenatore.

" Aarrrrgghhhh !!!!!".

" Bravo Kojiro – hic – Scatena la tigre che è in te !", riuscì a dire Kira in un breve attimo di lucidità per poi svenire subito di dopo.

Il pubblico applaudiva in preda all’eccitazione e facevano il tifo come se stessero assistendo a un incontro di wrestling. Takeshi e Sorimachi , seduti a un tavolo, si erano calati nei panni di due commentatori sportivi e commentavano l’incontro. Wakashimazu stava in un angolo dell’immaginario ring e aspettava di intervenire.

Kojiro, in un impeto di rabbia, cominciò a tempestare di calci Kitazume e urlava :

" Questo è per quella volta che non mi facesti giocare la partita !".

" ….Ough !!!".

" Questo è per quella volta che mi facesti inginocchiare e implorarti per farmi giocare la finale !".

" ….Ough !!!".

" Questo è per quella volta che mi facesti pulire i cessi per pura cattiveria !"

" ….Ough !!!".

A ogni colpo il pubblico eccitato eseguiva una ola di incitamento e dopo un po’ incominciò a intonare la sigla dell’ "Uomo Tigre", aiutato da Kira che si era ripreso e urlava a squarciagola : " TIGRE …TIGER MAN !".

" E questo", continuò Kojiro, " E’ per tutte quelle volte che ho dovuto vedere la tua faccia da cazzo…. Vaffanculo !!". Sta volta aveva colpito alle parti basse e Kitazume emise un grido molto….acuto.

Kojiro si fermò a osservare l’uomo, poi disse :

" Se qualcuno di voi vuole favorire….".

Chi poteva rifiutare un’offerta del genere ? Nessuno, e allora tutti si alzarono e ordinatamente, uno alla volta, colpirono il povero Kitazume. In preda all’eccitazione i gemelli Tachibana saltarono sullo stomaco dell’uomo. Jito e Sano, con l’aiuto di Nobuko, gli impiastricciarono la faccia col trucco. Matsuyama continuava ad accendere sigarette e a spegnerle sul petto di Kitazume sempre più sofferente. Kioko lo prendeva a calci nelle parti intime per vendicarsi dell’offesa subita. Dopo un po’ Takeshi rientrò nella stanza ( era uscito senza farsi vedere ) stringendo una frusta in pugno come se fosse un trofeo.

" Kojiro ! Capitano….Guarda che cosa sono riuscito a trovare !!".

" Bravo Takeshi, ottimo lavoro !", disse Kojiro che nel frattempo si era seduto con Wakashimazu e Sorimachi e osservavano beatamente la scena fumandosi una sigaretta.

Poi Kojiro si alzò : " Passamela Takeshi !".

" Subito capitano !".

Il ragazzo afferrò l’oggetto e andò verso quel che restava di Kitazume.

" Qualcuno lo alzi, lo tenga fermo e gli sollevi la maglia !", ordinò.

Prontamente Jito obbedì e Kojiro incominciò a fare roteare la frusta in aria.

" Aspetta Kojiro !!", lo fermò Wakashimazu.

" Che c’è Ken ? Vuoi farlo tu ?".

" Mi piacerebbe, ma lascio a te l’onore….No, mettiti vicino allo stronzo, fai vedere la frusta e sorridi. Questa la incorniciamo !". Così dicendo, Wakashimazu scattò una foto all’amico che subito dopo incominciò a frustare la sua vittima. Tra una frustata e l’altra, Kitazume ( sorprendentemente ancora cosciente ) urlava minacce contro il sempre più incazzato Kojiro, che comunque non aveva alcuna intenzione di smettere.

" Hyuga…. Bastardo ! Io ti rovino sai !?!!… Ti faccio sbattere in galera, criminale !!!".

" Zittoooo !!!!", Kojiro diede ancora qualche colpo, poi si fermò improvvisamente. Tutti rimasero col fiato sospeso, poi Takeshi osò domandare :

" ….Che c’è capitano. Sei forse stanco ?".

" Vuoi che ti dia il cambio ?", chiese Wakashimazu.

" ….Ti fa male il braccio, Kojiro ? Vuoi che continui io ?", propose Sorimachi.

Kojiro non rispose. Teneva stretta la frusta in mano e continuava a fissare Kitazume negli occhi. Poi disse :

" Takeshi !!"

" Ah ! … Eccomi ! Agli ordini capitano !!", disse il ragazzo mettendosi sull’attenti. Kojiro gli lanciò qualcosa che Takeshi afferrò prontamente.

" Quelle sono le chiavi della mia macchina…. Corri lì e prendi il pallone che è nel baule".

" Sì sì ! …. Certo. Subito !!".

" Aspetta !", lo fermò Kojiro.

" …. Che c’è ?".

" Ricordati di chiuderla".

" …. Certo !".

Takeshi corse via e nell’attesa tutti si presero qualcosa da mangiare o da bere. Matsuyama si avvicinò a Kojiro.

" Kojiro, se ti serviva un pallone potevi usare questo !", disse mostrando il pallone con le firme che avevano regalato a Takeshi.

" No Hikaru. Troppo leggero".

" Che vuoi dire ?"

" Voglio dire che quello che ho in macchina è il pallone che Kira mi regalò qualche anno fa … Sai, quel pallone che pesa tre volte più del normale."

" Ah ! Ho capito…. Non vorrai mica….?!.

Kojiro non rispose, si limitò a sorridere.

" Sei un sadico !!", disse Matsuyama ridendo. Dopo qualche attimo rientrò Takeshi tenendo il prezioso oggetto tra le mani.

" Ecco qua, capitano !", disse Takeshi contento.

" Bravo. Grazie."

" Oh ! Sempre a tua disposizione, capitano ! Sono qui per servirti, chiedi qualsiasi …."

" Piantala."

" Agli ordini !".

Takeshi corse via e lasciò il suo capitano intento a osservare il pesante pallone che teneva tra le mani.

" Che cosa avrà in mente ?", chiese Sorimachi a Wakashimazu.

" Ho paura che voglia dargli il colpo di grazia !", rispose il ragazzo sghignazzando, " Vieni, non voglio perdermi lo spettacolo !". I due corsero a sedersi insieme agli altri che si erano disposti a semicerchio intorno ai due contendenti. Finalmente Kojiro parlò :

" Ken ! Kazuso ! Takeshi ! Ho bisogno del vostro aiuto !".

" Eccoci !".

" Tenetelo fermo, deve stare in piedi ."

" D’accordo !".

" Matsuyama ! Tu fai le foto !", disse Wakashimazu.

" Ok !".

Nessuno fiatava. Si sentivano solo la musica proveniente dallo stereo e i mugolii di Kira, addormentato in un angolo. Poi un urlo. Kojiro stava caricando il tiro. Matsuyama scattava fotografie all’amico messo in posizione plastica con la gamba sollevata pronta a calciare. Coach Kitazume tremava e implorava clemenza ( " Oh Hyuga ! Scusami… Ti chiedo scusa…Abbi pietà, per favore !!" ). Poi :

" TIIIGEEEER ….. SHOOOOOTTTTT !!!!!!!!!!!".

Il colpo potentissimo colpì dritto le parti intime di coach Kitazume, il pallone era stato calciato con una violenza tale da scaraventare a terra anche Wakashimazu, Takeshi e Sorimachi che tenevano forte l’uomo che ora giaceva a terra privo di sensi.

" Morto ?", domandò Kojiro ?

" No…. Il cuore batte.", rispose Wakashimazu.

Kojiro rimase alcuni secondi in silenzio lasciando tutti col fiato sospeso. Poi disse :

" Bene. Spogliatelo."

" …. Cosa ?!"

" Toglietegli i vestiti e mettetegli abiti da donna", disse il ragazzo.

" …Oh ! Ho capito adesso !", esclamò Matsuyama, " Ma sei proprio un sadico, Kojiro !! Ecco perché hai mirato proprio ai coglioni !".

Ora anche gli altri cominciavano a capire e dopo alcuni attimi di riflessione iniziarono ad applaudire la prodezza del ragazzo. Lo acclamavano e lo fotografavano come se fosse una star. Nobuko e Kioko gli si gettarono al collo e lo baciarono, Takeshi voleva fare altrettanto ma Ken lo fermò in tempo.

" Non mi pare proprio il caso, Taki !", gli disse l’amico portiere.

" Oh…. Bè, allora voglio fare qualcosa per lui !", disse Takeshi, " Capitano !".

" Che c’è ?".

" Vado io a cercare dei vestiti da donna !".

" Bravo. Muoviti !".

" Ai tuoi ordini !", e uscì di corsa. Tornò qualche minuto dopo carico di gonne, calze a rete, reggiseni, boa di piume di struzzo e anche una parrucca dai lunghi boccoli rosa.

" Eccomi capitano !".

" Perfetto. Ora…. Chi mi vuole aiutare a fare diventare il qui presente signor Kitazume, una bella e provocante signorina ?".

Come previsto, Kojiro ottenne la partecipazione generale dei presenti e in pochi istanti riuscirono a trasformare ciò che rimaneva dell’uomo Kitazume, in una perfetta prostituta.

" Bene.". disse Kojiro a opera terminata.

Coach Kitazume sedeva svenuto su una poltrona con indosso la parrucca dai boccoli rosa, un boa di piume di struzzo viola intorno al collo, reggiseno e minigonna in pelle nera, calze a rete autoreggenti, sandaletti col tacco a spillo ( erano riusciti a fargli calzare il numero 37 ) e per finire, unghie rosso fuoco e trucco pesante da vera battona. No…. Però mancava qualcosa …. Kojiro osservava attentamente quell’opera d’arte e poi capì .

" Ecco cosa manca !", così dicendo afferrò l’eye-liner nero e incominciò a scrivere a belle lettere sulla fronte di quello che una volta era un uomo : KITAZUME VIADOS.

" Ora è perfetto."

Applauso generale.

" Kojiro….Ken, Takeshi, Kazuso…. Mettetevi tutti intorno alla ‘cosa’ che vi faccio una foto !", disse Matsuyama.

Scattata la foto, Kojiro uscì un attimo dalla stanza e ritornò con in mano la guida del telefono. Nessuno capiva.

" E adesso…che vuoi fare ?", chiese Takeshi.

" Taki, il preside della Toho-School è sempre lo stesso ?", domandò Kojiro.

" Sì…il signor Makimura. Perché ?".

Kojiro non rispose, si limitò a sfogliare l’elenco del telefono. Poi andò a prendere la sua giacca da cui tirò fuori un telefono cellulare. Digitò il numero e attese.

Silenzio.

Poi finalmente qualcuno all’altro capo rispose .

" Pronto, signor Makimura ? …. Sì, lo so che è notte fonda, mi scusi se l’ha svegliata…. No. Lei non mi conosce…."

" Capitano ?".

Kojiro fece segno a Takeshi di stare zitto, poi continuò la telefonata.

" Mi scusi ancora…. Le telefono a quest’ora perché c’è una cosa che ritengo lei debba sapere…. Sì, sarò breve… lei conosce per caso il signor Kitazume ? Mi risulta essere l’allenatore della squadra di calcio del vostro liceo. Lo conosce ? …. Benissimo ! …. Allora le consiglio di mandare qualcuno, anzi no! Sarebbe meglio venisse lei stesso a riprendersi il suo allenatore !".

Kojiro dovette sforzarsi e trattenne le risate, poi continuò :

" No, non è uno scherzo !…. Venga alla ‘Masque Rouge’ e troverà il suo allenatore, potrà quindi constatare lei stesso a che razza di individuo affida i suoi ragazzi ! …. Sì, la ‘Masque Rouge’ …. Sì, scusi ancora per il disturbo…. Buona sera !".

Kojiro spense il telefono e guardò prima Kitazume , poi gli amici. Finalmente vendetta è stata fatta, pensò il ragazzo, poi scoppiò a ridere mentre gli altri applaudivano.

" Grazie, grazie !", disse, poi guardò l’orologio, " Ragazzi, si è fatto tardi. E’ meglio andarcene a casa adesso".

Tutti annuirono, poi Takeshi si fece avanti e disse :

" Oh ! Ma voi eravate venuti qui per me …. Che stupido, me ne ero quasi dimenticato ! Vi ringrazio ancora tanto …. GRAZIE !!!", disse Takeshi facendo un profondo inchino.

" Ancora tanti auguri , Takeshi !", fu la risposta all’unisono.

Poi, senza fretta, incominciarono a lasciare il locale scambiandosi battute e saluti.

Takeshi seguiva Kojiro e Wakashimazu, faceva davvero freddo quella notte… o meglio, quella mattina di dicembre. Ma il cielo era limpido, le stelle splendevano e presto sarebbe sorto il sole. Takeshi era felice.

Erano appena saliti in macchina, Kojiro non aveva ancora fatto in tempo a mettere in moto che Ken esclamò :

" Cazzo !!".

" Oh Dio ! Che c’è ?", quasi urlarono Kojiro e Takeshi.

" Abbiamo dimenticato Kira là dentro !!"

" Merda, è vero !", disse Kojiro, " …. Ma sì, quelli della Toho oltre a trovare il loro allenatore vestito da puttana, troveranno anche un vecchio ubriacone con i sandali ai piedi che dorme in un angolo !".

" …. Io dico che non ce la farà passare liscia", disse Wakashimazu pensieroso, " si incazzerà come una bestia quando si accorgerà che l’abbiamo abbandonato là con Kitazume conciato in quel modo …."

" Ma che ti frega, andiamocene e …. Oh, cazzo !", urlò Kojiro.

" Che c’è ?".

" Capitano ?!".

" Cazzo ! Ho lasciato la mia cassetta di Marilyn Manson nello stereo ! Ken, torniamo subito là dentro!".

Wakashimazu non fece in tempo a ribattere che l’amico era già saltato fuori dalla macchina.

" Per il suo allenatore no, ma se si tratta di una cassetta ….guardalo come corre !", disse scuotendo la testa, " Taki, aspettaci qui",

" D’accordo !".

 

 

 

Alcuni minuti dopo i due ragazzi tornarono sorreggendo Kira che continuava a ripetere frasi senza senso.

" Tu Kojiro…. Sei una tigre ! Tu sì che hai le palle ragazzo, le PALLE ! sì ! E tu …. Wakashimazu …. sei una pantera ! Sì ! Sì ! Sì …."

" Deve avere bevuto davvero moltissimo per ridursi in questo stato …. Solitamente fino ai 3 litri, anche 4, di sakè li regge benissimo", disse Kojiro aprendo il baule della macchina.

" Già …Ehi !Ma che fai Kojiro ?!", chiese Wakashimazu, " Non vorrai mica metterlo nel baule ?".

" Vuoi forse che mi vomiti sul sedile ? Ma lo sai quanto costano ? Sono in pelle !".

" Oh sì, mi scusi signore !", disse Ken sedendosi in macchina.

" Ehi Taki …", disse Kojiro una volta sedutosi anche lui. Non ottenne però risposta.

" Taki ?", sia lui che Wakashimazu si voltarono per vedere come mai l’amico non rispondesse e trovarono il ragazzo beatamente addormentato sul sedile posteriore.

" Dorme.", fece Wakashimazu.

" Già".

" Mi dispiace che a causa di tutti i casini che sono successi sta sera , non sia potuto andare all’appuntamento che gli avevamo combinato con quella ragazza vestita da coniglio…. Ha perso una grande occasione".

" Mmhhh…. Io dico che si può rimediare", disse Kojiro sorridendo.

" Che vuoi dire ?".

" Dico che sabato prossimo ce lo portiamo fuori con noi".

" Oh ! … E dici che…."

" Dico che la prossima volta, Taki diventerà grande davvero !".

I due amici si guardarono e scoppiarono a ridere. Kojiro accelerò e in pochi istanti la macchina scomparve nella notte ….

 

FINE !!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Maki de Lioncourt

unread,
Oct 21, 1999, 3:00:00 AM10/21/99
to
"savarino carla" <pip...@radiostudio.it> :

>" Ciao", disse Kojiro Hyuga sfoggiando uno splendido sorriso. I capelli =
>neri e lunghi erano mossi dalla fredda brezza della sera . Quei profondi =
>occhi neri, quella pelle scura sempre perfettamente abbronzata per =
>qualche dono di natura, quel fisico slanciato e semplicemente perfetto =

ahhhhhhhhhhhh....
*sospir* *_*
con questa descrizione ti perdono, ma non mandare piu' i messaggi in
html....

ahhhhhhhhhh....
Mark... *_*
*shojolook* *_*_*
*sospir* *sospir*

(bellissimo Mark col portachiavi di Keroppi^_^)
(e anche le scene di Sanae! troppo rotfl!)

ciao!
scrivetemi, pliz!^_^


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