> Vi scrivo per segnalarvi un episodio che mi accaduto in questi giorni e mi
> lascia molto perplesso.
...
> Ma resta il nocciolo della questione: non mi aspettavo assolutamente che
> potessero esserci problemi così marcati di compatibilità em con i
> fonometri! Possibile che strumenti così costosi siano così vulnerabili?!?
> E chissà quante volte potrebbe capitare di falsare delle misure (magari in
> maniera non così evidente) solo perchè, inconsapevolmente, siamo vicini ad
> una sorgente em...
> Immaginate se fossimo all'interno di un'abitazione, o di un albergo,
> proprio sopra una cabina MT/BT al piano sottostante: probabilmente non ci
> verrebbe neanche il sospetto che c'è un problema di compatibilità em che
> ci sta falsando la misura...
> Che ne pensate? Avete avuto esperienze simili?
Ciao Luca,
interessantissimo caso, da sviluppare e proporre a un convegno AIA!
La questione dovrebbe riguardare la capsula microfonica che come ben sai
sfrutta il fenomeno dell'induzione elettromagnetica (nel nostro caso le
variazioni di capacità del condensatore), pertanto da sempre i microfoni
sono sensibili ai campi elettromagnetici. Quindi non c'entra la qualità
dello strumento ma il suo funzionamento intrinseco. Sapevo di questo aspetto
perché un conoscente che si occupa di EMC (ha anche un sala di prova
interrata) una volta tentò di fare le 2 misure (EMC e rumore) in
contemporanea con un risultato disastroso. Idem può capitare con emissioni
di vapore importanti (generatori di vapore che emettono in ambiente chiuso).
Poi nella pratica, se non si fanno misure come le tue difficilmente si
dovrebbero avere problemi con le macchine e attrezzature presenti nei posti
di lavoro o negli ambienti di vita (ecco perché è importante il tempo di
osservazione). Se si hanno dubbi sul corretto funzionamento del microfono
occorre osservare il grafico della risposta in frequenza (Lin) che dovrebbe
avere delle variazioni sulle alte frequenze (eccessivamente amplificate o
sottostimate). Quando importanti, nelle misure ambientali uso la tecnica dei
2 fonometri, uno vicino alla fonte e uno a 50/100 metri di distanza dal
primo. Poi li rapporto tra loro calcolando le attenuazioni e quindi mi
assicuro che non vi siano errori strumentali o di misura.