------------"Da dove veniamo"----------
Ma anche i piu' intransigenti ricordano che il percorso in fin dei conti e'
stato quello: abbiamo cominciato con il meneito e la macarena.
Anni fa un discografico si lamentava che oramai gli accordi sono sempre
quelli, che le canzoni basate sulle ceneri del rock ormai sono gia' state
scritte tutte, non resta che copiare. In realta' anche lui sapeva bene che
il nuovo ritmo era quello del latino. Realizzato bene o male, ma il sapore
latino era la nuova mucca da mungere per un panorama di musica commerciale
avaro di proposte veramente "nuove". Il senno del poi mi dice che, se anche
alle olimpiadi abbiamo visto ballare la macarena, questo non puo' essere
dovuto solo al motivetto
intrigante: per avere un successo mondiale ci vogliono i discografici che
fanno i loro investimenti, da bravi mercanti che conoscono molto bene il
proprio mestiere. E hanno pure fatto i loro esperimenti, su personaggi di
basso profilo (commercialmente parlando), per vedere se "funzionava".
Ancora il senno del poi mi (im)pone questa domanda: quando mai e' stata
proposta commercialmente una musica latina di qualita', ancora permeata di
tradizione? Mai (con l'unica eccezione del Buena Vista, che pero' era
preceduto da un film). Perche' ai discografici non interessava introdurre il
latino, ma solo un nuovo filone (finche' dura).
Dunque, non mi pare proprio che questa tanto tragica commercializzazione
(detto con una smorfia di disgusto) del latino sia storia recente, ne' che
sia un segno della degradazione dei tempi: e' sempre
stato cosi', perche' i discografici hanno puntato su questo per uscire da
una pessima situazione. E funziona. Lo scopo ultimo e' forse quello di
sostituire
alla discoteca attuale qualcosa di analogo, ma basato su un ritmo
almeno lontanamente latineggiante. Solo apparentemente il mio inizio e'
stato diverso: aver cominciato con un falso come il meneito non e' molto
diverso
dal cominciare con un falso come il merengUNZo.
Ma il problema e' in questa parola "cominciare". Per arrivare dove? Ci sara'
chi si fermera' alla "nuova frontiera dell'UNZ", e chi invece decidera' di
fare come tutti noi: corso, pista, Rete, passaparola e... kilometri! Ma in
tempi recenti c'e' un problema in piu', perche'.....
---------------"Chi Siamo"-----------
C'e' un problema: noi stessi "scafati" non sappiamo piu' bene dove andare a
ballare.
Un tempo le stesse grandi discoteche organizzavano una o piu' serate latine.
La musica era quella "bella" perche' il "neolatino" era solo
nell'animazione, la novita' faceva il resto: locali pieni.
Oggi: i locali non sono piu' tanto pieni, si perdono soldi, si tira la
cinghia. Ma il popolo salsero continua a cercare gli stessi luoghi, quelli
in cui fino a due anni fa si ballava da dio.
E il gestore sposta la serata al martedi',
oppure la annulla, o incrementa l'animazione per attirare piu' gente non
ballante; il bravo DJ scende a compromessi con se' stesso, altrimenti la
prossima
settimana gli dicono "abbiamo saputo che dove ci sei tu la pista resta
vuota!".
Di ragionamenti se ne possono fare tanti, ma alla fine quello
giusto mi sembra anche quello piu' banale: nessuno puo' permettersi di fare
una serata "di
qualita'" in un locale da 1500 presenze, se la cosa puo' interessare al
massimo a 300 persone.
E noi dove andiamo a ballare? Mi si possono portare esempi di casi isolati,
ma mi pare di capire che in generale stiamo vivendo una transizione. I
locali "di grido" una volta
erano interessati al latino perche' portava gente, oggi si stanno rivolgendo
al "neo-latino" perche'.... per lo stesso motivo! Contemporaneamente, al
circolo ARCI si continua a ballare il liscio, senza considerare (per ora)
questo nuovo possibile bacino di utenza.
-----------"Dove andiamo"----------------
Ma diciamo la verita': ci andremmo davvero noi "ancora giovani" in un posto
"da sfigati o da
vecchietti" come il circolino, dato che da anni siamo abituati a luoghi con
tante luci e "bella gente"? E poi l'aria condizionata non sarebbe adeguata,
il bar (forse) neanche, l'audio traballante, poco parcheggio..... so che
nessuno si riconosce completamente in queste obiezioni, ma via, ammettiamolo
che il circolino non ci attira piu' di tanto!
(NB: chi scrive, a 23 anni frequentava anche i circolini, perche' ballava il
liscio)
Eppure....
Il futuro si puo' solo ipotizzare. Ma a me sembra chiaro che un megasuccesso
discografico come "Supernatural" di Carlos Santana ha tracciato una strada.
Anzi, ha allargato quel sentiero aperto dai discografici a colpi di
macarena, cominciando a relegare la musica tradizionale ai luoghi in cui e'
stata relegata in mezzo mondo (proprio quella meta' che ha l'impianto
stereo): i luoghi per pochi appassionati.
Sara' forse in questi luoghi che si ritornera' all'atmosfera giusta, e mi
auguro anche a quella che qualche tempo fa vi descrivevo come "socialsalsa",
con blande barriere di eta' e orchestrine dal vivo. E come avviene con il
liscio, non sempre saranno orchestrine "in gamba".... ma tanto vale,
piuttosto che piegarsi alla salsUNZa....
Pablo (USA-FI-TO)
[...omissis...]
E al primo rispondo, di ritorno da una trasfertina salsera (Dayton, "El
Diablo": locale simpatico con foto di attori anni '50, negli altri giorni si
balla swing, Rock'n'roll e Jive. Musica dal vivo e pubblico eterogeneo;
vista la quantita' di 2dpk c'e chi dice che la zona sia un po' snob....
pero' non ci vuole poi tanto a far ballare le splendide sudamericane....)
Mi fa piacere che qualcuno apprezzi la mia analisi, ma ci sono due punti che
vorrei sottolineare.
Il primo. Il risultato che preconizzo potrebbe essere piu' una evoluzione
che una involuzione. Fermo restando che non credo possibile un ritorno ai
numeri di qualche anno fa (numero di presenze, numero di serate, numero di
"assidui"), non resta che aspettare qualche volenteroso che si faccia carico
di questo sparuto gruppo di superstiti della Salsa, in locali piu' piccoli,
verosimilmente senza animazione, con musica dal vivo (non sempre buona) e
con un'atmosfera da "socialsalsa". Io l'ho scoperta qui, la socialsalsa, fra
americani, portoricani, colombiani, messicani, qualche giapponese e un paio
di italiani. E dico: appena ti ci trovi, non vorresti niente di piu', anche
se l'aria condizionata non funziona (e in Ohio, d'estate, e' raro scendere
sotto il 70% di umidita': AFA!) Per questo dico che in realta' potrebbe
essere una evoluzione, non poi cosi' triste. A patto di accettare il
"circolino squallido".....
Il secondo. Mi e' venuto in mente DOPO aver scritto il post, ed e' piuttosto
imbarazzante. Supponiamo per un momento che la mia analisi sia corretta. Se
ne deduce che noi salseri appassionati siamo.... cosa? Ebbene, che piaccia o
no, in questa moda salsa creata dai discografici, noi ci inseriamo come un
prodotto di scarto, un sottoprodotto, un errore, un risultato inatteso. Per
questo non troviamo piu' un locale che ci soddisfi, fatta la debita tara sui
personaggi descritti dall'ex-DJ Paolo, che gli vanno a fare i conti sulle
battute nei mix.... gente cosi' non potra' mai essere soddisfatta! Dunque
"noi" non rappresentiamo affatto quello che gli "dei ex machina" si
aspettavano, per questo con l'evoluzione del mercato non ci troviamo piu' a
nostro agio.
Allora i casi sono due:
1) o c'e' qualcosa che non va nella mia analisi, nel qual caso mi scuso per
i 6kB e.... tiriamo la catena!
2) oppure c'e' qualcosa che non va nella proposta salsera "fin
dall'inizio"....
ecco, se sono riuscito a spiegarmi, discutiamo anche di questo.....
Pablo (USA-FI-TO)
[...omissis...]
> > Per questo dico che in realta' potrebbe
> > essere una evoluzione, non poi cosi' triste. A patto di accettare il
> > "circolino squallido".....
>
> Secondo me invece la rivoluzione sarebbe la diffusione a macchia di
> leopardo dei circolini che tu descrivi come squallidi.
No, attenzione: io in un localino "squallido" ci vado tutti i lunedi' sera
perche' noi habitue' siamo tutti d'accordo che c'e' un'atmosfera che in
nessun altro posto riusciamo a trovare.
Il liscio lo ballavo di solito nelle "case del popolo". Alcune avevano spazi
bellissimi, in altre trovavi tutte le icone del circolo popolare: pavimento
di graniglia, televisore acceso, tavolini con piano in formica, foto
autografate di Gino Bartali sopra al frigo dei gelati, e barista spettinato
con borse sotto gli occhi, sopracciglia folte e baffo alla Stalin. Mica che
tutto cio' mi faccia schifo, nel mio ragionamento pero' mi metto nei panni
del popolo ballante, e capisco che luoghi simili vengono scartati a priori,
soprattutto da quelli che per anni si sono abituati a frequentare luoghi di
tutt'altro tipo. Eppure, nonostante l'idea di raffinatezza ed eleganza che
si porta dietro, il Tango Argentino a Firenze si comincio' a ballarlo
diversi anni fa proprio in una Casa del Popolo, in cui facevano bella mostra
di se' i ritratti dei "maestri": Marx, Engels, Lenin, Stalin, Mao e Trotzky.
Chi vuole ballare va dove trova da poterlo fare, e non guarda tanto
all'ambiente. Ma ti domando: i tuoi amici che ballano Tango, dopo che si
sono "abituati" a quelle certe ambientazioni che tu ci hai descritto,
tornerebbero volentieri a ballare in gattabuia, oppure no?
E noi salseri, siamo pronti a fare un passo indietro sull'ambientazione,
*sperando possibilmente* di fare qualche passo in avanti da un punto di
vista di tradizione, popolarita' e socialita' del ballo, magari ritrovando
finalmente i sudamericani a ballare su quei pavimenti di graniglia?
[...]
> Se
> > ne deduce che noi salseri appassionati siamo.... cosa? Ebbene, che
piaccia
> o
> > no, in questa moda salsa creata dai discografici, noi ci inseriamo come
un
> > prodotto di scarto, un sottoprodotto, un errore, un risultato inatteso.
[...]
>
> Questa *moda della salsa*, non è mai stata una moda. La descrivono
così
> quelli che l'hanno sempre voluta delegittimare, e in questo mostravano che
> già gli era già scappata di mano e la temevano (gli Organizzatori Dance).
La
> salsa in Italia è nata grazie agli americani (eclusi i nordamericani) che
> hanno colonizzato l'Italia negli anni 70 (ehehehe ... basta usare le
parole
> giuste e si riscrive la storia!), poi gli indigeni hanno provato quando
> c'era giro a sufficiente a portare tali conquistatori dentro ai loro
ghetti
> DANCE. Ma gli hanno dato il duedipikke! Poi siamo arrivati noi, figli
delle
> scuolette, che dopo il Tunnel della Squola, siamo passati al metadone
> (ascolta CD a casa che ti passa!) E adesso ci accorgiamo che tutti ci
hanno
> usato per fare il loro gioco e alcuni di noi adesso, hanno almeno la
pretesa
> che se vanno a ballare salsa, vogliono trovare salsa e non ragù alla
> bolognese!
>
Ma sei proprio sicuro che sia andata cosi'? Io non sono un salsero della
prima ora, e quindi non posso contraddirti se risali fino agli anni '70.
Pero' ti posso dire che il mio approccio con il latino e' stato in un
villaggio turistico in Sardegna nel '94: meneito e un tentativo di merengue.
Due anni dopo ho cominciato a prendere lezioni: nei locali si puntava....
ancora sul meneito! La macarena non ricordo di preciso quando e'
arrivata.... ma alla fine sono stati questi tormentoni a guidarci verso il
latino. Sudamericani in pista non se ne vedevano, almeno non a Firenze. Dal
mio punto di vista vedo proprio che e' stata creata una moda, certamente
facendo leva su un germe arrivato da qualche parte, ma che lasciato a se'
stesso sarebbe morto li' senza altri effetti. Forse l'unico successo
spontaneo fu "la colegiala" per via della pubblicita' del caffe'.
Pero' poi la lambada fu lanciata con grande spiegamento di forze: mi ricordo
ancora il videoclip, era estremamente ben realizzato e puntava proprio su
quell'idea di "ballo proibito" che si *voleva* far passare. Dimmi perche'
mai si doveva introdurre musica brasiliana, quando per tutti il Brasile era
il Samba, con l'immancabile trenino la notte di martedi' grasso. Risposta:
e' stato l'esperimento n.1
Esperimento n.2: Soca dance con la Carra': flop tremendo, personaggio poco
credibile, si e' puntato troppo sul sesso in un orario da casalinghe.
E via e via, altri esperimenti: Sanremo (che tu non guardi) pieno di
latino.... Peppino di Capri "Viva Maria" mostra che una lambada accattivante
non e' affare per un cantante ormai compromesso; "Flamingo" di Sergio Caputo
e' una musica salseggiante di discreto successo, e cio' significa che questo
"latinpop" puo' fare molto bene, insieme al personaggio giusto, e Caputo
ricorda tanto l'animatore del Villaggio dell'estate scorsa....
Ecco confermata la necessita' dell'animatore.... lo ripeto: se tutto il
mondo conosce la macarena e' perche' i discografici sono stati "bravi", non
certo perche' il Caribe ha colonizzato il mondo. La gente conosce la
macarena molto piu' che Tito Puente! Se la salsa fosse arrivata
esclusivamente con i sudamericani, sarebbe esattamente il contrario!
Da quegli esperimenti sono ormai passati anni, e i bravi discografici ora
passano alla cassa: questa e' la loro moda, il loro business. L'interesse
che qualcuno ha per la musica tradizionale e' un incidente di percorso, che
non verra' alimentato perche' di quella musica non se ne passera' piu' nei
luoghi che "fanno tendenza". Ballare il latino e' troppo difficile, il
neolatino si presta molto meglio. Se sul "nostro" fronte si e' gia'
raggiunta una massa critica sufficiente, non ci sara' bisogno di aiuti, e si
andra' avanti come nel liscio, che mantiene un discreto pubblico
sostanzialmente costante nel tempo.
[...]
> Poi le cose non sono mai così nette. Aggiungo due
> cosiderazioni:
> 1) [...] Il mercato vero è fatto dal pubblico. [...]
Non confondere cio' che e' con cio' che dovrebbe essere. Quando si va a
guardare quali sono i locali che riscuotono successo, non si capisce mai se
"c'e' tanta gente perche' e' bello", oppure se "e' bello perche' c'e' tanta
gente". E' abbastanza chiaro che le due cose sono come l'uovo e la gallina,
pero' la prima affermazione concorda con la tua (la gente sceglie), la
seconda non concorda.
> 2) non qui facciamo tante ipotesi, congetture, prendendoci sul serio ed è
> importante, ma la realtà dei gestori è ben diversa. Noi diamo loro la
buona
> fede, ma il livello è molto più basso. Ogni volta che un Gestore su questo
> ng discute della sua professionalità, parla quasi esclusivamente di soldi
o
> di rane fritte (leggi:divertimento). Ma vi sembra il carrozzone su cui
> salire per andare da qualche parte? [...]
E di cosa dovrebbe parlare? La discoteca non e' mai stata un luogo di
cultura. L'ultima volta che sei stato al luna park non ti sei certo
domandato se contribuiva a elevare il tuo livello culturale. E se vai a
vedere SpiderMan al cinema, non pretendi di averne lo stesso "arricchimento"
che hai avuto da "Nuovo cinema paradiso". A ognuno il suo.
Pablo (USA-FI-TO)
cut su tutto, perche' oggi e' lunedi', e quindi come gia' sai.... mi aspetta
la bettola salsera e la mia dose di socialsalsa!
Ti rispondero' domani, anche perche' ho avuto conferma, in privato,
dell'esistenza del SECONDO lettore di questo thread.
Posso finalmente dire che questo thread e' "un successo"! (hahahaha!)
Un motivo di piu' per non voler improvvisare la risposta: a domani
Pablo (USA-FI-TO)
"Pablo (FI-TO-USA)" ha scritto
> ------------"Da dove veniamo"----------
>
> Ma anche i piu' intransigenti ricordano che il percorso in fin dei conti
e'
> stato quello: abbiamo cominciato con il meneito e la macarena.
...mica vero Pablo...è quì il bello...che chi dura da parecchi anni, ha
iniziato proprio con la *Salsa doc* e i balli di gruppo sono venuti dopo...
> Anni fa un discografico si lamentava che oramai gli accordi sono sempre
> quelli, che le canzoni basate sulle ceneri del rock ormai sono gia' state
> scritte tutte, non resta che copiare. In realta' anche lui sapeva bene che
> il nuovo ritmo era quello del latino. Realizzato bene o male, ma il sapore
> latino era la nuova mucca da mungere per un panorama di musica commerciale
> avaro di proposte veramente "nuove".
...io penso che gli accordi sono sempre quelli se si vuole fare Salsa *made
in disco* (canzonette da vendere), perchè c'è poco (o meglio, non c'è)
approfondimento culturale da parte di chi produce. E per fare una buona
canzone servono musicisti competenti e forse anche un anima latina al 100%
...
>Il senno del poi mi dice che, se anche
> alle olimpiadi abbiamo visto ballare la macarena, questo non puo' essere
> dovuto solo al motivetto
> intrigante: per avere un successo mondiale ci vogliono i discografici che
> fanno i loro investimenti, da bravi mercanti che conoscono molto bene il
> proprio mestiere. E hanno pure fatto i loro esperimenti, su personaggi di
> basso profilo (commercialmente parlando), per vedere se "funzionava".
...quando i media lanciarono la Macarena, nelle balere latine la ballavamo
da oltre un anno...
> Ancora il senno del poi mi (im)pone questa domanda: quando mai e' stata
> proposta commercialmente una musica latina di qualita', ancora permeata di
> tradizione? Mai (con l'unica eccezione del Buena Vista, che pero' era
> preceduto da un film). Perche' ai discografici non interessava introdurre
il
> latino, ma solo un nuovo filone (finche' dura).
...bravo, verissimo, ma questo *dopo* che la musica latina era arrivata alla
massa, perchè almeno fino al 1997/98 (toh...anche il 99), si ballava della
musica bellissima. Il "degrado musicale" è imho di questi ultimi due anni...
> Dunque, non mi pare proprio che questa tanto tragica commercializzazione
> (detto con una smorfia di disgusto) del latino sia storia recente, ne' che
> sia un segno della degradazione dei tempi: e' sempre
> stato cosi', perche' i discografici hanno puntato su questo per uscire da
> una pessima situazione. E funziona. Lo scopo ultimo e' forse quello di
> sostituire
> alla discoteca attuale qualcosa di analogo, ma basato su un ritmo
> almeno lontanamente latineggiante.
...questa ondata imho è iniziata con le salite in classifica di personaggi
come Ricky Martin, J. Lopez, Carlos Santana e molti altri che hanno dato il
via al latin-pop e per la massa, "eterna principiante", tutto è ...Salsa!
cut
> ---------------"Chi Siamo"-----------
> C'e' un problema: noi stessi "scafati" non sappiamo piu' bene dove andare
a
> ballare.
> Un tempo le stesse grandi discoteche organizzavano una o piu' serate
latine.
> La musica era quella "bella" perche' il "neolatino" era solo
> nell'animazione, la novita' faceva il resto: locali pieni.
...non so quando hai iniziato tu ma io vado indietro con la memoria fino ai
primi anni 90...locali pieni di atmosfera, Merengue, Salsa e niente balli di
gruppo...
> Oggi: i locali non sono piu' tanto pieni, si perdono soldi, si tira la
> cinghia. Ma il popolo salsero continua a cercare gli stessi luoghi, quelli
> in cui fino a due anni fa si ballava da dio.
> E il gestore sposta la serata al martedi',
> oppure la annulla, o incrementa l'animazione per attirare piu' gente non
> ballante; il bravo DJ scende a compromessi con se' stesso, altrimenti la
> prossima
> settimana gli dicono "abbiamo saputo che dove ci sei tu la pista resta
> vuota!".
...secondo me c'è anche un altro pensiero da fare, che magari può far
sorridere ma imho invece non è da sottovalutare...Quando vivevamo i primi
anni di Salsa, Internet non c'era e pochissimi avevano il cellulare...perchè
dico questo? Perchè quando dei ragazzi poco più che ventenni mi dicono
"..stasera non vengo a ballare perchè questo mese ho speso troppo di
cellulare..."...oppure..."...ho la rata della macchina e l'abbonamento a
Internet da pagare..."...beh...a me fa riflettere, perchè dieci anni fa
questi problemi non li avevamo e oggi invece, ci sono dei costi mensili che
sono diventati parte del vivere quotidiano ai quali non si rinuncia e che
limitano in tante altre cose.A vent'anni, per entrare in disco spendevo
10.000 lire senza battere ciglio e anche allora le bibite erano care...14
anni dopo spendo...10.000 lire...Lo stipendio di oggi non è quello di 14
anni fa, eppure ci lamentiamo di tutto...Non sarà che forse, per concederci
troppi lussi, alla fine pretendiamo anche il meglio però spendendo il minimo
perchè...."domani mi compro il nuovo modello cellulare della X..."????
> Di ragionamenti se ne possono fare tanti, ma alla fine quello
> giusto mi sembra anche quello piu' banale: nessuno puo' permettersi di
fare
> una serata "di
> qualita'" in un locale da 1500 presenze, se la cosa puo' interessare al
> massimo a 300 persone.
> E noi dove andiamo a ballare? Mi si possono portare esempi di casi
isolati,
> ma mi pare di capire che in generale stiamo vivendo una transizione. I
> locali "di grido" una volta
> erano interessati al latino perche' portava gente, oggi si stanno
rivolgendo
> al "neo-latino" perche'.... per lo stesso motivo! Contemporaneamente, al
> circolo ARCI si continua a ballare il liscio, senza considerare (per ora)
> questo nuovo possibile bacino di utenza.
...c'è un altro pensiero da fare ....se ci pensi, noi 35/40enni di oggi
(come media), siamo il primo frutto di un'adolescenza trascorsa nelle
discoteche e nell'individualismo (eh..le disco sono nate nei primi anni '70
no?), per cui siamo anche il risultato "finale" di quello a cui questa
cultura porta, con il risultato che oggi, la clientela delle disco non è più
divisa in due grandi fette come circa 30 anni fa e cioè la *discoteca* e *la
balera di liscio*, dove il trattamento era ben distinto e lineare. Ma oggi
c'è una terza fetta (che siamo noi) di clientela che imho, le disco non
sanno come trattare, perchè siamo un po' a metà strada tra il ventenne che
balla anche lui Ricky Martin e il 60enne che si diverte con un bel giro di
valzer, in più legati ad un genere musicale che non fa Hit Parade ma nemmeno
lo trovi da Casadei. Per cui il singolo gestore, non può fare da solo perchè
non saprebbe come orientarsi, a meno che per casualità, non sia anche un
cultore di musica e "usi e costumi latini". E fintanto che eravamo pochi e
poco si sapeva, tutto filava liscio. Ma più gli orizzonti si sono allargati
(sia nel ballo che nella Musica), più dispersione si è creata, tant'è che un
Dj oggi non ha solo il pensiero di che Musica latina mettere, ma anche
quello di doverla equilibrare perchè sennò scontenti quello che balla
portoricana o quello che balla cubana. E non siamo come la clientela del
liscio che "lavora tutta la settimana e il sabato o la domenica va a ballare
per cui si siede e spende" ....e non siamo nemmeno come i ventenni che
viaggiano a superalcolici che fanno cassetto...Siamo una *via di mezzo*,
ancora con la voglia di uscire anche a metà settimana (o più sere come ci
siamo abituati da ragazzi), ma con un potere economico di media ancora
basso, un po' per i lussi quotidiani che appena 10 anni fa non esistevano,
un po' perchè uscendo più spesso (e non solo il week-end come facevano i ns
genitori che andavano in balera) dobbiamo misurarci il portafoglio....
> -----------"Dove andiamo"----------------
> Ma diciamo la verita': ci andremmo davvero noi "ancora giovani" in un
posto
> "da sfigati o da
> vecchietti" come il circolino, dato che da anni siamo abituati a luoghi
con
> tante luci e "bella gente"? E poi l'aria condizionata non sarebbe
adeguata,
> il bar (forse) neanche, l'audio traballante, poco parcheggio..... so che
> nessuno si riconosce completamente in queste obiezioni, ma via,
ammettiamolo
> che il circolino non ci attira piu' di tanto!
> (NB: chi scrive, a 23 anni frequentava anche i circolini, perche' ballava
il
> liscio)
...esattamente...come dicevo prima, siamo una clientela che la disco fatica
ad "inquadrare" e di conseguenza anche ad accontentare....
> Eppure....
> Il futuro si puo' solo ipotizzare. Ma a me sembra chiaro che un
megasuccesso
> discografico come "Supernatural" di Carlos Santana ha tracciato una
strada.
> Anzi, ha allargato quel sentiero aperto dai discografici a colpi di
> macarena, cominciando a relegare la musica tradizionale ai luoghi in cui
e'
> stata relegata in mezzo mondo (proprio quella meta' che ha l'impianto
> stereo): i luoghi per pochi appassionati.
...e imho prima o poi si tornerà nei piccoli Circoli oppure ci si divertirà
di più in disco bar che ricreeranno un'atmosfera tipicamente latina, dove
ogni tanto ti alzerai e tra i tavoli ti ballerai un Son o Guantanamera...
> Sara' forse in questi luoghi che si ritornera' all'atmosfera giusta, e mi
> auguro anche a quella che qualche tempo fa vi descrivevo come
"socialsalsa",
> con blande barriere di eta' e orchestrine dal vivo.
...che per me è quel ritorno alla semplicità di cui ho parlato in qualche
post passato...
> E come avviene con il
> liscio, non sempre saranno orchestrine "in gamba".... ma tanto vale,
> piuttosto che piegarsi alla salsUNZa....
...e dai un'orchestrina oggi...e una domani...e magari finalmente si ballerà
Salsa solo dal vivo! ^__*
Bellissimo post, complimenti!
Bacetto Corinna
VI
> Con un subject cosi', mi leggeranno in due, se va bene.
Io ho acceso oggi il Pc dopo 3 giorni d'assenza e ho trovato questo bel
post... anche se la carne al fuoco é molta e non é facile condensare una
risposta, ma ci provo...
> ------------"Da dove veniamo"----------
>
> Ma anche i piu' intransigenti ricordano che il percorso in fin dei conti
e'
> stato quello: abbiamo cominciato con il meneito e la macarena.
Non é proprio così, la mia testimonianza ha memoria storica dall'inizio
degli anni '80.
I percorsi di avvicinamento del pubblico alla musica latina sono variegati.
Quello che dici tu vale per una parte delle persone, ma non per tutti, e
ogni epoca ha avuto i suoi "latin pop", o tormentoni, anche negli anni '80.
Tra l'altro quando é arrivata la macarena qui, in Spagna era già vecchia di
3 o 4 anni se ricordo bene...
> Ancora il senno del poi mi (im)pone questa domanda: quando mai e' stata
> proposta commercialmente una musica latina di qualita', ancora permeata di
> tradizione? Mai (con l'unica eccezione del Buena Vista, che pero' era
> preceduto da un film). Perche' ai discografici non interessava introdurre
il
> latino, ma solo un nuovo filone (finche' dura).
Mbé, non credo sia andata proprio così, inizialmente il Film non c'era... é
venuto dopo che il disco aveva gia superato un milione di copie vendute...
cmq questo di Buenavista é un fenomeno legato non tanto alle scelte dei
discografici.... ma a una contingenza socio-politica unica che é stata la
riapertura dei canali culturali Usa, alla musica cubana. Un fenomeno che se
vogliamo lo possiamo meglio inquadrare aprendo un altro 3d...
I discografici di Buena Vista avevano sempre prodotto musica *etnica* a
360°, occupando una nicchia di mercato che pure esisteva, ma era una piccola
casa discografica. Tra l'altro puo sembrare stupido, ma non riesco a
trattenermi... proprio in una discussione con alcuni miei ex soci di locali,
organizzazione di spettacoli ecc ecc nel '93/94 ci separammo proprio su
questo argomento, la necessità di organizzare tournée di gruppi cubani, e
allo stesso tempo, la mia intuizione di non puntare tutto solo sulla salsa
contemporanea, ma portare in europa il Son tradizionale... si aveva già da
allora l'intuizione che era il momento giusto per portare il Son in qui...
ed era 3 o 4 anni prima del progetto Buena Vista... ricordo anche che
qualcuno ci stava già provando (in Spagna da qualche anno prima con diverse
rassegne e tournée) e in altri paesi Europei (compreso l'Italia) con "La
vieja trova Santiaguera"... che colpì molto il pubblico che li vide qui in
Italia...
[...]
>Solo apparentemente il mio inizio e'
> stato diverso: aver cominciato con un falso come il meneito non e' molto
> diverso
> dal cominciare con un falso come il merengUNZo.
Guarda che del meneito che si ballava a NY, qui ne sono state fatte delle
versioni scandalose che io (come Dj) non ho mai considerato, forse tu ti
riferisci a quelle, ma nella scena latina rap Panamense-neworican c'erano
diversi meneito belli e per niente banali o commerciali... che in discoteca
latina erano una potenza, tutta la musica serviva ad ampliare il pubblico, e
per questo non era assolutamente necessario mettere delle canzonette...
anche se qualcuno faceva così...
> Ma il problema e' in questa parola "cominciare". Per arrivare dove?
Io suggerirei per arrivare a conoscere la musica latina, e attraverso di
essa una cultura, allargare il campo delle proprie conoscenze... e se si ha
voglia e capacità, interagire con essa...
> ---------------"Chi Siamo"-----------
> C'e' un problema: noi stessi "scafati" non sappiamo piu' bene dove andare
a
> ballare.
> Un tempo le stesse grandi discoteche organizzavano una o piu' serate
latine.
> La musica era quella "bella" perche' il "neolatino" era solo
> nell'animazione, la novita' faceva il resto: locali pieni.
> Oggi: i locali non sono piu' tanto pieni, si perdono soldi, si tira la
> cinghia. Ma il popolo salsero continua a cercare gli stessi luoghi, quelli
> in cui fino a due anni fa si ballava da dio.
> E il gestore sposta la serata al martedi',
> oppure la annulla, o incrementa l'animazione per attirare piu' gente non
> ballante; il bravo DJ scende a compromessi con se' stesso, altrimenti la
> prossima
> settimana gli dicono "abbiamo saputo che dove ci sei tu la pista resta
> vuota!".
Il fatto che il Dj che fa così sia "bravo" é un parere che può essere
espresso da alcuni ma non da altri... soprattutto quello non é un Dj "bravo"
per il pubblico, che quest'ultimo ne sia consapevole oppure no... oppure é
"bravo" perché sta mettendo musica latina a un pubblico che non é quello
della musica latina, magari in una discoteca commerciale unz unz... (io
facevo anche queste cose *da piccolo*)... andavo anche a gettare il seme
contagioso in ambienti estranei...
Il Dj che fa una serata latina invece, non dovrebbe prestarsi a sti
giochetti commerciali di bassa lega, ma piuttosto dare consigli al gestore
di come orientare le serate nel modo giusto, senza svendere per tipico
latino quello che non lo é...
Una volta andare fuori a una serata di musica latina era una garanzia,
adesso se uno è esigente e sa quello che vuole, ci pensa 2 volte prima di
uscire...
> Di ragionamenti se ne possono fare tanti, ma alla fine quello
> giusto mi sembra anche quello piu' banale: nessuno puo' permettersi di
fare
> una serata "di
> qualita'" in un locale da 1500 presenze, se la cosa puo' interessare al
> massimo a 300 persone.
Dipende cosa è "la cosa"... e dove questa avviene, di certo, il campo latino
é molto più frammentato rispetto ad anni fa, e solo dove non c'é
concorrenza, oppure in grosse città tipo Roma o Milano, é possibile fare
quei numeri... Ma se per qualità intendiamo oltre alla tipicità di un locale
latino, anche qualità di proposta di eventi, ci vogliono degli standards
minimi di capienza per poter distribuire un prezzo equo. Io sono contrario
per esempio ad organizzare concerti per pochi intimi a 15/20 Euro, sempre
meglio la musica a portata di tutti... Inoltre con un programma qualitativo
di eventi ben concepito, il pubblico non é principalmente quello abituale
della discoteca latina commerciale... c'é un certo ribaltamento di ruoli, e
spesso quel pubblico (che magari segue le mode) s'adegua in un secondo
tempo, quando il locale già va...
> -----------"Dove andiamo"----------------
> Ma diciamo la verita': ci andremmo davvero noi "ancora giovani" in un
posto
> "da sfigati o da
> vecchietti" come il circolino, dato che da anni siamo abituati a luoghi
con
> tante luci e "bella gente"? E poi l'aria condizionata non sarebbe
adeguata,
> il bar (forse) neanche, l'audio traballante, poco parcheggio..... so che
> nessuno si riconosce completamente in queste obiezioni, ma via,
ammettiamolo
> che il circolino non ci attira piu' di tanto!
Eppure la tendenza commerciale é proprio quella dei locali *etnici* che ha
anche un certo riscontro già da almeno un paio d'anni... se però ti
riferisci alle balere, ai circoli Arci, alle Case del popolo ecc, ti posso
dire che anche li si sono fatte delle cose e chi era veramente interessato é
venuto... ricordo un *allucinante* (per le condizioni del posto) serata di
Manolito y su Trabuco che s'organizzò qui a Bologna qualche anno fa, proprio
in una Casa del Popolo, e fu un successo, raramente ho visto la gente così
soddisfatta, avere un'orchestra così potente davanti, a un metro di
distanza.... addirittura organizzato in una settimana con "radio bemba" (a
giro di voci)...
> Il futuro si puo' solo ipotizzare. Ma a me sembra chiaro che un
megasuccesso
> discografico come "Supernatural" di Carlos Santana ha tracciato una
strada.
> Anzi, ha allargato quel sentiero aperto dai discografici a colpi di
> macarena, cominciando a relegare la musica tradizionale ai luoghi in cui
e'
> stata relegata in mezzo mondo (proprio quella meta' che ha l'impianto
> stereo): i luoghi per pochi appassionati.
> Sara' forse in questi luoghi che si ritornera' all'atmosfera giusta, e mi
> auguro anche a quella che qualche tempo fa vi descrivevo come
"socialsalsa",
> con blande barriere di eta' e orchestrine dal vivo. E come avviene con il
> liscio, non sempre saranno orchestrine "in gamba".... ma tanto vale,
> piuttosto che piegarsi alla salsUNZa....
La "salsUNZa" avrà un seguito, nella misura in cui l'ambiente non riuscirà a
produrre valide alternative, e cmq, c'é spazio per tutti, incluso quelli che
spacciano questo tipo di salsa, sempre che ci sia un aquirente... Quello che
ha spessore cmq é sempre la tradizione, il ceppo madre, la qualità, e dentro
questo contesto Cuba é poco più che una chimera in Italia... Se in una
discoteca qualsiasi non ci sono questi elementi, col binocolo vedranno quel
pubblico che non c'é... pubblico spesso attento a quello che si muove e
magari in una serata con Michel Camilo con il suo trio nel posto più
impensabile, ti ritrovi a non poter entrare per la troppa calca, un pubblico
che in un locale latino ci verrebbe poco poco che cominci a fare un
*programma* degno di questa parola. A tanti, dell'ultima evoluzione della
figura tale o del passo tale, gliene può fregar di meno, magari fai la Vieja
Trova Santiaguera in una discoteca a Imola e il locale pieno (é successo)...
dov'era il pubblico della discoteca? generalmente non c'era!
Non esiste un solo pubblico, e questo non si esaurisce negli allievi delle
scuole di ballo.
Non esiste un solo modo per fare il latino, quello in voga in questi ultimi
anni secondo me sta arrivando alla frutta.
Soprattutto viviamo in un'epoca di scambio e comunicazione alla portata di
tutti, non puoi raccontare alla gente delle fregnacce, se c'é qualcuno che
lo fa, é a suo rischio e pericolo, ma in genere chi racconta fregnacce ha
sempre 2 mestieri, uno sempre di riserva se per caso... (quest' ultima
ovviamente é solo una battuta)
Un saluto
Paolo Pachanga
Eh, non lo so: per avere una certa atmosfera devi anche cambiare
l'atteggiamento delle persone. Per fare questo non basta cambiare musica ed
eliminare l'animazione....
[...]
> E' un po' come l'allattamento al seno, in funzione dei diktat della
> Nestlè e pediatri dicono a decenni alterni che fa bene o che fa male.
Resta
> il dato di fatto che le allergie da qualche parte devono arrivare e non
> l'hanno ancora scoperta: forse che il latte di vacca non ha niente a che
> fare col latte materno? E il Ballo della Vacca (intendo di Gruppo) centra
> col ballo latino?
> Quindi prima si dice che non si può ballare senza scuola, e poi si
dice
> che il latino è difficile. Il ballo latino non è ne facile nè difficile: è
> *altro* dalla nostra cultura e ne abbiamo anche tanto bisogno ... di
altro!
L'esempio non l'ho capito bene..... cmq, a mio avviso qui si apre un altro
capitolo: il ballo di gruppo per quelli che non sanno ballare. Da un lato
sono ancora convinto che se non ci fossero stati meneito e macarena molti di
noi sarebbero arrivati alla salsa molto piu' tardi, oppure addirittura mai.
Ma se il ballo di gruppo e' servito "per iniziare a divertirsi", da un altro
lato mi domando se un passo base "tanto per cominciare a divertirsi" non lo
si potesse imparare direttamente in pista, semplicemente accettando l'invito
di qualche volenteroso, o invitando qualche volenterosa. Il che e' proprio
come mia nonna imparo' a ballare (cosi' raccontava lei, naturalmente non sto
parlando di salsa!) alle feste di paese, e probabilmente come hanno imparato
i vari cubani, portoricani, ecc. Se pero' si pensa che i bravi ballano solo
coi bravi, e gli altri fanni balli di gruppo in attesa di diventare bravi,
si fanno le caste in pista, e addio all'aspetto sociale/socializzante del
ballo.
Quanto all'aver "bisogno di altro", forse puoi immaginare (da molti miei
post precedenti) che sono solo parzialmente d'accordo. Se significa che la
nostra e' una non-cultura, non mi trovi d'accordo. Ognuno ballera' la salsa
come la sente, mediata attraverso la propria cultura, sensibilita',
educazione. Fare la copia dei sudamericani e' un "esercizio di bravura" che
ai miei occhi equivale a una carnevalata, e non capisco veramente a chi
possa dare una qualche soddisfazione. Applausi e ammirazione per chi e'
veramente sabroso, e a chi nella propria personalita' scopre movenze da
sudamerica, ma grazie comunque a tutti quelli, bravi o meno, che avranno
reso una serata degna di essere vissuta. Questo per me significa "abbiamo
bisogno di altro": non tutti la stessa cosa, ma un'interpretazione diversa
da ogni persona. Proprio come le opinioni su un NG.
> > > 1) [...] Il mercato vero è fatto dal pubblico. [...]
> >
> > Non confondere cio' che e' con cio' che dovrebbe essere.
>
> E' il mercato di solito cerca di trasformare ciò che dovrebbe essere,
in
> quello che é. Si chiamano *bisogni indotti*. Il modo migliore e più
efficace
> per aver profitto, invece è vendere quello che c'è già con una altro nome:
> ed è quello che è stato fatto con la Salsa in Italia. 10 anni anni di
> rivendita Dance, chiamandola Salsa. Ma visto che "Il mercato vero è fatto
> dal pubblico.", il pubblico a un certo punto si toglie dalla fregatura.
>
Ripeto che non mi trovo in Italia, ma da quel che capisco non e' che il
pubblico si stia togliendo dalla fregatura. Sono gli appassionati che si
stanno allontanando dai luoghi che fino a l'altro ieri passavano ancora
buona musica, sia pure in mezzo a balli di gruppo. Ma quello degli
appassionati non e' "il pubblico", non e' "IL mercato", e' semmai "UN
mercatINO". Quando si parla dei miliardi che girano intorno a Santana con
dieci Grammy vinti, quello e' il mercato!
Allora, secondo me questo mercato (non mercatino) e' stato tirato su molto
accortamente, puntando sul target che e' ... quello solito: teenager e
ventenni. I megalocali sono fatti per loro, e a loro e' rivolta la musica,
in una interazione di "creare bisogni-fornire risposte-alimentare bisogni"
di cui tutti hanno sentore, se non certezza. La mia teoria, che vi ho
proposto, e' che il latino e' stato scoperto "in qualche modo", e poi
cavalcato con tutto l'armamentario solito da discografici esperti; i locali
si adeguano di conseguenza, e' il loro mestiere. Nelle discussioni iabladere
ipotizzo due errori:
Errore numero uno: che la commercializzazione sia roba recente; secondo me
e' cominciata molto prima di quando noi ci siamo accorti "che qualcosa
cambiava nei locali". Solo che l'effetto novita' riempiva comunque le sale,
e all'inizio le grandi etichette dovevano ancora assestarsi su una
standardizzazione del prodotto, che piano piano arrivera'. Insomma: con il
pop ormai si sfornano successi per teenager a colpo sicuro: le canzoni dei
TakeThat, Spice Girls, Backstreet Boys e Britney Spears a me sembrano tutte
intercambiabili l'una con l'altra, segno che il prodotto ormai e' ben
conosciuto da chi lo "produce". Con il latin-pop succedera' lo stesso,
perche' e' quello che si vuole ottenere, e questo processo e' cominciato
prima di quello che un pubblico di appassionati voglia riconoscere. Secondo
me, se frugate nella memoria di esempi ne trovate.
Errore numero due: che i gestori delle sale non capiscano un tubo e non
sappiano fare il loro lavoro. Se parliamo delle sale tirate a lucido dove va
la "bella gente".... i gestori sanno benissimo cosa fanno o cosa vogliono
ottenere: la sala piena di gente che spende. Oggi piace il neolatino? Butta
dentro tutti quelli a cui piace, gli altri fuori dalle palle, tanto non
spendono abbastanza. Anni fa funzionava anche la musica per appassionati, e
la sala era piena: nelle esigenze del gestore non e' cambiato un bel niente,
nelle sue "scelte imprenditoriali" nemmeno.
>
> Un *locale di successo* è una definizione che ...
[...]
>
>
> Stai usando una definizione di cultura che è fuorviante.
[...]
sono d'accordo con te, ma sono d'accordo con te anche se uso le mie parole,
quindi passiamo oltre: e' inutile trasformare i concetti in questioni
lessicali.
>
> A Cuba in una Festa del Santo, si divertono dentro alla loro cultura:
> noi italiani divertendoci dentro un locale Dance, siamo dentro una
cultura?
> Per me siamo dentro a uno spremiagrumi ...
>
Questo e' un altro thread.
Giustamente scrivi "dentro UNA cultura", perche' e' chiaro che se volessimo
anche noi stare nella NOSTRA cultura, allora addio salsa. Ma volendo entrare
nella cultura caraibica, finora in Italia siamo stati capaci, nella migliore
delle ipotesi, di appropriarci della musica (conosciamo gli autori di almeno
una mezza dozzina di Paesi e gli facciamo fare i concerti) e della tecnica
di ballo (in questo i nostri maestri sono forse i piu' bravi tra i Paesi non
originari). Forse manca qualcosa per stare dentro a una cultura.... ma
questa cosa non te la sanno spiegare nemmeno i sudamericani. Lo ripeto: e'
un altro thread (ma se nessuno le sa spiegare, ste cose, di che si discute?)
Pablo (USA-FI-TO)
Certamente ho letto anch'io la tua "storia di una generazione", e capisco a
cosa ti riferisci. Non cadere pero' in due possibili errori:
1) La presenza latina in quegli anni d'oro che per te corrispondono agli
"inizi" non e' una presenza massiccia su tutto il territorio nazionale. Ci
sono posti in cui trovi i sudamericani, altri in cui non ce li trovi. Io non
ricordo di una rappresentativa caraibica a Firenze....
2) La tua e' la storia di "una" generazione.... in prima approssimazione di
generazioni ne riconosco almeno tre. La prima e' quella di cui tu parli,
prima dell'avvento dei balli di gruppo; la seconda e' la mia: balli di
gruppo intervallati a musica buona; la terza e' l'attuale: sempre piu'
vicina al neolatino o latinpop, o salsUNZa che dir si voglia.
Ora sarebbe interessante fare un censimento salsero e scoprire in quali anni
si e' cominciato....
> > Anni fa un discografico si lamentava che oramai gli accordi sono sempre
> > quelli, che le canzoni basate sulle ceneri del rock ormai sono gia'
state
> > scritte tutte, non resta che copiare. In realta' anche lui sapeva bene
che
> > il nuovo ritmo era quello del latino. Realizzato bene o male, ma il
sapore
> > latino era la nuova mucca da mungere per un panorama di musica
commerciale
> > avaro di proposte veramente "nuove".
>
> ...io penso che gli accordi sono sempre quelli se si vuole fare Salsa
*made
> in disco* (canzonette da vendere), perchè c'è poco (o meglio, non c'è)
> approfondimento culturale da parte di chi produce. E per fare una buona
> canzone servono musicisti competenti e forse anche un anima latina al 100%
> ...
Il discografico di cui parlavo si riferiva alla musica pop/rock.
>
> ...quando i media lanciarono la Macarena, nelle balere latine la ballavamo
> da oltre un anno...
>
E la ballavi su musica dal vivo? era su dischi. Quindi i discografici
l'avevano gia' fatta, se non proprio lanciata. In realta' quando la macarena
si e' vista alle olimpiadi, i media l'avevano proclamata "la novita'
dell'anno" gia' per tre volte ad anni alterni. Questo secondo me e' una
conferma dell'inoculazione di questo virus.... la ripetizione del messaggio
e' la forza della pubblicita'. Non sempre e' vero che i media sono in
ritardo. Quando usci' il disco "Tango"di Julio Iglesias (non dico che sia un
buon disco, ma... quanti anni sono passati?) lessi sul giornale "impazza la
voglia di tango, tutti vogliono ballare il tango, le scuole sono piene". Se
le parole hanno ancora il loro significato, in quegli anni certamente non
era vero, ma sai com'e': se dici che e' vero e poi lo ripeti ci credera'
qualcuno in piu', fino a quando un bel giorno.... diventa proprio vero!
> > Ancora il senno del poi mi (im)pone questa domanda: quando mai e' stata
> > proposta commercialmente una musica latina di qualita', ancora permeata
di
> > tradizione? Mai (con l'unica eccezione del Buena Vista, che pero' era
> > preceduto da un film). Perche' ai discografici non interessava
introdurre
> il
> > latino, ma solo un nuovo filone (finche' dura).
>
> ...bravo, verissimo, ma questo *dopo* che la musica latina era arrivata
alla
> massa, perchè almeno fino al 1997/98 (toh...anche il 99), si ballava della
> musica bellissima. Il "degrado musicale" è imho di questi ultimi due
anni...
>
Il degrado forse, la commercializzazione secondo me e' un'altra cosa. Con il
pop ormai siamo alla standardizzazione, ma ci sono voluti dei begli anni (e
la base ritmica e' piu' semplice). Con il latino devi dargli il tempo di
fare i loro esperimenti. E gli esperimenti si fanno, IMO, a partire da
quello che gia' c'e' (nel caso della salsa e' la musica "vera" dei Paesi di
origine), facendo volta per volta piccole variazioni. E' chiaro che
all'inizio sembra tutto uguale alla tradizione.... col tempo invece vengono
fuori le vere differenze. Non saprei dire da quanti anni esiste il
merengUNZo, ma l'idea commerciale esiste da molto prima. Questa e' la teoria
che vi sottopongo.
[...]
>
>
> ...non so quando hai iniziato tu ma io vado indietro con la memoria fino
ai
> primi anni 90...locali pieni di atmosfera, Merengue, Salsa e niente balli
di
> gruppo...
>
Esatto: prima generazione. Come raccontavo a Zorro, ho conosciuto il meneito
nel 94. Ti posso parlare di Firenze perche' e' l'unica realta' che conosco:
alla fine del 95 ho abbandonato il liscio per la salsa, e la serata latina
comprendeva animazioni che al 75% erano meneito. Presenza latina in sala:
solo gli animatori, e non giurerei che fossero caraibici... era piu' facile
trovare Brasiliani. "Come" fosse la salsa al di fuori delle animazioni non
lo ricordo proprio: all'epoca la sapevo appena distinguere dal merengue
(sic!) e per il resto i miei gusti sono cambiati un po' col tempo.....
Queste note potrebbero far capire come mai la salsa a Firenze abbia avuto
vita piuttosto breve.....
>
> ...secondo me c'è anche un altro pensiero da fare, che magari può far
> sorridere ma imho invece non è da sottovalutare...
[...]
> Non sarà che forse, per concederci
> troppi lussi, alla fine pretendiamo anche il meglio però spendendo il
minimo
> perchè...."domani mi compro il nuovo modello cellulare della X..."????
>
Mah.... sulle priorita' che le persone si danno non mi sento di mettere
bocca. Certo, quello che dici mi rcorda tanto quando senti "non leggo libri:
costano troppo", poi la stessa persona spende fior di soldi ogni settimana
per andare a cena fuori. Ma si puo' veramente obbligare la gente a comprare
libri?
> > E noi dove andiamo a ballare? Mi si possono portare esempi di casi
> isolati,
> > ma mi pare di capire che in generale stiamo vivendo una transizione.
>
> ...c'è un altro pensiero da fare ....se ci pensi, noi 35/40enni di oggi...
[...]
>...Siamo una *via di mezzo*,
[...]
I locali sono in una fase di transizione, anche il pubblico lo e'. Notare
che anche il numero di persone e' probabilmente "non abbastanza grande" per
le discoteche di grido, ma ancora "troppo grande" per i piccoli locali.
[....]
>
> ...e imho prima o poi si tornerà nei piccoli Circoli oppure ci si
divertirà
> di più in disco bar che ricreeranno un'atmosfera tipicamente latina, dove
> ogni tanto ti alzerai e tra i tavoli ti ballerai un Son o Guantanamera...
[...]
> ...che per me è quel ritorno alla semplicità di cui ho parlato in qualche
> post passato...
>
Al disco-bar non ci avevo pensato, ma in effetti e' una strada forse piu'
probabile del Circolo.
> > E come avviene con il
> > liscio, non sempre saranno orchestrine "in gamba".... ma tanto vale,
> > piuttosto che piegarsi alla salsUNZa....
>
> ...e dai un'orchestrina oggi...e una domani...e magari finalmente si
ballerà
> Salsa solo dal vivo! ^__*
>
....e a tutti gli animatori che si sono "formati" in questi anni, che fine
gli fai fare?
Pablo (USA-FI-TO)
Come d'uso, Pachanga si rivela una miniera di informazioni, correggendo
tutti i miei svarioni.
Grazie
[...omissis]
> [...]
> >Solo apparentemente il mio inizio e'
> > stato diverso: aver cominciato con un falso come il meneito non e' molto
> > diverso
> > dal cominciare con un falso come il merengUNZo.
>
> Guarda che del meneito che si ballava a NY, qui ne sono state fatte delle
> versioni scandalose che io (come Dj) non ho mai considerato, forse tu ti
> riferisci a quelle, ma nella scena latina rap Panamense-neworican c'erano
> diversi meneito belli e per niente banali o commerciali... che in
discoteca
> latina erano una potenza, tutta la musica serviva ad ampliare il pubblico,
e
> per questo non era assolutamente necessario mettere delle canzonette...
> anche se qualcuno faceva così...
>
Questo e' interessante, ma io mi riferisco a quello che per lo piu' si e'
sentito in Italia: hai presente una vecchia pubblicita' della Telecom? (si
chiamava "meneito bip-bip").
> > Ma il problema e' in questa parola "cominciare". Per arrivare dove?
>
> Io suggerirei per arrivare a conoscere la musica latina, e attraverso di
> essa una cultura, allargare il campo delle proprie conoscenze... e se si
ha
> voglia e capacità, interagire con essa...
>
[...omissis...]
>
> > Di ragionamenti se ne possono fare tanti, ma alla fine quello
> > giusto mi sembra anche quello piu' banale: nessuno puo' permettersi di
> fare
> > una serata "di
> > qualita'" in un locale da 1500 presenze, se la cosa puo' interessare al
> > massimo a 300 persone.
>
> Dipende cosa è "la cosa"... e dove questa avviene, di certo, il campo
latino
> é molto più frammentato rispetto ad anni fa, e solo dove non c'é
> concorrenza, oppure in grosse città tipo Roma o Milano, é possibile fare
> quei numeri... Ma se per qualità intendiamo oltre alla tipicità di un
locale
> latino, anche qualità di proposta di eventi, ci vogliono degli standards
> minimi di capienza per poter distribuire un prezzo equo.
Giusto, ma la capienza deve essere "riempita".
[...]
> Eppure la tendenza commerciale é proprio quella dei locali *etnici* che ha
> anche un certo riscontro già da almeno un paio d'anni... se però ti
> riferisci alle balere, ai circoli Arci, alle Case del popolo ecc, ti posso
> dire che anche li si sono fatte delle cose e chi era veramente interessato
é
> venuto... ricordo un *allucinante* (per le condizioni del posto) serata di
> Manolito y su Trabuco che s'organizzò qui a Bologna qualche anno fa,
proprio
> in una Casa del Popolo, e fu un successo, raramente ho visto la gente così
> soddisfatta, avere un'orchestra così potente davanti, a un metro di
> distanza.... addirittura organizzato in una settimana con "radio bemba" (a
> giro di voci)...
>
>
> La "salsUNZa" avrà un seguito, nella misura in cui l'ambiente non riuscirà
a
> produrre valide alternative, e cmq, c'é spazio per tutti, incluso quelli
che
> spacciano questo tipo di salsa, sempre che ci sia un aquirente...
Che ci sia posto per tutti e' certamente vero, oltre che essere un personale
augurio. Pero' direi che la salsUNZa avra' certamente un seguito, perche' i
discografici punteranno sempre piu' su quella. Lo ripeto, secondo me in
questo gioco gli appassionati non contano granche': IL pubblico, IL mercato
e' quello che fa i grandi numeri. Anni fa le due cose coincidevano o almeno
convivevano, con il tempo l'industria musicale avra' il sopravvento come lo
ha sempre avuto. E non e' neanche detto che sia un male: il bagno di folla
oceanico per me diciottenne in una discoteca di Madrid... lo vedo poco bene
insieme alla salsa DOC.
Il problema e' questo periodo di transizione, in attesa che il pubblico sia
meglio definito soprattutto in quantita'. Lo dice Corinna, ma me lo fai
capire pure tu:
> [...] A tanti, dell'ultima evoluzione della
> figura tale o del passo tale, gliene può fregar di meno, magari fai la
Vieja
> Trova Santiaguera in una discoteca a Imola e il locale pieno (é
successo)...
> dov'era il pubblico della discoteca? generalmente non c'era!
> Non esiste un solo pubblico, e questo non si esaurisce negli allievi delle
> scuole di ballo.
Sembra di capire che il successo in tale misura fosse inaspettato. Ma un
gestore deve fare il proprio investimento: quello accorto lo fa con poco
rischio. Per avere poco rischio, deve conoscere il proprio pubblico. Se
questo non e' ben conosciuto, c'e' un impasse da cui e' difficile uscire. I
grandi discografici possono fare i loro esperimenti, il picolo gestore del
localino di provincia puo' rischiare molto meno.
>Non esiste un solo modo per fare il latino, quello in voga in questi ultimi
> anni secondo me sta arrivando alla frutta.
...appunto: dipende a quale pubblico ci si vuole rivolgere per le proposte
commerciali. Non dirmi che i discografici di oggi stanno sbagliando, che
devono puntare tutto sulla tradizione e sulla cultura: al di la' di quelli
che sono i miei desideri, loro NON sbagliano. Dal loro punto di vista, e'
chiaro.
Pablo (USA-FI-TO)
..mamma quanto è corposo sto thread...bello, bello! ^__^
>> > ...mica vero Pablo...è quì il bello...che chi dura da parecchi anni, ha
> > iniziato proprio con la *Salsa doc* e i balli di gruppo sono venuti
> dopo...
> Certamente ho letto anch'io la tua "storia di una generazione", e capisco
a
> cosa ti riferisci. Non cadere pero' in due possibili errori:
> 1) La presenza latina in quegli anni d'oro che per te corrispondono agli
> "inizi" non e' una presenza massiccia su tutto il territorio nazionale.
...a dire il vero non era poi tanto massiccia nemmeno dove c'era, nel senso
che poteva sembrarlo in rapporto alla proporzione tra il n. di italiani e
loro. Nel locale dove andavo io, eravamo circa un 150 italiani contro una
ventina tra domenicani e peruviani. E poi, se penso bene cercando di
ricordare i "meccanismi evolutivi", la gente latina "comune" che si
mischiava con noi nelle sale, non furono poi presi come "esempio" per lungo
tempo, nel senso che per gli italiani, il passaggio da un ballo semplice ad
uno sempre più articolato, fu abbastanza breve e mano a mano che le sale si
trasformavano in decine e decine di coppie che ballavano davvero bene, i
latini si isolavano sempre di più fino a vederne sempre di meno...
> Ci
> sono posti in cui trovi i sudamericani, altri in cui non ce li trovi. Io
non
> ricordo di una rappresentativa caraibica a Firenze....
> 2) La tua e' la storia di "una" generazione.... in prima approssimazione
di
> generazioni ne riconosco almeno tre. La prima e' quella di cui tu parli,
> prima dell'avvento dei balli di gruppo; la seconda e' la mia: balli di
> gruppo intervallati a musica buona; la terza e' l'attuale: sempre piu'
> vicina al neolatino o latinpop, o salsUNZa che dir si voglia.
> Ora sarebbe interessante fare un censimento salsero e scoprire in quali
anni
> si e' cominciato....
...a dire il vero io racchiudo tutti in un'unica generazione perchè di
solito, qualsiasi tipo di evoluzione avviene nell'arco di un decennio.
Perciò la differenza la vede chi questo decennio lo ha vissuto ed è ancora
quì e può raccontare la strada percorsa in 10 anni (come minimo e anche più)
di Salsa. Chi inizia adesso io la chiamo la "nuova generazione", perchè si
avvicina alla Salsa proprio perchè attirata da quello che le disco di oggi
offrono, mentre noi vecchi, le balere ce le siamo "fatte aprire". Nel
senso....la differenza sostanziale è che, gli appassionati di sempre, hanno
iniziato a ballare perchè piaceva *LA Salsa* a prescindere dalla quantità di
gente che poteva incontrare o meno in un locale, dal tipo di locale, dal
nome del Dj e tutto il resto. Eravamo isolati da tutti, perchè non
interessava principalmente "conoscere gente nuova" o trovare un'alternativa
alla noia abitudinaria, come invece molti oggi fanno e alla fine "sfruttano"
l'ambiente latino principalmente per questo motivo. Ed è per questo imho che
i "veri appassionati che cercano la qualità in tutto" sono sempre di meno e
la latin-pop trova spazio commerciale: perchè è cambiato *L'INTENTO*. Io lo
vedo da tante cose: una volta tutto ciò che era *diverso* era qualcosa di
stupefacente, qualcosa da imparare assolutamente; oggi il *diverso* è invece
per lo più trasformato in *sbagliato*. Le canzoni, TUTTE, erano solo *Salsa*
e non "salsa così o salsa colà"; gli Stages erano molto più cari di oggi e
se non chiudevi le iscrizioni, ti arrivavano anche 180 persone; i balli di
gruppo sono nati mano a mano che nella sala di turno, arrivava gente
"incuriosita" che non sapeva ballare e allora serviva qualcosa per portarli
in pista e invogliarli, ma il bar funzionava lo stesso anche senza di
loro...
>..Se
> le parole hanno ancora il loro significato, in quegli anni certamente non
> era vero, ma sai com'e': se dici che e' vero e poi lo ripeti ci credera'
> qualcuno in piu', fino a quando un bel giorno.... diventa proprio vero!
...verissimo e proprio con la Macarena si cominciò a "sentire" il primo
divario tra ciò che dichiaravano i media e i salseri che lo erano già da
anni. A quel tempo avevo un gruppo di animazione creato apposta per
divulgare nella ns città (Vicenza) l'esistenza della Musica latina e quando
vedemmo il servizio sulle Olimpiadi, mi ricordo che io e mio marito
esclamammo..."Oddio! Adesso la Macarena dovremmo farla per almeno altri due
anni... O_O ..."...e così fu!
> Il degrado forse, la commercializzazione secondo me e' un'altra cosa. Con
il
> pop ormai siamo alla standardizzazione, ma ci sono voluti dei begli anni
(e
> la base ritmica e' piu' semplice). Con il latino devi dargli il tempo di
> fare i loro esperimenti. E gli esperimenti si fanno, IMO, a partire da
> quello che gia' c'e' (nel caso della salsa e' la musica "vera" dei Paesi
di
> origine), facendo volta per volta piccole variazioni. E' chiaro che
> all'inizio sembra tutto uguale alla tradizione.... col tempo invece
vengono
> fuori le vere differenze. Non saprei dire da quanti anni esiste il
> merengUNZo, ma l'idea commerciale esiste da molto prima. Questa e' la
teoria
> che vi sottopongo.
...hai ragione, perchè mi ricordo che il Tecno-Merengue c'era anche agli
inizi (ve lo ricordate Està Pegao???) ma fu sfruttato come ballo di gruppo.
Mio marito nel 1994 andò in Venezuela e mi disse che li si ballava
praticamente quasi solo tecno-merengue...
> > ...non so quando hai iniziato tu ma io vado indietro con la memoria fino
> ai
> > primi anni 90...locali pieni di atmosfera, Merengue, Salsa e niente
balli
> di
> > gruppo...
> Esatto: prima generazione.
..o l'inizio di una generazione che dieci anni dopo si trova ad un "giro di
boa" che in anni in cui hanno iniziato altri (come te, nel '95 o altri nel
'98 ecc.) ancora non "pesava" come adesso perchè cmq ancora la Musica per la
maggioranza compensava la voglia di ballare e i gusti dei Salseri. Oggi
invece si è arrivati ad una tappa che ha spezzato il pubblico
sostanzialmente in due parti: da un lato quelli che fondamentalmente amano
la Salsa "originale" (e per cui possono fare dei paragoni) e dall'altro
quelli che amano quello che si passa oggi perchè è l'unica che conoscono...
>Come raccontavo a Zorro, ho conosciuto il meneito
> nel 94. Ti posso parlare di Firenze perche' e' l'unica realta' che
conosco:
> alla fine del 95 ho abbandonato il liscio per la salsa, e la serata latina
> comprendeva animazioni che al 75% erano meneito. Presenza latina in sala:
> solo gli animatori, e non giurerei che fossero caraibici... era piu'
facile
> trovare Brasiliani. "Come" fosse la salsa al di fuori delle animazioni non
> lo ricordo proprio: all'epoca la sapevo appena distinguere dal merengue
> (sic!) e per il resto i miei gusti sono cambiati un po' col tempo.....
> Queste note potrebbero far capire come mai la salsa a Firenze abbia avuto
> vita piuttosto breve.....
...chissà...forse l'evoluzione di un movimento latino in una città è anche
dipeso da quanto quella data città poteva offrire ad un immigrante latino.
Se una città è cara e offre poca opportunità di lavoro, l'immigrante cmq
sceglie di vivere in città più piccole, provinciali, dove c'è più sbocco. E
allora forse si spiega come sia possibile che Vicenza abbia visto la Salsa
molti prima di Firenze o di altre città del Sud Italia. E allora forse, in
certe città, arrivavano gli "echi" di ciò che accadeva nelle altre, come ad
esempio il tormentone del Meneaito...
> Mah.... sulle priorita' che le persone si danno non mi sento di mettere
> bocca.
...occhio che non stiamo parlando di *alcuni*, ma della *massa*! Dieci anni
fa le spese personali medie, erano le sigarette e la benzina della macchina
(oltre all'abbigliamento e accessori personali). Oggi, oltre a tutto ciò, si
è aggiunto il costo del cellulare, la bolletta di Internet, il Pc, il dvd,
auto per forza nuove (la vecchia carcassa non puoi più tenertela manco se
vuoi perchè non è catalittica), il mensile della scuola di ballo (oltre a
quello della palestra) ecc. ecc. ecc....Cmq, con o senza Salsa, la gente
spende molto di più per vivere quotidianamente e lo noti per forza, perchè
anche un 12enne oggi ha il cellulare!
>Certo, quello che dici mi ricorda tanto quando senti "non leggo libri:
> costano troppo", poi la stessa persona spende fior di soldi ogni settimana
> per andare a cena fuori. Ma si puo' veramente obbligare la gente a
comprare
> libri?
...non si tratta di obbligare, ma di prendere atto che siamo davanti a
generazioni che crescono con abitudini che li porta a spendere molto di più
di quanto spendevamo noi per vivere, oltre a tutti noi che ci siamo
adeguati. Sennò come lo spieghi che di media ci lamentiamo del costo del
biglietto di una disco a 18.000, quando più di 15 anni fa spendevamo 10?15?
Senza pensare che molti non si sono ancora accorti che una pizza e una birra
ti costa più della trattoria o tanto quanto!
E la crisi del divertimento, non c'è solo per la Salsa, ma c'è in generale,
perchè sono rare le disco che oggi fanno il pieno 3 sera a settimana come lo
facevano 15 anni fa...mica vero?
> I locali sono in una fase di transizione, anche il pubblico lo e'.
...appunto...perchè è nata una fetta di pubblico che sta nel mezzo tra l'unz
e il liscio, cosa che 15 anni fa non esisteva. Ma imho, il punto a sfavore
del gestore di un locale, è che non può assicurarsi questa fetta di
clientela, se non si mette in prima persona a "studiarla", proprio perchè
"nuova". Per la commerciale o il liscio è facile! Le radio sono il punto di
riferimento! Tutti sappiamo distinguere più o meno i generi da discoteca e
un DJ commerciale che non è un Professionista vero, lo si sente subito ad
orecchio, senza contare che anche se non frequentiamo le disco Unz, alcuni
grandi nomi di Dj li ricordiamo e quando ci viene voglia di farci un salto,
sono una garanzia. E per il liscio, pulluliamo di Orchestre rinomate che
vivono da 30/40 anni e passa, che suonano ancora Romagna Mia e Ciao Mare,
oltre che alla nuova disco-liscio (non più tanto nuova poi...).
Mentre per la Musica latina, ancora non c'è una IDENTITA' propria, non c'è
imho ancora un DIVARIO ABISSALE tra locali, Dj, scuole, animazioni....DOC,
che sono veri Professionisti, che sono una garanzia e coloro che non lo
sono.
Per cui, in questo marasma, ci si può infilare chiunque, a cominciare dai
discografici con la canzonetta latin-pop, perchè la gente che ha *coscienza*
di ciò che è Cultura latina e ciò che non lo è, è ancora troppo poca
rispetto alla massa, a cui viene venduta un'idea fuorviante, perchè non ci
sono gestori che pilotano qualitativamente in prima persona i loro locali,
informandosi e scegliendo Professionisti veri o avendo un'idea di che *tipo*
di serata si vuole creare...
> ....e a tutti gli animatori che si sono "formati" in questi anni, che fine
> gli fai fare?
...premesso che la Salsa con l'Orchestra nei Paesi latini sta come al Liscio
in Italia....non esistono gli animatori nelle sale di liscio, perchè la
gente *sa* ballare e lo impara nelle scuole o lo imparava dai genitori...
^__*
Bacetto Corinna
VI
> 1) La presenza latina in quegli anni d'oro che per te corrispondono agli
> "inizi" non e' una presenza massiccia su tutto il territorio nazionale. Ci
> sono posti in cui trovi i sudamericani, altri in cui non ce li trovi. Io
non
> ricordo di una rappresentativa caraibica a Firenze....
C'era anche li, ed il latino a Firenze, come in tanti altri posti lo hanno
cominciato proprio i latini.
A Firenze c'era una band di salsa formata da 2 o 3 Panamensi che suonando
dal vivo faceva già ballare qualcuno nei primi anni '80, non era una grossa
realtà di pubblico, ma credo che quello sia stato il seme...
Anche io che suonavo con la "Tribu Tairona", un gruppo formatosi a Bologna
nell'83 sulle ceneri di un altro che si chiamava "Siembra" che qui agiva già
dall'80/81, venni a suonare alla Festa dell'Unità alle Cascine, mi pare
fosse l'84 o max l'85 e ricordo un pubblico che ballava misto, fiorentini e
latini insieme... metti fosse una realtà di 200 persone... a noi ci
contrattava l'Associazione Italia-Cuba che ricordo organizzava di tanto in
tanto a Fi delle feste dove si ballava...
> 2) La tua e' la storia di "una" generazione.... in prima approssimazione
di
> generazioni ne riconosco almeno tre. La prima e' quella di cui tu parli,
> prima dell'avvento dei balli di gruppo; la seconda e' la mia: balli di
> gruppo intervallati a musica buona; la terza e' l'attuale: sempre piu'
> vicina al neolatino o latinpop, o salsUNZa che dir si voglia.
> Ora sarebbe interessante fare un censimento salsero e scoprire in quali
anni
> si e' cominciato....
Non é così lineare, la musica latina l'hanno portata in Italia in primo
luogo i latini stessi suonandola dal vivo già alla fine degli anni '70, e
Roma é stato il punto d'inizio, con locali e localini organizzati dai latini
in primis, con scuole di percussione afrocubana (Kairo Flores, Roberto
Evangelisti, Paulo La Rosa...) che hanno formato una generazione di
percussionisti che stanno suonando tutt'ora in tutt'Italia... a quell'epoca
li era rarissimo la serata con il Dj, era sempre dal vivo, fino almeno alla
metà degli anni '80, e direi che oltre la capitale, le altre punte avanzate
in Italia erano : Bologna, Trieste, Padova, anche Firenze e Genova a metà
degli anni '80, tutte situazioni dove c'erano dei nuclei di latini che
diffondevano il seme... (Io con il mio gruppo di Bologna circolavo
abitualmente in queste realtà, a Padova c'era la discoteca Arlecchino che
già faceva 500/600 persone nell'85...e all'epoca arrivavamo da Bolzano a
Lecce...)
Pensa che noi fummo perfino
contrattati al margine del festivalbar all'Arena di Verona (facendo da
spalla a Ron) nell'85, e il pubblico (circa 3500 persone paganti)
giovanissimo che era andato all'Arena per Ron, quando si trovò davanti
quest'orchestra insolita suonando salsa e cumbia reagì in una maniera
incredibilmente positiva... Il manager di Ron era disperato, non sapeva come
farci smettere con il pubblico così coinvolto...
Milano é arrivata un po'
dopo, e direi che la fase iniziale fatta di circoli e circolini (escluso
Roma dove cmq arrivavano gruppi Cubani e Portoricani di primo livello e
c'era un pubblico più numeroso, per esempio in alcune adizioni dell'estate
Romana a metà degli anni 80), si esaurisce nell'87/88. Dopo qualcuno ha
cominciato a fare sul serio e sono nati i primi locali veri e propri, sia a
Roma, che a Bologna o a Milano con l'apporto del venezuelano Carlos Ugueto.
Li comincia la fase di espansione ragionata del pubblico, i corsi di ballo,
i primi passi (organici) gratuiti prima della discoteca di Alex qui a
Bologna, moda questa che si é diffusa a macchia d'olio, si aveva la
necessità di avvicinare un pubblico che non fosse quello ristretto
appassionato, che già si aggregava sulla musica latina da anni magari per
merito dell'Arci o delle Associazioni Italia-Cuba, o anche per iniziative
delle associazioni degli studenti latini presenti in Italia.
La seconda fase, quella dell'ingresso della musica latina in un circuito
commerciale comincia allora, più o meno nell'89, per esempio Carlos Ugueto a
Milano con il Sabor Latino, ma anche con l'iniziativa di 3 nuclei Bolognesi
che esportavano il latino in diverse situazioni (Io con il Colombiano Jairo
e dopo con "La guagua" che cominciò serate in discoteche in giro che ancora
adesso vanno -per esempio il mambo di Ferrara-, il nostro Alex che
cominciava a muoversi sulla costa, alcuni fratelli Cileni con il nome di
Lalo & Manolo che si muovevano anch'essi. Questo dei primi anni '90 fu il
periodo dell'espansione del pubblico e dell'ingresso del latino nel circuito
di ballo commerciale. Nel frattempo si moltiplicavano i corsi di ballo,
spesso tenuti da persone con grosse lacune sull'argomento, che magari erano
anche coinvolte nell'organizzazione di serate, e si lavorava tutti per
espandere il pubblico, ognuno lo faceva a suo modo.
Questa ultima fase, se
vogliamo chiamarla così, comincia verso il 94/95, quando i titolari di
alcune grosse discoteche, che avevano cmq snobbato la musica latina fino ad
allora con discorsi tipo : "é un fuoco di paglia che dura una stagione"
(e magari facevano di tutto nel frattempo per far chiudere i circoli
attraverso
il loro Sindacato di gestori -Silb-)
incominciano ad includere il latino nei loro programmi, ed effettivamente
succede un travaso... il latino incomincia a perdere dei pezzi per strada,
per esempio la musica dal vivo, oppure
mi riferisco soprattutto a quei personaggi che avevano cominciato a muovere
le acque negli anni '80, i latini in primo luogo non erano abbastanza
*formattati* per inglobarsi... e ne aquisisce di nuovi, nel frattempo
formatisi
fra il pubblico. Cambia lo stile del latino, sull'onda di un'immagine
diffusa dai mass media e dal ruolo delle scuole, oltre che dall'inglobamento
nel circuito commerciale. Stiamo parlando di questi ultimi 5/6 anni che
hanno cmq visto un ulteriore incremento espansivo del pubblico avvicinato.
Ovviamente per una logica tutta peculiare a questo mercato, in questi ultimi
anni, tutti sono diventati Djs, Maestri, Animatori ecc ecc,
con spesso proprio un abbassamento qualitativo della proposta originale, ma
non sempre, qualcuno invece nel frattempo si é ulteriormente specializzato.
Insomma non é nato tutto 10/12 anni fa... la storia é più lunga... ognuno ha
contribuito a suo modo, ma nessuno può rivendicare alcunché se si colloca
l'inizio del latino fuori dai tempi e dai modi in cui si é sviluppato.
[...]
> Non saprei dire da quanti anni esiste il
> merengUNZo, ma l'idea commerciale esiste da molto prima. Questa e' la
teoria
> che vi sottopongo.
Il tecno-merengue esiste da almeno 10 anni. Considera che a NY, i latini che
hanno vissuto il periodo dell'esplosione della "salsa", nel frattempo sono
diventati più *maturi*... già quando vivevo io a NY (86/87) i giovani
Neworicans erano quasi assenti dal circuito latino dei loro padri... i loro
idoli erano Micael Jackson, Prince, Madonna... il rap latino e le mescolanze
"tecno" (anche del merengue) sono arrivate alla fine degli anni '80/inizio
dei '90 e... ogni musica ha una sua *giustificazione storica*, anche se
prodotta da discografici (chi altro la dovrebbe produrre?).Il
tecno-merengue, se vai nei locali frequentati dai giovani dominicani
cresciuti in Italia va a go-gò... lo stesso succedeva ai giovani latini a NY
dei primi anni '90, erano cresciuti in quel contesto che non aveva
praticamente nulla di autoctono in senso latino (NY non é mica Cuba o Rep.
Dominicana....), e nella propria esistenza *marginale* condivisa in certi
quartieri con la parte nera americana, il rap latino era anch'esso
un'affermazione della propria identità, speculare a quella dei *coinquilini*
del Barrio, la parte nera anglofona...
[Corinna]
> > ...non so quando hai iniziato tu ma io vado indietro con la memoria fino
> ai
> > primi anni 90...locali pieni di atmosfera, Merengue, Salsa e niente
balli
> di
> > gruppo...
Qui devo smentire Corinna, perché in realtà si facevano anche allora e
sinceramente non c'era niente di male, a quei tempi molta gente ha imparato
a ballare la salsa e il merengue proprio grazie ai balli di gruppo, non
c'erano mica tutti i corsi di adesso... L'interesse di tutti era di
avvicinare il più possibile le persone alla musica latina e facevamo
cominciare le serate un po' più tardi, proprio per dedicare spazio a primi
passi, corsi e quant'altro... si facevano anche coreografie niente male di
merengue e salsa... anche Alex ne sa qualcosa...
> I locali sono in una fase di transizione, anche il pubblico lo e'. Notare
> che anche il numero di persone e' probabilmente "non abbastanza grande"
per
> le discoteche di grido, ma ancora "troppo grande" per i piccoli locali.
E' tutto relativo, la latina in Italia (come ha detto già qualcuno su queste
colonne) é a macchia di leopardo.
A Bologna (solo per fare un esempio) si facevano già serate con mille
persone nel 93/94... subito dopo (95/96/97) si son fatte serate anche da
1500 tutti i venerdì in una discoteca che non aveva doppia pista, anzi si ce
l'aveva, una per i principianti e l'altra normale...
"La transizione" di per se io non la vedo, magari c'é un po' di scompiglio
proprio in queste realtà dove il latino va già da molti anni, si era
abituati a fare delle serate mega... l'avvento cmq della discoteca
multipista ha snaturato molto questo ambiente, lo considero perfino un
cedimento inopportuno da parte di chi si é prestato lavorandoci, portare il
latino in ambiente di discoteca commerciale quando avevamo faticato non poco
per far crescere questa realtà in modo indipendente e distinto...
Adesso bisognerà fare un duro lavoro per farlo ritornare a camminare con le
sue gambe, e questo é un auspicio, sganciandolo dalle discoteche multipista,
il latino secondo me non deve portare acqua alla Unz commerciale, già
abbastanza in crisi di per se... un'impresa ardua in certe realtà, di
riconversione a contenuti più autentici, chi saprà e vorrà farlo avrà la
carta vincente...
Il pubblico é possibile conquistarlo con la qualità, non sottovaluterei
questo aspetto.
C'é qualità che costa e altra che é *gratis*, un giusto equilibrio fra le
cose potrebbe far conquistare nuovo pubblico alla musica latina, smettiamola
di considerare solo quello che si conosce (pubblico), che già per il fatto
di essere una nicchia dovrebbe insegnare che é ulteriormente espandibile...
> Al disco-bar non ci avevo pensato, ma in effetti e' una strada forse piu'
> probabile del Circolo.
Ce ne sono tanti in giro di disco-bar già da tempo... cmq anche un circolo
di Rumba, Son e Bolero può andare, dipende in che contesto logistico e
geografico lo si fa, e soprattutto la riuscita dipende anche da chi lo fa...
[Corinna]
> > > E come avviene con il
> > > liscio, non sempre saranno orchestrine "in gamba".... ma tanto vale,
> > > piuttosto che piegarsi alla salsUNZa....
> >
> > ...e dai un'orchestrina oggi...e una domani...e magari finalmente si
> ballerà
> > Salsa solo dal vivo! ^__*
> ....e a tutti gli animatori che si sono "formati" in questi anni, che fine
> gli fai fare?
mbé, un crollo generalizzato é irrealistico, dipende da tanti fattori ma
grosse realtà anche di discoteca commerciale-latina continueranno ad
esistere, cmq gli animatori possono sempre *riciclarsi* in Djs, baristi,
titolari di locali, insegnanti di ballo e quant'altro, in questo circuito
cmq parlando in serio é duro trovare qualcuno che non lavori come
riempitivo, più o meno tutti hanno le spalle coperte da un qualche lavoro...
A latere....
Ho dei lavori in casa in questo momento, l'idraulico (22 anni) mi fa : "ma
quella musica che ascolti é cubana?".... "Si " gli dico "ti piace ?"... e
lui "mi fa morire, sono andato anche a Ferrara in discoteca latina un paio
di volte, ma l'ambiente non é poi che sia così aperto".... "perché ?" gli
dico io.... "maa... io ballerei anche, ma sembra come se non fai certe pose
non sei nessuno"... e io "mbé bisogna un po' imparare, come qualsiasi cosa,
ma é facile".... e lui "si ma ho visto anche dei cubani ballare, mi piace di
più come lo fanno loro, hanno un altro carattere, sembra che si divertono di
più, infatti sto pensando di fare una vacanza a Cuba, ma per quest'anno
niente... ho il mutuo"....e poi *scoprendo* che trafficavo con CD... "magari
se me ne vendi un paio me l'ascolto in casa, magari invito una mia amica che
so che frequenta l'ambiente e mi faccio insegnare da lei"...
In parole povere, un 22enne attratto dalla musica e dalla gioia del ballo,
intimidito dall'ambiente che ha visto....
C'é da riflettere.
Io con tanti vuoti che mi sono concesso in questi anni penso di averlo già
fatto abbastanza...
Ciao
Paolo Pachanga
...el son es lo mas sublime para el elma divertir...
www.descargacubana.com
Bello, mi hai quasi convinto.... pare che anche tu sia orientato dal
desiderio di un "ballo sociale", e di un'atmosfera sociale, che e' quella di
cui personalmente sento piu' la mancanza nelle nostre sale. Mi sta venendo
in mente che forse il ballo di gruppo potrebbe avere, in parte, questo
scopo, soprattutto su chi e' appena arrivato dalla pista della techno, e non
ha molta abitudine a socializzare.... ma non riesco bene a mettere a fuoco
la cosa...
[...]
> >
>
> Non solo gli appassionati si stanno allontanando, ma sopratutto
secondo
> me anche il pubblico degli eterni princiianti per cuii il mercato è stato
> creato.
Se e' questo che si vede in Italia,... ne prendo atto.
[...]
> La mia teoria, che vi ho
> proposto, e' che il latino e' stato scoperto "in qualche modo", e poi
> cavalcato con tutto l'armamentario solito da discografici esperti; i
locali
> si adeguano di conseguenza, e' il loro mestiere.
> >
>
> La tesi di discografici esperti è errata.
> Non ci sono stati e non c''è mai stato boom di dischi.
>
Ma come! Ricky Martin, Enrique Iglesias, J-Lo, Carlos Santana, e ci metto
pure i Los Locos.... Ogni tanto si trova qualcuno che spaccia per "musica
latinoamericana" anche i Gipsy Kings, tanto basta che parlino spagnolo! Non
sono mai esistiti?
Poi Gloria Estefan e' tutto un capitolo a parte, perche' almeno un po' di
tradizione le rimane (anche se a quanto sembra ai Cubani non piace)
>
>
>
>
> > Errore numero due: che i gestori delle sale non capiscano un tubo e non
> sappiano fare il loro lavoro. Se parliamo delle sale tirate a lucido
doveva
> la "bella gente".... i gestori sanno benissimo cosa fanno o cosa vogliono
> ottenere: la sala piena di gente che spende. Oggi piace il neolatino?Butta
> dentro tutti quelli a cui piace, gli altri fuori dalle palle, tanto non
> spendono abbastanza. Anni fa funzionava anche la musica per appassionati,e
> la sala era piena: nelle esigenze del gestore non e' cambiato un
belniente,
> nelle sue "scelte imprenditoriali" nemmeno.
> >
>
> Mi sa che non hai capito la tesi e la ripeto: i gestori non hai mai
> puntato sul latino, perchè NON lo conoscono, e lo hanno tenuto come
ripiego,
> come seconda pista, come riepipista di serate vuote. Il mercato dei
gestori
> di sale non è un mercato di professionisti latini. E' un mercato che campa
> grazie al giovanilismo senza cultura. Punto.
[...]
Sembra un dialogo fra sordi! E' la stessa mia tesi! Solo che per questo
sento dire qui sul NG "allora il gestore non sa fare il suo lavoro", invece
proprio quello e' sempre stato il suo lavoro, anche quando in balera si
ballava l'Hully Gully. Fino a qualche anno fa la cosa andava bene pure a
noi, perche' "il mercato" casualmente coincideva con le nostre esigenze. Col
passare del tempo il solito mercato del "giovanilismo" sembra accettare
molto volentieri un altro tipo di proposta, che il gestore la conosca o no
non ha importanza: basta che la conosca il DJ. Fuori noi, dentro loro. Lo
stile di gestione non cambia. A noi resta di farci da soli oppure di
aspettare che qualcuno ci faccia un locale di caratteristiche diverse, che
stiamo cercando di immaginare.
Pablo (USA-FI-TO)
Gia'....
"Ma basta con queste s###e mentali! Andate a ballare e pensate a divertirvi
(a proposito: ma ci riuscite ancora, VOI, a divertirvi?)"
....hehehe! Questa volta l'ho detto prima io!
>
[...]
> ...i balli di
> gruppo sono nati mano a mano che nella sala di turno, arrivava gente
> "incuriosita" che non sapeva ballare e allora serviva qualcosa per
portarli
> in pista e invogliarli, ma il bar funzionava lo stesso anche senza di
> loro...
Mi sto domandando se alla fine questi balli di gruppo sono poi un bene per
chi non sa ballare. C'e' questa idea, che sarebbe meglio separare la "pista
principianti" dalla "pista esperti".... questa idea mi pare un po' stridente
con la socialita' del ballo. Ed e' pure un po' triste immaginare tante
conseguenze che questo puo' portare. Veramente, un po' triste e un po'
ridicolo allo stesso tempo!
[...]
>
> ...appunto...perchč č nata una fetta di pubblico che sta nel mezzo tra
l'unz
> e il liscio, cosa che 15 anni fa non esisteva. Ma imho, il punto a sfavore
> del gestore di un locale, č che non puň assicurarsi questa fetta di
> clientela, se non si mette in prima persona a "studiarla", proprio perchč
> "nuova". Per la commerciale o il liscio č facile! Le radio sono il punto
di
> riferimento! Tutti sappiamo distinguere piů o meno i generi da discoteca e
> un DJ commerciale che non č un Professionista vero, lo si sente subito ad
> orecchio, senza contare che anche se non frequentiamo le disco Unz, alcuni
> grandi nomi di Dj li ricordiamo e quando ci viene voglia di farci un
salto,
> sono una garanzia. E per il liscio, pulluliamo di Orchestre rinomate che
> vivono da 30/40 anni e passa, che suonano ancora Romagna Mia e Ciao Mare,
> oltre che alla nuova disco-liscio (non piů tanto nuova poi...).
> Mentre per la Musica latina, ancora non c'č una IDENTITA' propria, non c'č
> imho ancora un DIVARIO ABISSALE tra locali, Dj, scuole, animazioni....DOC,
> che sono veri Professionisti, che sono una garanzia e coloro che non lo
> sono.
> Per cui, in questo marasma, ci si puň infilare chiunque, a cominciare dai
> discografici con la canzonetta latin-pop, perchč la gente che ha
*coscienza*
> di ciň che č Cultura latina e ciň che non lo č, č ancora troppo poca
> rispetto alla massa, a cui viene venduta un'idea fuorviante, perchč non ci
> sono gestori che pilotano qualitativamente in prima persona i loro locali,
> informandosi e scegliendo Professionisti veri o avendo un'idea di che
*tipo*
> di serata si vuole creare...
>
Sulle orchestre di liscio bisogna anche dire che non tutte sono sempre
all'altezza della situazione. E questo e' un altro punto importante, se
diamo uno sguardo al futuro. Dunque nel nostro disco-pub o circolo
latino-americano (che ormai abbiamo individuato essere il futuro per noi
aficionados) vedremo esibirsi orchestre dal vivo, che suonano latino.
Cominciamo allora a domandarci "di quante orchestre avremo bisogno"? Forse
tante quante sono quelle di liscio, e non e' pensabile di farle venire tutte
dal sud america. Anche qui si porra' un problema di qualita'. E la qualita',
quando e' riconosciuta, chiede i soldi, con tutte le conseguenze che cio'
comporta. Allora rimane la soluzione del bravo DJ, e l'eterno dilemma:
mixare o non mixare? C'e' da augurarsi che in un ambiente di ballo piu'
"sociale", i pochi secondi di spazio fra un brano e l'altro non facciano
venire "l'horror vacui", come invece pare che avvenga nelle attuali
discoteche....
Pablo (USA-FI-TO)
[... splendida ricostruzione storica...]
>
> [Corinna]
> > > ...non so quando hai iniziato tu ma io vado indietro con la memoria
fino
> > ai
> > > primi anni 90...locali pieni di atmosfera, Merengue, Salsa e niente
> balli
> > di
> > > gruppo...
>
> Qui devo smentire Corinna, perché in realtà si facevano anche allora e
> sinceramente non c'era niente di male, a quei tempi molta gente ha
imparato
> a ballare la salsa e il merengue proprio grazie ai balli di gruppo, non
> c'erano mica tutti i corsi di adesso... L'interesse di tutti era di
> avvicinare il più possibile le persone alla musica latina e facevamo
> cominciare le serate un po' più tardi, proprio per dedicare spazio a primi
> passi, corsi e quant'altro... si facevano anche coreografie niente male di
> merengue e salsa... anche Alex ne sa qualcosa...
>
Gia': allargare il pubblico, insegnare, inserire, sviluppare. Non e' la
prima volta che si parla dell'opportunita' dei balli di gruppo; la mia
opinione in merito e' sempre stata piuttosto conciliante. Cioe': e' grazie a
questo allargamento di pubblico che noi abbiamo locali latini aperti tutte
le sere, e non solo nelle serate morte (checche' ne dica Zorro). C'e' pero'
il problema della degenerazione del fenomeno, che ha portato ai problemi che
dici piu' sotto.
[...]
>... l'avvento cmq della discoteca
> multipista ha snaturato molto questo ambiente, lo considero perfino un
> cedimento inopportuno da parte di chi si é prestato lavorandoci, portare
il
> latino in ambiente di discoteca commerciale quando avevamo faticato non
poco
> per far crescere questa realtà in modo indipendente e distinto...
> Adesso bisognerà fare un duro lavoro per farlo ritornare a camminare con
le
> sue gambe, e questo é un auspicio, sganciandolo dalle discoteche
multipista,
> il latino secondo me non deve portare acqua alla Unz commerciale, già
> abbastanza in crisi di per se... un'impresa ardua in certe realtà, di
> riconversione a contenuti più autentici, chi saprà e vorrà farlo avrà la
> carta vincente...
> Il pubblico é possibile conquistarlo con la qualità, non sottovaluterei
> questo aspetto.
> C'é qualità che costa e altra che é *gratis*, un giusto equilibrio fra le
> cose potrebbe far conquistare nuovo pubblico alla musica latina,
smettiamola
> di considerare solo quello che si conosce (pubblico), che già per il fatto
> di essere una nicchia dovrebbe insegnare che é ulteriormente
espandibile...
>
ad maiora....
[...]
>
> A latere....
[...]
>
> In parole povere, un 22enne attratto dalla musica e dalla gioia del ballo,
> intimidito dall'ambiente che ha visto....
> C'é da riflettere.
Si', molto.... ma devo dire che l'ultima volta che ho ballato in Italia mi
sono intimidito anch'io che pensavo di conoscerlo, sto ambiente. E non mi e'
piaciuto.
Pablo (USA-FI-TO)
> Mi sto domandando se alla fine questi balli di gruppo sono poi un bene per
> chi non sa ballare. C'e' questa idea, che sarebbe meglio separare la
"pista
> principianti" dalla "pista esperti".... questa idea mi pare un po'
stridente
> con la socialita' del ballo. Ed e' pure un po' triste immaginare tante
> conseguenze che questo puo' portare. Veramente, un po' triste e un po'
> ridicolo allo stesso tempo!
...secondo me il ballo di gruppo può essere un (UNO) divertente e breve (15
minuti) momento di aggregazione ma visto il contesto, anche culturale: ossia
*mirato* intelligentemente, per cui se mettono un merengue, che si crei
qualcosa con le basi fondamentali del merengue (e non le c*******e tipo la
Colita); e idem per quelli che riconosciamo come *balli caraibici*.
Però c'è da dire che noi la guardiamo dal lato "istruttivo-culturale" che è
lo stesso motivo per i quali sono nati tanti anni fa e dove appunto, le
animazioni, erano fatte con brani che si ballavano in pista e quindi
*mirate* a invogliare la gente ad imparare un minimo per arricchire la pista
e quindi ampliare la disponibilità di futuri ballerini. Poi però, dai
gestori, è stat vista come un valido strumento per *stancare la gente* e
farla bere di più...e allora vai di Tichitichità e PamPam.
Poi mi auguro di cuore che non sia ancora nato un cristo che abbia la
malsana idea di separare le piste per categoria, sennò siamo davvero tornati
indietro negli anni...ebrei da una parte e ariani dall'altra???? Ma siamo
matti?????
> Sulle orchestre di liscio bisogna anche dire che non tutte sono sempre
> all'altezza della situazione. E questo e' un altro punto importante, se
> diamo uno sguardo al futuro. Dunque nel nostro disco-pub o circolo
> latino-americano (che ormai abbiamo individuato essere il futuro per noi
> aficionados) vedremo esibirsi orchestre dal vivo, che suonano latino.
> Cominciamo allora a domandarci "di quante orchestre avremo bisogno"?
...beh...mi viene un pensiero che mi fa ridere... :oD...fino ad oggi abbiamo
visto una marea di cubani (e non...con le dovute eccezioni...cfr JS...rotfl!
:oDDD) arrivati in Italia, dichiararsi più o meno tutti ex ballerini del
Tropicana e TUTTI si sentono "maestri di Salsa". Poi quelli veramente tali
sono emersi dalla massa, ma tanti altri ancora cmq vivono con questo
mestiere e se non insegnano fanno animazione...Per arrivare al punto...se ci
fosse una larga domanda di musicisti latini perchè cambia la tipologia del
locale latino....pensi che non ne arriverebbero??? ^__* Poi ovviamente anche
quì ci sarà chi si distingue dalla massa (e allora saranno le orchestre più
quotate), ma cmq ne rimarranno tante altre (magari di 3,4,5 elementi) che
non spaccano il mondo ma cmq fanno atmosfera.....ti pare??? :oD!
> Forse
> tante quante sono quelle di liscio, e non e' pensabile di farle venire
tutte
> dal sud america. Anche qui si porra' un problema di qualita'. E la
qualita',
> quando e' riconosciuta, chiede i soldi, con tutte le conseguenze che cio'
> comporta.
...i discobar che io conosco, che fanno musica dal vivo con gruppi noti più
o meno locali, sono sempre tutti pieni! (e cmq lo sono anche con quelli non
eccezionalissimi...)...
> Allora rimane la soluzione del bravo DJ, e l'eterno dilemma:
> mixare o non mixare? C'e' da augurarsi che in un ambiente di ballo piu'
> "sociale", i pochi secondi di spazio fra un brano e l'altro non facciano
> venire "l'horror vacui", come invece pare che avvenga nelle attuali
> discoteche....
...a dire il vero, quando ballavamo senza mix, io non ricordo secondi di
silenzio tra un brano e l'altro, ma solo finito uno attacca l'altro. Il
volume però si, era più basso.
Bacetto Corinna
VI
> [Corinna]
> > > ...non so quando hai iniziato tu ma io vado indietro con la memoria
fino
> > ai
> > > primi anni 90...locali pieni di atmosfera, Merengue, Salsa e niente
> balli
> > di
> > > gruppo...
>
> Qui devo smentire Corinna, perché in realtà si facevano anche allora e
> sinceramente non c'era niente di male, a quei tempi molta gente ha
imparato
> a ballare la salsa e il merengue proprio grazie ai balli di gruppo, non
> c'erano mica tutti i corsi di adesso...
..vero ma preciso che quando dico la mia, do per scontato che si capisce che
mi riferisco alla mia zona (VI-PD) e il primo ballo di gruppo che io ricordo
(che era il tecno merengue su, mi pare, Està Pegao..o Brinca..?), lo insegnò
Fabio Bertipaglia al Par-Hasard nell'estate 1995 e lo imparò a Rimini dai
ragazzi del Club Latino (lo disse al microfono). Fino a quella sera,
all'Open, allo Station, al Vinelli, al Totem, all'Esfandiar e altri
locali...si ballava e basta...
>L'interesse di tutti era di
> avvicinare il più possibile le persone alla musica latina e facevamo
> cominciare le serate un po' più tardi, proprio per dedicare spazio a primi
> passi, corsi e quant'altro... si facevano anche coreografie niente male di
> merengue e salsa... anche Alex ne sa qualcosa...
..ecco...ad esempio in quegli anni, vedevamo Bologna e Rimini come dei Tempi
salseri all'avanguardia! Sembrava che tutto partiva lì e poi arrivava
altrove. Per questo motivo, dai vs racconti su Bologna, resto un po'
sconcertata, perchè ne ho un ricordo del tutto contrario...
> E' tutto relativo, la latina in Italia (come ha detto già qualcuno su
queste
> colonne) é a macchia di leopardo.
> A Bologna (solo per fare un esempio) si facevano già serate con mille
> persone nel 93/94... subito dopo (95/96/97) si son fatte serate anche da
> 1500 tutti i venerdì in una discoteca che non aveva doppia pista, anzi si
ce
> l'aveva, una per i principianti e l'altra normale...
...se non sbaglio era il Nuova Luna....? Perchè ricordo un venerdì proprio
lì con queste caratteristiche...
> "La transizione" di per se io non la vedo, magari c'é un po' di scompiglio
> proprio in queste realtà dove il latino va già da molti anni, si era
> abituati a fare delle serate mega... l'avvento cmq della discoteca
> multipista ha snaturato molto questo ambiente, lo considero perfino un
> cedimento inopportuno da parte di chi si é prestato lavorandoci, portare
il
> latino in ambiente di discoteca commerciale quando avevamo faticato non
poco
> per far crescere questa realtà in modo indipendente e distinto...
...però c'è forse da dire che le multisale offrivano anche delle belle piste
e un buon ambiente e quindi invogliavano e facevano immaginare ad un futuro
di latino ballato in belle sale al pari del liscio. Perchè ok che è carina
l'atmosfera del circolo, ma abbiamo ballato anche in scantinati dove il
soffitto era 2 metri e 10 eehh? Che se penso che se succedeva qualcosa ci
restavamo secchi tutti....
> Adesso bisognerà fare un duro lavoro per farlo ritornare a camminare con
le
> sue gambe, e questo é un auspicio, sganciandolo dalle discoteche
multipista,
> il latino secondo me non deve portare acqua alla Unz commerciale, già
> abbastanza in crisi di per se... un'impresa ardua in certe realtà, di
> riconversione a contenuti più autentici, chi saprà e vorrà farlo avrà la
> carta vincente...
..per me già sarebbe una buona cosa se, pur continuando a ballare in
disco-multisala (come ad esempio lo è il Mambo..è li da anni no???), si
iniziasse una cernita tra Professionisti e non, lasciando fuori le scuole
dalle disco (così tutti si sentiranno nella casa di tutti)...(tanto adesso
le scuole non mancano per cui non è necessario trovarla in discoteca...è
servito agli inizi? OK. Ma NON siamo più agli inizi...), mettendo al bar dei
barman veri e creare un ambiente quindi "realistico" e iniziando a trattare
la clientela al pari di come è stata sempre trattata quella del liscio....
> In parole povere, un 22enne attratto dalla musica e dalla gioia del ballo,
> intimidito dall'ambiente che ha visto....
> C'é da riflettere.
> Io con tanti vuoti che mi sono concesso in questi anni penso di averlo già
> fatto abbastanza...
...c'è però anche da aggiungere che i ventenni di oggi non lontani ancor più
di noi dalla cultura del ballo di coppia e della balera. Se poi pensiamo
anche a cosa ballano in discoteca... O_O ...
Bacetto Corinna
VI
Allora: 1) si e' scoperto a un certo punto che il latino piaceva (e fin qui
non c'e' commercio, c'e' la beneamata musica cubana)
2) pero' in certe zone del mondo (soprattutto paesi caraibici) evolveva o si
contaminava gia' verso forme piu' moderne/tecnologiche/commercili/....
chiamale come vuoi, sempre techno-merengue e'
3) il discografico esperto ha interesse a vendere su tutto il mondo
(veramente, solo su quello che ha l'impianto stereo), quindi ha interesse a
estendere e togliere dalla nicchia il fenomeno. Come? Il metodo tipico e':
commercializzando. Io non ne so personalmente niente di piu', ma in tanti
campi musicali si sa che un autore che sa il fatto suo e' capace di
costruirti il successo a tavolino. Dove non basta l'autore, ci si mette il
coreografo/truccatore/sociologo eccetera, infine si punta sui teenager
perche' sono piu' facilmente influenzabili. Il problema e' che "il latino"
non e' qualcosa a cui si e' abiutuati, e allora si comincia con qualche
esperimento, correggendo il tiro di volta in volta. Se scegli il personaggio
giusto, e il motivo giuto, ti salta fuori Ricky Martin. Tutto questo e'
l'armamentario del bravo discografico. Dove e' finita a questo punto la
musica cubana? E' rimasta al primo gradino, il punto di partenza degli
esperimenti. Ma per un certo pubblico (quello che io dicevo essere Il
mercato e non UN mercatINO), il latino adesso e' "solo questo". Non sto
giustificando il fenomeno, ne' sono sicuro che sia andata cosi': pero' detta
cosi' la storia mi quadra, anche con tutte le inesattezze che Pachanga mi ha
fatto notare. E quando una storia mi quadra..... forse non ci credo ancora,
ma quasi.
>
>
>
>
> Mi sa che ogni tesi la si può vedere in mille modi diversi.
> E quindi concludendo riassumo la tua e la mia:
>
Concludo anch'io, non perche' la discussione non mi piaccia (si sta solo
affievolendo naturalmente), ma perche'.... sto per partire per San Juan,
Puertorico!
> Pablo] i gestori sanno fare il loro lavoro, perchè in ogni modo sanno
sempre
> fare i soldi, per fare questo decentrano la loro repsonsabilità
> imprenditoriale ai DJ, all'Animatore che porta gente, alle Animazioni
Latine
> che prendono in gestione il locale: in tal modo si prende i meriti e non
ci
> rimette nulla in caso di fallimento.
>
> Zorro] i gestori NON sanno fare il loro lavoro, perchè il loro lavoro è
> soddisfare il cliente e se fanno latino, devono dare latino e non Disco
> Banana. Il gestore è un professionista che guardando attentamente la
> richiesta del mercato, deve soddisfarla il più ampiamente possibile.
Quindi
> Disco, Liscio, Latino, Brasile. In questo modo il locale da ballo X
diventa
> credibile.
>
[...]
Il fatto e' che, grazie ( oppure "a causa di") all'armamentario da
discografici, per il grande pubblico, soprattutto quello piu' appetibile
dalle discoteche, il latino e' diventato "l'unico frutto dell'amor", i balli
di gruppo, il Disco Banana. Ci sono anche sinergie che il'industria musicale
si ritrova gratis: se un motivetto e' intrigante lo metto come intermezzo
del Costanzo; se e' divertente lo uso per una pubblicita', se invita alla
spensieratezza lo metto come colonna sonora del supermercato (cosi' si
spende con piu' gioia). Sono meccanismi arcinoti (per me soprattutto quello
del supermercato, per motivi di lavoro), e infatti nessuno usa Compay
Secundo per la pubblicita'.
Grande pubblico, grande locale: le grandi discoteche offriranno questo
sempre piu' spesso. Ritorno al mio tema iniziale: o il popolo degli
aficionados capisce che deve cambiare il luogo della sua salsa, oppure
continuera' a esclamare "vergogna"! tutte le volte che va a ballare, fino al
punto di smettere (perche' si cerca di soffrire il meno possibile, no?)
Pablo (USA-FI-TO)