Si parla sempre di conoscenza relativa a grandi argomenti tecnici, ai grandi
virtuosismi e vorrei girara la frittata.
Parlo di cose minime, di cose semplici e naturali: parlo di ballare, parlo
di comunicare. Ma anche per comunicare serve una base comune minima.
Se io annuisco con il capo in molte culture cio' vuol dire "si" in altre
invece significa "no". Il gesto e' sempre quello: e' il senso che ognuno gli
da' che e' diverso. La comunicazione pretende che ci sia un "minimo comun
denominatore" tra le persone che comunicano.
Qual'e' allora il "minimo comune denominatore" quando si balla salsa in
coppia? Quali sono le cose che come caballero posso fare senza entrare nel
"virtuoso" e devo <necessariamente> sapere? Quali sono le minime conoscenze
tecniche che la mia dama deve avere per poter ascoltare la mia guida? Cosa
dobbiamo avere in comune, come minimo, per divertirci ballando su della
musica buena senza per questo arrivare alle capriole?
Un esempio e' il basico. Senza passo basico comune non esiste ballo in
coppia. Certo pero' la musica puo' ispirarmi altri movimenti, altre movenze
e allora: non posso mica stare sempre sul basico! E allora per godere una
variazione ecco i cambi di posto. Sono un altro mattoncino-base, no? Altro
esempio potrebbe essere la vuelta della dama: molte cose semplici (ma anche
complesse) si possono generare a partire dalla vuelta.
Beninteso: teoricamente si puo' ballare come si vuole e non credo ci siano
regole. Ma a parte cio' credo anche che le variazioni siano arricchimenti se
non diventano loro stesse "IL" ballo.
E tutto al solo fine di divertirsi, per ballare. Tutti con tutte.
Quali sono, secondo voi, gli altri "mattoncini di base"? sempre che
esistano...
Qual'e' la salsa minima? per cosi' dire.
Sbandao
si no bailo me muero
>Qual'e' la salsa minima? per cosi' dire.
Carina la salsa minima. Ballare sullo stesso tempo mi pare proprio
indispensabile in coppia A me sembra anche fondamentale ballare in
sintonia a coppia chiusa, l'uomo porta con sicurezza, la donna segue
"convinta". E già questo, sportarsi e ruotare insieme al partner, mi
sembra un bellissimo ballo, se i corpi si intendono, Se non c'e'
intesa a coppia chiusa difficilmente si sviluppa nei giri che servono
allora (secondo me) a mascherare le indecisioni. Qualche cambio di
posto mi sembra che piaccia a tutti, qualche vuelta pure e come dici
tu, da qui c'e' già spazio per variare e parecchio. Pero' se il minimo
vuole essere minimo, ballo anche spesso tenendo semplicemente entrambe
le mani del partner e, lì, passi base alla grande, solo per il gusto
di seguire la musica, magari con un po' di fantasia, puro
divertimento. Non so se questo possa essere definito "ballo di coppia"
ma per me lo è.
Maria Wiedemeier
("Los Enterados" - Genova)
Quali sono le cose che come caballero posso fare senza entrare nel
> "virtuoso" e devo <necessariamente> sapere?
Basta sapere come si sta in posizione di coppia chiusa rotazione a destra
rotazione a sinistra avanti dietro
Quali sono le minime conoscenze
> tecniche che la mia dama deve avere per poter ascoltare la mia guida?
L'intenzione e volontà di seguire di fidarsi e di appoggiarsi alla tua mano
Cosa
> dobbiamo avere in comune, come minimo, per divertirci ballando su della
> musica buena senza per questo arrivare alle capriole?
La voglia di dialogare
>
> Un esempio e' il basico. Senza passo basico comune non esiste ballo in
> coppia. Certo pero' la musica puo' ispirarmi altri movimenti, altre
movenze
> e allora: non posso mica stare sempre sul basico! E allora per godere una
> variazione ecco i cambi di posto. Sono un altro mattoncino-base, no? Altro
> esempio potrebbe essere la vuelta della dama: molte cose semplici (ma
anche
> complesse) si possono generare a partire dalla vuelta.
>
Non è esatto a mio avviso anche un cambio di posto può essere molto
complicato per qualche dama/uomo ai primi passi quindi sempre valutare chi
si ha tra le mani(preciso odio frasi del tipo"da quanto balli?""da quanto
studi?""Dove vai a scuola?")stà nella sensibilità del cavaliere sentire chi
si ha tra le mani
> Beninteso: teoricamente si puo' ballare come si vuole e non credo ci siano
> regole. Ma a parte cio' credo anche che le variazioni siano arricchimenti
se
> non diventano loro stesse "IL" ballo.
Togli il teoricamente
>
> E tutto al solo fine di divertirsi, per ballare. Tutti con tutte.
>
> Quali sono, secondo voi, gli altri "mattoncini di base"? sempre che
> esistano...
> Qual'e' la salsa minima? per cosi' dire.
>
Credo di aver risposto sopra..........ovviamente mio parere
>Salutoni
Non più di quello che hai già detto tu: il passo base, qualche vuelta ed i
cambi di posto.
> Beninteso: teoricamente si puo' ballare come si vuole e non credo ci siano
> regole. Ma a parte cio' credo anche che le variazioni siano arricchimenti
se
> non diventano loro stesse "IL" ballo.
> E tutto al solo fine di divertirsi, per ballare. Tutti con tutte.
Appunto...
>Quali sono, secondo voi, gli altri "mattoncini di base"? sempre che
> esistano...
> Qual'e' la salsa minima? per cosi' dire
Per me oltre agli aspetti tecnici minimi altri "mattoncini di base" sono
legati all'atteggiamento, ad esempio io apprezzo molto nel caso di un
cavaliere "sconosciuto", che per iniziare, stia un po' sul passo base e mi
faccia fare qualche vuelta semplice, semplice..in questo modo entrambi
possiamo capire con chi stiamo ballando...nel mio caso serve per "prendere
le misure" per l'ascolto alla guida...e nel suo per "dosare" la guida...Poi
piano piano le variazioni possono prendere spazio seguendo la musica...
Un bel sorriso (sincero) e lo sguardo rivolto al mio sono altrettanto
"basici"...
Besazo
--
LauraB - Milano
"...il segreto della felicità non consiste nel fare tutto ciò che si vuole
ma nel volere tutto ciò che si fa..."
M. Vazquez Montalban
Lista dei locali Latino Americani gestita dal Newsgroup:
www.iabla.it
"Sbandao" <sba...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:bmloik$nh1no$1...@ID-203270.news.uni-berlin.de...
> Volevo ragionare assieme a voi, se volete, sulla semplicita'.
>
> Si parla sempre di conoscenza relativa a grandi argomenti tecnici, ai
grandi
> virtuosismi e vorrei girara la frittata.
> Parlo di cose minime, di cose semplici e naturali: parlo di ballare, parlo
> di comunicare. Ma anche per comunicare serve una base comune minima.
>
> Se io annuisco con il capo in molte culture cio' vuol dire "si" in altre
> invece significa "no". Il gesto e' sempre quello: e' il senso che ognuno
gli
> da' che e' diverso. La comunicazione pretende che ci sia un "minimo comun
> denominatore" tra le persone che comunicano.
>
> Un esempio e' il basico. Senza passo basico comune non esiste ballo in
> coppia. Certo pero' la musica puo' ispirarmi altri movimenti, altre
movenze
> e allora: non posso mica stare sempre sul basico! E allora per godere una
> variazione ecco i cambi di posto. Sono un altro mattoncino-base, no? Altro
> esempio potrebbe essere la vuelta della dama: molte cose semplici (ma
anche
> complesse) si possono generare a partire dalla vuelta.
>
>
>
>.
>
> Sbandao
> si no bailo me muero
>
>
>
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> >Qual'e' la salsa minima? per cosi' dire.
> Carina la salsa minima.
Sono contento che ti interessi parlarne Maria.
Sappi pero' che c'e' del metodo nella mia "follia".
Vedi, credo sia molto piu' gratificante e faccia sentire piu' "bravi"
parlare di cose tipo il "break on two" (tanto per parlare di cio' che non
so), o come diavolo si chiama, piuttosto che chiedersi quali sono gli
elementi minimi comuni a tutti gli stili e a tutte le mode.
Con lo scopo, oltretutto dichiarato, di ballare con tutti/e: altra bestemmia
nella dilagante tendenza alla iper-specializzazione. Ma quando balliamo in
coppia non siamo in due? Io vedo molti che ballano, invece, da soli anche in
coppia chiusa, credimi.
Inoltre si pone spesso (anche qui sul NG) la questione: chi inizia nella
scuola di salsa cosa deve imparare?
Penso che i "fondamentali" andrebbero riscoperti e studiati proprio per
dire:
il minimo indispensabile per ballare e' questo! Tutto il resto e' bello (o
brutto) ma sono variazioni che non sono "necessarie" per te e la tua dama.
Molti vengono demoralizzati perche' nella fase iniziale pensano che ballare
significhi fare cio' che fanno i soliti "robottini tic-tac" e, non
riuscendoci, pensano di non saper ballare: e lo trovo ingiusto.
>
> Non più di quello che hai già detto tu: il passo base, qualche vuelta ed i
> cambi di posto.
Ok, d'accordo allora...
> >Quali sono, secondo voi, gli altri "mattoncini di base"? sempre che
> > esistano...
> > Qual'e' la salsa minima? per cosi' dire
> Per me oltre agli aspetti tecnici minimi altri "mattoncini di base" sono
> legati all'atteggiamento, ad esempio io apprezzo molto nel caso di un
> cavaliere "sconosciuto", che per iniziare, stia un po' sul passo base e mi
> faccia fare qualche vuelta semplice, semplice..in questo modo entrambi
> possiamo capire con chi stiamo ballando...nel mio caso serve per "prendere
> le misure" per l'ascolto alla guida...e nel suo per "dosare" la
guida...Poi
> piano piano le variazioni possono prendere spazio seguendo la musica...
Proprio per questo parlo di salsa minima!
E' proprio come dici tu... mi sembra una gran bella definizione: e' la salsa
che si dovrebbe ballare assieme nei primi momenti di danza con lei/lui.
> Un bel sorriso (sincero) e lo sguardo rivolto al mio sono altrettanto
> "basici"...
Bene: allora ricapitoliamo considerando anche cio' che dice Maria
1) Ritmo considerato allo stesso modo
2) Basico comune
3) Vuelta della dama
4) Cambi di posto
5) Sorriso e sguardo
Ma che ne pensate ad esempio dell'apertura cubana? E' necessaria?
>Bene: allora ricapitoliamo considerando anche cio' che dice Maria
>
>1) Ritmo considerato allo stesso modo
>2) Basico comune
>3) Vuelta della dama
>4) Cambi di posto
>5) Sorriso e sguardo
>
>Ma che ne pensate ad esempio dell'apertura cubana? E' necessaria?
Nella mia risposta, a parte il tempo, avevo parlato del ballare a
coppia chiusa e trovare prima di tutto sintonia in questo e mi pare
che anche il Venezuelano parlasse di coppia chiusa.
Secondo me non è necessario fare l'apertura cubana per un salsa
minima.
>nella dilagante tendenza alla iper-specializzazione. Ma quando balliamo in
>coppia non siamo in due? Io vedo molti che ballano, invece, da soli anche in
>coppia chiusa, credimi.
E' questo che intendo per sintonia mentre si balla in coppia chiusa,
lě č proprio percepibile, se esiste.
Il ballare "da soli" anche se si č in coppia č proprio la negazione
del ballo, pero' succede, e molto, anche secondo me.
>Inoltre si pone spesso (anche qui sul NG) la questione: chi inizia nella
>scuola di salsa cosa deve imparare?
>Penso che i "fondamentali" andrebbero riscoperti e studiati proprio per
>dire:
>il minimo indispensabile per ballare e' questo! Tutto il resto e' bello (o
>brutto) ma sono variazioni che non sono "necessarie" per te e la tua dama.
>Molti vengono demoralizzati perche' nella fase iniziale pensano che ballare
>significhi fare cio' che fanno i soliti "robottini tic-tac" e, non
>riuscendoci, pensano di non saper ballare: e lo trovo ingiusto.
Non č facile sganciarsi da schemi mentali e modelli "italianamente"
(non certo "universalmente") riconosciuti.. Con una salsa minima ben
curata e appresa non hai problemi a ballare con nessuno, cubani
compresi o, almeno, con un minimo di intuizione un po' alla volta li
superi.
Augh!
> Nella mia risposta, a parte il tempo, avevo parlato del ballare a
> coppia chiusa e trovare prima di tutto sintonia in questo e mi pare
> che anche il Venezuelano parlasse di coppia chiusa.
Mai parlato d'altro se non di ballo in coppia. Quando parlo di basico
intendo il basico in coppia chiusa, lo considero sottinteso, ma
evidentemente non e' cosi' (ahhh la mia ignoranza tecnica...) e hai fatto
bene a evidenziarlo.
Credo anche pero' che la "salsa minima" non sia solo in coppia chiusa: ad
esempio aprire la coppia con la "marileva" (si chiama cosi'?) lo trovo molto
semplice, comprensibile a tutti/e e minimo. Non trovi?
>>Ma che ne pensate ad esempio dell'apertura cubana? E' necessaria?
> Secondo me non è necessario fare l'apertura cubana per un salsa
> minima.
Mamma mia quanta decisione, riflettiamo un po' almeno... ;-)
E' una variazione che comunque comporta una sacco di possibilita'
successive, semplici e belle. Come ad esempio il "dile que no" che mi piace
molto (ricordo una bellissima immagine che hai dato della mano ferma e
solida di un tuo amico latino proprio durante un dile que no), oppure la
"passeala" (oddio: sara' corretto il nome?)
>
>Mai parlato d'altro se non di ballo in coppia. Quando parlo di basico
>intendo il basico in coppia chiusa, lo considero sottinteso, ma
>evidentemente non e' cosi' (ahhh la mia ignoranza tecnica...) e hai fatto
>bene a evidenziarlo.
Caro mio, se fai conto invece sulla mia conoscenza tecnica stiamo
freschi, possiamo fermarci anche qui. Pero' forse alla base c'e' un
malinteso, per me, mentre esegui un dile que no per esempio stai
ballando in coppia, ma non in coppia chiusa. Ma non so se è "corretto"
esprimersi così.
>
>> Secondo me non è necessario fare l'apertura cubana per un salsa
>> minima.
Per questo ho detto che non è necessario, puoi ballare un'intera salsa
"a coppia chiusa", tra le braccia del ballerino, solo spostandoti e
girando con lui.
>Mamma mia quanta decisione, riflettiamo un po' almeno... ;-)
>E' una variazione che comunque comporta una sacco di possibilita'
>successive, semplici e belle. Come ad esempio il "dile que no" che mi piace
>molto (ricordo una bellissima immagine che hai dato della mano ferma e
>solida di un tuo amico latino proprio durante un dile que no), oppure la
>"passeala" (oddio: sara' corretto il nome?)
Si, certo, pero' spesso balliamo senza dile que no e quando invece il
dile que no c'e', i giri che seguono o precedono sono semplici e i
comandi dati in modo molto diverso da quello al quale sono abituata,
ma non chiedermi di spiegarlo perchè proprio non saprei come.
Ho molta difficoltà a passare dalla pratica alla teoria, non trovo mai
le parole giuste (quelle tecniche ancora meno). Pero' ti posso dire
che il "paseala" secondo me non è certo tra i giri fondamentali, forse
perchè è quello più...ad alto rischio di calci e se il ballerino è un
po' incerto e la ballerina pure, uno di quelli, che, secondo me, mette
più in difficoltà.
Concordo pienamente. Appena iniziato il corso, ero titubavo nel chiedere di
ballare alle ragazze delle discoteche proprio per questo motivo: non sapendo
fare molte figure o evoluzioni, pensavo che la dama si sarebbe stufata. E
percio' ho cercato di fare in modo di imparare piu' figure che potessi. Ma
venivano una ciofeca.
Ora, invece, mi sono reso conto che (creder di) saper fare tante figure, o
troppo complesse, non serve a niente. Soprattutto quando realizzi (come ho
fatto io) che non riesco nemmeno a fare il passo base!! O meglio, ballare
con fluidita', linearita' e coerenza.
Ora, quindi, sono demoralizzato perche' ho capito il problema!!!!
Ciao, Lele
>"maria" <videmit_TOGLI_@_MI_yahoo.it.invalid> ha scritto nel messaggio
>news:umvsovo6ibv94e65a...@4ax.com...
>
>> >Qual'e' la salsa minima? per cosi' dire.
>
>> Carina la salsa minima.
>
>Sono contento che ti interessi parlarne Maria.
>Sappi pero' che c'e' del metodo nella mia "follia".
>
>Vedi, credo sia molto piu' gratificante e faccia sentire piu' "bravi"
>parlare di cose tipo il "break on two" (tanto per parlare di cio' che non
>so), o come diavolo si chiama, piuttosto che chiedersi quali sono gli
>elementi minimi comuni a tutti gli stili e a tutte le mode.
Sai, ripensavo a questa cosa. Salsa minima e specializzazioni. Io non
ho nulla in contrario verso la salsa minima (figurati, mi piace da
morire) e neppure contro le specializzazioni (o anche virtuosismi) se
queste sono vissute con l'entusiasmo del ballerino che vuole andare
avanti e, per come è strutturato fisicamente e mentalmente, è lì che
vuole arrivare. Ognuno è fatto a suo modo. In entrambi i casi il
comune denominatore è il desiderio e la gioia di ballare. Ricordi il
lungo thread di alcuni mesi fa proprio sul "break on two"? anche per
me era impossibile seguirlo, ma ha appassionato parecchia gente, ed è
giusto che sia così come puo' interessare a me, la salsa minima. Il
problema sussiste,secondo me, quando si fanno saltare passaggi
fondamentali e si vende l'idea che per diventare ballerini bisogna
avere un'infarinatura di giri "indispensabili" ma, spesso, privi di
contesto (musicale) Questo è stonato (e stressante) e ha poco a che
fare sia con la "salsa minima" che con la "specializzazione".
> Qual'e' allora il "minimo comune denominatore" quando si balla salsa in
> coppia?
Per quanto mi riguarda, il minimo comune denominatore è sempre e solo il
basico. Partendo dal principio che ballare significa *eseguire un movimento
ciclico che rispetti il ritmo della musica che si sta ballando*, quando
entrambi eseguiamo il medesimo movimento ciclico sullo stesso ritmo, stiamo
_ballando_. TUTTO il resto è _variazione di uno stesso ballo_.
Il problema delle "figure", subentra quando il basico che si usa è visto
diverso e praticato diversamente, per cui l'andare ad eseguire certe
variazioni diventa il dover costruire un "manuale di movimenti da imparare a
memoria". E allora anche una semplice apertura della coppia (fatta come
vuoi), diventa un disegno sul quale "accordarsi prima", anzichè la
conseguenza di un comando/invito dato dall'uomo, ove la donna risponde in un
dato modo perchè ha imparato a tradurre certi segnali in movimento "ciclico"
e restando sul ritmo.
Quando diventiamo schiavi delle figure pre-confezionate a tavolino? Quando
il corpo non è dinamico nei movimenti (non lo abbiamo cioè ri-educato
all'quilibrio che serve quando ci si muove ad una data velocità costante) e
quando non cerchiamo di dare un significato logico di risposta ai possibili
comandi che noi donne riceviamo. Oltretutto, il pensare che _ballare_ sia
qualcosa di estraneo al ns corpo, ossia qualcosa da "importare", che non ci
appartiene, in fase di apprendimento (al corso), la ns mente si concentra su
quello che pensiamo di non sapere e di conseguenza il ns corpo si
irrigidisce. Ed è così che un passo laterale o in avanti e indietro, diventa
un movimento meccanico anzichè essere semplicemente un "morbido passo", come
quello che si compie ogni giorno.
Rilassarsi per me è fondamentale, ma per farlo, a scuola imho devi fare il
percorso inverso di quello che si crede di dover fare: non pensare di *non
sapere*, ma cercare di *ricordare* ciò che già sai fare.
In questo modo, più avanti vai e meno difficile è il tutto e non ci si pone
il problema del "minimo o massimo o via di mezzo", perchè le direzioni che
prendi ballando sono le stesse per tutti, i corpi sono uguali, il movimento
ciclico sempre lo stesso e il ritmo è per tutti quello della Salsa.
Aggiungo cmq un eventuale difficoltà: il ballo è di per se *comunicazione
gestuale*, ma in un epoca in cui tanto/troppo fa si che si comunichi sempre
di meno, non c'è da stupirsi se anche un invito/comando del partner, che è
di una semplicità e logica quasi disarmante da tradurre, da parte della dama
non sia compreso al volo.
Tutto ciò, spiegato con degli esempi, lo trovereste semplicissimo da capire.
Con le parole è molto più difficile.
Bacetto Corinna Vi
http://www.bailalatino.it 9/11 Stage di Rumba e Guapperia soli uomini con
Alberto Valdes - stesso giorno Rumba e Gestualità femm.le (Chusmeria) sole
donne con Niovis Soto - c/o Baila Latino C.D. Altavilla V.na ore 15,30/18.30
Riporto tutto perchè è talmente coerente e chiaro che tagliare è
proprio un peccato. Ieri sera, nel nostro "laboratorio di ballo"
proprio di questo parlava l'insegnante. Per farci capire ha eseguito
gli stessi movimenti in tensione, mimando la contrazione facciale
addirittura (ballo "con la lingua di fuori" lo chiama una cara amica)
e successivamente rilassando i muscoli. Altra musica, è proprio il
caso di dirlo. Io sono convinta che proprio nel momento in cui si
comincia a "ricordare" come dice Corinna che ballare è semplicemente
"un morbido passo come quello che si compie ogni giorno" si trova il
bandolo della matassa e si puo' ricomnciare, con altro atteggiamento,
a seguire il percorso indicato dalla musica.
> ...Per farci capire ha eseguito
> gli stessi movimenti in tensione, mimando la contrazione facciale
> addirittura
> e successivamente rilassando i muscoli. Altra musica, è proprio il
> caso di dirlo.
Esattamente. Se vogliamo, il "segreto" è tutto li, nel "pensare semplice",
perchè nel momento in cui subentra il ragionamento che vuole razionalizzare
il passo, il corpo si irrigidisce e anche quello che già sappiamo fare con
morbidezza, viene fuori na schifezza :oP .
Certo è che a monte di tutto ciò, imho abbiamo una generale e ancora troppo
diffusa "imposizione" di un basico che per me è fuorviante, sbagliato e
soprattutto non è poi nemmeno quello che il M.tro va a compiere quando
balla. Mi riferisco sempre al solito, tradotto in: piedi uniti, sinistro
avanti e torno al centro, destro indietro e torno al centro. Anche nelle
paginette del Salserito dove con delle foto si fa scuola di ballo, si è
mostrato questo passo, che viene insegnato al principiante.
Trovo questo basico del tutto fuorviante perchè di fatto non è quello che
qualsiasi latino compie quando balla la Salsa. Questo non significa che non
si possa anche praticare come *virtuosismo*, ma un principiante non inizia
il suo percorso dai virtuosismi, ma lo inizia da un livello "basico" (inteso
come "sviluppo delle azioni che stanno alla base") e solo nel tempo potrà
arrivare ai "ricami e virtuosismi" su sto basico.
Oltretutto, nella stra-stra-grande maggioranza dei casi (per non dire la
massa tutta), così come la gente lo compie in pista (il basico
su-descritto), lo pratica in un modo che anzichè risolvergli il vizio da
postura (da cui dipende la corretta ripartizione del peso), glielo accentua
e lo radica ancora di più ed inoltre, è proprio questo tipo di passo base
che origina tante incazzature riguardo calci sugli stinchi, che il più delle
volte non sono imputabili agli altri (lo pensiamo ma non è così), ma siamo
noi che con questo modo di agire (e quindi anche durante la variazioni),
finiamo con le gambe in mezzo a quelle altrui, occupando uno spazio che è
di tutti (quello esterno allo spazio chiuso della coppia) e non solo ns, che
invece "rivendichiamo" per il fatto che per fare "certe figure a noi ci
serve spazio".
Allora sarebbe da chiedersi: e se per ipotesi le piste da ballo fossero
sempre pienissime, come la mettiamo con le figure che impariamo a scuola per
le quali "ci serve spazio"? Riflettiamo un po' su questo....volete? Frase
tipica..."per certee figure mi serve spazio..."...e se tutte quelle che ci
piace fare hanno bisogno di questo spazio e le piste fossero sempre piene di
gente...possiamo dire di aver "imparato a ballare" se di fatto NON possiamo
farle?
Un basico lo chiamiamo comunemente *passo base*, ma riflettiamo se in ciò
che facciamo fin da principianti, l'azione del *passo* è presente (sposto
TUTTO ME STESSO da un punto all'altro nello spazio), dato che la parola la
nominiamo? Nel passo su-citato questa azione NON c'è, spostiamo soltanto un
piede in avanti e torniamo al centro; e spostiamo un piede indietro e
torniamo al centro. FINE. Dico *fine* perchè il principiante scrupoloso che
si attiene agli insegnamenti di scuola, con questo basico NON deve per
regola muoversi manco di un cm quando sta in pista. E quando eseguono il
basico così, ballano tutti saltellando e alcuni paiono robottini. Poi gli
spieghi un altro movimento e cambiano in meglio all'istante. Segno che tanti
che non hanno una grande considerazione di se come ballerini, in realtà
invece, bravi possono esserlo tranquillamente se ricevono informazioni di
altro tipo.
Se poi ci ricolleghiamo al significato di *ballare* che si esplica
nell'azione dal passo base che segue un tal ritmo, alle parole *passo base*
possiamo aggiungere anche la parola *fondamentale*, perchè se ballare
significa quanto detto, allora vuol dire che il basico è il FONDAMENTO (=ciò
che sorregge) delle eventuali variazioni. Che significa "vario la coppia
(=faccio le figure) ma il movimento ciclico è sempre quello che compio
quando non vario affatto".
Ecco quindi che le parole che usiamo, trovano una spiegazione LOGICA. Da quì
in poi, posso anche andare ad approfondire con le varianti, i virtuosismi,
gli accenti basici ecc. ecc., che sarebbe come dire "ho cucito lo stampo
base della camicia e adesso decido come ricamarla, dipingere i polsi,
ornarla con bottoni particolari" ecc. ecc.
In conclusione, consiglio mio: riflettete sul tipo di basico che vi è stato
insegnato e/o praticate. TUTTI i problemi nascono e muoiono li, compresa la
convinzione che ballare "non è semplice".
Anzi...mo che ci sono... :oP ...mi piacerebbe che qualcuno mi spiegasse il
contrario...perchè invece si pensa che è "difficile"? ^__*
"Corinna" <bailal...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
news:30ekb.46291$vO5.1...@twister1.libero.it...
Purttroppo [cut] ....
> Un basico lo chiamiamo comunemente *passo base*, ma riflettiamo se in ciò
> che facciamo fin da principianti, l'azione del *passo* è presente (sposto
> TUTTO ME STESSO da un punto all'altro nello spazio), dato che la parola la
> nominiamo? Nel passo su-citato questa azione NON c'è, spostiamo soltanto
un
> piede in avanti e torniamo al centro; e spostiamo un piede indietro e
> torniamo al centro. FINE. Dico *fine* perchè il principiante scrupoloso
che
> si attiene agli insegnamenti di scuola, con questo basico NON deve per
> regola muoversi manco di un cm quando sta in pista. E quando eseguono il
> basico così, ballano tutti saltellando e alcuni paiono robottini. Poi gli
> spieghi un altro movimento e cambiano in meglio all'istante. Segno che
tanti
> che non hanno una grande considerazione di se come ballerini, in realtà
> invece, bravi possono esserlo tranquillamente se ricevono informazioni di
> altro tipo.
Non ho capito una cosa... Ma allora il passo base qual e'?
Nel mio percorso di ri-apprendimento delle basi, per potermi migliorare,
vorrei chiederti allora da quale moviemento partire se non e' quello
avanti-indietro.
>
> Se poi ci ricolleghiamo al significato di *ballare* che si esplica
> nell'azione dal passo base che segue un tal ritmo, alle parole *passo
base*
> possiamo aggiungere anche la parola *fondamentale*, perchè se ballare
> significa quanto detto, allora vuol dire che il basico è il FONDAMENTO
(=ciò
> che sorregge) delle eventuali variazioni. Che significa "vario la coppia
> (=faccio le figure) ma il movimento ciclico è sempre quello che compio
> quando non vario affatto".
>
> Ecco quindi che le parole che usiamo, trovano una spiegazione LOGICA. Da
quì
> in poi, posso anche andare ad approfondire con le varianti, i virtuosismi,
> gli accenti basici ecc. ecc., che sarebbe come dire "ho cucito lo stampo
> base della camicia e adesso decido come ricamarla, dipingere i polsi,
> ornarla con bottoni particolari" ecc. ecc.
>
> In conclusione, consiglio mio: riflettete sul tipo di basico che vi è
stato
> insegnato e/o praticate. TUTTI i problemi nascono e muoiono li, compresa
la
> convinzione che ballare "non è semplice".
>
> Anzi...mo che ci sono... :oP ...mi piacerebbe che qualcuno mi spiegasse il
> contrario...perchè invece si pensa che è "difficile"? ^__*
Ti rispondo perche' IO penso sia difficile...
Si pensa che e' "difficile" perche' piu' pensi a "come fare", meno ti riesce
una qualsiasi cosa... TRadotto.. se devi "pensare" a quali "comandi" inviare
a piedi-gambe-braccia-mani, e non riesci a farlo in modo "spontaneo" (come
si sa camminare o bere o altro), allora ti perdi e:
1. non segui piu' la musica (e non ti diverti);
2. non ti segue la partner (e non ti diverti);
3. ti escono delle ciofeche (e non ti diverti);
4. NON TI DIVERTI (e balli poco..).
>
> Bacetto Corinna Vi
Una slappata a te!!!
Ciriciao, Lele
>
>"maria" ha scritto
>
>> ...Per farci capire ha eseguito
>> gli stessi movimenti in tensione, mimando la contrazione facciale
>> addirittura
>> e successivamente rilassando i muscoli. Altra musica, è proprio il
>> caso di dirlo.
>
>Esattamente. Se vogliamo, il "segreto" è tutto li, nel "pensare semplice",
>perchè nel momento in cui subentra il ragionamento che vuole razionalizzare
>il passo, il corpo si irrigidisce e anche quello che già sappiamo fare con
>morbidezza, viene fuori na schifezza :oP .
"vacila"
Un uomo aspetta una donna. La vede arrivare da lontano, gli piace, la
osserva camminare, indossa abiti nuovi. Lei si avvicina, lo saluta, un
bacio e lui: "lasciati guardare". Le fa un cenno, perchè lei ruoti e
si faccia ammirare e lei si allontana un po', ruota su se stessa
infatti, compiaciuta, si mostra a lui e facendolo gli si riavvicina,
perché la prenda tra le braccia.
Hanno eseguito una "vacila".
E' anche questo che intendi, Corinna, quando dicevi che ballare è
ricordare passi e gesti quotidiani ed eseguirli ad un ritmo costante?
Un passo di ballo e le sue variazioni sono ricordi di movimenti che si
eseguono ogni giorno, senza esserne più consapevoli e di messaggi non
verbali che in quantità costellano la nostra giornata, ma anche qui
non ne siamo (o solo in parte) consci? A quale uomo viene in mente di
lanciare una donna come una palla da baseball per farla ruotare su sé
stessa perché la vuole ammirare? Quale donna, facendolo, penserebbe
prima come fare il giro e dove arrivare, con il piede, mentre lo fa?
Se qualcuno si divertisse a ridescrivere passi e figure con un codice
del quotidiano, chissà, forse per noi che lo avviciniamo come un
qualcosa di alieno e diverso, tutto sembrerebbe più semplice. E' per
questo che si dice che i latini hanno il ballo nel sangue? perché ci
"camminano" fin da piccoli e non devono "ricordare"?.
> Credo anche pero' che la "salsa minima" non sia solo in coppia chiusa: ad
> esempio aprire la coppia con la "marileva" (si chiama cosi'?)
No, si chiama "mariposa" (che in spagnolo vuol dire "farfalla", in quanto la
coppia disegna sul pavimento una figura simile alle ali di una farfalla).
> >>Ma che ne pensate ad esempio dell'apertura cubana? E' necessaria?
No; io sono andato avanti per anni senza sapere che esisteva.
Ciao,
\/alerio
Bravissima!!! Hai utilizzato un esempio favoloso!!! Per restare nel tuo es.,
il vacilala è proprio la riproduzione in Musica di questa azione da te
descritta che però NON compiamo ogni giorno, ma ne siamo capaci se si
presenta l'occasione!
Il nome dato alla variazione *vacilala*, vuole proprio simulare in Musica
questa intenzione da parte dell'uomo di ammirare la donna che ha davanti. Il
percorso quindi non è *ballo-->cose nuove* ma il contrario e cioè
*azioni/vissuti quotidiani e non-->trasportati in Musica*. Di conseguenza il
pensare che ballare è *difficile* o *facile*, dipende dalla strada che
prendiamo...
> Un passo di ballo e le sue variazioni sono ricordi di movimenti che si
> eseguono ogni giorno, senza esserne più consapevoli e di messaggi non
> verbali che in quantità costellano la nostra giornata, ma anche qui
> non ne siamo (o solo in parte) consci?
esatto. Il linguaggio del corpo è il primo linguaggio che tutti impariamo
dalla nascita, tant'è che un bambino, pur senza comprendere il senso del
linguaggio della madre, si blocca di colpo e si rabbuia se vede che la mamma
ha un'espressione "minacciosa". Oppure impara a prendere una cosa tra le
mani perchè la mamma gliela porge (cioè non la prende perchè capisce il
significato di "tieni in mano"). Il bambino cioè risponde per simulazione:
la mamma allunga una mano e lui allunga la sua, come dovrebbe fare la dama
per logica quando un uomo porge la sua, mentre l'assurdità è che a scuola
alla gente diciamo che gli *insegnamo* a farlo.
Quando poi da bambini iniziamo a parlare, cominciamo ad allontanarci dal
primario sistema di comunicazione perchè ne subentra un altro. Questo però
non significa che dimentichiamo totalmente il ns primo linguaggio, ma lo
accantoniamo perchè ne usiamo uno più "diretto". Per cui crescendo,
comunichiamo con gli altri sempre di più con la parola e sempre di meno
prestiamo attenzione al linguaggio "primordiale" del corpo, ovviamente per
comodità e perchè l'ambiente in cui viviamo ci impone di usare una lingua
comune.
Quando balliamo invece, ecco che si riaffaccia un "antico linguaggio", che
non è vero che dobbiamo *impararlo*, ma dobbiamo semmai *ricordarlo*. Ogni
azione che noi compiamo in coppia nel ballo, è di fatto la riproposizione in
Musica (e secondo un ritmo costante) di: azioni, intenzioni, modi di fare
ecc. che sono già nostre, ma accantonate o automatizzate a tal punto che
manco ricordiamo di saperle esprimere. Quello che la Musica ci chiede è di
"farlo seguendo il suo ritmo".
In pedagogia c'è un detto che ci calza a pennello:
"un bambino/allievo NON E' un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere"
^_____^
E' attraverso il percorso del ricordo e quindi dal "conforto/rassicurazione"
che questo pensare semplice ti da, che le azioni in Musica escono quasi da
sole e allora è molto più semplice alimentare il "fuocherello" (=stimolo,
interesse) che c'è dentro ad ogni persona. Attraverso il ricordo delle ns
infinite azioni già apprese e automatizzate, non stiamo "riempiendo il
vaso", ma lo stiamo svuotando di tutto ciò che già aveva dentro, fin dalla
nascita...
>A quale uomo viene in mente di
> lanciare una donna come una palla da baseball per farla ruotare su sé
> stessa perché la vuole ammirare? Quale donna, facendolo, penserebbe
> prima come fare il giro e dove arrivare, con il piede, mentre lo fa?
Esattamente! E questo approccio inizia proprio con il "passo base". Quello
che noi chiamiamo in questo modo è l'assemblaggio di un tot di movimenti che
nell'arco della ns vita ripetiamo OGNI giorno per n volte, con l'unica
differenza che non li compiamo con una "colonna sonora" (=musica) o una
cadenza imposta da qualcun altro(=colui che ha composto la musica). E quindi
già quì a scuola inizia il "pensare semplice" e insieme la fase di
rilassamento mentale, perchè è sicuramente diversa la risposta da parte
dell'allievo quando si sente dire che dovrà ricordare cose che già sa più
che incamerare cose che non sa. (questa è una delle lezioni che farò allo
stage di Grosseto)...
> Se qualcuno si divertisse a ridescrivere passi e figure con un codice
> del quotidiano, chissà, forse per noi che lo avviciniamo come un
> qualcosa di alieno e diverso, tutto sembrerebbe più semplice.
ti assicuro che E'...moooooolto più semplice e per come la penso io, anche
la strada più logica da seguire. Facciamo un altro esempio di apprendimento
attraverso il "vivere quotidiano". Hai presente quello che in Salsa-Mambo si
chiama Cross Body Lead e in Casino Cubano si chiama Caminada no?
Ora, se io allievo non partissi dal *ricordo del vivere quotidiano*,
comincerei a concentrarmi con la mente su dove vanno: i piedi e le mani cosa
fanno e la testa e l'angolazione del busto ecc. ecc. Cioè mi metto a
razionalizzare un'azione (rendendola meccanica e rigida, perchè il corpo è
teso) che non ricordo di saper fare.
Al che...rapportiamoci al quotidiano o, se vuoi, a quel primordiale
linguaggio del corpo che ci appartiene.
Nessun uomo ha mai *ceduto il passo* ad una donna mentre sta entrando in un
luogo? Della serie...si è mai aperta la porta del ristorante ponendosi a
lato per far passare prima la dama e poi rimettersi dietro di lei sulla sua
scia una volta che è passata? (e non voglio soffermarmi sull'espressione
galante/compiaciuta del volto che nasce proprio spontanea in entrambi quando
accade...=intenzione) Penso che se anche fino ad oggi non ci è capitato
manco UNA volta nella vita di farlo, sicuramente non ce lo deve insegnare
nessuno nel momento in cui ci si trova in questa situazione no?
Ecco, un Cross o una Caminada, sono la stessa IDENTICA cosa, imparati però
attraverso l'analisi del SENSO di ciò che stai facendo, con la differenza
che ti è stato dato un ritmo da seguire per compiere questa azione.
Allora se ricordiamo che:
1) prima di aprire la porta del ristorante alla dama, buttiamo l'occhio per
vedere se qualcuno intralcia il passaggio, ecco che l'uomo sul Cross (o
Caminada) gira prima la testa per vedere dove vuole portare la dama (ed ecco
che non lo vedi più ballare a testa bassa o con lo sguardo perso nel vuoto
perchè sta li a pensare)
2) quando l'uomo si gira a guardare verso un punto, si gira anche il busto
perchè è collegato alla testa e contemporaneamente anche i piedi si
"accomodano" automaticamente nel punto giusto, perchè è la logica del
movimento (ed ecco che non ha più bisogno di pensare a dove va il piede sx e
poi il dx e poi in che angolazioni ecc.)
3) se pensa di cedere il passo alla dama che vuol far passare prima di lui,
se non vuole che questa gli passi sopra, ecco che spontaneamente si sposta a
lato (ed ecco che non deve più memorizzare il punto preciso del "dove mi
devo mettere")
4) successivamente la donna passa davanti a lui ed infine lui si rimette
sulla "scia di lei", come dire "la seguo e la porta si chiude dietro di noi"
(ed ecco che non deve più razionalizzare ancora il passo e tornare a pensare
"dove va adesso il pd sx e il dx e in che direzione..."...quale direzione???
Ma logico...se entrate nello stesso ristorante, dove va lei vai anche tu
no??? :oD).
La donna inoltre, ponendosi nella medesima dimensione, non impara a
dirigersi sempre e solo in un sol punto perchè sulla base di un movimento
costruito razionalmente a puntino, essa finiva sempre sullo stesso punto
(=figura costruita a tavolino). Ma impara a rispondere a questo invito in
tanti modi, ognuno a seconda delle molteplici possibilità di direzione che
l'uomo del momento le può dare (e così si archiviano le lezioni sui "Fen a
45°, 90°, 180° & Co" = tempo perso).
>E' per
> questo che si dice che i latini hanno il ballo nel sangue? perché ci
> "camminano" fin da piccoli e non devono "ricordare"?.
Sicuramente ce lo hai nel sangue anche tu (e di fatto ce lo abbiamo tutti,
ma molto più sopito, addormentato, represso), se vivi in una cultura dove il
corpo rimane *protagonista del quotidiano*: dal suo uso continuo a sfondo
religioso, che lo rende un tramite e non una componente dell'uomo da
mortificare continuamente; a giornate non piene di mille e una cosa da fare,
collegare, coordinare, incastrare e il tutto secondo precisi ritmi che però
cambiano a seconda di: fasce orarie di una stessa giornata, giorni diversi
nell'arco della settimana, settimane con ritmi diversi a seconda del mese,
mesi con ritmi diversi a seconda delle stagioni che il clima altalenante ci
obbliga a vivere diversamente.
Prova ad andare a vivere per un po' in un Paese sempre caldo, senza pc e
cellulare, senza lo stress della Metro e il guardaroba da rifare a seconda
della moda del momento....vedi tu come cambia il tuo corpo... :oP
Bacetto Corinna Vi
http://www.bailalatino.it 9/11 stage di Rumba e Guapperia solo uomini con
Alberto Valdes; stesso giorno stage Rumba e Gestualità Femminile (Chusmeria)
solo donne con Niovis Soto; dalle 15.30 alle 18.30 c/o Baila Latino C.D. VI
BuB
Che comico che sei....
Cmq a Cuba si utilizzano nella didattica proprio questi metodi, che secondo
me sono molto efficaci, sia per l'apprendimento che per il rendersi
consapevoli che il ballo é cultura.
Ricordo all'Avana un corso casalingo accellerato (5 o 6 incontri di un paio
d'ore) che un mio amico cubano fece a un mio amico milanese un tantino
troppo rigido, e lo indusse al movimento fisico proprio facendogli esca con
il ricordo di azioni quotidiane non collegate al ballo, il mio amico finì
per *sbloccarsi* rapidamente, un *gioco* a lezione oltre che divertente
anche molto propedeutico rispetto al fine della lezione stessa. Se Corinna
utilizza questi elementi nel suo metodo, me ne compiaccio, non possono che
essere efficaci, inoltre si da il vero senso a tutto quello che si fa nel
ballo... in questi casi il ballo non é solo divertimento, ma anche cultura.
Ciao
Pachanga
>
>"maria" ha scritto
>Cut sul vacilala
>> E' anche questo che intendi, Corinna, quando dicevi che ballare è
>> ricordare passi e gesti quotidiani ed eseguirli ad un ritmo costante?
>
>Bravissima!!! Hai utilizzato un esempio favoloso!!! Per restare nel tuo es.,
>il vacilala è proprio la riproduzione in Musica di questa azione da te
>descritta che però NON compiamo ogni giorno, ma ne siamo capaci se si
>presenta l'occasione!
>Il nome dato alla variazione *vacilala*, vuole proprio simulare in Musica
>questa intenzione da parte dell'uomo di ammirare la donna che ha davanti. Il
>percorso quindi non è *ballo-->cose nuove* ma il contrario e cioè
>*azioni/vissuti quotidiani e non-->trasportati in Musica*. Di conseguenza il
>pensare che ballare è *difficile* o *facile*, dipende dalla strada che
>prendiamo...
Be', Corinna, è solo frutto di..osservazione. In realtà non è tutta
farina del mio sacco, queste cose mi sono venute in mente guardando (e
riguardando, perché lo trovo bellissimo) un video molto cubano e molto
casalingo dove due coppie spiegano i passi base e le figure più
semplici della salsa. Uno dei capitoli descrive appunto la figura del
"vacila" ( lo chiamano così) e l'uomo indicando i suoi occhi spiega in
spagnolo che questa figura gli serve proprio per ammirare la ballerina
che infatti, tutta goduta e con grande grazia e semplicità ruota e si
riavvicina a lui. Guardandolo, l'immaginazione prende il volo e da lì
a ripercorrere con il ricordo situazioni che in realtà conosciamo per
averle vissute o viste il passo è breve.
Il video è cosi' interessante proprio perché descrive e racconta non
solo i gesti ma anche le intenzioni che stanno dietro ai gesti e il
messaggio che sottende il tutto è che la donna ruota intorno al suo
uomo ma il loro ballare è un continuo dialogo, anche quando lei
mantiene il passo base come riferimento costante, per permettere a lui
invece delle variazioni e lui è pero' l'appoggio solido e il continuo
riferimento del suo ruotare. Insomma questi ballerini, mentre
insegnano, condiscono il loro muoversi di osservazioni semplici e
comprensibili per chiunque.
Leggendo la tua bella risposta nella quale parli della "caminada" mi è
tornato alla mente una cosa sulla quale anche riflettevo (questa volta
non sollecitata dal video). Un uomo e una donna camminano
sottobraccio: la loro statura è probabilmente diversa, la lunghezza
del passo lo sarebbe se camminassero separatamente, ma dato che stanno
camminando insieme, adeguano il loro passo, sia in termini di "ritmo"
che di distanza che coprono. Impossibile, fate una prova, camminare
sottobraccio a qualcuno senza coordinarsi, non ci si riesce proprio.
Non so se è cosi' centrato come esempio, ma dato che camminare
sottobraccio è proprio cosa di tutti i giorni per chiunque, non resta
che provare a...farlo in musica come se si stesse andando insieme, a
passo un po' sostenuto, all'ultimo spettacolo.
Maria: il passo base
> Non so se è cosi' centrato come esempio, ma dato che camminare
> sottobraccio è proprio cosa di tutti i giorni per chiunque, non resta
> che provare a...farlo in musica come se si stesse andando insieme, a
> passo un po' sostenuto, all'ultimo spettacolo.
>
Maria: il vacila
> Un uomo aspetta una donna. La vede arrivare da lontano, gli piace, la
> osserva camminare, indossa abiti nuovi. Lei si avvicina, lo saluta, un
> bacio e lui: "lasciati guardare". Le fa un cenno, perchè lei ruoti e
> si faccia ammirare e lei si allontana un po', ruota su se stessa
> infatti, compiaciuta, si mostra a lui e facendolo gli si riavvicina,
> perché la prenda tra le braccia.
Credo che migliore descrizione della "salsa minima", eppure densa e piena di
sensualita' e gioia non si potesse fare.
Il prendere i gesti quotidiani, semplici, e farli diventare danza significa
rendere davvero naturale (e poetico) il ballo, portandolo fuori dalla fredda
tecnica.
E poco importa se si parla di "basici" o di "variazioni" o "reminiscenze":
sono due persone nella loro interezza, che danzano (sorridendo) cosi' come
camminano o come si incontrano nella vita.
> Un uomo e una donna camminano
> sottobraccio: la loro statura è probabilmente diversa, la lunghezza
> del passo lo sarebbe se camminassero separatamente, ma dato che stanno
> camminando insieme, adeguano il loro passo, sia in termini di "ritmo"
> che di distanza che coprono. Impossibile, fate una prova, camminare
> sottobraccio a qualcuno senza coordinarsi, non ci si riesce proprio.
> Non so se è cosi' centrato come esempio, ma dato che camminare
> sottobraccio è proprio cosa di tutti i giorni per chiunque, non resta
> che provare a...farlo in musica come se si stesse andando insieme, a
> passo un po' sostenuto, all'ultimo spettacolo.
Quest'altro es. è altrettanto azzeccatissimo Maria ^__* .
Quando camminiano uno sottobraccio all'altro, lo facciamo però quando....?
Quando siamo _rilassati_. Tu ci riesci a camminare speditamente sottobraccio
ad una persona con la quale devi assolutamente entro l'ora x essere in un
determinato posto e sei in ritardo? Io no, in questo caso si cammina uno
quasi fianco all'altro, aumentando la velocità e ognuno dei due si coordina
a modo suo, tant'è che spesso uno dei 2 dice all'altro
"aspettami...rallenta...".
Ora immaginiamo questa coppia a passeggio nel parco la Domenica pomeriggio,
senza orari da rispettare o un luogo da raggiungere entro l'ora x. Niente e
nessuno ci impone nulla ed entrambi nel fare i passi, non usiamo una
distanza casuale tra un piede e l'altro, ma senza saperlo quella distanza
corrisponde alla larghezza del ns bacino (sia che si cammini in avanti, sia
che all'occorrenza si faccia un passo laterale mentre magari stai scegliendo
un film nello scaffale della videoteca). E l'eventuale differenza tra
larghezze di bacini diversi è di pochi cm, piccoli margini che cmq
consentono ad uno dei 2 di "allinearsi all'altro" senza fatica.
Torna ad immaginare una coppia uomo-donna che passeggia al parco e,
certamente, è sempre l'uomo che si adegua al passo della sua donna, proprio
perchè è più semplice per una persona dalla conformazione fisica più "ampia"
della ns e con un passo "rilassato" di qualche cm più lungo, accorciarlo per
agevolarci pur continuando ad essere rilassato. Se toccasse alla donna
adeguarsi all'uomo, essa potrebbe uscire da questa fase di rilassamento,
perchè le tocca concentrarsi e faticare per stare al passo di lui, in quanto
le tocca _ampliare_ i suoi "margini fisici di rilassamento".
Trasferiamoci ora in una sala da ballo. Andare a ballare immagino che per
tutti rappresenti un momento di relax no? Di svago, di piacere fisico e
mentale ove poter lasciare temporaneamente da parte ritmi frenetici e
problemi vari. Tra il fare una passeggiata domenicale e l'andare a ballare,
la dimensione in cui ci caliamo è la medesima. E' tempo libero dedicato a
noi dove cerchiamo il rilassamento.
La differenza tra i 2 modi di rilassarsi è che al parco non c'è la Musica
mentre in pista si. Per cui quando balliamo e rispetto al ritmo comune che
vogliamo ballare insieme, ci "accordiamo" su un passo base da tenere e
riprodurre ciò che accade già in un'altra situazione simile, è il modo
migliore per entrare in sintonia con l'altro.
Facciamo attenzione però ad una cosa: e cioè che quando siamo al parco,
tutti e due stiamo camminando insieme MA...mettendo in pratica le medesime
azioni. Cioè...entrambi eseguiamo il passo allo stesso modo, mettendo in
atto gli stessi meccanismi fisici e quindi per tale motivo possiamo
camminare insieme. L'evntuale differenza è in quei cm di lunghezza del passo
(che scompare quando uno dei 2 lo accorcia), ma NON nella DINAMICA del passo
stesso.
Se invece in pista uno dei due non si rifà all'azione vera del passo
normale, ovvio che l'altro vive un disagio, perchè essendo in coppia chiusa
(come se fossimo a braccetto nel parco), ad uno dei due tocca subire.
E quando nel *passo base in Musica* non riproduciamo il meccanismo del passo
normale? Quando ci convinciamo (o ci convincono) che quella cosa NON la
sappiamo fare ed essendo una cosa diversa allora "la si fa in un altro
modo". Cioè prendiamo le distanze da noi stessi, ci estraniamo dal
*movimento in musica* (=ballo) quando in realtà stiamo parlando di
MOVIMENTO, cosa che pratichiamo OGNI ISTANTE DELLA NS VITA fin dalla
nascita.
Diverso è invece pensare a come ASSOCIARE movimenti che già conosco, per
comporre un _insieme ciclico di movimenti seguendo un dato ritmo imposto_,
il quale risultato è *il ballo Salsa*.
Il problema quindi di qualsiasi persona qual'è? Quello di verificare se il
PROPRIO movimento, è tale da permettere la realizzazione di un "equilibrio
di coppia" (=ballo IN coppia), perchè finchè mi muovo da solo (=cammino da
solo) ad un ritmo CHE SCELGO IO, io posso ugualmente aver trovato una mia
personale sorta di equilibrio; ma quando DEVO muovermi insieme ad un altro,
ciò che può andar bene al mio corpo, può invece contrastare sia con quello
altrui che con il ritmo del ballo che devo seguire, ritmo che non sono più
io a scegliere, ma mi viene imposto.
Questo è il passaggio fondamentale per qualsiasi allievo, perchè ciò che noi
pensiamo essere *naturale* per ognuno di noi, può NON essere CORRETTO.
E' _naturale_ perchè una serie di cose hanno influito in noi nell'arco della
ns vita e quindi il ns corpo ha "reagito" in un dato modo assestandosi in
una data maniera; ma può non essere _corretto_ per quell'attività che ho
voglia di iniziare a praticare, dove però a questo punto devo _fisicamente_
rispettare sia dei parametri di tipo fisico, sia un ritmo COSTANTE di
movimento.
In difinitiva quindi, a mio avviso il compito del M.tro qual'è? Quello di
far notare all'allievo quando muovendosi compie dei movimenti *indotti*
dalla razio (che nella ns cultura fa da "padrone"), che contemporaneamente
diventano movimenti rigidi e innaturali anche rispetto alla naturalezza
dell'individuo stesso (corretta o parzialmente corretta che sia), in quanto
è questo ciò che accade al ns corpo quando ci concentriamo oppure pensiamo
di dover *imparare* una cosa che non ricordiamo di saper già fare.
Il M.tro però riesce a far questo, avendo dalla sua la conoscenza di tutte
quelle cose che "compongono" la materia che sta insegnando che, da un lato
riguarda il movimento del corpo e i suoi meccanismi ivi compresi i vizi di
postura che creano difficoltà al movimento (perchè ballare è *movimento in
Musica* per cui DEVO per forza analizzare che tipo di movimento naturale ho
sviluppato nella crescita); e dall'altro e IN VIRTU' di questa conoscenza,
riesce ad individuare meglio il modo di ballare quel ballo da parte dei
modelli tradizionali che sceglie, che al proprio allievo sta insegnando.
Ed è quindi sulla base di tutto ciò che decide di insegnare un dato basico
piuttosto che un altro, perchè in quel basico contemporaneamente si
rispettano le regole corporee del movimento (che mi fanno raggiungere lo
stato di rilassamento mentale che mi permette di godere il ballo in toto - e
allora forse riesco anche a ballare SULLA MUSICA perchè la mia mente è
libera e può coglierne le sfumature) e anche il modello tradizionale di
ballo che si è scelto da poter condividere con gli altri, mentre nell'altro
no. E meglio ancora, è proprio il mio movimento in musica rilassato e
morbido che fa entrare nella stessa dimensione anche la persona che invito a
ballare.
Come dire....la mia amica è tesa e agitata, me la prendo sottobraccio e la
porto a passeggio con me, dove il mio passo dolce e la mia voce tranquilla,
fanno si che si rilassi e si calmi. Se invece me la prendo sottobraccio ma
comincio a camminare a zig zag e la mia voce diventa affannosa (perchè
camminare a zig zag comporta fatica fisica...)...la mia amica si agiterebbe
ancora di più. :oD
Certo è che nessuno mi impedisce di camminare a zig zag, ma se c'è un modo
per camminare meno faticoso di questo e che mi mette in sintonia con gli
altri...perchè non provarlo quando sono il primo a guadagnarci? ^___^
> Non ho capito una cosa... Ma allora il passo base qual e'?
> Nel mio percorso di ri-apprendimento delle basi, per potermi migliorare,
> vorrei chiederti allora da quale moviemento partire se non e' quello
> avanti-indietro.
Giusto per dirti che non mi sono dimenticata del tuo post e appena ho un
altro po' di tempo ti risponderò! ^__*
Bacetto Corinna Vi
megacut
>Certo è che nessuno mi impedisce di camminare a zig zag, ma se c'è un modo
>per camminare meno faticoso di questo e che mi mette in sintonia con gli
>altri...perchè non provarlo quando sono il primo a guadagnarci? ^___^
Grazie veramente per tutto quello che hai scritto, molto chiaro, e qui
sta il punto, non solo chiaro per chi balla da tempo ma chiaro per
chiunque legga il ng, anche se ha iniziato da poco. Se avessi letto
queste cose quando anch'io ho fatto i ..primi passi, molte cose che
non mi quadravano per niente, mi creavano nervosismo e non capivo
perché, dato che ballare, di per sé, mi ha affascinata fin dal primo
momento, avrebbero trovato risposte molto prima.
Io posso dire che ormai mi sento proprio a mio agio quando ballo (e
mi diverto tantissimo), le ansie sono fortunatamente un ricordo
lontano e non perché sia diventata una ballerina provetta, anzi,
incasino ancora e parecchio, ma è parte di un tutto che è il ballo e
che mi fa stare bene. Per non parlare poi di quando ballo sola, a
casa, quella per me è diventata ormai una tecnica di rilassamento,
non importa quanto veloce sia il pezzo, anzi, a volte li scelgo
proprio sulla base del mio stato psicofisico di quel momento. Se sento
i muscoli contratti per una giornata pesante, metto su un po' di
musica e ballo e, quasi per miracolo, la tensione si scioglie e mi
sento di nuovo bene nella mia pelle.
Besos
Non ti crucciare.. Ho letto gli altri tuoi post, e sono.. AFFASCINATO!!
Sto imparando molte piu' cose da una settimana a questa parte (da quando
cioe' ho iniziato a l(')urk(a!) re il NG) che in due anni di corso!!
> Bacetto Corinna Vi
Ciriciao!!
:-*
Lele
>
> Come dire....la mia amica č tesa e agitata, me la prendo sottobraccio e la
> porto a passeggio con me, dove il mio passo dolce e la mia voce
tranquilla,
> fanno si che si rilassi e si calmi. Se invece me la prendo sottobraccio ma
> comincio a camminare a zig zag e la mia voce diventa affannosa (perchč
> camminare a zig zag comporta fatica fisica...)...la mia amica si
agiterebbe
> ancora di piů. :oD
Tutto (o quasi) cio' che hai scritto e' convincente e frutto (si vede, si
sente) di riflessioni profonde e di esperienza. Cosa mai si potrebbe mai
aggiungere sul ruolo del basico e sulla didattica per insegnarlo? O sul
fatto di ballare rilassati, sul fatto di far sentire il partner tranquillo?
Cio' non toglie che, dopo averci a lungo pensato e dopo aver dovuto digerire
piano piano la tua teoria (che va presa a piccole dosi giornaliere) mi sono
convinto a torto o a ragione che e' solo una parte, molto importante certo,
della "salsa minima".
L'equivoco nasce dal fatto che non parlo del "minimo necessario per imparare
a ballare", come sviluppi tu nel tuo trattatello (che ho gelosamente
conservato),
ma della conoscenza del minimo necessario per divertirsi ballando.
Lo diro' molto semplicemente, perche' io non sono un tecnico del settore che
tu rappresenti e che qui non ha (purtroppo) contraddittorio, ma spero anzi
sono certo che tu capirai lo stesso.
Quando ballo il basico non mi basta. E non basta neanche alla stragrande
maggioranza delle donne che ballano. Dopo qualche minuto di basico, fatto
bene quanto vuoi, con tutto il sentimento che vuoi, ci si stufa.
E questo perche' la musica varia, e tu vuoi seguirla, vuoi "sentirla" mentre
balli: vuoi fare delle "variazioni". Il tuo basico e' sicuramente lo
strumento principe su cui costruire il resto: ripartizione peso,
tranquillita' etc., ma e' solo tecnica.
Invece vuoi <ballare>, e ballare e' anche *giocare*, non e' solo applicare
delle regole "naturali". Conoscendo le regole di un gioco, per il solo fatto
di conoscerle, non ti diverti. Ti diverti giocando e aggiungendo "varianti"
generate certo dalle regole di base ma che ogni volta portano alla
diversita'.
Se tu giochi ogni volta la stessa partita prima o poi ti annoi. Se balli
sempre il basico ti annoi.
Per questo parlavo di salsa minima.
E' una salsa che contiene tutti gli elementi minimi necessari a produrre
poi divertimento non ad insegnare a ballare. Per quello ci sei tu e i tuoi
colleghi.
Chi conosce solo il basico e' in difficolta' con i cambi di posto, che ti
consentono un po' di variazione e di sorrisi, di mani che si cercano, di
corpi che si incrociano.
Non discuto della naturalezza o del metodo per insegnare la vuelta (che non
e' parte del basico no?) ma se una donna non la sa fare (mi o si) toglie
parte della bellezza dello scia dei capelli che girano, dei profumi che si
sentono, degli occhi che si ritrovano, dell'abbraccio finale. E non mi
interessa se non e' "tecnicamente" necessaria: io la considero parte del
"minimo".
Sapevo gia' che in questo mondo (il NG) per molti versi elitario e che ha in
molti (per fortuna non tutti) il gusto dell'allontanamento dal resto della
gente "comune", il risultato sarebbe stato che la salsa minima coincide con
il basico. E teoricamente magari e' cosi'. Ma la salsa, la timba, sono balli
di popolo, sono balli fatti per la socialita', per trovarsi, per giocare,
per sedurre, per ascoltare. E quindi voglio ballare con tutte: con chi fa il
basico cosi' piuttosto che cosa', con chi ama ballare cosi' puttosto che
cosa': per questo cerco un "linguaggio" comune che pero' sia condiviso da
latini ed europei, e "minimo".
Premessa per chi non lo sa (rispondo quì a Lele). Mio basico:
Chiu-do (i piedi)-pas-so-chiu-do (i piedi)-pas-so
sx 1- dx 2 ------sx 3-4--dx5-sx6--------dx7-8
Sia in orizzontale (basico del Son per il Casino), sia in linea (basico
della Salsa-Mambo), dove il meccanismo è il medesimo e cambia solo la
*direzione* che si prende all'atto del passo ai tempi 3 e 7.
Fermo restando che sia nel Casino che nel Mambo, si possono prendere
ENTRAMBI le direzioni e tutte quelle che vogliamo.
Piccoli particolari che riguardano la posizione dei piedi ma che NON
influiscono nel movimento ciclico:
1) al tempo 1, sul basico del Casino, il piede sx è con la punta (o mezza
punta, dipende) al livello del tallone del pd destro e viceversa il dx
quando marca il tempo 5.
2) al tempo 1, sul basico del Mambo, il piede sx è con il tallone al livello
della mezza punta del piede dx e il piede dx al tempo 5 o con la mezza punta
al livello del tallone del pd sx.
3) In una mariposa (apertura semplice), al tempo 1 il pd sx si apre un po'
verso sx (il dx resta speculare alla dama), al tempo 5 si apre un po' il pd
dx.
4) nei mezzi giri, cambiano solo le angolazioni di un piede (come per la
mariposa), ma il movimento ciclico che compi nel basico, CONTINUA ad
avvenire, così come per tutto quello descritto fin quì.
5) nella vuelta basica, la donna compie sempre lo stesso movimento basico,
con la sola differenza che ai tempi 5 e 6, contemporaneamente all'azione
"chiudo i piedi", lo fa girando, per poi tornare sul basico al tempo 7. Idem
per la vuelta in linea.
6) idem per un dile que no, una Caminada, un Cross, un Tumbao *semplice*, un
ceck *semplice* ecc. ecc..
Ho capito cosa vuoi dire e non a caso l'ho presa alla lontana, parlando del
basico. Ti spiego perchè.
Perchè ogni variazione che tu vai a fare, minima o massima che sia (cioè
poche cose o tante), riesci a farle con semplicità e anche "maggior
sabrosura", sempre e proprio in rapporto al basico che hai imparato. Per
alcuni, anche quelle piccole o poche cosucce rappresentano una grande
difficoltà, ma non perchè siano difficili davvero, ma perchè ogni variazione
(anche la vueltina semplice), è una *variazione delle braccia* ma NON del
basico...
> Quando ballo il basico non mi basta. E non basta neanche alla stragrande
> maggioranza delle donne che ballano. Dopo qualche minuto di basico, fatto
> bene quanto vuoi, con tutto il sentimento che vuoi, ci si stufa.
questo è sicuro. Non intendevo dire che *salsa minima* è *salsa in basico*,
ma analizzando il basico che fai, se è quello giusto, il "problema" di un
minimo o medio o massimo, non ce l'hai.
> E questo perche' la musica varia, e tu vuoi seguirla, vuoi "sentirla"
mentre
> balli: vuoi fare delle "variazioni". Il tuo basico e' sicuramente lo
> strumento principe su cui costruire il resto: ripartizione peso,
> tranquillita' etc., ma e' solo tecnica.
> Invece vuoi <ballare>, e ballare e' anche *giocare*, non e' solo applicare
> delle regole "naturali". Conoscendo le regole di un gioco, per il solo
fatto
> di conoscerle, non ti diverti. Ti diverti giocando e aggiungendo
"varianti"
> generate certo dalle regole di base ma che ogni volta portano alla
> diversita'.
sono daccordo nella sostanza, ma a rischio di ripetermi, confermo che il
gioco che vuoi mettere in pratica, di qualsiasi livello sia, è sorretto dal
_tipo_ di basico che fai...
> Per questo parlavo di salsa minima.
> E' una salsa che contiene tutti gli elementi minimi necessari a produrre
> poi divertimento non ad insegnare a ballare. Per quello ci sei tu e i tuoi
> colleghi.
ma PRIMA di pretendere di divertirsi, è necessario imparare a *ballare*...
> Chi conosce solo il basico e' in difficolta' con i cambi di posto, che ti
> consentono un po' di variazione e di sorrisi, di mani che si cercano, di
> corpi che si incrociano.
> Non discuto della naturalezza o del metodo per insegnare la vuelta (che
non
> e' parte del basico no?)
la vuelta E' SORRETTA dal basico!
> ma se una donna non la sa fare (mi o si) toglie
> parte della bellezza dello scia dei capelli che girano, dei profumi che si
> sentono, degli occhi che si ritrovano, dell'abbraccio finale. E non mi
> interessa se non e' "tecnicamente" necessaria: io la considero parte del
> "minimo".
appunto, se la consideri parte del minimo ma dal basico è sorretta, NON
riesci a farla se non fai prima il basico giusto.
Non intendevo dire che il basico è sufficente, ma una donna una vuelta
riesce a farla senza sforzo (e magari imparandola direttamente in pista) se
il passo base che le è stato insegnato, continua ad essere il medesimo anche
se è in vuelta, tant'è che la chiamiamo "vuelta basica", perchè eseguita sui
dettami del basico. Ma per convalidare il basico che insegnamo, questo non
deve "bastare" solo per una o due variazioni, ma per TUTTE le variazioni che
intendiamo fare! Altrimenti quello che definiamo *passo base* NON possiamo
per logica chiamarlo così.
Mi spiego: quando parliamo di elementi minimi (la vuelta, i cambi di posto,
una apertura a mariposa ecc.), parliamo di fatto di *variazioni*, ma di
cosa? Del _ballo_. E *ballare* letteralmente cosa vuol dire? Vuol dire
eseguire un insieme di movimenti ciclici che ti coprono il ritmo che nel ns
caso è di 8 tempi ripetuti per n volte (la durata della canzone), ossia
compiere il *basico*. Fine. POI....una volta che hai imparato a _ballare_,
ti viene la voglia di variarlo sto ballare, perchè come dicevi tu, ci si
annoia. Ma se variare vuol dire ad. es. far fare una vuelta alla dama,
questa vuelta avviene si MA...sempre rispettando il movimento ciclico che
esegui nel basico, con la differenza che in un dato punto di quel basico, la
donna gira. E così per qualsiasi altra variazione che intendo fare, in quel
periodo del mio percorso in cui NON sto cercando il "pelo nell'uovo" (ad es.
potrei fare un tumbao - chiusura cubana- con il passo di guapperia perchè è
una *caratteristica* del ballo de la calle, ma anche se non lo so fare,
posso ugualmente fare un tumbao rispettando i canoni basici).
E' sicuramente DIVERSO trovarsi a dover cambiare completamente i movimenti
basici per fare una vuelta! Optare per un tipo di basico anzichè un altro,
vuol dire _verificare_ che per mettere in piedi un ballo Salsa volendolo
variare (cosa vari di fatto? Le direzioni no?) con: la vuelta, l'apertura, i
mezzi giri, una Caminada ecc. , di fatto stai SEMPLICEMENTE variando le
*direzioni* che prendi ma NON le azioni che compiono i piedi quando stai
*ballando NON variando*:
Variare è un desidero del tutto *personale*, ma non è IL ...variare che
significa *ballare*. E' da questo concetto che dobbiamo partire per
comprendere se il passo base che facciamo ha un senso oppure no.
Idem per le altre variazioni minime come lo sono i mezzi giri o una
mariposa. L'apertura a mariposa è di fatto una variazione, ma per farla NON
esci dai fondamenti del basico, perchè per farla accade soltanto che un
piede in un dato tempo ha un'angolazione diversa, ma rispetta ugualmente i
dettami del basico su quei precisi momenti ritmici.
Un MARE di donne con le quali tu desideri ballare o balli (o uomini con cui
balliamo noi donne), hanno costruito i loro movimenti su quel basico che io
non approvo. MA...quando vanno a variare, NON variano correttamente
rispettando le regole di quel basico, ma se vogliono variare anche con
quelle cosette minime, si trovano OBBLIGATE ad effettuare quei movimenti che
invece nel loro basico NON ci sono, con il risultato che tu ti trovi a
ballare con donne che non capiscono una guida perchè hanno il peso
invertito, fanno degli spostamenti di gamba giganteschi, senti che "pesano"
sulle tue braccia, inconsapevolmente sono passive sia in difetto che in
eccesso (o sono molle o strattonano) e quindi anche quel minimo diventa
*difficile*, perchè di fatto quello che compiono quando *ballano* (=basico),
NON E' quello che compiono quando *variano* (cosa? SEMPRE IL BALLO=basico).
Ad es. io ho delle principianti che sanno fare solo il basico così come
glielo sto insegnando io (in tutte le direzioni). Hanno iniziato a venire
alla serata aperta per la pratica Mercoledì scorso e alcuni miei allievi che
fanno da animatori, ovviamente le hanno invitate a ballare senza sapere cosa
sapessero o meno fare. Il risultato è che pur sapendo fare solo il basico,
hanno fatto ugualmente sia la Mariposa che i mezzi giri, guidate li al
momento. Questo perchè è stato detto loro "continua a seguire i dettami del
basico e ascolta la guida dell'uomo" =le direzioni che ti da (di cui già
hanno iniziato ad apprenderne i principi).
Ma questo è potuto accadere soltanto perchè fanno un dato tipo di basico, ma
se invece avessero appreso quel basico che ti ho descritto che io non
approvo (avanti-centro-indietro-centro), stai certo che non avrebbero saputo
seguire alcuna variazione. Perchè? Perchè quelle variazioni "minime" che
tutti andiamo a mettere in pratica agli inizi, NON "poggiano" sulla regola
base di questo basico, ma su quella che contiene il basico che io ritengo
essere quello "della Salsa"...
> Sapevo gia' che in questo mondo (il NG) per molti versi elitario e che ha
in
> molti (per fortuna non tutti) il gusto dell'allontanamento dal resto della
> gente "comune", il risultato sarebbe stato che la salsa minima coincide
con
> il basico. E teoricamente magari e' cosi'. Ma la salsa, la timba, sono
balli
> di popolo, sono balli fatti per la socialita', per trovarsi, per giocare,
> per sedurre, per ascoltare. E quindi voglio ballare con tutte: con chi fa
il
> basico cosi' piuttosto che cosa', con chi ama ballare cosi' puttosto che
> cosa': per questo cerco un "linguaggio" comune che pero' sia condiviso da
> latini ed europei, e "minimo".
Questo linguaggio comune, purtroppo non lo trovi se in comune non hai
nemmeno il passo base. Come dire...tu puoi anche camminare a zig zag se ti
piace farlo, ma se io non cammino così, stai sicuro che da te mi terrò a
distanza. Che NON vuol dire che con te non vengo a passeggio, ma vuol dire
che non posso camminare *insieme a te*, tenendoti sottobraccio, stabilendo
cioè quel contatto fisico che rappresenta la posizione chiusa di ballo
sociale quando balli in coppia.
Se il significato di *ballare* si esprime con il basico, se io *ballo*
muovendo i piedi in un modo e tu in un altro, di fatto è ovvio che non
stiamo condividendo lo stesso ballo. Oppure possiamo anche ballare una salsa
senza contatto fisico, cioè stando difronte ma ognuno si muove come gli
pare. Ma allora NON stiamo *condividendo* un _ballo_ nel senso letterale
della parola, ma stiamo condividendo delle "emozioni" (ci sorridiamo, ci
agitiamo, ci giriamo intorno ecc.) che la Musica ci origina individualmente;
io condivido semmai con te il mio momento *personale* di divertimento con il
tuo, ma ogni cosa che faccio NON è *speculare* a te. Cioè ...non mi esalto
particolarmente perchè ballando IN COPPIA con te, la tua mano mi ha guidata
in una variazione che mi è piaciuta tanto, perchè non c'è contatto fisico.
Siamo tornati praticamente allo stesso meccanismo del ballo individuale in
discoteca, dove posso muovermi come mi pare, tengo un ritmo che piace a me e
sorrido o provoco chi mi pare, ma come voglio io, senza alcuna regola da
rispettare.
Bacetto Corinna VI
[stra-cut]
Grazie per la risposta, ma perdonami, non ci sono... ':-|
Non mi quadra la sequenza dei piedi, soprattutto con la distribuzione dei
pesi.
Se sono con la punta sul sx sull'1, come faccio a battere il dx sul 2?
Dovrei pesare sul sx (che e' sulla punta..).
Mumble.... :-?
Oppure: batto punta e poi appoggio sx sull'1, batto dx sul due a piedi
uniti, sx avanti (o di lato, etc.) sul 3, ritorno sul 4 e riprendo la stessa
solfa col dx.
Scusa li'gniorranza... :-P
Lele
> Grazie per la risposta, ma perdonami, non ci sono... ':-|
Ok. Parte la lezione on line sul basico. Chi non fosse interessato, chiuda
quì. ^__^
E' ovvio che ogni volta che tu alzi e riappoggi un piede a terra, ci
sposterai il tuo peso sopra, così come fai quando cammini no?
Tu hai a disposizione 8 tempi musicali, su 6 dei quali ad ogni tempo
corrisponde un piede che si muove ok? (dico sei perchè 2 sono tempi di pausa
del piede).
Vediamo se riesco a farti comprendere il passo:
1) Sei in piedi a piedi uniti, fermo per iniziare il tuo basico e i tuoi
lati sx e dx sono le direzioni in cui si svolgerà il tuo *passo*.
2) Al tempo 1, il piede sx retrocede di mezzo piede (diciamo così per
semplicità) e il tuo busto si sposta leggermente a sx e sentirai così che il
tuo peso, lo sta sorreggendo la gamba sx; senti la fascia muscolare della
coscia sx che si indurisce (quadricipite) e il ginocchio è leggermente
piegato.
3) Al tempo 2 sposti il peso sul piede dx (spostando il busto verso dx) e
ovviamente marchi a terra contemporaneamente il pd dx.
4) In questa fase di marcatura dei primi due tempi musicali (1 e 2), le tue
gambe si toccano (e pure i piedi, anche se non sei a piè pari), da quì il
termine CHIU-DO, dove il CHIU corrisponde al tempo 1 e DO al tempo 2 (è un
mio modo per imparare da soli a chiamarsi le azioni che si compiono in
musica).
5) Al tempo 3, il tuo pd sx compie un passo verso sx (orizzontale) e la
direzione che deve seguire, è quella in linea con il tuo piede dx (come
spiegato al punto 1).
6) Il passo che compi al tempo 3 però dura 2 tempi musicali (3 e 4), perchè
nel momento in cui stai appoggiando il pd sx stai caricando il peso (tempo
3) e l'atto in cui lo scarichi totalmente sulla gamba sx è il tempo 4 (che è
esattamente quello che accade alle tue gambe quando cammini normalmente, sia
in avanti che di lato).
A questa fase corrisponde la parola PAS-SO, dove PAS coincide col tempo 3 e
SO con lo scarico del peso sul tempo 4.
7) Facendo quindi il passo al tempo 3 (+ il 4), ti accorgi che la gamba dx
chiude *naturalmente* sulla sx e quindi puoi andare a portare il peso sul pd
dx al tempo 5, sempre tenendolo di mezza misura più indietro del sx e anche
in questa fase le gambe si toccano (e pure i piedi), come avevi fatto
all'inizio (e torna la sillaba CHIU-)
8) Dopo aver marcato il tempo 5 col pd dx, riporti il peso sul pd sx al
tempo 6, sempre spostando leggermente il busto da un lato all'altro (come
spiegato nei punti 2 e 3) (ed è la sillaba DO)
9) Ora col pd dx fai al tempo 7 un passo verso dx, che incamererà anche il
tempo 8 (con lo stesso sistema spiegato al punto 6 e torna la parola
PAS-SO).
FINE
Avvertenze: la misura del piede che ai tempi 1 e 5 sta più indietro
dell'altro, dipende dal vizio di postura dell'allievo, perchè basta poco se
c'è già sviluppato un buon equilibrio, oppure il pd va più indietro se è da
correggere parecchio.
Infatti per riuscire a ripartire correttamente il tuo peso in ogni piede,
devi spostare l'asse del tuo baricentro in avanti, finchè non sentirai che
il tuo peso gravita di più sulle mezze punte (o metatarsi) anzichè sui
talloni.
| = omino
Non devi cioè stare così quando balli: |
Ma devi stare così: /
Spero ora sia più chiaro. ^_*
Bacetto Corinna VI
http://www.bailalatino.it 9/11 Stage di Rumba e Guapperia soli uomini con
Alberto Valdes - stesso giorno Rumba e Gestualità femm.le (Chusmeria) sole
donne con Niovis Soto - c/o Baila Latino C.D. Altavilla V.na ore 15,30/18.30
Ps. mancano le foto e sarei pronta per il Salserito eheheheh :oP
--
"Corinna", dando fondo ad ogni sua forza interiore per non insultarmi, ha
gentilmente scritto:
> Ok. Parte la lezione on line sul basico. Chi non fosse interessato, chiuda
> quì. ^__^
Aspetta, ora metto la musica di fondo.... :-)
>
> E' ovvio che ogni volta che tu alzi e riappoggi un piede a terra, ci
> sposterai il tuo peso sopra, così come fai quando cammini no?
>
> Tu hai a disposizione 8 tempi musicali, su 6 dei quali ad ogni tempo
> corrisponde un piede che si muove ok? (dico sei perchè 2 sono tempi di
pausa
> del piede).
>
> Vediamo se riesco a farti comprendere il passo:
>
> 1) Sei in piedi a piedi uniti, fermo per iniziare il tuo basico e i tuoi
> lati sx e dx sono le direzioni in cui si svolgerà il tuo *passo*.
>
> 2) Al tempo 1, il piede sx retrocede di mezzo piede (diciamo così per
> semplicità) e il tuo busto si sposta leggermente a sx e sentirai così che
il
> tuo peso, lo sta sorreggendo la gamba sx; senti la fascia muscolare della
> coscia sx che si indurisce (quadricipite) e il ginocchio è leggermente
> piegato.
Fortuna che vado in palestra..... ;-PPP
[omissis]
> FINE
>
> Avvertenze: la misura del piede che ai tempi 1 e 5 sta più indietro
> dell'altro, dipende dal vizio di postura dell'allievo, perchè basta poco
se
> c'è già sviluppato un buon equilibrio, oppure il pd va più indietro se è
da
> correggere parecchio.
> Infatti per riuscire a ripartire correttamente il tuo peso in ogni piede,
> devi spostare l'asse del tuo baricentro in avanti, finchè non sentirai che
> il tuo peso gravita di più sulle mezze punte (o metatarsi) anzichè sui
> talloni.
>
> | = omino
Questa e' eccezionale!!!
>
> Non devi cioè stare così quando balli: |
>
> Ma devi stare così: /
>
> Spero ora sia più chiaro. ^_*
>
> Bacetto Corinna VI
Ma grazie!!! (soprattutto per il bacetto!!! ;-D)
Effettivamente avevo capito bene, solo che non "quadrava" con il passo base
che mi hanno "imparato", e quindi non riuscivo a trovare una *logica*...[sto
iniziando a *evidenziare* come te...]
Effettivamente quanto mi hai detto permette di avere un movimento piu'
*ondeggiato* (permettimi il termine) e piu' *armonioso* di quello utilizzato
dagli altri.
Mi rimane un dubbio (almeno rimaniamo un po' di piu' nell'argomento del
thread):
dato che in giro vedo ballare (e lo vedo fare anche alle *lezioni* gratuite
di varie discoteche) il passo base classico:
(1sx-av 2dx-sp 3sx-id 4pau 5dx-id 6sx-sp 7dx-av 8-pau) dove
av-->avanti
sp-->sul posto
pau->pausa
id-->indietro
nel contesto di avere *un linguaggio comune a tuttti*, il passo base che mi
hai *imparato* sopra, quanto ci *azzecca* ??
> Ps. mancano le foto e sarei pronta per il Salserito eheheheh :oP
>
PS anch'io
Ti ringrazio molto per la disponibilta'... mi son sentito un po' *tardo*, ma
almeno ho capito!!!
Ciriciao, Lele
Io, al contrario di altri, non mi annoio quasi mai nel leggere cio' che
scrivi e anzi lo trovo interessante dal punto di vista della didattica:
perche' originale e probabilmente corretto. Almeno d'istinto lo penso. Forse
un po' troppo incentrato sulla tecnica, ma il tutto e' sicuramente sapiente
e porta qui elementi professionali che rispetto.
[Cut su interessante lezione on-line - da leggere per tutti]
> Un MARE di donne con le quali tu desideri ballare o balli (o uomini con
cui
> balliamo noi donne), hanno costruito i loro movimenti su quel basico che
io
> non approvo. MA...quando vanno a variare, NON variano correttamente
> rispettando le regole di quel basico, ma se vogliono variare anche con
> quelle cosette minime, si trovano OBBLIGATE ad effettuare quei movimenti
> che invece nel loro basico NON ci sono...
[Altro cut su interessante considerazione - da leggere per tutti]
Vedi quanta, tanta e tale e' la differenza tra il nostro modo di pensare
(mio e tuo)! Credo siano proprio due modi di vedere il mondo... che poi si
tramutano anche nel modo di intendere il "ballare".
Quando ballo non mi importa NULLA (nada de nada) di come balla
(tecnicamente) chi mi sta di fronte: non gli devo fare mica l'esame! Mi
interessa COSA trasmette come persona, non COME lo trasmette. Mi interessa
il risultato del nostro "fluire" rispetto alla musica, non se appoggia piu'
o meno il peso ripartito, se la sua vuelta e' frutto di basico o e' un'altra
cosa e via cosi'. E' chiaro no?
Accetto tutto: errori, appoggi su di me, sculettamenti vari, basici
lateral-verticali con capriola, figure complicate o cose semplici, purche'
ci sia la voglia di ballare e gozar assieme.
Un minimo deve conoscerlo, certo: e' la "salsa minima" che tentiamo di
definire, appunto, come il minimo comun denominatore per ballare assieme.
E gozar, e divertirci, e giocare con quella.
Se poi tu vedi che la minima (ma TU ne vedi di media o massima
evidentemente) si basa sul "tuo" basico, buon per te: insegnalo.
Non e' questo che intendevo.
Pensa un attimo: quando balli con un uomo cosa gli fai: la scheda tecnica? o
non preferisci divertirti e ballare con lui? Se non fai cosi' e' terribile
per te... il lavoro e' un'altra cosa, anche se lo fai con passione.
Ho ballato a volte con animatrici che, pur essendo tecnicamente preparate,
non mi davano niente se non vacui sguardi e sorrisi di circostanza: era come
ballare con delle scope... E' la prova che non (mi) basta la tecnica.
Altre volte ho ballato con ragazze all'inizio del "percorso" ma che con gli
elementi minimi che dicevamo mi hanno regalato emozioni intense nel ballo.
Capisco il senso di cio' che dici: il ballare ha il suo fondamento sul
"basico".
Ma allora chi non fa il basico che tu "approvi" (che strano termine notarile
usi) forse non balla? Per me balla, (per te magari "abballa") tanto e' vero
che ci ballo assieme.
Mi compiaccio con te se le tue allieve ballano qualunque cosa al mondo e
sentono la guida meravigliosamente: vorra' dire che insegni bene.
Ma dobbiamo, noi maschi, forse ballare solo con le tue fantastiche allieve?
O non dobbiamo cogliere il piacere che da' ballare con ognuna dama, brava o
meno brava che sia, qualunque basico (cosi' piuttosto che cosa' che faccia)?
Non vorrei si riproponesse la vecchia e odiosa domanda: "ma cosa balli
portoricana o cubana?" intendendo questa volta "ma che basico balli?", e via
nell'introdurre sempre maggiori e sottili divisioni e barriere.
Altra cosa e' poi cio' che vale per me: se io voglio esprimere meglio cio'
che sento con la musica attraverso il mio corpo e il ballo, allora
sicuramente devo seguire i consigli e la scuola di chi, come te e altri,
insegnano e dicono cio' che tu dici.
Stavolta sono io ad essere prolisso e me scuso.
Mi sa che ultimamente andiamo troppo d'accordo!! ;o)
Leggendo queste tue parole che approvo totalmente, mi viene in mente quando
ballavo con un mio amico che tecnicamente era abbastanza imbranato, perdeva
il tempo continuamente e qualche volta strattonava pure (ora è parecccchio
migliorato) eppure...eppure per me era un divertimento comunque e non gli ho
mai rifiutato un ballo anzi magari lo invitavo io perchè nel ballare mi
trasmetteva quanto fosse una persona piacevole, intelligente e ironica...
Besazo
--
LauraB - Milano
"...il segreto della felicità non consiste nel fare tutto ciò che si vuole
ma nel volere tutto ciò che si fa..."
M. Vazquez Montalban
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> Vedi quanta, tanta e tale e' la differenza tra il nostro modo di pensare
> (mio e tuo)! Credo siano proprio due modi di vedere il mondo... che poi si
> tramutano anche nel modo di intendere il "ballare".
Non credo (e ti spiego il perchè più sotto)...
> Quando ballo non mi importa NULLA (nada de nada) di come balla
> (tecnicamente) chi mi sta di fronte: non gli devo fare mica l'esame!
cut
anche per me vale assolutamente la stessa cosa. Ma c'è una cosa di cui tengo
conto: che molto spesso quello che realmente proviamo dentro e vorremmo
esternare al partner, NON viene fuori o non come vorremmo noi, proprio
perchè il corpo non è "in linea" con il pensiero e con il cuore. Ed è quì
che iniziamo a vivere delle piccole o grandi "frustrazioni" o iniziamo a
pensarci incapaci o inadatti al ballo, per cui ci troviamo a desiderare
tanto di voler ballare con qualcuno ma non abbiamo il coraggio di
affrontarlo perchè "troppo bravo/va".
La *tecnica* sostanzialmente di fatto vuole servire a questo: attraverso
l'educazione del corpo, ci si rimette in contatto con se stessi e non deve
servire (la tecnica) a trasformare tutti in robottini che rispondono a
comando pre-stabilito.
> Pensa un attimo: quando balli con un uomo cosa gli fai: la scheda tecnica?
o
> non preferisci divertirti e ballare con lui? Se non fai cosi' e' terribile
> per te... il lavoro e' un'altra cosa, anche se lo fai con passione.
ovvio che no. Ma è del tutto naturale che ci siano uomini (e donne) che
trasmettono di più e altri di meno. Ma questa capacità di trasmettere
(emozioni, stimoli, divertimento) è strettamente collegata alla capacità
proprio di "gestire il proprio corpo in Musica". Allora quando da M.tra vedo
che il solo cambiare ad una persona il basico che fa, gli permette di
aprirsi MOLTO di più nel ballo e quindi a comunicare (e divertirsi) di più,
NON posso non riflettere sopra sull'importanza di questa cosa...
> Ho ballato a volte con animatrici che, pur essendo tecnicamente preparate,
> non mi davano niente se non vacui sguardi e sorrisi di circostanza: era
come
> ballare con delle scope... E' la prova che non (mi) basta la tecnica.
> Altre volte ho ballato con ragazze all'inizio del "percorso" ma che con
gli
> elementi minimi che dicevamo mi hanno regalato emozioni intense nel ballo.
è naturale che c'è anche da tenere conto la componente caratteriale e le
circostanze e la persona nel momento in cui si trova. Una donna che ballando
con te non comunicava più di tanto, può essere che con un altro uomo sia
stata totalmente diversa, PROPRIO perchè dipende dal reciproco modo di
comunicare, così come da tanti altri fattori casuali (giornata storta, stato
d'animo ecc.). Così come incontri principianti sorridenti e divertiti
(perchè magari hanno un carattere più estroverso o disinibito) e altri dallo
sguardo fisso e in tensione dalla prima all'ultima battuta (o perchè sono
più timidi o perchè pur essendo magari estroversi, sono però con la mente
troppo concentrati in virtù del sistema in cui stanno imparando al corso).
> Capisco il senso di cio' che dici: il ballare ha il suo fondamento sul
> "basico".
> Ma allora chi non fa il basico che tu "approvi" (che strano termine
notarile
> usi) forse non balla? Per me balla, (per te magari "abballa") tanto e'
vero
> che ci ballo assieme.
dico "io approvo" perchè può esserci al mondo chi non lo fa. E liberissimo
anche di non farlo. Certo che tutti ballano, ognuno a modo loro. Ma io non
dimentico mai che siamo ancora in una fase evolutiva e che possiamo capire o
studiare delle cose che ci rendono il metodo sempre migliore e, di
conseguenza, anche l'apprendimento sempre migliore e magari anche più
veloce. Con un risultato finale (=gozar, divertimento) molto più
soddisfacente di quello di questi tempi, condizionato invece da mille e più
divisioni...
> Mi compiaccio con te se le tue allieve ballano qualunque cosa al mondo e
> sentono la guida meravigliosamente: vorra' dire che insegni bene.
NON ho detto (o scritto) questo.
Ho scritto che *alcune* allievi principianti, in virtù di come gli è stato
impostato il basico (e proprio partendo dal rapporto con il *quotidiano* e
l'ascolto del proprio corpo in quelle azioni uguali per tutti come il
*passo*), riescono ad imparare molto più velocemente di prima. Si
*divertono* quindi MOLTO di più di quanto si divertivano loro "colleghe"
tanti anni fa, che nello stesso periodo di tempo e con l'altro basico,
necessitavano di molte più lezioni per imparare le stesse cose, che non
venivano però allo stesso modo (in termini di movimento e quindi di
*sicurezza in se stessi*, che è quella componente che ti stimola ad
approfondire o a scoprirti capace di esternare con il corpo certe
emozioni)...
> Ma dobbiamo, noi maschi, forse ballare solo con le tue fantastiche
allieve?
NON ho scritto questo
> O non dobbiamo cogliere il piacere che da' ballare con ognuna dama, brava
o
> meno brava che sia, qualunque basico (cosi' piuttosto che cosa' che
faccia)?
il piacere che una persona prova nel ballare con un'altra, è un fattore del
tutto personale. Il mio compito è di insegnare a ballare nel *migliore dei
modi*, che significa *mettere la persona nelle condizioni di essere
soddisfatta di se*, avvalendomi di tutti gli strumenti che nel mio mestiere
scopro strada facendo. Se attraverso un dato percorso ottengo persone più
contente e soddisfatte, che senso ha tenerle ferme su un sistema di
insegnamento che per me è da tempo superato perchè ANALIZZATO e CONFRONTATO
rispetto ad altri sistemi?
Prendi una persona che balla bene, sa interpretare bene la musica e quindi
sa sprigionare nel partner delle emozioni positive e stimolanti. Se invita
una principiante che sa poche cose e con difficoltà, stai sicuro che al 99%
è perchè quella principiante *gli piace* come donna e quindi le difficoltà
della partner, non gli permetteranno di esprimersi al massimo nel ballo. Per
cui il ballo passa in secondo piano, perchè diventa un tramite per
avvicinare una persona che ci piace per motivi propri. Ma se in sala quella
sera NON c'è una donna che possa interessargli e quindi gli "resta il
ballo", sicuramente va a cercarsi delle ballerine all'altezza, perchè in
quel momento invece il ballo passa in primo piano, è cioè la "valvola di
sfogo della serata", il tramite per potersi dire "ho trascorso ugualmente
una bella serata di ballo anche se non ho incontrato o simpatizzato con
nessuno".
L'ottimo poi è che quella che piace sia anche una brava ballerina. In questo
caso il ballo diventa il tramite per comunicarle qualcosa e attraverso
il massimo che il ns ballare ci può permettere. Un ottimo linguaggio che
prende la strada della Musica per *esprimere noi stessi agli altri*. Il ns
ballo potrebbe anche semplicemente esprimere sentimenti di grande simpatia e
complicità (senza altri scopi), ma è sempre con il corpo che lo stai
facendo. E se il corpo non è stato educato a farlo, ti restano dentro delle
emozioni che attraverso il "veicolo musicale" non sei riuscito ad esprimere
al massimo.
C'è poi chi va a ballare con marito/moglie/fidanzato/a/compagnia di amici e
quindi non sente il bisogno di ballare con altre persone, ma sente
ugualmente il bisogno di esprimersi attraverso il ballo, con chi ha accanto.
C'è infine chi va a ballare senza il desiderio di "accoppiarsi" con qualcuno
e trova nella Musica un "rilassante rifugio" dove sostare per quella sera.
Può essere uno non interessato a fare grandi cose perchè presta più
attenzione al *tipo* di Musica che ascolta; o il contrario....balla per
esternare se stesso ad una platea intera anzichè al singolo/la con cui
balla, ma anche questi 2 ultimi esempi sono ugualmente persone che
desiderano *comunicare una parte di se*, sia col dondolio sul basico perchè
assorti nell'ascolto musicale, sia con virtuosismi da paura in centro pista.
E tutto sempre in rapporto a carattere, personalità, scopi personali, tipo
di vita, legami stabili o non legami ecc. ecc.
Come vedi, il *singolo* individuo può "auto-limitarsi" o non, a seconda di
molteplici fattori. Ma noi M.tri non siamo tenuti a giudicare la personalità
degli allievi o il loro carattere o il motivo per il quale decidono di
imparare a ballare. Ma siamo cmq certi che insegnargli nel migliore dei modi
è il ns compito, perchè dandogli il meglio, attraverso il ballo possiamo
indirettamente aiutarli anche a prendere consapevolezza di se, laddove il
desiderio di avvicinarsi e comunicare con gli altri, sia ostacolato da
personalità o caratteri complicati, che con il solo uso della chiacchera o
il semplice approccio diretto, originerebbero il loro isolamento. O
semplicemente di lasciarli liberi di non pensare al ballo come ad uno
strumento solo socializzante (per tutti quelli particolarmente legati alla
Musica, alla cultura latina, a partner fissi con cui condividere intimamente
il piacere del ballo), ma come un qualcosa in più nella loro vita, misto ai
tanti altri interessi che permette come ai primi di esprimersi e comunicare
(con se stessi e, se con gli altri, solo con chi desideriamo noi).
La *ricerca didattica* serve a questo, a far si che attraverso l'analisi sia
del movimento del corpo che lo studio della materia che si insegna (quindi
la cultura, i modelli tradizionali, la musica ecc. ), si permetta alla
persona di esternare se stessa sempre di più e sempre meglio, o verso gli
altri se è questo che vuole o anche semplicemente verso se stesso, se ne
sente il bisogno.
> Non vorrei si riproponesse la vecchia e odiosa domanda: "ma cosa balli
> portoricana o cubana?" intendendo questa volta "ma che basico balli?", e
via
> nell'introdurre sempre maggiori e sottili divisioni e barriere.
Sbandao... O_O ...co sta domanda, mi viene il dubbio che tu abbia
dimenticato tutti i miei precedenti post che dici di leggere e
ammirare...NON è compito dell'allievo chiedere agli altri "che basico usi?".
E' casomai compito di un M.tro domandarsi che basico insegna e perchè lo fa
o se ne esistono altri che facilitino alle persone l'approccio al ballo e di
conseguenza il *gusto* del ballo stesso. Da parte mia, scrivendo sul NG, do
un semplice consiglio e spiego anche perchè lo do. Se poi facendo in un modo
anzichè in un altro si ottiene un miglioramento, ben venga se ci fa sentire
meglio (a me funziona così quando seguo quelli che mi si danno).
> Altra cosa e' poi cio' che vale per me: se io voglio esprimere meglio cio'
> che sento con la musica attraverso il mio corpo e il ballo, allora
> sicuramente devo seguire i consigli e la scuola di chi, come te e altri,
> insegnano e dicono cio' che tu dici.
la scuola PUO' insegnare a chiunque ad esprimere meglio se stesso,
indipendentemente dai motivi che lo spingono ad iscriversi. Poi la riuscita
dipende dagli strumenti che una scuola usa.
> Stavolta sono io ad essere prolisso e me scuso.
Non ci bado a queste cose.
Bacetto Corinna VI
http://www.bailalatino.it 9/11 Stage di Rumba e Guapperia soli uomini con
Alberto Valdes - stesso giorno Rumba e Gestualità femm.le (Chusmeria) sole
donne con Niovis Soto - c/o Baila Latino C.D. Altavilla V.na ore 15,30/18.30
"Non bisogna aver paura di essere un segno di contraddizione nel Mondo"
Madre Teresa di Calcutta
>
>"Sbandao" ha scritto
>
>> Vedi quanta, tanta e tale e' la differenza tra il nostro modo di pensare
>> (mio e tuo)! Credo siano proprio due modi di vedere il mondo... che poi si
>> tramutano anche nel modo di intendere il "ballare".
>
>Non credo (e ti spiego il perchè più sotto)...
>
>> Quando ballo non mi importa NULLA (nada de nada) di come balla
>> (tecnicamente) chi mi sta di fronte: non gli devo fare mica l'esame!
>cut
>anche per me vale assolutamente la stessa cosa. Ma c'è una cosa di cui tengo
>conto: che molto spesso quello che realmente proviamo dentro e vorremmo
>esternare al partner, NON viene fuori o non come vorremmo noi, proprio
>perchè il corpo non è "in linea" con il pensiero e con il cuore. Ed è quì
>che iniziamo a vivere delle piccole o grandi "frustrazioni" o iniziamo a
>pensarci incapaci o inadatti al ballo, per cui ci troviamo a desiderare
>tanto di voler ballare con qualcuno ma non abbiamo il coraggio di
>affrontarlo perchè "troppo bravo/va".
>La *tecnica* sostanzialmente di fatto vuole servire a questo: attraverso
>l'educazione del corpo, ci si rimette in contatto con se stessi e non deve
>servire (la tecnica) a trasformare tutti in robottini che rispondono a
>comando pre-stabilito.
Tranne rare eccezioni, non è affatto vero che alla gente non importa
"nada de nada" di come balli. Se l'altro ti intriga al di là del
ballo, un ballo imbranato o più di uno, tanto quanto dura l'approccio
in pista per poi spostarsi in campi certi per entrambi ci puo' anche
stare. Ma se cosi' non è, il ballo con il principiante simpatico per
buon cuore, è il ballo, di solito, non i balli. E' inutile che ce la
raccontiamo, se non importasse a nessuno come si balla, i corsi
potrebbero chiudere da oggi, tutti o quasi, indistintamente. Si
andrebbe a ballare e si imparerebbe, con meno tecnica e precisione,
semplicemente ballando. Ma nel momento in cui dici "a me piace ballare
la salsa minima, o viceversa, quella più costruita" stai già, nella
tua testa, facendo una scelta, perché la salsa minima non è la minima
conoscenza, ma la padronanza certa di movimenti e passi fondamentali.
Se hai davanti uno/una che non muove un passo e tu sei sulla minima e
oltre, voglio vedere per quanto tempo ci balli, se non hai deciso di
dedicare la serata al volontariato (qui posso proprio parlare per
esperienza diretta, la gavetta me la som masticata tutta, boccone per
boccone, un po' amaro, qualche volta, come succede a tutti).
Allora, se siamo (quasi) tutti d'accordo che almeno un corso ce lo
facciamo, ben venga l'insegnante che si pone il problema del metodo
migliore per farti imparare. E' per questo che lo paghi, detta molto
terra terra.
maria ha scritto:
> Tranne rare eccezioni, non è affatto vero che alla gente non importa
> "nada de nada" di come balli. Se l'altro ti intriga al di là del
> ballo, un ballo imbranato o più di uno, tanto quanto dura l'approccio
> in pista per poi spostarsi in campi certi per entrambi ci puo' anche
> stare. Ma se cosi' non è, il ballo con il principiante simpatico per
> buon cuore, è il ballo, di solito, non i balli.
anche questo è vero. Da parte mia (cioè io Corinna, non io "M.tra"), che non
vado a ballare per cuccare o fare "eletrizzanti conoscenze", ovvio che col
principiante mi diverto ad un "livello" (perchè mi fa sorridere/entusiasma
la sua voglia d'imparare, perchè mi piacciono le persone che si buttano e se
ne fregano di tutto, perchè magari sono caciaroni e pur sbagliando in pista
mi fanno ridere da matti ecc.) e con chi invece ha padronanza del ballo, mi
diverto ad un altro livello, perchè proprio in virtù del fatto che vado in
balera *per ballare*, quando becco ballerini "tosti", è li che mi esprimo al
massimo (come penso valga per chiunque....). Del resto trovo normale che in
rapporto al bagaglio di ballo più o meno ampio che si possiede, ci si senta
meglio quando si balla con chi è nella "tua lunghezza d'onda"...
>E' inutile che ce la
> raccontiamo, se non importasse a nessuno come si balla, i corsi
> potrebbero chiudere da oggi, tutti o quasi, indistintamente. Si
> andrebbe a ballare e si imparerebbe, con meno tecnica e precisione,
> semplicemente ballando.
..giustissimo...
>Ma nel momento in cui dici "a me piace ballare
> la salsa minima, o viceversa, quella più costruita" stai già, nella
> tua testa, facendo una scelta, perché la salsa minima non è la minima
> conoscenza, ma la padronanza certa di movimenti e passi fondamentali.
..vero; e nella norma cmq, quando c'è padronanza di movimenti e passi
fondamentali, si va lentamente sempre di più verso una salsa (un ballo) più
"massimo" che "minimo". E' imho quasi un'evoluzione naturale, perchè più
diventi padrone del tuo corpo, più movimenti e altro riesci a fare. Si resta
imho su un "minimo" quando la padronanza non c'è, perchè chi è che la
rifiuterebbe dato che si va a scuola o si ama allargare le proprie
conoscenze magari frequentando stages vai o ascoltando tanta musica???
Secondo me il "minimo" che si sa, più che altro ce lo facciamo andare bene,
quando non incontriamo nessuno che ci sblocchi dalle ns problematiche di
movimento e non vediamo dei miglioramenti. Allora pur cambiando tante
scuole, se non incappiamo nel M.tro che ci fa migliorare, è quando ci
"convinciamo" che quello è il ns "limite", quando in realtà siamo davanti ad
un mondo didattico che ha tanta strada ancora da fare e quindi il ns "non
miglioramento" potrebbe NON avere NULLA a che vedere con noi, ma
semplicemente con ciò che i M.tri conoscono _AD OGGI_.
Per questo motivo io do sempre questo consiglio ai miei allievi: "quando
pensi di essere davanti ad un ballerino bravissimo, prima dire "è un
fenomeno", pensa se per caso quel ballerino sa qualcosa che a te non è stato
spiegato!". ^__^
Perchè sono TROPPE le cose che ancora non sappiamo/conosciamo per stabilire
quale sia il ns limite!!!
Per farti un es., ieri sera chiaccheravo con un mio allievo di vecchia data
e mi diceva: "certo però che anche se noi "vecchi" balliamo da tanti anni e
abbiamo dalla ns la fortuna di aver vissuto una determinata epoca salsera,
dal lato didattico però non è che siamo stati "fortunati" rispetto ai
principianti che hai oggi; perchè loro stanno imparando molto più in fretta
di quanto ci abbiamo impiegato noi e fanno molta meno fatica e iniziano a
divertirsi davvero, molto prima di quanto è accaduto a noi! A loro cioè
vengono "risparmiate" tante difficoltà che noi abbiamo vissuto perchè il tuo
metodo di anni fa non era quello di oggi".
E ha TANTA ragione sto ragazzo! E sicuramente i principianti che verrano tra
2 o 3 anni, faranno ancora meno fatica di quelli di oggi. E non sono pochi i
"vecchi salseri" che anni fa pensavano "questo è il mio limite" e invece
oggi quello stesso identico limite in un altra persona lo si fa superare
tranquillamente e in poco tempo.
> Se hai davanti uno/una che non muove un passo e tu sei sulla minima e
> oltre, voglio vedere per quanto tempo ci balli, se non hai deciso di
> dedicare la serata al volontariato (qui posso proprio parlare per
> esperienza diretta, la gavetta me la som masticata tutta, boccone per
> boccone, un po' amaro, qualche volta, come succede a tutti).
ehehehehhe... :oD ...anch'io uso spesso la parola "volontariato". Ogni volta
che sento donne che si lamentano dicendo "..ecco...i ns compagni di corso
adesso invitano sempre altre ragazze e noi no...", rispondo: "eh ragazze...e
mica si va a ballare per fare volontariato! Sono ragazzi da sposare...e
avranno pure diritto alle loro preferenze no??? Voi non fate lo stesso
quando dite di _si_ solo a chi piace a voi?!?!?".... :oDDDDD
> Allora, se siamo (quasi) tutti d'accordo che almeno un corso ce lo
> facciamo, ben venga l'insegnante che si pone il problema del metodo
> migliore per farti imparare. E' per questo che lo paghi, detta molto
> terra terra.
..eggggggggià! "Dovrebbe" essere così.... ^__*
> Tranne rare eccezioni, non è affatto vero che alla gente non importa
> "nada de nada" di come balli.
Io affermo che invece per molti e' cosi'.
Pensa a tutti quelli/e che ballano solo per socializzare, a quelli/e che
vogliono passare un fin de semana in allegria, a quelli/e che ballano per
conoscere altri/e, a quelli/e che ballano solo per ascoltare un po' di
musica, a quelli/e che ballano perche' gli amici vanno tutti a ballare etc
etc...
Perche' devi pensare che il tuo amore per il ballo e la musica sia
universale?
Perche' non capisci che ci possono essere altri valori che valgono per altri
che sono diversi da te? Bisogna accettare la diversita' anche nelle
scelte...
> E' inutile che ce la
> raccontiamo, se non importasse a nessuno come si balla, i corsi
> potrebbero chiudere da oggi, tutti o quasi, indistintamente. Si
> andrebbe a ballare e si imparerebbe, con meno tecnica e precisione,
> semplicemente ballando.
No. Se rileggi cio' che ho scritto vedrai che non dico questo.
Dico che ci sono due momenti: una cosa e' il momento del ballo, della danza
in coppia, della sala; altra cosa e' il momento della riflessione sul
proprio modo di esprimersi nel ballo e (eventualmente) la ricerca di
sopperire a cio' che si sente come una propria (presunta o reale)
inadeguatezza.
> (qui posso proprio parlare per
> esperienza diretta, la gavetta me la som masticata tutta, boccone per
> boccone, un po' amaro, qualche volta, come succede a tutti).
Non trasformare pero' le tue frustrazioni iniziali con ballerini stupidi in
desiderio di vendetta e di rivalsa con i "novellini".
> Ma nel momento in cui dici "a me piace ballare
> la salsa minima, o viceversa, quella più costruita" stai già, nella
> tua testa, facendo una scelta, perché la salsa minima non è la minima
> conoscenza, ma la padronanza certa di movimenti e passi fondamentali.
...che chiedevo, per chi vuole collaborare, di elencare. Naturalmente ognuno
secondo il proprio punto di vista. Tu ed altri avete invece discusso (liberi
di farlo, ci mancherebbe) sulla "didattica" che invece e' un momento
diverso, individuale. Spero sia chiaro cio' che intendo, ora.
> Se hai davanti uno/una che non muove un passo e tu sei sulla minima e
> oltre, voglio vedere per quanto tempo ci balli, se non hai deciso di
> dedicare la serata al volontariato
No. Anche qui dovresti avere la pazienza di leggere cio' che ho scritto.
Tu parli di noia con chi non muove un passo, mentre io vado oltre: dico che
anche un solo basico per tutta una salsa annoia e mi chiedevo (e tu non
l'hai colto) quali potessero essere gli elementi minimi del divertimento nel
ballo in coppia. Questo proprio perche' nessuno vuole fare volontariato, ma
neanche l'acrobata a tempo pieno, se permetti. Il bello e' che non in tutto
questo, in questa semplice domanda, io non ci metto il ruolo dell'insegnante
semplicemente perche' non mi interessa da chi e come ha imparato a ballare
la mia partner, ma solo se ha gli elementi "minimi" (quali?) che ci
permettono di divertirci assieme.
Probabilmente e' tanto semplice quanto fuori del tuo modo di vedere il ballo
senza chi te lo "insegna", che ti pare ci sia sotto chissa' che attacco alle
Scuole (come vedi uso la maiuscola per non dispiacerti troppo).
> Allora, se siamo (quasi) tutti d'accordo che almeno un corso ce lo
> facciamo, ben venga l'insegnante che si pone il problema del metodo
> migliore per farti imparare. E' per questo che lo paghi, detta molto
> terra terra.
Non dici nulla di insensato, ma vale per te (o per me). Vale INDIVIDUALMENTE
per te (o per me). Perche' lo pretendi dal tuo ballerino? Non dovresti dal
tuo caballero pretendere un minimo di conoscenze per gozar e NON il
curriculum degli studi fatti e delle universita' frequentate? Non dovresti
chiedergli solo di ballare con sentimento e passione, per te sola?
ciao Maria W
> La *tecnica* sostanzialmente di fatto vuole servire a questo: attraverso
> l'educazione del corpo, ci si rimette in contatto con se stessi e non deve
> servire (la tecnica) a trasformare tutti in robottini che rispondono a
> comando pre-stabilito.
Cio' che non si comprende e' che non e' questo il senso della "salsa
minima".
Il momento del ballo in coppia vive di cose diverse rispetto ai concetti di
"bravura" o "tecnica".
La tecnica e' un fattore che riguarda l'individualita' della persona che la
ricerca. Puo' farlo per 300.000 motivi diversi oltre a quelli che citi. Ed
e' comprensibile cho lo si faccia se se ne sente il bisogno.
Se io parlo con una persona e ne provo piacere e sto bene, mi devo per forza
fare un corso di comunicazione interpersonale o di recitazione per
approfondire la mia tecnica espressiva? Non credo proprio!
Certo pero' che come minimo non posso dire solo "si" o solo "no", ma un
minimo di parole nel mio vocabolario devono esserci.
A meno che per indole o curiosita' o altro non mi piaccia approfondire
questi argomenti, e allora leggero', mi informero' e magari studiero'... ma
se voglio.
> Ma è del tutto naturale che ci siano uomini (e donne) che
> trasmettono di più e altri di meno. Ma questa capacità di trasmettere
> (emozioni, stimoli, divertimento) è strettamente collegata alla capacità
> proprio di "gestire il proprio corpo in Musica". Allora quando da M.tra
vedo
> che il solo cambiare ad una persona il basico che fa, gli permette di
> aprirsi MOLTO di più nel ballo e quindi a comunicare (e divertirsi) di
più,
> NON posso non riflettere sopra sull'importanza di questa cosa...
Tu da M.tra (con la M maiuscola) puoi (e forse DEVI) riflettere su queste
cose, ed e' anzi apprezzabile che tu lo faccia. Nessuno sostiene la loro
inutilita' o la inadeguatezza della tua didattica. Ti diro' di piu': sono
convinto che sei la migliore maestra del mondo, anzi dell'universo tutto, se
vuoi (altri M.tri potrebbero aprire un altro 3d sull'argomento, non certo
io). Ma quando ballo con una donna la cosa non mi interessa piu', voglio
ballare e ricerco altro nella PERSONA che ho davanti.
Pero' non mi va bene neanche che la ballerina non faccia nulla o solo il
basico: sai che noia! da qui la famosa domanda etc etc
> il piacere che una persona prova nel ballare con un'altra, è un fattore
del
> tutto personale.
e' proprio cio' che sostengo e aggiungo anche che non dipende (entro certi
limiti "minimi") dalla sua "bravura tecnica".
> Il mio compito è di insegnare a ballare nel *migliore dei
> modi*, che significa *mettere la persona nelle condizioni di essere
> soddisfatta di se*
Tranquilla, non ho messo in discussione il tuo ruolo ne' quello degli altri
maestri. Sostengo solo che e' un'altra questione.
> Prendi una persona che balla bene, sa interpretare bene la musica e quindi
> sa sprigionare nel partner delle emozioni positive e stimolanti. Se invita
> una principiante che sa poche cose e con difficoltà, stai sicuro che al
99%
> è perchè quella principiante *gli piace* come donna e quindi le difficoltà
> della partner, non gli permetteranno di esprimersi al massimo nel ballo.
Non vedi allora che l'elenco della salsa minima nasce proprio da questa
esigenza?
Tu parli da M.tra mentre io parlo da bailador...
> Come vedi, il *singolo* individuo può "auto-limitarsi" o non, a seconda di
> molteplici fattori. Ma noi M.tri non siamo tenuti a giudicare la
personalità
> degli allievi o il loro carattere o il motivo per il quale decidono di
> imparare a ballare.
Non ho nessun dubbio su questo, continui a confondere le due cose: ti
riporto cio' che ho scritto a Maria W. "una cosa e' il momento del ballo,
della danza in coppia, della sala; altra cosa e' il momento della
riflessione sul proprio modo di esprimersi nel ballo e (eventualmente) la
ricerca di sopperire a cio' che si sente come una propria (presunta o reale)
inadeguatezza."
Quindi ti rinnovo la domanda, sperando che non mi parli di didattica che
nulla c'entra secondo me: secondo te esiste una salsa minima per gozar? e se
si quali ne sono gli elementi?
Non aver paura (svelando il tuo pensiero) di non avere piu' studenti ai tuoi
corsi di salsa massima poi... :-))) guarda che scherzo!
> Quindi ti rinnovo la domanda, sperando che non mi parli di didattica che
> nulla c'entra secondo me: secondo te esiste una salsa minima per gozar? e
se
> si quali ne sono gli elementi?
io credo che varino da uomo a donna, oltre che da fattori soggettivi. Però
provo a buttarne giù due o tre che secondo me influenzano quel modo di
ballare che a mio parere dovrebbe dare le emozioni più intense:
comunicazione. Si deve instaurare una comunicazione fre i due, un qualcosa
che è un protocollo molto più completo di qualsiasi lingua, e che è fatto di
gesti, sguardi, sorrisi..., boh.. Non nasce con tutti, anzi...
La dama si deve fidare del cavaliere (si dice così?), e deve essere
disponibile a seguirlo, senza i preconcetti dovuti alla tecnica, alla quale
spesso ci si aggrappa.
ad entrambi deve piacere molto la musica. Essa non va mai posta in secondo
piano rispetto ai gesti tecnici.
i gesti tecnici è meglio se non ci sono, ma se ci sono non devono essere
cercati.
Detto questo mi viene scontato rilevare che per ballare in questo modo non
sia necessario essere passati da scuole, o saper ballare nel senso della più
comune accezione di questo termine. Se scattano certi meccanismi si balla
anche se uno dei due non ha mai ballato, e in particolare forse vale per la
donna.
segreti o particolari tecnici? zero. capitolo a parte è il percorso che
ognuno potrebbe fare per arrivare a ballare in questo modo. Qualcuno
potrebbe esserne capace immediatamente, altri potrebbero anche avere
necessità della scuola per vincere le proprie insicurezze. Poi resta solo il
problema di trovare la persona che ci sia affine. Conseguente domanda di
rito: ma chi balla bene non balla bene a prescindere dal compagno/compagna ?
A mio parere nel ballo di coppia no!
Ciao
Ernesto
>"maria" <videmit_TOGLI_@_MI_yahoo.it.invalid> ha scritto nel messaggio
>news:li5kpv48a0qlq0ouh...@4ax.com...
>
>> Tranne rare eccezioni, non è affatto vero che alla gente non importa
>> "nada de nada" di come balli.
>
>Io affermo che invece per molti e' cosi'.
>Pensa a tutti quelli/e che ballano solo per socializzare, a quelli/e che
>vogliono passare un fin de semana in allegria, a quelli/e che ballano per
>conoscere altri/e, a quelli/e che ballano solo per ascoltare un po' di
>musica, a quelli/e che ballano perche' gli amici vanno tutti a ballare etc
>etc...
>Perche' devi pensare che il tuo amore per il ballo e la musica sia
>universale?
Scusa, caro, cosa ti fa pensare che io vada a ballare solo per il
sacro furore del ballo e della musica? Se vuoi aggiungo ancora
qualcosa all'elenco che hai fatto sopra, perché manco mi basta...:-)
>> E' inutile che ce la
>> raccontiamo, se non importasse a nessuno come si balla, i corsi
>> potrebbero chiudere da oggi, tutti o quasi, indistintamente. Si
>> andrebbe a ballare e si imparerebbe, con meno tecnica e precisione,
>> semplicemente ballando.
>
>No. Se rileggi cio' che ho scritto vedrai che non dico questo.
>Dico che ci sono due momenti: una cosa e' il momento del ballo, della danza
>in coppia, della sala; altra cosa e' il momento della riflessione sul
>proprio modo di esprimersi nel ballo e (eventualmente) la ricerca di
>sopperire a cio' che si sente come una propria (presunta o reale)
>inadeguatezza.
>
>> (qui posso proprio parlare per
>> esperienza diretta, la gavetta me la som masticata tutta, boccone per
>> boccone, un po' amaro, qualche volta, come succede a tutti).
>
>Non trasformare pero' le tue frustrazioni iniziali con ballerini stupidi in
>desiderio di vendetta e di rivalsa con i "novellini"
>> Ma nel momento in cui dici "a me piace ballare
A questo punto non capisco se è una provocazione o proprio stiamo
parlando di cose diverse ( e sarebbe il massimo, con tutto quello che
scriviamo).
Quando hai parlato di salsa minima ti ho risposto che per me è
soprattutto sintonia di ballo a coppia chiusa, passi base, giri molto
semplici, una vuelta o poco più (e non sono stata l'unica, mi pare, a
risponderti così). Poi è arrivata la tua precisa domanda (non solo a
me) se l'apertura cubana è indispensabile, ho risposto che per me non
lo è affatto e mi hai pure un po' cazziata. Ballo per la maggioranza
con persone che un corso non sa manco dove sta di casa e l'apertura
cubana men che meno, e ci divertiamo parecchio per questo ti ho
risposto così.
Per quanto mi riguarda non "pretendo" dal mio ballerino un bel niente
e neppure gli chiedo se ha fatto un corso o più di uno, è una domanda
superflua, la maggioranza di noi ballerini italiani che l'apertura
cubana la sa fare, dove vuoi che l'abbia imparata? non siamo mica a
Cuba....abbiamo il marchio di fabbrica, anche i più sabrosi, non ti
sei accorto?
E ti dirò di più, che balli un po' per chi gli pare, per me sola, per
entrambi, per lui, per l'universo. Ma che, gli devo fare pure il
processo alle intenzioni, oltre che il test tecnico e l'analisi del
curriculum per ballare, semplicemente perché ci va di farlo? Ti pare
possibile analizzare su un ng quante e quali motivazioni esistono per
ballare (o no) con una persona e farle rientrare in un discorso di
salsa minima, massima o superlativa? E' già difficile capirsi sui
passi base, come vedi, come puoi entrare nella sfera personale del
sentire (o non sentire un bel niente, diavolo, pure questo fa parte
della libertà individuale).
Se veramente non ti importa nada de nada, sei "puro" fino a questo
punto, non pretendere veramente un bel niente, né aperture cubane né
passione a tutti i costi, così non codifichi né corpo né cuore e balli
finalmente come ti pare e soprattutto lasci anche l'altro libero di
provare quello che vuole.
Ti avverto che stavolta sono d'accordo QUASI su tutto :-)))
Sembra strano eh? ...
> > Quindi ti rinnovo la domanda, sperando che non mi parli di didattica che
> > nulla c'entra secondo me: secondo te esiste una salsa minima per gozar?
e
> se
> > si quali ne sono gli elementi?
>
> io credo che varino da uomo a donna, oltre che da fattori soggettivi. Però
> provo a buttarne giù due o tre che secondo me influenzano quel modo di
> ballare che a mio parere dovrebbe dare le emozioni più intense:
Hai colto il senso (ma era cosi' complesso?) della mia domanda.
> comunicazione. Si deve instaurare una comunicazione fre i due, un qualcosa
> che è un protocollo molto più completo di qualsiasi lingua, e che è fatto
di
> gesti, sguardi, sorrisi..., boh.. Non nasce con tutti, anzi...
D'accordo. Anch'io credo sia cosi'. Non e' neanche molto spiegabile
razionalmente, ma e' cosi' di certo. E per tua comodita' ti riporto cio' che
avevo cercato di riassumere come "salsa minima".
---------------------------------------
1) Ritmo considerato allo stesso modo
2) Basico comune
3) Vuelta della dama
4) Cambi di posto
5) Sorriso e sguardo
---------------------------------------
> La dama si deve fidare del cavaliere (si dice così?), e deve essere
> disponibile a seguirlo, senza i preconcetti dovuti alla tecnica, alla
quale
> spesso ci si aggrappa.
Interessante. Quindi la fiducia (che pero' direi reciproca) come mezzo per
fuggire i preconcetti e gozar bailando.
Devo ragionarci su... tu come la intendi questa cosa?
> ad entrambi deve piacere molto la musica. Essa non va mai posta in secondo
> piano rispetto ai gesti tecnici.
Credo e concordo con te che alla BASE di tutto ci sia il piacere
dell'incontrarsi "in musica", ballando semplicemente "sulla musica".
Ma onestamente credo che, anche se non piace "molto" la musica, basta che il
piacere <anche> dell'ascolto, sia in misura "sufficente" per godere entrambi
nel ballo.
> i gesti tecnici è meglio se non ci sono, ma se ci sono non devono essere
> cercati.
Non devono essere "forzosi" per me, non suggeriti dalla musica stessa.
Vedere una coppia eseguire gesti leziosi e raffinati come un minuetto su una
timba, che e' carnale e piena di sensualita', mi da' l'impressione di vedere
un film con la voce fuori sincrono. Mentre gli attori muovono la bocca il
suono della loro voce non si sente, facendosi udire a bocche chiuse.
> segreti o particolari tecnici? zero. capitolo a parte è il percorso che
> ognuno potrebbe fare per arrivare a ballare in questo modo. Qualcuno
> potrebbe esserne capace immediatamente, altri potrebbero anche avere
> necessità della scuola per vincere le proprie insicurezze.
E' proprio cio' che affermo: la ricerca della tecnica e' individuale.
> Conseguente domanda di
> rito: ma chi balla bene non balla bene a prescindere dal compagno/compagna
?
> A mio parere nel ballo di coppia no!
Non trovi che siano due questioni anch'esse separate?
Il ballo che ho fatto ieri con quella dama va considerato bello come una
cosa a se' stante, frutto dell'insieme di varianti che la coppia genera? O
va considerato come sommatoria delle singole bravure tecniche?
E soprattutto cosa significa ballare bene? Spero ricorderai il 3d sul quale
si ragionava su cosa e' ballare bene e cosa non lo e': era materia molto
controversa gia' quella.
Tempo fa facevo un esempio: era quello dei 2 prismi uniti (la coppia)
attraversati dalla stessa luce (la musica). Ebbene il risultato potrebbe
essere una arcobaleno bellissimo anche se uno, o entrambi, i prismi emettono
da soli risultati cromatici non belli.
Quindi la (mia) risposta alla tua domanda e': dipende dal bailador e dalla
coppia e dalla musica.
[Cut sul resto]
> Poi è arrivata la tua precisa domanda (non solo a
> me) se l'apertura cubana è indispensabile, ho risposto che per me non
> lo è affatto e mi hai pure un po' cazziata.
Guarda che non lo faccio mai cio' che dici (cazziare), e mi spiace
tantissimo se hai avuto questa impressione. Non ne ho ne' il carattere ne'
la volonta' ne' l'autorita' ne' lo spirito ne' il tempo.
Non fa parte di come vedo il NG e speravo lo avessi capito.
Mi sono andato a rileggere il post che dicevi e ho letto solo la voglia da
parte mia di capire come la pensi, in modo sincero. Perche' ero (e sono)
realmente interessato alla tua opinione, anche se, com'e' naturale, puo'
essere altra dalla mia.
Ma mai e poi mai assumo posizioni a priori, sulla base dell'argomento o
della persona che lo tratta, e spero anche tu farai lo stesso con me.
Sono solo curioso e di questo non mi scuso: basta che non mi rispondi se non
ti va di farlo o se lo consideri invadente.
Ti diro' inoltre che molto spesso mi sono trovato d'accordo con cio' che
scrivi, pur senza pensare che possa valere su tutto e accettando il
confronto franco con te, quando pensavo potesse aiutare a comprendere
meglio.
[Cut sul resto]
> Se veramente non ti importa nada de nada, sei "puro" fino a questo
> punto, non pretendere veramente un bel niente, né aperture cubane né
> passione a tutti i costi, così non codifichi né corpo né cuore e balli
> finalmente come ti pare e soprattutto lasci anche l'altro libero di
> provare quello che vuole.
Mi sembra una polemica stizzita e avvelenata diretta alla persona, piu' che
a cio' che scrivo. Se vuoi continuare lo farai da sola, io non ti seguiro'.
> Mi sa che ultimamente andiamo troppo d'accordo!! ;o)
Non credo sia cosi' preoccupante, dai :-)))
> Leggendo queste tue parole che approvo totalmente, mi viene in mente
quando
> ballavo con un mio amico che tecnicamente era abbastanza imbranato,
perdeva
> il tempo continuamente e qualche volta strattonava pure (ora è parecccchio
> migliorato) eppure...eppure per me era un divertimento comunque e non gli
ho
> mai rifiutato un ballo anzi magari lo invitavo io perchè nel ballare mi
> trasmetteva quanto fosse una persona piacevole, intelligente e ironica...
E in questo c'e' molto: affinita' , semplicita', voglia di divertimento.
Capita anche a me con amiche o sconosciute di ricevere tanto e in modo
semplice, di rivelare molto della loro personalita' ricca e bella, svelata
solo da semplici cose ballando. Ebbene: le cerco perche' mi scaldano
l'anima.
Come, al contrario, mi e' capitato di ricevere grandi freddezze e sensazioni
di vuoto da ballerine di grande capacita' tecnica: una maschera sul nulla.
E cerco di non ballarci piu', di fuggire via dalla perfezione inutile.
>>"maria" <videmit_TOGLI_@_MI_yahoo.it.invalid> ha scritto nel messaggio
>>news:li5kpv48a0qlq0ouh...@4ax.com...
>
>[Cut sul resto]
>> Poi è arrivata la tua precisa domanda (non solo a
>> me) se l'apertura cubana è indispensabile, ho risposto che per me non
>> lo è affatto e mi hai pure un po' cazziata.
>
>Guarda che non lo faccio mai cio' che dici (cazziare), e mi spiace
>tantissimo se hai avuto questa impressione. Non ne ho ne' il carattere ne'
>la volonta' ne' l'autorita' ne' lo spirito ne' il tempo.
>Non fa parte di come vedo il NG e speravo lo avessi capito.
E' per questo che ho scritto "un po'", scusa avro' usato la parola
sbagliata.
>
>Mi sono andato a rileggere il post che dicevi e ho letto solo la voglia da
>parte mia di capire come la pensi, in modo sincero. Perche' ero (e sono)
>realmente interessato alla tua opinione, anche se, com'e' naturale, puo'
>essere altra dalla mia.
>
>Ma mai e poi mai assumo posizioni a priori, sulla base dell'argomento o
>della persona che lo tratta, e spero anche tu farai lo stesso con me.
>Sono solo curioso e di questo non mi scuso: basta che non mi rispondi se non
>ti va di farlo o se lo consideri invadente.
>
>Ti diro' inoltre che molto spesso mi sono trovato d'accordo con cio' che
>scrivi, pur senza pensare che possa valere su tutto e accettando il
>confronto franco con te, quando pensavo potesse aiutare a comprendere
>meglio.
>
>[Cut sul resto]
>> Se veramente non ti importa nada de nada, sei "puro" fino a questo
>> punto, non pretendere veramente un bel niente, né aperture cubane né
>> passione a tutti i costi, così non codifichi né corpo né cuore e balli
>> finalmente come ti pare e soprattutto lasci anche l'altro libero di
>> provare quello che vuole.
>
>Mi sembra una polemica stizzita e avvelenata diretta alla persona, piu' che
>a cio' che scrivo. Se vuoi continuare lo farai da sola, io non ti seguiro'.
Non ho motivo, sai benissimo che tante volte ci siamo trovati
d'accordo e altre no, non è certo un problema. Era rivolto a te non a
titolo personale ma al "non mi importa nada de nada" che questa volta
hai espresso tu ma tante volte si sente, anche da altre persone.
Quello che intendevo è che non è poi così riscontrabile quando vai a
ballare, anche se lo vorrei, io per la prima. E questo "non mi importa
di come uno balla" dovrebbe, nel mio pensiero, esserlo fino in fondo,
non mi importa di quali passi sa fare ma neppure, a priori, se ci
metterà tutta 'sta passione, che passione è se è dovuta come il passo
di ballo? Perchè non sgombrarsi la testa da tutto, quando si balla? E
quello che sarà, sarà. Passi, giri, passione, voglia o meno, sorrisi o
no.
Uno puo' decidere di ballare con me perché gli si è intorpidito il
piede e mi sorride e ci mette tutto se stesso perché finalmente gli si
è riattivata la circolazione e io penso che lo faccia perché sono la
sua ballerina ideale. E magari un altro non mi guarda neppure perché è
timidissimo e in cuor suo felice di ballare con me perché non
aspettava altro da tutta la sera (si fa per dire :-). Il primo è
passionale e il secondo freddo?
Nessun ingrediente è dovuto a priori, secondo me, nel ballare,
Mi attacco quм al post di Ernesto, perchи mi agevola nella continuazione del
mio pensiero (credo... :op).
Mi si chiede se per me esiste una salsa minima pa gozar e da bailadora
(cercando di dimenticare che insegno) posso fare un piccolo semplice elenco
di cosette: il basico, la vuelta, le enciuflas, tutte cosette che poi io
posso rendere "sfiziose" perchи queste 3 cosette me le so condire (io) in un
dato modo.
Ora cerco di mettermi nei panni della "bailadora allieva standard", alla
quale viene venduta/insegnata questa stessa salsa minima, nel modo
"tradizionale" e cioи: *quel* tipo solo di basico, la vuelta fatta su un
altro tipo di basico, le enciuflas che vengono fuori in un altra maniera
ancora. Al che io "allieva standard di salsa minima", piщ che la capacitа di
muovermi in musica su *minime variazioni*, mi ritrovo ad aver acquistato TRE
SINGOLE COSE che mi hanno "fabbricato addosso" e che farт sempre allo stesso
identico modo, perchи non ho ricevuto altri strumenti che, NON и che
pretendo siano quelli che mi fanno passare dal minimo al massimo (anche se
avviene di per se), ma non avendoli ricevuti non sono in grado di sfruttare
al massimo manco questo minimo che penso di sapere (non so se mi spiego
bene... :o| ).
Al che posso incappare in diverse situazioni:
1) mi invita uno a cui piaccio da matti (ma ovvio che io non lo so) ma lui
non piace a me (=no futuro :oP) e pur facendo la mia bella salsa minima con
delle difficoltа che io vivo (di cui lui non si accorge) e concentrata al
massimo perchи penso solo a quello che devo fare, questo mi sorride a 32
denti per tutto il tempo e mi dice che si и divertito molto a ballare con
me. (ho *realmente* comunicato con lui mentre ballavo???)
2) mi invita il marito della mia amica, che io reputo un bravo ballerino. Io
ripeto la mia salsa minima, in tensione piщ di prima perchи so di non essere
al suo livello e lui non da sfogo al suo repertorio come fa con le altre,
ogni tanto mi sorride e alla fine mi dice "brava!" (ha *comunicato* lui con
me???)
3) invito io il piщ bravo ballerino della pista, fregandomene altamente se
io ballo solo una salsa minima. Lui non mi conosce, accetta il mio invito
per cortesia, prova ad osare ma io non riesco a stargli dietro e dopo i
primi 40 secondi, si stabilizza solo su quelle 3 cose che ha capito che io
so fare (ha *comunicato* lui con me?).
4) invito uno che mi piace da morire (ma io non so che non piaccio a lui) e
accetta per cortesia. Sa fare anche lui solo la salsa minima e io ci metto
tutta me stessa per fare la vuelta nel modo piщ sensuale possibile, senza
rendermi conto che per come mi и stata insegnata, viene fuori na ciofeca :oP
e se io potessi vedermi mentre la faccio (cosa che a tutti NON accade MAI o
rarissimamente a qualcuno che nella norma si dice "eehh? Io ballo cosм???..
O_O??) mi renderei conto che di sensuale c'и proprio poco, proprio perchи и
*costruita a comando*. Ma puт essere che lui non se ne accorga, perchи
troppo concentrato pure lui a costruire quelle 3 cose che sa, fino a sudare
come un cavallo per la tensione o la fatica fisica. (abbiamo *comunicato*?).
5) mi invita uno che passa di li e pure questo sa solo fare salsa minima
come me. E' allegro e menefreghista e anche se ripetiamo all'infinito sempre
le stesse 3 cose, il tempo non lo teniamo oppure ogni tanto ci incasiniamo
(perchи non sa guidarmi e/o io non capisco la sua guida) ci divertiamo da
matti, se pur alla fine abbiamo il fiatone e per recuperare dobbiamo
sacrificare la bella canzone che ha messo ora il dj. (abbiamo *comunicato*,
ma abbiamo *ballato* secondo il senso del termine?).
La *comunicazione nel ballo* tra due partner, non и qualcosa che si puт
stabilire a priori con un minimo di variazioni (figure), ma и una
*dimensione* nella quale ci si cala a seconda della *sintonia* che i due ns
rispettivi modi di ballare creano insieme.
La dama riesce a seguire un cavaliere, non sulla base di quanto si "fida di
lui", ma sulla base di quanto ella и stata messa nelle condizioni di
comprendere una guida e lui di farsi comprendere da una dama. Anche
insegnare questo и un *percorso tecnico*, tanto per far capire che non и
"tecnica" SOLO il dire "all'1 il braccio si alza e va la", anzi...forse
questo modo, di tecnica non ne ha proprio. Possono esserci tanti percorsi
tecnici per imparare a guidare/rispondere in un dato modo e la loro
efficacia dipende da quello su cui si BASANO questi percorsi. Io posso
essere una donna che crede di saper fare una salsa minima (quelle 3 cose li)
e poi accorgermi che con alcuni mi viene e con altri no. Allora chi puт
dirmi se sta salsa minima la so fare veramente o se averla imparata in un
dato modo и il motivo che NON mi permette di metterla in pratica con
chiunque?
Quando ci insegnano qualcosa razionalizzandola o disegnandola mentalmente,
la ns mente и GIA' piena di mille e una cosa a cui pensare e da
*memorizzare* e spazio per la musica NON ce n'и. Per cui non sempre
scegliamo noi di porla in secondo piano, ma proprio non sappiamo come fare a
metterla al primo! Perchи al primo ci sono tutti quei "gesti tecnici"
(automatici, meccanici) che in pista dobbiamo ricordare che... "chissа come
mai...? A scuola venivano tanto bene con la mia compagna e in pista non solo
non me li ricordo ma mi vengono anche male...Se ero a tempo? Mica me lo
ricordo....Se mi и piaciuto il ritornello della canzone? Non mi ricordo
neanche quello...".
I *gesti tecnici* non ce li andiamo a cercare, perchи sono quelli che giа
facciamo anche in una salsa minima, perchи cosм ci и stata *confezionata*,
in rapporto al TIPO di *percorso tecnico* che и stato usato. Anche
l'imparare a rilassarsi ha bisogno di un *percorso tecnico*, ma questo non
significa che in quanto _tecnico_ non si possa imparare a farlo.
Nel ns mondo del ballo, troppo spesso si confonde la parola *tecnica* con la
parola *meccanicitа* (o suo sinonimo, ora mi и venuta questa).
E' vero che per imparare a ballare non и detto che si debba passare per una
scuola, se abbiamo un amico che sa spiegarci il corretto passo base e il
ritmo sul quale farlo. Se poi ci spiega anche a cosa si deve stare attente
per seguirlo quando varia, possiamo trovarci a saper fare un sacco di
"figure" senza sapere che le chiamano cosм e che sono anche battezzate
(ah...se incontrate uno cosм, ditemelo! Che potrebbe essere un insegnante
molto promettente! :oD).
Per un uomo forse и un tantino piщ difficile, a meno che non abbia per sua
fortuna una bella fantasia a cui perт puт dare sfogo quando anche il suo
basico и sicuro e il suo corpo и rilassato. Del resto...non ci diamo ai voli
pindarici quando siamo rilassati e sognamo ad occhi aperti??? ^__*
Ernesto chiede:
> ma chi balla bene non balla bene a prescindere dal compagno/compagna ?
> A mio parere nel ballo di coppia no!
A mio parere invece si, perchи ognuno di noi va a scuola (o dovrebbe andare)
per imparare *lui o lei* e NON per imparare a ballare *solo con lui o solo
con lei (o quelli del proprio corso)*. Ma purtroppo questo и quello che oggi
accade, proprio perchи il ballo non viene "fatto uscire dai corpi", ma viene
"nei corpi buttato dentro" (e spero pure quа si sia compreso il senso...
:o| ).
Poi nel ballo di coppia, io posso ballare *bene* con una persona (perchи io
SO *ballare bene o male* a prescindere da come ballano gli altri) o ballare
*meglio* con un altra. Ma non и normale che io passi da un bene totale
quando mi muovo da sola simulando la coppia, ad un male totale se ballo con
uno (o piщ di uno tra i tanti).
E ancora diverso и dire *quel compagno mi stimola di piщ e st'altro di
meno*, dove tutti e 3 balliamo bene, ma il carattere e la personalitа di uno
dei 2 и piщ piacevole dell'altro e quindi *mi diverte* di piщ. Sia che si
faccia bene una salsa minima, sia che si faccia bene una salsa
medio/massima.
Bacetto Corinna VI
http://www.bailalatino.it 9/11 Stage di Rumba e Guapperia soli uomini con
Alberto Valdes - stesso giorno Rumba e Gestualitа femm.le (Chusmeria) sole
> Quello che intendevo è che non è poi così riscontrabile quando vai a
> ballare, anche se lo vorrei, io per la prima. E questo "non mi importa
> di come uno balla" dovrebbe, nel mio pensiero, esserlo fino in fondo,
> non mi importa di quali passi sa fare ma neppure, a priori, se ci
> metterà tutta 'sta passione, che passione è se è dovuta come il passo
> di ballo? Perchè non sgombrarsi la testa da tutto, quando si balla? E
> quello che sarà, sarà. Passi, giri, passione, voglia o meno, sorrisi o
> no.
Non capisco. Non capisco sinceramente perche' si deve passare dal nulla al
tutto, dal bianco che piu' bianco non si puo' al nero buio della notte.
Senza considerare gradazioni intermedie, tutta l'iride di colori intermedi
che sta nel mezzo, la ricchezza delle sfumature.
O poveri muti oppure oratori consumati! non si considera il semplice
parlare.
O la passione e' dovuta, oppure no e allora liberi tutti, vale tutto e il
suo contrario. Non lo credo. Non credo mai alle posizioni massimali, non
mediate dalla ragione e dal buonsenso, prese per pura dialettica.
> Uno puo' decidere di ballare con me perché gli si è intorpidito il
> piede e mi sorride e ci mette tutto se stesso perché finalmente gli si
> è riattivata la circolazione e io penso che lo faccia perché sono la
> sua ballerina ideale. E magari un altro non mi guarda neppure perché è
> timidissimo e in cuor suo felice di ballare con me perché non
> aspettava altro da tutta la sera (si fa per dire :-). Il primo è
> passionale e il secondo freddo?
Parli di verita' assolute o di come tu "senti" il tuo ballerino? Perche'
qualunque sia il motivo per cui balla con te a te dovrebbe importare COSA ti
trasmette non COME (entro i limiti minimi) o PERCHE'.
Il <COSA> trasmette e' una tua sensazione libera che "senti" tu, il <COME>
e' una sua prerogativa che fatta entro la salsa minima e' accettabile, il
<PERCHE'> e' una sua scelta, che puoi analizzare se vuoi, ma SUA.
Vedi, io parlo del <COME> minimo per avere la possibilita' di avere qualCOSA
dalla persona che balla con me. Tu invece ti chiedi: e PERCHE' lo fara'?
Quindi ri-affermo che non mi importa NULLA (nada de nada) di come balla la
persona che ho di fronte, entro i limiti minimi che dicevo e che mi
consentono poi di godermi il mio ballo con lei, gustandomi tutte le
sensazioni (positive o negative) che ne deriveranno.
Perche' e' questo cio' che intendo fare quando ballo.
> Nessun ingrediente è dovuto a priori, secondo me, nel ballare,
La salsa minima per me lo e'.
Se non ci sono questi elementi minimi non riesco a godermi il ballo e la
ballerina e la musica, impegnato come sono a seguire altro.
>Non capisco. Non capisco sinceramente perche' si deve passare dal nulla al
>tutto, dal bianco che piu' bianco non si puo' al nero buio della notte.
>Senza considerare gradazioni intermedie, tutta l'iride di colori intermedi
>che sta nel mezzo, la ricchezza delle sfumature.
Mi dispiace, credo proprio di non essere d'accordo. Le sfumature sono
date dalla "possibilità". "Dover" fare quel giro, minimo o massimo o
"dover" essere sabroso (passionale, chiamalo come vuoi) per me sono
esattamente lo stesso concetto. Sempre dovere è.
>O poveri muti oppure oratori consumati! non si considera il semplice
>parlare.
Chi l'ha detto? Ma una volta puoi essere muto, l'altra oratore
consumato e l'altra ancora parlare e basta, dipende da come ti cimbra
in quel momento. L'importante è che non esista copione. E la passione
a comando è un copione, esattamente come il giro vattelapesca.
>O la passione e' dovuta, oppure no e allora liberi tutti, vale tutto e il
>suo contrario. Non lo credo. Non credo mai alle posizioni massimali, non
>mediate dalla ragione e dal buonsenso, prese per pura dialettica.
Infatti, liberi tutti, è proprio questo che intendevo.
Non credo alla mediazione del buonsenso e della ragione nel ballo, non
mi sembrano indispensabili.
>
>> Uno puo' decidere di ballare con me perché gli si è intorpidito il
>> piede e mi sorride e ci mette tutto se stesso perché finalmente gli si
>> è riattivata la circolazione e io penso che lo faccia perché sono la
>> sua ballerina ideale. E magari un altro non mi guarda neppure perché è
>> timidissimo e in cuor suo felice di ballare con me perché non
>> aspettava altro da tutta la sera (si fa per dire :-). Il primo è
>> passionale e il secondo freddo?
>
>Parli di verita' assolute o di come tu "senti" il tuo ballerino?
No, parlo di cose molto concrete, un piede intorpidito e la timidezza,
roba di tutti i giorni, che "lui" sente e io fraintendo, eventualmente
>Perche' qualunque sia il motivo per cui balla con te a te dovrebbe importare COSA ti
>trasmette non COME (entro i limiti minimi) o PERCHE'.
>Il <COSA> trasmette e' una tua sensazione libera che "senti" tu, il <COME>
>e' una sua prerogativa che fatta entro la salsa minima e' accettabile, il
><PERCHE'> e' una sua scelta, che puoi analizzare se vuoi, ma SUA.
>
>Vedi, io parlo del <COME> minimo per avere la possibilita' di avere qualCOSA
>dalla persona che balla con me. Tu invece ti chiedi: e PERCHE' lo fara'?
Scusa, anche su questo non sono d'accordo: " è importante cosa mi
trasmette" , è importante che io abbia qualcosa dalla persona che
balla con me". Non è "importante", semplicemente a volte accade, non
sono diktat, per me. Se ci troviamo bene è chiarissimo per entrambi, e
pure se ci troviamo male e non lo sappiamo a priori. Dato che,
fortunatamente, trovo piacere a ballare quasi con tutti e con alcuni
anche molto e neanche so perché, tante volte è assolutamente casuale e
"a pelle", perché dovrei farmi tutti questi problemi di pesi e misure?
.
>
>Quindi ri-affermo che non mi importa NULLA (nada de nada) di come balla la
>persona che ho di fronte, entro i limiti minimi che dicevo e che mi
>consentono poi di godermi il mio ballo con lei, gustandomi tutte le
>sensazioni (positive o negative) che ne deriveranno.
>Perche' e' questo cio' che intendo fare quando ballo.
>
>> Nessun ingrediente è dovuto a priori, secondo me, nel ballare,
>
>La salsa minima per me lo e'.
>Se non ci sono questi elementi minimi non riesco a godermi il ballo e la
>ballerina e la musica, impegnato come sono a seguire altro.
Io di solito cerco di seguire il ballerino, ma potrei anche farmi
inseguire se ci diverte di più, che dici? :-)