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Appello di Marcello Veneziani

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Rafmi...@libero.it

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Jun 11, 2012, 1:52:17 PM6/11/12
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Appello di Marcello Veneziani


Appello di Marcello Veneziani

Rivolgo questo appello esplicitamente, anche se non esclusivamente, a chi
proviene da destra. Un appello personale, di cui mi assumo intera la
responsabilit�, non concordato con nessuno. Mi rivolgo a chi proviene da
Alleanza nazionale, dal vecchio Msi, dalle esperienze varie e anche non
politiche di destra nazionale, sociale e i non allineati. E mi rivolgo
apertamente e direttamente a chi attualmente esprime su posizioni diverse il
desiderio di ricominciare daccapo. Dico dunque alla componente destra del
Popolo delle Libert�, dico alla Destra di Storace, dico a Futuro e Libert�,
dico alla galassia di nascenti movimenti, come gli azzeratori di Giorgia
Meloni, i patrioti di Elena Donazzan, RinascItalia di Elisabetta Foschi, e
tutti coloro che in questo momento stanno dando vita a esperimenti,
incontri, tentativi di ripartire.
Senza escludere la galassia giovanile dispersa o ritrovatasi in comunit� e
circoli, case e movimenti. Infine considero chi, come me, viene dalla destra
sfusa, pensa da anni in libert� e in solitudine, o non � impegnato in
nessuna realt� vagamente politica. � ora di ricostruire un soggetto civile,
prima che politico e culturale. � ora che si torni ad Itaca, come scrive in
un appello che sottoscrivo, Renato Besana. � ora che si tenti, dico almeno
si tenti, di ritrovare un motivo comune per rilanciare l'iniziativa
politica.
Accogliamo come dato di fatto il disarmo bilaterale: Berlusconi e Fini
costituiscono inevitabilmente un ciclo concluso. La loro parabola di leader
� finita, differiscono i nostri giudizi su di loro, ma non possono essere
pi� motivo n� di unione n� di divisione. Si deve fare un passo oltre. Si
chiede un passo indietro anche a coloro che hanno rappresentato in questi
vent'anni la destra e si selezionino giovani, donne e outsider per
costituire il nucleo costituente. Non volevamo morire democristiani, ma non
ci piace nemmeno finire grillini o montezemoliani. Si pu� agire all'interno
del quadro bipolare, dunque collocandosi sul versante alternativo alla
sinistra, ma occorre recuperare una propria linea d'azione e di pensiero.
Anche perch� nel paese esiste, come dimostra la nostra storia e il presente
nel resto d'Europa, un'area che oscilla tra il dieci e il venti per cento,
che aspetta un discorso serio di rinascita italiana.
La Lega � ormai semidistrutta, il Pdl � dimezzato nei consensi e spappolato
nelle sue interne spinte centrifughe, Futuro e Libert� vive con disagio all'ombra
di Casini che peraltro gioca in autonomia e dichiara concluso il Terzo polo.
Sintetizzando in una boutade sostengo che il Pdl, per accrescere l'offerta
politica, deve spacchettarsi in P, D e L, ovvero Popolari, Destra e
Liberali. C'� un potenziale bacino di consensi per chi con tempismo e
attraverso volti e temi giusti riesce a interpretare il disagio presente, la
voglia di futuro ma anche la memoria storica. Come mi � capitato di dire e
di scrivere, � il momento giusto, per far nascere un'Altra Storia. Un
movimento rigoroso e forte, duttile ai fianchi ma duro al centro, onesto e
animato da passione civile, etica e ideale, un amor patrio di quelli che non
odorano di stucco e rimmel ma vero e severo, che fa tornare il gusto della
politica. Stavolta non si lascia il monopolio dell'etica alla retorica
partigiana della sinistra, non si lascia l'esclusiva della sobriet� ai
tecnici, non si lascia ai giudici stabilire l'onest�, non si lascia la
rabbia popolare ai grillini. Si fa sul serio. Si chiamano i migliori, si
usano i tecnici per raddrizzar la barca ma senza dar loro il comando: devono
risponderne, e non alle banche o ai poteri esteri ma alla politica e al
popolo italiano. Il primo atto � la selezione, la cerca dei dieci, e dai
dieci dei cento e dai cento dei mille, per costituire una nuova �lite, con
fresche energie, scegliendo il meglio che c'� nel paese; il minimo
indispensabile tra chi c'era prima, gli altri a casa o in fila senza
priorit� d'imbarco. E poi un programma essenziale e popolare in una decina
di punti per rilanciare su basi effettive una nuova rivoluzione
conservatrice italiana, conservatrice sul piano dei principi e dei beni,
rivoluzionaria sul piano delle innovazioni pubbliche e sociali. L'alternativa
� fingere che nulla sia accaduto, accodarsi ai vecchi capi, assistere inermi
alla scomparsa, affondare indecorosamente per non osare. C'� un'estate
intera per fondare il nuovo o finire nel nulla. Chi mi legge sa quanto sia
lontano ormai da anni, dalla politica; ma, senza mutare indirizzo e
soprattutto indole, � tempo di innescare un movimento vitale come quello che
sorse, giusto vent'anni fa, con L'Italia settimanale, che fu battistrada di
molti eventi e coalizioni. Deponete i rancori, incontratevi, cercate la
linea comune. Da soli non ce la fate, andrete al rimorchio se non al
guinzaglio o finite fuori dal gioco. Abbiate il coraggio di sacrificare
qualcosa e qualcuno per far nascere un vero soggetto politico, in grado di
splendere da solo e di allearsi ma in funzione trainante e non passiva,
capace di egemonizzare e non di accodarsi. Lo dico per l'Italia, per noi e
per chi ha nostalgia del futuro.
SABATO 9 GIUGNO 2012 21:21:00


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