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1:10 RESTAURO:LINEE CAD

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JACOPO

unread,
Sep 8, 2000, 5:53:51 AM9/8/00
to
PER ALCUNE TAVOLE DELLA TESI MI TROVO A DOVER DISEGNARE DEI PROSPETTI DI
EDIFICI ANTICHI IN SCALA 1:10.STAVO CERCANDO DI REALIZZARLI CON IL CAD MA
NON RIESCO A TROVARE UNA LINEA CHE NON SIA RETTA.
VORREI UN TRATTO INFINITAMENTE SINOSOIDALE O FRASTAGLIATO, PER NON DARE
L'EFFETTO "MODERNO" CHE MAL SI ADDICE A QUESTA SCALA AD EDIFICI ANTICHI,I
QUALI MAI NELLA REALTA', SONO NELLE LINEE, PERFETTI, COME UN EDIFICIO APPENA
COSTRUITO.....
GRAZIE IN ANTICIPO PER QUALSIASI SUGGERIMENTO.


Angelo

unread,
Sep 8, 2000, 8:49:56 AM9/8/00
to
> VORREI UN TRATTO INFINITAMENTE SINOSOIDALE O FRASTAGLIATO, PER NON DARE
> L'EFFETTO "MODERNO" CHE MAL SI ADDICE A QUESTA SCALA AD EDIFICI ANTICHI,I
> QUALI MAI NELLA REALTA', SONO NELLE LINEE, PERFETTI, COME UN EDIFICIO
APPENA
> COSTRUITO.....

Puoi usare il comnado schizzo, ma occupa moltissima memoria, usalo solo per
piccoli tratti, oppure (consigliato) devi fare delle polilinee che magari
passino per dei punti noti e con il comando editpl (pedit) dargli
l'attributo spline o curva.

P.S.: Non scrivere i tuoi messaggi tutti in maiuscolo (significa che stai
urlando!)

Ciao


www.VitAngelo.net

Simone Rossi

unread,
Sep 8, 2000, 9:27:38 AM9/8/00
to
Angelo <vita...@inwind.it> wrote:

> Puoi usare il comnado schizzo, ma occupa moltissima memoria, usalo solo per
> piccoli tratti, oppure (consigliato) devi fare delle polilinee che magari
> passino per dei punti noti e con il comando editpl (pedit) dargli
> l'attributo spline o curva.

Scusate ma a quale programma di CAD vi riferite per il comando schizzo?

Ciao
Simone.

Ciro Iovino

unread,
Sep 8, 2000, 10:33:13 AM9/8/00
to
ho avuto anche io lo stesso problema con la mia tesi... In realtà il
rapporto 1:10 è quello che andrai a dare in fase di stampa.
Per la rappresentazione usi una scala 1:1 (che poi deciderai tu se cm o m).
Io ho risolto in questo modo semplice e pratico:
fai uno zoom sulla parte dove si trova l'irregolarità e poi costruisci
tante linee in prosecuzione che non abbiano andamento 'regolare'... quando
fai lo zoom out vedrai che quella spezzata disegnata 'casualmente' ti
risulterà essere una linea non regolare... Non c'è una ricetta precisa... è
una questione di occhio.
Buon Lavoro!
(naturalmente parlo di Acad14, ma è un metodo applicabile a qualsiasi cad)


JACOPO

unread,
Sep 9, 2000, 4:41:18 AM9/9/00
to

In primis vi ringrazio per gli aiuti,
pero' il fatto e' che mi hanno detto,non so se e' vero,che con ?l'auto lisp?
posso creare un tratto come voglio io e poi impostarlo direttamente per
disegnare(tipo di linea) al posto di quelli previsti dal
acad(es:continuo,tratteggio,puntinato).............?


G.P.

unread,
Sep 9, 2000, 6:21:46 PM9/9/00
to
Ciao,
io vorrei intervenire nella questione, ma senza fornire alcuna ricetta su come
ottenere quelle irregolarità di cui dite. Io sono uno studente di Storia e
Conservazione dei beni architettonici e ambientali dell'Istituto Universitario
di Architettura di Venezia, posso sperare di parlare con una qualche cognizione
di causa.
Intanto partirei dal presupposto teorico che ciò che noi andiamo a restituire
con un rilievo non è la realtà ma un modello; come sappiamo, nel progettare un
rilievo si decide l'entità dell'errore rispetto la scala finale dei disegni e
così si scelgono gli strumenti che offrono la precisione desiderata. Mi pare che
questo sia un dato di fatto: basta consultare qualsiasi manuale di disegno e
rilievo per convincersene.
Trattandosi di un modello caratterizzato da un determinato errore, non trovo
abominevole utilizzare una linea retta che nella realtà può non esistere,
perchè comunque ciò che disegno è una interpretazione personalissima della
realtà. Se 1000 persone misurassero la medesima stanza, avremmo 1000 misure
diverse: un'infinità di variabili intervengono nel nostro rilievo.
Quindi, a meno che tu non misuri con non so nemmeno immaginare quale strumento
di micrometrica precisione, trovo un'operazione destituita da ogni fondamento
quella di rendere la scabrosità di un profilo.
Magari artisticamente potrebbe apparire migliore, non metto in dubbio: a me
ricorda tanto quegli esercizi di "restauro" che gli accademici francesi
compivano a Roma nel XVIII secolo.Forse non è più il tempo per cose simili.
Con questo mio intervento volevo solo invitarti a considerare questi aspetti
teorici legati alla costruzione dei tue modelli: mi pare che "muovere" le linee
incrementi l'aleatorietà dell'operazione.

Spero di non risultare troppo noioso!

Buon lavoro,
Ciaoo Giacomo

Giovanni Anzani

unread,
Sep 9, 2000, 7:28:54 PM9/9/00
to
Ciao "JACOPO"
Hai scritto:

Si, puoi fare quasi cio' che vuoi.
Magari vieni su NG it.comp.software.cad sei piu' IT dila'

Prova intanto il lisp: Roughen.lsp
version 2k.0f converts a polyline or line into an irregularly zigzaggy
polyline.
lo trovi a: http://www.markcad.com/mm_programs.htm
forse fa al caso tuo, non l'ho ancora provato.

--
Ciao Giovanni Anzani


Giovanni Anzani

unread,
Sep 10, 2000, 3:57:14 AM9/10/00
to
Scusate.
Andavo di fretta ed ho letto G.P. solo off-line.

Caro JACOPO,
Ti esorto a riflettere su quanto postato da G.P. riguardo al rilievo.
Non sono in grado di fornirti argomentazioni altrettanto valide,
ma condivido cio' che dice.
Provero' a farti un esempio che forse non centra nulla:
Come saprai i mobili si tarlano, ho visto ditte che producono mobili
tarlati in fabbrica, l'idea e' che l'illusione di un mobile finto-tarlato
in certi ambienti stia meglio, a me non sembra un operazione corretta.
Secondo me tu fai qualcosa di simile, vuoi illudere di aver rilevato tutte
le micro asperita', quando nel tuo rilievo in effetti quei dati non ci sono;
inoltre e' un dato che ti e' utile?
Il rilievo e' un operazione critica (nel senso che devi saper criticare),
devi metterci del tuo, devi selezionare i dati che ti interessano e
rappresentarli in un disegno che non sara' quindi esaustivo,
se necessario produrrai anzi tavole separate (tematiche), che
rappresentino separatamente fatti diversi.
Quando feci restauro raddrizzai delle foto e tentai in vario modo
di vettorializzarle, volevo ottenere cio' che tu vuoi oggi, ebbi
la fortuna di incontrare una prof. di restauro che seppe farmi
capire cio' che malamente ho provato a spiegarti.
In breve non e' una scimmia o una macchina a rilevare,
ma una persona che deve farsi guidare dal suo senso critico
e non rappresentare l'oggetto, ma la sua idea, o le sue idee
dell'oggetto.
In pratica cio' che vorresti presentare in tesi potrebbe
finirebbe per penalizzarti se in commissione c'e' chi la pensa
come ho malamente provato a dirti; quanto meno preparati una
replica ad una critica di tal genere.

Questo secondo me.
Se non sono indiscreto in quale facolta' ti laurei?

Quanto al lisp ci puoi fare cio' che vuoi, ma si passa da
questioni culturali a questioni tecniche e qui saprei aiutarti
di piu', magari su NG it.comp.software.cad piu' consono
e pieno di lispisti.

--
Ciao Giovanni Anzani

Antonio Bonomi

unread,
Sep 10, 2000, 11:14:36 AM9/10/00
to

----------
Nell'articolo <8pffb9$i3c$1...@pegasus.tiscalinet.it>, "Giovanni Anzani"
<giova...@tiscalinet.it> è stato scritto:

> In pratica cio' che vorresti presentare in tesi potrebbe
> finirebbe per penalizzarti se in commissione c'e' chi la pensa
> come ho malamente provato a dirti; quanto meno preparati una
> replica ad una critica di tal genere.
>
> Questo secondo me.
> Se non sono indiscreto in quale facolta' ti laurei?
>
> Quanto al lisp ci puoi fare cio' che vuoi, ma si passa da
> questioni culturali a questioni tecniche e qui saprei aiutarti
> di piu', magari su NG it.comp.software.cad piu' consono
> e pieno di lispisti.
>
> --
> Ciao Giovanni Anzani

Ha ragione Giovanni Anzani, cercare di far fare al computer le "righe coi
peletti" e' possibile (esiste gia' un programma su Mac che lo fa), ma e'
cosa kitch e perdente.
Gia' nel lontano 1958, quando frequentavo Valle Giulia, era scontato che il
rilievo del restauro andava ripassato a pennino a mano libera, col tremulo
(non ho mai saputo se fosse una direttiva del cattedratico, un vezzo
introdotto da qualche assistente o una leggenda universitaria tramandata da
un anno all'altro dagli studenti).
Il mio collega Ettore, che era in ritardo con il disegno (erano decine di
metri di tavole delle mura di Viterbo) monto' sul tecnigrafo delle vecchie
righe di legno da scuola elementare, dopo averle sbattute sullo spigolo di
un tavolo per seghettarle e, col rapidograf ottenne un effetto randomico
eccellente. Io, Nino e Sergio, invece, a mano libera, decorammo tutte le
mura con cespuglietti di erba, rilevati dalle foto, ma costituite da
grovigli di scritte di insulti al professore e ai suoi assistenti.
Prendemo tutti dei bellissimi voti e non imparammo niente!
Perdonate la rievocazione delle goliardate, a un architetto-nonno?
Antonio

JACOPO

unread,
Sep 10, 2000, 1:05:51 PM9/10/00
to

Ciao G.P.(forse non ho letto il tuo nome),
il discorso che tu fai e' piu' che giusto,pero' secondo il mio modesto
avviso e' una delle realta' esistenti.L'oggetto,monumento,nel caso
specifico chiesa,potrebbe dover essere restaurato tra 100-150 anni.In questo
caso,il futuro restauratore potrebbe trovarsi oltre all'oggetto
restaurato,un progetto di restauro dei primi del 2000 con annesso un rilievo
:o un rilievo piu' rispondente alla realta' o meno.
Tra le risposte alla mia domanda iniziale c'e' Giovanni Anzani che porta un
esempio secondo me molto calzante :i mobili antichi sono tarlati tu
disegneresti i buchi dei tarli in un eventuale rilievo?La mia risposta e'
certamente si:con raziocinio!Non disegnerei il singolo buco ma magari un
agglomerato di buchi tale che se necessiti nel restauro una toppa di
legno,chi lo restaurera' dopo di me sara' certo del fatto che quella toppa
e' posta li perche' c'era quel problema e non un altro!!Cio' e' trasponibile
nel mio restauro, perche' se ho un bordo screpolato,e gia' so che in fase di
restauro copriro',il futuro resauratore capira' la mia scelta(giusta o
sbagliata) immediatamente.Una foto che potrei allegare al fascicolo del
restauro,per quanto in bolla e senza deformazioni non potra' fare
altrettanto.
So che le nostre sono due idee diverse e mi dispiace alquanto,perche' se
discordiamo su questo pensa su un progetto di restauro:purtroppo il restauro
non e',e forse non sara' mai scientifico!


JACOPO

unread,
Sep 10, 2000, 1:05:54 PM9/10/00
to

Ciao Giovanni,
"spero" entro poco di lurearni in architettura ,ti ringrazio per le
informazioni e se puoi dai un'occhiata alla risposta che dovrebbe arrivare
sul n.g. a G.P.
un saluto .Jacopo.


nordie

unread,
Sep 10, 2000, 1:21:46 PM9/10/00
to
Con il Cad2000 usa il comando SPLINE, prova e vedrai.


--
Posted from laguna.tiscalinet.it [195.130.224.86]
via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG

G.P.

unread,
Sep 10, 2000, 3:05:38 PM9/10/00
to
Ciao Jacopo,
nonostante il nome (io sono Giacomo) assai vicino, abbiamo visioni del restauro
assai lontane: non mi sorprende, ho sempre occasione di discussione con gli
architetti di Venezia!!

> Tra le risposte alla mia domanda iniziale c'e' Giovanni Anzani che porta un
> esempio secondo me molto calzante :i mobili antichi sono tarlati tu
> disegneresti i buchi dei tarli in un eventuale rilievo?La mia risposta e'
> certamente si:con raziocinio!

Il raziocinio di cui tu parli mi fa un po' sorridere : nemmeno se fossi
l'etologo Danilo Mainardi potrei indovinare la logica con cui un tarlo
aggredisce il legno, figuriamoci se si tratti dell'erosione eolica di una
pietra, o dell'alveolizzazione o del pitting...dovresti studiare teologia per
conoscere le volontà del Creatore. Dov'è la ratio?

> Non disegnerei il singolo buco ma magari un
> agglomerato di buchi tale che se necessiti nel restauro una toppa di
> legno,chi lo restaurera' dopo di me sara' certo del fatto che quella toppa
> e' posta li perche' c'era quel problema e non un altro!!Cio' e' trasponibile
> nel mio restauro, perche' se ho un bordo screpolato,e gia' so che in fase di
> restauro copriro',il futuro resauratore capira' la mia scelta(giusta o
> sbagliata) immediatamente.Una foto che potrei allegare al fascicolo del
> restauro,per quanto in bolla e senza deformazioni non potra' fare
> altrettanto.

Beh se parliamo di porzioni di una certa consistenza, allora siamo in presenza
di mancanze, che almeno per i materiali lapidei trova già codificazione in un
Normal di cui non ricordo il numero....ma la scala di un mobile è quella della
chiesa?? a me non sembra! Il tuo scurpolo è encomiabile, ma trovo che affronti
il problema con armi spuntate. Come diceva Giovanni Anzani, un progetto di
restauro si compone di una fase di costruzione del tuo modello dell'edificio,
che chiamiamo rilievo geometrico, e in una serie di elaborati che provengono
dalla stessa campagna di rilievo e che utilizzano il tuo modello grafico come
supporto, ossia il rilievo dei dissesti, degradi,..non mi pare un'operazione
corretta sovraccaricare di significati un elaborato di rilievo geometrico: quel
tuo disegno finirà in mano a degli operatori che non hanno la tua stessa cultura
e preparazione, è necessario che sia possibile la lettura a chiunque. In questa
fase la metafora del mobile mi pare scivolosa..passiamo al tuo bordo screpolato.
Nel tuo progetto di restauro, nella sezione degrado, metterai un retino, un
codice, un colore sul modello grafico della tua guscia o chissà cos'altro che
rimanda alla descrizione del fenomeno di degrado osservato in quel punto (che
sarà commisurato alla scala del tuo lavoro, alle tue possibilità di tempo e
denaro). Non dimentichiamo che questi elaborati serviranno al computo metrico
estimativo!
Quindi, se ho capito bene le tue intenzioni, produrre delle linee mosse a
tavolino non mi pare sia una scelta difendibile da nessun punto di vista, almeno
per la teoria.

>
> So che le nostre sono due idee diverse e mi dispiace alquanto,perche' se
> discordiamo su questo pensa su un progetto di restauro

Meno male: c'è il 50% delle possibilità che io o tu facciamo un buon restauro!

> :purtroppo il restauro
> non e',e forse non sara' mai scientifico!

Mi sembra un cedimento "romantico"! il restauro architettonico non può essere
considerato svincolato dalla scienza: dalle strumentazioni allo studio dei
fenomeni e dei rimedi , tutto passa per conoscenze scientifiche e tecnologie! Lo
diceva già L.B.Alberti a modo suo, quando usava la metafora del medico
restauratore e dell'edificio malato: la medicina è da sempre scienza-magia, non
è creazione artistica!


Trovo che il discorso sia molto interessante: si potrebbe aprire un n.g. solo su
questo!

Spero di non esserti sembrato troppo veemente: non c'è nulla di personale!

Buon lavoro ancora Jacopo,

Giacomo


Valerio Zona

unread,
Sep 10, 2000, 4:48:10 PM9/10/00
to

"JACOPO" <jar...@yahoo.com> ha scritto nel messaggio
news:PG2u5.28850$_U1.4...@news.infostrada.it...

Non so se fà al caso tuo il sistema che ho adottato ma in qualche caso potrà
servire.
Dovendo rilevare una chiesa - rudere - del XIII sec. ho fotografato i
prospetti con reflex su cavalletto, poi ho importato le voto nel cad e, una
volta ingrandite le foto (quasi) alla scala desiderata, ho ripassato con
spezzate gli elementi che mi interessavano (murature crollate, lesioni,
elmenti distaccati).
Il risultato, anche se il processo risulta lungo, è abbastanza buono.
- mi hanno suggerito in seguito, ma non ho avuto modo ne tempo per
verificarlo, di utilizzare lo stesso procedimento, ma su foto elaborate con
un programma di ritocco fotografico, trattando le foto con filtri che
lasciano solo i contorni degli oggetti.
Se ci provi, fammi sapere se il metodo è valido!


Simone Rossi

unread,
Sep 10, 2000, 5:24:42 PM9/10/00
to
Antonio Bonomi <ton...@iol.it> wrote:

> Ha ragione Giovanni Anzani, cercare di far fare al computer le "righe coi

> peletti" e' possibile (esiste gia' un programma su Mac che lo fa).....

Come si chiama?

Ciao

--
Simone Rossi

Federico Nardini

unread,
Sep 10, 2000, 8:19:13 PM9/10/00
to
Sono pienamente d'accordo con te, G.P. Purtroppo, però, ho dovuto assistere
a delle lezioni di restauro (Architettura a Firenze) dove il docente, dopo
aver indicato, in bibliografia, il codice Normal, si raccomandava di
imparare a scrivere a mano e non con... il normografo (inverno 2000) perché,
oltre a sveltire le operazioni, avrebbe reso il disegno più personale...
ecc, ecc, Non vedo come una linea falsamente irregolare possa rappresentare
meglio uno spigolo che una linea retta che, in quanto tale, tutti possono
identificare in una "scientifica" coordinata grafica. Purtroppo, ancora,
almeno ad architettura, vale il bel disegno, come dici tu "romantico", che
viene premiato assai più del progetto. Peccato.


JACOPO

unread,
Sep 12, 2000, 9:07:00 AM9/12/00
to
Ciao Giacomo,
c'e' un problema di fondo che forse abbiamo perso un po' di vista:l'8/9/2000
il giorno in cui ho spedito la prima mail al n.g.,io l'ho intitolata" 1:10
restauro:linee cad.".Con questo ho messo in evidenza che non sto parlando di
tavole 1:200,1:100,o addirittura 1:50 ,sto parlando di una scala che spesso
studenti alla fine del percorso universitario non hanno mai usato.Dobbiamo
considerare che in una scala in cui ,10 cm nella realtà sono nel disegno 1
cm,forse questo d'OVRA essere più realistico e meno critico di un disegno in
un altra scala.Se no che differenza c'e' tra le scale?Perche' si disegna lo
stesso edificio a piu' scale?che senso ha usare questo tipo di scala?

Un saluto,
buon tutto,
Jacopo.

G.P.

unread,
Sep 12, 2000, 1:21:19 PM9/12/00
to
Ciao Jacopo,
effettivamente abbiamo generalizzato il problema. é vero che una scala 1:10
richiede una puntualizzazione dei dettagli superiore, non ci sono dubbi.
Il principio per me rimane lo stesso però: è necessario compiere delle scelte
all'atto della misurazione. A me hanno insegnato, e credo che sia una cosa
buona, di produrre dei disegni che rispondono a quanto ho misurato. Tanto più
che è cosa auspicabile che in ogni lavoro di rilievo vengano messi in appendice
gli eidotipi.
Confermo tutte le peplessità precedentemente esposte. Considerami un potenzaile
controrelatore e prepara le risposte a questi interrogativi..

Buon lavoro,
Giacomo

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