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[FuoriOrario] - Programmazione 29 Settembre / 5 Ottobre

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Magus

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Sep 23, 2013, 2:00:54 PM9/23/13
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Locandine della settimana dal 29 settembreal 5 ottobre 2013

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Francia Fumarola Giorgini Melani
Turigliatto



presenta



Domenica 29 settembre 2013 RAI 3
dalle 1.25-6.00 (275')

MILLE VOLTE UNA SOLA VOLTA

(1)

a cura di Lorenzo Esposito

con i film

AL DI LÀ DEGLI ANNI (BEYOND THE YEARS) 104'

(Cheon nyeon hak, Sud Corea, 2007, col., v.o. sott. it.)

Regia: Im Kwon-taek

Interpreti: Hyeon-jae Jo; Jung-hae Oh; Seung-eun Oh; Seung-jong Ryoo

Yubong Yong, un cantante di pansori, arte musicale tradizionale fatta con
voce e rtamburo, adotta separatamente due giovani, Dong-ho e Song-hwa, per
farne una coppia di successo. I due crescono come fratello e sorella ma
Dong-ho si innamora di Song-hwa, soffre per il fatto che è la propria
sorella e combatte continuamente contro le ossessioni del padre di avere in
famiglia un artista di successo. Allora Dong-ho se ne va di casa continuando
comunque a provare gli stessi sentimenti per Song-hwa e allo stesso tempo a
migliorare le sue abilità di batterista che ben si accompagnerebbero con le
doti vocali della sorella. Centesimo film di Im Kwon-taek, cineasta
eccezionale quanto poco conosciuto.

LIFELINE (ALUMBRAMIENTO) 13'
v.o. sott.

episodio di DIECI MINUTI PIÙ VECCHIO : IL TROMBETTISTA

(Ten Minutes Older : The Trumpet, Spagna/Germania/UK/Usa/Cina/Finlandia,
2002, col.)

Regia: Victor Erice

Spagna 1940, anno di nascita del regista, è l'ambientazione del segmento di
Victor Erice per il film collettivo Ten Minutes Older. Immagini dense, in
bianco e nero, si rincorrono lente e rimandano a spazi in cui la lotta per
la vita e l'immanenza della morte ci guardano con sguardi familiari
attraverso foreste di simboli.

VITA
7'

(Kiank ou zizn', Armenia, 1993, col)

Regia: Artavadz Pelesjan

Una donna e la nascita di un bambino. Per Pelesjan è il seguito di Fine del
1992.

SOGNI DI DONNA 83'

(Kvinnodröm, Svezia, 1955, b/n)

Regia: Ingmar Bergman

Con: Eva Dahlbeck, Harriet Handersson, Gunnar Björnstrand, Ulf Palme

Due amiche si inoltrano quasi al buio in avventure con uomini sposati, ma
senza trovare la luce giusta e, ancora cieche, tornano dai rispettivi
fidanzati. Bergman finge di indagare la crisi di coppia per svelare il volto
opaco e amaro della giovinezza.





Lunedì 30 settembre 2013 - RAI 3 - dalle 01.05 alle 3.00 (115')

MILLE VOLTE UNA SOLA VOLTA

(2)

a cura di Lorenzo Esposito

con il film

AGE IS. PrimavisioneTV dur. 74'
ca. v.o. sott. it.

(Id. Gran Bretagna, 2012, col)

Regia: Stephen Dwoskin

Con: Antoine Barraud, Gilles Benardeau, Françoise Bridel, Tonino De
Bernardi, Mary Dickinson, Michele Fuirer, Rachel Garfield, Samantha Granger,
Alexis Kavershine, Anthéa Kennedy, S. Louis, Valérie Massadian, Mel
Massadian, Leo Mingrone, Arnold Schmidt, Tatia Shaburishvili, Ian Wiblin

In prima visione TV l'ultimo film di Stephen Dwoskin. Il film con cui ci
lascia, Age Is., a partire dalla longevità dei protagonisti (la vita anziana
di amici, familiari, conoscenti, di Dwoskin stesso), ricava una lunghezza
parallela, una musicalità, una spazialità, che scivolano nel salto liquido
da un volto a un gesto, da un tratto atmosferico a un incanalarsi di acque,
da un dettagliarsi a uno spalancarsi del mondo. L'immagine diventa il corso
misterioso di un avvicinamento insieme felpato e lucidissimo, fino quasi a
volersi vedere siderata, accecata dal nulla che potrebbe significare la vita
una volta che le si voglia addebitare un'età. Dunque la tessitura è interna,
ma scava abissi, accumula bagliori, intarsia ombre, rinvenendo forse la
fibra inimmaginabile della fisica spettrale che impasta le immagini. Tutto
sembra colare compatto in un distillato, che però non è solo condensazione,
ma anche tracciato elettrico che segnala i punti di sutura, le zone oltre i
margini, le accensioni interne. Forse la vita, anche la più dolorosa, è
solo una pausa prima della soglia successiva.

"C'è stato un tempo in cui le persone anziane avevano un certo valore, erano
rispettate per la loro saggezza e conoscenza. In una fase iniziale della
preparazione di questo progetto ho pensato agli indiani d'America, a quei
volti che secondo me diventano pergamena, a quelle rughe che raccontano
tante storie. La loro bellezza da sola annulla il concetto di vecchiaia. Nel
vedere queste persone, a colpirmi è il valore inestimabile di ciò che quegli
occhi hanno visto, di ciò che quelle mani hanno toccato. L'innocenza per me
non è mai stata interessante. Sono sempre stato maggiormente coinvolto dalla
pienezza, dalla complessità e ambiguità dell'essere" (S. Dwoskin)





Martedi 1 ottobre 2013 RAI3 dalle 1.55
alle 2.20 (25')

EVELINE

Mercoledi 2 ottobre 2013 RAI3 dalle
1.40 alle 2.00 (20')

VENTI ANNI PRIMA

a cura di Ciro Giorgini

Giovedi 3 ottobre 2013 RAI3 dalle 1.55
alle 2.00 (5')

CINICO TV





Venerdì 4 ottobre RAI 3 dalle 1.55 alle 7.00 (305')

(DAL CINEMA DI FRANCO BROCANI)

I CRETINI CHE HANNO VISTO IL CINEMA

(1)

a cura di Roberto Turigliatto

con i film

SCHIFANOSAURUS REX prima visione TV

(Italia, 2008, col., 76'06")

regia, soggetto e sceneggiatura: Franco Brocani;

fotografia: Franco Lecca; musica: Andrea Monti;

montaggio: Ivan Varrani

Un omaggio a Mario Schifano nel decennale della morte. Un film che rimanda
nel titolo alla feroce voracità del tirannosauro, con cui l'autore ha voluto
metaforizzare l'amico artista per divorare lo schema stantio e scolastico
del consueto documentario d'arte, per sperimentare una forma assai più
consona alle modalità del gesto creativo della pittura moderna - tra l'altro
assolutamente dissimili da quelle proprie di Schifano artista. Un
"allestimento" nei modi del cinema realistico ed immaginario, dove Schifano
quasi perde "il peso materiale" modellatosi attraverso il suo concreto modo
di essere artista e diventa un semplice "nome impersonale", quasi un
"riferimento territoriale" nel dominio incontestabile dell'Arte. «In
Schifanosaurus di Schifano si vede solo "una parte": lo sguardo rivendica la
propria assoluta soggettività, la bidimensionalità determinata solo dalla
linea retta che unisce Brocani a Schifano. Nel film, legato a doppio filo
con la intera filmografia di Brocani, i pensieri e l'opera del pittore si
intrecciano al flusso libero delle associazioni e delle immagini in una
"istallazione filmica" di unità scheggiate, con la voce fuori campo a
recitare le parole di testi di teoria dell'arte - in apertura e in chiusura
quelli di Blanchot - miranti ad affrontare i nodi capitali della ricerca di
Schifano, comuni a quelli dell'amico regista: il problema del senso
dell'essere
artista, l'interrogativo dell'individuo creatore che si chiede, ci chiede
"l'arte
è ancora qualcosa di possibile?"» (Susanna Paissan)

THE CHELSEA GIRLS / LE RAGAZZE DI CHELSEA

(USA, 1966, b/n e col, 195'18", v.o. sott. it.)

Regia: Andy Warhol

Con Nico, Ondine, Mary Woronov, Brigid Berlin, Ingrid Superstar

Girato in gran parte nel Chelsea Hotel newyorchese, il piu' leggendario dei
film di Warhol. Sullo schermo sinistro scorrono sei episodi, sul destro gli
altri sei. Ogni segmento e' un piano-sequenza di circa mezz'ora, che vediamo
accoppiato ad un altro sullo schermo diviso a meta'. Personaggi della
"factory" warholiana recitano se stessi come se vivessero in tante stanze di
un albergo: chiacchierano, litigano, fanno uso di droghe, evocano il
Vietnam. Nell'ultimo segmento, con Nico, la musica dei Velvet Undeground.





Sabato 5 ottobre RAI 3 dalle 1.45 alle 7.00 (315')

(DAL CINEMA DI FRANCO BROCANI)

I CRETINI CHE HANNO VISTO IL CINEMA

(2)

a cura di Roberto Turigliatto

con i film

SEGNALE DA UN PIANETA IN VIA DI ESTINZIONE prima visione TV

(Italia, 1972, b/n, 1972, 11'16'')

Regia: Franco Brocani

Cortometraggio fantascientifico, ambientato nel 1997. Da una situazione
iniziale di normalità si giunge, nel corso del film, ad una degenerazione
fisica e morale in cui il pianeta e i suoi abitanti perdono la loro parvenza
di realtà per divenire relitti, ombre, morti. La struttura ricorda quella di
La jetée. Ad immagini tratte da suoi precedenti cortometraggi (Lo specchio a
forma di gabbia, Il centauro) Brocani alterna fotografie di Michelangelo
Giuliani (Lucca film festival)

NECROPOLIS

(Italia, 1970, col., 118'20")

Regia: Franco Brocani

Con: Tina Aumont, Viva Auder, Pierre Clementi, Carmelo Bene, Bruno
Corazzari, Paul Fabara

Capolavoro dell'avanguardia romana e italiana tra gli anni Sessanta e
Settanta, coevo di Schifano Bene Grifi e altri grandi cineasti artisti,
Necropolis è il primo lungometraggio di Franco Brocani, già protagonista del
film di Schifano Trapianto consunzione e morte di Franco Brocani e autore in
proprio di cortometraggi. Girato interamente in studio (il teatro n.5 di
Cinecittà reso famoso da Fellini), Necropolis è città dei morti, labirinto
e luogo di eccesso morale. Costruito secondo una struttura a grandi blocchi,
non narrativa, il film è un mosaico di lingue, una galleria di personaggi
archetipi della storia e del miti (Attila, Frankenstein, Montezuma, la
Contessa Sanguinaria, il Diavolo) che si alternano agli interpreti nei
panni di se stessi. Attori lasciati liberi nell'improvvisazione e dialoghi
su sesso, rivoluzione, follia, religione, magia. «La particolare struttura
alveolare e ripetitiva (non "frammentaria", a mio avviso, o almeno nelle
intenzioni) fa sì che ogni piccola sezione del film contenga tutto il film e
che partendo da un'idea molto astratta, molto intellettuale, si arrivi a
qualcosa di molto semplice e di molto "naturale" (.) Credo che Necropolis e
Umano non umano di Schifano siano due film molto diversi nonostante qualche
evidente punto di contatto. (.) Umano non umano è un film estatico e
feticistico, mentre Necropolis è piuttosto visionario e narcisistico»
(Franco Brocani).

LA GAIA SCIENZA

(Le Gai savoir, Francia / RFT, 1968, col., 95'')

Regia: Jean-Luc Godard

Con : Juliet Berto, Jean-Pierre Léaud

Girato interamente negli studi di Joinville tra il dicembre 1967 e il
gennaio 1968, Rifiutato dalla televisione francese, che lo aveva
commissionato, verrà presentato soltanto l'anno dopo, al festival di
Berlino. Liberamente ispirato a Émile di Jean-Jacques Rousseau.

Lui, Émile Rousseau, studente, è stato colpito da un proiettile sparato da
un reparto di paracadutisti, ma salvato da una copia dei "Cahiers du Cinéma"
che teneva sotto la giacca e gli ha fatto da scudo; lei, Patricia, "figlia
di Patrice Lumumba e della Rivoluzione Culturale", è stata operaia nelle
officine Citroën, ma ne è stata cacciata. Decidono di ripartire da zero, e
nella "scatola nera" dello studio iniziano un processo di apprendimento per
capire meglio due o tre cose del mondo e di se stessi, delle immagini e dei
suoni. ""Prima di essere un film politico, La gaia scienza è un film di
grande dolcezza, uno dei più emozionanti di tutta l'opera di Godard, un film
sulla fragilità" (Alain Bergala).

HOMELETTE FOR HAMLET - operetta inqualificabile da J. Laforgue

(Italia, 1987, col., 62'05")

Regia: : Carmelo Bene

Con: Carmelo Bene, Ugo Trama, Marina Polla de Luca, Achile Brugnoni,
Vladimiro Walman, Stefania De Santis

Fuori Orario presenta la ripresa televisiva di Homelette for Hamlet, una
delle ultime perlustrazioni di C.B. tra Amleto e Laforgue (precede Hamlet
suite), forse la più dissacrante e ironica. L'operetta debutta a Bari nel
1987, al centro della messa in scena, colorizzata elettronicamente, troviamo
sempre Hamlet, circondato da angeli barocchi-berniniani (a colloquio anche
con la beta Ludovica Albertoni), ispirato dai surrealisti francesi e dal
poeta Jules Laforgue. Un altro Amleto ennesimo tassello della sua
costruzione maniacale - da vivente - come un estremo satrapo orientale che
sur-ride l'occidente (.) un vero e proprio mausoleo, dell'opera registrata
in forma di monumento sepolcrale(...). in cui il teatro incontra il suo
doppio ma lo è, in cui non solo il "frame" della scena o della parola si
tende fino a rompersi ma è la nostra cornice soggettiva, tutto il resto del
mondo, fino a (s)confessarsi come limite e a cadere, a ritrovarsi perduto
sulla strada più precisa e indicata. (e.gh.)

LA MASCHERA DEL MINOTAURO

(Italia 1971, b/n, 11'16")

Regia: Franco Brocani

Produzione: Corona Cinematografica

Da un famoso racconto del grande scrittore argentino Jorge L. Borges una
libera interpretazione del classico mito: il Labirinto e il suo solitario
abitatore. Il Minotauro immortale inventa il mondo in attesa di venire
liberato dal suo uccisore, Teseo. F.C. la sua voce recita il breve racconto.
Fa parte, insieme a Insaziabilità e Shanfara, di quei cortometraggi che
Bròcani girò nella galleria d'arte GAP del compagno Fileccia. Con in dosso
la maschera di King Kong, utilizzata in Necropolis, e il cappotto del set di
Trapianto, consunzione e morte di Franco Brocani, che Schifano gli aveva
donato come compenso per la sua interpretazione, Bròcani gira fra i corridoi
dello spazio espositivo svolgendo un gomitolo di filo. Scene di questo
cortometraggio andranno a formare i film Voci da un pianeta in estinzione e
Schifanosaurus rex. (Lucca film festival)




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