aiutatemi!!!!!!!!
salsera
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Spero di esserti stato d'aiuto
Ciao
"salsera80" <sals...@ciaoweb.it> ha scritto nel messaggio
news:av7vjq$ruk$1...@news.newsland.it...
Si scrive AHI' NA' MA'... Se non lo traducono é perché non conoscono
l'italiano...
cmq vuole dire "lì e niente più"... oppure "oltre quello il niente"
E' un modo per dire di una cosa, che esiste quella e oltre non c'é nulla...
C'é un famoso brano musicale (mi pare di Cachao) "Ahì na' mà" che ha fatto
epoca nel Son formato "Charanga"... che aveva il significato che dopo aver
ascoltato quel brano, non ce n'era per nessuno in charanga...
A Cuba si parla un linguaggio molto ricco di metafore, indubbiamente anche
con una padronanaza dello spagnolo, se non ci si immerge un pò nella loro
cultura quotidiana, non é sempre facile capire quello che si dice... ma se
si capisce, viene fuori tutta la loro ricchezza umana, di cui il linguaggio
stesso ne é un testimone colorito.
Ciao
Paolo Pachanga
...el son es lo mas sublime para el alma divertir...
> Da anni seguo i LOS VAN VAN conosco bene tutte le loro canzoni... ma un
> dubbio mi assilla da sempre... che significa "AY NA' MA'"......
come ti hanno detto gli altri; aggiungo:
dato che "non c'e' niente, piu' di questo",
allora traducendo liberamente si puo' dire che:
*questo e' il massimo!* (che ci possa essere)...
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Ciao! Silvana la Flaca (MI)
"Qué es lo que tiene el mambo que me provoca,
que a las mujeres las vuelve locas..." (Benny Moré)
> dato che "non c'e' niente, piu' di questo",
> allora traducendo liberamente si puo' dire che:
>
> *questo e' il massimo!* (che ci possa essere)...
Premesso che il significato che ne vien fuori alla fine rimarrebbe più o
meno lo stesso, per amor di precisione vorrei solo far notare che non si
dovrebbe tradurre con "non c'è", come tu suggerisci, bensì con "lì". Come
osserva Gavio, l'intera locuzione è effettivamente la contrazione di "ahí
nada más".
Non bisogna confondere la parola "hay", che significa "c'è" e si pronuncia
con l'accento tonico sulla 'a', con "ahí", che vuol dire 'lì' ed è tronca
nella pronuncia.
Molto spesso si sente nelle canzoni stesse dei Van Van anche la sola "ahí",
magari a segnare la divisione fra sezioni di testo e/o musicali; bellissimo
e ispirato, per esempio, in "Llévala a tu vacilón" il grido di Mayito che dà
il via a un tremendo montuno col suo "ahí", mentre nel finale del brano
riecheggiano un paio di "ahí na' ma'" da brivido - che in pratica segnano la
"chiusura" della narrazione - romantica e intensamente drammatica - e
dell'esposizione musicale che va lentamente sfumando...
Altri, vorrei ricordare, ricorrono a varianti sul tema (in Klimax, o
Manolito, ad esempio, si ascolta spesso "así na' ma'", cioè "così, e
nient'altro"), anche perché a quanto ho capito tali interiezioni funzionano
spesso come una specie di marchio di fabbrica, ma così connaturato alla
personalità dell'artista che alla fine ne rende inconfondibile il cantato,
come "¡a la batalla!" del Médico, appunto, o "¡Ataca Chicho!" di Cortés o l'
"¡Ataca Guayacán!" di Roberto Hernández, o i mille estribillos della
Charanga Habanera che così bene si mescolano nei loro frenetici cori rap (i
vari "¿sirvió o no sirvió?", "di tú" e così via).
Come faceva notare Pachanga, bisogna porre attenzione al fatto che il
linguaggio metaforico, o addirittura crittografico, utilizzato dai Van Van e
da altri formidabili gruppi altro non è che l'involucro esterno di tutto un
mondo interiore ribollente di energia e di sentimenti, per apprezzare i
quali è necessaria un'opera paziente, fatta di molti ascolti e un briciolo
di acculturalmento. Ci si addentra a poco a poco, tra le righe a volte, ma
una volta giunti alla visione del quadro globale non possiamo non rimanere
ammirati ed estasiati dalla ricchezza, dalla misura "umana" che trabocca
dall'espressione di molti di questi artisti.
Ciao
Ferr
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