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..perchè quando è arrivata da noi la salsa cubana, nessuno si è mai
preoccupato di questo e oggi esiste una *mentalità* radicata nel tempo amata
pure dalla maggior parte della massa latina...
> Sicuramente, ed è stato detto da più parti, è un problema di
> timidezza, a volte anche di inibizione,
..ma la timidezza e l'inibizione sono valide per tutte le donne, anche per
quelle che alle prime armi ballano salsa portoricana...
> ma per molte, devo però notare, la
> non-gestualità diventa un facile alibi dietro al quale nascondersi.
> Io credo che questo atteggiamento sia soprattutto dipeso da un fatto
> imitativo in quanto noi esseri umani (così come fanno un po' tutti gli
> animali) impariamo molte cose visivamente. Se una ragazza si trova in una
> discoteca e vede che la maggior parte delle donne non utilizza la propria
> gestualità troverà del tutto normale non farlo. Se al contrario si
trovasse
> in un locale dove ogni ragazza tira fuori quello che ha anche lei si
> sentirebbe incoraggiata a farlo.
...e infatti era ciò che volevo dire quando ho scritto "tutti sappiamo
seguire lo stesso ragionamento...tutto è "accettato" perchè ci pone tutti
"sullo stesso piano". Quando invece
si entra in "territorio di ESPRESSIONE", allora è inevitabile "scontrarsi"
con la sfera emotiva e psicologica di ogni singolo. Soprattutto, quando il
singolo ha la possibilità di "scegliere". Quando cioè verificherà che avrà
sempre modo di "giustificare" le proprio scelte, perchè intorno a se ci
saranno sempre moltissime persone che fanno la stessa cosa. "...
> Ecco perché ad esempio chi balla salsa portoricana si sente in qualche
> maniera autorizzata a provarci perchè in lei è si è fatta strada la
> convinzione che per ballare questo stile la donna deve assolutamente
> inventarsi qualcosa, anche se a volte tutto ciò a qualcuno può dare
> fastidio.
...la Salsa Portoricana è arrivata molto dopo la Cubana. E' stata una
"ventata d'aria fresca" in un periodo in cui si ballava Cubana ovunque e
nessuno si era mai posto prima il *quesito* su come si muovesse una donna
in cubana. Mentre quando siamo andati ad imparare la portoricana, questo è
stato il *tipo di donna* che ci è stato *venduto* ed esattamente così lo
abbiamo portato in Italia...
>Sono convinto però che se una ragazza italiana vivesse per un anno
> a Cuba tornerebbe in Italia probabilmente muovemdosi come una cubana,
perché
> avrebbe giornalmente davanti il loro esempio. Qui in Italia di rondini ce
ne
> sono purtroppo ancora poche e Dayami è sicuramente una di queste, ma una
> rondine si sa non fa primavera e per molte ragazze è più comodo a volte
> pensare: "va bè, tanto fa tutto l'uomo!"
...verissimo sull'italiana che torna da Cuba e l'esistenza di Dayami (ma
pure di altre 4 quattro come lei), non basta a *cambiare una mentalità* che
noi per primi abbiamo contribuito a suo tempo a creare. Quando anni fa si
vedevamo movimenti o gesti particolari in qualche ballerino latino, si
esclamava sempre "eh...ma lui è cubano/a...lo credo che si muove così!" ...a
NESSUNO anni fa è mai venuto in mente di studiarne il movimento. E' stato
soltanto con l'avvento della Portoricana che abbiamo *scoperto* un tipo di
*donna* diverso, ma solo perchè ci siamo messi, da bravi italiani, ad
analizzare ogni particolare, a codificarlo, a contarlo, a distinguerlo, pur
sapendo che la *massa* portoricana non si muove in pista in questo modo...
> C'è ancora da interrogarsi su come cambiare questa situazione. L'attenta
> Corinna dice che per ogni cosa ci vuole il suo tempo ma su questo punto
non
> sono esattamente d'accordo. E' vero che noi per primi ci abbiamo messo
tanto
> tempo per capire l'importanza di certe cose ma probabilmente ci abbiamo
> messo tanto perché gli insegnanti a cui ci siamo rivolti non sempre sono
> stati in grado di farcele capire.
...e noi non ci siamo nemmeno mai posti prima il *problema* e non lo abbiamo
chiesto. Quando anni fa tutti si ballava cubana, ciò che la *rendeva* tale,
erano le tante figure e in un dato modo, che la distinguevano dalla allora
*salsa venezuelana*...E' stato facile portare la gente al cambiamento perchè
si è lavorato su una *quantità* che fuorisciva a dismisura dove il
*cambiamento* era dettato da apporti tecnici come un'apertuta diversa e
figure diverse...
> Se noi per primi ci siamo resi conto di certe problematiche diventa
> importante non ripetere gli stessi errori (pur tenendo presente le
diversità
> tra allievo e allievo) e sono certo che la stessa Corinna lo fa.
Io ad un allievo principiante insegno a *coordinare* prima di tutto le parti
essenziali del suo corpo che gli servono per BALLARE...Movimento e
coordinazione ritmica delle gambe, delle braccia, delle spalle e di
conseguenza anche del busto. Il resto io li chiamo "virtuosismi" atti a
*condire* ciò che sarà la sua scelta personale nel ballare. Ma rimane il
fatto che quando andranno in una comune pista a mischiarsi con la massa, ciò
che metteranno di loro, non apparirà agli occhi di chi guarda come un
*cambiamento*, ma solo come *un'eccezione* di quel momento...
>Se noi ad esempio ad un allievo o ad una allieva gli insegniamo a muovere
fin
> dall'inizio solo i piedi senza insegnargli anche il movimento delle mani,
> questa persona finirà con l'assumere un movimento indotto che prevederà
> quindi solo l'utilizzo dei piedi e quando gli chiederai di muovere anche
le
> mani troverà questo binomio di una difficoltà pazzesca perchè ormai ha
già
> acquisito un non-movimento se non addirittura un movimento sbagliato.
ma..se si trattasse solo delle mani sarebbe facile! Ma tu parlavi di una
"gestualità" femminile che a tutt'oggi agli occhi di tutti ha sempre e solo
riguardato lo stile portoricano e io e come penso qualsiasi donna che legge,
quando pensa alla parola gestualità, non credo pensi solo alle braccia o
alle mani, ma ad un insieme di movimenti che la riguardano da capo a
piedi...
>Se fin dall'inizio gli insegni ad armonizzare i movimenti nella maniera
giusta
> finirà col tempo con farli propri al punto da muoversi in una maniera via
> via sempre più naturale.
....*armonizzare* non si scosta da un accurato studio della ritmica e chi
studia portoricana questo lo sa benissimo...ma è anche vero che la donna che
sta nel corso di Portoricana, ha SCELTO di esserci perchè in giro ha saputo
distinguere tra i due principali stili, osservando le differenze che hanno
messo sempre molto in risalto l'atteggiamento della *donna in
portoricana*...è perciò un'allieva che sa a cosa va incontro...ma non
possiamo ora, di punto in bianco, pretendere da chi ha sempre scelto la
salsa cubana magari anche solo per gusti musicali propri, che per
*definirsi* una *brava ballerina*, da oggi dovrà studiare anche *una
gestualità universale* perchè in fondo *la donna è donna*. Quanti fra gli
insegnanti che tengono i corsi "di gestualità femminile" (per altro
strafamosi per la portoricana), scendono poi in pista a ballare Cubana con
"la gestualità giusta" che *fa la differenza*??? Tu? Daria? Chi altro? Ma
nemmeno se foste in 20 in tutta Italia bastereste a cambiarne la mentalità
fintanto che esisterà la possibilità di poter *scegliere* se dar sfogo a
virtuosismi che sono personali, bagaglio del proprio sentire
personale...sempre che non si voglia creare dei *prototipi* di allieve che
più che essere femminili, sono un *codice comportamentale* che alla fine,
invece che apparire *più donne*, appaiono manichini computerizzati che
buttano le braccia ogni volta che scatta questa o quella figura!
> Personalmente ad esempio vedo che oggi che utilizzo questo tipo di tecnica
> riesco ad ottenere in poco tempo risultati che prima ottenevo in diversi
> anni, proprio perché io stesso non avevo le idee chiare su che tipo di
> movimento dovevo insegnare.
...si ma quanto ci hai messo a capirlo però? Pure io oggi insegno la ritmica
con molta più facilità di una volta perchè con il tempo *mi si sono chiarite
le idee*! Ma questo non significa che poi gli allievi, quando vanno a
ballare si preoccupano di andare sempre a tempo come fanno a scuola! A
scuola fanno sempre tutto bene, ma quando poi sono soli in pista a doversi
gestire, le cose sono ben diverse e prevale sempre *l'allineamento con la
massa*, quella che ancor oggi vede nella salsa cubana una donna che quando
balla non butta braccia da nessuna parte, non tiene le mani in un certo modo
o non fa scattare la testa ogni volta che si trova sull'uno...E cmq la donna
che balla cubana di oggi, una sua femminilità ce l'ha, solo che è espressa
in forma diversa e per questo ci sono i corsi di afro o di rumba, dove la
donna si muove con l'ausilio della conoscenza e dello studio della *storia
folklorica cubana*, dove ogni movimento ha un suo preciso significato e
diventa credibile (il movimento) soltanto nel momento in cui ha capito da
dove nasce e perchè...(e quì ritorniamo al mio concetto di base "o credi in
ciò che fai oppure *appari* ma non *sei*)
> Per questo reputo che se la mentalità dell'ambiente deve sicuramente
> cambiare, noi che ci proponiamo di insegnare dovremmo essere i primi a
dare
> l'esempio cercando di insegnare lo stile (nei limiti del possibile) fin
> dall'inizio del corso.
...insegnarlo non basta, bisogna poi ballarlo! Con la portoricana è stato
facile *dare l'esempio*, perchè era agli inizi un *esempio* colui o colei
che la sapeva ballare e ti ricordo che era per tutti *bella* anche quando si
vedeva una ballerina (ma questo pure oggi) che oooooooogni volta che faceva
un chek (chiusura per chi non sa) alzava la manina come se volesse andare al
bagno, oppure oooooooogni volta che si trova sul 2 in mediacajta, scatta la
testa con il rischio di un blocco cervicale....Questa per me NON è
femminilità...questa è impostazione...La femminilità la vedo in una donna
che quando compie un gesto proprio, lo fa con una tale disinvoltura da far
pensare che *sia nata così*, che è poi ciò che penso anche quando vedo una
ragazza che ballando cubana, è capace di muovere un bacino in despelote
anche per due minuti di seguito...
> Quello di quest'anno per me è stato un esperimento perché volevo fare un
> sistema comparativo di come crescere un corso principianti sia per la
salsa
> cubana che per quella portoricana. Forse è ancora presto per fare un
> bilancio ma (tenendo ben presente i miei limiti nella cubana) la
differenza
> sostanziale dopo 6 mesi di lavoro che alle mie allieve di salsa
portoricana
> sono riuscito più o meno a dare un'impronta, le mie allieve di salsa
cubana
> ballano, ma ballano uguale a tante altre né meglio, né peggio.
...ma questa è per ora un'eccezione che conferma la regola Enzo. Tu sei
stato Pioniere e senz'altro di grande stimolo, ma il principiante, pur
potendo *vendergli* ciò che vuoi, non è colui che sulla pista *fa la
differenza*, perchè la *corrente* esiste ed è stata costruita nel tempo con
una certa *ideologia*. Ora il punto è: le donne che oggi ballano cubana e
non ti fanno il corso di gestualità, lo fanno perchè amano le figure, la
rueda, la musica cubana, o perchè non si *sentono portate* ad esprimersi
come si esprime una donna in portoricana e quindi, come hai detto tu,
ballano cubana perchè *è un facile alibi dietro cui nascondersi "? Bene, se
il caso è il primo allora è solo questione di gusti personali. Ma se per
caso è il secondo, allora vuol dire che la psicologia personale è il fattore
primario sul quale agire, dove è necessario innanzitutto fornire all'allieva
una propria sicurezza emotiva, dandogli prima di tutto la BASE sulla quale
poi, sentendosi preparata, potrà in seguito interagire *giocando* con il
movimento, con le *sfiziosità*, con *l'atteggiamento* ma solo e quando sarà
convinta di ciò che fa e soprattutto lo sente dentro...
> Quella che si era rifiutata di fare l'onda era in realtà la più brava del
> gruppo (almeno per quanto riguarda l'esecuzione delle figure). Credo che
in
> lei si sia formata una forma di rifiuto per la gestualità, proprio perchè
si
> è fatta un'idea sbagliata di come una donna deve ballare salsa cubana
> frequentando forse ambienti e persone un po' troppo chiuse.
....o forse ha sempre frequentato un normale ambiente salsero dove vedeva
che chi ballava cubana, al massimo ti eseguiva un despelote o qualche
sporadico tembleque, mentre chi ballava portoricana, roteava le braccia, le
lanciava in alto, in basso, a lato, scattava la testa, eseguiva l'onda, il
cuban-hip-rool, la bahada, lo shimy con le spalle, il cha-cha con il
bacino........e tutto sulla stessa salsa!!!
> un caro saluto
> Enzo Conte
Un caro saluto anche a te e forse ci vediamo al Trofeo Mambo! ^___*
Bacetto Corinna * ;o)
Una riflessione, appunto, che vorrei fare e' quella che riguarda quelle
gestualita' che possono, in determinati momenti, rivelarsi controproducenti.
Ad esempio gli eccessi di spostamento del peso corporeo, che inevitabilmente
si ripercuotono sulle braccia del ballerino. O, in generale, l'eccesso in
se'.
Che sia una gestualita' costruita, oppure naturale, oppure naif.. poco
importa IMHO :)
L'importante e' che sia fine, o piacevole se preferite.
...non come il mio dopobarba ;-D
NicolinoFE
"Vat a lavar, cat puzi!" (Monny).
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"Enzo Conte" <enzo....@tin.it> wrote in message
MABBJKALIJFHNCNBOPDK...@tin.it...
> Care iabladere,
> vi ringrazio innanzi tutto per l'attenzione che avete dato al mio post.
> Mi sembra che tutte siete state d'accordo sul fatto che è importante
> sviluppare la gestualità in qualsiasi tipo di ballo e che esiste una
> gestualità anche nella salsa cubana.
CUT
Carissimo Enzo,
io credo tu abbia toccato un tasto che non vale soltanto per le donne, ma in
generale per come viene inteso, io credo, ballare la cubana. Per lo meno
posso parlare della situazione di Milano, che conosco bene.
Molti di noi si sono fatti l'idea che ballare la cubana sia più facile,
perché richiede poca tecnica e molta improvvisazione. Spesso, diciamolo, gli
stessi insegnanti hanno avvalorato questa idea non curando abbastanza
l'espressione corporea negli allievi.
Questa idea è sbagliata: è vero che i cubani in genere fanno poche figure e
non troppo complesse, ma come le fanno! Ballano con tutto il corpo e
l'anima.
Ricordo un ragazzo cubano, Adrian Gonzales, con cui 6 anni fa avevamo
organizzato un gruppo di rueda. Ci piazzavamo davanti al Castello Sforzesco,
mettevamo in mezzo un radiolone, e... vai col ballo! Puoi immaginarti, puro
spirito cubano! E ricordo che lui si arrabbiava sempre con noi, perché
diceva che in realtà noi non ballavamo, anche se conoscevamo 1000
complicatissime figure.
Allora non riuscivo a capire cosa intendesse, mi ci sono voluti alcuni anni
con Tony Castillo per realizzare l'importanza dell'espressione corporea nel
ballo. Con lui facevamo un po' di Rumba e di Santeria prima di ballare la
salsa, proprio per capire l'origine del movimento del corpo.
Per noi europei è difficile, ma esistono tecniche (tu lo sai meglio di me,
naturalmente, perché sei un ottimo insegnante) per imparare a muovere il
corpo.
Con i Mingarelli ho passato lezioni intere solo su quello.
Con tutti i limiti di una persona che ha cominciato a ballare in età adulta,
so di avere fatto un cambiamento enorme nel mio ballo, e lo devo al mio
desiderio di migliorare, d'accordo, ma anche agli ottimi insegnanti che ho
avuto, che hanno saputo "scolpire" quel legnetto che ero.
Ora quando ballo ho deciso di essere solo me stessa, con quello che la
musica mi trasmette, per cui sia che io balli cubano, sia che io balli
portoricano, o altro, mi muovo "como me pare"... ma quanto mi muovo! ;-)
Con simpatia, e... a presto!
Valeria La Rumbera Loca
> Una riflessione, appunto, che vorrei fare e' quella che riguarda quelle
> gestualita' che possono, in determinati momenti, rivelarsi
controproducenti.
> Ad esempio gli eccessi di spostamento del peso corporeo, che
inevitabilmente
> si ripercuotono sulle braccia del ballerino. O, in generale, l'eccesso in
> se'.
...appunto...e quì allora sarebbe necessario ricordare che esistono dei
movimenti personali che la donna esegue mentre è ancora "legata" (e semi
legata come quando è in apertura) al ballerino e altri che esegue quando si
trova "in assolo". E secondo me, per entrambi, lo studio individuale del
proprio equilibrio, per far si che il ns movimento non diventi un "ostacolo"
a chi balla con noi, è indispensabile e necessario. E allora...ritorniamo
indietro ancora una volta...prima *ci si studia*, si impara a *riconoscersi*
e dopo, si può *elaborare* tutta una lunga serie di *virtuosismi* ma fatti
con cognizione di causa, sapendo cioè quando lo posso fare, tenendo anche
presente però, che la *libertà di espressione* di una donna, molte volte è
limitata e condizionata anche dalla capacità o meno del suo partner di
*osservarla*, guidandola nel modo corretto senza intrappolarla (come spesso
accade) in un schema che non le lascia alcuna libertà se non quando si trova
"in assolo"...
> Che sia una gestualita' costruita, oppure naturale, oppure naif.. poco
> importa IMHO :)
> L'importante e' che sia fine, o piacevole se preferite.
...e quando un movimento "è fine"? Quando è eseguito con naturalezza e
convinzione oppure è sempre fine perchè anche voi uomini ormai sapete a
memoria come si comporta una donna che balla portoricana???
> ...non come il mio dopobarba ;-D
..ehm...quello non me lo ricordo ma...mi riservo di *controllare* la
prossima volta che balliamo... ^___*
> NicolinoFE
Bacetto Corinna * ;o)
> <nic...@ognibene.bo.it> ha scritto
> cut
>
> > Una riflessione, appunto, che vorrei fare e' quella che riguarda quelle
> > gestualita' che possono, in determinati momenti, rivelarsi
> controproducenti.
Interessantissima osservazione.
Ho anche provato a mandarti una mail privata ieri, ma "qualcosa" l'ha
respinta... e' quello che chiamano "firewall"?
Un muro che protegge l'azienda dove lavori da post "privati" non di
lavoro?
E' la prima volta che mi capita...
> > Ad esempio gli eccessi di spostamento del peso corporeo, che
> inevitabilmente
> > si ripercuotono sulle braccia del ballerino. O, in generale, l'eccesso in
> > se'.
>
Gia'... un ottimo spunto di meditazione. Grazie.
> ...appunto...e quì allora sarebbe necessario ricordare che esistono dei
> movimenti personali che la donna esegue mentre è ancora "legata" (e semi
> legata come quando è in apertura) al ballerino e altri che esegue quando si
> trova "in assolo". E secondo me, per entrambi, lo studio individuale del
> proprio equilibrio, per far si che il ns movimento non diventi un "ostacolo"
> a chi balla con noi, è indispensabile e necessario.
Certo.
Senza dubbio... :-
> E allora...ritorniamo
> indietro ancora una volta...prima *ci si studia*, si impara a *riconoscersi*
> e dopo, si può *elaborare* tutta una lunga serie di *virtuosismi* ma fatti
> con cognizione di causa, sapendo cioè quando lo posso fare, tenendo anche
> presente però, che la *libertà di espressione* di una donna, molte volte è
> limitata e condizionata anche dalla capacità o meno del suo partner di
> *osservarla*, guidandola nel modo corretto senza intrappolarla (come spesso
> accade) in un schema che non le lascia alcuna libertà se non quando si trova
> "in assolo"...
Sei grandissima.
>
> > Che sia una gestualita' costruita, oppure naturale, oppure naif.. poco
> > importa IMHO :)
> > L'importante e' che sia fine, o piacevole se preferite.
>
> ...e quando un movimento "è fine"? Quando è eseguito con naturalezza e
> convinzione oppure è sempre fine perchè anche voi uomini ormai sapete a
> memoria come si comporta una donna che balla portoricana???
>
... hi hi hi hi hi ;-)
>
> > NicolinoFE
>
> Bacetto Corinna * ;o)
Uno piu' grande dell'altro.
Tanto di cappello: mi inchino.
Grandi salseri e persone di profonda sensibilita',
e abilita' nello scrivere con la leggerezza di una piuma.
C'e' una parola per dire "il contrario-di-un-troll"?
"Fata" e "sciamano" sono gia' occupati... ;-)
anche "oracolo"... :-/
Niente: sono ampiamente sufficienti i vostri nick. :-))
Dos besos y dos abrazos
Silvana la Flaca (MI)
Si, in parte e vero, ma in parte spesso è molto difficile far emergere nel
ballo
cubano la gestualità femminile... in modo particolare con quei ballerini che
eseguono
all'impazzata figure complicatissime e piene di finte.
Quando ballo con un cubano invece le cose cambiano, perché loro sono
abbituati
ad ascoltare e leggere il modo personale di ballare di ogni ballerina che
hanno davanti.
All'inizio ti studiano ... poi quando hanno capito come ti esprimi giocano
in un dialogo
fatto di messaggi ed interpretazioni musicali.
Spesso nel ballerino italiano di salsa cubana manca la fantasia e
l'improvvisazione,
la variazione e lo stravolgere le figure ... questo fa sì che spesso sai già
quale figure
lui farà, e se conosci il soggetto, riesci a prevedere le sue mosse.
> Io credo che questo atteggiamento sia soprattutto dipeso da un fatto
> imitativo in quanto noi esseri umani (così come fanno un po' tutti gli
> animali) impariamo molte cose visivamente. Se una ragazza si trova in una
> discoteca e vede che la maggior parte delle donne non utilizza la propria
> gestualità troverà del tutto normale non farlo. Se al contrario si
trovasse
> in un locale dove ogni ragazza tira fuori quello che ha anche lei si
> sentirebbe incoraggiata a farlo.
> Ecco perché ad esempio chi balla salsa portoricana si sente in qualche
> maniera autorizzata a provarci perchè in lei è si è fatta strada la
> convinzione che per ballare questo stile la donna deve assolutamente
> inventarsi qualcosa, anche se a volte tutto ciò a qualcuno può dare
> fastidio. Sono convinto però che se una ragazza italiana vivesse per un
anno
> a Cuba tornerebbe in Italia probabilmente muovemdosi come una cubana,
perché
> avrebbe giornalmente davanti il loro esempio.
Caro Enzo, penso che hai trovato il punto della situazione ...;-)
Infatti è ormai consolidato culturalmente nell'ambito salsero, che la donna
in salsa
portoricana si esprima prendendosi i suoi spazi "interpretativi", in accordo
alla guida
del partner, che saggiamente lascia spazio e spesso induce le performance
femminili.
Nei ballerini italiani che ballano salsa cubana purtroppo, avviene per
entrambi spesso l'opposto :-(
Questo forse perché abbiamo sempre avuto maestri uomini e quindi esempi
maschili?!?
Oppure perché nella cultura Soft europea il movimento è tabù e come sapiamo
la cubana
è impregnata di approci metafori, sensuali, derivanti dalle radici
afrocubane.
Qui in Italia di rondini ce ne
> sono purtroppo ancora poche e Dayami è sicuramente una di queste, ma una
> rondine si sa non fa primavera e per molte ragazze è più comodo a volte
> pensare: "va bè, tanto fa tutto l'uomo!"
Le ballerine di cubana, si adaggiano nella guida impregnata di finte e
figure contorte
Ricordo con spavento "el sacacorcio" di Alberto Valdés, terribile da questo
punto di vista.
Se non ti lasci guidare con il massimo di passività, rischi sicuramente la
frattura delle braccine!
> C'è ancora da interrogarsi su come cambiare questa situazione. L'attenta
> Corinna dice che per ogni cosa ci vuole il suo tempo ma su questo punto
non
> sono esattamente d'accordo.
Nemeno io sono d'accordo, penso che si deva provedere subito !!!!!
Anche perché da buon acquario sono ansiosa ed impaziente ^__^
> E' vero che noi per primi ci abbiamo messo tanto
> tempo per capire l'importanza di certe cose ma probabilmente ci abbiamo
> messo tanto perché gli insegnanti a cui ci siamo rivolti non sempre sono
> stati in grado di farcele capire.
> Se noi per primi ci siamo resi conto di certe problematiche diventa
> importante non ripetere gli stessi errori (pur tenendo presente le
diversità
> tra allievo e allievo) e sono certo che la stessa Corinna lo fa. Se noi ad
> esempio ad un allievo o ad una allieva gli insegniamo a muovere fin
> dall'inizio solo i piedi senza insegnargli anche il movimento delle mani,
> questa persona finirà con l'assumere un movimento indotto che prevederà
> quindi solo l'utilizzo dei piedi e quando gli chiederai di muovere anche
le
> mani troverà questo binomio di una difficoltà pazzesca perchè ormai ha
già
> acquisito un non-movimento se non addirittura un movimento sbagliato. Se
fin
> dall'inizio gli insegni ad armonizzare i movimenti nella maniera giusta
> finirà col tempo con farli propri al punto da muoversi in una maniera via
> via sempre più naturale.
Sono d'accordo, in effetti in passato ero convinta che l'insegnamento del
Son e della Rumba
fosse da essere applicato ai livelli avanzati, dopo i primi insegnamenti
basici della ritmica,
tecnica in coppia, ecc. In questi ultimi tempi ho modificato la mia
didattica inserendo la radice
già alle prime armi. Spesso in loro c'é dell'imbarazzo, che presto però con
la costanza e metodicità
diventa parte integrante dell'allenamento e dei loro movimenti nel ballo di
coppia.
Indispensabile è un buon allenamento individuale, che porta la salsa e tutte
le danze caraibiche
ad una corretta disciplina di danza come tante altre.
Conosco questo atteggiamento nelle donne, qui da me in Trentino domina
generalizzato...
Ma io persevero con tenacia e passione latina
> un caro saluto
> Enzo Conte
Un sadulo cariñoso para vos
Margarita la bruja TN
Concordo. Guardando nella pista quelli che ballano con maggior sabor vedo
molta più tecnica nella cubana, che nella portoricana. L'inganno è che chi
balla bene cubana vedi che gode di piacere, e chissà come mai la classica
deduzione che alcuni fanno è : "Dove c'è piacere c'è divertimento, ma vuoi
mettere con la tecnica!". Questo è ancora un problema a mio avviso di
cultura. Perchè la contronominale è: "Dove c'è tecnica (sacrificio) allora
si che è bello!". Non so se sono stato chiaro ...
> Ora quando ballo ho deciso di essere solo me stessa, con quello che la
> musica mi trasmette, per cui sia che io balli cubano, sia che io balli
> portoricano, o altro, mi muovo "como me pare"... ma quanto mi muovo!
;-)
Solo in una occasione ho avuto l'onore di verificare, che quanto dice esta
bailarina verum est. Ignotum est donde esta virtute nasceant, sed
impossibile est non invitare ella quando musica cubana o portoriquegna
vibrat sulla pista magna.
> Con simpatia, e... a presto!
> Valeria La Rumbera Loca
"Sarà la musica che gira intorno
Quella che non ha futuro
Sarà la musica che gira intorno
Saremo noi che abbiamo nella testa un maledetto muro."
(I.Fossati)
La salsa non gira intorno, va direttamente dentro al cuore e solo allora
puoi scegliere se continuare a piangere o cominciare a uscire, in tutti e
due i casi non puoi più stare fermo.
ciao Ottima Valeria!
olè!
--
Gianni el Zorro Loco (MO)
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Margarita <marg...@tin.it> wrote in message
ow5B6.22129$k53.4...@news1.tin.it...
CUT
> Si, in parte e vero, ma in parte spesso è molto difficile far emergere nel
> ballo
> cubano la gestualità femminile... in modo particolare con quei ballerini
che
> eseguono
> all'impazzata figure complicatissime e piene di finte.
> Quando ballo con un cubano invece le cose cambiano, perché loro sono
> abbituati
> ad ascoltare e leggere il modo personale di ballare di ogni ballerina che
> hanno davanti.
> All'inizio ti studiano ... poi quando hanno capito come ti esprimi giocano
> in un dialogo
> fatto di messaggi ed interpretazioni musicali.
> Spesso nel ballerino italiano di salsa cubana manca la fantasia e
> l'improvvisazione,
> la variazione e lo stravolgere le figure ... questo fa sì che spesso sai
già
> quale figure
> lui farà, e se conosci il soggetto, riesci a prevedere le sue mosse.
CUT
Grazie Margarita,
per avere detto qualcosa che avevo già intravisto in pista, ma non era
ancora espresso. Ho sempre cercato di ascoltare la ballerina che ho di
fronte, e questo per indole personale. L'ho sempre considerato come uno
spazio che mi sono conquistato da solo, nel senso che non me l'hanno
insegnato a scuola, a metà tra la seduzione e il piacere di condivider un
dialogo nel ballo. Ti racconto questa. Dopo la lezione di cubana del
mercoledì, mi ha sempre fatto ridere questa scena. La pista piena con
allievi e no che fanno figure acrobatiche e il mio insegnate di cubana BERNA
JAM (cuba), che docilmente abbracciato a una bella dama balla sul posto,
fermo come l'Albero Maestro di una nave in mezzo a una tempesta. Poi ogni
tanto esce dalla figura che io chiamo "basica" o meglio "besica" (non è
barese è da "beso") e fa una figura e di solito la dama dopo la figura suda,
nel senso che sicuramente si è sentita presa. Metà di quello che so di
cubana l'ho imparato guardando in pista chi balla come ho descritto sopra.
Non ballo ancora portoricana, quindi parlo da osservatore, e dico che la
descrizione che hai dato sopra "se conosci il soggetto, riesci a prevedere
le sue mosse.", per me è adatta allo stile portorico. Vabbè ma questo è un
altro discorso ... Ultima cosa, spesso dal bordo della pista guardo le
coppie portorico e dagli occhi della dama vedo che non è felice. Cioè lei
sta facendo tutto quello che deve fare e lui anche e sono anche molto in
sintonia, però IMHO quella dama non è felice perchè non è presa e nemmeno
tanto considerata ... un po' come certe coppie che stanno facendo tutto
quello che devono fare per essere felici.
(sono andato un po' fuori tema ...)
olè!
--
Gianni el Zorro Loco (MO)
(per rispondere in privato togli NOSPAM dall'indirizzo)
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<<L'uomo balla per fare esprimere la propria dama. Una donna che balla senza
esprimersi lascia il suo partner come un amante che non riesce a suscitare
amore nell'amata.>>
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Johnny the Fox wrote:
> Concordo. Guardando nella pista quelli che ballano con maggior sabor vedo
> molta più tecnica nella cubana, che nella portoricana. L'inganno è che chi
> balla bene cubana vedi che gode di piacere, e chissà come mai la classica
> deduzione che alcuni fanno è : "Dove c'è piacere c'è divertimento, ma vuoi
> mettere con la tecnica!". Questo è ancora un problema a mio avviso di
> cultura. Perchè la contronominale è: "Dove c'è tecnica (sacrificio) allora
> si che è bello!". Non so se sono stato chiaro ...
>
Ottimo Gianni!
Vorrei spezzare uina lancia a favore del ballo (sabor + tecnica) in
generale, portoricana o cubana poco importa. Ti dico come la penso io:
DOVE E' BELLO, BALLO!
Nel senso: hai mai visto ballare Tito Ortos, Pedro Gomes, Tania Santiago, i
SuperMinga, o altri del genere? Tutto puoi dire, tranne che non hanno sabor!
E che dire di Alberto Valdez o Albertico Calderon? Sono sicura che potrei
citarne 1000, oltre a questi che conosco personalmente.
Il bel ballo non ha frontiere, e non può essere espresso con un solo stile,
o meglio non gli si possono appiccicare facili etichette.
Poi naturalmente le preferenze rientrano nella sfera personale dei gusti,
che "non disputandum est".
Per la tecnica ti fai un "mazzo" così in ogni caso, se vuoi fare un discorso
serio sul tuo corpo.
> Solo in una occasione ho avuto l'onore di verificare, che quanto dice esta
> bailarina verum est. Ignotum est donde esta virtute nasceant, sed
> impossibile est non invitare ella quando musica cubana o portoriquegna
> vibrat sulla pista magna.
>
Verificarem dobemus in Rimini! Tu quoque participarent?
> Saremo noi che abbiamo nella testa un maledetto muro.
Vero.
Ballerina te salutant!
Valeria La Rumbera Loca
> Johnny the Fox wrote:
>
> > Concordo. Guardando nella pista quelli che ballano con maggior sabor vedo
> > molta più tecnica nella cubana, che nella portoricana.
>> L'inganno è che chi
> > balla bene cubana vedi che gode di piacere,
Esiste un "godimento" separato dal piacere?
> > e chissà come mai la classica
> > deduzione che alcuni fanno è : "Dove c'è piacere c'è divertimento, ma vuoi
> > mettere con la tecnica!". Questo è ancora un problema a mio avviso di
> > cultura. Perchè la contronominale è: "Dove c'è tecnica (sacrificio) allora
> > si che è bello!". Non so se sono stato chiaro ...
> >
>
> Vorrei spezzare una lancia a favore del ballo (sabor + tecnica) in
> generale, portoricana o cubana poco importa. Ti dico come la penso io:
> DOVE E' BELLO, BALLO!
> Nel senso: hai mai visto ballare Tito Ortos, Pedro Gomes, Tania Santiago, i
> SuperMinga, o altri del genere? Tutto puoi dire, tranne che non hanno sabor!
> E che dire di Alberto Valdez o Albertico Calderon? Sono sicura che potrei
> citarne 1000, oltre a questi che conosco personalmente.
...
> Per la tecnica ti fai un "mazzo" così in ogni caso, se vuoi fare un discorso
> serio sul tuo corpo.
>
Concordo con Valeria e aggiungo:
chi ha mai detto che piacere, sabor e tecnica "devono" vivere separati?
:-?
Se non sai dove mettere i piedi o come muoverti o guidare, come fai a
"godere" e "far godere"? E quella (come guidare e muoverti), non e'
"tecnica" che si impara?
Perche' a volte la parola "tecnica" e' considerata con diffidenza?
E quasi "contrapposta" al sabor?
IMO e' una cosa assurda...
Torniamo a un vecchio (e superato) quesito: sabrosi si nasce?
Il sondaggio aveva detto: NO...
E allora, si impara! E *che cosa* si impara?
La tecnica (= il metodo) che bisogna utilizzare per muoversi... che
altro?
Si', lo STILE... certo...
che un po' lo "impari", un po' te lo "cuci addosso"... della tua
misura...
Ma le basi sono tecnica-metodo! Se no: dove lo "appoggi" lo stile?
Per esempio: se sei rigido di spalle, e "non ce n'e'"...
1) o ti insegnano *la tecnica per smollartele*, o
2) puoi aver dentro tutto il sabor del mondo, e non riuscirai a
esprimerlo (in questo caso con le spalle) mai e poi mai!
IMO.
Ciao
Silvana la Flaca (MI)
P.S.: dove c'e' tecnica c'e' sacrificio... nel senso di "impegno" serio;
vale per tutte le cose, mica solo per la salsa!
Poi, pero', l'impegno ci ripaga... non e' per questo che andiamo a
lezione?
Altrimenti, saremmo rimasti all'UNZ... o quasi... o no?
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"Salsare e' un gioco...
Se non e' bello, che piacere e'?"
(Caffe' Lavazza-la Flaca)
oppure
"Salsare e' un piacere...
se non e' bello,
che piacere e'?"
(idem)