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Due parole su Dick - aspetto commenti

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Poole

unread,
Jan 17, 2006, 7:01:04 PM1/17/06
to
Ho letto molto "Horselover Fat"e credo che definirlo solo uno scrittore
di SF sia quanto meno riduttivo. Tra l'altro, lui stesso, non amava che
venisse in tal modo considerato.
Amo particolarmente "Labirinto di morte" e "La formica elettrica". Non
so se la trasposizione cinematografica di "Rapporto di minoranza" lo
avrebbe fatto felice.
Ci sono a mio avviso molti racconti che andrebbero senz'altro riletti...

Eliogabalo

unread,
Jan 20, 2006, 5:06:43 AM1/20/06
to

"Poole" ha detto sagge parole:

Quoto e confermo tutto. Io aspetto il film "a scanner darkly" per vedere se
riesce a rendere almeno in buona parte il racconto "un oscuro scrutare" di
Dick. Tutti i film passati sono stati dei buoni o ottimi film, ma ben
distanti da quanto espresso da Dick nei romanzi. Forse perchè nel cinema
"bestseller" non c'è spazio per emozioni e sentimenti, ma solo per effetti
speciali e divi di hollywood...
Io non ho mai considerato Dick uno scrittore di fantascienza: è un genio che
è riuscito a trasmettere storie, trame, sensazioni, odori, temperature,
situazioni, ai lettori più "recettivi".
L'ho già detto più volte: per me leggere i suoi libri è come assistere ad
uno spettacolo teatrale potendo muovermi liberamente per il teatro: da
dietro le quinte, dalla platea, dalle gallerie, da qualsiasi punto di vista.
E gli attori recitano quanto e quando voglio (posso rileggere il testo
"spostando" il mio punto di vista ogni volta). Quando il protagonista
attraversa lande desolate dell'America anni '50 mi sembra di sentire il
rumore del potente motore, l'odore di erba essiccata al sole, mi pare di
poter sentire il caldo passare dalla lamiera del tetto.
E non mi accade con nessun altro scrittore.
Eliogabalo.


Poole

unread,
Jan 21, 2006, 5:06:50 PM1/21/06
to
Non dirò certo qualcosa di nuovo ma ci sono stati film che, pur non
essendo tratti da scritti di Dick, ne hanno senza dubbio rappresentato
meglio la sensibilità.
Come non pensare a Ragle Gumm di "Time out of joint" guardando l'ottima
pellicola ( a mio avviso) "Tha Truman show". Penso anche a film come
"L'uomo senza sonno" e alla domanda che ha caratterizzato la vita di
Phil: "Cosa è reale e cosa non lo è?". Sono d'accordo sulla continua
rilettura dei suoi testi...certo "Ubix" e lo stesso "Do androids..."
non esauriscono la loro straordinarietà neppure dopo diverse letture.
Quando mi riferisco però alla rilettura di alcuni racconti mi
riferisco anche a quelli poco conosciuti, che nello spazio di poche
pagine racchiudono tensioni/invenzioni difficilmente riscontrabili in
altri autori.
Che dire infatti di vere e proprie gemme come "La cosa padre" e "Non
saremo noi" per citarne soltanto due. L'elenco potrebbe
continuare...chissà quante altre sorprese ci riserba ancora se solo le
vogliamo vedere. Mi viene in mente la seconda legge della "futurica"
coniata dal buon Asimov: "Rifletti sull'ovvio, perchè pochi lo vedono".

Donzauker

unread,
Jan 22, 2006, 9:51:39 AM1/22/06
to

"Poole" <fabr...@inwind.it> ha scritto nel messaggio
news:1137881210.2...@z14g2000cwz.googlegroups.com...

Sono d'accordo con te, ci sono stati dei film che hanno avvicinato le
tematiche di Dick meglio dei film tratti da suoi racconti, come non pensare
a "waking life" e devo dire anche il sottovalutato "the eternal sunshine of
the spotlees mind" conosciuto in italia con lo stupido titolo "se mi lasci
ti cancello". Anche Truman Show mi ha subito ricordato Tempo fuor di sesto.
Questo č sintomatico della grandezza di Phil e della sua scrittura che
secondo me rompe gli schemi rigidi dei Generi.
Per il discorso sui libri meno consociuti, sono stato colpito da "i
simulacri" l'ho trovato davvero stupendo uno dei piů belli che ho letto!!


Angel

unread,
Jan 23, 2006, 4:43:03 AM1/23/06
to
C'è da dire comunque che Dick si trovava molto daccordo sul fatto che i film
dovessero comunque essere diversi dal libro, ho letto varie cose sull'idea
di dick nei riguradi dei film, ad esempio per quello che ha potuto vedere di
blade runner era molto soddisfatto del film anche se non rispecchiava
perfettamente il libro.

ciao


Poole

unread,
Jan 23, 2006, 8:14:21 AM1/23/06
to
In effetti le anteprime di "Blade runner" non erano dispiaciute a Phil,
anch'io ho letto qualcosa a proposito. Credo comunque, ma anche questa
è una mia personale ipotesi, che sia poco adatta al "sentire" del
nostro, l'eccessiva spettacolarizzazione delle produzioni
holliwoodiane. in "Ubix" mette sotto accusa, in maniera direi geniale,
la prepotenza delle merci e della loro ossessiva promozione a scapito
dell'uomo. I suoi personaggi sono quasi sempre antieroi fragili e per
questo oltremodo umani. Ognuno di loro cerca però in qualche modo di
reagire, di capire, e spesso viene stritolato dalle conseguenze. Ragle
Gumm scappa dal mondo prigione nel quale è suo malgrado rinchiuso.
Garson Poole (The electric ant) quando scopre la sua natura non umana
sperimenta su se stesso le sue potenzialità e potremmo continuare. Al
di là di tutto i suoi personaggi sono, a mio avviso, persone comuni
costrette a giocare ad un tavolo dove gli altri hanno carte truccate.

Eliogabalo

unread,
Jan 23, 2006, 11:43:13 AM1/23/06
to
... a parte "Ubix" al posto di "Ubik", hai scritto sagge parole!
;-)
Eliogabalo.


Eliogabalo

unread,
Jan 23, 2006, 11:43:13 AM1/23/06
to

Io ho letto una intervista, nella quale afferma che guardando il film non ci
ha visto tanto del suo "do androids...", ma che comunque ha visto un bel
film. E che siccome la vendita dei diritti cinematografici gli aveva portato
utili soldi (ricordiamoci che per parecchi anni ha mangiato la macinata per
i cani...), qualsiasi cosa ne avessero tratto gli sarebbe andata comunque
bene, o quasi.
Credo che Total Recall gli sarebbe piaciuto MOLTO MENO... Il buon Schwarzy,
in effetti, ha pochissimo del protagonista debole, fragile ma risoluto dei
romanzi Dickiani! Persino Cruise ha saputo far meglio, pur restando troppo
"superuomo" e pochissimo "homo sconfittus" (scusatemi: il latino non lo so
proprio...).
Eliogabalo.


Poole

unread,
Jan 24, 2006, 10:05:28 AM1/24/06
to
Ti ringrazio per la segnalazione relativa a "Ubik". Si tratta
ovviamente di un refuso, tra l'altro già commesso nel precedente post.
Phil sicuramente ci scriverebbe sopra una grande storia. Per quanto
riguarda il latino credo si dica "Homo victus" o forse "Vir victus" nel
senso più ampio di "personalità vinta/sconfitta". Il latino è una
lingua straordinaria della quale Dick era assolutamente padrone a
dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, della sua grande cultura.
Beh, aspettiamo eventuali correzioni nel caso questo post venisse letto
da qualcuno fine conoscitore delle nostre origini (in quanto Italiani).
Ave Poole.

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