Puoi usare il comnado schizzo, ma occupa moltissima memoria, usalo solo per
piccoli tratti, oppure (consigliato) devi fare delle polilinee che magari
passino per dei punti noti e con il comando editpl (pedit) dargli
l'attributo spline o curva.
P.S.: Non scrivere i tuoi messaggi tutti in maiuscolo (significa che stai
urlando!)
Ciao
> Puoi usare il comnado schizzo, ma occupa moltissima memoria, usalo solo per
> piccoli tratti, oppure (consigliato) devi fare delle polilinee che magari
> passino per dei punti noti e con il comando editpl (pedit) dargli
> l'attributo spline o curva.
Scusate ma a quale programma di CAD vi riferite per il comando schizzo?
Ciao
Simone.
Spero di non risultare troppo noioso!
Buon lavoro,
Ciaoo Giacomo
Si, puoi fare quasi cio' che vuoi.
Magari vieni su NG it.comp.software.cad sei piu' IT dila'
Prova intanto il lisp: Roughen.lsp
version 2k.0f converts a polyline or line into an irregularly zigzaggy
polyline.
lo trovi a: http://www.markcad.com/mm_programs.htm
forse fa al caso tuo, non l'ho ancora provato.
--
Ciao Giovanni Anzani
Caro JACOPO,
Ti esorto a riflettere su quanto postato da G.P. riguardo al rilievo.
Non sono in grado di fornirti argomentazioni altrettanto valide,
ma condivido cio' che dice.
Provero' a farti un esempio che forse non centra nulla:
Come saprai i mobili si tarlano, ho visto ditte che producono mobili
tarlati in fabbrica, l'idea e' che l'illusione di un mobile finto-tarlato
in certi ambienti stia meglio, a me non sembra un operazione corretta.
Secondo me tu fai qualcosa di simile, vuoi illudere di aver rilevato tutte
le micro asperita', quando nel tuo rilievo in effetti quei dati non ci sono;
inoltre e' un dato che ti e' utile?
Il rilievo e' un operazione critica (nel senso che devi saper criticare),
devi metterci del tuo, devi selezionare i dati che ti interessano e
rappresentarli in un disegno che non sara' quindi esaustivo,
se necessario produrrai anzi tavole separate (tematiche), che
rappresentino separatamente fatti diversi.
Quando feci restauro raddrizzai delle foto e tentai in vario modo
di vettorializzarle, volevo ottenere cio' che tu vuoi oggi, ebbi
la fortuna di incontrare una prof. di restauro che seppe farmi
capire cio' che malamente ho provato a spiegarti.
In breve non e' una scimmia o una macchina a rilevare,
ma una persona che deve farsi guidare dal suo senso critico
e non rappresentare l'oggetto, ma la sua idea, o le sue idee
dell'oggetto.
In pratica cio' che vorresti presentare in tesi potrebbe
finirebbe per penalizzarti se in commissione c'e' chi la pensa
come ho malamente provato a dirti; quanto meno preparati una
replica ad una critica di tal genere.
Questo secondo me.
Se non sono indiscreto in quale facolta' ti laurei?
Quanto al lisp ci puoi fare cio' che vuoi, ma si passa da
questioni culturali a questioni tecniche e qui saprei aiutarti
di piu', magari su NG it.comp.software.cad piu' consono
e pieno di lispisti.
--
Ciao Giovanni Anzani
----------
Nell'articolo <8pffb9$i3c$1...@pegasus.tiscalinet.it>, "Giovanni Anzani"
<giova...@tiscalinet.it> è stato scritto:
> In pratica cio' che vorresti presentare in tesi potrebbe
> finirebbe per penalizzarti se in commissione c'e' chi la pensa
> come ho malamente provato a dirti; quanto meno preparati una
> replica ad una critica di tal genere.
>
> Questo secondo me.
> Se non sono indiscreto in quale facolta' ti laurei?
>
> Quanto al lisp ci puoi fare cio' che vuoi, ma si passa da
> questioni culturali a questioni tecniche e qui saprei aiutarti
> di piu', magari su NG it.comp.software.cad piu' consono
> e pieno di lispisti.
>
> --
> Ciao Giovanni Anzani
Ha ragione Giovanni Anzani, cercare di far fare al computer le "righe coi
peletti" e' possibile (esiste gia' un programma su Mac che lo fa), ma e'
cosa kitch e perdente.
Gia' nel lontano 1958, quando frequentavo Valle Giulia, era scontato che il
rilievo del restauro andava ripassato a pennino a mano libera, col tremulo
(non ho mai saputo se fosse una direttiva del cattedratico, un vezzo
introdotto da qualche assistente o una leggenda universitaria tramandata da
un anno all'altro dagli studenti).
Il mio collega Ettore, che era in ritardo con il disegno (erano decine di
metri di tavole delle mura di Viterbo) monto' sul tecnigrafo delle vecchie
righe di legno da scuola elementare, dopo averle sbattute sullo spigolo di
un tavolo per seghettarle e, col rapidograf ottenne un effetto randomico
eccellente. Io, Nino e Sergio, invece, a mano libera, decorammo tutte le
mura con cespuglietti di erba, rilevati dalle foto, ma costituite da
grovigli di scritte di insulti al professore e ai suoi assistenti.
Prendemo tutti dei bellissimi voti e non imparammo niente!
Perdonate la rievocazione delle goliardate, a un architetto-nonno?
Antonio
--
Posted from laguna.tiscalinet.it [195.130.224.86]
via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
> Tra le risposte alla mia domanda iniziale c'e' Giovanni Anzani che porta un
> esempio secondo me molto calzante :i mobili antichi sono tarlati tu
> disegneresti i buchi dei tarli in un eventuale rilievo?La mia risposta e'
> certamente si:con raziocinio!
Il raziocinio di cui tu parli mi fa un po' sorridere : nemmeno se fossi
l'etologo Danilo Mainardi potrei indovinare la logica con cui un tarlo
aggredisce il legno, figuriamoci se si tratti dell'erosione eolica di una
pietra, o dell'alveolizzazione o del pitting...dovresti studiare teologia per
conoscere le volontà del Creatore. Dov'è la ratio?
> Non disegnerei il singolo buco ma magari un
> agglomerato di buchi tale che se necessiti nel restauro una toppa di
> legno,chi lo restaurera' dopo di me sara' certo del fatto che quella toppa
> e' posta li perche' c'era quel problema e non un altro!!Cio' e' trasponibile
> nel mio restauro, perche' se ho un bordo screpolato,e gia' so che in fase di
> restauro copriro',il futuro resauratore capira' la mia scelta(giusta o
> sbagliata) immediatamente.Una foto che potrei allegare al fascicolo del
> restauro,per quanto in bolla e senza deformazioni non potra' fare
> altrettanto.
Beh se parliamo di porzioni di una certa consistenza, allora siamo in presenza
di mancanze, che almeno per i materiali lapidei trova già codificazione in un
Normal di cui non ricordo il numero....ma la scala di un mobile è quella della
chiesa?? a me non sembra! Il tuo scurpolo è encomiabile, ma trovo che affronti
il problema con armi spuntate. Come diceva Giovanni Anzani, un progetto di
restauro si compone di una fase di costruzione del tuo modello dell'edificio,
che chiamiamo rilievo geometrico, e in una serie di elaborati che provengono
dalla stessa campagna di rilievo e che utilizzano il tuo modello grafico come
supporto, ossia il rilievo dei dissesti, degradi,..non mi pare un'operazione
corretta sovraccaricare di significati un elaborato di rilievo geometrico: quel
tuo disegno finirà in mano a degli operatori che non hanno la tua stessa cultura
e preparazione, è necessario che sia possibile la lettura a chiunque. In questa
fase la metafora del mobile mi pare scivolosa..passiamo al tuo bordo screpolato.
Nel tuo progetto di restauro, nella sezione degrado, metterai un retino, un
codice, un colore sul modello grafico della tua guscia o chissà cos'altro che
rimanda alla descrizione del fenomeno di degrado osservato in quel punto (che
sarà commisurato alla scala del tuo lavoro, alle tue possibilità di tempo e
denaro). Non dimentichiamo che questi elaborati serviranno al computo metrico
estimativo!
Quindi, se ho capito bene le tue intenzioni, produrre delle linee mosse a
tavolino non mi pare sia una scelta difendibile da nessun punto di vista, almeno
per la teoria.
>
> So che le nostre sono due idee diverse e mi dispiace alquanto,perche' se
> discordiamo su questo pensa su un progetto di restauro
Meno male: c'è il 50% delle possibilità che io o tu facciamo un buon restauro!
> :purtroppo il restauro
> non e',e forse non sara' mai scientifico!
Mi sembra un cedimento "romantico"! il restauro architettonico non può essere
considerato svincolato dalla scienza: dalle strumentazioni allo studio dei
fenomeni e dei rimedi , tutto passa per conoscenze scientifiche e tecnologie! Lo
diceva già L.B.Alberti a modo suo, quando usava la metafora del medico
restauratore e dell'edificio malato: la medicina è da sempre scienza-magia, non
è creazione artistica!
Trovo che il discorso sia molto interessante: si potrebbe aprire un n.g. solo su
questo!
Spero di non esserti sembrato troppo veemente: non c'è nulla di personale!
Buon lavoro ancora Jacopo,
Giacomo
Non so se fà al caso tuo il sistema che ho adottato ma in qualche caso potrà
servire.
Dovendo rilevare una chiesa - rudere - del XIII sec. ho fotografato i
prospetti con reflex su cavalletto, poi ho importato le voto nel cad e, una
volta ingrandite le foto (quasi) alla scala desiderata, ho ripassato con
spezzate gli elementi che mi interessavano (murature crollate, lesioni,
elmenti distaccati).
Il risultato, anche se il processo risulta lungo, è abbastanza buono.
- mi hanno suggerito in seguito, ma non ho avuto modo ne tempo per
verificarlo, di utilizzare lo stesso procedimento, ma su foto elaborate con
un programma di ritocco fotografico, trattando le foto con filtri che
lasciano solo i contorni degli oggetti.
Se ci provi, fammi sapere se il metodo è valido!
> Ha ragione Giovanni Anzani, cercare di far fare al computer le "righe coi
> peletti" e' possibile (esiste gia' un programma su Mac che lo fa).....
Come si chiama?
Ciao
--
Simone Rossi
Un saluto,
buon tutto,
Jacopo.
Buon lavoro,
Giacomo