Nel 1997 si è tenuto a Puerto Rico il primo Congresso Mondiale della Salsa.
Ricordo che Eli Irizzarry, uno degli organizzatori dell’evento, contattò sia
me che Pietro e Daria Mingarelli affinché pubblicizzassimo l’evento in
Italia e facessimo da traino ai vari gruppi di salsa italiani. Spinti dall’
entusiasmo abbiamo partecipato all’evento anche se non condividevamo alcune
scelte di fondo degli organizzatori come ad esempio quella di privilegiare i
ballerini di New York e Los Angeles a discapito di quelli di Puerto Rico,
senza contare la deplorevole esclusione di tutti gli artisti cubani.
Credo che a questo Congresso abbiamo dato, almeno all’inizio, il nostro
notevole contributo anche se il sig. Irizzarry nonostante i ringraziamenti
di facciata ci ha persino rimproverato in privato del fatto che, secondo
lui, avevamo portato troppe poche persone dall’Italia, come se viaggio e
soggiorno a Puerto Rico fossero totalmente gratis.
A quel punto l’instancabile Irizarry ha proposto sia e me che a Pietro e
Daria Mingarelli l’organizzazione di un Congresso Mondiale in Italia a delle
condizioni economiche che abbiamo ritenuto però inaccettabili. La sua
proposta è stata al contrario accettata dai fratelli Sampaoli che hanno
organizzato uno stranissmo Congresso Mondiale in quel di Torino(1998).
Stranissimo perché nell’organizzarlo si somo limitati solo a pubblicizzarlo
senza invitare nessuno degli artisti presenti nel territorio italiano.
Con gli anni il Congresso mondiale dela salsa si è trasformato in Congresso
Bacardi, trasformandosi in un grande evento itinerante che però ha perso per
strada molti di quei personaggi che almeno all’inizio vi avevano aderito,
rendendolo famoso.
Col tempo da più parti si è sentita l’esigenza di organizzare qualcosa di
diverso (pensiamo ad esempio al Salsa show di Milano o al West Coast
Congress di Los Angelese), così oggi ci sono nel mondo diversi festival e
congressi che hanno comunque avuto il pregio di rompere il monopolio della
ditta Irizzarry & co.
Per quanto mi riguarda ho sempre desiderato realizzare un Festival Mondiale
della Salsa a Roma, la città eterna, capitale di una delle nazioni dove è
oggi è più forte la febbre della salsa.
Fin dall’inizio credevo importante porsi tre obbiettivi:
1) Dare a Cuba il posto d’onore che merita nell’olimpo salsero.
2) Valutare l’immenso patrimonio artistico ed umano esistente oggi in
Italia.
3) Ridare alla salsa la sua connotazione di ballo popolare che rifuggesse
dalle sceneggiate, dai teatrini e dallo spettacolo per lo spettacolo.
Con queste premesse ho messo la mia esperienza al servizio degli
organizzatori del Salsa World Festival (in particolare Lazaro Martin Diaz,
direttore artistico, Marina Sallustio, responsabile delle pubbliche
relazioni), Claudio Marucci, ufficio stampa) e dopo un anno di intenso
lavoro, Roma, finalmente si prepara ad ospitare questo grande evento. Una
manifestazione che ospiterà alcuni fra i più grandi artisti residenti in
Italia ed alcuni fra i più rappresentativi artisti delle nazioni cardini
dell’emisfero salsero.
Avremo la possibilità di vedere così all’opera i portoricani Felipe Polanco,
Tania Santiago, Tito Ortos, Vanessa Millan, Jaison Molina, i californiani
Josie Neglia, Alvaro, Enio Cordoba, Terryl Jones, Eddie the salsafreak,
Salomon Rivera, i cubani Homero Gonzales, Juan Jesus Ortiz, George Dixon
“Chiqui”, Orlando Alfonso, i newiorkesi Angel e Adelaida Rodriguez & Razz M’
Tazz.
A loro si uniranno artisti popolarissimi in Italia come i cubani Lazaro
Martin Diaz, Alberto Valdes, Arnay Ferreiro, Oscar Savon, il gruppo
multietnico Tropical Gem, Carlitos Ortiz e Martika D’Armiento
(Portorico-Spagna), Ivana Maldonado (Argentina), Jairo Ugarte (Nicaragua), i
fratelli Ramos (Colombia), gli italiani Pietro e Daria Mingarelli, Enzo
Conte, Claudio e Armanda Di Stazio, (altri artisti sono ancora da
confermare).
E’ in assoluto la prima volta che questi artisti si esibiscono insieme in un
grande spettacolo che resterà nella storia della salsa in Italia e credo che
questo sia per gli organizzatori motivo di grande soddisfazione.
Per il pubblico degli appassionati questo Festival, che ricordo si terrà
nei giorni 18-19-20 maggio, sarà una grande festa ed un’esperienza
incredibile con stage, spettacoli, conferenze ma soprattutto con interscambi
culturali tra gente proveniente da tutto il mondo che rappresenterà
soprattutto per noi un grande momento di crescita umana e professionale.
Chiaramente in questa prima edizione del Festival la macchina organizzativa
dovrà essere rodata e messa a punto ma siamo certi che Roma con il suo
scenario, la struttura del PalaCavicchi con l’annesso residence sarà un’
ideale cornice per questo Festival che finalmente darà la possibilità di
dare a Cuba quel che è di Cuba, all’Italia di valorizzare il suo grande
patrimonio artistico e alla salsa il valore che merita.
A tutti un grande Festival.
Enzo Conte
Per maggiori informazioni:
www.salsaworldfestival.com
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